Salve dottori, sono fidanzata da 2 anni, io 25 lui 48, diciamo che ci siamo conosciuti a lavoro dopo

8 risposte
Salve dottori, sono fidanzata da 2 anni, io 25 lui 48, diciamo che ci siamo conosciuti a lavoro dopo che io stavo avendo una frequentazione a distanza con un ragazzo con cui stavo bene, caratterialmente mi trovavo, scherzavo, ridevo e sapeva come prendermi diciamo, ovviamente c'erano certe cose che vedevo troppo come attaccato, lavorando ho conosciuto appunto il mio fidanzato, con cui però abbiamo iniziato a stare bene, forse molto per attrazione, poi tutto il resto, però io ho iniziato a vedere gelosia da parte mia, perché vedevo vari mi piace a ragazze sui social, però ragazze che si mettono in mostra, poi un messaggio a una, altri mi piace e da qualche giorno lo stesso, da li ho voluto prendere una pausa ma per me stessa perché mi sfugge di mano la situazione, ho bisogno di controllare e non mi piace, però volevo il punto è un altro, io con l'altro ragazzo siamo rimasti amici e in buoni rapporti tanto che mi confido e mi sfogo con lui, parliamo ecc, però ultimamente ho paura non so perché di avere dei dubbi riguardo lui, nel senso di cosa provo..non lo so e mi spaventa, e non saprei come lasciare lui, anche perché la pausa non funziona perché lui continua a scrivermi, volermi sentire ecc..che faccio, come posso riuscire a pensare a me stessa??
Dr. Alessio Fogliamanzillo
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Casagiove
Salve. Le emozioni che indica riferiscono qualcosa di importante per lei, in un certo qual modo infatti in Psicologia non esiste il "dubbio", esiste l'ambivalenza, e cioè uno stesso oggetto (o persona, oppure idea) lo associa a desideri ma anche a minacce, e quindi le "forze" che la porterebbero ad avvicinarsi vanno in conflitto con quelle che la allontanerebbero dal pericolo; la invito a non ricercare come obiettivo il pensare a sé stessa dunque, perché, ironia della sorte, per pensare davvero a sé stessa, avrebbe bisogno prima di capire cosa vuole da un lato e cosa teme dall'altro, standoci dentro, a queste situazioni, e non fuggendone via (cosa che le potrebbe dare sollievo subito, ma non le darebbe una reale esperienza di cosa sia successo e perché). Uno psicologo può aiutarla a capire il senso di quanto riporta

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Buonasera, quello che descrive è una situazione molto complessa, in cui coesistono sentimenti contrastanti, attrazione, senso di responsabilità verso se stessa e verso il partner, e la necessità di rimettere ordine dentro di sé. Ciò che sente – confusione, dubbi, gelosia, bisogno di distanza – è del tutto comprensibile. Non è un giudizio sulla sua persona, ma il segnale che si trova davanti a un conflitto interno importante: da una parte l’affetto e l’investimento nella relazione con il suo compagno, dall’altra la paura di sentirsi intrappolata o di perdere contatto con ciò che è importante per lei.

Prendersi una pausa è una strategia utile se serve a ritrovare chiarezza, ma come lei stessa ha notato, può essere inefficace se il partner non rispetta questo spazio. La pausa funziona solo se ci si concede realmente di fermarsi, di ridurre i contatti, e di dedicare tempo a capire cosa sente veramente, senza essere influenzata da messaggi o richieste continue. Altrimenti, resta tutto confuso e il senso di controllo sfugge.

Per pensare a se stessa, può iniziare a stabilire piccoli confini concreti: ridurre temporaneamente la comunicazione con il partner, concedersi momenti di introspezione, annotare i propri pensieri, capire quali sono i bisogni profondi e non solo le emozioni immediate. Non significa prendere subito una decisione sulla relazione, ma darle lo spazio per ascoltare veramente cosa sente, senza urgenze esterne.

In parallelo, mantenere un contatto con l’altro ragazzo come amico va bene, finché resta chiaro a se stessa e agli altri che si tratta di supporto e confidenza, non di un’alternativa sentimentale da inseguire. Questo le permette di capire meglio i suoi sentimenti, senza sentirsi travolta dalla pressione dei messaggi o dalle aspettative altrui.

Il punto centrale è imparare a riconoscere i propri bisogni e a rispettare i propri limiti: cosa vuole davvero dalla sua relazione, cosa le fa stare bene, cosa non tollera. Tutto il resto diventa più chiaro quando il cuore e la mente trovano un piccolo spazio per respirare. Rimango a disposizione, un saluto!
Dott.ssa Laura Bergamini
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, intanto grazie per aver condiviso questo suo momento delicato. Il bisogno di controllo può avere varie origine e andrebbe approfondito per poterci lavorare e sciogliere questo nodo complesso. Avere momenti di dubbi in una relazione è del tutto lecito, seppur, anche in questo caso, sarebbe da comprendere come mai questi siano nati. Rivolgersi a un professionista può aiutarla a comprendere meglio questi meccanismi e, soprattutto, può esserle utile per guidarla nel pensare a sè stessa e a conoscersi meglio.
Se vuole, possiamo affrontare tutto questo insieme.
Rimango a sua disposizione
Dott.ssa Laura Bergamini
Psicologa clinica e forense
Psicodiagnosta
Dott.ssa Eleonora Rossini
Psicologo, Terapeuta, Professional counselor
Forlì
Gentilissima,

