Sera sono Licia, ho perso mia mamma quasi 2 anni fa, dopo averla seguita con l Alzheimer, ho un papà
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Sera sono Licia, ho perso mia mamma quasi 2 anni fa, dopo averla seguita con l Alzheimer, ho un papà invalido e una sorella persa anni fa. Insomma non ho avuto una vita e ho problemi di stabilità economica, sentimentale ecc. Mi sento un punto interrogativo. So che lo stress può dare un po di confusione ma fino a quando c era mamma, pure se ero distrutta, riuscivo a ricordare tutto, spese incombenze, scadenze. Poi dopo pochi mesi dal suo andare via, sempre immersa nei problemi di papà e pure miei, mi sentivo confusa, come se scattasse nebbia, come di chi non vuole pensare o non ce la fa. Entro in una stanza per pigliare una cosa e non ricordo subito cosa. Oppure devo prendere una serie di medicine da anni, prima erano in automatico, ho 49 anni, ora devo fare elenco ed è uno sforzo immane, perché se ho dormito poco o sono ansiosa e ahimè è così, ancora più affaticata. E più sto così, più mi agito e più mi annebbio. Mi manca la fluidità di ragionamento, la prontezza che avevo fino al lutto. Ho fatto visita da una psicoterapeuta con dei test di ginnastica mentale e dice che non ho deficit, sono stata da uno psicoterapeuta, che mi disse che era confusione da post trauma, qualcosa del genere. Poi ho dovuto sospendere, ma più lavoravo in quelle tot di sedute e più mi sentivo confusa. Appena posso riprendo ma ho timore che non vada più via. Amavo fare teatro amatoriale ma non riesco a memorizzare e ho smesso, ho paura a fare una RM encefalo, se mi dicono che ho qualcosa tipo mamma. Eppure gli psicoterapeuti visti, ed anche una psichiatra non mi vede con deficit. Prendo solo un ansiolitico da quando ho perso mamma, lo sospesi ed ora due al giorno, ma che fosse quello?
Possibile che un trauma enorme dia questo tipo di sintomo? Fev dire che pure se ricevo una delusione, mi arriva una botta di confusione e stanchezza mentale. Prendo integratori, curo ciò che devo curare ma oggi ad es tra le pillole pressorie, metaboliche, tiroidee, ecc, non mi ricordo se ho preso il ferro. Privo a focalizzare la azione, ma non mi pare. Solo che il non avere lucidità di memoria, mi preoccupa ed agita. Grazie
Possibile che un trauma enorme dia questo tipo di sintomo? Fev dire che pure se ricevo una delusione, mi arriva una botta di confusione e stanchezza mentale. Prendo integratori, curo ciò che devo curare ma oggi ad es tra le pillole pressorie, metaboliche, tiroidee, ecc, non mi ricordo se ho preso il ferro. Privo a focalizzare la azione, ma non mi pare. Solo che il non avere lucidità di memoria, mi preoccupa ed agita. Grazie
Buongiorno Lucia, provi a richiedere di nuovo una visita psichiatrica ed una consulenza psicologica, vedrà che le sue condizioni miglioreranno quando riuscirà ad intraprendere il giusto percorso terapeutico.
Ottime cose, Dottor Andrea De Simone
Ottime cose, Dottor Andrea De Simone
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Cara Licia, i disturbi della memoria hanno diverse origini. Se effettivamente si percepisce cambiata rispetto a prima, le consiglio di sottoporsi a dei test neuropsicologici che può fare presso uno psicologo competente, il quale comprenderà meglio la natura stessa di tali sintomi.
Salve Licia, se le visite “organiche” cioè mediche non evidenziano patologie allora sì è possibile che i suoi sintomi possano essere collegati ad un evento significativo, quale la perdita di una figura importante. Un caro saluto.
Salve Licia,
nella sua vita ha subito più lutti e anche delle invalidità di persone care, è possibile che debba fare i conti con molto dolore vissuto.
Le consiglio di effettuare un percorso terapeutico pur con le difficoltà confusionali, proprio il lavoro su queste può aiutarla a capire cosa le sta succedendo. Una terapia può anche aiutarla ad affrontare esami che possono essere necessari ma che la mettono a confronto con la patologia di sua madre.
Saluti.
Dott.ssa Carmen Capria
nella sua vita ha subito più lutti e anche delle invalidità di persone care, è possibile che debba fare i conti con molto dolore vissuto.
