Salve,mio padre ha subito l’asportazione della laringe un anno e mezzo fa circa,in pieno covid. Ha f
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Salve,mio padre ha subito l’asportazione della laringe un anno e mezzo fa circa,in pieno covid. Ha fatto la tracheotomia ed essendoci la pandemia in corso è stato rispedito a casa in fretta e furia. Mia madre lo segue benissimo,proprio come un’infermiera ed ha dovuto imparare tutto da sola perché in ospedale non le hanno spiegato nulla o quasi. A parte quando accusa troppa secchezza (quindi fatica a respirare e deve aspirare il muco dal buco in gola),fisicamente è un uomo ancora in forma. Il problema è tutto il resto. È estremamente depresso,si sente come un disabile senza la possibilità di una vita normale,tratta malissimo tutti,soprattutto mia mamma,si lamenta perché non può parlare. Non sappiamo come muoverci,cosa fare. Io credo abbia proprio bisogno di andare in terapia da uno psicologo e fare anche della logopedia. Abitiamo in provincia di Como.
Grazie.
Grazie.
Salve, mi spiace molto per la situazione di suo padre poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lui possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarlo ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che gli impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarlo a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa essergli utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarlo ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che gli impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarlo a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa essergli utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
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Buongiorno gentile utente, credo che il Papà debba affrontare il processo di accettazione e ristrutturazione della nuova realtà. Non è semplice per lui affrontare la psicoterapia poi ci sono limiti nella comunicazione verbale, ma questo non significa che non possa essere aiutato. Suggerisco anche un consulto psichiatrico poichè l'apatia l'umore depresso, l'irritabilità presuppongono un quadro che potrebbe essere trattato con i farmaci. Saluti Dott ssa Silvana Zito
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Dalla sua descrizione, il fatto che suo padre sia stato tracheotomizzato nel periodo più critico della pandemia, purtroppo, ha impedito un aspetto fondamentale in merito alle corrette informazioni che il personale sanitario, generalmente, fornisce sia al paziente (in fase pre e post operatoria) che ai suoi caregivers. Tuttavia, suo padre ha il privilegio di avere una moglie che si prende cura di lui "come un'infermiera". Un intervento psicoterapeutico sarebbe opportuno (unitamente ad un recupero almeno parziale della fonazione, tramite tecniche specifiche): il fatto che non possa esprimersi in modo usuale non è un ostacolo alla psicoterapia in sè (benchè implichi un certo sforzo). Il punto cruciale su cui lavorare è l'accettazione di non potere più comunicare come un tempo, superare il sentimento di vergogna e rafforzare un'autostima "intaccata" tanto dal sentirsi "diverso" a livello comunicativo, sia per i cambiamenti necessariamente occorsi a livello fisico. Questo drastico cambiamento nella qualità di vita di suo padre - lasciato in balìa di se stesso - non può non averlo destabilizzato psicologicamente, determinando la sintomatologia depressiva e aggressiva che ha puntualmente descritto. Se "è un uomo ancora in forma", vale la pena tentare di fornirgli un adeguato supporto psicologico.
Buon giorno. Mi spiace molto per la situazione descritta. Quello che può fare è ricercare un professionista nella sua zona e ipotizzare con lui un percorso di lavoro strategico per cercare di aiutare suo padre. Anche su questo sito può trovare professionisti valido nella sua zona. Coraggio. Cordialmente Gian Piero dott Grandi
Buongiorno, sono d'accordo con il collega nel ritenere fondamentale la fase di accettazione.
Saluti
MT
Saluti
MT
Buongiorno,
Le consiglio di sentire un medico psichiatra e di iniziare un percorso di psicoterapia.
Cordialmente Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Le consiglio di sentire un medico psichiatra e di iniziare un percorso di psicoterapia.
Cordialmente Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Buongiorno, grazie per la condivisione. Condivido le risposte dei colleghi. Potrebbe rivolgersi al vostro medico di base e chiedergli dei nominativi di professionisti per affrontare parallelamente l'aspetto psicologico e l'aspetto organico legato alla comunicazione. Potrebbe far presente queste possibilità a suo padre, con pazienza e grande gentilezza e così iniziare il processo di accettazione.
