Salve dottori, scrivo perché sono in un momento di ansia e vorrei parlare e chiedere a voi riguardo
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Salve dottori, scrivo perché sono in un momento di ansia e vorrei parlare e chiedere a voi riguardo il trovare uno psicologo giusto,
premetto sono una ragazza di 26 anni, ho cercato varie figure professionali nella mia zona, in provincia e anche vicino a dove vivo io in modo che riesco ad andare in macchina (mentre provincia avrei più paura ad arrivare, anche se comunque a 15 minuti), però non lo so, ho contattato anche varie psicologhe ma non so non mi convince, ho voluto provare a sentire la voce per capire come mi rispondessero e se mi potesse piacere ecco ma la maggior parte mi rispondeva tramite messaggi quindi non ho avuto modo, ho provato solo una seduta mesi fa ma non so non mi ha convinta, mi sono sentita strana e da li non sono riuscita a trovare più nessuna che potesse sembra giusta, volevo fare delle sedute qualche settimana fa, stavo per confermare ma poi ho rinunciato perché non sicura e indecisa continuamente, perché boh mi sembrava forse troppo seria o non lo so magari era apparenza e mi dava quell'impressione..boh forse dovrei provare online? o anche nei siti dove si trova attraverso dei quiz lo psicologo giusto? non so come muovermi o da chi andare però so di aver bisogno di parlare con qualcuno che mi ascolti e mi dia consigli o mi parli ecco.. grazie a chi mi darà un parere.
premetto sono una ragazza di 26 anni, ho cercato varie figure professionali nella mia zona, in provincia e anche vicino a dove vivo io in modo che riesco ad andare in macchina (mentre provincia avrei più paura ad arrivare, anche se comunque a 15 minuti), però non lo so, ho contattato anche varie psicologhe ma non so non mi convince, ho voluto provare a sentire la voce per capire come mi rispondessero e se mi potesse piacere ecco ma la maggior parte mi rispondeva tramite messaggi quindi non ho avuto modo, ho provato solo una seduta mesi fa ma non so non mi ha convinta, mi sono sentita strana e da li non sono riuscita a trovare più nessuna che potesse sembra giusta, volevo fare delle sedute qualche settimana fa, stavo per confermare ma poi ho rinunciato perché non sicura e indecisa continuamente, perché boh mi sembrava forse troppo seria o non lo so magari era apparenza e mi dava quell'impressione..boh forse dovrei provare online? o anche nei siti dove si trova attraverso dei quiz lo psicologo giusto? non so come muovermi o da chi andare però so di aver bisogno di parlare con qualcuno che mi ascolti e mi dia consigli o mi parli ecco.. grazie a chi mi darà un parere.
Buongiorno, comprendo quanto descrive e che possa essere difficile trovare la figura professionale a cui affidarsi. Essendo quella terapeutica una relazione, le consiglio di darsi un pochino di tempo in più per valutare se è la figura adatta a lei e di affrontare questa difficoltà di scelta nel percorso che effettuerà. Se avesse bisogno sono a sua disposizione in presenza o online, per una terapia di tipo relazionale integrata, con il supporto di varie tecniche personalizzate in base al paziente, ai suoi bisogni ed obiettivi con evidenza scientifica. Dott.ssa Susanna Scainelli
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Gentilissima,
la ringrazio per aver condiviso questi suoi pensieri. Capisco che questo momento di ricerca stia generando in lei ansia e indecisione, ed è importante che sappia che quello che prova è assolutamente comprensibile: trovare il terapeuta giusto è un processo delicato e personale.
La "sintonia" con il professionista è un elemento fondamentale per il buon esito di un percorso terapeutico. Non c'è nulla di strano nel fatto che alcune psicologhe non le siano sembrate adatte: la relazione terapeutica si basa anche sulla sensazione di fiducia e accoglienza che si crea fin dai primi contatti.
Alcuni suggerimenti che potrebbero esserle utili:
Provi a fare colloqui conoscitivi: Molti psicologi offrono un primo incontro proprio per permettere a entrambe le parti di capire se c'è la possibilità di lavorare insieme. Non è un fallimento "cambiare" dopo una seduta se sente che qualcosa non va.
L'online può essere un'opzione valida: Se la distanza o gli spostamenti la preoccupano, la terapia online è oggi uno strumento efficace e può darle accesso a più professionisti, ampliando le possibilità di trovare la persona giusta.
Ascolti le sue sensazioni, ma non solo le prime impressioni: A volte ci vuole più di un incontro per superare l'iniziale imbarazzo o stranezza. Se però dopo 3-4 sedute continua a non sentirsi a suo agio, è legittimo cercare altrove.
Il fatto che lei senta il bisogno di parlare con qualcuno è già un passo importante. La invito a non arrendersi: il professionista giusto c'è, anche se la ricerca può richiedere pazienza.
Resto a disposizione se desidera approfondire.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Veronica Moderana
la ringrazio per aver condiviso questi suoi pensieri. Capisco che questo momento di ricerca stia generando in lei ansia e indecisione, ed è importante che sappia che quello che prova è assolutamente comprensibile: trovare il terapeuta giusto è un processo delicato e personale.
La "sintonia" con il professionista è un elemento fondamentale per il buon esito di un percorso terapeutico. Non c'è nulla di strano nel fatto che alcune psicologhe non le siano sembrate adatte: la relazione terapeutica si basa anche sulla sensazione di fiducia e accoglienza che si crea fin dai primi contatti.
Alcuni suggerimenti che potrebbero esserle utili:
Provi a fare colloqui conoscitivi: Molti psicologi offrono un primo incontro proprio per permettere a entrambe le parti di capire se c'è la possibilità di lavorare insieme. Non è un fallimento "cambiare" dopo una seduta se sente che qualcosa non va.
L'online può essere un'opzione valida: Se la distanza o gli spostamenti la preoccupano, la terapia online è oggi uno strumento efficace e può darle accesso a più professionisti, ampliando le possibilità di trovare la persona giusta.
Ascolti le sue sensazioni, ma non solo le prime impressioni: A volte ci vuole più di un incontro per superare l'iniziale imbarazzo o stranezza. Se però dopo 3-4 sedute continua a non sentirsi a suo agio, è legittimo cercare altrove.
