Salve, ho 27 anni In seguito all'ultimo periodo di forte stress (io sono di mio ansiosa di tratto,

24 risposte
Salve, ho 27 anni
In seguito all'ultimo periodo di forte stress (io sono di mio ansiosa di tratto, paurosa, tendente al pensiero negativo, ma non ho mai svolto psicoterapia con continuità), da metà Marzo ad oggi sto vivendo un periodo di profondo malessere.
L'escalation dei sintomi è arrivata a non farmi uscire di casa con pochissima energia perennemente, vuoti di memoria, chiusura in me stessa e nei miei pensieri sui sintomi e sulla ricerca di una cura, qualsiasi minimo gesto era una fatica enorme psicofisica oltre che fonte di agitazione, qualsiasi emozione non di sonnolenza si riversava in ansia, panico pensieri ossessivi paure ossessive derealizzazione forte, pensieri distorti, insonnia, tensione muscolare, inappetenza, stress per qualsiasi cosa agitazione tachicardia fiato corto ipocondria irritabilità confusione mentale depersonalizzazione spasmo palpebra inferiore destra.
Ho iniziato xanax due volte al giorno mattina sera, ed ora alcuni sintomi si sono abbassati, riesco a uscire senza stare troppo male, ho ripreso a mangiare e a dormire almeno qualche ora continuativa e ragiono un pochino più lucidamente.
Verso il 5/6 gg per un paio di giorni umore depresso poi (oggi sono al 9) mi è tornata sonnolenza specialmente con la pasticca della mattina, derealizzazione fuori casa assieme a visione offuscata senso di confusione leggero e leggero rallentamento con senso di poca energia durante il giorno e fatica nel fare le cose e anche spasmo della palpebra inferiore destra occasionale.
Non ho umore depresso fisso anzi vorrei uscirne al più presto e non sopporto il fatto di stare così e di non capire cosa sia.
Mi sembra come se qualsiasi emozione si riversi in ansia e agitazione o sonnolenza.
Sto cercando di controllare il pensiero ossessivo, l'evitamento e l'isolamento sociale così da non peggiorare e di mantenere una routine sana però ancora non riesco ad avere una vita normale.
A 19 anni ebbi un mese di crisi acuta da panico (alcuni sintomi simili a quelli di questa crisi, ma non mi ricordo se c'era anche questa poca energia anzi) curata con xanax tre volte al giorno per un mesetto (mi ricordo che provai inizialmente umore depresso e senso di ansia forte ancora durante la prima fase della cura) e poi a scalare per 8 mesi totali, dove sono tornata completamente bene e non ho avuto ricadute mai ne farmaci.
Ammetto però di non aver avuto negli anni successivi una grande vita sociale o hobby, e parecchie situazioni pesanti da sopportare. Nell'ultimo anno ho vissuto isolata all'estero dove ebbi episodi occasionali di panico o di umore depresso, ma relativo ad un contesto di lavoro tossico che poi ho lasciato e alla mancanza di risultati positivi nonostante il mio impegno.
Ho fatto molti controlli fisici ora (cardiologo, neurologo, gastroenterologo, analisi, cortisolo, oculista, spirometria con pneumologo) tutto nella norma.
Cosa potrebbe essere?
Esaurimento nervoso, disturbo di panico, depressione oppure qualcosa di più serio?
Oppure l'ansia mi crea tutti i sintomi per paura di avere disturbi seri? Dovrei farmi ricoverare?
Sto facendo difficoltà ad accettare di avere una possibile malattia mentale ma so che accettazione è la via verso la cura, anche se ho molta ansia di ricevere diagnosi sbagliate e farmaci errati.
Farò anche psicoterapia d'ora in poi ma vorrei capire cosa fare per riprendere in mano la normalità nella speranza di evitare farmaci dati a caso o troppo facilmente e/o professionisti poco seri.
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, la ringrazio per essersi aperta nel condividere questo stato di malessere duro da sostenere. Per rispondere alle sue domande, è sconsigliato fare diagnosi online, ma sarebbe opportuno indagare vari criteri associati alla natura dei sintomi che riporta. Un consiglio che mi sento di darle al di là di un'eventuale diagnosi è di non etichettarsi, ma piuttosto di esplorare quale sia il suo funzionamento per poterlo rendere più efficacie e funzionale nel suo quotidiano. La diagnosi può essere utile per impostare un percorso farmacologico o un trattamento, ma se ci vincoliamo ad essa rischiamo solo di alimentare eventuali stigmi e ricercare riscontri di una specifica patologia comune ai più, dimenticando l'importanza e il valore della nostra unicità. E' proprio da tale unicità che possiamo partire per riconoscere criticità e valorizzare punti di forza, e questo è possibile all'interno di un percorso di supporto psicologico, in particolare, visti i sintomi riportati, mi sentirei di consigliarle di intraprenderlo con un collega ad indirizzo integrato, che le permetta inizialmente di tollerare e gestire i sintomi, per poi lavorare ad un livello più profondo di consapevolezza.
Per ulteriori consigli o per intraprendere un percorso di supporto psicologico resto a disposizione. Augurandole di superare al più presto questo momento di difficoltà le porgo cordiali saluti.
Dott. Luca Vocino
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Dott.ssa Cristiana Danese
Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Buonasera, grazie per la tua condivisione. Non deve essere semplice affrontare tutto questo e comprendo le tue domande. Tuttavia, ritengo che la soluzione più utile ed esaustiva sia quella di continuare con costanza ed impegno il percorso psicoterapeutico. Solo tramite un lavoro profondo su di sé è possibile comprendere ciò che ti sta succedendo e lavorare affinché i sintomi regrediscano. Vedrai che le risposte che cerchi arriveranno ben presto. In bocca al lupo!
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.

Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL
Dott. Antonino Genova
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buonasera, grazie per aver condiviso la sua situazione. Per prima cosa fa bene a valutare l'inizio di una terapia. E come consiglio posso dirle solo di provare a sforzarsi nel praticare ciò le piaceva. Anche piccole cose, dalla colazione al bar a una semplice passeggiata al parco, cose minime ma che non siano per lei una forzatura, quanto un piacere concentrandosi sulle sensazioni piacevole che le si mostrano, dal gusto del caffè, al sole caldo o agli uccelli, fiori. Ritrovare un qualcosa di positivo all'interno di ciò che per lei non va, questo dovrebbe aiutarla quanto meno con l'innalzare un pò il suo umore. So che può sembrare difficile all'inizio, ma se riesce a ottenere una routine torneranno a sembrarle cose normali. Una volta ricostruito tutto e con una diagnosi potrà concentrarsi a lavorare in maniera mirata. E non si preoccupi di quale potrà essere, alla fine è solo l'identificazione della sua situazione, si ricordi che lei e noi non siamo le nostre diagnosi, ma lo sono i nostri problemi.
Qualora le servisse altro non esiti a contattarmi, anche online. Dott. Antonino Genova
Dott.ssa Arianna Savastio
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentilissima, la situazione che lei descrive sembra davvero difficile e invalidante. Non è possibile fare una diagnosi con i pochi elementi a disposizione, se sono già state escluse possibili cause organiche è necessario che lei si affidi ad un professionista della salute mentale per capire effettivamente le cause psicologiche del suo malessere e poter fare una diagnosi precisa. In generale, la letteratura ci dice che la cura più efficace nel trattamento del disturbo ansioso-depressivo consiste nella combinazione di terapia farmacologica e intervento psicoterapeutico. Risulta quindi importante fare un percorso che le dia gli strumenti per far fronte ai sintomi ansioso-depressivi e indagare anche i tratti ossessivi di cui ha parlato per poter fare una diagnosi accurata. Il sintomo va sempre letto all'interno del suo contesto, sarebbe quindi opportuno esplorare tutta la cornice che c'è intorno al malessere che prova ed esplorare gli eventi scatenanti che hanno contribuito all'insorgere del suo disagio. Anche dar voce alle difficoltà che hanno caratterizzato la sua vita potrebbe essere un primo passo in un percorso introspettivo volto ad una crescita personale.
Forse lavorare anche sulla consapevolezza delle sue risorse le permetterebbe di affrontare la sua vita più serenamente e con maggiore sicurezza. Quella parte di lei che in cuor suo sa di non voler allontanare tutti ci racconta una parte di lei che ha ancora voglia di vivere e su cui bisogna far leva. È molto positivo che lei voglia uscire dalla sua situazione e le auguro di poter intraprendere un percorso che l'aiuti in questo passaggio e che le dia gli strumenti per affrontare al meglio tutta la preziosa vita che ha davanti. L'approccio cognitivo-comportamentale propone i trattamenti e le tecniche più efficaci per la gestione dell'ansia e degli attacchi di panico e per il trattamento del disturbo depressivo. Lei è giovane, ha tutta la vita davanti a sè e merita di viverla in uno stato di serenità e benessere. Le auguro il meglio e resto a disposizione. Dott.ssa Arianna Savastio
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Campobasso
Gentile utente, mi dispiace tanto per ciò che ha raccontato. Da ciò che descrive, le consiglio di intraprendere un percorso di supporto psicologico per trovare un equilibrio.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
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Dott. Matteo Mossini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Parma
Buongiorno, l'indicazione più appropriata è quella di accostare un percorso di psicoterapia, continuativo vista l'entità del disturbo, mentre può assumere una terapia farmacologica in corrispondenza dei periodi più stressanti o quando i sintomi diventano troppo invalidanti. Le consiglio di darsi tempo per non rischiare di abbandonare nuovamente il percorso.
Dott.ssa Monika Elisabeth Ronge
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Verona
Buonasera, sicuramente è indicato una psicoterapia che porta alla consapevolezza i sintomi primari da cui lei tende con fatica a fuggire tramite i sintomi come l'ansia. Inizialmente è indicato un supporto farmacologico che man mano va ridotto lungo un percorso terapeutico che le insegni comportamenti, emozioni e pensieri più funzionali per farle vivere una vita più serena.
In questo senso, il modello strutturale integrato lavora su questi aspetti, e il lavoro sarà di integrarli per un pensiero più chiaro e le emozioni in contatto con la realtà.
Sono a disposizione per qualsiasi chiarimento
Dott.ssa Monika Elisabeth Ronge
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Dott.ssa Valentina Accomando
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Salve, mi dispiace molto sentire che lei stia attraversando un periodo così difficile. È positivo che lei stia cercando aiuto e supporto per affrontare i suoi sintomi. È importante sottolineare che non sono un professionista medico, quindi le mie risposte sono solo informative e non sostituiscono in alcun modo un consulto medico professionale. Tuttavia, posso darle alcune considerazioni e suggerimenti che potrebbero esserle utili.

