salve,io e la mia compagna ci siamo lasciati e fin qui nessun problema.lei soffre di dipendenza affe
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salve,io e la mia compagna ci siamo lasciati e fin qui nessun problema.lei soffre di dipendenza affettiva confermata da specialisti,anche se nn siamo piu insieme lei ha il bisogno di sentirmi spesso durante il giorno e alterna molto gli stati d animo.la mia domanda avendo lei questo problema per aiutarla e meglio che io sparisca di netto dalla sua vita o che la accompagni ad affrontare la vita ed eventualmente nuove relazioni sperando di riuscirci?la situazione va avanti da un annetto ho provato a sparire ma ha avuto crisi nn proprio normali rimanendo giorni a letto e ho ceduto alle sue chiamate come posso fare per aiutarla?
Buongiorno,
Da quel che descrive sembra una situazione complessa e mi sembra che nessuna delle due situazioni (continuare così o sparire di netto) siano soluzioni ottimali. Potrebbe valutare di rivolgersi a uno psicoterapeuta per provare a trovare più nello specifico altre strategie che le consentano di agevolare la separazione dalla sua ex compagna.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti,
Alessia Vaudano
Da quel che descrive sembra una situazione complessa e mi sembra che nessuna delle due situazioni (continuare così o sparire di netto) siano soluzioni ottimali. Potrebbe valutare di rivolgersi a uno psicoterapeuta per provare a trovare più nello specifico altre strategie che le consentano di agevolare la separazione dalla sua ex compagna.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti,
Alessia Vaudano
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Buonasera. Mi sembra che qui ci sia una duplice problematica: la sua preoccupazione per la signora e il disagio che le deriva dal non sapere come comportarsi. Visto che siete rimasti in buoni rapporti, penso che lei potrebbe motivare la sua ex compagna ad andare da uno psicoterapeuta. Mi sento di consigliare la stessa cosa anche a lei, naturalmente individualmente e da uno psicoterapeuta diverso. Cordiali saluti
Buonasera.Concordo con la collega: sicuramente i vostri "schemi"di personalità sono incastrati in quella che sembrerebbe una collusione di coppia. Al suo probabile senso di colpa combacerebbe simmetricamente il bisogno di appoggio della sua compagna (ancora non mi pare si possa affiancare la preposizione ex). Sarebbe il caso di intraprendere ciascuno un suo percorso, così da trasformare questo processo in un arricchimento personale. Cordialita'
Buonasera, la sua situazione come detto anche dai colleghi è senz'altro complessa. Sarebbe opportuno consigliare alla sua ex compagna un percorso psicologico per affrontare il suo disagio. Nello stesso tempo consiglio la stessa soluzione anche a lei. Le sarà sicuramente d'aiuto affrontare con uno specialista la sua situazione.
Resto a disposizione.
Cordiali saluti
Dott.ssa Paola De Martino
Resto a disposizione.
Cordiali saluti
Dott.ssa Paola De Martino
Salve, considerata la situazione non facile per entrambi e il fatto che siete rimasti comunque in rapporti, il consiglio è motivare da un lato lei a rivolgersi ad uno psicoterapeuta così da intraprendere un percorso adeguato che le consenta di acquisire sicurezza e capacità emotive e relazionali ad oggi carenti, dall'altro recarsi eventualmente anche lei da uno specialista per capire in che modo lasciar andare emotivamente la sua ormai ex compagna. Entrambi dovete intraprendere il percorso del "lasciarsi". Uno in un modo, l'altra in un altro. Uno togliendosi responsabilità, l'altra crescendo. Saluti.
Salve, sono pienamente d'accordo con i miei colleghi purtroppo la dipendenza affettiva è un disturbo simile a tutte le altre dipendenze. Per poterla superare come già detto precedentemente dai miei colleghi, dovreste farvi aiutare entrambi tramite un percorso psicologico eseguito separatamente, ma che vi aiuterà ad elaborare perchè non riuscite entrambi a lasciarvi andare ognuno per strade diverse, cordiali saluti, dott. Eugenia Cardilli.