Le consiglio di effettuare un percorso terapeutico pur con le difficoltà confusionali, proprio il lavoro su queste può aiutarla a capire cosa le sta succedendo. Una terapia può anche aiutarla ad affrontare esami che possono essere necessari ma che la mettono a confronto con la patologia di sua madre.
Saluti.
Dott.ssa Carmen Capria
Gentile utente, dopo aver effettuato una serie di indagini organiche che , fortunatamente, hanno dato tutte esito negativo è chiaro che la sintomatologia da lei riportata sia collegabile allo stato di lutto in cui si trova. Purtroppo la perdita delle persone care ci fa entrare in uno stato traumatico in cui non è più facile fare le cose che facevamo prima nello stesso modo. Si potrebbe ipotizzare che la morte di sua mamma l'abbia messa in contatto emtoviamente anche con altri traumi importanti quali l'invalidità di suo padre e la perdita di sua sorella. Credo che contattare un terapeuta al quale chiedere ciò che sta domandando a noi ora potrebbe giovarle molto perché le darebbe il supporto adeguato in un momento così difficile della sua vita. Eventualmente potrebbe anche effettuare una consulenza psichiatrica per prendere ulteriori farmaci qualora ce ne fosse bisogno.
Cordiali saluti
D..sa gemma bosco
Cordiali saluti
D..sa gemma bosco
Buonasera Licia, dalle sue parole emerge una vita molto segnata da dolorose perdite e importanti doveri che l’hanno chiamata a rispondere a molte esigenze della sua famiglia. Ora, la confusione, dovutamente escluse le cause organiche, potrebbe essere un sintomo di richiamo a un’attenzione maggiore verso se stessa. Seppur invalidante, e di certo difficile da gestire, provi a dare importanza a queste difficoltà, magari affrontando le problematiche che la stanno duramente mettendo alla prova con un professionista che possa sostenerla, e con cui condividere il percorso migliore rispetto alle sue esigenze. Un caro saluto Dott.ssa Elisa Galantini
Buongiorno. È possibile che l'ansia incida sulla memoria, nella fattispecie sulla memoria di fissazione, perciò la difficoltà è proprio quella di recuperare ricordi, che nn sono stati registrati proprio a causa del problema psicologico e nn neurologico. Ad ogni buon conto, se mai effettuati, può fare i test neuropsicologici per togliersi definitivamente i dubbi
Una volta esclusi problemi di carattere neurologico, le consiglio di non sottovalutare l'influenza sulle capacità mnemoniche degli eventi dolorosi che hanno costellato, purtroppo, la sua esistenza. Sono quasi certa che, facendosi aiutare a elaborare i suoi lutti e il conseguente smarrimento esistenziale che prova, possa recuperare l'efficienza della memoria a breve termine che lamenta. Resto a disposizione, dr.ssa Benvenuti
Buongiorno! Il lutto è un evento della vita che se non elaborato a fondo può avere conseguenze di vario genere. Da ciò che dice sembra che la sua ansia e la mancanza di energie potrebbero essere legate a questo drammatico evento. Bisognerebbe inquadrare tutta la sua situazione, il legame che aveva con la mamma, le dinamiche familiari passate e tanto altro. Mi auguro che lei al più presto intraprenda un percorso d ti psicoterapia che le sarebbe senz'altro utile.
