Salve, sto riprendendo le mie attività quotidiane dopo frattura malleolo peroneale trattata con gess
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Salve, sto riprendendo le mie attività quotidiane dopo frattura malleolo peroneale trattata con gesso per un mese, indossavo dei plantari prima dell infortunio ma adesso la fisioterapista mi ha consigliato di non metterli fino al completo recupero.
Ma a me sembra di camminare male con qualsiasi scarpa e di mettere in modo sbagliato sia il ginocchio che il piede. Come posso risolvere?
Ma a me sembra di camminare male con qualsiasi scarpa e di mettere in modo sbagliato sia il ginocchio che il piede. Come posso risolvere?
Ci sono dei test per verificare la mobilità della sua caviglia.
Anche un'analisi posturale sarebbe utile.
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Salve a lei, oltre al gesso ha iniziato anche un percorso riabilitativo? Perchè è ciò che le consiglierei di fare in primis al di là dei plantari, con l'obiettivo principale di affinare la propriocezione e la camminata. Sembra scontato, ma dopo infortuni del genere è importante farsi seguire da un professionista che le insegni come deambulare nella maniera corretta. Spero di aver fornito informazioni utili, buona giornata!
Salve, dovrebbe rivolgere questa domanda al fisioterapista con cui ha svolta la riabilitazione in quanto può darle delle risposte più certe. Resto a disposizione, Giulia Li Calzi Osteopata.
Salve, la sensazione di camminare male può dipendere anche dall'inattività dovuta al periodo con gesso. Faccia un pò di riabilitazione e, se non migliora, rimetta i plantari
Salve,
A mio avviso bisogna approfondire il perché lei indossasse i plantari prima della rottura del malleolo,Il piantare quindi è servito per migliora la funzione del suo recettore piede e dobbiamo capire perché le è stato prescritto. Probabilmente il suo infortunio è stato dato dal fatto che insieme al plantare, bisognava fare una ginnastica posturale correttiva volta a migliorare la sua postura durante la camminata. Nel suo caso analizzerei i plantari, la sua postura e il recettore piede, per mette a punto una ginnastica posturale correttiva e integrata al fine di migliorare la funzione della sua camminata, dando un occhio complessivo al bacino e a come si muove nello spazio. Questo per evitare infortuni futuri e per capire se questi plantari realmente erano cio' di cui avevo veramente bisogno. Faccia tanto esercizio propriocettivo con un professionista.
Saluti.
A mio avviso bisogna approfondire il perché lei indossasse i plantari prima della rottura del malleolo,Il piantare quindi è servito per migliora la funzione del suo recettore piede e dobbiamo capire perché le è stato prescritto. Probabilmente il suo infortunio è stato dato dal fatto che insieme al plantare, bisognava fare una ginnastica posturale correttiva volta a migliorare la sua postura durante la camminata. Nel suo caso analizzerei i plantari, la sua postura e il recettore piede, per mette a punto una ginnastica posturale correttiva e integrata al fine di migliorare la funzione della sua camminata, dando un occhio complessivo al bacino e a come si muove nello spazio. Questo per evitare infortuni futuri e per capire se questi plantari realmente erano cio' di cui avevo veramente bisogno. Faccia tanto esercizio propriocettivo con un professionista.
Saluti.
Salve
Avrei bisogno di avere maggiori informazioni Mi invii il suo numero di telefono su questo sito Senza impegno economico Grazie
Avrei bisogno di avere maggiori informazioni Mi invii il suo numero di telefono su questo sito Senza impegno economico Grazie
ginnastica propriocettiva e neurocognitiva abbinata ad un controllo baropodometrico per l'attuale appoggio post infortunio cosi da rettificare il plantare sulla nuova situazione posturale.
Valuti insieme alla fisioterapista se questa sua sensazione di camminare male è legata al fatto che ancora non ha completato il percorso riabilitativo ed eventualmente se si può correggere con una rieducazione al passo.
