Salve, sono un ragazzo di 22 anni, tre anni fa più o meno ho iniziato a sentire una forte stanchezza

24 risposte
Salve, sono un ragazzo di 22 anni, tre anni fa più o meno ho iniziato a sentire una forte stanchezza e mal di testa che non passava, mi sono recato al pronto soccorso dove mi hanno fatto tac e esami del sangue ed era tutto nella norma, in seguito ho iniziato a sentire anche delle fascicolazioni e dei dolori muscolari sparsi in tutto il corpo, che mi hanno fatto preoccupare molto visto che stupidamente ho cercato i sintomi su internet, a questo punto sono andato dal neurologo che mi ha consigliato di fare una Elettromiografia che non ha evidenziato nessun problema, in quel momento mi ero temporaneamente calmato, poi un anno fa ho avuto una labirintite che mi ha fatto stare a letto 10 giorni e sotto consiglio dell’otorino ho fatto una risonanza magnetica al cervello e anche questa volta non è saltato fuori nulla.
Ultimamente ho iniziato ad avvertire oltre agli altri sintomi dei formicolii continui a mani e gambe che sono costanti durante la giornata e delle specie di scossettine al viso e alla gamba solo a volte durante la giornata, quindi ho svolto un’altra Elettromiografia che è non ha evidenziato nulla un’altra volta.
(E in tutto questo ho dei seri problemi nel dormire, mi sveglio molte volte di notte).
A questo punto mi chiedo se possa essere tutta questione di ansia e preoccupazione che questa storia mi ha portato fin dal primo giorno.
Vi ringrazio in anticipo
Dr. Michele Arnaboldi
Psicologo, Psicologo clinico
Bovisio Masciago
Buon pomeriggio,
non è possibile dare risposte generiche per una situazione così complessa nonostante da un punto di vista organico sembra tutto a posto. Ti chiedo se prima dell’insorgenza di questi sintomi è successo un evento in particolare che potrebbe avere dato origine a tutto questo. Quello che ti consiglio è di approfondire la questione attraverso un percorso psicologico per cercare di capire che ruolo ha giocato l’ansia con cui hai vissuto questa situazione e trovare delle strategie e pensieri funzionali per gestirla. Resto a disposizione per dei colloqui online.
Dott. Michele Arnaboldi.