Dalla sua descrizione, sembra che lei stia affrontando una serie di sintomi che potrebbero essere associati a vari disturbi, tra cui disturbo di panico, depressione e ansia generalizzata. Tuttavia, solo un professionista della salute mentale qualificato può fare una diagnosi accurata basata su una valutazione completa della sua storia clinica e dei suoi sintomi attuali.

Prima di tutto, è incoraggiante che lei abbia già preso in considerazione di iniziare una terapia psicologica. La psicoterapia può essere estremamente efficace nel trattare disturbi d'ansia e depressione, aiutandola a comprendere meglio le sue emozioni, a sviluppare strategie di coping e a modificare i modelli di pensiero negativi.

Per quanto riguarda l'uso dei farmaci, è importante discutere con il suo medico o uno psichiatra della possibilità di iniziare o continuare una terapia farmacologica. Il Xanax che sta assumendo può essere efficace nel gestire i sintomi d'ansia a breve termine, ma non è una soluzione a lungo termine per la gestione dei disturbi d'ansia o della depressione. Esistono altri farmaci più specifici per il trattamento di questi disturbi che potrebbero esserle prescritti in base alla sua situazione individuale e alla risposta al trattamento.

Quanto alla sua preoccupazione riguardo a diagnosi errate o farmaci inappropriati, è importante essere aperti e onesti con i professionisti della salute mentale che incontra. Esprima loro le sue preoccupazioni e chieda spiegazioni dettagliate su qualsiasi trattamento o diagnosi che le vengano proposti. Un professionista competente dovrebbe prendere in considerazione la sua storia clinica, i suoi sintomi attuali e le sue preferenze personali nella pianificazione del trattamento.

Infine, riguardo alla sua domanda su un possibile ricovero, è importante valutare attentamente se questo sia necessario. I ricoveri psichiatrici sono riservati a situazioni di emergenza in cui c'è un rischio immediato per la sicurezza della persona o degli altri. Se lei si sente in pericolo o non riesce a gestire i suoi sintomi in modo sicuro, potrebbe essere opportuno considerare un ricovero temporaneo. Tuttavia, questa decisione dovrebbe essere presa in consulto con i professionisti della salute mentale che la seguono.

