Proprio oggi credo di aver avuto una ricaduta. A giugno sono finita dallo psichiatra con diagnosi "d
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Proprio oggi credo di aver avuto una ricaduta. A giugno sono finita dallo psichiatra con diagnosi "disturbi gravi dell'ansia": piangevo, vomitavo, ero assente e avevo crisi o attacchi di panico che mi duravano anche 3/4 ore. Dopo quasi 3 mesi di cura ho deciso io di sospendere le gocce, e stavo da Dio! Oggi invece mi sento come all' inizio del percorso: spenta, senso di peso al petto, pensieri che vanno e vengono ma con una differenza rispetto all' inizio: niente attacchi o crisi di panico. Proprio oggi ho avuto una seduta, il dottore mi ha consigliato di riprendere le gocce di En, dimezzando solo qualche dose e dicendomi che ognuno ha il proprio tempo, di non avere fretta perché passa e solo il tempo mi farà imparare a gestire il tutto e a vivere tranquillamente. Però è dura, a giugno ho rischiato il ricovero, mentre ora so già di cosa si tratta, ho già rispreso la terapia che stupidamente ho interrotto ed aspetto che passi come mi è passata prima,con la consapevolezza che ci sono già passata, l'ho superata e succederà così anche questa . Anche secondo voi è una ricaduta? O semplice stress? Non lo so,so solo che sono un pò spaventata .....a giugno avevo perso persino 4kg in 3 giorni...non voglio ritornare come a giugno. Tutti i consigli sono bene accetti. Buona giornata
Gentile Signora, sulla base della diagnosi che lei indica può essere una buona possibilità iniziare una psicoterapia poiché le difficoltà come quelle che lei indica possono essere affrontate anche con queste tecniche. Le ragioni che la spingono a cercare di capire se si tratta o meno di una "ricaduta" sono molto chiare e sicuramente lo psichiatra le avrà dato indicazioni a questo riguardo, pertanto perché non valutare l'opportunità di iniziare una psicoterapia? Un cordiale saluto
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Gentile utente, da quello che scrive non riesco a capire se con lo psichiatra abbia fatto anche un percorso psicoterapeutico o no. Se così non fosse e avesse solo intrapreso la cura farmacologica, è normale che l'ansia si sia ripresentata. Il farmaco aiuta ad eliminare il sintomo, ma non la causa. Solo una psicoterapia permette di capire da dove si origina il sintomo e produrre un cambiamento per trovare un equilibrio migliore.
Io utilizzo anche l'EMDR, particolarmente efficace per questi disrturbi.
Un caro saluto.
Io utilizzo anche l'EMDR, particolarmente efficace per questi disrturbi.
Un caro saluto.
Gentile utente, gli elementi che racconta sembrano un po’ confusi e non sufficienti per un “consiglio”. Sarebbe utile pensare un percorso psicoterapeutico che la possa sostenere nel riflettere su cosa sta succedendo, perché proprio in questo momento della sua vita, e provare a mettere un po’ d’ordine rispetto a cosa intente per ricaduta. Cadere o ricadere rispetto a cosa? Un equilibrio precario, segnata dall’ansia, potrebbe raccontare qualcosa rispetto al suo Mondo interno che non sta trovando voce. Un cordiale saluto Dott Elisa Galantini
Buongiorno, provi a valutare l'aiuto psicoterapeutico che abbinato alla cura farmacologica può garantirle risultati più duraturi. Un caro saluto Dr.ssa Claudia Sposini
Cara utente, non riesco a capire se con lo psichiatra sta facendo anche un percorso psicoterapeutico. Se così non fosse, questo è il consiglio che posso darle, inizi un percorso che la aiuterà ad uscire dalla prigione dell'ansia.
Un saluto.
Se ha dubbi o domande sono qui.
Dott.ssa Federica Leonardi
Un saluto.
Se ha dubbi o domande sono qui.