Il fatto che lei senta il bisogno di parlare con qualcuno è già un passo importante. La invito a non arrendersi: il professionista giusto c'è, anche se la ricerca può richiedere pazienza.
Resto a disposizione se desidera approfondire.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Veronica Moderana
Salve, grazie per la sua condivisione. La relazione terapeutica, il primo approccio e il modo di sentirti a tuo agio, è la base per intraprendere un percorso sereno e non giudicante. Iniziare un percorso psicologico ( online o in presenza) deve aiutarti proprio a sentirti libera di aprirti, e comunicare ogni tua emozione, proprio per iniziare il viaggio più bella, dentro te stessa. Resto a disposizione.
Salve, mi pare di capire che il problema non sia tanto trovare lo "psicologo giusto" quanto invece superare paure e dubbi relativi all'iniziare un percorso psicologico. Un lavoro di psicoterapia è un processo di trasformazione personale che può ridefinire spazi e confini, può modificare equilibri e soprattutto accendere riflettori dove, fino a quel momento, abbiamo preferito lasciare le luci spente forse per evitare emozioni troppo dolorose. Comprendo il suo rimandare ma si ricordi che la terapia è un gesto di "gentilezza", di forza e di rispetto verso sè stessi. Si prenda cura di sè e, quando sarà pronta a lanciare il cuore oltre l'ostacolo, troverà il professionista più adatto per lei. Buona fortuna per tutto!
Gentile utente, la ringrazio tanto per la domanda. Non c'è uno psicologo giusto, è importante trovare una persona che corrisponda alle sue aspettative. Può comunque effettuare un primo colloquio e valutare.
La scelta dell'online potrebbe essere buona in modo da avere un ventaglio più ampio di scelte.
Io ricevo online e sono disponibile anche per un primo consulto gratuito, se dovesse essere interessata mi contatti pure.
Se dovesse avere dei dubbi, può scrivermi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
I migliori auguri!
Resto a disposizione,
Dott. Luca Rochdi
La scelta dell'online potrebbe essere buona in modo da avere un ventaglio più ampio di scelte.
Io ricevo online e sono disponibile anche per un primo consulto gratuito, se dovesse essere interessata mi contatti pure.
Se dovesse avere dei dubbi, può scrivermi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
I migliori auguri!
Resto a disposizione,
Dott. Luca Rochdi
Gentilissima, grazie per aver condiviso la sua preoccupazione.
Immagino quanto possa essere difficile sentire il bisogno di cominciare un percorso, specialmente in uno stati di grande ansia, ma al contempo sentire che qualcosa rischi sempre di frenarne l'inizio.
È naturale che lei senta la pressione delle aspettative ed al contempo il bisogno di sentirsi subito al sicuro. Dunque è comprensibile che ogni dettaglio — il tono di voce, lo stile, l’impressione iniziale — diventi molto carico di significato.
Il sentirsi “strana” dopo una prima seduta o il non essere convinta subito non indica necessariamente che il professionista non sia adatto, ma può riflettere la difficoltà di entrare in uno spazio nuovo, dove non si ha ancora controllo e ci si espone emotivamente.
Purtroppo non si hanno certezze che un percorso sia quello giusto da subito ma anche se così non fosse si tratta di un passaggio necessario per comprendere cosa sia più giusto ed utile per lei.
Si conceda alcune sedute di tempo per capire come si sente nella relazione. Online o in presenza non fa la differenza in sé: conta se si sente ascoltata e se può portare anche questi dubbi dentro la terapia. A volte è proprio da lì che il lavoro può iniziare.
Le auguro il meglio,
Dott. Daniele Migliore
Immagino quanto possa essere difficile sentire il bisogno di cominciare un percorso, specialmente in uno stati di grande ansia, ma al contempo sentire che qualcosa rischi sempre di frenarne l'inizio.
È naturale che lei senta la pressione delle aspettative ed al contempo il bisogno di sentirsi subito al sicuro. Dunque è comprensibile che ogni dettaglio — il tono di voce, lo stile, l’impressione iniziale — diventi molto carico di significato.
Il sentirsi “strana” dopo una prima seduta o il non essere convinta subito non indica necessariamente che il professionista non sia adatto, ma può riflettere la difficoltà di entrare in uno spazio nuovo, dove non si ha ancora controllo e ci si espone emotivamente.
Purtroppo non si hanno certezze che un percorso sia quello giusto da subito ma anche se così non fosse si tratta di un passaggio necessario per comprendere cosa sia più giusto ed utile per lei.
Si conceda alcune sedute di tempo per capire come si sente nella relazione. Online o in presenza non fa la differenza in sé: conta se si sente ascoltata e se può portare anche questi dubbi dentro la terapia. A volte è proprio da lì che il lavoro può iniziare.
Le auguro il meglio,
Dott. Daniele Migliore
Ciao, prima di tutto voglio dirti una cosa importante: quello che stai vivendo è molto più comune di quanto pensi, soprattutto quando si attraversa un periodo di ansia, insicurezza e confusione emotiva. A 26 anni ci si può sentire bloccati, indecisi e con il forte bisogno di essere ascoltati, ma allo stesso tempo spaventati dal fare la scelta “sbagliata”. È normale non sentirsi subito a proprio agio con uno psicologo. Trovare lo psicologo giusto non è come prenotare una visita medica qualunque. La relazione terapeutica si basa su fiducia, ascolto e sensazioni, e non sempre scatta al primo incontro. Una sola seduta che “non convince” non significa che la terapia non faccia per te, né che tu abbia sbagliato qualcosa. Semplicemente, quella non era la persona giusta per te in quel momento. Voce, stile e “sensazioni”: contano davvero Hai fatto bene ad ascoltare il tuo istinto: il tono di voce, il modo di rispondere, lo stile comunicativo sono elementi importanti.
Allo stesso tempo, è utile sapere che:
- alcuni professionisti rispondono via messaggio per motivi organizzativi;
- l’impressione di “eccessiva serietà” può cambiare completamente dopo i primi incontri;
- spesso l’ansia influenza il giudizio prima ancora di iniziare.
