Salve dottori, sono fidanzata da 2 anni, io 25 lui 48, diciamo che ci siamo conosciuti a lavoro dopo

24 risposte
Salve dottori, sono fidanzata da 2 anni, io 25 lui 48, diciamo che ci siamo conosciuti a lavoro dopo che io stavo avendo una frequentazione a distanza con un ragazzo con cui stavo bene, caratterialmente mi trovavo, scherzavo, ridevo e sapeva come prendermi diciamo, ovviamente c'erano certe cose che vedevo troppo come attaccato, lavorando ho conosciuto appunto il mio fidanzato, con cui però abbiamo iniziato a stare bene, forse molto per attrazione, poi tutto il resto, però io ho iniziato a vedere gelosia da parte mia, perché vedevo vari mi piace a ragazze sui social, però ragazze che si mettono in mostra, poi un messaggio a una, altri mi piace e da qualche giorno lo stesso, da li ho voluto prendere una pausa ma per me stessa perché mi sfugge di mano la situazione, ho bisogno di controllare e non mi piace, però volevo il punto è un altro, io con l'altro ragazzo siamo rimasti amici e in buoni rapporti tanto che mi confido e mi sfogo con lui, parliamo ecc, però ultimamente ho paura non so perché di avere dei dubbi riguardo lui, nel senso di cosa provo..non lo so e mi spaventa, e non saprei come lasciare lui, anche perché la pausa non funziona perché lui continua a scrivermi, volermi sentire ecc..che faccio, come posso riuscire a pensare a me stessa??
Dr. Alessio Fogliamanzillo
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Casagiove
Salve. Le emozioni che indica riferiscono qualcosa di importante per lei, in un certo qual modo infatti in Psicologia non esiste il "dubbio", esiste l'ambivalenza, e cioè uno stesso oggetto (o persona, oppure idea) lo associa a desideri ma anche a minacce, e quindi le "forze" che la porterebbero ad avvicinarsi vanno in conflitto con quelle che la allontanerebbero dal pericolo; la invito a non ricercare come obiettivo il pensare a sé stessa dunque, perché, ironia della sorte, per pensare davvero a sé stessa, avrebbe bisogno prima di capire cosa vuole da un lato e cosa teme dall'altro, standoci dentro, a queste situazioni, e non fuggendone via (cosa che le potrebbe dare sollievo subito, ma non le darebbe una reale esperienza di cosa sia successo e perché). Uno psicologo può aiutarla a capire il senso di quanto riporta

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Buonasera, quello che descrive è una situazione molto complessa, in cui coesistono sentimenti contrastanti, attrazione, senso di responsabilità verso se stessa e verso il partner, e la necessità di rimettere ordine dentro di sé. Ciò che sente – confusione, dubbi, gelosia, bisogno di distanza – è del tutto comprensibile. Non è un giudizio sulla sua persona, ma il segnale che si trova davanti a un conflitto interno importante: da una parte l’affetto e l’investimento nella relazione con il suo compagno, dall’altra la paura di sentirsi intrappolata o di perdere contatto con ciò che è importante per lei.

Prendersi una pausa è una strategia utile se serve a ritrovare chiarezza, ma come lei stessa ha notato, può essere inefficace se il partner non rispetta questo spazio. La pausa funziona solo se ci si concede realmente di fermarsi, di ridurre i contatti, e di dedicare tempo a capire cosa sente veramente, senza essere influenzata da messaggi o richieste continue. Altrimenti, resta tutto confuso e il senso di controllo sfugge.

Per pensare a se stessa, può iniziare a stabilire piccoli confini concreti: ridurre temporaneamente la comunicazione con il partner, concedersi momenti di introspezione, annotare i propri pensieri, capire quali sono i bisogni profondi e non solo le emozioni immediate. Non significa prendere subito una decisione sulla relazione, ma darle lo spazio per ascoltare veramente cosa sente, senza urgenze esterne.

In parallelo, mantenere un contatto con l’altro ragazzo come amico va bene, finché resta chiaro a se stessa e agli altri che si tratta di supporto e confidenza, non di un’alternativa sentimentale da inseguire. Questo le permette di capire meglio i suoi sentimenti, senza sentirsi travolta dalla pressione dei messaggi o dalle aspettative altrui.