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Dott.ssa Elisa Fedriga
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Iseo
Buongiorno,
Come suggerito dal collega è importante capire se i sintomi sono nati da qualcosa di organico o da qualche evento particolare. È poi opportuno lavorare per capire quali meccanismi possono far aumentare la percezione di dolore.
Dott.ssa Eleonora Cenci
Psicologo
Perugia
Buonasera. Visti i tanti esami svolti che non sembra, da quanto riporta, abbiano evidenziato problemi neurologici, potrebbe trattarsi di altro. Ha parlato di ansia e preoccupazione: le domanderei se in questo periodo e in passato vive e ha vissuto, situazioni che le causano preoccupazione. Inoltre avere difficoltà nel dormire è un importante campanello d'allarme da non sottovalutare. Se può esserle di aiuto, valuti di rivolgersi ad uno psicologo e/o psicoterapeuta che possa aiutarla a comprendere se in questo momento c'è qualcosa che la preoccupa.
Rimango a disposizione.
Dott.ssa Eleonora Cenci.
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana.
Ha fatto bene ad effettuare controlli medici per escludere eventuali cause organiche.
Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Luciana Harari
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buonasera ,le consiglierei di farsi appoggiare intraprendendo un percorso psicologico ,che l affiancherà nella comprensione della sua sintomatologia.L ansia può produrre molti sintomi ma è necessario capire l origine sia dal punto di vista organico ma anche da quello psicologico.Un caro saluto dottssa Luciana Harari
Dott.ssa Maria Pepe
Psicologo, Psicologo clinico
Qualiano
Ciao,
Ho avuto le tue stesse problematiche, in seguito a labirintite ecc io ho cominciato il mio percorso psicologico :)
Se senti la necessità di essere sostenuto fatti sostenere, ciò non toglie che nel mentre puoi comunque farti altri esami, una volta esclusa la causa organica puoi comunque lavorare per eventuali somatizzazioni.
Sta tranquillo, andrà bene.
Resto a disposizione per qualsiasi cosa :)
Dott.ssa Silvana Zito
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, la sua descrizione riporta un modo di fare proprio di una condizione d'ansia. La necessità di scongiurare una malattia fisica. Se gli esami clinici e strumentali fin qui vanno bene, mi creda non è certo finita qui la sua ricerca. Il punto sta nel fatto che l'ansia si associa a diversi disturbi psichiatrici :disturbo Ossessivo Compulsivo, disturbo di personalità ecc... Suggerisco piuttosto una valutazione psicodiagnostica con l'ausilio di test e scale di valutazione appropriate prima al quadro generale e poi al eventuale disturbo emergente al fine di definire l'entità e il percorso di psicoterapia appropriato saluti Dott.ssa Silvana Zito
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Dott. Gianmarco Simeoni
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Varese
Buonasera Gentile Utente, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Purtroppo non mi è possibile rispondere alla sua domanda, anche se la sintomatologia riportata è atipica per gli stati d'ansia. Il consiglio che posso darle è di continuare a seguire le indicazioni del medico curante e degli altri specialisti. Ciò nonostante, se sentisse il bisogno di tentare un'altra strada o semplicemente di ricevere supporto psicologico per la sua situazione, può comunque iniziare un percorso psicologico. Cordialmente, dott. Simeoni
Buonasera, la sintomatologia che descrive può essere riferita a stati di ansia, che provocano spesso disturbi psicosomatici. Ha fatto benissimo a fare i controlli, ma dal momento che a livello organico non sembra risultare nulla, potrebbe valutare una consulenza psicologica, per comprendere da dove possa derivare questo suo malessere che le reca ripercussioni sulla sua vita quotidiana e sulla sua serenità personale.
Resto a disposizione per qualunque chiarimento un caro saluto dottoressa Paola De Martino
Fondamentale escludere cause organiche della sintomatologia innanzitutto. Da non sottovalutare la possibilità, che soprattutto in questo periodo estivo, in cui aumenta il caldo umido, ci sia un esordio o aumento dei disturbi d'ansia che in alcuni casi viene somatizzata. Può ascoltare il Podcast Le Stanze della Paura, disponibile gratuitamente su Google e Spotify. E' un Podcast rivolto alle persone che soffrono di stati d'ansia e disturbi d'ansia. Troverà informazioni e strumenti di auto aiuto da utilizzare nei casi di tensione psico fisica. Può seguire la pagina Facebook Le Stanze Della Paura dove trova contenuti non disponibili negli audio. Buona serata. Bruno Ramondetti
Buonasera. Mi spiace per la situazione che descrive e che sta vivendo. Avendo escluso le origini organiche, la sintomatologia che sta sperimentando potrebbe esser legata a vissuti e stati d'ansia. Il mio suggerimento è di continuare a confrontarsi con il suo medico per monitorare la situazione e in parallelo rivolgersi anche ad uno/a psicoterapeuta per approfondire maggiormente l'esperienza che sta vivendo dal punto di vista psicologico con l'obiettivo di fare maggiore chiarezza ed individuare il trattamento più efficace per prendersi cura di sé stesso e della propria salute. Un saluto, Dott. Felice Schettini
Dott. Stefano Ventura
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Gentile Amico,
intanto mi sembra un'ottima notizia che sia sano! La invito a soffermarsi per qualche istante su questo: come la fa sentire?
Certo è possibile che questo malessere sia provocato da un circolo di attenzione allarmata sul suo corpo, nel quale ogni minima variazione (ne abbiamo costantemente, ma non gli attribuiamo importanza fino a una certa soglia) venga interpretata come il segnale di una malattia che si aggraverà fino a esiti terribili.
Una terapia potrebbe portarla a comprendere come mai si sia instaurato questo ciclo di iper-attenzione al corpo, e aiutarla a ritrovare serenità e calma.

