Dott.
Alessandro Pittore
Psicologo clinico
·
Psicologo
Psicoterapeuta
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Milano 1 indirizzo
Esperienze
Sono uno Psicologo ad orientamento psicodinamico e Consulente, con una consolidata esperienza nel coaching e nella consulenza decisionale, sia in ambito individuale sia aziendale.
La mia pratica clinica si fonda sul principio che la crescita personale sia un processo continuo, possibile a qualsiasi età. Accompagno la persona nell'affrontare e superare i nodi evolutivi e i momenti di blocco che caratterizzano le differenti fasi della vita.
Aree di Intervento
Offro supporto psicologico e consulenza mirata per:
Stati depressivi e fragilità emotiva: Gestione del calo dell'umore, del senso di smarrimento o di sofferenza interiore.
Transizioni critiche di vita: Momenti di cambiamento o riorganizzazione personale, familiare e professionale.
Consulenza decisionale e Coaching: Supporto in contesti aziendali e individuali per affrontare scelte complesse e valorizzare il proprio potenziale.
Dinamiche familiari e relazionali: Comprensione ed elaborazione dei conflitti che si riflettono negli affetti e sul lavoro.
Il Mio Approccio
Sono Psicoterapeuta in formazione presso la SISPI, specializzato nell'utilizzo del metodo della Procedura Immaginativa.
Il mio modello di intervento integra la solida base teorica psicodinamica con la potenza clinica dell'esperienza immaginativa. Questo approccio permette di:
Raggiungere ed elaborare i conflitti profondi.
Sbloccare le risorse interne della persona.
Promuovere un'evoluzione autentica e duratura in qualsiasi momento della vita.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia nutrizionale
- Psicoterapia psicoanalitica
Principali patologie trattate
- Disturbi alimentari
- Ansia
- Stress
- Depressione
- Disturbo ossessivocompulsivo
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Colloquio psicologico online
60 € -
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ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve a tutti buongiorno. Da circa 7 mesi sto soffrendo di una forte tensione e senso di divisione n
Salve a tutti buongiorno.
Da circa 7 mesi sto soffrendo di una forte tensione e senso di divisione nella parte sinistra della testa. Mi sento come se fossi diviso in 2, ho problemi di concentrazione e di memoria. La caratteristica più importante è che mi sento come se fossi distaccato da me stesso, dalle mie emozioni e dalla realtà. Questo stato è facilmente risolvibile in quanto il mio corpo cerca di autoregolarsi tramite dei mormori vocali. Quando faccio questi mormori sento che la tensione diminuisce, che i pensieri si riorganizzano e soprattutto rientro in contatto con me stesso. Ho fatto varie visite psichiatriche e mi è stato detto che questo corrisponde ad uno stato dissociativo. Il problema principale è che non riesco a lasciarmi andare (cioè a scaricare questa tensione) perché ho paura che mio padre possa aggredirmi durante i momenti di vulnerabilità (cioè quando mi lascio andare). Questo perché sin dall'infanzia mio padre mi ha sempre traumatizzato con le sue urla, quando facevo qualcosa che gli dava fastidio. Di conseguenza sono rimasto bloccato in un loop dove il mio corpo cerca di lasciarsi andare con questi mormorii ma rimane in allerta per la paura che mio padre possa aggredirmi. Io vorrei semplicemente lasciarmi andare e sentirmi protetto. Ho provato anche ad andare via di casa, ma facendolo contro la mia volontà mi dissocio ancora di più. Per lo stesso principio, i miei genitori mi hanno proposto di ricoverarmi in una clinica, ma facendo qualcosa che non sento il sintomo dissociativo aumenta. Questo stato è sopraggiunto dopo un periodo di 3 mesi dove ho represso ciò che sentivo per adattarmi una situazione (nello specifico un corso di studi). Io vorrei solo sentirmi al sicuro da mio padre, ma in famiglia non capiscono che il nucleo del problema è questo. Ho fatto da circa 1 anno psicoterapia e ho assunto vari psicofarmaci, senza alcun risultato concreto. Cio che potrebbe aiutarmi è semplicemente sentirmi al sicuro. Cosa ne pensate?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la sua analisi è estremamente lucida. La tensione alla testa, il senso di divisione e il distacco emotivo non indicano una perdita di sé, ma un meccanismo di difesa: la dissociazione interviene per proteggerla quando avverte che lasciarsi andare significa esporsi a un pericolo (la memoria traumatica delle aggressioni e delle urla paterne). È molto significativo che il suo corpo cerchi già di riequilibrarsi da solo: il mormorio vocale è un tentativo spontaneo di stimolare il nervo vago e ritrovare calma e coesione.