Separarsi non è mai facile, nel vs caso il problema è complicato da una dinamica di rapporto complementare, dove la dipendenza affettiva della ex compagna va a colludere ed alimentare i suoi sensi di colpa. Sicuramente la signora ha necessità di supporto psicologico che l'aiuti a prendere coscienza della disfunzionalita del suo tipo di attaccamento e lei deve in ogni caso sganciarsi dal rapporto ormai finito in maniera dolce ma risoluta.un cordiale saluto. Dr.ssa Daniela Benvenuti
Salve,
la sua ex compagna avrebbe bisogno di uno specialista psicoterapeuta con la quale intraprendere un percorso che l'aiuti ad affrontare la separazione e le forti tendenze depressive. Tuttavia la inviterei a osservare anche i suoi sentimenti nei confronti di questa separazione. Ogni separazione porta con sé una quota di sofferenza e di possibilità di trasformazione. Preoccupandosi della sofferenza della sua ex è come se lei non potesse occuparsi della sua, rimanendo imbrigliato in una situazione affettiva che rischia di non far evolvere nessuno dei due. Potrebbe essere utile anche per lei consultare uno psicoterapeuta per affrontare questa delicata situazione.
Sperando di esserle stata d'aiuto, la saluto e le auguro una buona giornata.
la sua ex compagna avrebbe bisogno di uno specialista psicoterapeuta con la quale intraprendere un percorso che l'aiuti ad affrontare la separazione e le forti tendenze depressive. Tuttavia la inviterei a osservare anche i suoi sentimenti nei confronti di questa separazione. Ogni separazione porta con sé una quota di sofferenza e di possibilità di trasformazione. Preoccupandosi della sofferenza della sua ex è come se lei non potesse occuparsi della sua, rimanendo imbrigliato in una situazione affettiva che rischia di non far evolvere nessuno dei due. Potrebbe essere utile anche per lei consultare uno psicoterapeuta per affrontare questa delicata situazione.
Sperando di esserle stata d'aiuto, la saluto e le auguro una buona giornata.
Buongiorno, ci chiede se per aiutare la sua ex compagna sia meglio sparire di netto o ‘accompagnarla’ verso l’autonomia. Credo che non sia opportuno sparire completamente anche perché ciò le ingenera preoccupazione per le reazioni della sua ex compagna. Per quanto concerne l’aiuto alla sua ex è molto importante fare chiarezza sul fatto che è vero che la sua compagna ha bisogno di aiuto ma non è lei che può condurla verso un percorso di autonomia in primis a causa del coinvolgimento che ha con la sua ex. L’aiuto può invece venire da un professionista, psicologo/psicoterapeuta, con il quale instaurare un percorso terapeutico volto alla comprensione di tutti i vissuti della donna a partire da quelli di ‘dipendenza’ scatenati dall’interruzione del vostro rapporto. Naturalmente lei non può che suggerire alla sua ex di rivolgersi ad uno psicologo, la motivazione al percorso dovrà poi essere della sua ex compagna. Per quanto riguarda lei sarebbe altresì opportuno rivolgersi ad un professionista per una consulenza volta a comprendere come meglio stare in questa situazione e capire se sono presenti sue problematiche da sciogliere e comprendere. Un cordiale saluto. A disposizione per altre domande. Dott.ssa Daniela La Porta
La sua ex compagna ha bisogno dell’aiuto di uno specialista in psicoterapia che l’accompagni in un percorso di consapevolezza
Non posso che concordare con le colleghe. Certamente la sua ex compagna ha bisogno di un professionista per sciogliere le problematiche che la conducono verso la dipendenza, e lei deve capire come mai non riesce a lasciarla e soprattutto come mai l’ha scelta come compagna e se ha una necessità che ha orientato inconsciamente questa scelta. Naturalmente rimango a disposizione.
Oltre a quanto già espresso dai colleghi sull'opportunità di chiarire meglio la dinamica di coppia e le dinamiche individuali mi sento di aggiungere che sulla tematica della dipendenza affettiva esistono anche incontri di gruppo che possono essere un valido sostegno per chi soffre di questo particolare tipo di dipendenza. Le auguro una buona giornata e se crede mi contatti pure per un confronto più specifico.
Gentile utente come ben detto dai miei colleghi la situazione da lei descritta è abbastanza complessa e meriterebbe un approfondimento maggiormente adeguato. Per questo sarebbe utile ad entrambi iniziare separatamente un percorso terapeutico che possa aiutarvi a capire le dinamiche sottostanti alle reciproche difficoltà a separarvi. Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento. Dott.ssa Gemma Bosco
E' una situazione delicata per questo è difficile per me risponderLe con poche righe, penso sia importante suggerire alla sua ex di farsi aiutare a gestire/ superare questo momento con uno/a psicoterapeuta.