Dott.ssa Federica Leonardi
Cara utente, tra le righe della sua richiesta si legge che forse è tempo di abbandonare le "gocce" e provare, con l'aiuto di un professionista, a curare l'ansia con la psicoterapia. si può, funziona e trarrebbe beneficio.
Dr.ssa Lacchini Carla
Dr.ssa Lacchini Carla
Buonasera. Concordo con la collega: leggendo la sua lettera, ho provato un senso di smarrimento, forse dato dai diversi tentativi e dalla amplificazione emotiva. Ci dice di aver rischiato il ricovero, di aver interrotto la terapia dopo solo 3 mesi, ci chiede dei consigli, ma in fondo è già in cura da un'altra persona. Forse ci sono degli aspetti che confliggono in lei e che le fanno fare mille giravolte su stessa, con il rischio di avvitarcisi dentro. Segua una strada sola, quella della fiducia!
Cara signora, quello che conta sapere è che sta nuovamente male... Io non lascerei dipendere la sua salute psicologica esclusivamente dai farmaci. Il farmaco non cambia i pensieri, non fa affrontare i timori... Le consiglio assolutamente una Psicoterapia cognitivo comportamentale. In bocca al lupo!
Buonasera. Credo che sia importante a fronte del disagio che descrive seguire la terapia farmacologica che può essere di aiuto. Capisco che si senta anche molto spaventata al pensiero di rivivere ciò che ha passato. Ad ogni modo un suggerimento è quello di affiancare alla terapia farmacologica un percorso psicologico che possa aiutarla e supportarla nella comprensione e gestione del suo disturbo. La psicoterapia funziona e potrebbe esserle di aiuto a capire cosa le sta accadendo. Un caro saluto Dot.sa Demontis Maria Gonaria
Gentile utente, il disagio che riporta, così come la diagnosi che le è stata fatta, potrebbero trarre enorme beneficio da un percorso psicoterapeutico, affiancato alla terapia farmacologica che già sta intraprendendo. Infatti, la sola assunzione dei farmaci potrebbe non essere abbastanza. Un caro saluto
Gentile signora, lei stessa ha fatto esperienza del fatto che quando sospende la cura ha delle RICADUTE, come le chiama lei, quindi le consiglio di iniziare un percorso di psicoterapia per individuare e lavorare sulla causa dei sintomi. il farmaco è il sonnifero dei suoi sintomi ma non è la soluzione al motivo che li scatena. Saluti.
dott. Leonardo Ricci
dott. Leonardo Ricci
Buonasera, concordo con quanto espresso dai colleghi: associ al trattamento farmacologico un percorso di psicoterapia. Auspicabile sarebbe se i due specialisti si mettessero in contatto.
Cordiali saluti, dott.S.Fontani
Cordiali saluti, dott.S.Fontani
Buon giorno,
Per poter fare un ulteriore passo sarebbe necessario lavorare sul sintomo dell'ansia e sui suoi significati all'interno di una psicoterapia da associare alla farmacoterapia.
Saluti
Per poter fare un ulteriore passo sarebbe necessario lavorare sul sintomo dell'ansia e sui suoi significati all'interno di una psicoterapia da associare alla farmacoterapia.
Saluti
Gentile utente di mio dottore,
nei disturbi d'ansia solitamente è necessario un approccio di tipo integrato. Oltre ad un adeguato trattamento farmacologico è strettamente indispensabile iniziare un percorso di psicoterapia che abbia come obiettivo quello di esplorare le funzionalità del sintomo. Mentre il trattamento farmacologico tampona il malessere derivante dalla sintomatologia nel qui ed ora, una buona psicoterapia le consentirebbe di guardare ad un benessere più a lungo termine acquisendo cosi degli strumenti che col tempo potrebbero permetterle di calmarsi da sè. L'ansia è un meccanismo di difesa che probabilmente le fa da scudo nei momenti di difficoltà nella vita, col tempo potrebbe trovare una forma più adattiva con la quale poter fronteggiare determinate difficoltà.