In conclusione, le consiglio di continuare a cercare supporto professionale e di essere paziente con sé stessa durante questo processo. Affrontare disturbi psicologici può richiedere tempo e sforzo, ma con il giusto sostegno e trattamento, è possibile ottenere un miglioramento significativo nella sua qualità di vita. Spero che lei possa trovare la cura e il sollievo di cui ha bisogno.
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Dott.ssa Anna Asia Forino
Psicologo, Psicologo clinico
Trapani
Gentile utente, comprendo le emozioni che sta provando dinnanzi a questa situazione e le domande che ne conseguono. Per poterle essere realmente d'aiuto in questo momento sarebbero necessarie più informazioni, tuttavia, come ha detto anche lei "l'accettazione è la via verso la cura". Le consiglio di cercare dei professionisti a cui sente di potersi affidare senza timore o dubbi, al fine di poter effettuare una diagnosi accurata e precisa e prevedere un trattamento sia farmacologico, nel caso in cui venga ritenuto necessario, che terapeutico. La fiducia in chi si prende cura di noi è un requisito necessario per una buona cura.
Dott.ssa Anna Asia Forino
Dr. Andrea Caso
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Piano di Sorrento
Salve, quello che lei chiama malattia mentale è la difficoltà a vivere il proprio mondo interiore, i propri conflitti emotivi.
L unica persona in grado di poterli ascoltare e comprendere è lei,.nessuno può entrare lì dentro al posto suo.
Le consiglio quindi vivamente di farsi aiutare a stare lì dentro e mantenere quindi con costanza una relazione terapeutica senza abbandonarla di fronte alle difficoltà.
Dott.ssa Alessandra Domigno
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno cara utente, mi dispiace molto per quanto ha riportato. L'idea di intraprendere una psicoterapia credo sia una buona possibilità per iniziare a rimettere un po' di ordine in se stessa. Il percorso non sarà magari breve ma potrà essere utile per centrarsi, rinforzarsi e poter dare un senso alle sue tante emozioni ed essere in grado di gestirle. Se desidera io sono a disposizione per un incontro conoscitivo sia on line che in presenza. Un caro saluto. Dott.ssa Alessandra Domigno
Dott.ssa Martina Cremanti
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Bergamo
Gentile utente, mi dispiace per il momento di difficoltà che sta vivendo; riesco a percepire la sofferenza dalle sue parole. Credo che, visti i numerosi sintomi che elenca e soprattutto il grado di sofferenza psicologica da lei riportato potrebbe essere molto utile affidarsi a uno specialista per comprendere più a fondo l'origine e il suo funzionamento. La costanza è l'elemento chiave, ne parli eventualmente se ci sono difficoltà nel mantenerla. Vedrà che troverà le risposte che sta cercando e piano piano le cose miglioreranno. I miei migliori auguri.
Dr. Alessandro Bianchi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
I sintomi che descrivi sono conseguenza ed espressione di un disagio più profondo, che ha un senso e una storia. È quest’ultimo che deve essere risolto. Sono anche sintomi molto frequenti, anche se mal comune non è mezzo gaudio.
Da quel che scrivi posso pensare che la pesantezza delle situazioni passate a cui alludi, e quelle più recenti, ti hanno messo probabilmente da tempo sotto stress. Lo stress è un fenomeno conosciuto che ci tocca nella nostra interezza, emozionale, neurologica, endocrina e cognitiva, e produce i sintomi da te descritti.
A questo si aggiunge probabilmente una insoddisfazione nella vita relazionale e sociale deprivata di piacevolezza, anche questo fonte di stress, dato che divertirsi, avere una vita relazionale soddisfacente sono bisogni di tutti e per sempre e che dovrebbero essere ripristinati.
Non hai da farti ricoverare né da cercare definizioni esotiche per i tuoi disturbi. Una psicoterapia certamente può aiutarti anche per sciogliere le origini più antiche.
Per scegliere un professionista controlla come minimo l’iscrizione all’Albo degli Psicologi e l’abilitazione all’esercizio della psicoterapia. Dati pubblici reperibili sul sito nazionale dell’Ordine.
Dott.ssa Giulia Benedetta Palmas
Psicologo clinico, Psicologo
Cagliari
Gentile, considerato che sono trascorsi alcuni mesi da marzo, spero si senta meglio. Questo è il punto focale: come lei si sente al momento. Capisco che i periodi bui spaventino e destabilizzino. Tutti i giorni affrontiamo determinati eventi, andiamo incontro a fattori stressanti e ci sentiamo più fragili. Fa parte della vita di ognuno di noi. La parola “diagnosi” a volte può creare ansia e paura in sè, più di quanto sia necessario o reale. Nel suo caso, rimango a disposizione per un colloquio di supporto psicologico e le sconsiglio farmaci prescritti a caso o con leggerezza, come scrive lei. Dott.ssa Palmas
Dott.ssa Cristina Sinno
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buonasera e grazie per la condivisione, sembra che Lei abbia già centrato il problema, ha detto di aver già fatto in passato sedute di psicoterapia ma senza continuità. Si dia a questo punto la possibilità di intraprendere la strada di un percorso psicoterapeutico, cercando la giusta sintonia con lo specialista, in modo da intraprendere con continuità questo percorso e ridare luce e serenità alla sua vita. Resto a disposizione per qualsiasi informazione e sono disponibile anche per terapie online. La saluto cordialmente, D.ssa Cristina Sinno
Dott.ssa Simona Spiezia
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Napoli
Gentile utente, dalle sue ultime scelte mi sembra sulla strada giusta per la cura, una cura che non funziona esattamente come un farmaco perché la si potrebbe definire "a rilascio graduale" e ha una particolarità: non funziona se non ci si mette in gioco. La invito a scegliere accuratamente il professionista che dovrà seguirla, e successivamente ad affidarsi.
Spero che i farmaci che sta prendendo le siano stati prescritti da un medico specializzato che conosce la sua situazione, in caso contrario la invito a rivolgersi ad un medico per assumere certi tipi di farmaci.
Le diagnosi non possono essere fatte leggendo un elenco di sintomi, ma la invito a considerare anche il dato di fatto che la diagnosi non è granitica, la diagnosi cambia, evolve continuamente perchè non sono tanto rilevanti i sintomi quanto il funzionamento di una persona. Spero che questo possa rassicurarla sul timore di ricevere una diagnosi/etichetta che di certo non potrà descrivere la complessità dell'individuo.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,