Il punto centrale è imparare a riconoscere i propri bisogni e a rispettare i propri limiti: cosa vuole davvero dalla sua relazione, cosa le fa stare bene, cosa non tollera. Tutto il resto diventa più chiaro quando il cuore e la mente trovano un piccolo spazio per respirare. Rimango a disposizione, un saluto!
Dott.ssa Laura Bergamini
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, intanto grazie per aver condiviso questo suo momento delicato. Il bisogno di controllo può avere varie origine e andrebbe approfondito per poterci lavorare e sciogliere questo nodo complesso. Avere momenti di dubbi in una relazione è del tutto lecito, seppur, anche in questo caso, sarebbe da comprendere come mai questi siano nati. Rivolgersi a un professionista può aiutarla a comprendere meglio questi meccanismi e, soprattutto, può esserle utile per guidarla nel pensare a sè stessa e a conoscersi meglio.
Se vuole, possiamo affrontare tutto questo insieme.
Rimango a sua disposizione
Dott.ssa Laura Bergamini
Psicologa clinica e forense
Psicodiagnosta
Dott.ssa Eleonora Rossini
Psicologo, Terapeuta, Professional counselor
Forlì
Gentilissima,

Capisco la confusione che stai vivendo e il disagio che descrivi. Da quello che racconti, non sembra tanto una difficoltà a “scegliere” tra due persone, quanto il fatto che in questo momento tu ti senta distante da te stessa e dai tuoi bisogni. La gelosia e il bisogno di controllo che emergono non vanno giudicati, ma ascoltati come segnali di un malessere relazionale che ti sta facendo perdere serenità. La pausa che hai provato a prenderti non sta funzionando perché non ti sta permettendo di creare uno spazio reale per te, e senza questo spazio diventa difficile capire cosa senti davvero. Il legame con l’altra persona, con cui riesci a parlare e sentirti più libera, può essere letto come un punto di riferimento emotivo più che come una scelta da fare ora. In questo momento il lavoro principale non è decidere cosa fare della relazione, ma aiutarti a recuperare un contatto più autentico con te stessa, con ciò che ti fa stare bene e con i tuoi limiti, per poter poi fare scelte più chiare e meno guidate dall’ansia o dal senso di colpa.
Cordialità
Eleonora Rossini
Psicologa clinica
Dott. Gabriele Caputi
Psicologo, Psicologo clinico, Terapeuta
Roma
Buonasera, da quello che racconta emerge molta confusione, ma anche una grande lucidità: si sta accorgendo che qualcosa non la fa stare bene e sta provando, faticosamente, a fermarsi. Questo è già un passaggio importante.
Le dinamiche che descrive (la gelosia, il bisogno di controllare, il confronto continuo con altre persone, i dubbi sui sentimenti) spesso non parlano solo dell’altro, ma di uno stato interno di insicurezza e di tensione emotiva che può diventare difficile da sostenere.
Il legame con l’altro ragazzo, con cui si confida, probabilmente rappresenta uno spazio in cui si sente più vista e compresa, questo però non significa automaticamente che lì ci sia una risposta, ma indica un bisogno emotivo che oggi non trova soddisfazione nella relazione attuale.
Più che chiedersi subito “chi devo scegliere” o “chi amo davvero”, forse la domanda più utile ora è: io come sto, cosa mi fa stare bene e cosa mi toglie serenità? Prendersi uno spazio per lavorare su di sé, anche con un supporto psicologico, può aiutarla a fare chiarezza senza sentirsi in colpa o sbagliata.
Non c’è fretta di decidere, ma c’è bisogno di ascoltarsi con onestà e rispetto per se stessa.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, Dott. Gabriele Caputi
Dott.ssa Emma Marelli
Psicologo, Psicologo clinico
Carugo
Buongiorno, da quello che lei porta sembra esserci molta confusione circa quello che lei prova e sente e su come comportarsi o agire in merito. Lei comunica di avere dei dubbi riguardo a cosa prova nei confronti del ragazzo con cui si frequentava in passato, però nonostante la pausa presa con il suo fidanzato, sembra essere convinta di volerlo lasciare, ma "non saprebbe come fare". Sarebbe interessante capire se è realmente sicura e convinta di voler rompere il legame con il suo attuale compagno (con cui è in pausa) e cosa in caso la spingerebbe a farlo, dato che porta motivazioni confuse e differenti, sia di una situazione che "le sfugge di mano", che la confusione circa i sentimenti verso l'altro ragazzo.
Cosa la porta a dire "ho bisogno di controllare"? Come mai la vicinanza affettiva e supporto dal ragazzo con cui si frequentava a distanza le ha creato confusione circa quello che prova? Cosa le impedisce di pensare a sé stessa?
Potrebbe essere un buon punto di partenza fermarsi, stare con sé stessi e riflettere su cosa l'ha portata a sentirsi in questo modo. Questo potrebbe aiutarla a fare maggiormente chiarezza circa i propri bisogni e sentimenti e riuscire così a prendersi cura di sé.
Dott. Giorgio De Giorgi
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentilissima buonasera,