Con i migliori auguri,
dr. Ventura
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

molte volte il corpo è bersaglio della mente. La sua sintomatologia potrebbe avere origini psicogene. Si apra alla possibilità di richiedere un consulto psicologico con l'obiettivo di capire cosa si cela dietro il suo malessere ed il suo star male. Molto probabilmente potrebbe trovare sollievo attraverso la psicoterapia.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Marina Bonadeni
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, una volta scartate le cause organiche sarebbero da indagare quelle psicologiche. Spesso un forte e/o duraturo stress comporta i sintomi che lei elenca. Sarebbe importante permettersi un colloquio con un terapeuta al fine di prendere in considerazione un eventuale percorso psicoterapeutico. Un saluto.
Dott.ssa Marina Bonadeni
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Dr. Ugo Ungaro
Psicologo, Psicoterapeuta
L'Aquila
Salve sulla base delle sue indicazioni potrebbe essere una buona possibilità per lei consultare uno psicoterapeuta. La mancanza di un riscontro connesso ad un disturbo su base organica di fatto sposta l'attenzione sugli elementi psicologici. Le eventuali o ulteriori attività potranno essere vagliate solo dopo aver accertato o meno la presenza di un disagio su base psicologica che da quanto riferisce non è stato ancoro valutato. Un cordiale saluto
Dott.ssa Elisa Manfredi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buonasera, grazie per la sua condivisione.
Un supporto psicologico è sempre utile in situazioni di dolore cronico. sia per cause organiche, sia in situazioni di sofferenza psicologica. Dare senso al dolore, in tutti i suoi significati, livelli e peculiarità, migliora inevitabilmente la qualità della vita. Se la sua domanda è: L'ansia potrebbe spiegare questo? la risposta andrebbe indagata in maniera più puntuale. Certo è che l'ansia, può portare molto lontano.
Un caro saluto.
Dott.ssa Elisabetta Cavicchioli
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
San Miniato Basso
Buonasera, dato che al momento non sono sorte cause organiche potrebbe essere utile per lei approfondire questa situazione con uno psicologo/a in maniera tale da indagare che cosa ha e trovare la strada migliore per lei per affrontare la situazione.

Saluti
Elisabetta
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Dott.ssa Zena Ballico
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno, capisco bene la sua preoccupazione. Visti i numerosi accertamenti neurologici direi che varrebbe la pena approfondire gli aspetti psicologici. La nostra mente è strettamente in connessione con il corpo. Conflitti ed emozioni non elaborate possono manifestarsi sotto forma di sintomi fisici.
La psicosomatica ha fatto grandissimi passi avanti negli ultimi anni. Le suggerisco di intraprendere un percorso di psicoterapia che le permetta di affrontare e risolvere questa dolorosa condizione.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Gentile utente, prima di pensare all'aspetto ansioso, chiederei il parere di un neurologo.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Rossella Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buonasera, si, visto che sono state escluse le cause organiche, potrebbe trattarsi di ansia e attacchi di panico. Le consiglio quindi di rivolgersi ad uno psicologo. Cordiali saluti.
Dott.ssa Simona Realmuto
Psicologo, Psicologo clinico
Bagheria
Spesso il corpo può somatizzare e manifestare la nostra Ansia attraverso dei sintomi fisici. Spesso chi soffre di ansia tende ad avere una certa rigidità fisica come per esempio contratture al collo.... Spesso si può anche soffrire di cervicali
Salve, mi spiace per la situazione che sta vivendo e che sembra avere un forte impatto sulla sua quotidianità. Da quello che scrive risulterebbe avventato dare una risposta data la complessità della situazione. Solitamente quando si presenta una sintomatologia fisica in assenza di riscontri negli esami medici si può pensare ad una causa psicologica magari conseguente ad un forte stress subito; le consiglio dunque di confrontarsi con un professionista della salute mentale ed esplorare le possibili opzioni.
Dott.ssa Cecilia Scipioni
Psicologo, Neuropsicologo
Casalgrande
Salve,