Il percorso psicoterapico precedente e i farmaci non hanno prodotto i risultati sperati per una ragione precisa: agivano prevalentemente sul piano razionale e verbale. Lei ha già compreso perfettamente l’origine del problema, ma la paura non risiede nei pensieri coscienti, bensì nella memoria corporea e neurovegetativa. Finché il corpo non sperimenta una sicurezza reale, qualsiasi forzatura, interna o esterna (come allontanarsi o ricoverarsi contro la propria volontà), viene letta dal sistema nervoso come una minaccia, aumentando il blocco.
Per uscire da questo loop, l'esperienza immaginativa guidata offre una strada differente ed efficace:
Costruire un rifugio interiore inviolabile: Anziché chiederle di sforzarsi a rilassarsi in un ambiente che percepisce ancora insicuro, l'immaginario permette di co-costruire in seduta scenari simbolici di protezione assoluta, dove il corpo può finalmente disattivare l'allarme e sperimentare la vulnerabilità senza rischi.
Lavorare dal corpo alla mente: Attraverso il registro sensoriale e simbolico, l'esperienza consente alla parte tesa, alla voce e al corpo di integrarsi gradualmente, rispettando i suoi tempi e senza alcuna imposizione prestazionale.
Neutralizzare la minaccia sul piano simbolico: Nel contesto protetto dell'immaginario è possibile confrontare e ridimensionare il potere persecutorio della figura traumatizzante, trovando confini e risorse interiori stabili.
Il punto di svolta non consiste nello sforzarsi di guarire con la volontà, ma nell'offrire al suo sistema nervoso un'esperienza concreta in cui "lasciarsi andare" torni a significare sollievo e mai più pericolo.
Cordialmente
Buongiorno, ho problemi legati alla menopausa. Sono in menopausa da due anni, e le vampate e problem
Buongiorno, ho problemi legati alla menopausa. Sono in menopausa da due anni, e le vampate e problemi vaginali hanno compromesso molto la qualità della mia vita. Ora, dopo tentativi fallimentari (medici che ti liquidano con un "signora ma che vuole farci!") mi sono rivolta a una ginecologa che mi ha preso in carico, ma invece di darmi aiuto per gestire i sintomi che mi pesano tanto, mi sta prescrivendo analisi e visite per gestire tutti i terribili rischi e la decadenza fisica della menopausa... insomma, mi sento molto peggio di prima. Mi sembra di essere il fattorino che porta in giro un corpo che è solo una bomba a orologeria, pronto a sfasciarsi, anzi già irrimediabilmente sfasciato... e pensare che mi sentivo bene per il resto, la mia vita era entrata in una fase serena e piena di interessi... Ma adesso sto crollando, e mi sento senza speranza di riavere né la salute di prima, né la serenità di dopo... Non riesco a affrontare con serenità tutte queste analisi, visite, accertamenti, prescrizioni, dictat, rimproveri impliciti che piovono da ogni parte... Io volevo solo dormire la notte e fare l'amore con mio marito!
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, comprendo profondamente il senso di smarrimento: passare dal sentirsi sminuita all'essere trattata come un «corpo guasto» o una bomba a orologeria genera un'ansia comprensibile. La menopausa è un passaggio naturale e complesso, non una condanna al declino, e il suo desiderio di dormire serena e ritrovare l'intimità con suo marito non solo è legittimo, ma è un obiettivo ampiamente raggiungibile.
Per uscire da questa spirale e riprendere il controllo del suo benessere, il consiglio è di affrontare questo momento su due livelli complementari:
Un medico specializzato in menopausa: È fondamentale fare riferimento a un ginecologo (o endocrinologo) dedicato specificamente a questa fase, capace di spiegare il senso degli esami senza allarmismi e con una priorità chiara.
Un supporto integrato tra corpo e mente: Spesso si sottovaluta quanto alimentazione e vissuto emotivo si influenzino a vicenda in questa fase. Da un lato, un intervento nutrizionale mirato aiuta concretamente a modulare gli sbalzi ormonali, attenuando le vampate e favorendo il sonno; dall'altro, la psicoterapia è uno strumento prezioso per disinnescare il terrore del "decadimento", rielaborare il rapporto con il proprio corpo e ritrovare sintonia con la propria femminilità.
Cordialmente
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