La terapia online è oggi una valida alternativa, soprattutto se hai ansia negli spostamenti, temi di non riuscire ad arrivare serenamente allo studio, vuoi sentirti più al sicuro in un ambiente familiare. Molte persone riescono ad aprirsi di più online, almeno all’inizio. Può essere un ottimo primo passo, senza escludere in futuro un percorso in presenza. Il fatto che tu senta il bisogno di parlare, di essere ascoltata e accompagnata, è un segnale importante. La terapia non deve essere perfetta, ma sufficientemente sicura. Non serve trovare “la psicologa ideale”, ma una persona con cui iniziare, passo dopo passo. Se senti che questo è il momento, fidati del fatto che puoi permetterti di provare, anche con paura e indecisione. Un saluto, Dottoressa Chiara Venitucci.
Allo stesso tempo, è utile sapere che:
- alcuni professionisti rispondono via messaggio per motivi organizzativi;
- l’impressione di “eccessiva serietà” può cambiare completamente dopo i primi incontri;
- spesso l’ansia influenza il giudizio prima ancora di iniziare.
La terapia online è oggi una valida alternativa, soprattutto se hai ansia negli spostamenti, temi di non riuscire ad arrivare serenamente allo studio, vuoi sentirti più al sicuro in un ambiente familiare. Molte persone riescono ad aprirsi di più online, almeno all’inizio. Può essere un ottimo primo passo, senza escludere in futuro un percorso in presenza. Il fatto che tu senta il bisogno di parlare, di essere ascoltata e accompagnata, è un segnale importante. La terapia non deve essere perfetta, ma sufficientemente sicura. Non serve trovare “la psicologa ideale”, ma una persona con cui iniziare, passo dopo passo. Se senti che questo è il momento, fidati del fatto che puoi permetterti di provare, anche con paura e indecisione. Un saluto, Dottoressa Chiara Venitucci.
Ciao, capisco perfettamente quanto possa essere difficile scegliere uno psicologo: non è semplice sapere chi potrà davvero capire e supportarti. È normale sentirsi indecisi o insicuri, soprattutto quando ci si espone emotivamente.
Una possibilità che potresti considerare è provare una seduta online, almeno all’inizio. In questo modo potresti sentirti più tranquilla e a tuo agio, senza dover affrontare lo spostamento, e allo stesso tempo capire come ti senti con quella persona. Ricorda che una seduta non è un impegno vincolante: puoi sempre decidere di interrompere o cercare un altro professionista se non ti senti a tuo agio.
Non c’è fretta: ogni psicologo sarà pronto ad ascoltarti, e tu meriti di trovare qualcuno con cui sentirti sicura e accolta. L’importante è fare il primo passo, anche piccolo, per poter parlare e sentirti sostenuta. Se dopo la prima seduta capisci che non è la persona giusta per te, va benissimo: non significa fallimento, ma solo che stai cercando ciò che ti fa stare meglio.
Prenditi il tempo di ascoltarti e di fare quello che senti giusto: è un percorso fatto su misura per te, e meriti di essere accolta con attenzione e gentilezza.
Un caro saluto.
Una possibilità che potresti considerare è provare una seduta online, almeno all’inizio. In questo modo potresti sentirti più tranquilla e a tuo agio, senza dover affrontare lo spostamento, e allo stesso tempo capire come ti senti con quella persona. Ricorda che una seduta non è un impegno vincolante: puoi sempre decidere di interrompere o cercare un altro professionista se non ti senti a tuo agio.
Non c’è fretta: ogni psicologo sarà pronto ad ascoltarti, e tu meriti di trovare qualcuno con cui sentirti sicura e accolta. L’importante è fare il primo passo, anche piccolo, per poter parlare e sentirti sostenuta. Se dopo la prima seduta capisci che non è la persona giusta per te, va benissimo: non significa fallimento, ma solo che stai cercando ciò che ti fa stare meglio.
Prenditi il tempo di ascoltarti e di fare quello che senti giusto: è un percorso fatto su misura per te, e meriti di essere accolta con attenzione e gentilezza.
Un caro saluto.
Buon pomeriggio,
il rapporto terapeutico, come tutti i tipi di relazione, si basa sulla fiducia e l'alleanza. Il tuo sentirti "strana" ti stava suggerendo che probabilmente non avevi trovato la persona giusta.. non demordere, continua a cercare. D'altro canto, magari, questa sensazione era un meccanisco di protezione che la tua ansia stava mettendo in atto?
Al primo colloquio è sempre un sondarsi a vicenda e non sempre scatta subito la "scintilla". I consigli che ti do sono:
- Fai tutte le domande che ti senti al primo colloquio e sentiti libera anche di manifestare eventuali situazioni di disagio. Sono ASSOLUTAMENTE normali ed il terapeuta saprà come aiutarti nel capire se davvero si tratta di "non sei il professionista giusto per me" o se si tratta di un meccanismo di difesa.
- In merito ai percorsi online non ti posso dare giudizi negativi, l'efficacia nel trattamento dei disturbi d'ansia è la medesima. Sta solo a te capire se ti si addice come modalità.
- Come approccio di terapia ti consiglio la Cognitivo-Comportamentale che è stata validata come un trattamento con evidenze di efficacia nei disturbi d'ansia. E' molto concreta e talvolta "pratica". Si stabiliscono insieme obiettivi su cui lavorare.
- L'obiettivo della terapia non è ricevere consigli ma imparare a capirti meglio, capire da dove deriva la tua ansia e, supportata dallo psico, trovare il modo per affrontarla e sentirti maggiormente LIBERA.
Ti auguro il meglio!
Dott.ssa Nadin Pollini
il rapporto terapeutico, come tutti i tipi di relazione, si basa sulla fiducia e l'alleanza. Il tuo sentirti "strana" ti stava suggerendo che probabilmente non avevi trovato la persona giusta.. non demordere, continua a cercare. D'altro canto, magari, questa sensazione era un meccanisco di protezione che la tua ansia stava mettendo in atto?
Al primo colloquio è sempre un sondarsi a vicenda e non sempre scatta subito la "scintilla". I consigli che ti do sono:
- Fai tutte le domande che ti senti al primo colloquio e sentiti libera anche di manifestare eventuali situazioni di disagio. Sono ASSOLUTAMENTE normali ed il terapeuta saprà come aiutarti nel capire se davvero si tratta di "non sei il professionista giusto per me" o se si tratta di un meccanismo di difesa.
