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Esperienze

Sono una psicologa clinica e forense, laureata presso l’Università LUMSA, dove attualmente sto proseguendo il mio percorso formativo nella Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Clinica Integrata della Lumsa Academy.

Ho scelto di diventare psicologa perché ho sempre creduto profondamente nel valore dell’ascolto, della comprensione e della possibilità di cambiamento che ogni persona porta dentro di sé, anche nei momenti più difficili. Per me la psicologia non è soltanto una professione, ma un incontro umano fatto di presenza, accoglienza e autenticità.

Credo fortemente che ogni individuo abbia bisogno di uno spazio sicuro in cui sentirsi visto, ascoltato e compreso senza giudizio. Per questo considero fondamentale costruire con l’altro una relazione basata sulla fiducia, sulla reciprocità e sul rispetto dei tempi e della storia personale di ciascuno.

Nel mio lavoro metto al centro la persona, con la sua unicità, le sue fragilità ma anche le sue risorse. Accompagnare qualcuno nel proprio percorso di consapevolezza e cambiamento è per me una grande responsabilità, ma anche un privilegio che continuo a vivere con passione, sensibilità e dedizione.

Credo che il cambiamento sia possibile quando ci si sente accolti davvero, e che la relazione umana possa diventare uno spazio in cui riscoprire nuove possibilità di sé.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia forense
  • Psicologia giuridica
  • Psicologia clinica

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Erika Bernabei
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1 recensione

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  • A

    Anonimo

    La dottoressa si è mostrata da subito accogliente e ha ascoltato con attenzione le mie problematiche. Sono molto soddisfatta del percorso svolto perché mi ha dato la possibilità di affrontare un momento di difficoltà con un sostegno adeguato.

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 4 domande da parte di pazienti di MioDottore

All'età di 31 anni mi ritrovo ancora senza esperienze in relazioni sentimentali, avendo avuto come p

All'età di 31 anni mi ritrovo ancora senza esperienze in relazioni sentimentali, avendo avuto come priorità problemi di salute fino ad un'anno e mezzo fa. Di recente però sento di aver maturato un interesse per il mio vicino di casa (trasferito pochi mesi fa) , che abita praticamente sopra la mia abitazione. È molto gentile, cortese, premuroso e disponibile ad aiutarmi se avessi bisogno. Per lavoro è spesso difficile vedersi, essendo pure lui molto impegnato, ma è capitato qualche volta di entrare in casa sua per un caffè ed una chiacchierata, ci sentiamo telefonicamente delle volte e ci vediamo per strada, anche di ritorno a casa, e lo vedo pure sul posto di lavoro essendo un farmacista. Avverto della chimica tra noi e mi sento a mio agio in sua compagnia ma non vorrei appunto confondere la sua cordialità da vicino di casa con altro. Discutendo con qualcuno, mi consigliano di chiedergli di uscire per mangiare qualcosa insieme, per vedere se ci sta pure interesse da parte sua. Non ho problemi con i rifiuti, però sento che in questo momento della mia vita in cui vorrei sentirmi amata e speciale per qualcuno, non ho bisogno di un rifiuto, che potrebbe dare il colpo di grazia alla mia insicurezza e totale bassa autostima di me come donna, anche inesperta soprattutto. Non vorrei nemmeno rovinare il rapporto di amicizia con il vicino di casa e modificare le nostre dinamiche se venisse rifiutato un mio invito ad uscire da soli e stare allo stesso tavolo ma fuori da un contesto casalingo,avendo anche dubbi su un uomo che é uscito da una relazione qualche mese fa e che penso sia un dettaglio importante.... Per di più entro un anno si trasferirà nella sua nuova casa e temo che per la mia mancanza di coraggio, mi pentirò di non averci provato un minimo perché spaventata dalla situazione, non potendo rivederlo più come faccio adesso essendo vicini di casa. Con la mia mancanza di esperienza, sento di aver bisogno di trovare qualcuno che prenda iniziative con me e che mi dia dei segnali chiari, per infondermi nel caso più sicurezza in me stessa ed agire facendo un passo. Ho sempre più paura che resterò sola senza avere il minimo coraggio di provarci con qualcuno e rischiare..