Faccio fatica a seguire quanto scritto. Da quel che son riuscito a capire, ha difficoltà a scegliere con quale di queste due persone stare insieme?
Mi contatti pure se interessata ad approfondire e far chiarezza su questa situazione.

Un caro saluto,

Dottor Giorgio De Giorgi
Dott.ssa Marika Mangiaracina
Psicologo, Psicologo clinico
Uboldo
Ciao, piacere. Sono la dott.ssa Marika Mangiaracina e provo a risponderle. Capisco quanto questa situazione possa essere confusa e pesante per te. È normale provare emozioni contrastanti quando una persona del passato è ancora presente nella tua vita, soprattutto se oggi hai un’altra relazione. Il fatto che tu ti stia ponendo delle domande e senta il bisogno di fare chiarezza è già un segnale importante di consapevolezza e rispetto, sia verso te stessa sia verso gli altri.
Quello che stai vivendo non significa necessariamente che tu voglia tornare indietro, ma forse che ci sono confini che in questo momento non sono abbastanza chiari. A volte la paura non è tanto del sentimento in sé, quanto di ciò che potrebbe smuovere o mettere in discussione.
Dire “stop” non deve essere uno scontro né una colpa: può essere un atto di cura. Puoi esprimergli con calma che, per il tuo equilibrio e per rispetto della relazione che stai vivendo, hai bisogno che il rapporto rimanga su un piano chiaro e definito. Non serve giustificarti troppo: i tuoi limiti sono validi anche se fanno fatica ad essere accolti.
Prova a chiederti cosa ti farebbe sentire più serena, non cosa eviterebbe il disagio degli altri. Proteggere il tuo spazio emotivo è una forma di responsabilità, non di egoismo.
Salve , mi spiace molto per il periodo ed il disagio che sta attraversando.
Per “pensare a te stessa” è importante fermarti davvero facendo piccole cose ma molto importanti tra cui ridurre gli stimoli e le occasioni di contatto o orbiting (messaggi, social), e capire quali bisogni affettivi non stanno trovando risposta.
Potrebbe valutare la possibilità di un percorso psicologico per fare chiarezza e per fare una scelta più libera e consapevole.
Buone cose,
Dott. Tullio Marziani
Dott.ssa Elisa Fiora
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Buongiorno,
per la situazione che descrive è importante comprendere i significati legati a quello che sta provando e pensando. Può essere dunque utile consultare uno psicologo con cui esplorare maggiormente tali aspetti e acquisire maggiore consapevolezza e comprensione.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Dott. Matteo De Nicolò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, la ringrazio per aver condiviso quanto sta vivendo. Dal suo racconto emerge un momento di confusione e fatica emotiva, in cui convivono più relazioni e sentimenti contrastanti. La pausa che ha scelto nasce dal bisogno di prendersi uno spazio per sé, soprattutto davanti alla difficoltà di gestire gelosia e insicurezze legate ai comportamenti del fidanzato, come i “mi piace” o i messaggi verso altre ragazze sui social.
Allo stesso tempo, la vicinanza con l’amico con cui si confida e ride sembra far emergere dubbi e sentimenti nuovi, e questo può spaventare perché mette in discussione ciò che prova davvero nella relazione attuale. È normale sentirsi smarriti e non sapere come procedere, soprattutto quando il confine tra le persone e le emozioni non è chiaro.
In momenti come questo può essere utile dedicarsi a osservare le proprie emozioni e bisogni, senza dover prendere subito decisioni definitive. Avere uno spazio in cui esprimersi liberamente, anche con il supporto di un percorso psicologico, può aiutare a fare chiarezza, a sentirsi più centrata e a capire cosa è importante per sé stessa, passo dopo passo. Resto a disposizione se volesse confrontarsi o approfondire quanto sta vivendo, Dott. Matteo De Nicolò.
Dott.ssa Giulia Antonacci