la cosa più importante sarebbe riprendere il percorso di psicoterapia interrotto, e magari valutare insieme col terapista di accompagnarlo con una terapia farmacologica. Si prenda cura del suo malessere seriamente, la aiuterà a trovare le risposte che cerca.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Floriana Ricciardi
Psicologo, Psicologo clinico
Venegono Inferiore
Gentile utente, la sintomatologia che lei descrive è di una certa rilevanza e come lei ha già ben compreso, lo xanax riesce ad aiutarla fino ad un certo punto. Le consiglio di rivolgersi al suo Medico di Base per un invio presso il Centro di Igiene Mentale di competenza per valutare l'opportunità di un ricovero, dove dei professionisti (a cui si affidi senza problemi) possono inquadrare al meglio il suo disturbo e suggerirle la strada migliore da intraprendere, compresa di adeguata terapia farmacologica. Adesso è importante che lei stabilizzi il suo quadro psichico per poi, in un secondo momento, intraprendere eventualmente una psicoterapia. Cordialmente.
dott.ssa Floriana Ricciardi
Dott. Daniele D'Amico
Psicologo, Psicologo clinico
Torre del Greco
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità. Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza. Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi. Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico
Dr. Luca Rozzi
Psicologo, Psicologo clinico
Navacchio
Capisco che tu stia attraversando un momento molto difficile e che il tuo vissuto sia segnato da una grande sofferenza. Quello che descrivi mi parla di una condizione in cui l’energia vitale sembra bloccata, dove ogni piccolo gesto quotidiano diventa una fatica immensa e il pensiero si intrappola in un ciclo di ansia, paura e controllo. Il corpo ti sta mandando segnali chiari: la derealizzazione, la tensione muscolare, gli spasmi, l’affaticamento e la confusione sono tutte manifestazioni di un sistema sotto pressione, come se stessi sostenendo un peso troppo grande da troppo tempo. Quando racconti della tua storia, noto che c’è una traccia di eventi ricorrenti: periodi di isolamento, situazioni di forte stress, difficoltà a trovare un equilibrio tra quello che ti succede fuori e quello che senti dentro. Questo può aver contribuito ad accumulare tensioni che ora si manifestano in modo così intenso. È come se dentro di te ci fosse una parte Bambina che si sente spaventata, sola e in difficoltà, e che cerca conforto, ma anche una parte Genitoriale che forse si critica troppo, che ti chiede di essere forte, di risolvere tutto da sola. Quando queste due parti entrano in conflitto, il tuo Adulto fatica a trovare un equilibrio, e da qui nasce il senso di smarrimento e il malessere che descrivi.