Non rimandi, qualora non lo avesse già fatto cominci un percorso psicoterapico, vedrà che col tempo la aiuterà a stare meglio.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
nei disturbi d'ansia solitamente è necessario un approccio di tipo integrato. Oltre ad un adeguato trattamento farmacologico è strettamente indispensabile iniziare un percorso di psicoterapia che abbia come obiettivo quello di esplorare le funzionalità del sintomo. Mentre il trattamento farmacologico tampona il malessere derivante dalla sintomatologia nel qui ed ora, una buona psicoterapia le consentirebbe di guardare ad un benessere più a lungo termine acquisendo cosi degli strumenti che col tempo potrebbero permetterle di calmarsi da sè. L'ansia è un meccanismo di difesa che probabilmente le fa da scudo nei momenti di difficoltà nella vita, col tempo potrebbe trovare una forma più adattiva con la quale poter fronteggiare determinate difficoltà.
Non rimandi, qualora non lo avesse già fatto cominci un percorso psicoterapico, vedrà che col tempo la aiuterà a stare meglio.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Buonasera! Le ricadute possono far parte del percorso ma ciò che non mi è chiaro è se insieme ad i farmaci lei stia effettuando un percorso di psicoterapia che è bene affiancare ai medicinali.
Se lo sta già facendo continui ed attenda che le dinamiche cambino; in caso contrario le consiglio di cominciarlo.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Se lo sta già facendo continui ed attenda che le dinamiche cambino; in caso contrario le consiglio di cominciarlo.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Salve, è molto comune che attacchi di panico si ripresentino se non si associa alla terapia farmacologica una psicoterapia che approfondisca le cause di questo sintomo. Il farmaco è utile al controllo temporaneo dell'ansia, ma occorre poi che la persona impari a gestire l'ansia da sé e a capire cosa la determina. La psicoterapia per il superamento di attacchi di panico e ansia è un trattamento necessario e, qualora il sintomo sia sorto di recente, anche relativamente rapida nei tempi di recupero del precedente stato di benessere. Le auguro di ritrovare presto la sua serenità. cordiali saluti, Dott. ssa Chiara Barlini
Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online
Gentile signora, è proprio nei momenti di grande sofferenza, come quella che sta vivendo lei, che occorre avere informazioni corrette. In virtù della mia esperienza più che trentennale di Medico specialista in Psicologia clinica, Psicoterapeuta ed Omeopata mi sento in dovere di sottolinearle, innanzitutto, che gli psicofarmaci devono essere utilizzati solo in una situazione di emergenza, poiché non curano le cause del malessere, producono effetti collaterali negativi e presentano controindicazioni.
Attraverso i suoi sintomi lei sta comunicando a se stessa che c'è qualcosa da cambiare in meglio nel suo assetto esistenziale.
Ecco perché sono del parere che ci sia bisogno per lei, per ottenere risultati soddisfacenti, di un rapporto psicoterapeutico in cui ci sia molta accoglienza, in cui si lavori seriamente sugli aspetti inconsci che generano malessere. E' opportuno anche che la psicoterapia sia promossa e supportata da terapie innocue e naturali: la Floriterapia di Bach, l’Omeopatia Omotossicologica, la Nutraceutica, la Fitoterapia e la Psicoprobiotica. Se vuole sono a sua disposizione (telefonicamente o tramite messaggi) per ulteriori informazioni. Sono anche disponibile per una terapia on line. Cordiali saluti da Michele Iannelli!
Attraverso i suoi sintomi lei sta comunicando a se stessa che c'è qualcosa da cambiare in meglio nel suo assetto esistenziale.