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, da quello che racconta sembra che Lei stia vivendo una fase di grande confusione emotiva, in cui si intrecciano attrazione, gelosia, bisogno di rassicurazione e paura di fare scelte definitive. È comprensibile che, in questa situazione, senta di “perdere il controllo” e avverta il bisogno di fermarsi per capire cosa prova davvero. La gelosia e il controllo che descrive non vanno letti come un difetto personale, ma come segnali di un disagio che merita ascolto. Allo stesso tempo, il fatto che lei continui a confidarsi con l’altra persona può rendere più difficile fare chiarezza, perché mantiene aperti più legami emotivi contemporaneamente. Se il bisogno è pensare a se stessa, può essere utile provare a creare uno spazio reale di pausa, con confini più chiari: non per punire qualcuno, ma per permettersi di ascoltarsi senza pressioni continue. Capire cosa prova, cosa desidera e cosa la fa sentire serena viene prima del decidere “con chi stare”. Si dia il permesso di non avere risposte immediate e di mettere al centro il suo benessere. A volte prendersi cura di sé significa rallentare, semplificare e tollerare un po’ di incertezza, senza forzarsi a scegliere subito. Un caro saluto
Cara.
Nel suo racconto si avverte una tensione sottile, come se fosse presa tra ciò che la attrae e ciò che la inquieta.
Il bisogno di controllo che descrive sembra più un segnale di disagio che un tratto del suo carattere, qualcosa che chiede di essere compreso.
La confusione sui sentimenti, più che indicare una direzione, pare rivelare una fatica a trovare uno spazio davvero suo.
Forse, attraverso un percorso psicologico, questo stato d’animo potrebbe essere accolto e decifrato, permettendole di avvicinarsi con più chiarezza a ciò che oggi resta indefinito.
Spero di esserle stato utile.
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologo, Psicologo clinico
Pomezia
Gentile paziente,quello che sta vivendo non è raro quando si intrecciano più elementi insieme: una relazione attuale che attiva insicurezza e gelosia, una differenza d’età significativa, un legame del passato che offre ascolto, comprensione e una sensazione di affinità emotiva, e infine il bisogno ,molto sano ,di fermarsi per non perdersi nel controllo e nell’ansia.La gelosia che descrive non va letta solo come “problema suo”, ma come un segnale. Spesso non parla tanto di mancanza d’amore, quanto di paura di non sentirsi abbastanza, di non sentirsi scelta pienamente o al sicuro nel legame. Il fatto che lei senta il bisogno di controllare e che questo non le piaccia indica che qualcosa nella relazione attuale la mette in allarme e va ascoltato, non giudicato.
Rispetto all’altro ragazzo, è importante distinguere due piani: il conforto emotivo e il sentimento. Nei momenti di fragilità è naturale avvicinarsi a chi ci fa sentire compresi, visti, “a casa”. Questo però può creare confusione se non ci si chiede con onestà che funzione ha oggi questo legame per lei ...è un appoggio? una fuga? un confronto implicito con ciò che le manca? Non è necessario decidere subito “chi scegliere”, ma è fondamentale capire cosa sta cercando.
La pausa, per essere davvero tale, ha bisogno di confini chiari. Se il suo compagno continua a scriverle e a cercarla, quella pausa rischia di non permetterle di ascoltarsi davvero. Pensare a se stessa, in questo momento, significa anche legittimarsi a chiedere spazio vero, non per punire l’altro ma per tutelare sé. Non è egoismo, è cura.
Un primo passo concreto può essere fermarsi e porsi alcune domande, senza forzare risposte immediate: come mi sento io in questa relazione, al di là della paura di perderla? Mi sento libera di essere me stessa? Mi sento scelta e rispettata? La gelosia diminuisce quando mi sento sicura o aumenta nonostante le rassicurazioni?
Se sente che da sola fa fatica a fare chiarezza, un percorso psicologico può aiutarla a distinguere ciò che nasce dall’ansia e ciò che nasce dai suoi reali bisogni affettivi, evitando scelte dettate solo dalla paura o dal senso di colpa.
Le relazioni non dovrebbero farci sentire costantemente in allerta o in conflitto con noi stesse. Il lavoro più importante ora non è decidere cosa fare con gli altri, ma ricentrarsi su di sé, sui propri confini e su ciò che le fa stare bene nel lungo periodo.