Il fatto che in passato tu sia riuscita a superare un momento simile mi dice che hai già dentro di te delle risorse importanti, anche se ora sembrano nascoste. L’ansia che provi verso una diagnosi sbagliata o verso farmaci inadeguati è comprensibile, perché implica il timore di perdere il controllo o di non essere capita. In questo momento, il primo passo potrebbe essere iniziare un percorso di psicoterapia che ti aiuti a fare chiarezza su ciò che stai vivendo, non solo per trovare un nome al tuo malessere, ma per riconnetterti alle tue risorse interne. L’obiettivo non è etichettarti, ma comprendere meglio i tuoi bisogni e trovare un modo per sostenere la tua parte più vulnerabile.

Per quanto riguarda i farmaci, vedo che lo Xanax ti sta aiutando a ridurre alcuni sintomi, ma è importante considerare che il farmaco è come una stampella: aiuta a camminare per un tratto, ma non risolve le cause profonde. Se senti che la sonnolenza o altri effetti collaterali stanno interferendo con il tuo benessere, potresti parlarne con il medico che ti segue per valutare eventuali aggiustamenti. Per ciò che riguarda il ricovero, se dovessi sentirti sopraffatta o in pericolo, non esitare a chiedere aiuto in un contesto protetto.

Quello che stai vivendo potrebbe essere definito come un periodo di esaurimento psicofisico, legato a uno stato di stress cronico, accompagnato da sintomi ansiosi e depressivi. Non è una malattia definitiva, non è qualcosa che definisce chi sei, ma un momento della tua vita che, per quanto doloroso, può offrirti l’opportunità di guardarti dentro e scoprire nuovi modi per prenderti cura di te stessa. L’accettazione di ciò che senti, come dici tu, è il primo passo verso il cambiamento, e non devi affrontarlo da sola.
Dott. Federico Culmone
Psicologo clinico
Catania
Come dice lei "qualsiasi emozione si riversa in ansia o sonnolenza". Tutti noi ci adattiamo a situazioni problematiche spesso escludendo dalla nostra coscienza determinate emozioni. La sonnolenza può essere un modo per fare ciò e quando non riesce e si supera una certa soglia emotiva scatta l'ansia. Lo xanax, essendo un ansiolitico, abbassa la soglia emotiva e crea un apparente stato di benessere ma in realtà non fa altro che peggiorare il problema, accentuando la sonnolenza e incrementando un senso di depressione. Le consiglio di parlare col medico curante e in caso di farsi prescrivere un antidepressivo che sia efficace anche per l'ansia edi intraprendere un percorso di psicoterapia volto a individuare quale emozione, e quale significato, le fa scattare questo meccanismo.
Saluti,
Dott. Culmone Federico
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Leggere la sua testimonianza mi ha permesso di cogliere tutta la fatica, la lucidità e la grande volontà di capire e di stare meglio che la animano, nonostante un malessere così pervasivo. Le sue parole raccontano bene quanto l’ansia, se trascurata o mai affrontata in modo continuativo, possa crescere a tal punto da occupare ogni spazio della mente e del corpo, fino a togliere energia, lucidità, voglia di fare. È importante riconoscere che sta già facendo molto, perché non è scontato in una condizione come la sua riuscire a descrivere così chiaramente ciò che prova, a sottoporsi a tutti i controlli medici necessari, a cercare aiuto farmacologico e a interrogarsi in modo così serio sul prossimo passo da fare. Le difficoltà che descrive rientrano in un quadro che, in termini cognitivo-comportamentali, possiamo comprendere come una condizione di forte attivazione ansiosa, caratterizzata da pensieri ossessivi, sintomi fisici intensi, sensazioni di derealizzazione e depersonalizzazione, ipervigilanza sui segnali del corpo, paura di avere malattie gravi e difficoltà a fidarsi del proprio stato di salute. A tutto questo si aggiunge, come spesso accade, un livello di stanchezza psico-fisica dovuto al logorio costante a cui l’ansia sottopone. Non di rado questo porta a vissuti depressivi