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Valeria Randisi
Buonasera Licia. Le problematiche neurodegenerative come quelle di cui ha sofferto Sua madre hanno solo una piccola componente genetica, benché non sia ancora del tutto chiaro come questo avvenga. La percentuale di probabilità che ha di sviluppare una malattia neurodegenerativa pertanto è solo di pochissimo superiore a qualsiasi altra persona, e di per sè non deve allarmarLa. Fermo restando che non specifica quanti anni Lei abbia, e che non è possibile pertanto a distanza escludere la presenza di problematiche organiche, sembra piuttosto probabile che l'origine delle difficoltà che riporta sia psicologica e non neurologica. Fino a quando si è presa cura della mamma, pur con il carico di stress e lavoro che questo comportava, Lei era focalizzata sul compito, sul ruolo, e tutte le risorse erano finalizzate alla buona riuscita delle Sue azioni. Terminata la necessità e l'urgenza, il livello ottimale di stress ha ceduto il posto alla cronicità della fatica cognitiva ed emotiva, non più sostenuta dalla necessità di adempiere al Suo compito. È piuttosto normale che Lei adesso percepisca minore lucidità e maggiore confusione. Naturalmente, sullo sfondo di una perdita come quella appena subita e delle ragioni della malattia della mamma, è facile che subentri l'ansia al pensiero di poter contrarre qualcosa di similare. Penso sia inutile dirLe questo, naturalmente, non gioca a Suo favore e anzi aumenta ancora di più la difficoltà di essere lucida e performante. Anche dal punto di vista identitario (Lei "non si riconosce") è ancora da elaborarli la perdita di ruolo sul quale verosimilmente si è mantenuta in termini di stabilità personale per molto tempo. Il contesto di vita, insomma, giustifica la sintomatologia. Il consiglio è quello di rivolgersi a uno psicoterapeuta per un'indagine approfondita della situazione; qualora il collega lo riterrà opportuno, potrete concordare una eventuale valutazione neurologica anche in base alla Sua età. Per il momento, in prima battuta, mi limiterei ad affrontare l'aspetto psicologico della situazione. Cordialità, in bocca al lupo. DMP
Buongiorno Licia,
da quello che scrive mi sembra che, nonostante abbia consultato due specialisti, sia ancora preoccupata che le sue “dimenticanze” possano avere una causa organica. A questo proposito, se non lo ha già fatto, una strada potrebbe essere quella di consultarsi con il suo medico di base, che potrà valutare insieme a lei l’opportunità di procedere, eventualmente, con ulteriori accertamenti.
Come già le hanno scritto anche altri colleghi, è anche possibile che la sua memoria stia risentendo di una sorta di “sovraccarico emotivo” e, parallelamente all’indagare eventuali cause organiche, credo che potrebbe essere utile, per lei, riprendere le sedute di psicoterapia, che potrebbero anche essere utili per elaborare le paure di cui parla.
Da quello che ha raccontato, questo per lei è un momento molto difficile e carico di sofferenza. So che non è facile, ma questo momento così faticoso potrebbe però anche diventare, per lei, l’occasione per ricominciare a occuparsi di sé e del suo benessere fisico ed emotivo. Le faccio i miei migliori auguri perché possa affrontare con la maggiore serenità possibile la situazione in cui si trova.
da quello che scrive mi sembra che, nonostante abbia consultato due specialisti, sia ancora preoccupata che le sue “dimenticanze” possano avere una causa organica. A questo proposito, se non lo ha già fatto, una strada potrebbe essere quella di consultarsi con il suo medico di base, che potrà valutare insieme a lei l’opportunità di procedere, eventualmente, con ulteriori accertamenti.
Come già le hanno scritto anche altri colleghi, è anche possibile che la sua memoria stia risentendo di una sorta di “sovraccarico emotivo” e, parallelamente all’indagare eventuali cause organiche, credo che potrebbe essere utile, per lei, riprendere le sedute di psicoterapia, che potrebbero anche essere utili per elaborare le paure di cui parla.
Da quello che ha raccontato, questo per lei è un momento molto difficile e carico di sofferenza. So che non è facile, ma questo momento così faticoso potrebbe però anche diventare, per lei, l’occasione per ricominciare a occuparsi di sé e del suo benessere fisico ed emotivo. Le faccio i miei migliori auguri perché possa affrontare con la maggiore serenità possibile la situazione in cui si trova.
Buongiorno Licia, le difficoltà di memoria possono dipendere anche da stati eccessivi di stress. Vedo, da ciò che ha scritto che lei ha dovuto affrontare non solo una malattia grave di un suo caro ma anche dei lutti. E questi sono eventi critici che possono determinare un carico significativo di stress psicofisico per una persona con tutta una serie di conseguenze per la salute. Dato che lei ha anche difficoltà di salute sarebbe preferibile ai fini anche di una prevenzione fare un check up medico generale per vedere anche come sta da questo punto di vista. E comprendere se i problemi di salute( metabolici, tiroidei, ecc.) di cui lei già soffre sono correlati con le difficoltà di memoria. Per avere un'idea più completa di come lei oggi sta a livello generale.
Indipendentemente da queste difficoltà a livello fisico, se lei continua comunque ad accusare questo stato di confusione soprattutto quando eventi esterni la colpiscono emotivamente o difficoltà di memoria le suggerisco di riprendere in modo più continuativo un percorso psicologico che la aiuti nell'affrontare questo momento della sua vita.
Cordiali Saluti, Dott.ssa Lucia Scafidi
Indipendentemente da queste difficoltà a livello fisico, se lei continua comunque ad accusare questo stato di confusione soprattutto quando eventi esterni la colpiscono emotivamente o difficoltà di memoria le suggerisco di riprendere in modo più continuativo un percorso psicologico che la aiuti nell'affrontare questo momento della sua vita.