- In merito ai percorsi online non ti posso dare giudizi negativi, l'efficacia nel trattamento dei disturbi d'ansia è la medesima. Sta solo a te capire se ti si addice come modalità.
- Come approccio di terapia ti consiglio la Cognitivo-Comportamentale che è stata validata come un trattamento con evidenze di efficacia nei disturbi d'ansia. E' molto concreta e talvolta "pratica". Si stabiliscono insieme obiettivi su cui lavorare.
- L'obiettivo della terapia non è ricevere consigli ma imparare a capirti meglio, capire da dove deriva la tua ansia e, supportata dallo psico, trovare il modo per affrontarla e sentirti maggiormente LIBERA.
Ti auguro il meglio!
Dott.ssa Nadin Pollini
Il percorso per trovare la/lo psicologo/a "giusto" per noi è sempre complesso, ma questo in nessun modo deve portarla a demordere. Sono certa che troverà ciò che fa al caso suo, ma la invito almeno a presentarsi al primo colloquio, a volte l'impressione che si trasmette via telefono non corrisponde alla persona che poi si incontrerà.
Le auguro il meglio
Buona serata
Le auguro il meglio
Buona serata
Gent.ma utente,
scegliere il giusto professionista o la modalità migliore di intervento psicologico può essere difficile. Questo accade perché non si è in grado di prevedere come si svolgeranno le cose e l'ignoto può spaventare. Ciò sta creando procrastinazione e alibi per continuare a cercare senza prendere effettivamente una decisione.
La verità è che non c'è un professionista giusto in assoluto e, quindi, ogni scelta lascerà dei dubbi, almeno all'inizio. Ma iniziare un percorso è l'unico modo per capire se può esserle utile per risolvere i suoi problemi di ansia.
La curiosità e la pazienza devono essere requisiti fondamentali. Curiosità per apprendere un metodo, per sviluppare delle strategie, per saperne di più del funzionamento della mente. Pazienza perché ci vuole tempo per rompere degli schemi radicati e delle abitudini, e crearne di nuove più vantaggiose.
Questa piattaforma dove ci scrive consente di intraprendere percorsi online con grande professionalità e riservatezza. L'utilizzo della videochiamata e della messaggistica sono confidenziali e rispondono a tutte le norme sulla privacy. Pertanto, se dovesse scegliere un professionista online, avrà un trattamento del tutto simile all'intervento in studio.
L'indecisione è una caratteristica tipica dell'ansia: la mente ci frena nel fare delle scelte, nel prendere iniziative o adottare comportamenti nuovi. E' possibile che la sua ansia agisca anche nella decisione riguardante il professionista da consultare. Scoprirà che uno dei modi per liberarsi dall'ansia è proprio andare avanti proprio quando essa ci vuole fermi e incapaci. Faccia questo passo e, quale che sia il professionista che sceglierà, avrà sempre la possibilità di tornare indietro e riprovare. L'apprendimento ha bisogno dell'errore, quindi ben venga l'errore se il risultato sarà una crescita personale.
Resto a disposizione, anche online. Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
scegliere il giusto professionista o la modalità migliore di intervento psicologico può essere difficile. Questo accade perché non si è in grado di prevedere come si svolgeranno le cose e l'ignoto può spaventare. Ciò sta creando procrastinazione e alibi per continuare a cercare senza prendere effettivamente una decisione.
La verità è che non c'è un professionista giusto in assoluto e, quindi, ogni scelta lascerà dei dubbi, almeno all'inizio. Ma iniziare un percorso è l'unico modo per capire se può esserle utile per risolvere i suoi problemi di ansia.
La curiosità e la pazienza devono essere requisiti fondamentali. Curiosità per apprendere un metodo, per sviluppare delle strategie, per saperne di più del funzionamento della mente. Pazienza perché ci vuole tempo per rompere degli schemi radicati e delle abitudini, e crearne di nuove più vantaggiose.
Questa piattaforma dove ci scrive consente di intraprendere percorsi online con grande professionalità e riservatezza. L'utilizzo della videochiamata e della messaggistica sono confidenziali e rispondono a tutte le norme sulla privacy. Pertanto, se dovesse scegliere un professionista online, avrà un trattamento del tutto simile all'intervento in studio.
L'indecisione è una caratteristica tipica dell'ansia: la mente ci frena nel fare delle scelte, nel prendere iniziative o adottare comportamenti nuovi. E' possibile che la sua ansia agisca anche nella decisione riguardante il professionista da consultare. Scoprirà che uno dei modi per liberarsi dall'ansia è proprio andare avanti proprio quando essa ci vuole fermi e incapaci. Faccia questo passo e, quale che sia il professionista che sceglierà, avrà sempre la possibilità di tornare indietro e riprovare. L'apprendimento ha bisogno dell'errore, quindi ben venga l'errore se il risultato sarà una crescita personale.
Resto a disposizione, anche online. Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
Salve,
da quello che scrive si sente chiaramente il bisogno di aiuto e, allo stesso tempo, una grande difficoltà a “fermarsi” su qualcuno. Più che il problema di trovare lo psicologo giusto, sembra emergere una certa angoscia nel momento in cui il contatto diventa possibile: la voce non convince, l’impressione è “troppo seria”, l’apparenza non va bene, si rinuncia proprio quando si sta per iniziare. È come se ogni dettaglio diventasse un motivo per tirarsi indietro.
In questi casi spesso non è tanto la persona davanti a lei a non andare bene, quanto ciò che su quella persona viene proiettato. Cercare di “matchare” perfettamente qualcuno prima ancora di iniziare rischia di diventare un modo per evitare l’esperienza stessa della relazione terapeutica. Anche il fatto di cercare solo figure femminili può essere un indicatore interessante da esplorare. Tutto questo è già materiale terapeutico molto importante.
La terapia non nasce da una sensazione immediata di “piacere” o sicurezza assoluta, ma dalla possibilità di restare, di dare tempo a un incontro di costruirsi.
Forse il passo più utile ora non è trovare la persona perfetta, ma scegliere qualcuno sufficientemente affidabile e permettersi di non scappare subito, portando proprio lì i dubbi, le indecisioni, le svalutazioni lecite, che uno psicologo/a può essere in grado di accogliere.