Buongiorno,
Se la fisioterapista le ha consigliato così, seguirei quello che dice la collega - la frattura che ha subito comporta già di per sé delle difficoltà nella gestione del movimento di caviglia e ginocchio; il plantare sarebbe forse ora uno stimolo eccessivo - mi sembra di capire che ha appena tolto il gesso (non specifica poi per cosa portava il plantare, quindi è difficile valutare meglio la situazione, nè se il carico ora che ha tolto il gesso è completo o meno). Capite insieme quando reintrodurlo; ed esprima tranquillamente i suoi pensieri alla fisioterapista che la segue, che sono certa saprà spiegarsi e rassicurarla in merito. In bocca al lupo!
Se la fisioterapista le ha consigliato così, seguirei quello che dice la collega - la frattura che ha subito comporta già di per sé delle difficoltà nella gestione del movimento di caviglia e ginocchio; il plantare sarebbe forse ora uno stimolo eccessivo - mi sembra di capire che ha appena tolto il gesso (non specifica poi per cosa portava il plantare, quindi è difficile valutare meglio la situazione, nè se il carico ora che ha tolto il gesso è completo o meno). Capite insieme quando reintrodurlo; ed esprima tranquillamente i suoi pensieri alla fisioterapista che la segue, che sono certa saprà spiegarsi e rassicurarla in merito. In bocca al lupo!
Rieducazione motoria e propriocettiva con un chinesiologo esperto in materia. Il piede, e la postura tutta, devono essere nuovamente educate e "registrate" per abituarsi al nuovo assetto posturale. Cammina male necessariamente, perché il dolore e la frattura ancor prima hanno creato dei compensi e disequilibri mio-fasciali che, adesso, vanno ripristinati.
Buongiorno, le consiglio di valutare il beneficio derivante da attività di allungamento (stretching e massaggi, anche eventualmente con delle massage ball) ed esercizi propriocettivi della zona coinvolta e quelle limitrofe.
Quando le sarà consigliato di riutilizzare i plantari tenga presente che potrebbero essere da rivalutare: non dia per scontato che se andavano bene prima dell'intervento, debbano andare bene anche dopo. Li provi e si ascolti.
Le auguro una pronta ripresa.
Cordiali saluti
Dott. M. Giaccio
Quando le sarà consigliato di riutilizzare i plantari tenga presente che potrebbero essere da rivalutare: non dia per scontato che se andavano bene prima dell'intervento, debbano andare bene anche dopo. Li provi e si ascolti.
Le auguro una pronta ripresa.
Cordiali saluti
Dott. M. Giaccio
Buongiorno,
dopo una frattura del malleolo e un mese di immobilizzazione è normale avere la sensazione di “camminare male”: l’articolazione è ancora rigida, i muscoli sono deboli e il corpo tende a compensare con schemi motori scorretti.
La scelta di sospendere temporaneamente i plantari è corretta: in questa fase è importante recuperare mobilità, forza e sicurezza del passo prima di riabituare il piede a eventuali correzioni esterne.
Come può risolvere?
1) Proseguire con esercizi mirati di riabilitazione:
mobilità della caviglia in tutte le direzioni;
rinforzo dei muscoli del piede e del polpaccio;
esercizi di equilibrio e propriocezione.
Questo aiuta a stabilizzare il passo e ridurre i compensi su ginocchio e bacino.
2) Camminata controllata:
Cammini lentamente, appoggiando bene tallone–pianta–punta, senza forzare. Scarpe comode, con buona ammortizzazione.
3)Valutazione posturale a recupero avvenuto:
Quando la caviglia sarà più stabile, sarà utile una nuova valutazione con esame baropodometrico per capire se e come reintrodurre i plantari.
Se ha bisogno, sono a completa disposizione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Ciacci Stefania
dopo una frattura del malleolo e un mese di immobilizzazione è normale avere la sensazione di “camminare male”: l’articolazione è ancora rigida, i muscoli sono deboli e il corpo tende a compensare con schemi motori scorretti.
