Salve, ultimamente sto passando un periodo un po’ stressante che mi porta ad avere problemi di diges
Salve, ultimamente sto passando un periodo un po’ stressante che mi porta ad avere problemi di digestione, quindi il reflusso come posso comportarmi per trovare sollievo da stress é ansia, Grazie, attendo risposta
34 risposte
Gentile paziente, lo stress è una reazione ad una situazione sfidante che pensiamo di non poter o di non saper gestire. La sua descrizione è più centrata sui sintomi e non tanto su quello che pensa o sull'eventi scatenante. Senza un approfondimento può fare qualche esercizio di rilassamento per contenere la risposta emotiva, ne trova su youtube ma anche sul mio profilo, gratuitamente. Mi preme solo sottolineare che quando il corpo comincia a "parlare" probabilmente lo stato di sofferenza si sta alzando velocemente e forse un consulto con uno specialista potrebbe giovare maggiormente. Buona giornata Francesca Cilento
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Salve, può capitare che periodi con particolari fonti di stress possano riflettersi su aspetti fisici, come i problemi di digestione che ha citato. Al netto che non ci siano problemi più specificatamente riguardanti l'apparato digerente, le suggerirei un percorso di tipo psicologico in cui è possibile individuare insieme strategie per affrontare in maniera più serena periodi come quello che sta vivendo oltre a rispondere in maniera più soddisfacente per lei allo stress che avverte. Mi contatti pure se ha ulteriori dubbi o vuole saperne di più. Buona giornata
buonasera, stress e ansia possono essere gestite tramite diverse tecniche. Le consiglio di affidarsi a uno psicologo e intraprendere un percorso psicologico per gestire e morare alla risoluzione dei suoi problemi.
Salve, Lo stress e l'ansia possono avere un impatto significativo sul benessere fisico, inclusa la digestione. Il reflusso gastroesofageo è spesso aggravato da tensione emotiva, quindi affrontare lo stress può aiutare a ridurre i sintomi. Ecco alcuni suggerimenti utili: Tecniche di rilassamento – La Mindfulness e la respirazione diaframmatica possono aiutare a ridurre l'attivazione del sistema nervoso e migliorare la digestione. Gestione dello stress – Praticare attività rilassanti come lo yoga , la meditazione o una semplice passeggiata può aiutare a diminuire la tensione. Alimentazione consapevole – Evitare cibi acidi, grassi o molto speziati, così come pasti abbondanti prima di coricarsi, può ridurre il reflusso. Regolarità del sonno – Dormire a sufficienza e mantenere una routine regolare aiuta il corpo a gestire meglio lo stress. Attività fisica moderata – Lo sport, praticato con moderazione, è un ottimo alleato per ridurre l'ansia e migliorare il benessere generale. Tuttavia, se lo stress e l'ansia continuano a influenzare la qualità della vita, sarebbe utile e consigliato rivolgersi a uno specialista per un supporto mirato. Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Salve, credo che sia importante prendere in considerazione sia motivi fisici che quelli colleagati con eventi stressanti a livello psico-fisico, le consiglio vivamente iniziare un precorso di terapia.