Resto disponibile anche per una seduta online, Dott.ssa Jessica Servidio.
da quello che scrive si sente chiaramente il bisogno di aiuto e, allo stesso tempo, una grande difficoltà a “fermarsi” su qualcuno. Più che il problema di trovare lo psicologo giusto, sembra emergere una certa angoscia nel momento in cui il contatto diventa possibile: la voce non convince, l’impressione è “troppo seria”, l’apparenza non va bene, si rinuncia proprio quando si sta per iniziare. È come se ogni dettaglio diventasse un motivo per tirarsi indietro.
In questi casi spesso non è tanto la persona davanti a lei a non andare bene, quanto ciò che su quella persona viene proiettato. Cercare di “matchare” perfettamente qualcuno prima ancora di iniziare rischia di diventare un modo per evitare l’esperienza stessa della relazione terapeutica. Anche il fatto di cercare solo figure femminili può essere un indicatore interessante da esplorare. Tutto questo è già materiale terapeutico molto importante.
La terapia non nasce da una sensazione immediata di “piacere” o sicurezza assoluta, ma dalla possibilità di restare, di dare tempo a un incontro di costruirsi.
Forse il passo più utile ora non è trovare la persona perfetta, ma scegliere qualcuno sufficientemente affidabile e permettersi di non scappare subito, portando proprio lì i dubbi, le indecisioni, le svalutazioni lecite, che uno psicologo/a può essere in grado di accogliere.
Resto disponibile anche per una seduta online, Dott.ssa Jessica Servidio.
Gentile ragazza, grazie per il tempo e la sincerità con cui ha condiviso il suo vissuto. Dalle suo parole emerge una grande attenzione verso se stessa e una buona consapevolezza dei propri bisogni. Può accadere di incontrare difficoltà nel relazionarsi con un professionista, soprattutto nelle fasi iniziali di un percorso terapeutico. Proprio per questo, sento di suggerirle di provare e, se è possibile, di andare oltre la prima seduta, portando all'interno della relazione terapeutica tutto ciò che il primo incontro ha suscitato in lei. Anche le eventuali difficoltà o sensazioni di disagio emerse dopo un solo incontro possono diventare materiale importante di lavoro e possono essere condivise con il professionista che ha di fronte che la aiuterà a fare chiarezza. Sarà sempre lei a decidere se continuare, ma confrontarsi le potrebbe permettere di avere dei chiarimenti riguardo i suoi dubbi. Le auguro di trovare uno spazio sicuro, che non dipende dalla modalità del colloquio (online o in presenza) poiché entrambe possono essere valide alternative. La terapia è un percorso che si costruisce insieme, e anche i dubbi, indecisioni o ciò che resta in sospeso dopo una seduta possono diventare parte integrante del processo terapeutico. Cordialmente
Gentile utente, la sua difficoltà è comprensibile: la scelta dello psicologo può attivare ansia e molta indecisione. È normale che il primo colloquio non sempre “convinca”, perché serve tempo per costruire fiducia. Può essere utile concedersi 2–3 incontri prima di valutare se la persona è adatta a lei. Anche la modalità online è una possibilità valida, soprattutto se riduce le sue paure logistiche. L’aspetto più importante è che si senta sufficientemente accolta e libera di esprimersi, più che cercare da subito “la persona perfetta”. Un caro saluto
Salve, prosegua la sua ricerca e non si abbatta. Spesso può essere utile affidarsi semplicemente alle proprie sensazioni, che poi confermerà o meno nel corso dei colloqui.
All'inizio si agisce un po' "a scatola chiusa" poi si decide se affidarsi o meno. Forza!
All'inizio si agisce un po' "a scatola chiusa" poi si decide se affidarsi o meno. Forza!
Ciao, da quello che scrivi si sente tutta l’ansia e la fatica di questo momento, ed è comprensibile sentirsi così quando si cerca qualcuno a cui affidarsi.
Trovare lo psicologo “giusto” richiede tempo e ascoltare le proprie sensazioni è già un primo passo importante.
Se può aiutarti, puoi dare uno sguardo al mio profilo Instagram: lì trovi contenuti e video che raccontano il mio modo di lavorare e possono darti un primo approccio a me.
Anche il primo colloquio serve solo a capire se ti senti accolta, senza impegni.
Se lo vorrai, resto a disposizione per parlarne insieme.
Ti aspetto, Dott.ssa Alessandra Corti
Trovare lo psicologo “giusto” richiede tempo e ascoltare le proprie sensazioni è già un primo passo importante.
Se può aiutarti, puoi dare uno sguardo al mio profilo Instagram: lì trovi contenuti e video che raccontano il mio modo di lavorare e possono darti un primo approccio a me.
Anche il primo colloquio serve solo a capire se ti senti accolta, senza impegni.
Se lo vorrai, resto a disposizione per parlarne insieme.
Ti aspetto, Dott.ssa Alessandra Corti
Capisco perfettamente ciò che dice. Per molti giovani l'incontro vis a vis può risultare impegnativo ed attivare emozioni intense. Il percorso online potrebbe essere una valida possibilità e in alcuni momenti rende più facile la probabilità di iniziare. Provi a valutare cosa la farebbe sentire maggiormente a proprio agio.
Salve, grazie per aver condiviso con sincerità la tua esperienza e le tue difficoltà. È assolutamente normale sentirsi insicuri o indecisi quando si cerca uno psicologo, soprattutto perché il rapporto di fiducia è fondamentale e non sempre si instaura subito. Trovare la persona giusta può richiedere tempo: alcune persone hanno bisogno di provare più professionisti prima di sentirsi a proprio agio, e questo non significa che ci sia qualcosa che non va in te o nel percorso di terapia.
Può essere utile riflettere su alcuni punti: la vicinanza geografica è importante, ma lo è ancora di più la sensazione di ascolto, empatia e comprensione che senti durante il primo contatto; le prime impressioni via messaggio possono essere diverse da quelle in videochiamata o in presenza, quindi provare una seduta online potrebbe essere un’alternativa valida, soprattutto se ti senti più tranquilla a casa tua. I test o quiz online possono dare indicazioni generali, ma non sostituiscono il contatto reale con lo psicologo, che resta fondamentale per capire se c’è sintonia.