Resto a disposizione. Dott.ssa Ilaria Truzzi
Resto a disposizione. Dott.ssa Ilaria Truzzi
Buongiorno,
credo che suo padre necessiti di sostegno psicologico in virtù di una depressione reattiva sviluppatasi con l evolversi del suo stato di salute. Può trovare uno specialista della sua zona attraverso il portale di mio dottore. In bocca al lupo per tutto.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
credo che suo padre necessiti di sostegno psicologico in virtù di una depressione reattiva sviluppatasi con l evolversi del suo stato di salute. Può trovare uno specialista della sua zona attraverso il portale di mio dottore. In bocca al lupo per tutto.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Gentile Utente, la condizione che descrive è molto provante, e in casi simili la rabbia è l'antidepressivo naturale per eccellenza. E' possibile, e umanamente comprensibile, che suo padre viva dolorosamente la perdita della propria completa autonomia persino nella comunicazione, e indubbiamente un supporto psicologico è necessario. Non fosse altro per "arieggiare" la sua mente, che con ogni probabilità è focalizzata su pensieri di disabilità e un forte senso di impotenza. Il compito che avete voi familiari, è quello di aiutarlo a comprendere di aver bisogno di aiuto: per lui, e per voi stessi, alleggeriti dal carico di un soccorso che sfortunatamente non potete dargli in una forma diversa da quella che da due anni gli offrite. Contatti uno specialista della sua zona e insieme capite come far entrare papà nello spazio di terapia, anche online eventualmente. Un caro augurio di buona fortuna
Buongiorno, sicuramente non è una situazione facile. Il corpo è l'immagine che abbiamo di noi stessi e quando subisce delle modifiche, soprattutto se importanti come questa, è difficile imparare a conviverci.
Penso che un percorso psicoterapeutico possa essere utile non solo a suo padre, ma anche a sua madre che porta un carico emotivo non indifferente. Sicuramente supportando la persona che offre le cure, anche il paziente in sé trova giovamento.
Resto a disposizione e la saluto cordialmente.
Dottoressa Monica Mellone
Penso che un percorso psicoterapeutico possa essere utile non solo a suo padre, ma anche a sua madre che porta un carico emotivo non indifferente. Sicuramente supportando la persona che offre le cure, anche il paziente in sé trova giovamento.
Resto a disposizione e la saluto cordialmente.
Dottoressa Monica Mellone
Buongiorno, condivido con lei la ne necessità per il papà di intraprendere un percorso psicoterapico ed eventualmente farmacologico se il/la collega ritenesse utile affiancare l’intervento di un medico psichiatra.
Mi permetto di aggiungere che la mamma è sicuramente altrettanto (se non di più) necessitante di sostegno psicologico…
Resto a disposizione anche online se desidera approfondire.
Cordiali saluti
Mi permetto di aggiungere che la mamma è sicuramente altrettanto (se non di più) necessitante di sostegno psicologico…
Resto a disposizione anche online se desidera approfondire.
Cordiali saluti
Salve, mi dispiace molto per la situazione che vive Lei, sua madre e suo padre. Credo che entrambe le ipotesi, percorso psicologico e percorso logopedico, possano rappresentare qualcosa di importante. Le suggerisco, comunque, prima di attivare qualsiasi ulteriore azione di cura, di confrontarsi con il medico di medicina generale di suo papà. La ringrazio e La saluto cordialmente. Ignazio Gioia
Gentile utente, sono d'accordo con lei sulla necessità di un supporto psicologici. Niente più di un cambiamento fisico come quello da lei descritto, incide sulla percezione che si ha di sé e su vari aspetti della personalità. Sono momenti di trasformazione definitiva e dolorosa in cui bisogna guardare al futuro con occhi totalmente nuovi. Provi a parlare con suo padre e a proporgli uno specialista (che può cercare anche su questo portale) della vostra zona. Idem per ciò che riguarda la logopedia. Anche l'ospedale dovrebbe darvi indicazioni in tal senso.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buongiorno, senz'altro suo padre potrebbe beneficiare di un sostegno psicologico, al quale potrebbe essere utile affiancare, a mio parere, anche un percorso di meditazione Mindfulness, per lavorare principalmente sull'accettazione della patologia e contrastare efficacemente i vissuti di ansia e depressione che si accompagnano ad essa. Resto a disposizione, un cordiale saluto, dott.ssa Cristina Nove
Buongiorno, penso che per suo padre e per la sua famiglia si sia prospettata una situazione molto complessa, in piena pandemia oltretutto. Anche io credo che sia utile iniziare a contattare uno psichiatra, per iniziare una terapia farmacologica, che possa aiutare suo padre a vedere la situazione con un po' più di consapevolezza e ottimismo. Dopo ciò, si potrebbe pensare ad un percorso di sostegno psicologico con dei colloqui finalizzati all'adattamento alla nuova condizione fisica e all'integrazione di questa nei rapporti famigliari e nella quotidianità.