Un caro saluto
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologa clinica e giuridica
Psicodiagnosta
Coordinatrice genitoriale
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Salve, grazie per aver condiviso la sua situazione con tanta sincerità. Da quanto racconta, sembra che lei stia vivendo un momento di confusione emotiva, che può derivare da diversi fattori: la differenza d’età, le dinamiche di attrazione iniziale, la gelosia e il confronto con il legame passato. È normale sentirsi insicuri o dubitare dei propri sentimenti in situazioni così complesse.

Il fatto che stia cercando una pausa è un passo importante perché indica il bisogno di ritrovare uno spazio per sé e per chiarire cosa davvero desidera. Allo stesso tempo, il contatto con l’altro ragazzo può alimentare dubbi e confusione, rendendo più difficile capire i propri sentimenti verso il partner attuale. La chiave in questi casi è imparare a riconoscere le proprie emozioni senza giudicarle e capire quali sono i bisogni personali, separandoli dalle pressioni esterne o dai sensi di colpa.

Può essere utile prendersi del tempo per riflettere su ciò che realmente le fa stare bene, su quali sono i valori e i desideri che vuole rispettare nella sua vita affettiva, e considerare strategie per stabilire limiti chiari nella relazione e nei contatti con altre persone. In molti casi, parlare con uno specialista può aiutare a fare chiarezza, gestire ansia e gelosia, e capire come agire nel rispetto di sé e dell’altro.

