Salve sono un ragazzo gay di 31 anni sono sempre eccitato soprattutto al mare quando vedo uomini in

24 risposte
Salve sono un ragazzo gay di 31 anni sono sempre eccitato soprattutto al mare quando vedo uomini in slip depilati. Questo mi comporta a masturbarmi frequentemente ,vorrei sapere può nascere una indipendenza. Se è possibile una risposta. grazie
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Capisco bene la tua domanda e la preoccupazione che ci sta dietro. L’eccitazione frequente e la masturbazione sono comportamenti normali, fanno parte della vita sessuale di ogni persona. Diventa un problema solo se iniziano a limitare la tua libertà, cioè:
• se ti senti “costretto” a farlo anche quando non lo desideri davvero,
• se ti crea disagio o senso di colpa continuo,
• se occupa così tanto tempo ed energie da interferire con il lavoro, le relazioni o altre attività importanti.

In questi casi si può parlare di un comportamento che rischia di diventare compulsivo, più che di una vera e propria “dipendenza”.

Non è il fatto di masturbarsi in sé ad essere un problema, ma la sensazione di non riuscire a gestirlo o di viverlo come un obbligo. Se senti che sta diventando troppo presente nella tua vita, lavorare con uno psicologo può aiutarti a trovare un equilibrio più sereno con la tua sessualità, senza giudicarti.

Dott.ssa De Pretto

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Caro utente,
è difficile rispondere alla sua domanda poichè sarebbe opportuno capire meglio la dinamica e le motivazioni dietro a tale comportamento. Da quello però che percepisco leggendo le sue righe è che potrebbe esserci una paura nei confronti di questo atteggiamento che mette in atto e che quindi si cerchi rassicurazione. Se così fosse, sarebbe utile per lei capire meglio così da poter arrivare alla consapevolezza che serve per poter rispondere alle sue domande.
Resto a disposizione
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, da ciò che scrive emerge una preoccupazione legata alla frequenza dei suoi pensieri e comportamenti sessuali, che sembra vivere con un certo disagio. L’eccitazione che prova nel vedere corpi che le piacciono è una risposta naturale e non patologica di per sé, ma quando questo vissuto diventa troppo intenso o difficile da gestire al punto da indurla a porsi domande sul rischio di dipendenza, è comprensibile che senta il bisogno di capire meglio.

Parlare di “dipendenza sessuale” non è semplice, poiché la ricerca scientifica ci dice che non esiste un’unica definizione condivisa. Quello che però si può osservare è se la sessualità inizia a occupare gran parte della vita quotidiana, a creare sofferenza soggettiva o a limitare altre aree importanti come il lavoro, le relazioni sociali o la serenità personale. In questi casi non si tratta tanto della frequenza della masturbazione in sé, quanto del rapporto che una persona instaura con la propria sessualità e di quanto questa diventi o meno fonte di benessere.

Il fatto che lei si interroghi è già un segnale di consapevolezza. Più che cercare di eliminare queste pulsioni, potrebbe essere utile comprendere come viverle in modo equilibrato, senza che diventino un peso o un motivo di vergogna. La sessualità, anche quando è intensa, può rientrare in un funzionamento sano se è integrata con altri aspetti della vita e non diventa l’unico modo per regolare emozioni come ansia, vuoto o solitudine.

Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a capire meglio quali significati personali attribuisce a queste esperienze, se vi sono bisogni emotivi sottostanti e come trovare un equilibrio più soddisfacente tra piacere, desiderio e qualità della vita.

Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Dott.ssa Marzia Mazzavillani
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Forlì
Buongiorno, quello che descrivi riguarda un'attivazione erotica legata a stimoli specifici, cosa che ti porta a cercare un immediato scarico della tensione con la masturbazione. La sessualità maschile, soprattutto quando è molto stimolata da immagini visive, può facilmente orientarsi in questa direzione. Tuttavia, la questione che poni, se possa nascere una dipendenza, è rilevante e da analizzare. In psicologia clinica si parla di dipendenza sessuale quando:

- la masturbazione o la ricerca di stimoli sessuali diventa un pensiero costante che interferisce con le attività quotidiane;
- si perde la capacità di regolare l’impulso, con un senso di perdita di controllo;
- l’atto sessuale o masturbatorio viene usato come modo per alleviare ansia, solitudine o stati emotivi difficili, e non solo come espressione naturale della propria sessualità;
- si sperimenta disagio, senso di colpa o compromissione nelle relazioni sociali o affettive.

Dal tuo racconto sembra che il punto non sia tanto la masturbazione in sé (che è una pratica normale e diffusa), ma la frequenza e l’intensità con cui senti il bisogno di ricorrervi. È importante capire se per te questo comportamento resta nell’ambito del piacere personale, oppure se sta diventando un meccanismo che limita e ti crea malessere.

Ti suggerisco di iniziare un percorso di osservazione di te stesso: tieni un piccolo diario in cui annotare i momenti in cui senti l’impulso, le emozioni che lo accompagnano e come ti senti dopo.

Questo ti aiuterà a distinguere quando l’eccitazione nasce da un reale stimolo erotico e quando, invece, la masturbazione viene usata per regolare stati emotivi di ansia, noia o tensione.

In parallelo, un percorso psicologico potrebbe aiutarti a esplorare il significato che attribuisci alla sessualità e il ruolo che essa ha nella tua vita, per arrivare a una gestione più equilibrata e consapevole. Un cordiale saluto,
Dott.ssa Marzia Mazzavillani
Psicologa Clinica - Voice Dialogue - Mindfulness - Dreamwork
Buongiorno, da quanto descrive, la situazione rientra nella normale variabilità della sessualità, provare eccitazione davanti a certi stimoli e masturbarsi in risposta è comune e non indica necessariamente una dipendenza.
Una dipendenza sessuale o da masturbazione si può ipotizzare quando il comportamento diventa compulsivo, interferisce con il lavoro, le relazioni o la vita quotidiana, o genera disagio significativo. Se invece riesce a gestire i momenti di eccitazione senza che questi compromettano la sua vita, difficilmente si può parlare di dipendenza.
È utile osservare la frequenza e il contesto e quanto il comportamento interferisce con le attività quotidiane o con le relazioni, se riesce a rimandare o modulare l’atto senza sentirsi sopraffatto e se provare eccitazione o masturbarsi genera ansia, senso di colpa o stress intenso.
Se nota che la masturbazione o l’eccitazione diventano compulsive o disturbano la sua vita, rivolgersi a uno psicologo o a uno specialista in sessuologia può aiutare a sviluppare strategie di gestione e a capire eventuali motivazioni sottostanti.
Un caro saluto
Buongiorno, ciò che descrive non è soltanto un comportamento, ma anche un modo in cui lei stesso dà senso alle proprie esperienze. L’eccitazione che avverte in certe situazioni non va necessariamente intesa come un problema in sé: essa racconta qualcosa del suo corpo, delle immagini che la colpiscono e del modo in cui lei le riconosce come significative.
La questione della “dipendenza” si pone soltanto quando il gesto diventa rigido, ripetitivo e non lascia più spazio ad altre possibilità di vivere se stesso. Non si tratta quindi di giudicare la frequenza o la natura del desiderio, ma piuttosto di osservare come lei si rapporta a quell’esperienza: se rimane una scelta che sente libera, o se al contrario si trasforma in una prigione.
Più che cercare di ridurre tutto a un meccanismo, può essere utile domandarsi come questi momenti si inseriscono nella trama della sua identità, quali emozioni vi riconosce e che ruolo giocano nel suo sentirsi vivo. Non c’è quindi una risposta univoca, ma un invito a considerare la sua eccitazione non solo come impulso, bensì come linguaggio che il suo corpo e la sua mente hanno trovato per esprimersi.
Dott.ssa Chiara Milesi
Psicologo, Psicoterapeuta
Bergamo
Buongiorno, è possibile che la masturbazione diventi compulsiva e difficile da controllare, soprattutto se usata per gestire emozioni difficili, stress o impulsi. Il problema non è la masturbazione in sè, ma il disagio e le difficoltà che può causare alle attività quotidiane; quando questo accade, può essere utile parlarne con un professionista. Un percorso psicologico aiuta a ritrovare equilibrio e consapevolezza. Resto a disposizione, un caro saluto, Chiara
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anc
Dott.ssa Veronica Savio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Medolla
Gentile utente,
la sessualità, così come la frequenza dell’eccitazione o della masturbazione, varia molto da persona a persona ed è parte della normale esperienza umana. La masturbazione di per sé non è un comportamento patologico, ma può diventare problematica se assume un carattere compulsivo, cioè se non riesce a controllarla, se occupa gran parte delle sue giornate o se le crea disagio e interferisce con altri ambiti della vita (relazioni, lavoro, interessi).
In questi casi può essere utile rivolgersi a uno psicologo per esplorare meglio la relazione con la propria sessualità, comprendere i fattori emotivi che possono influenzarla e trovare strategie per vivere in modo più equilibrato i propri desideri.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Dott. Sandro Mangano
Psicologo, Psicologo clinico
Catania
Caro utente,