Resto a disposizione, cordialmente
Rossella Neri
Resto a disposizione, cordialmente
Rossella Neri
Buonasera. Situazioni spiacevoli e talvolta improvvise quali un'operazione chirurgica lasciano spesso un profondi vissuti di malessere, soprattutto se si ha la percezione di aver perso alcune libertà individuali oppure tratti e caratteristiche fisiche che ci definivano (come per esempio la voce). Ciò detto, ritengo che se la situazione che lei descrive occorre da diverso tempo sia necessario intervenire, al fine di ripristinare un clima sereno all'interno della famiglia e, non in secondo piano, di garantire a suo padre tranquillità e una riproposizione positiva del suo stato di salute e del futuro. A livello operativo mi interfaccerei inizialmente con uno psicologo che attraverso una psicodiagnosi a suo padre valuti la necessità di consultare uno psichiatra per una cura farmacologica: ancora, valuterei che ciascun membro della famiglia (o la famiglia presa come sistema unitario) si faccia supportare, anche per un breve percorso finalizzato all'espressione dei vissuti recenti. L'obiettivo è quello di lavorare attivamente sugli equilibri e sul benessere della famiglia e dei suoi componenti. Si faccia forza, a presto
Buongiorno. Esiste l'ADI, Assistenza Domiciliare Integrata, presente anche nel territorio comasco, che offre servizi gratuiti che comprendono assistenza infermieristica, fisioterapica, logopedica, psicologica e in alcuni casi, sebbene sporadicamente, anche medica. Tutto questo a domicilio.
Si può rivolgere al suo distretto territoriale della ASST (ex ASL) per avere migliori informazioni e per sapere come attivare questo servizio per suo padre.
E naturalmente esiste anche lei: ha assolutamente ragione quando pensa che occorre prendersi cura in modo mirato di suo padre, ma è sempre fondamentale prendersi cura anche dei familiari.
Se desidera maggiori informazioni o comunque riflettere sulle risonanze di tutto questo, possiamo definire un appuntamento per un colloquio psicologico online.
Si può rivolgere al suo distretto territoriale della ASST (ex ASL) per avere migliori informazioni e per sapere come attivare questo servizio per suo padre.
E naturalmente esiste anche lei: ha assolutamente ragione quando pensa che occorre prendersi cura in modo mirato di suo padre, ma è sempre fondamentale prendersi cura anche dei familiari.
Se desidera maggiori informazioni o comunque riflettere sulle risonanze di tutto questo, possiamo definire un appuntamento per un colloquio psicologico online.
Innanzitutto, vorrei esprimere la mia solidarietà per la situazione difficile che stai vivendo con tuo padre. La laringectomia è un intervento molto impegnativo che può generare profondi disagi emotivi e psicologici, come quelli che stai descrivendo.
Sì, concordo con te che tuo padre potrebbe trarre beneficio da un sostegno psicologico e da un percorso di logopedia per imparare a comunicare in modo diverso. In ambito psicologico sistemico relazionale, si potrebbe approcciare la situazione considerando non solo il singolo individuo ma anche le dinamiche relazionali all’interno della famiglia.
Vi consiglio di contattare un professionista della zona di Como specializzato in psicologia sistemica relazionale e eventualmente in logopedia per iniziare un percorso di sostegno emotivo e di aiuto pratico per vostro padre e per voi come famiglia. Potrebbe essere utile anche coinvolgere altri familiari nel percorso terapeutico per trovare strategie e risorse per gestire al meglio questa situazione.
Vi auguro di trovare il supporto necessario per affrontare al meglio questa sfida e di superare insieme questo momento difficile. Rimango a tua disponibilità per un eventuale colloquio di conoscenza.
Dott. Cordoba
Sì, concordo con te che tuo padre potrebbe trarre beneficio da un sostegno psicologico e da un percorso di logopedia per imparare a comunicare in modo diverso. In ambito psicologico sistemico relazionale, si potrebbe approcciare la situazione considerando non solo il singolo individuo ma anche le dinamiche relazionali all’interno della famiglia.
Vi consiglio di contattare un professionista della zona di Como specializzato in psicologia sistemica relazionale e eventualmente in logopedia per iniziare un percorso di sostegno emotivo e di aiuto pratico per vostro padre e per voi come famiglia. Potrebbe essere utile anche coinvolgere altri familiari nel percorso terapeutico per trovare strategie e risorse per gestire al meglio questa situazione.
