Esperienze
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Depressione
- Disturbi psicosomatici
- Esaurimento nervoso
- Fobia
- Disturbo ossessivocompulsivo
- +25 a11y_sr_more_diseases
Prestazioni e prezzi
-
Colloquio psicologico
50 € -
Indirizzo
Corso Italia, Catania 95124
Disponibilità
Questo dottore non offre prenotazioni online a questo indirizzo
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
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ha risposto a 11 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve,
Credo di avere una forte derealizzazione e depersonalizzazione. Ho una grande paura in questo momento a causa dei sintomi, visto che sono persistenti e mi creano una sensazione di distacco dal corpo, che vedo lontano da me, dalla realtà che vedo distorta, tanto da avere la sensazione di dover riposare o vedere un film. Ho paura di avere una situazione mentale grave e di dover andare al Centro di salute mentale. Ho avuto episodi simili sporadicamente e continuativi durante una fase acuta molti anni fa per cui presi xanax, che funzionò dopo un mesetto circa. Ora ho nuovamente una fase acuta, in cui passo le giornate concentrata su me stessa e sui sintomi che ho, ho paura di non curare bene la causa e di peggiorare ogni giorno, tanto da perdere il contatto con la realtà intorno a me. Ho fatto tutti controlli medici per paura di avere cause organiche (tra cui elettroencefalogramma che risulta privo di anomalie e RMN della quale avrò risposte a breve). La derealizzazione mi peggiora specialmente se mi agito e mi impaurisco per questi sintomi o pensieri rimuginanti. Seguo una psicoterapeuta da poco, che sostiene essere tutto legata ad un'ansia generalizzata di base in fase acuta, solo che io vorrei capire se è davvero legato ad ansia oppure se ho la sindrome di derealizzazione, che mi fa paura e dunque come curarla e se va a peggiorare.
Si tratta di sintomi dissociativi e come tali devono essere trattati. Lo xanax può essere utile solo per brevi periodi, sarebbe meglio un antidepressivo che sia efficace anche con l'ansia. Il percorso terapeutico dovrebbe essere impostato in modo da cambiare le routine quotidiane allo scopo di ridurre lo stress che le causa questa sofferenza.
Saluti,
Dott. Culmone Federico
Salve, ho 27 anni
In seguito all'ultimo periodo di forte stress (io sono di mio ansiosa di tratto, paurosa, tendente al pensiero negativo, ma non ho mai svolto psicoterapia con continuità), da metà Marzo ad oggi sto vivendo un periodo di profondo malessere.
L'escalation dei sintomi è arrivata a non farmi uscire di casa con pochissima energia perennemente, vuoti di memoria, chiusura in me stessa e nei miei pensieri sui sintomi e sulla ricerca di una cura, qualsiasi minimo gesto era una fatica enorme psicofisica oltre che fonte di agitazione, qualsiasi emozione non di sonnolenza si riversava in ansia, panico pensieri ossessivi paure ossessive derealizzazione forte, pensieri distorti, insonnia, tensione muscolare, inappetenza, stress per qualsiasi cosa agitazione tachicardia fiato corto ipocondria irritabilità confusione mentale depersonalizzazione spasmo palpebra inferiore destra.
Ho iniziato xanax due volte al giorno mattina sera, ed ora alcuni sintomi si sono abbassati, riesco a uscire senza stare troppo male, ho ripreso a mangiare e a dormire almeno qualche ora continuativa e ragiono un pochino più lucidamente.
Verso il 5/6 gg per un paio di giorni umore depresso poi (oggi sono al 9) mi è tornata sonnolenza specialmente con la pasticca della mattina, derealizzazione fuori casa assieme a visione offuscata senso di confusione leggero e leggero rallentamento con senso di poca energia durante il giorno e fatica nel fare le cose e anche spasmo della palpebra inferiore destra occasionale.
Non ho umore depresso fisso anzi vorrei uscirne al più presto e non sopporto il fatto di stare così e di non capire cosa sia.
Mi sembra come se qualsiasi emozione si riversi in ansia e agitazione o sonnolenza.
Sto cercando di controllare il pensiero ossessivo, l'evitamento e l'isolamento sociale così da non peggiorare e di mantenere una routine sana però ancora non riesco ad avere una vita normale.
A 19 anni ebbi un mese di crisi acuta da panico (alcuni sintomi simili a quelli di questa crisi, ma non mi ricordo se c'era anche questa poca energia anzi) curata con xanax tre volte al giorno per un mesetto (mi ricordo che provai inizialmente umore depresso e senso di ansia forte ancora durante la prima fase della cura) e poi a scalare per 8 mesi totali, dove sono tornata completamente bene e non ho avuto ricadute mai ne farmaci.
Ammetto però di non aver avuto negli anni successivi una grande vita sociale o hobby, e parecchie situazioni pesanti da sopportare. Nell'ultimo anno ho vissuto isolata all'estero dove ebbi episodi occasionali di panico o di umore depresso, ma relativo ad un contesto di lavoro tossico che poi ho lasciato e alla mancanza di risultati positivi nonostante il mio impegno.
Ho fatto molti controlli fisici ora (cardiologo, neurologo, gastroenterologo, analisi, cortisolo, oculista, spirometria con pneumologo) tutto nella norma.
Cosa potrebbe essere?
Esaurimento nervoso, disturbo di panico, depressione oppure qualcosa di più serio?
Oppure l'ansia mi crea tutti i sintomi per paura di avere disturbi seri? Dovrei farmi ricoverare?
Sto facendo difficoltà ad accettare di avere una possibile malattia mentale ma so che accettazione è la via verso la cura, anche se ho molta ansia di ricevere diagnosi sbagliate e farmaci errati.
Farò anche psicoterapia d'ora in poi ma vorrei capire cosa fare per riprendere in mano la normalità nella speranza di evitare farmaci dati a caso o troppo facilmente e/o professionisti poco seri.
Come dice lei "qualsiasi emozione si riversa in ansia o sonnolenza". Tutti noi ci adattiamo a situazioni problematiche spesso escludendo dalla nostra coscienza determinate emozioni. La sonnolenza può essere un modo per fare ciò e quando non riesce e si supera una certa soglia emotiva scatta l'ansia. Lo xanax, essendo un ansiolitico, abbassa la soglia emotiva e crea un apparente stato di benessere ma in realtà non fa altro che peggiorare il problema, accentuando la sonnolenza e incrementando un senso di depressione. Le consiglio di parlare col medico curante e in caso di farsi prescrivere un antidepressivo che sia efficace anche per l'ansia edi intraprendere un percorso di psicoterapia volto a individuare quale emozione, e quale significato, le fa scattare questo meccanismo.
Saluti,
Dott. Culmone Federico
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