In conclusione, il passo più utile ora è approfondire la situazione con uno psicologo o psicoterapeuta, che possa accompagnarla nel capire i suoi sentimenti e nel trovare un equilibrio che metta al centro il suo benessere.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Ciao, percepisco dalla lettura delle tue parole molte emozioni, tra cui stanchezza e confusione. Allo stesso tempo cerchi con serietà di non farti travolgere e di capire davvero cosa sta accadendo dentro di te. Quello che porti ha diversi piani che si intrecciano: da una parte la relazione attuale, con un uomo molto più grande di te, verso cui all’inizio provavi molta attrazione e che poi piano piano ti ha portata ad essere gelosa, ad avere il bisogno di controllare e all'inquietudine per certi suoi comportamenti sui social. Dall’altra parte c’è questo ragazzo con cui stavi bene prima, con cui ora sei “amica”, ma che continua a essere una figura affettiva importante, tanto da diventare la persona con cui ti sfoghi e per cui, ora, provi dei sentimenti che ti creano confusione. Mi colpisce molto una frase: “mi sfugge di mano la situazione, ho bisogno di controllare e non mi piace”. È come se una parte di te sentisse che qualcosa nella relazione attuale non ti fa stare tranquilla, non ti dà una base sicura, e allora scatta il bisogno di controllo, per capire cosa fa lui, a chi mette mi piace, con chi si scrive ecc. Spesso la gelosia così intensa non nasce dal nulla: o tocca vecchie ferite, o potrebbe essere anche una risposta a segnali reali di poca chiarezza o poca affidabilità dall’altra parte. Non è questione di “avere ragione” o “torto”, ma di ascoltare cosa ti succede quando ti rapporti a lui: ti senti più serena o più in allerta?Allo stesso tempo senti che con l’altro ragazzo qualcosa si sta muovendo. Non necessariamente perché “sei innamorata”, ma perché lui rappresenta una modalità diversa di rapporto: ci parli, ti ascolta, riesci a sfogarti, ti fa sentire vista. È molto comprensibile che questo apra dei dubbi, soprattutto se nella relazione attuale questo tipo di scambio emotivo lo senti meno, o lo vivi in mezzo a molta tensione. A volte, quando siamo in una relazione che ci confonde, il solo fatto di avere accanto una persona che ci fa sentire più leggerezza o sintonia fa emergere delle domande che non ci eravamo mai posti. Alla fine tu ti stai ponendo due domande: “Cosa provo davvero?” e “Come faccio a pensare a me, senza farmi tirare da una parte e dall’altra?”. Forse, prima ancora di decidere “con chi stare”, dovresti domandarti che cosa desideri in una relazione oggi. Per quanto riguarda la pausa, è molto importante che tu l'abbia chiesta per te stessa, per capire fino in fondo che cosa realmente desideri da te stessa e dalla relazione. A volte, “pensare a se stessi” significa anche reggere il disagio di mettere un limite più chiaro, sapendo che l’altro potrebbe stare male, arrabbiarsi o non capire, ma riconoscendo che tu hai bisogno di quel respiro per non perderti ancora di più. Se senti che da sola fai fatica a districare tutto questo, parlarne con uno psicologo potrebbe aiutarti a ritrovare un centro: non per dirti cosa fare o con chi stare, ma per sostenerti nel processo di scelta, che è faticoso ma anche molto prezioso per crescere e conoscerti. Intanto, una cosa mi sembra importante riportartela: il tuo bisogno di “pensare a te stessa” è legittimo. È una forma di cura. E la relazione che sceglierai, qualunque essa sia, dovrebbe essere un luogo dove questa cura per te non viene schiacciata, ma rispettata.
Gentile Signora,
da quanto descrive emerge una fase di forte confusione emotiva, comprensibile considerando la differenza di età, le dinamiche di gelosia, il ruolo dei social e la presenza di un legame significativo con un’altra persona. La gelosia e il bisogno di controllo che riconosce in sé non vanno giudicati, ma letti come segnali di un disagio e di bisogni relazionali non pienamente soddisfatti.

La “pausa” può essere utile solo se realmente rispettata e orientata a fare chiarezza su di sé; se l’altro continua a cercarla, diventa difficile ascoltarsi. Allo stesso tempo, il rapporto di confidenza con l’altra persona può rappresentare un sostegno, ma anche aumentare la confusione se non è chiaro cosa lei stia cercando in una relazione.

Pensare a se stessa, in questo momento, significa fermarsi, dare spazio alle proprie emozioni e comprendere cosa desidera davvero, al di là delle aspettative altrui o della paura di ferire qualcuno. Un percorso di consulenza psicologica potrebbe aiutarla a fare ordine, a comprendere i suoi vissuti e a prendere decisioni più consapevoli e rispettose di sé.

Un cordiale saluto.
Dott.ssa Giorgia Petruzzellis
Psicologo, Psicologo clinico
Trani
Quando emergono confusione, gelosia e difficoltà a stare sereni, è un segnale che qualcosa va ascoltato, più che ignorato.
Per potersi chiarire davvero, è importante avere uno spazio reale di distanza e non restare continuamente in contatto, altrimenti la “pausa” perde significato.
Pensare a sé stessi significa chiedersi cosa fa stare bene, cosa manca nella relazione e che tipo di legame si desidera, senza basare le scelte sulla paura di ferire o di restare soli.
La chiarezza emotiva viene prima di qualsiasi decisione su con chi stare.
Dott.ssa Aurora Quaranta
Psicologo, Psicologo clinico
Vimodrone
Quello che descrivi indica confusione tra attrazione, abitudine e bisogni emotivi. La gelosia e il senso di controllo segnalano che ti senti insicura nella relazione, e la pausa non funziona perché non hai ancora definito chiaramente i tuoi confini e desideri.