Un piccolo consiglio pratico: potresti provare a fissare un primo colloquio breve con un paio di professionisti diversi, senza obbligo di continuare, per capire chi ti fa sentire più ascoltata e compresa. L’importante è iniziare a parlare di ciò che senti e non rimanere bloccata dall’indecisione.
In ogni caso, approfondire queste riflessioni con uno specialista rimane il passo più efficace per trovare un percorso adatto a te.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Può essere utile riflettere su alcuni punti: la vicinanza geografica è importante, ma lo è ancora di più la sensazione di ascolto, empatia e comprensione che senti durante il primo contatto; le prime impressioni via messaggio possono essere diverse da quelle in videochiamata o in presenza, quindi provare una seduta online potrebbe essere un’alternativa valida, soprattutto se ti senti più tranquilla a casa tua. I test o quiz online possono dare indicazioni generali, ma non sostituiscono il contatto reale con lo psicologo, che resta fondamentale per capire se c’è sintonia.
Un piccolo consiglio pratico: potresti provare a fissare un primo colloquio breve con un paio di professionisti diversi, senza obbligo di continuare, per capire chi ti fa sentire più ascoltata e compresa. L’importante è iniziare a parlare di ciò che senti e non rimanere bloccata dall’indecisione.
In ogni caso, approfondire queste riflessioni con uno specialista rimane il passo più efficace per trovare un percorso adatto a te.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buonasera, la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità questo momento di fatica. Da ciò che scrive emerge chiaramente un bisogno autentico di essere ascoltata e compresa, ma anche una forte ansia legata alla scelta, che rischia di bloccarLa proprio quando sta cercando di prendersi cura di sé. È una dinamica molto frequente, e non c’è nulla di “sbagliato” in Lei.
Trovare lo psicologo o la psicologa “giusta” non è un atto razionale e immediato, ma un processo. Spesso si immagina che debba scattare subito una certezza, una sensazione chiara di fiducia, mentre nella realtà il primo incontro può risultare strano, freddo, o semplicemente diverso da come lo si era immaginato. Questo non significa automaticamente che quella persona non sia adatta, ma che Lei stava entrando in uno spazio nuovo, intimo, che naturalmente può attivare difese, dubbi e insicurezze.
Il fatto che Lei abbia rinunciato più volte all’ultimo momento non parla di indecisione “caratteriale”, ma di una parte ansiosa che sta cercando di proteggerLa: scegliere uno psicologo significa esporsi, affidarsi, e questo può fare paura. Anche l’attenzione che pone al tono di voce, all’impressione di “troppa serietà”, è comprensibile: sta cercando qualcuno con cui sentirsi al sicuro, non giudicata, non messa sotto esame.
Rispetto alle Sue domande pratiche:
-La terapia online può essere una buona opzione, soprattutto se l’ansia legata agli spostamenti è elevata. Non è una scelta di “serie B”: per molte persone è un primo passo più accessibile.
-Le piattaforme con questionari possono aiutare a restringere il campo, ma non sostituiscono la sensazione soggettiva. Possono essere un punto di partenza, non una garanzia.
-È assolutamente legittimo chiedere un breve colloquio telefonico esplicitamente orientato a capire se ci si può trovare bene. La relazione terapeutica è uno strumento di lavoro, non un dettaglio secondario.
Vorrei anche dirLe una cosa importante: non è necessario “convincersi” prima di iniziare. A volte è proprio il percorso che aiuta a chiarire cosa si sta cercando e di cosa si ha bisogno. Può concedersi il permesso di provare 2–3 incontri senza l’obbligo di decidere subito. La scelta può maturare strada facendo.
Lei scrive una frase molto significativa: “so di aver bisogno di parlare con qualcuno che mi ascolti”. Questo è già un punto fermo, e merita rispetto. Si affidi a questo bisogno, più che alla ricerca della decisione perfetta. Rimango a disposizione, un caro saluto!
Trovare lo psicologo o la psicologa “giusta” non è un atto razionale e immediato, ma un processo. Spesso si immagina che debba scattare subito una certezza, una sensazione chiara di fiducia, mentre nella realtà il primo incontro può risultare strano, freddo, o semplicemente diverso da come lo si era immaginato. Questo non significa automaticamente che quella persona non sia adatta, ma che Lei stava entrando in uno spazio nuovo, intimo, che naturalmente può attivare difese, dubbi e insicurezze.
Il fatto che Lei abbia rinunciato più volte all’ultimo momento non parla di indecisione “caratteriale”, ma di una parte ansiosa che sta cercando di proteggerLa: scegliere uno psicologo significa esporsi, affidarsi, e questo può fare paura. Anche l’attenzione che pone al tono di voce, all’impressione di “troppa serietà”, è comprensibile: sta cercando qualcuno con cui sentirsi al sicuro, non giudicata, non messa sotto esame.
Rispetto alle Sue domande pratiche:
-La terapia online può essere una buona opzione, soprattutto se l’ansia legata agli spostamenti è elevata. Non è una scelta di “serie B”: per molte persone è un primo passo più accessibile.
-Le piattaforme con questionari possono aiutare a restringere il campo, ma non sostituiscono la sensazione soggettiva. Possono essere un punto di partenza, non una garanzia.
-È assolutamente legittimo chiedere un breve colloquio telefonico esplicitamente orientato a capire se ci si può trovare bene. La relazione terapeutica è uno strumento di lavoro, non un dettaglio secondario.
Vorrei anche dirLe una cosa importante: non è necessario “convincersi” prima di iniziare. A volte è proprio il percorso che aiuta a chiarire cosa si sta cercando e di cosa si ha bisogno. Può concedersi il permesso di provare 2–3 incontri senza l’obbligo di decidere subito. La scelta può maturare strada facendo.
Lei scrive una frase molto significativa: “so di aver bisogno di parlare con qualcuno che mi ascolti”. Questo è già un punto fermo, e merita rispetto. Si affidi a questo bisogno, più che alla ricerca della decisione perfetta. Rimango a disposizione, un caro saluto!
Gentile Signora,
la ringrazio per aver scritto in un momento di ansia e di incertezza. Da quello che racconta emerge con molta chiarezza un bisogno autentico di aiuto, ma anche una grande fatica nel fidarsi, nel “sentire” che la persona dall’altra parte possa davvero essere quella giusta. Questa ambivalenza è molto più comune di quanto si pensi, soprattutto quando si sta attraversando un periodo delicato.