Capisco la confusione che stai vivendo e il disagio che descrivi. Da quello che racconti, non sembra tanto una difficoltà a “scegliere” tra due persone, quanto il fatto che in questo momento tu ti senta distante da te stessa e dai tuoi bisogni. La gelosia e il bisogno di controllo che emergono non vanno giudicati, ma ascoltati come segnali di un malessere relazionale che ti sta facendo perdere serenità. La pausa che hai provato a prenderti non sta funzionando perché non ti sta permettendo di creare uno spazio reale per te, e senza questo spazio diventa difficile capire cosa senti davvero. Il legame con l’altra persona, con cui riesci a parlare e sentirti più libera, può essere letto come un punto di riferimento emotivo più che come una scelta da fare ora. In questo momento il lavoro principale non è decidere cosa fare della relazione, ma aiutarti a recuperare un contatto più autentico con te stessa, con ciò che ti fa stare bene e con i tuoi limiti, per poter poi fare scelte più chiare e meno guidate dall’ansia o dal senso di colpa.
Cordialità
Eleonora Rossini
Psicologa clinica
Dott. Gabriele Caputi
Psicologo clinico, Psicologo, Terapeuta
Roma
Buonasera, da quello che racconta emerge molta confusione, ma anche una grande lucidità: si sta accorgendo che qualcosa non la fa stare bene e sta provando, faticosamente, a fermarsi. Questo è già un passaggio importante.
Le dinamiche che descrive (la gelosia, il bisogno di controllare, il confronto continuo con altre persone, i dubbi sui sentimenti) spesso non parlano solo dell’altro, ma di uno stato interno di insicurezza e di tensione emotiva che può diventare difficile da sostenere.
Il legame con l’altro ragazzo, con cui si confida, probabilmente rappresenta uno spazio in cui si sente più vista e compresa, questo però non significa automaticamente che lì ci sia una risposta, ma indica un bisogno emotivo che oggi non trova soddisfazione nella relazione attuale.
Più che chiedersi subito “chi devo scegliere” o “chi amo davvero”, forse la domanda più utile ora è: io come sto, cosa mi fa stare bene e cosa mi toglie serenità? Prendersi uno spazio per lavorare su di sé, anche con un supporto psicologico, può aiutarla a fare chiarezza senza sentirsi in colpa o sbagliata.
Non c’è fretta di decidere, ma c’è bisogno di ascoltarsi con onestà e rispetto per se stessa.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, Dott. Gabriele Caputi
Dott.ssa Emma Marelli
Psicologo, Psicologo clinico
Carugo
Buongiorno, da quello che lei porta sembra esserci molta confusione circa quello che lei prova e sente e su come comportarsi o agire in merito. Lei comunica di avere dei dubbi riguardo a cosa prova nei confronti del ragazzo con cui si frequentava in passato, però nonostante la pausa presa con il suo fidanzato, sembra essere convinta di volerlo lasciare, ma "non saprebbe come fare". Sarebbe interessante capire se è realmente sicura e convinta di voler rompere il legame con il suo attuale compagno (con cui è in pausa) e cosa in caso la spingerebbe a farlo, dato che porta motivazioni confuse e differenti, sia di una situazione che "le sfugge di mano", che la confusione circa i sentimenti verso l'altro ragazzo.
Cosa la porta a dire "ho bisogno di controllare"? Come mai la vicinanza affettiva e supporto dal ragazzo con cui si frequentava a distanza le ha creato confusione circa quello che prova? Cosa le impedisce di pensare a sé stessa?
Potrebbe essere un buon punto di partenza fermarsi, stare con sé stessi e riflettere su cosa l'ha portata a sentirsi in questo modo. Questo potrebbe aiutarla a fare maggiormente chiarezza circa i propri bisogni e sentimenti e riuscire così a prendersi cura di sé.
Dott. Giorgio De Giorgi
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentilissima buonasera,

Faccio fatica a seguire quanto scritto. Da quel che son riuscito a capire, ha difficoltà a scegliere con quale di queste due persone stare insieme?
Mi contatti pure se interessata ad approfondire e far chiarezza su questa situazione.

Un caro saluto,

Dottor Giorgio De Giorgi
Dott.ssa Marika Mangiaracina
Psicologo, Psicologo clinico
Uboldo
Ciao, piacere. Sono la dott.ssa Marika Mangiaracina e provo a risponderle. Capisco quanto questa situazione possa essere confusa e pesante per te. È normale provare emozioni contrastanti quando una persona del passato è ancora presente nella tua vita, soprattutto se oggi hai un’altra relazione. Il fatto che tu ti stia ponendo delle domande e senta il bisogno di fare chiarezza è già un segnale importante di consapevolezza e rispetto, sia verso te stessa sia verso gli altri.
Quello che stai vivendo non significa necessariamente che tu voglia tornare indietro, ma forse che ci sono confini che in questo momento non sono abbastanza chiari. A volte la paura non è tanto del sentimento in sé, quanto di ciò che potrebbe smuovere o mettere in discussione.
Dire “stop” non deve essere uno scontro né una colpa: può essere un atto di cura. Puoi esprimergli con calma che, per il tuo equilibrio e per rispetto della relazione che stai vivendo, hai bisogno che il rapporto rimanga su un piano chiaro e definito. Non serve giustificarti troppo: i tuoi limiti sono validi anche se fanno fatica ad essere accolti.
Prova a chiederti cosa ti farebbe sentire più serena, non cosa eviterebbe il disagio degli altri. Proteggere il tuo spazio emotivo è una forma di responsabilità, non di egoismo.

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