Cordiali Saluti, Dott.ssa Lucia Scafidi
Buonasera Lucia, lei ha vissuto diversi eventi traumatici oltre il lutto di sua madre perché anche il lutto di sua sorella, avere un padre invalido e la malattia di sua madre sono eventi altamente traumatici e i suoi sintomi sono congruenti con un disturbo post traumatico da stress. Anche i suoi sintomi somatici tiroidite, pressione, problemi metabolici fanno pensare ad una somatizzazione. Le consiglio di affidarsi ad uno psicoterapeuta per elaborare le sue esperienze di vita traumatiche e vedrà che ritroverà la sua concentrazione e le sue energie. Se noi siamo in allerta o abbiamo paura il nostro cervello attiva i sistemi della difesa e se questi sono attivi si fa fatica a portare avanti i compiti quotidiani perché la mente è annebbiata. Pensi se lei dovesse preparare una torta mentre percepisce che il leone che ha di fronte la sta minacciando e la potrebbe attaccare. Sono disponibile per ulteriori informazioni. Cordiali saluti dottoressa Adriana Casile
Salve, mi dispiace lei è una donna giovane e non dovrebbe avere tali disturbi. Sicuramente la vita l'ha messa a dura prova ha avuti dei lutti importanti che ha dovuto gestire. La cosa importante è che lei x prima cosa si dovrebbe accertare che non ha niente di fisiologico, poi dovrebbe affidarsi ad uno psicoterapeuta ed eseguire un serio lavoro psicologico, per superare i suoi lutti che sono traumi da superare. Cerchi uno psicoterapeuti che esegue una terapia con il metodo EMDR, che elabora i traumi, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
Buonasera, Mi sembra che finora non ha avuto molte occasioni per pensare a se stessa: i suoi bisogni e le sue aspettative dovevano sempre retrocedere ai bisogni degli altri... finché la sua mamma era in vita non poteva permettersi nessuna debolezza, nessuna dimenticanza, doveva avere memoria sufficiente per tutti e due. Ora è mentalmente esausta, affatticata. Anche se i test neuropsicologici non risultano alterati, ha comunque una sensazione pervadente di inadeguatezza. Sicuramente ha bisogno di un aiuto psicoterapeutico per ritrovare un certo equilibrio. È importante trovare un terapeuta di cui si fida, ed è importantissimo non saltare le sedute. (Il malessere descritto da Lei dopo alcune sedute è piuttosto normale: è molto faticoso mettersi in gioco e durante la terapia tante difese devono essere abbattute prima di poter ricostruire delle fondamenta sane.) Le faccio tanti auguri, spero che presto riesca a ritrovare un po’ di serenità! Cordiali saluti, Anna Maria Schallig
Buongiorno Licia, molte volte la vita ci mette alla prova e lei in questo momento deve affrontare anche le conseguenze di ferite ancora aperte e dolorose. Si faccia aiutare per capire come iniziare ad avere fiducia in se stessa e nella vita, come ricostruire la sua vita dando più spazio a suoi bisogni e a credere che anche dopo una tragedia si può ricominciare e trovare serenità. buon cammino E. Marangella
Gentile Licia, ha avuto una vita segnata da eventi difficili e dei quali la scomparsa di sua madre rappresenta solo l'ultimo doloroso atto. Questo evento sembra averla provata più degli altri, venendole a mancare un riferimento che è stato solido negli anni, ed ora sta sentendo di perdere colpi, soprattutto con la memoria. Non sappiamo se tutto ciò sia collegato o meno, ma potrebbe essere una buona soluzione fare degli approfondimenti; confrontarsi con l'eventualità di avere lo stesso problema di sua madre la preoccupa, posso comprenderlo, ma rimandare non la libererà dai dubbi, piuttosto li alimenterà. D'altra parte, è possibile che stia affrontando le conseguenze di un lutto molto doloroso, e in quel caso il conforto e l'aiuto specializzato di uno psicoterapeuta potrebbero darle molti benefici. Coraggio! Un caro saluto
Salve,
per escludere qualsiasi tipo di disturbo di natura organica sarebbe necessario effettuare una visita neurologica o neuropsichiatrica. Sicuramente la sua vita è stata contrassegnata da dolori e da sofferenze e poi prendersi cura di una persona malata di Alzheimer non è semplice, anzi al contrario assorbe una gran quantità di energie, sia fisiche che mentali, ed è come se lei adesso stia accusando il colpo. Sarebbe utile parlarne con uno psicoterapeuta, quale occasione per prendersi maggiormente cura di se stessa e del suo vissuto emotivo.