Gentile utente, Comprendo la sua situazione: il legame tra stress, ansia e disturbi digestivi come il reflusso è molto comune e scientificamente dimostrato. Il nostro sistema digestivo è particolarmente sensibile agli stati emotivi, tanto che viene spesso definito come il "secondo cervello". Per gestire questa situazione, le suggerisco un approccio integrato che consideri sia gli aspetti fisici che quelli emotivi: Dal punto di vista psicologico: - Consideri un breve percorso di supporto psicologico per imparare tecniche di gestione dello stress - Pratichi esercizi di respirazione diaframmatica, particolarmente utili sia per l'ansia che per il reflusso - Dedichi del tempo quotidiano al rilassamento Per il benessere fisico: - Mangi lentamente e masticando bene - Eviti pasti troppo abbondanti, soprattutto la sera - Mantenga un peso corporeo equilibrato - Eviti di sdraiarsi subito dopo i pasti Naturalmente, è importante consultare anche il suo medico curante per una valutazione complessiva della situazione e per escludere eventuali problematiche organiche. Il nostro corpo ci parla attraverso i sintomi: ascoltarlo e prendersi cura sia degli aspetti fisici che di quelli emotivi è la chiave per ritrovare il benessere. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti. Cordialmente, Dott.ssa Elin Miroddi
Salve, capisco quanto possa essere frustrante e debilitante sentire che lo stress e l’ansia stanno avendo un impatto diretto sul suo corpo, in particolare sulla digestione e sul reflusso. È importante sapere che esiste una forte connessione tra mente e corpo, e che i disturbi gastrointestinali, come il reflusso, spesso possono essere amplificati o addirittura innescati da uno stato di stress prolungato. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, uno degli aspetti centrali è imparare a riconoscere i pensieri e i meccanismi che alimentano lo stato d’ansia e a intervenire su di essi per ridurre il loro impatto. Ad esempio, può essere utile prestare attenzione ai momenti in cui lo stress aumenta: ci sono situazioni particolari, pensieri ricorrenti o preoccupazioni specifiche che innescano o peggiorano il suo stato emotivo? A volte, l’ansia viene alimentata da un dialogo interiore negativo, fatto di pensieri automatici catastrofici o giudicanti. Identificarli e sostituirli con pensieri più funzionali può aiutarla a ridurre l’attivazione fisiologica che contribuisce al reflusso. Anche il modo in cui respiriamo ha un grande impatto sul nostro stato emotivo e fisico. Tecniche di respirazione diaframmatica possono essere particolarmente utili per ridurre la tensione a livello gastrico e promuovere un senso di rilassamento. Provi a prendersi alcuni minuti al giorno per dedicarsi alla respirazione lenta e profonda, concentrandosi sull’addome che si espande e si contrae, piuttosto che sul respiro superficiale che coinvolge solo il petto. Questo tipo di respirazione aiuta a stimolare il sistema nervoso parasimpatico, che contrasta gli effetti dello stress sul corpo. Allo stesso tempo, potrebbe essere utile trovare delle attività che la aiutino a scaricare la tensione in modo sano. L’attività fisica, anche una semplice passeggiata, può favorire il rilassamento muscolare e migliorare la digestione. Il movimento regolare, oltre ad aiutare il corpo a gestire meglio lo stress, favorisce anche una migliore motilità intestinale e una riduzione della tensione accumulata nello stomaco. Se si rende conto che ci sono pensieri persistenti che la preoccupano, potrebbe essere utile adottare strategie di gestione cognitiva, come la tecnica della “sedia dell’osservatore”: provi a immaginare di guardare i suoi pensieri da una prospettiva esterna, senza lasciarsi trascinare da essi, come se fossero nuvole che passano nel cielo. Questo approccio può aiutarla a ridurre l’impatto emotivo dello stress e a gestire meglio le reazioni del corpo. Dal punto di vista pratico, può essere utile anche prestare attenzione a ciò che mangia e a come mangia. Lo stress spesso porta a una digestione più difficoltosa perché, quando siamo in uno stato di allerta, il nostro organismo tende a deviare l’energia dalle funzioni digestive per concentrarla su quelle di sopravvivenza. Mangiare lentamente, evitando pasti abbondanti e cibi che possano irritare lo stomaco, può aiutarla a ridurre il reflusso. Se sente che lo stress e l’ansia continuano a incidere sul suo benessere fisico, potrebbe essere utile valutare un percorso di supporto psicologico per lavorare in modo più mirato su questi aspetti. A volte, anche solo poter parlare con qualcuno che la guidi nell’esplorare le sue emozioni e nel trovare strategie su misura può fare una grande differenza. Nel frattempo, si conceda la possibilità di ascoltare il suo corpo e di trattarsi con gentilezza. Il solo fatto che stia cercando soluzioni è un segnale positivo: significa che ha già iniziato un percorso di maggiore consapevolezza e di cura di sé. Cari saluti, Dott. Andrea Boggero
Gentile utente, se sta riscontrando problemi di digestione e reflusso, il primo passo fondamentale è consultare un medico per escludere cause organiche e ricevere indicazioni specifiche sul trattamento più adeguato. Dal punto di vista psicologico, lo stress e l'ansia possono effettivamente avere un impatto significativo sul corpo, manifestandosi anche attraverso disturbi gastrointestinali. Per questo, potrebbe essere utile intraprendere un percorso di sostegno psicologico o psicoterapia, che possa aiutarla a individuare le cause dello stress e a sviluppare strategie efficaci per affrontarlo. Nel frattempo, può provare a dedicarsi ad attività che favoriscono il rilassamento, come tecniche di respirazione, meditazione o esercizio fisico moderato, e prestare attenzione all’alimentazione, evitando cibi che possano aggravare il reflusso. Un caro saluto.