Credo che anche per Lei potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista che l'aiuterà a gestire al meglio la situazione. Anche le sue difficoltà nel capire come affrontare la questione possono essere ascoltate in un luogo e spazio adatto. Buona giornata dott.ssa Carmen Scantamburlo
Credo che anche per Lei potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista che l'aiuterà a gestire al meglio la situazione. Anche le sue difficoltà nel capire come affrontare la questione possono essere ascoltate in un luogo e spazio adatto. Buona giornata dott.ssa Carmen Scantamburlo
Pur in accordo con quanto stato detto dai miei colleghi io riterrei adeguato un percorso di qualche seduta di coppia che possa agevolate la ‘separazione’ facendo luce sulle reciproche problematiche alla separazione. L’obiettivo sarà quello di separarvi con la stessa sensibilità che vi ha reso felici nel creare una coppia ma anche nel lavorare sulla consapevolezza della necessità di affrontare quanto prima un vostro percorso di psicoterapia individuale.
Buon giorno,
Penso che provare a capire come agire nella nostra vita sia sempre bene interrogare anche il nostro sentire:
Come si sente Lei a mantenere un rapporto è un contatto con la sua ex?..
Noi siamo sempre parte di una relazione e per essere di sostegno agli altri è necessario capire come stiamo noi (?).
Un cordiale saluto.
Andrea De Lorenzo Poz.
Penso che provare a capire come agire nella nostra vita sia sempre bene interrogare anche il nostro sentire:
Come si sente Lei a mantenere un rapporto è un contatto con la sua ex?..
Noi siamo sempre parte di una relazione e per essere di sostegno agli altri è necessario capire come stiamo noi (?).
Un cordiale saluto.
Andrea De Lorenzo Poz.
Buongiorno, come molti colleghi che mi hanno preceduto, ritengo che, oltre a provare a suggerire un percorso psicoterapeutico alla sua ex compagna, sia importante che anche lei possa farsi sostenere in questo momento complesso e delicato per meglio comprendere le difficoltà del distacco e al meglio attuarlo. Immagino che la vostra relazione sia stata caratterizzata, almeno in passato, da un intreccio di dinamiche relazionali che, probabilmente, non è ancora del tutto sciolto e che coinvolge tuttora anche lei. Poterlo affrontare e trasformare con l'aiuto di un professionista penso senz'altro possa rappresentare una strategia proficua.
Caro lettore,
il vostro rapporto è concluso e la coppia si separa. Non c'è dubbio che il permanere della sua vicinanza alla sua ex sia anche la conseguenza del motivo per cui vi siete legati. La vostra collusione permane e lei dovrà fare uno sforzo in più per lasciarla andare senza ulteriori preoccupazioni.
Buona fortuna
il vostro rapporto è concluso e la coppia si separa. Non c'è dubbio che il permanere della sua vicinanza alla sua ex sia anche la conseguenza del motivo per cui vi siete legati. La vostra collusione permane e lei dovrà fare uno sforzo in più per lasciarla andare senza ulteriori preoccupazioni.
Buona fortuna
buogiorno, proverei a sottolinearle una questione fondamentale che si affaccia quando n rapporto d'amore s'interrompe, al di la dei motivi che hanno causato questa separazione, i sotterfugi le colpe, le discussioni che hanno accompagnato e portato ad una vostra separazione, il dato fondamentale che osservando dall'esterno, ci si trovi di fronte ad un lutto e in quanto tale va affrontato e rispettato.
I tempi che questa sofferenza che accompagna entrambi sono diversi per ognuno di voli,lei da una parte trova un buon viatico attraverso l'assistenza, probabilmente per allontanare eventuali sensi di colpa se mai lei fosse stato causa di questa separazione, la sua ex attraverso un voler mantenere uno stato affettivo che la paura non permette di realizzare, rendersene capace.
Trovandosi di fronte a questa sequela emotiva, dobbiamo tenere conto del livello di angoscia che colpisce chi probabilmente soffre di più.
Detto questo, non resta che rendersene conto e cercare, in accordo con buona parte dei colleghi, di iniziare un percorso psicologico che non potrà che aiutare a superare questa situazione che state incontrando, ed in modo particolare la sua ex, ma anche lei penso che non potrebbe farle che del bene.