La ringrazio per aver condiviso una tematica così personale in questo spazio. Capisco che il suo quesito nasca da una sincera preoccupazione per un comportamento che, pur essendo naturale, percepisce come eccessivo o potenzialmente problematico.

È importante distinguere tra un desiderio sessuale intenso e una dipendenza. L'eccitazione frequente, in risposta a determinati stimoli, fa parte della sessualità umana, e la masturbazione è un'attività sana e comune. Tuttavia, può diventare un problema quando l'attività sessuale compulsiva interferisce significativamente con la vita quotidiana, le relazioni interpersonali, il lavoro o la salute mentale.

In termini professionali, un'attività si definisce "compulsiva" o "dipendenza comportamentale" non tanto per la sua frequenza, ma per il modo in cui influenza il suo benessere. Le domande che lei dovrebbe porsi sono:

Il mio comportamento mi crea disagio o senso di colpa?

Mi sento obbligato a farlo, anche se non lo vorrei?

Ho provato a ridurne la frequenza senza successo?

Questo comportamento mi isola dagli altri o mi impedisce di vivere esperienze sociali?

Se la sua risposta a queste domande è affermativa, potrebbe essere utile parlarne con un professionista. Un percorso con uno psicologo può aiutarla a esplorare le radici di questo comportamento, a comprendere se si tratta di una normale fase di alta libido o di un meccanismo di gestione di altre emozioni (come stress, ansia o solitudine) e a sviluppare strategie più efficaci per gestire la sua sessualità in modo sereno e soddisfacente.

Le assicuro che non c'è nulla di cui vergognarsi. La sua apertura è un primo, importante passo verso la comprensione di sé e il benessere psicologico.

Distinti saluti,

Dott. Sandro Mangano
Psicologo
Dr. Antonio Rivetti
Psicologo, Psicoterapeuta
San Nicola la Strada
Gentile Utente, che cosa rappresenta il sesso per Lei? Noi siamo energia sessuale ed è normale essere attratti da altre persone. La questione è quanta importanza sta dando alla sfera sessuale. L'eros è una parte dell'amore e cercare intimità con altri è il primo passo per una eventuale relazione d'amore. Non dia troppa importanza ai suoi pensieri; cerchi di ascoltare il suo corpo e lo assecondi. Certo, una razionalizzazione di un desiderio può provocare una dipendenza o meglio ancora una nevrosi. Grazie.
Dott. Luca Lepore
Psicologo, Psicologo clinico
Arese
Salve,
la dipendenza psicologica può cambiare ed evolversi nel tempo ed è piuttosto complicato rispondere senza conoscere a fondo le dinamiche. La sola preoccupazione che racconti però porta a pensare che, dipendenza o meno, la cosa stia diventando un problema per il solo fatto appunto di preoccupartene.
Varrebbe la pena contattare uno psicologo, anche solo per un breve percorso di scoperta di te.
Dott.ssa Ilaria Francomano
Psicologo, Psicologo clinico
Caselle di Sommacampagna
Salve,
probabilmente valuterei uno spazio d'ascolto per capire bene il contesto e le dinamiche, se non altro per cercare di dare una risposta alle sue domande e ai suoi timori.
Un caro saluto,
Dott.ssa Francomano Ilaria
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Salve,
l’eccitazione che descrive è una reazione del tutto naturale, soprattutto se legata a stimoli che per lei risultano particolarmente attraenti, come nel caso di uomini in slip al mare. La masturbazione è una pratica comune e non è di per sé problematica. Diventa un aspetto da osservare con più attenzione solo quando si trasforma in un comportamento percepito come ingestibile, troppo frequente o capace di interferire con altri ambiti della vita (relazioni, lavoro, vita sociale).