Vi auguro di trovare il supporto necessario per affrontare al meglio questa sfida e di superare insieme questo momento difficile. Rimango a tua disponibilità per un eventuale colloquio di conoscenza.
Dott. Cordoba
Buonasera gentile utente, la ringrazio per aver condiviso un vissuto sicuramente doloroso. Sicuramente un percorso psicoterapeutico potrebbe essere l'ideale per suo padre, allo scopo di affrontare e accettare la nuova condizione clinica. Ritengo inoltre che la psicoterapia debba essere affiancata da un percorso logopedico allo scopo di migliorare la fonazione e la comunicazione in generale e anche da una valutazione psichiatria per valutare i sintomi depressivi eventualmente con una terapia farmacologica. Estenderei il supporto psicologico/ terapeutico anche ai familiari, in quanto è importante prendersi cura e porre attenzione anche ai vissuti emotivi suoi e di sua madre. Per affrontare una situazione complessa è necessaria una presa in carico complessa che tenga in considerazione tutti gli attori coinvolti. Un caro saluto, Dott. Ciampone Emanuele
Buonasera, è comprensibile che suo padre sia in una fase depressiva, visto quello che ha dovuto subire e viste le sue attuali condizioni. Ha quindi sicuramente bisogno di un supporto psicologico che l'aiuti ad accettare quanto gli è accaduto, quando ovviamente sarà pronto ad iniziarlo.
Cordiali saluti.
Cordiali saluti.
Buongiorno,
E' comprensibile che suo padre stia attraversando un momento molto delicato. Dalla sua descrizione, sembra che egli riconosca come poco probabile il ritorno ad una vita "normale"; pertanto, probabilmente, suo padre sta vivendo una sorta di lutto, legato all'immagine che aveva di sé prima della tracheotomia. La invito a supportare suo padre, per quanto le è possibile, invitandolo ad iniziare un percorso di sostegno psicologico.
Resto a disposizione per ulteriori domande.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Roberta Bianco
E' comprensibile che suo padre stia attraversando un momento molto delicato. Dalla sua descrizione, sembra che egli riconosca come poco probabile il ritorno ad una vita "normale"; pertanto, probabilmente, suo padre sta vivendo una sorta di lutto, legato all'immagine che aveva di sé prima della tracheotomia. La invito a supportare suo padre, per quanto le è possibile, invitandolo ad iniziare un percorso di sostegno psicologico.
Resto a disposizione per ulteriori domande.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Roberta Bianco
Gentile Utente, buongiorno. La ringrazio per il suo riferito, posso immaginare sia provante sia per entrambi i suoi genitori che per lei tutta la situazione e le fatiche che questa comporta.
Apprendo dal suo messaggio che non vi siete sentiti supportati adeguatamente nel post-intervento, viste tutte le difficoltà del periodo in cui si è verificato l'intervento.
Questo non significa però che non possa essere intrapreso un percorso ora, anzi. Dare a suo padre la possibilità di trovare spazio in cui riflettere sul cambiamento che ha vissuto, con tutte le novità che esso ha portato, ritengo possa tornare utile al suo benessere. Tale scelta, gli consentirebbe non solo di portare le proprie emozioni, i propri dubbi e le proprie preoccupazioni, ma anche di trovare nuove strategie funzionali e di supporto per questa nuova fase della sua vita.
Riguardo a questo punto e anche alla sintomatologia di cui lei parla, potrebbe tornare utile per suo padre un confronto con il medico di base che saprà indicarvi quale sia il percorso migliore da seguire, valutando anche la possibilità di riferirsi in modo sincrono a psichiatra e psicoterapeuta.
Aggiungo che, viste le dinamiche complesse che, oltre a suo padre, anche lei e sua madre state vivendo, forse anche voi potreste considerare la possibilità di beneficiare di un supporto psicologico-psicoterapeutico. Spesso questa fase nuova coinvolge la famiglia intera, sebbene in modo diverso e del tutto soggettivo, e farsi aiutare può dare sollievo anche a voi.
Resto a disposizione. Un caro saluto, Dottoressa Letizia Turchetto
Apprendo dal suo messaggio che non vi siete sentiti supportati adeguatamente nel post-intervento, viste tutte le difficoltà del periodo in cui si è verificato l'intervento.