Buongiorno, ho letto il suo messaggio e vorrei risponderle. Mi dispiace per questi problemi di cui parla e che sta incontrando in questo periodo. A volte, ci si può sentire in certi modi perché le strategie di cui disponiamo si rilevano non più adeguate al momento presente, e risulta necessario andare ad individuarne di nuove. Questo consentirebbe di gestire adeguatamente ansia e stress ed andare a migliorare anche il benessere fisico, non solo quello psicologico. Per fare questo potrebbe essere utile intraprendere un percorso di conoscenza di sé, che permetta anche di comprendere e gestire al meglio le proprie emozioni ed i proprio pensieri. Potrebbero rivelarsi utili anche, contestualmente, alcune tecniche di rilassamento che permettano di vivere più centrati su di sé e sul presente. La ringrazio e le auguro buona giornata.
Salve, il legame tra stress, ansia e disturbi fisici come il reflusso gastroesofageo è ormai ampiamente riconosciuto. Quando il corpo è sottoposto a forte tensione emotiva, è comune che anche il sistema digestivo ne risenta, manifestando sintomi come difficoltà digestive, bruciore di stomaco e sensazione di reflusso. Per trovare sollievo, oltre a consultare il suo medico di fiducia per gestire i sintomi fisici, potrebbe essere utile adottare alcune tecniche di gestione dello stress. Anche l’attività fisica regolare e il mantenimento di una routine alimentare equilibrata possono contribuire a ridurre sia l’ansia che i disturbi digestivi. Tuttavia, quando lo stress e l’ansia diventano persistenti e incidono sul benessere quotidiano, è importante considerare un percorso di supporto psicologico. Un professionista potrà aiutarla a riconoscere e affrontare le cause profonde del disagio emotivo, offrendole strumenti personalizzati per ritrovare serenità ed equilibrio. Un caro saluto.
Gentile utente, quello che non viene "digerito" mentalmente ha delle ricadute sul corpo. Sicuramente potrebbe occuparsi dei sintomi per alleviare la sofferenza che la arrecano, ma un percorso di psicoterapia può di certo aprire la strada verso una maggiore comprensione delle cause che la portano a stare così.
Potresti intraprendere un percorso che integri mente e corpo, lavorando su entrambi i livelli per ritrovare un maggiore equilibrio. Sul piano fisico, ti consiglierei di praticare esercizi di respirazione diaframmatica o training autogeno, che possono aiutarti a rilassare il sistema nervoso e alleviare i disturbi gastrointestinali legati allo stress. Allo stesso tempo, potrebbe essere utile riflettere su ciò che sta accadendo nella tua vita in questo momento: cosa ti sta mettendo sotto pressione? C’è una parte di te che si sente sopraffatta? Ti senti obbligato/a a trattenere emozioni che vorresti esprimere? Il tuo corpo sta cercando di comunicarti qualcosa. Ascoltarlo e comprendere il suo messaggio potrebbe essere la chiave per stare meglio, sia a livello fisico che emotivo. Saluti Dott.ssa Cirilli
Gentiliss. Lo stress prolungato può portare a dare questi problemi a causa di uno stato di infiammazione del corpo che tende a cronicizzarsi nel tempo se trascurato. Sarebbe importante trovare degli spazi di scarico nella sua routine quotidiana che possono prevedere attività ricreative o ancor meglio sportive. Se la percezione dello stress persiste potrebbe trattarsi di una somatizzazione del corpo a quel punto puo tenere in considerazione di iniziare un percorso di psicoterapia.