da quanto descrivi, sembra molto probabile che i tuoi sintomi — fascicolazioni, formicolii, dolori muscolari, scossettine, mal di testa e problemi di sonno — siano amplificati dall’ansia e dallo stress, soprattutto considerando che gli esami strumentali (elettromiografie, risonanza) non hanno evidenziato alterazioni. Questo non significa che i sintomi non siano reali, ma che il corpo può reagire a stati di tensione cronica e ipervigilanza.

La preoccupazione costante per la salute, accentuata anche dalla ricerca di informazioni online, può generare un circolo vizioso in cui la mente amplifica ogni sensazione corporea. Questo è noto come ansia per la salute o “health anxiety”.

Alcuni punti pratici per iniziare a gestire la situazione:

* Tecniche di rilassamento come respirazione diaframmatica o rilassamento muscolare progressivo.
* Attività fisica regolare ma moderata, che aiuta a scaricare la tensione muscolare.
* Mindfulness o meditazione breve quotidiana per ridurre ipervigilanza e pensieri ansiosi.
* Supporto psicologico: uno psicologo può aiutarti a distinguere le sensazioni normali da quelle amplificate dall’ansia e a interrompere il circolo di preoccupazione.

Il fatto che gli esami siano nella norma è rassicurante. L’obiettivo ora è imparare a gestire l’ansia e riconoscere le sensazioni corporee senza interpretarle automaticamente come sintomi gravi.

Saluti
Dott. Valerio Romano
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno,
da quello che racconti è comprensibile che tu sia molto stanco e preoccupato: quando compaiono sintomi fisici “strani” e persistenti, e in più si cercano risposte su internet, è facile entrare in un circolo di allarme. Il fatto però che in questi anni tu abbia fatto accertamenti importanti (TAC, esami del sangue, visita neurologica con elettromiografie ripetute, risonanza) senza evidenze di patologie è un elemento rassicurante.
Sì, è possibile che una parte significativa di ciò che descrivi sia legata a ansia e stress, soprattutto se prolungati nel tempo. Ansia e iperattivazione del sistema nervoso possono dare sintomi molto corporei: tensioni e dolori muscolari, fascicolazioni, formicolii, “scossettine”, cefalea, stanchezza e soprattutto disturbi del sonno. E il sonno frammentato, a sua volta, amplifica tutto: aumenta la sensibilità al dolore, la percezione dei segnali corporei e la vulnerabilità ai pensieri preoccupati.
Spesso si crea una dinamica: compare un sintomo → ci si spaventa → si controlla il corpo e si cercano spiegazioni → aumenta l’ansia e la tensione → i sintomi diventano più frequenti o più percepiti. Questo non significa “è tutto nella tua testa” o che te lo inventi: significa che il corpo risponde in modo reale a uno stato di allerta prolungato.
Detto questo, visto che riferisci sintomi persistenti e insonnia, è utile che tu abbia (o mantenga) un riferimento medico che coordini gli aspetti clinici e valuti anche fattori che possono contribuire (stress, abitudini di sonno, eventuali carenze, uso di stimolanti, ecc.). Parallelamente, se l’ansia è diventata il filo conduttore di questi tre anni, un percorso psicologico può essere molto indicato: non solo per “calmarsi”, ma per lavorare sulla paura della malattia, sull’iper-monitoraggio del corpo e sul sonno, così da ridurre il carico complessivo e la persistenza dei sintomi.
In sintesi, con esami ripetutamente negativi e un quadro che si riaccende nei momenti di preoccupazione, l’ipotesi ansia/stress è plausibile e merita di essere trattata seriamente, perché può migliorare in modo concreto sia la qualità di vita sia la sintomatologia.

Un caro saluto,
Dott. Valerio Romano

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