reattivi: non perché lei sia “depressa di natura”, ma perché è come se la mente e il corpo, continuamente in allerta, a un certo punto si esaurissero, lasciandola priva di energie e di motivazione. Non penso ci siano segnali allarmanti di una condizione psichiatrica più grave di un disturbo d’ansia con possibile componente depressiva secondaria. Le indagini mediche approfondite già effettuate rassicurano sul piano organico. La risposta parziale allo Xanax conferma che il farmaco sta tamponando alcuni sintomi acuti, ma non può di per sé risolvere le cause di fondo: l’ansia cronica, la tendenza al rimuginio, il perfezionismo, la difficoltà a convivere con le emozioni e a dare spazio a una vita relazionale piena. È molto prezioso che lei abbia già deciso di intraprendere un percorso di psicoterapia: un intervento cognitivo-comportamentale ben strutturato, portato avanti con continuità, potrà aiutarla a ridurre i sintomi, ma soprattutto a capire come nasce e si alimenta l’ansia. Imparerà a riconoscere i pensieri distorti, a rispondere ai segnali di allarme del corpo in modo più funzionale, a gestire la paura di perdere il controllo. L’obiettivo sarà anche aiutarla a ricostruire una vita di relazioni, interessi e routine che, come ha notato lei stessa, sono mancati in passato e rischiano di lasciare spazio solo alla mente che rimugina. Si dia il tempo necessario, senza pensare di dover guarire da un giorno all’altro: è naturale che, dopo un periodo così intenso, ci siano alti e bassi, giornate con sintomi più forti e altre in cui si sentirà meglio. Lavori sull’accettazione, come ha già intuito: accettare non significa arrendersi, ma smettere di combattere con la paura di avere qualcosa di gravissimo e iniziare a mettere energia nel costruire giorno dopo giorno nuove abitudini e strategie. Per quanto riguarda la paura dei farmaci e dei professionisti poco seri, provi a parlarne apertamente con chi la seguirà. È un suo diritto ricevere spiegazioni chiare sulle terapie proposte, sui tempi e sugli obiettivi. Spesso una terapia combinata, psicologica e farmacologica, è la via più efficace, ma è importante che lei si senta parte attiva di ogni decisione, senza subirla. Si rassicuri sul fatto che non è necessario pensare a un ricovero a meno che non vi siano rischi concreti di farsi del male o di non riuscire più a badare a sé in modo minimo. Per come descrive la situazione, non sembra questo il caso: sta già facendo passi significativi per uscirne, ha mantenuto la motivazione, ha ripreso un minimo di vita quotidiana e mostra una forte volontà di riprendere in mano la sua normalità. Si conceda fiducia: questo momento può diventare un’occasione per imparare a conoscersi davvero e a dare finalmente spazio a una cura stabile e continuativa, quella che non ha mai avuto del tutto ma che ora può fare la differenza. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dr. Simone Gagliardi
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno,
da ciò che descrive emerge una fase in cui ansia, sensazioni di irrealtà e oscillazioni dell’energia si intrecciano, rendendo difficile orientarsi in ciò che le sta accadendo. In momenti così, non è solo un accumulo di sintomi: sembra come se qualcosa nel suo modo abituale di reagire si fosse riacceso con una forza che non riesce più a contenere.

In questo punto è utile lavorare sulla stabilizzazione, ma non basta ridurre l’attivazione. Diventa rilevante capire che cosa, nella sua esperienza, genera questo livello di ansia: quali aspetti tocca, quale paura riattiva, che posto hanno questi vissuti nella sua storia. Forzare il funzionamento senza comprendere ciò che la disorganizza rischia solo di intensificare il ciclo.

La domanda che si apre è proprio questa: come vuole disporsi rispetto a ciò che l’ansia sta segnalando, e se può iniziare a interrogare ciò che le provoca questo scarto così forte nel modo di sentirsi.

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