Non si parla quindi tanto di “indipendenza” quanto di un possibile comportamento che, se eccessivo o vissuto con disagio, può assumere le caratteristiche di una dipendenza. È importante valutare se la masturbazione è per lei un piacere naturale e gestibile, oppure se nasce come risposta automatica a tensione, ansia o bisogno di compensazione emotiva.

In questi casi, sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi ad uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott. Stefano Recchia
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Roma
Gentile utente grazie per la tua condivisione.
Quello che descrivi — sentirti eccitato spesso, in particolare in certi contesti (ad esempio al mare vedendo uomini in slip) — è assolutamente normale: il desiderio sessuale varia molto da persona a persona, e può essere più intenso in alcune fasi della vita o in certi ambienti che stimolano maggiormente.
Riguardo alla masturbazione: è un comportamento sano e comune. La maggior parte delle persone lo pratica e non comporta rischi fisici se fatto con equilibrio.
Può diventare problematica solo se ti accorgi che è così frequente o compulsiva da interferire con la tua vita quotidiana, le relazioni, il lavoro o gli interessi. In quel caso si può parlare di un comportamento che tende alla dipendenza o a una forma di "compulsione".
Se senti che la cosa ti sfugge di mano, parlarne con uno psicologo può aiutarti a capire se c’è sotto un bisogno emotivo (ad esempio ansia, solitudine, ricerca di conferme) e a trovare altri modi per viverlo meglio. Spero di esserti stato di aiuto. Resto a disposizione. Un caro saluto.
Dott. Stefano Recchia
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve, quello che condivide tocca un tema molto importante e spesso circondato da dubbi e paure, cioè il rapporto con la propria sessualità e con la gestione del desiderio. È del tutto naturale provare eccitazione di fronte a stimoli che le suscitano attrazione, così come è naturale che la masturbazione rappresenti una modalità di scaricare la tensione e vivere la propria sessualità. Ciò che sembra preoccuparla non è tanto l’atto in sé, quanto la frequenza con cui accade e il timore che questo possa trasformarsi in una dipendenza. Quando si parla di sessualità è importante distinguere tra un comportamento che rientra nella fisiologia e uno che diventa disfunzionale. La masturbazione è un’attività sana, diffusa e priva di rischi quando non interferisce con la qualità della vita, le relazioni sociali o gli impegni quotidiani. La dipendenza, invece, si manifesta quando il bisogno di ricorrere a questo comportamento diventa rigido e incontrollabile, quando occupa la maggior parte dei pensieri della giornata, e quando porta a trascurare altre aree della vita personale e sociale. Dal suo racconto non emerge necessariamente un quadro di dipendenza, ma piuttosto la sensazione di non riuscire a gestire del tutto la frequenza e l’intensità dell’eccitazione in alcune situazioni, come al mare. In ottica cognitivo-comportamentale, sarebbe utile osservare quali pensieri ed emozioni accompagnano il momento in cui decide di masturbarsi. Ad esempio, oltre all’eccitazione, può esserci un senso di ansia, di colpa o di urgenza. Riconoscere e analizzare questi elementi aiuta a capire se il comportamento risponde solo a un desiderio naturale oppure se viene usato anche per ridurre tensioni emotive più ampie. Può esserle utile allenarsi a tollerare l’eccitazione senza doverla scaricare immediatamente, magari provando a rimandare l’atto a un momento scelto da lei. Questo non significa reprimerla, ma aumentare la percezione di controllo. Anche introdurre attività che impegnino corpo e mente può contribuire a modulare la frequenza, riducendo la sensazione di automatismo. Infine, non va sottovalutato l’aspetto emotivo legato al senso di colpa che a volte accompagna la sessualità, soprattutto quando si teme che sia “troppa” o non conforme a un ideale. In questo senso, lavorare sull’accettazione della propria identità e del proprio desiderio, senza giudizio, può alleggerire molto il peso che oggi sente. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, sì, è possibile che la masturbazione frequente, soprattutto se vissuta con urgenza o come unico modo per scaricare l’eccitazione, possa evolvere in una forma di dipendenza comportamentale. Questo accade quando l’impulso diventa difficile da gestire e interferisce con la quotidianità, con la sfera emotiva o con le relazioni affettive e sessuali. Il desiderio sessuale è una componente sana e naturale della vita, ma quando diventa un modo rigido per regolare emozioni come ansia, solitudine o noia, può trasformarsi in una forma di evitamento del contatto più profondo con sé stessi o con gli altri. La psicoterapia umanistica o l’analisi bioenergetica possono aiutarla a esplorare il significato di questa eccitazione ricorrente, senza giudizio, favorendo un rapporto più libero e consapevole con la sessualità. Se avverte che la masturbazione sta diventando un bisogno compulsivo, le suggerisco di rivolgersi a uno psicologo psicoterapeuta con cui valutare insieme come riportare equilibrio tra impulso e libertà personale. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Dott.ssa Federica Battista
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno e grazie per aver condiviso la tua esperienza.
Rispetto al fenomeno che descrivi posso dirti che l’eccitazione frequente e la masturbazione sono esperienze comuni che non indicano automaticamente una dipendenza. Si parla di dipendenza solo se la masturbazione diventa incontrollabile, crea disagio, occupa gran parte dei tuoi pensieri o interferisce con la tua vita quotidiana.
Se non ti senti limitato, puoi considerarlo un modo naturale di esprimere la tua sessualità. Se invece percepisci perdita di controllo o malessere, può essere utile confrontarti con uno psicologo.
Spero di esserti stata di aiuto per chiarirti le idee ed riuscire a normalizzare questa pratica comune.
Un saluto cordiale

Salve.
Premesso che ogni caso ha la sua specificità ed è difficile fare valutazioni che possono avere carattere generalizzabile, è possibile comunque orientarci a questa riflessione. Spesso i comportamenti che producono piacere e che vengono reiterati volontariamente con elevata frequenza, possono definirsi come fattori pre-scatenanti per lo sviluppo di una dipendenza. Reiterare volontariamente un comportamento (in questo caso legato al piacere), infatti, può favorire lo strutturarsi di una abitudine comportamentale che in taluni casi porta alla riduzione del controllo inibitorio degli impulsi della persona, con il conseguente aumento della vulnerabilità individuale vero i meccanismi della dipendenza.
Dott.ssa Anna Maria Nicoletti
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Sora
Capisco la sua preoccupazione. L’attrazione sessuale e la masturbazione sono esperienze naturali e comuni; quando diventano molto frequenti, però, possono generare ansia o il timore di perdere il controllo. Non significa necessariamente che si tratti di una dipendenza, ma è importante osservare come questo comportamento influisce sulla sua vita quotidiana: se la porta a trascurare relazioni, studio/lavoro o altri interessi, allora può essere utile approfondire. Un percorso psicologico può aiutarla a comprendere meglio i suoi desideri, regolare gli impulsi e vivere la sessualità in modo più sereno ed equilibrato.
Resto a disposizione, per ulteriori chiarimenti anche online.
Dott.ssa Anna Maria Nicoletti
Dott.ssa Giulia Raiano
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Grazie per aver condiviso la tua esperienza.
La sessualità è una parte importante, complessa e molto personale della nostra vita, e il fatto che tu stia cercando di comprenderla meglio è un segnale di maturità e consapevolezza.
Partiamo da quello che hai condiviso:
Hai 31 anni, sei un uomo gay, e sperimenti una forte eccitazione in alcuni contesti — ad esempio, al mare, in presenza di certi stimoli visivi (come uomini in slip, depilati). Questo ti porta a masturbarti frequentemente, e ti stai chiedendo se da qui possa svilupparsi una dipendenza sessuale.
Masturbarsi spesso è sempre un problema?
Non necessariamente. La masturbazione è un comportamento normale e sano, se:
non interferisce con la tua vita quotidiana,
non ti provoca disagio o senso di colpa,
non diventa un modo esclusivo per gestire emozioni (come noia, ansia, solitudine),
non danneggia le tue relazioni o il tuo benessere psicologico.