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Erika Bernabei

Capisco la tua esitazione, soprattutto perché si tratta di una persona che fa già parte della tua quotidianità e perché un eventuale rifiuto potrebbe rendere le cose un po' più imbarazzanti all'inizio. Tuttavia, invitare qualcuno a prendere un caffè o a mangiare qualcosa insieme non è necessariamente una dichiarazione sentimentale: può essere semplicemente un modo per conoscersi meglio fuori dal contesto abituale.

Considerando che questa persona si trasferirà entro un certo periodo di tempo, forse la domanda da porti non è tanto "e se mi dicesse di no?", ma "come mi sentirei tra un anno se non avessi mai provato?". Un invito semplice e senza troppe aspettative potrebbe darti una risposta più chiara sul suo interesse senza compromettere necessariamente il rapporto che avete costruito.

Inoltre, il fatto che lui sia uscito da una relazione da pochi mesi è un elemento da tenere presente: anche se ci fosse interesse reciproco, potrebbe avere tempi diversi dai tuoi. Tenendo in considerazione questo, un possibile "rifiuto" potrebbe essere non interpretabile come esito di un giudizio sul proprio valore personale.
A volte il coraggio non consiste nell'essere certi del risultato, ma nel concedersi la possibilità di scoprirlo.


Salve dottori, sono una ragazza di 25 anni, ho avuto una relazione di tre anni circa con una persona

Salve dottori, sono una ragazza di 25 anni, ho avuto una relazione di tre anni circa con una persona piu grande di 21 anni di differenza..diciamo che sono stata io a prendere la decisione perché purtroppo non andavano più le cose tra noi, non mi sentivo ascoltata, non riuscivamo neanche a comunicare, anche per delle piccole cose, io volevo il parlare, cercavo il confronto ma lui niente, non voleva neanche mai iniziare, poi altre cose tra cui stessi conportamente, like sui social a foto di ragazze che si mettono in mostra, e io cercavo di chiedergli se poteva evitare ma nulla..ora nonostante ci siamo lasciati abbiamo continuato a vederci, ora lui ha iniziato da un pò a lavorare dove sono io, quindi lavoriamo anche insieme, purtroppo per il fatto "gelosia" o like, può essere che sia io? Cioè mi accorgo che magari lui mi ripeteva sempre che era una cosa normale, ma a me dava fastidio e non riuscivo a passarci sopra..io so come sono, magari non ho una grande autostima, però so di essere una brava persona, carina, e che sa essere a modo ecco, ora dovrà iniziare una ragazza a lavorare con noi e io non so perché ho subito pensato a lui, e a come possa guardarla, soprattutto ora che essendo "libero" potrebb farlo, o provarci ecco..volevo capire perché si attiva dentro tipo un meccanismo di "pensieri" e paure, come se la mia testa vada in modalità "allarme" perché pensa che lui possa guardarle il dietro o insomma provarci, nonostante magari io sappia di essere "meglio" diciamo..come faccio a non avere questi pensieri e paranoie? Come lo supero, ho paura di non riuscire a superarlo, e ad avere questo tipo di "problema" con altri magari..

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Erika Bernabei

Buonasera.
Da quello che racconti, mi sembra importante distinguere due aspetti. Il primo è che una relazione può finire quando non ci si sente ascoltati, compresi o rispettati nei propri bisogni. Se per te il dialogo e il confronto erano importanti e non riuscivate a trovarli, è comprensibile che la relazione ti abbia lasciata insoddisfatta.

Il secondo aspetto riguarda la gelosia e i pensieri che si attivano oggi. Considera che questa persona ha fatto parte della tua vita per tre anni e che, nonostante la separazione, continuate a vedervi e persino a lavorare insieme. In una situazione del genere è abbastanza normale che tu sia ancora emotivamente coinvolta e che ti venga spontaneo chiederti cosa farà o con chi potrebbe interessarsi.

Più che chiederti se sei "migliore" o "peggiore" di altre ragazze, potrebbe essere utile ricordare che l'interesse di una persona verso qualcun altro non definisce il valore di chi è stato il partner precedente. Sono due piani diversi.

Inoltre, il fatto che alcuni suoi comportamenti ti facessero stare male non significa necessariamente che tu fossi nel torto o che lui fosse nel torto: può semplicemente indicare che avevate sensibilità e aspettative diverse su certi temi.

Con il tempo, e soprattutto prendendo gradualmente le distanze emotive dalla relazione conclusa, questi pensieri tendono spesso a perdere intensità. Il fatto che tu te ne accorga e ti stia interrogando su di essi è già un primo passo importante.


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