Quindi non abbiate timore a contattare uno psicologo di vostra fiducia, e vi auguro un buon esito,e buona vit.
Distinti saluti
Antonio Barbera
I tempi che questa sofferenza che accompagna entrambi sono diversi per ognuno di voli,lei da una parte trova un buon viatico attraverso l'assistenza, probabilmente per allontanare eventuali sensi di colpa se mai lei fosse stato causa di questa separazione, la sua ex attraverso un voler mantenere uno stato affettivo che la paura non permette di realizzare, rendersene capace.
Trovandosi di fronte a questa sequela emotiva, dobbiamo tenere conto del livello di angoscia che colpisce chi probabilmente soffre di più.
Detto questo, non resta che rendersene conto e cercare, in accordo con buona parte dei colleghi, di iniziare un percorso psicologico che non potrà che aiutare a superare questa situazione che state incontrando, ed in modo particolare la sua ex, ma anche lei penso che non potrebbe farle che del bene.
Quindi non abbiate timore a contattare uno psicologo di vostra fiducia, e vi auguro un buon esito,e buona vit.
Distinti saluti
Antonio Barbera
Buon giorno.
Mi sembra un quadro di co-dipendenza.
Dal momento che dubito che la sua compagna (ex?) possa accettare l'idea di un percorso terapeutico personale, potrebbe essere più facile proporle una co-terapia che faccia emergere gli aspetti di dipendanza7attaccamento di entrambi.
Cordialmente.
Ivano Ancora
Mi sembra un quadro di co-dipendenza.
Dal momento che dubito che la sua compagna (ex?) possa accettare l'idea di un percorso terapeutico personale, potrebbe essere più facile proporle una co-terapia che faccia emergere gli aspetti di dipendanza7attaccamento di entrambi.
Cordialmente.
Ivano Ancora
Salve, la soluzione migliore sarebbe affrontare un percorso con uno specialista. Appoggio la sua lodevole iniziativa, per questo potrebbe provare ad affrontare tale percorso insieme alla sua ex compagna.
MMM
MMM
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo che sta attraversando. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
salve, capisco bene il peso emotivo che si porta addosso: vuole fare la cosa giusta, non vuole farla crollare, ma allo stesso tempo sente che così non state aiutando davvero né lei né voi stessi. Quando c’è una dipendenza affettiva confermata, la dinamica che si crea è molto simile a quella di una dipendenza in senso stretto: più si risponde al bisogno di contatto, più quel bisogno cresce, e più si allena la persona a cercare sollievo fuori da sé invece che dentro di sé. È per questo che lei si sente incastrato e che le crisi della sua ex diventano sempre più intense.
Il punto delicato è che **non può essere lei la figura che la accompagna attraverso una nuova autonomia**, perché proprio lei è l’oggetto della dipendenza. Qualsiasi sua presenza – anche gentile, anche “solo per aiutarla” – diventa involontariamente una conferma del fatto che lei è indispensabile. Questo le impedisce di lavorare davvero sul problema.
Sparire di colpo però non è la strada migliore, perché in chi ha una dipendenza affettiva l’assenza improvvisa può scatenare reazioni imprevedibili, e questo lo ha già visto. La via più rispettosa e più efficace è una **separazione graduale, chiara, strutturata**, comunicata in modo calmo e coerente. Non è qualcosa che si improvvisa: va spiegato che non è una punizione, non è freddezza, ma un passo necessario perché lei possa davvero curarsi e imparare a reggere il mondo senza appoggiarsi solo a lei.
È fondamentale che abbia un **riferimento professionale**: psicologo o psichiatra. Il suo ruolo non può essere quello del terapeuta, perché lo brucerebbe e, soprattutto, la terrebbe nella dipendenza. Quello che può fare è incoraggiarla in maniera ferma e gentile a proseguire il percorso con gli specialisti e, nello stesso tempo, **definire limiti molto chiari sul contatto**: ad esempio ridurre gradualmente la frequenza delle comunicazioni, avendo una linea limpida del tipo “ti rispondo una volta al giorno” o “solo per questioni pratiche e per un periodo limitato”. Lei deve essere coerente, perché ogni cedimento riapre la ferita e le dà il messaggio che insistendo lei può riavere quello che vuole.