La frequenza in sé non è l’unico indicatore. Anche chi si masturba ogni giorno non ha necessariamente un problema — dipende dal perché, dal come e dalle conseguenze che ha sulla vita personale, relazionale e lavorativa.

Quando si può parlare di dipendenza sessuale o “ipersessualità”?
Potrebbe essere utile fare una riflessione in questi termini se:
senti di non riuscire a controllare l’impulso, anche quando non vuoi;
usi il sesso o la masturbazione per regolare emozioni negative (ansia, stress, noia, tristezza);
vivi senso di colpa o vergogna dopo;
senti che questo comportamento compromette le tue relazioni, il lavoro o altri ambiti della tua vita;
la ricerca di stimoli sessuali diventa prevalente rispetto ad altri interessi o bisogni.
Essere eccitato da certi stimoli non è di per sé un problema. La tua eccitazione non ti rende anormale, e la masturbazione è una forma di espressione sessuale del tutto legittima. Solo se senti che sta prendendo troppo spazio o creando disagio, vale la pena approfondire.
Se vorrai approfondire resto a disposizione
Buona giornata
Dott.ssa Giulia Raiano
Salve! La sessualità e l’eccitazione sono fenomeni naturali e, in particolare in contesti stimolanti come il mare, è normale provare desiderio e ricorrere alla masturbazione.

Diventa preoccupante solo se questa abitudine interferisce con la sua vita quotidiana, le sue relazioni, il suo lavoro o il suo benessere personale. Se sente che la masturbazione frequente sta diventando un comportamento difficile da controllare o che le crea disagio, può essere utile:
– osservare e monitorare quando e come nasce il desiderio, per comprendere i propri pattern;
– sperimentare strategie di gestione dell’impulso, come attività fisica, hobby o distrazioni salutari;
– parlare con uno psicologo o sessuologo, che può aiutare a capire se c’è una componente di compulsività e come gestirla senza colpevolizzarsi.

In caso contrario, gentile utente, si goda il piacere senza sensi di colpa: provare desiderio e soddisfarlo è del tutto naturale, soprattutto a 31 anni, un’età in cui il cervello e il sistema nervoso sono ancora particolarmente reattivi agli stimoli del piacere.
Gentile utente, una dipendenza può essere considerata tale quando il comportamento di un'attività diventa compulsivo e inizia a interferire significativamente con la vita quotidiana della persona. Dott.ssa Valentina Pisciotta
Dott. Daniele Gallucci
Psicologo, Terapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, forse è un errore di battitura il suo riferimento all'indipendenza, ma mi fa pensare alla possibilità di concedersi delle libertà. Nella mia esperienza la libertà è una cosa difficile da guadagnarsi, ma quando lo si fa la si trova spesso preziosa
Cordiali saluti
Dott. Daniele Gallucci

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