Salve, è molto frequente che lo stress possa ripercuotersi sul nostro stomaco o intestino, provocando questi disagio, ma è sempre meglio prima escludere eventuali cause di ambito medico. Per dirle come agire bisognerebbe valutare bene da dove derivi lo stress e vedere se c'è un modo per ridurlo alla fonte, altrimenti bisogna lavorare sulla sua reazione allo stress e quindi sulla sua gestione. In genere delle tecniche di rilassamento eseguite con regolarità possono aiutare, perciò le consiglio un supporto professionale per lavorare in tal direzione.
Gentile paziente, prima di tutto mi preme evidenziarle che i sintomi che sta descrivendo raccontano dell'impossibilità di digerire qualcosa nella sua vita e mi chiedo se sia una caratteristica del suo organismo, per cercare di gestire lo stress. La cosa più semplice e immediata che mi viene da suggerirle è di dedicarsi uno spazio di almeno 10-15 minuti nella giornata in cui praticare tecniche di rilassamento e/o meditazione che le permettano di ammorbidire le tensioni e di stare nel qui ed ora. Ne trova di molto interessanti e utili sui social. Detto ciò, mi sento anche di consigliarle di non tralasciare il suo benessere psico-fisico e di capire se ci sia spazio in lei per aprirsi alla relazione terapeutica che può accompagnarla a capire come sta nel mondo e come trasformare le sue fatiche in opportunità di crescita.
Buongiorno, le consiglio un percorso psicologico per capire l'origine della sua ansia e per poterla quindi gestire. Cordiali saluti.
Buongiorno, trovare rimedio a ansia e stress è uno degli obiettivi terapeutici più frequentemente richiesti. Viviamo in un mondo che ci mette alla prova in continuazione, viviamo ad un ritmo frenetico imposto da tutto quello che ci circonda. Proprio per questo motivo, l’ansia e lo stress non hanno sempre o per tutti un’origine comune, non dipendono da uno stesso fattore o una stessa dinamica. Per ognuno di noi è diverso. Le consiglio di provare a focalizzare ciò che le causa stress, e una volta focalizzato le consiglio di provare a immaginare modalità diverse (rispetto a quelle che sta utilizzando) di gestirla, di averci a che fare, di starci accanto. Mi rendo conto che da soli sia molto difficile farlo, se quindi se non dovesse riuscirci noi psicologi siamo qui apposta, a provare a trovare insieme a voi queste strategie alternative. Spero si esserle stata utile, un saluto. Dott.ssa Giulia Galbiati
gentile utente, grazie per la condivisione innanzitutto. Spesso forte stress ed una sintomatologia ansiosa portano ad avere disturbi del tratto gastro intestinale, disturbi che possono anche diventare cronici se non trattati adeguatamente. Credo che intraprendere un percorso di terapia possa aiutarla ad esplorare e comprendere le motivazioni sottostanti la sua ansia, nonchè individuare insieme allo specialista delle strategie funzionali per affrontare tali problematiche. Resto a disposizione! cordiali saluti AV
Gentile utente, le informazioni sono davvero poche per darle un consiglio mirato. Forse, potrebbe spiegarci meglio come mai percepisce questo periodo particolarmente stressante, quali sono le pressioni o le preoccupazioni che l'affliggono. Altrettanto importante è comprendere se i suoi problemi di reflusso possono dipendere da fattori organici, dall'alimentazione o da un'infiammazione a carico dello stomaco. In tal senso, è sempre importante escludere questo tipo di cause, rivolgendosi al suo medico di base, in primis, o a uno specialista. Se la causa del reflusso è di natura psicologica si tenta di intervenire sui fattori scatenanti l'ansia o lo stress per limitarne l'impatto sull'organismo. E' noto ormai che esiste una forte correlazione tra il corretto funzionamento degli organi e un certo livello di benessere psicologico. Lo stress, per esempio, se cronicizzato (cioè se presente in cospicue dosi giornaliere), determina una circolazione di neurotrasmettitori e sostanze (come catecolamine e cortisolo) che incidono sul metabolismo, sulla frequenza cardiaca, sulla funzionalità respiratoria e quella gastrointestinale. Avrà, certamente, sentito di molte persone che soffrono di gastrite da stress. Attraverso un percorso psicologico con un professionista si può imparare a gestire meglio gli effetti dello stress e a creare abitudini che portano il corpo di nuovo a funzionare con armonia. Inoltre, si possono acquisire competenze nel gestire le emozioni negative e prevenire situazioni che possano scatenare nuovamente la risposta somatica da stress. Le auguro di superare quanto prima le sue difficoltà. Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