La sofferenza che prova la sua ex quando lei si allontana non è un segnale del fatto che deve tornare, ma il sintomo della dipendenza stessa. Se ora continuasse ad esserci nel modo in cui c’è stato finora, ritrovereste entrambi lo stesso dolore tra qualche mese.
Può aiutarla davvero solo scegliendo una distanza che le permetta di curarsi, e mantenendola con gentilezza ma fermezza. Non è un atto di abbandono, è l’unico modo per darle la possibilità di stare meglio.
saluti, resto a disposizione.
Il punto delicato è che **non può essere lei la figura che la accompagna attraverso una nuova autonomia**, perché proprio lei è l’oggetto della dipendenza. Qualsiasi sua presenza – anche gentile, anche “solo per aiutarla” – diventa involontariamente una conferma del fatto che lei è indispensabile. Questo le impedisce di lavorare davvero sul problema.
Sparire di colpo però non è la strada migliore, perché in chi ha una dipendenza affettiva l’assenza improvvisa può scatenare reazioni imprevedibili, e questo lo ha già visto. La via più rispettosa e più efficace è una **separazione graduale, chiara, strutturata**, comunicata in modo calmo e coerente. Non è qualcosa che si improvvisa: va spiegato che non è una punizione, non è freddezza, ma un passo necessario perché lei possa davvero curarsi e imparare a reggere il mondo senza appoggiarsi solo a lei.
È fondamentale che abbia un **riferimento professionale**: psicologo o psichiatra. Il suo ruolo non può essere quello del terapeuta, perché lo brucerebbe e, soprattutto, la terrebbe nella dipendenza. Quello che può fare è incoraggiarla in maniera ferma e gentile a proseguire il percorso con gli specialisti e, nello stesso tempo, **definire limiti molto chiari sul contatto**: ad esempio ridurre gradualmente la frequenza delle comunicazioni, avendo una linea limpida del tipo “ti rispondo una volta al giorno” o “solo per questioni pratiche e per un periodo limitato”. Lei deve essere coerente, perché ogni cedimento riapre la ferita e le dà il messaggio che insistendo lei può riavere quello che vuole.
La sofferenza che prova la sua ex quando lei si allontana non è un segnale del fatto che deve tornare, ma il sintomo della dipendenza stessa. Se ora continuasse ad esserci nel modo in cui c’è stato finora, ritrovereste entrambi lo stesso dolore tra qualche mese.
Può aiutarla davvero solo scegliendo una distanza che le permetta di curarsi, e mantenendola con gentilezza ma fermezza. Non è un atto di abbandono, è l’unico modo per darle la possibilità di stare meglio.
saluti, resto a disposizione.
Buongiorno,
la sua domanda nasce da un’intenzione di aiuto, ma rischia di collocarla in un ruolo che non le compete più. Dopo una separazione, continuare a garantire una presenza costante può alleviare momentaneamente la sofferenza dell’altro, ma allo stesso tempo può mantenere la dipendenza invece di favorirne la riduzione.
Non è compito dell’ex partner accompagnare qualcuno verso nuove relazioni o sostituirsi a un percorso terapeutico. Le crisi che descrive meritano attenzione clinica, ma la responsabilità della loro gestione non può ricadere su di lei.
Restare come punto di riferimento emotivo stabile, pur essendo la relazione conclusa, spesso prolunga l’instabilità per entrambi. In questi casi può essere più utile chiarire quali confini siano coerenti con la fine del rapporto e sostenibili nel tempo.
A volte l’aiuto più autentico non passa dalla presenza continua, ma dalla definizione di limiti chiari.
la sua domanda nasce da un’intenzione di aiuto, ma rischia di collocarla in un ruolo che non le compete più. Dopo una separazione, continuare a garantire una presenza costante può alleviare momentaneamente la sofferenza dell’altro, ma allo stesso tempo può mantenere la dipendenza invece di favorirne la riduzione.
Non è compito dell’ex partner accompagnare qualcuno verso nuove relazioni o sostituirsi a un percorso terapeutico. Le crisi che descrive meritano attenzione clinica, ma la responsabilità della loro gestione non può ricadere su di lei.
Restare come punto di riferimento emotivo stabile, pur essendo la relazione conclusa, spesso prolunga l’instabilità per entrambi. In questi casi può essere più utile chiarire quali confini siano coerenti con la fine del rapporto e sostenibili nel tempo.
A volte l’aiuto più autentico non passa dalla presenza continua, ma dalla definizione di limiti chiari.
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