Saluti.
per escludere qualsiasi tipo di disturbo di natura organica sarebbe necessario effettuare una visita neurologica o neuropsichiatrica. Sicuramente la sua vita è stata contrassegnata da dolori e da sofferenze e poi prendersi cura di una persona malata di Alzheimer non è semplice, anzi al contrario assorbe una gran quantità di energie, sia fisiche che mentali, ed è come se lei adesso stia accusando il colpo. Sarebbe utile parlarne con uno psicoterapeuta, quale occasione per prendersi maggiormente cura di se stessa e del suo vissuto emotivo.
Saluti.
Salve, la sua vita è stata costellata da una serie di dolori molto importanti, malattie e lutti credo non elaborati perchè lei , nel suo racconto non c'è nel senso che è stata sommersa da una serie di incombenze . Credo che una psicoterapia , visto che neurologicamente non risulta nulla, può aiutarla ad alleviare la confusione causata dal forte stress da lei vissuto in questi anni.Cordiali saluti
Buonasera Licia. Accolgo con molta cura il Suo racconto, in cui sento vibrare tutta la fatica di chi ha speso la propria vita per "tenere insieme i pezzi" degli altri, finendo per sentirsi smarrita nel proprio labirinto interno. È importante che Lei sappia che questa "nebbia", questa sensazione di essere un punto interrogativo, non è un segnale di un deficit cognitivo come quello di Sua mamma, ma è il grido di un'identità che ha esaurito la riserva di ossigeno.
Il fatto che i test e i professionisti non abbiano riscontrato deficit è la prova che la Sua "macchina" è integra; è la "funzione di regia" che è momentaneamente andata in tilt per eccesso di carico.
La nebbia come protezione (Dissociazione da stress)
Finché c'era Sua mamma, Lei era in una modalità di "iper-vigilanza di sopravvivenza". Il Suo cervello era in guerra e non poteva permettersi di dimenticare nulla. Quando la mamma è venuta a mancare, è crollata la diga.
Il burnout del caregiver: Lei ha vissuto anni di stress cronico (Alzheimer, lutti multipli, invalidità paterna). Dopo un trauma così lungo, il cervello attiva una sorta di "fusibile" per non bruciarsi del tutto: la nebbia mentale. Quella confusione è il modo in cui la Sua mente dice "basta", cercando di isolarsi da una realtà troppo dolorosa o faticosa da gestire.
La memoria dei gesti automatici: Quando l'ansia sale, la memoria a breve termine è la prima a soffrire. Se il Suo pensiero è costantemente rivolto al passato (i lutti) o al futuro (la paura della povertà o della malattia), non c'è più nessuno "in casa" nel presente per registrare se ha preso il ferro o se è entrata in una stanza per un motivo preciso.
L'ansiolitico: I farmaci possono dare una certa sonnolenza cognitiva, ma spesso è l'ansia stessa a consumare tutte le energie necessarie per memorizzare un copione teatrale.
Il teatro e l'identità relazionale
Il fatto che Lei abbia smesso di fare teatro è simbolicamente molto forte. Il teatro è il luogo dove si "abita" un'altra identità; se oggi Lei fatica a sapere chi è (il punto interrogativo), far fatica a memorizzare una parte è la manifestazione di questo smarrimento interno. Non è che Lei non "può" più recitare, è che la Sua energia è tutta impegnata nel cercare di non affogare nei problemi quotidiani.
Cosa fare per ritrovare lucidità?
Non deve temere la RM: i Suoi sintomi sono fluttuanti (aumentano con l'ansia e le delusioni), mentre le malattie degenerative sono progressive e costanti. La Sua è una confusione reattiva.
Validazione della stanchezza: Smetta di chiedersi perché non è pronta e fluida come prima. Lei è una persona che ha attraversato un deserto; è normale essere stanchi. Se riceve una delusione, il Suo sistema "stacca la spina" perché non può reggere altro dolore.
Semplificare per scaricare: Non si sforzi di ricordare a memoria. Usi un portapillole settimanale: se lo scomparto è vuoto, la pastiglia è presa. Tolga al cervello il compito di vigilare su queste minuzie per lasciargli spazio per respirare.