Buonasera, esclusa ogni causa organica è plausibile che il reflusso grastrico e problemi digistive siano legati ad un periodo stressante. Oltre alle indicazioni di seguire un'alimentazione adeguata, mangiare a orario più funzionali al processo digestivo, fare attività fisica e regolare il riposo notturno con adeguate ore di sonno bisognerebbe approfondire meglio il suo periodo stressante per poterle dare un feedback personalizzato. Se è interessato ad un percorso psicologico per prendersi cura di sè anche dal punto di vita mentale, non esiti a contattarmi (sono disponibile online). Un cordiale saluto, Dott.ssa Mini
Gentile, lo stress e l’ansia possono influenzare la digestione e favorire il reflusso, amplificando il disagio fisico. Per trovare sollievo, può essere utile dedicarsi a tecniche di rilassamento, prestare attenzione all’alimentazione ed evitare abitudini che possano peggiorare i sintomi. Anche l’attività fisica e una migliore gestione dell’ansia possono fare la differenza. Se sente che lo stress sta compromettendo il suo benessere, un supporto psicologico può aiutarla a ritrovare un maggiore equilibrio. Sono a disposizione per approfondire insieme strategie efficaci per affrontarlo. Un caro saluto, Dott. Ivan De Lucia
Gentile utente, mi dispiace tanto per la situazione che ha raccontato. Le consiglio di effettuare dei controlli medici per escludere patologie organiche (se non li avesse già effettuati) e di intraprendere un percorso di supporto psicologico. Sarei felice di accompagnarla in questo percorso. Se dovesse avere dei dubbi, può scrivermi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo. Resto a disposizione attraverso consulenze online. Dott. Luca Rochdi
Buongiorno gentile Utente, capisco quanto lo stress e l’ansia possano avere un impatto sul benessere fisico, in particolare sulla digestione. Il reflusso gastroesofageo è spesso influenzato da fattori emotivi, poiché lo stress può alterare la motilità gastrica e aumentare la produzione di acidi, contribuendo al disagio che sta vivendo. Per trovare sollievo, potrebbe essere utile lavorare sia sugli aspetti fisici che su quelli emotivi. Da un lato, pratiche di rilassamento come la respirazione diaframmatica, la mindfulness o la meditazione possono aiutarla a ridurre la tensione e a migliorare la risposta del corpo allo stress. Anche l’attività fisica moderata, come camminate o esercizi dolci, può favorire un migliore equilibrio psicofisico. Dal punto di vista emotivo, potrebbe essere utile esplorare le cause dello stress che sta vivendo e trovare strategie più efficaci per gestirlo. Se si tratta di pensieri ricorrenti o preoccupazioni che faticano a placarsi, potrebbe essere utile un confronto con un professionista per sviluppare strumenti che le permettano di affrontare queste situazioni con maggiore serenità. Infine, mantenere una routine alimentare regolare e fare attenzione a certi alimenti può ridurre i sintomi del reflusso, ma è altrettanto importante prendersi cura del proprio equilibrio interiore, perché corpo e mente sono strettamente connessi. Dott. Luca Vocino