Questo non significa però che non possa essere intrapreso un percorso ora, anzi. Dare a suo padre la possibilità di trovare spazio in cui riflettere sul cambiamento che ha vissuto, con tutte le novità che esso ha portato, ritengo possa tornare utile al suo benessere. Tale scelta, gli consentirebbe non solo di portare le proprie emozioni, i propri dubbi e le proprie preoccupazioni, ma anche di trovare nuove strategie funzionali e di supporto per questa nuova fase della sua vita.
Riguardo a questo punto e anche alla sintomatologia di cui lei parla, potrebbe tornare utile per suo padre un confronto con il medico di base che saprà indicarvi quale sia il percorso migliore da seguire, valutando anche la possibilità di riferirsi in modo sincrono a psichiatra e psicoterapeuta.
Aggiungo che, viste le dinamiche complesse che, oltre a suo padre, anche lei e sua madre state vivendo, forse anche voi potreste considerare la possibilità di beneficiare di un supporto psicologico-psicoterapeutico. Spesso questa fase nuova coinvolge la famiglia intera, sebbene in modo diverso e del tutto soggettivo, e farsi aiutare può dare sollievo anche a voi.
Resto a disposizione. Un caro saluto, Dottoressa Letizia Turchetto
Buongiorno, mi dispiace davvero che abbiate dovuto affrontare tutto questo percorso così difficile, soprattutto in un momento complicato come quello della pandemia. Capisco quanto possa essere stato pesante per voi, e in particolare per sua madre, che si è trovata a gestire da sola una situazione così complessa. È comprensibile che suo padre si senta in questo modo: anche se per voi è ancora “un uomo in forma”, è possibile che lui non si percepisca così o che non abbia ancora elaborato pienamente ciò che è accaduto. Dopo un intervento importante come l’asportazione della laringe, è frequente che emergano sentimenti di perdita, rabbia, tristezza e senso di impotenza. Quando una persona “tratta male” soprattutto chi gli sta più vicino, come nel caso di sua madre, spesso dietro questa rabbia si nasconde una profonda sofferenza. Sono emozioni difficili da gestire, e possono portare a comportamenti che feriscono gli altri, pur non essendo davvero ciò che si vorrebbe esprimere. Il mio consiglio è di cercare un supporto psicologico per suo padre: un percorso di psicoterapia può aiutarlo a dare voce e spazio al dolore, a sentirsi compreso e, passo dopo passo, a ricostruire un senso di equilibrio e di dignità nella nuova quotidianità. Parallelamente, sarebbe molto utile anche un percorso di logopedia, per lavorare sulle modalità alternative di comunicazione e recuperare, almeno in parte, la possibilità di “farsi sentire”. Vi incoraggio anche a rispettare il suo vissuto e la sua percezione: se lui si sente “un disabile”, anche se per voi non lo è, quel sentimento va accolto come reale e personale. Solo partendo da questa comprensione sarà possibile aiutarlo davvero. Dott.ssa Chiara Avelli
Gentile utente, mi dispiace tanto per ciò che ha raccontato. Sicuramente un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutare suo padre.
Mi occupo di problematiche psicologiche legata a malattie oncologiche ed alla salute fisica, sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Mi occupo di problematiche psicologiche legata a malattie oncologiche ed alla salute fisica, sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
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Dott. Luca Rochdi
Salve,
la situazione che descrive è molto complessa, ma anche molto comprensibile se la si guarda nel suo insieme. Suo padre non ha affrontato solo un intervento chirurgico importante, ma una vera e propria trasformazione della propria identità, avvenuta in un contesto estremamente difficile come quello del periodo Covid, senza un adeguato accompagnamento.
La laringectomia non è solo una perdita fisica, è anche una perdita simbolica molto profonda: la voce, la possibilità di comunicare spontaneamente, una parte dell’immagine di sé. Tutto questo può generare un senso di rottura, di estraneità verso il proprio corpo e di perdita di dignità personale. Il fatto che lui si senta “disabile” e senza una vita normale non è un’esagerazione, ma il modo in cui sta vivendo questa frattura.
Da come lo descrive, è molto probabile che suo padre stia attraversando una vera e propria depressione reattiva alla malattia e all’intervento. La rabbia, il modo in cui tratta male gli altri, soprattutto sua madre, non sono altro che l’espressione di una sofferenza che non riesce a elaborare e che sfoga verso l’esterno. Questo ovviamente non giustifica i comportamenti, ma aiuta a comprenderli.