Prima di tutto, è importante concentrarti su te stessa: capire cosa vuoi davvero, senza pressioni esterne. Limitare i contatti con chi ti destabilizza può aiutarti a chiarire i sentimenti. Un percorso di riflessione o supporto terapeutico può darti strumenti per distinguere tra bisogno emotivo, attrazione e vera compatibilità, e per decidere con chiarezza sul futuro della relazione.
Dott.ssa Jessica Ceccherini
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Gentile Utente,
da ciò che racconta emerge una forte fatica interna, fatta di emozioni contrastanti, dubbi e di un bisogno profondo di ritrovare un centro più stabile dentro di sé.
La relazione che sta vivendo sembra collocarsi all’interno di più livelli di tensione: la differenza d’età, il contesto lavorativo in cui è nata, una forte componente iniziale di attrazione, ma anche dinamiche di gelosia, controllo e insicurezza che oggi La mettono in difficoltà. Il fatto che Lei riconosca di “perdere il controllo” e che questo non Le piaccia è un segnale importante di consapevolezza e di attenzione verso se stessa.

In una prospettiva sistemico-relazionale, la gelosia e il bisogno di controllare non vengono letti come un “difetto”, ma come segnali di un equilibrio relazionale che si è fatto faticoso. I comportamenti del Suo partner sui social, così come il Suo modo di reagire, sembrano attivare timori più profondi legati al sentirsi scelta, riconosciuta e al posto che Lei occupa nella relazione. Allo stesso tempo, il legame emotivo che mantiene con l’altro ragazzo – con cui si sente capita, ascoltata e libera di esprimersi – sembra rispondere a bisogni affettivi diversi, forse più vicini alla Sua parte emotiva e relazionale.

La paura che descrive rispetto a ciò che prova, e la difficoltà a “prendere una pausa” reale perché il Suo fidanzato continua a cercarLa, indicano quanto in questo momento i confini tra Lei e l’altro siano poco tutelati. Pensare a se stessa, come giustamente si chiede, non significa prendere decisioni immediate o drastiche, ma creare uno spazio interno ed esterno in cui poter ascoltare ciò che sente senza pressioni.

Un percorso psicologico potrebbe esserLe molto utile proprio per questo. Un lavoro terapeutico Le permetterebbe di esplorare il significato che le relazioni hanno per Lei, il modo in cui entra nei legami affettivi, come gestisce la paura di perdere l’altro e quanto spazio riesce a dare ai Suoi bisogni personali.

Cordiali Saluti
Dr.ssa Jessica Ceccherini
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Dal punto di vista psicologico, stai vivendo un conflitto tra bisogno di autonomia e desiderio di vicinanza, che genera ansia e confusione sui sentimenti. È normale provare attrazione o affetto per chi ti fa sentire compresa mentre metti in pausa una relazione insoddisfacente. Per ritrovare spazio per te stessa serve stabilire confini chiari: ridurre o sospendere i contatti che ti confondono e prendere tempo per ascoltare i tuoi bisogni senza sentirti obbligata a rispondere subito. Concentrarti su attività e relazioni che ti fanno sentire autonoma aiuta a chiarire cosa vuoi davvero.
Dott.ssa Flora Bacchi
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Quello che descrivi parla prima di tutto di confusione interna, non di una scelta “giusta o sbagliata”. La gelosia, il bisogno di controllare e i dubbi che emergono non sono il problema in sé, ma segnali che qualcosa dentro di te chiede spazio e ascolto. È comprensibile che il comportamento del tuo compagno sui social abbia riattivato insicurezze, così come è comprensibile che tu cerchi conforto in una persona con cui ti senti capita. Questo però ti mette in una posizione scomoda: invece di chiarire cosa provi, resti sospesa tra due legami che rispondono a bisogni diversi.
È importante essere onesta con te stessa: non possiamo sapere cosa pensa lui, né quali siano davvero le sue intenzioni; l’unica cosa su cui puoi lavorare è come ti senti tu e che tipo di relazione vuoi costruire. Continuare una “pausa” in cui lui ti scrive costantemente non ti permette di ascoltarti davvero. Prenderti cura di te, in questo momento, significa anche saper mettere confini chiari, anche se fa paura o genera sensi di colpa.
Il punto non è scegliere subito chi lasciare o chi tenere, ma fermarti e chiederti che tipo di donna vuoi essere in una relazione: una che controlla per paura di perdere, o una che sceglie sentendosi libera e responsabile. La chiarezza non arriva evitando il disagio, ma attraversandolo.