Gentile utente, il reflusso gastroesofageo si manifesta con un insieme di sintomi determinati dalla risalita nell’esofago del contenuto gastrico per questo è necessario un inquadramento diagnostico molto ampio in cui considerare anche gli aspetti emotivi che lei riferisce. Certamente va escluso che il reflusso sia soltanto di natura organica, pertanto, il primo passo da fare che le suggerisco è consultare il suo Medico di Medicina Generale che le prescriverà gli esami medici necessari. Se, invece, il reflusso è anche di natura psicogena rientrerebbe in uno dei sintomi fisici e mentali dell’ansia e potrebbe presentarsi in modo improvviso e inaspettato con frequenza e durata temporale variabili. Per riconoscerne la natura è necessario esaminare la presenza di altri sintomi che l’accompagnano come ad esempio: tensione muscolare, palpitazioni, nausea, sensazioni di irrequietezza e oppressione toracica. Individuate le case del reflusso si potrebbe affiancare alla terapia medica anche l’aiuto di un professionista della salute mentale per approfondire gli aspetti emotivi che amplificano il sintomo e trovare le strategie adatte per raggiungere uno stato di benessere generale. La saluto con affetto e resto a disposizione per qualsiasi chiarimento. Dott.ssa Chiara Lagi
Gent.mo/a Buon pomeriggio, Il corpo e la mente sono profondamente legati, e spesso lo stress può manifestarsi in disturbi fisici come il reflusso. Appurato che non sia un fattore organico, potrebbe essere utile esplorare come le sue emozioni e pensieri influenzano la percezione di questo disagio. A volte, riconoscere e riorientare i propri schemi di pensiero può portare a un cambiamento nella risposta del corpo. Si è mai chiesta cosa accade nella sua vita, o nella sua mente, prima che il sintomo si manifesti? Forse la risposta non è nel cercare di 'eliminare' il disagio, ma nel capire cosa quel disagio sta cercando di dirle Mi tengo a disposizione (lavoro su Bologna e Lecce, ed anche online), Un caro saluto, Dr. Giorgio De Giorgi
Salve, è probabile che questo periodo stressante possa essere pesante al punto da influenzare il tuo benessere fisico. Il reflusso può essere una manifestazione del corpo che ci chiede di rallentare e prenderci cura di noi. Ti consiglio di valutare un percorso di terapia, utile per identificare le cause del tuo stress e sviluppare strategie personalizzate per ritrovare equilibrio psico-fisico e serenità. Se ti va, possiamo fissare un incontro per iniziare un percorso che ti supporti. Un caro saluto per il momento! Dott.ssa Chiara Quinto
Mi dispiace sapere che sta attraversando un periodo stressante. Stress e ansia possono influire sulla digestione, aggravando il reflusso gastroesofageo, ma esistono strategie che possono aiutarla. Per gestire lo stress, potrebbe provare tecniche di rilassamento come la respirazione diaframmatica, la meditazione o il mindfulness, oltre a considerare attività come yoga o stretching leggero. Anche un’attività fisica regolare, come una passeggiata quotidiana, può essere utile. È importante inoltre mantenere un ritmo di vita regolare, con orari definiti per i pasti e il sonno, per ridurre il carico emotivo. Sul fronte dell’alimentazione, le consiglio di optare per pasti piccoli e frequenti, evitando abbuffate e cibi che potrebbero aggravare il reflusso, come caffè, tè, cioccolato, cibi piccanti, fritti e alcolici. Eviti di sdraiarsi subito dopo aver mangiato e, per migliorare il riposo notturno, potrebbe sollevare leggermente la testata del letto per ridurre il reflusso durante la notte. Se il disagio persiste, le suggerisco di valutare un percorso con uno psicologo per gestire meglio l’ansia e di consultare il suo medico per eventuali farmaci o integratori utili per il reflusso. Si prenda cura di sé e ascolti i segnali del suo corpo, trovando un equilibrio tra mente e corpo per ritrovare sollievo. Chiara Lisa Lovati
Buongiorno, da un punto di vista psicologico per trovare un iniziale sollievo a sintomi di ansia e stress sono molto utili esercizi di respirazione, possibilmente diaframmatica, anche solo per 10 min al giorno in cui si concede del tempo di decompressione. Anche pratiche meditative, di mindfulness, possono aiutare. Oltre ad agire sui sintomi e manifestazioni ansiose, sarebbe utile un percorso psicologico per comprendere insieme da dove nasce la sua ansia, se il periodo stressante è temporaneo o è invece una modalità continuativa che la porta a sovraccaricarsi in modo costante e cronico. Resto a disposizione per un ulteriore confronto e supporto. A presto.