Cercare uno psicologo non è come scegliere un servizio qualunque. Non si cerca solo una competenza tecnica, ma una relazione. È comprensibile, quindi, che Lei abbia provato ad ascoltare la voce, a cogliere il modo di rispondere, il tono, la presenza. Il fatto che alcune risposte Le siano sembrate fredde, distanti o “troppo serie” non significa che Lei stia sbagliando o che sia troppo esigente: significa che sta cercando qualcuno con cui poter sentire un minimo di sicurezza.
Allo stesso tempo, può accadere che l’ansia renda molto difficile affidarsi. Quando si è in uno stato di allerta, ogni dettaglio può diventare un motivo per tirarsi indietro: una sensazione vaga, un’impressione, un dubbio che cresce e porta alla rinuncia. Non perché la persona non sia adatta, ma perché esporsi fa paura. Il primo colloquio, spesso, non è tanto un incontro con lo psicologo quanto con la propria vulnerabilità.
Il sentirsi “strana” dopo una prima seduta non è necessariamente un segnale negativo. A volte indica semplicemente che si è toccato qualcosa di nuovo, o che non si è ancora trovato il proprio spazio all’interno della relazione. È anche vero, però, che il diritto di non continuare c’è sempre: il punto non è forzarsi, ma comprendere cosa rende così difficile restare.
Rispetto alla modalità online o alle piattaforme con quiz, possono essere strumenti utili per iniziare, soprattutto se riducono l’ansia logistica o quella legata allo spostamento. Tuttavia, nessun algoritmo può sostituire completamente l’esperienza viva dell’incontro. La “persona giusta” non si riconosce sempre subito: a volte si costruisce nel tempo, se c’è la possibilità di sentirsi accolti e non giudicati.
Lei scrive una frase molto importante: *“so di aver bisogno di parlare con qualcuno che mi ascolti”*. Questo è il punto centrale. Prima ancora dei consigli o delle risposte, c’è il bisogno di uno spazio in cui poter essere sé stessa, con i dubbi, l’indecisione, l’ansia e anche la paura di sbagliare terapeuta.
Un colloquio conoscitivo può servire proprio a questo: non a “impegnarsi”, ma a fare un primo incontro, capire come si sente in quella relazione, dare voce alle Sue esitazioni senza doverle nascondere. Anche dire “ho paura, non so se mi fido, sono molto indecisa” può essere già parte del lavoro.
Se lo desidera, resto disponibile ad accoglierLa per un primo colloquio conoscitivo, uno spazio senza obblighi e senza pressioni, in cui poter chiarire insieme cosa sta cercando e di cosa ha bisogno in questo momento della Sua vita. A volte il primo passo non è trovare la persona giusta, ma permettersi di iniziare a cercarla senza sentirsi sbagliati.
la ringrazio per aver scritto in un momento di ansia e di incertezza. Da quello che racconta emerge con molta chiarezza un bisogno autentico di aiuto, ma anche una grande fatica nel fidarsi, nel “sentire” che la persona dall’altra parte possa davvero essere quella giusta. Questa ambivalenza è molto più comune di quanto si pensi, soprattutto quando si sta attraversando un periodo delicato.
Cercare uno psicologo non è come scegliere un servizio qualunque. Non si cerca solo una competenza tecnica, ma una relazione. È comprensibile, quindi, che Lei abbia provato ad ascoltare la voce, a cogliere il modo di rispondere, il tono, la presenza. Il fatto che alcune risposte Le siano sembrate fredde, distanti o “troppo serie” non significa che Lei stia sbagliando o che sia troppo esigente: significa che sta cercando qualcuno con cui poter sentire un minimo di sicurezza.
Allo stesso tempo, può accadere che l’ansia renda molto difficile affidarsi. Quando si è in uno stato di allerta, ogni dettaglio può diventare un motivo per tirarsi indietro: una sensazione vaga, un’impressione, un dubbio che cresce e porta alla rinuncia. Non perché la persona non sia adatta, ma perché esporsi fa paura. Il primo colloquio, spesso, non è tanto un incontro con lo psicologo quanto con la propria vulnerabilità.
Il sentirsi “strana” dopo una prima seduta non è necessariamente un segnale negativo. A volte indica semplicemente che si è toccato qualcosa di nuovo, o che non si è ancora trovato il proprio spazio all’interno della relazione. È anche vero, però, che il diritto di non continuare c’è sempre: il punto non è forzarsi, ma comprendere cosa rende così difficile restare.
Rispetto alla modalità online o alle piattaforme con quiz, possono essere strumenti utili per iniziare, soprattutto se riducono l’ansia logistica o quella legata allo spostamento. Tuttavia, nessun algoritmo può sostituire completamente l’esperienza viva dell’incontro. La “persona giusta” non si riconosce sempre subito: a volte si costruisce nel tempo, se c’è la possibilità di sentirsi accolti e non giudicati.
Lei scrive una frase molto importante: *“so di aver bisogno di parlare con qualcuno che mi ascolti”*. Questo è il punto centrale. Prima ancora dei consigli o delle risposte, c’è il bisogno di uno spazio in cui poter essere sé stessa, con i dubbi, l’indecisione, l’ansia e anche la paura di sbagliare terapeuta.
Un colloquio conoscitivo può servire proprio a questo: non a “impegnarsi”, ma a fare un primo incontro, capire come si sente in quella relazione, dare voce alle Sue esitazioni senza doverle nascondere. Anche dire “ho paura, non so se mi fido, sono molto indecisa” può essere già parte del lavoro.
Se lo desidera, resto disponibile ad accoglierLa per un primo colloquio conoscitivo, uno spazio senza obblighi e senza pressioni, in cui poter chiarire insieme cosa sta cercando e di cosa ha bisogno in questo momento della Sua vita. A volte il primo passo non è trovare la persona giusta, ma permettersi di iniziare a cercarla senza sentirsi sbagliati.