Se vuoi puoi contattarmi per un colloquio conoscitivo e cercheremo insieme di capirci di più.
Un caro saluto
Dott.ssa Bacchi
Dr. Mauro Terracciano
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Gentile utente, grazie per aver condiviso la sua situazione.
Dalle sue parole emerge una forte confusione emotiva, come se si trovasse tirata in più direzioni senza riuscire a capire dove sta davvero. Da un lato c’è una relazione che nasce da attrazione e intensità, dall’altro una parte di lei che si sente inquieta, gelosa, portata al controllo e che non si riconosce in questo modo di vivere il legame. Quando compaiono questi vissuti, spesso non parlano solo del comportamento dell’altro, ma di qualcosa che dentro di sé non trova più equilibrio.

Il fatto che l’altro ragazzo resti una figura di riferimento emotivo, con cui si confida e si sente capita, rende ancora più difficile fare chiarezza. Non perché lei stia necessariamente “provando qualcosa” per lui, ma perché in quel rapporto sembra ritrovare una parte di sé più spontanea e meno in allerta. I dubbi che oggi la spaventano non sono un segnale da risolvere in fretta, ma un messaggio che indica un conflitto interno tra ciò che sente, ciò che teme di perdere e ciò che fatica a lasciare.

Ritengo importante che lei possa fermarsi ed esplorare cosa la trattiene in questa relazione, cosa la spinge al controllo e cosa teme davvero all’idea di separarsi. Se questo passaggio non viene compreso, il rischio è di restare bloccata in una situazione che la consuma, senza riuscire né a scegliere né a ritrovare se stessa. Dare spazio ora ai suoi vissuti è fondamentale per non continuare a vivere le relazioni come un terreno di tensione e smarrimento.

Prenoti un primo colloquio gratuito per esplorare i suoi vissuti, ricevere un primo parere professionale e valutare i passi successivi.
Per ogni eventuale approfondimento sono a sua disposizione, anche online.

Un caro saluto,
Dott. Mauro Terracciano.
Dott.ssa Donatella Costanzo
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Salve,
dal suo racconto emerge una forte confusione emotiva, comprensibile in una fase in cui sembrano intrecciarsi più elementi: una relazione attuale che le suscita attrazione ma anche controllo e gelosia, un legame precedente che rappresenta uno spazio di ascolto e familiarità emotiva, e il bisogno – da lei stessa riconosciuto – di fermarsi per capire cosa sta provando davvero.
Il fatto che senta il bisogno di controllare e che questo le generi disagio può essere letto come un segnale interno importante, che parla di insicurezza, paura di perdere l’altro o di difficoltà a sentirsi tranquilla nella relazione. Allo stesso modo, il mantenere un rapporto di confidenza con l’altra persona può indicare un bisogno di vicinanza emotiva e di sentirsi compresa, più che una scelta chiara su cosa desidera.
“Pensare a sé” in questo momento non significa necessariamente prendere decisioni immediate, ma darsi il permesso di ascoltarsi, chiarendo quali sono i suoi bisogni affettivi, cosa la fa stare bene e cosa invece la mette in tensione. La difficoltà nel far rispettare la pausa che ha chiesto può essere un ulteriore elemento su cui riflettere in termini di confini.
Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a fare ordine tra le emozioni, a comprendere meglio le dinamiche relazionali in cui è coinvolta e a prendere decisioni più consapevoli e rispettose del suo benessere, qualunque esse siano.
Un caro saluto.

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