Gentilissima, molto spesso stress e ansia possono essere associati a sintomi fisici come: dolore allo stomaco, mal di testa, nausea ecc. Possono essere diversi e variare da persona a persona. Escludendo altre cause mediche, è probabile che lo stress e l'ansia che lei prova le causino queste problematiche. La somatizzazione infatti, è un importante segnale attraverso il quale il nostro corpo ci comunica uno stato di malessere interiore. Pertanto, sarebbe importante prendere in considerazione tali sensazioni e cercare di comprende l'origine di quest'ansia e di questo stress che lei riporta. Potrebbe dimostrarsi necessario un percorso di supporto psicologico per darle la possibilità di esprimere ciò che sta vivendo in questo periodo e per cercare di trovare delle risorse per affrontare queste emozioni. Nel caso in cui le facesse piacere, rimango a disposizione (anche online). Le auguro un buon proseguimento. Cordialmente, Dott.ssa Carlotta Cazzin
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso/a utilizzando parole più costruttive. Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL
Buonasera, nel caso da lei riportato, dopo aver compiuto adeguati accertamenti per comprendere la natura biologica delle problematiche descritte, potrebbe essere utile iniziare parallelamente un percorso di supporto psicologico. Tali percorsi sono necessari per indagare, con l'aiuto di uno specialista, le cause dello stress e dell'ansia provati. Intervenire sulle cause risulta infatti essenziale, poiché in questo modo si va ad agire non solo sui "sintomi" ma sulla radice delle difficoltà presentate, aumentando consapevolezza e risorse da utilizzare per fronteggiare il momento presente. Grazie per la condivisione della sua esperienza e le auguro una buona serata
Salve, grazie per la sua condivisione. Quello che ha scritto è la descrizione classica della risposta di allarme del corpo: il famoso sistema fight-or-flight. Questa risposta è normale e utile in situazioni realmente pericolose (ti prepara a scappare o difenderti). il corpo reagisce come se fosse in pericolo reale, anche se non c’è alcuna minaccia fisica. Per alcune persone, questa reazione diventa esagerata, e i sintomi fisici (sudorazione, vertigini, intestino iperattivo) possono sembrare travolgenti o fuori controllo. Il trucco sta nel imparare a “parlare” al corpo e alla mente durante l’allerta: far capire al cervello che non c’è pericolo reale, riducendo così i sintomi. Iniziando un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutarla a gestire meglio la situazione stressante e le emozioni sottostanti, avendo più consapevolezza. Resto a sua disposizione.
Buonasera, lo stress e l’ansia possono incidere in modo significativo sul sistema gastrointestinale, poiché esiste una stretta connessione tra cervello e apparato digerente (asse intestino-cervello): quando siamo in uno stato di attivazione prolungata, l’organismo resta in “allerta” e questo può aumentare la produzione di acidi gastrici, rallentare o alterare la digestione e favorire sintomi come reflusso, bruciore e tensione addominale. Il primo passo è comunque confrontarsi con il medico curante per escludere o monitorare eventuali cause organiche e valutare la gestione farmacologica, soprattutto se i sintomi persistono o peggiorano. Dal punto di vista psicologico, può essere utile intervenire sulla regolazione dello stress attraverso tecniche semplici ma costanti: esercizi di respirazione diaframmatica (lenta, profonda, con espirazione più lunga dell’inspirazione), pratiche di rilassamento muscolare progressivo, momenti quotidiani dedicati a pause reali senza stimoli digitali, e una moderata attività fisica compatibile con la sua condizione fisica. Anche la gestione dei pensieri è importante: spesso l’ansia alimenta un circolo vizioso in cui la preoccupazione per il sintomo aumenta la tensione e quindi il sintomo stesso; imparare a riconoscere questo meccanismo e a ridimensionare i pensieri catastrofici può ridurre l’attivazione fisiologica. Può inoltre aiutare curare alcune abitudini comportamentali nei periodi di stress, come mangiare lentamente, evitare pasti abbondanti o molto conditi la sera, non coricarsi subito dopo aver mangiato e limitare sostanze irritanti come caffè o alcol. Se si accorge che lo stress è persistente o legato a situazioni specifiche (lavorative, familiari, emotive), un breve percorso psicologico focalizzato sulla gestione dell’ansia potrebbe offrirle strumenti più personalizzati ed efficaci. Intervenire precocemente è importante per evitare che il disagio fisico e quello emotivo si rinforzino reciprocamente. Dott.ssa Chiara Avelli
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