Lei ha colto perfettamente due punti fondamentali, e si vede che ha una grande lucidità nel leggere la situazione. Da un lato il supporto psicologico è centrale, perché suo padre ha bisogno di uno spazio in cui poter elaborare quello che ha vissuto, la perdita, la frustrazione e il senso di impotenza. Dall’altro lato, la logopedia è altrettanto importante, perché recuperare anche solo in parte una modalità di comunicazione può fare una differenza enorme sul piano psicologico, restituendogli un senso di efficacia e di contatto con gli altri.
C’è però un passaggio delicato: spesso persone nella sua condizione fanno fatica ad accettare un aiuto psicologico, perché lo vivono come un’ulteriore conferma di fragilità. In questi casi può essere utile proporlo non come “andare dallo psicologo perché sta male”, ma come un supporto per affrontare meglio ciò che ha vissuto e migliorare la qualità della vita.
Un altro aspetto molto importante riguarda sua madre. Sta facendo qualcosa di enorme, ma il rischio è che si trasformi completamente in una caregiver, annullando sé stessa e assorbendo tutta la tensione emotiva di suo padre. Questo, nel tempo, può diventare molto pesante e anche logorante. Sarebbe importante che anche lei avesse uno spazio di sostegno o almeno dei momenti di respiro.
Il fatto che fisicamente suo padre stia bene è una risorsa enorme, ma ora la battaglia è soprattutto psicologica e relazionale. E su questo, con gli interventi giusti, si può lavorare davvero molto.
Lei ha già individuato la direzione corretta. Adesso il passo è trovare i professionisti giusti e, con pazienza, accompagnare suo padre verso un percorso che all’inizio potrebbe rifiutare, ma che potrebbe aiutarlo a ritrovare una forma di equilibrio e di dignità nella sua nuova condizione.
la situazione che descrive è molto complessa, ma anche molto comprensibile se la si guarda nel suo insieme. Suo padre non ha affrontato solo un intervento chirurgico importante, ma una vera e propria trasformazione della propria identità, avvenuta in un contesto estremamente difficile come quello del periodo Covid, senza un adeguato accompagnamento.
La laringectomia non è solo una perdita fisica, è anche una perdita simbolica molto profonda: la voce, la possibilità di comunicare spontaneamente, una parte dell’immagine di sé. Tutto questo può generare un senso di rottura, di estraneità verso il proprio corpo e di perdita di dignità personale. Il fatto che lui si senta “disabile” e senza una vita normale non è un’esagerazione, ma il modo in cui sta vivendo questa frattura.
Da come lo descrive, è molto probabile che suo padre stia attraversando una vera e propria depressione reattiva alla malattia e all’intervento. La rabbia, il modo in cui tratta male gli altri, soprattutto sua madre, non sono altro che l’espressione di una sofferenza che non riesce a elaborare e che sfoga verso l’esterno. Questo ovviamente non giustifica i comportamenti, ma aiuta a comprenderli.
Lei ha colto perfettamente due punti fondamentali, e si vede che ha una grande lucidità nel leggere la situazione. Da un lato il supporto psicologico è centrale, perché suo padre ha bisogno di uno spazio in cui poter elaborare quello che ha vissuto, la perdita, la frustrazione e il senso di impotenza. Dall’altro lato, la logopedia è altrettanto importante, perché recuperare anche solo in parte una modalità di comunicazione può fare una differenza enorme sul piano psicologico, restituendogli un senso di efficacia e di contatto con gli altri.
C’è però un passaggio delicato: spesso persone nella sua condizione fanno fatica ad accettare un aiuto psicologico, perché lo vivono come un’ulteriore conferma di fragilità. In questi casi può essere utile proporlo non come “andare dallo psicologo perché sta male”, ma come un supporto per affrontare meglio ciò che ha vissuto e migliorare la qualità della vita.
Un altro aspetto molto importante riguarda sua madre. Sta facendo qualcosa di enorme, ma il rischio è che si trasformi completamente in una caregiver, annullando sé stessa e assorbendo tutta la tensione emotiva di suo padre. Questo, nel tempo, può diventare molto pesante e anche logorante. Sarebbe importante che anche lei avesse uno spazio di sostegno o almeno dei momenti di respiro.
Il fatto che fisicamente suo padre stia bene è una risorsa enorme, ma ora la battaglia è soprattutto psicologica e relazionale. E su questo, con gli interventi giusti, si può lavorare davvero molto.
Lei ha già individuato la direzione corretta. Adesso il passo è trovare i professionisti giusti e, con pazienza, accompagnare suo padre verso un percorso che all’inizio potrebbe rifiutare, ma che potrebbe aiutarlo a ritrovare una forma di equilibrio e di dignità nella sua nuova condizione.
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