La scelta di sospendere temporaneamente i plantari è corretta: in questa fase è importante recuperare mobilità, forza e sicurezza del passo prima di riabituare il piede a eventuali correzioni esterne.
Come può risolvere?
1) Proseguire con esercizi mirati di riabilitazione:
mobilità della caviglia in tutte le direzioni;
rinforzo dei muscoli del piede e del polpaccio;
esercizi di equilibrio e propriocezione.
Questo aiuta a stabilizzare il passo e ridurre i compensi su ginocchio e bacino.
2) Camminata controllata:
Cammini lentamente, appoggiando bene tallone–pianta–punta, senza forzare. Scarpe comode, con buona ammortizzazione.
3)Valutazione posturale a recupero avvenuto:
Quando la caviglia sarà più stabile, sarà utile una nuova valutazione con esame baropodometrico per capire se e come reintrodurre i plantari.
Se ha bisogno, sono a completa disposizione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Ciacci Stefania
Buongiorno, dopo un infortunio come il suo che comporta una mobilità scarsa e compromessa, è assolutamente normale avere una sensazione del genere. Il mio consiglio è quello di prendere in considerazione anche una RIEDUCAZIONE MOTORIA al fine di recuperare lo schema del passo e rendere funzionale il movimento. Se ha svolto correttamente tutta la parte fisioterapica ora le serve un programma di allenamento per riprendere i suoi schemi motori.
Salve, se utilizzare il plantare o meno dopo un trauma fratturativo va valutato in base alla tipologia di plantare in utilizzo (correttivo, biomeccanico, accomodativo ecc.). In ogni caso le consiglio di affidarsi ad un professionista ed effettuare il rinnovo plantari sulla base della situazione attuale (ciò può solo aiutarla nel recupero). Saluti.
Salve dopo aver fatto la fisioterapia riabilitativa, le consiglio di rivolgersi ad un osteopata per riallineare e ricalibrare la biomeccanica e la postura, in modo tale da ritrovare l'equilibrio.
Concordo la fisioterapista per togliere i plantari nella fase di recupero. Le sue sensazioni sono alterate per il fatto di aver tenuto il gesso, quindi è normale che si senta così. Le consiglio di continuare il percorso fisioterapico ed in seguito di stabilizzare il suo recupero con dell'esercizio fisico supervisionato da un professionista in Scienze motorie per la corretta rieducazione del cammino e ripresa della forza dei muscoli della gamba.
Salve, la sensazione che descrive è abbastanza comune dopo un periodo di immobilizzazione come il gesso. Anche se l’osso è guarito, il piede e la caviglia hanno perso temporaneamente mobilità, forza e soprattutto controllo, e questo altera il modo di camminare. La percezione di “appoggiare male” è quindi reale, ma nella maggior parte dei casi è legata a un deficit funzionale momentaneo, non a un danno strutturale. Il consiglio di sospendere temporaneamente i plantari ha senso: in questa fase è importante che il piede recuperi la sua capacità di lavorare attivamente, senza supporti che potrebbero “sostituirsi” alla funzione muscolare. Per migliorare la situazione è fondamentale lavorare su: - recupero della mobilità della caviglia (soprattutto dorsiflessione) - rinforzo dei muscoli del piede e della gamba - esercizi propriocettivi (equilibrio, appoggi monopodalici) - rieducazione del passo, in modo graduale La sensazione di camminare “male” tende a ridursi man mano che queste capacità migliorano. È importante avere un po’ di pazienza, perché il recupero della funzione richiede tempo, anche dopo un mese di immobilità. Una volta recuperata una buona funzionalità, si potrà eventualmente rivalutare l’utilizzo dei plantari, se realmente necessari. Quella attuale è una fase di adattamento normale. La soluzione non è correggere subito con supporti, ma recuperare funzione attraverso un lavoro progressivo.
Per ogni necessità resto a disposizione.
Dott. Marco Bertulli - Chinesiologo AMPA & Wellness Trainer
Per ogni necessità resto a disposizione.
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