La psicoterapia come "matrice" sicura: Quando riprenderà, non si spaventi se si sente confusa durante le sedute. È il segno che sta smuovendo blocchi profondi. La psicoterapia psicodinamica può aiutarLa a elaborare la perdita della mamma non solo come evento, ma come fine di un ruolo (quello di figlia-caregiver) che Le dava una definizione, seppur faticosa.
Licia, Lei è molto più della somma dei Suoi problemi economici o familiari. Quella nebbia non è permanente; inizierà a diradarsi quando Lei inizierà a darsi il permesso di essere, finalmente, una persona che ha diritto di ricevere cura, e non solo di darne.
In questa confusione quotidiana, c'è un momento della giornata o un'attività semplice in cui, anche solo per pochi minuti, sente di poter respirare senza l'ansia di dover "fare" qualcosa per qualcun altro?
Dottssa Giovanna Costanzo
Il fatto che i test e i professionisti non abbiano riscontrato deficit è la prova che la Sua "macchina" è integra; è la "funzione di regia" che è momentaneamente andata in tilt per eccesso di carico.
La nebbia come protezione (Dissociazione da stress)
Finché c'era Sua mamma, Lei era in una modalità di "iper-vigilanza di sopravvivenza". Il Suo cervello era in guerra e non poteva permettersi di dimenticare nulla. Quando la mamma è venuta a mancare, è crollata la diga.
Il burnout del caregiver: Lei ha vissuto anni di stress cronico (Alzheimer, lutti multipli, invalidità paterna). Dopo un trauma così lungo, il cervello attiva una sorta di "fusibile" per non bruciarsi del tutto: la nebbia mentale. Quella confusione è il modo in cui la Sua mente dice "basta", cercando di isolarsi da una realtà troppo dolorosa o faticosa da gestire.
La memoria dei gesti automatici: Quando l'ansia sale, la memoria a breve termine è la prima a soffrire. Se il Suo pensiero è costantemente rivolto al passato (i lutti) o al futuro (la paura della povertà o della malattia), non c'è più nessuno "in casa" nel presente per registrare se ha preso il ferro o se è entrata in una stanza per un motivo preciso.
L'ansiolitico: I farmaci possono dare una certa sonnolenza cognitiva, ma spesso è l'ansia stessa a consumare tutte le energie necessarie per memorizzare un copione teatrale.
Il teatro e l'identità relazionale
Il fatto che Lei abbia smesso di fare teatro è simbolicamente molto forte. Il teatro è il luogo dove si "abita" un'altra identità; se oggi Lei fatica a sapere chi è (il punto interrogativo), far fatica a memorizzare una parte è la manifestazione di questo smarrimento interno. Non è che Lei non "può" più recitare, è che la Sua energia è tutta impegnata nel cercare di non affogare nei problemi quotidiani.
Cosa fare per ritrovare lucidità?
Non deve temere la RM: i Suoi sintomi sono fluttuanti (aumentano con l'ansia e le delusioni), mentre le malattie degenerative sono progressive e costanti. La Sua è una confusione reattiva.
Validazione della stanchezza: Smetta di chiedersi perché non è pronta e fluida come prima. Lei è una persona che ha attraversato un deserto; è normale essere stanchi. Se riceve una delusione, il Suo sistema "stacca la spina" perché non può reggere altro dolore.
Semplificare per scaricare: Non si sforzi di ricordare a memoria. Usi un portapillole settimanale: se lo scomparto è vuoto, la pastiglia è presa. Tolga al cervello il compito di vigilare su queste minuzie per lasciargli spazio per respirare.
La psicoterapia come "matrice" sicura: Quando riprenderà, non si spaventi se si sente confusa durante le sedute. È il segno che sta smuovendo blocchi profondi. La psicoterapia psicodinamica può aiutarLa a elaborare la perdita della mamma non solo come evento, ma come fine di un ruolo (quello di figlia-caregiver) che Le dava una definizione, seppur faticosa.
Licia, Lei è molto più della somma dei Suoi problemi economici o familiari. Quella nebbia non è permanente; inizierà a diradarsi quando Lei inizierà a darsi il permesso di essere, finalmente, una persona che ha diritto di ricevere cura, e non solo di darne.
In questa confusione quotidiana, c'è un momento della giornata o un'attività semplice in cui, anche solo per pochi minuti, sente di poter respirare senza l'ansia di dover "fare" qualcosa per qualcun altro?
Dottssa Giovanna Costanzo
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