Buonasera, Se vuole, posso chiamarLa e parliamo un po', senza impegno, per capire quali sono i motivi che la spingono a chiedere una consulenza. Capisco che a volte ci siano paure e insicurezze quando si pensa di andare da uno psicologo, ma mi creda, si tratta solo di un altro rapporto umano, dove la cosa più importante è la fiducia tra il paziente e lo psicologo.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Mariana Colman
Cordiali saluti,
Dott.ssa Mariana Colman
Salve, grazie per aver scritto. Trovare lo psicologo giusto non è una scelta immediata. È normale sentirsi indecise e percepire che “non convince”. La relazione terapeutica è una parte centrale del lavoro: è prima di tutto uno spazio umano, che si costruisce nel tempo. Non sempre la sensazione giusta arriva subito, e spesso ha bisogno di qualche incontro per prendere forma. All’inizio può capitare di sentirsi a disagio o confuse: parlare di sé, esporsi, incontrare qualcuno che ascolta con attenzione può muovere emozioni nuove. Questo non è necessariamente un segnale che “non va bene”, ma può far parte del processo. La domanda importante da porti è se, anche dentro quell’incertezza, ti senti rispettata, accolta, presa sul serio.
Può aiutarti considerare anche aspetti pratici: la distanza, la possibilità di arrivarci in auto, il sentirti sufficientemente al sicuro nel raggiungere lo studio. Anche il lavoro online può essere una scelta valida: non è meno autentico, è semplicemente un’altra forma di incontro.
Forse oggi il passo più gentile è permetterti di fare un tentativo senza pretendere certezze assolute. Puoi concederti uno o due incontri e poi ascoltare come ti senti. La relazione terapeutica, come ogni relazione significativa, si comprende vivendola. Fidati del tuo bisogno: è già una bussola. La chiarezza spesso nasce dentro la relazione, non prima di entrarci.
Può aiutarti considerare anche aspetti pratici: la distanza, la possibilità di arrivarci in auto, il sentirti sufficientemente al sicuro nel raggiungere lo studio. Anche il lavoro online può essere una scelta valida: non è meno autentico, è semplicemente un’altra forma di incontro.
Forse oggi il passo più gentile è permetterti di fare un tentativo senza pretendere certezze assolute. Puoi concederti uno o due incontri e poi ascoltare come ti senti. La relazione terapeutica, come ogni relazione significativa, si comprende vivendola. Fidati del tuo bisogno: è già una bussola. La chiarezza spesso nasce dentro la relazione, non prima di entrarci.
Buongiorno,
a fronte della sua domanda comprendo che da una parte c’è il bisogno di essere ascoltata e trovare una figura che possa esserle di supporto; dall’altro lato colgo la difficoltà nel trovare una persona con la quale sente di avere “il giusto feeling”. In tal senso, le lascio qui degli spunti su cui riflettere affinchè possa avere più elementi per valutare la sua scelta. Il primo aspetto da considerare è che non esiste uno psicologo “giusto in assoluto”: la sensazione di non essere convinta, di sentirsi “strana” o di percepire una distanza emotiva durante una prima seduta non è un fallimento, ma un’informazione preziosa poichè l’alleanza terapeutica è una parte centrale del lavoro. Capita spesso che una prima esperienza non funzioni e che ci siano disallineamenti. L’importante è verbalizzarli il prima possibile e fare un nuovo tentativo. Arrivo quindi al secondo punto per cui la scelta dello psicologo non è qualcosa di definitivo: le prime sedute servono proprio a questo, a conoscersi e fare le proprie valutazioni. E’ importante, in questa circostanza, essere aperti: se non ci apriamo apertamente con il terapeuta, che ci deve aiutare proprio sotto il profilo relazionale, con chi dovremmo farlo?.
L’altro punto riguarda la terapia online o in presenza: entrambe le modalità possono essere valide (per l’online, è importante che vi siano le condizioni sufficienti in termini di gravità della situazione: certe situazioni gravi non si possono seguire online) e presentano delle differenze (la presenza può dare un senso maggiore di contenimento e concretezza, ma richiede spostamenti che per lei sembrano attivare ansia; l’online è più accessibile, meno attivante dal punto di vista logistico). In merito all’online, piattaforme e quiz possono talvolta fungere da primo orientamento, ma non sostituiscono la valutazione professionale.
Tutto questo per avvalorare quanto le dicevo in partenza e spero di averle fornito spunti utili su cui riflettere.
Un caro saluto,
Dottssa LM
a fronte della sua domanda comprendo che da una parte c’è il bisogno di essere ascoltata e trovare una figura che possa esserle di supporto; dall’altro lato colgo la difficoltà nel trovare una persona con la quale sente di avere “il giusto feeling”. In tal senso, le lascio qui degli spunti su cui riflettere affinchè possa avere più elementi per valutare la sua scelta. Il primo aspetto da considerare è che non esiste uno psicologo “giusto in assoluto”: la sensazione di non essere convinta, di sentirsi “strana” o di percepire una distanza emotiva durante una prima seduta non è un fallimento, ma un’informazione preziosa poichè l’alleanza terapeutica è una parte centrale del lavoro. Capita spesso che una prima esperienza non funzioni e che ci siano disallineamenti. L’importante è verbalizzarli il prima possibile e fare un nuovo tentativo. Arrivo quindi al secondo punto per cui la scelta dello psicologo non è qualcosa di definitivo: le prime sedute servono proprio a questo, a conoscersi e fare le proprie valutazioni. E’ importante, in questa circostanza, essere aperti: se non ci apriamo apertamente con il terapeuta, che ci deve aiutare proprio sotto il profilo relazionale, con chi dovremmo farlo?.
L’altro punto riguarda la terapia online o in presenza: entrambe le modalità possono essere valide (per l’online, è importante che vi siano le condizioni sufficienti in termini di gravità della situazione: certe situazioni gravi non si possono seguire online) e presentano delle differenze (la presenza può dare un senso maggiore di contenimento e concretezza, ma richiede spostamenti che per lei sembrano attivare ansia; l’online è più accessibile, meno attivante dal punto di vista logistico). In merito all’online, piattaforme e quiz possono talvolta fungere da primo orientamento, ma non sostituiscono la valutazione professionale.
Tutto questo per avvalorare quanto le dicevo in partenza e spero di averle fornito spunti utili su cui riflettere.
Un caro saluto,
Dottssa LM
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