Ecco perché sono del parere che ci sia bisogno per lei, per ottenere risultati soddisfacenti, di un rapporto psicoterapeutico in cui ci sia molta accoglienza, in cui si lavori seriamente sugli aspetti inconsci che generano malessere. E' opportuno anche che la psicoterapia sia promossa e supportata da terapie innocue e naturali: la Floriterapia di Bach, l’Omeopatia Omotossicologica, la Nutraceutica, la Fitoterapia e la Psicoprobiotica. Se vuole sono a sua disposizione (telefonicamente o tramite messaggi) per ulteriori informazioni. Sono anche disponibile per una terapia on line. Cordiali saluti da Michele Iannelli!
Gent.ma,
l'ansia che sperimenta ha origini e significati che riguardano la sua persona e la sua esperienza. Potrebbe esserle utile valutare l'opportunità di un trattamento psicologico o psicoterapeutico che la aiuti a gestire inizialmente il disagio e comprendere poi alcuni aspetti di sé. SG
l'ansia che sperimenta ha origini e significati che riguardano la sua persona e la sua esperienza. Potrebbe esserle utile valutare l'opportunità di un trattamento psicologico o psicoterapeutico che la aiuti a gestire inizialmente il disagio e comprendere poi alcuni aspetti di sé. SG
Accolgo con molta vicinanza questo Suo momento di smarrimento. È comprensibile che Lei si senta spaventata: la memoria di quanto accaduto a giugno è ancora vivida e il corpo, con quel senso di peso al petto, sembra volerla riportare indietro a un tempo di grande sofferenza. Tuttavia, c'è un dettaglio fondamentale che Lei stessa ha colto: oggi non ci sono attacchi di panico. Questo ci dice che, nonostante la fatica, Lei non è affatto al punto di partenza.
In un'ottica che vede l'identità come un processo relazionale e dinamico, questa "ricaduta" può essere letta non come un fallimento, ma come un segnale del Suo mondo interno che chiede ancora ascolto. Spesso, quando interrompiamo una cura farmacologica non appena ci sentiamo meglio, lo facciamo per il desiderio legittimo di sentirci "guariti" e autonomi. Tuttavia, l'ansia non è un nemico da scacciare, ma un linguaggio simbolico: a giugno ha urlato, oggi Le sta parlando con un peso al petto. Riprendere la terapia, come suggerito dal Suo medico, non è un passo indietro, ma un atto di responsabilità verso se stessa per stabilizzare quel benessere che aveva già assaporato.
Il fatto che Lei sappia già di cosa si tratta è la Sua risorsa più grande. Quella che Lei chiama "ricaduta" potrebbe essere una fase di assestamento in cui la Sua psiche impara a gestire lo stress senza dover ricorrere alle crisi violente di prima. Il tempo di cui parla il Suo dottore non è un tempo vuoto, ma il tempo necessario affinché Lei possa integrare queste fragilità nella Sua vita, senza che esse debbano più tradursi in vomito o pianti inconsolabili.
La psicoterapia può aiutarLa a esplorare cosa si nasconda dietro quel peso al petto, affinché le "gocce" siano un sostegno temporaneo mentre Lei costruisce una sicurezza interna più solida. Non permetta alla paura di oscurare i progressi che ha già fatto: la strada verso la guarigione non è una linea retta, ma un percorso fatto di soste e ripartenze.
In questo momento di stanchezza, quale pensiero o attività Le ha dato più sollievo durante i tre mesi in cui si è sentita bene, e che potrebbe riprendere oggi per prendersi cura di sé?
Dottssa Giovanna Costanzo
In un'ottica che vede l'identità come un processo relazionale e dinamico, questa "ricaduta" può essere letta non come un fallimento, ma come un segnale del Suo mondo interno che chiede ancora ascolto. Spesso, quando interrompiamo una cura farmacologica non appena ci sentiamo meglio, lo facciamo per il desiderio legittimo di sentirci "guariti" e autonomi. Tuttavia, l'ansia non è un nemico da scacciare, ma un linguaggio simbolico: a giugno ha urlato, oggi Le sta parlando con un peso al petto. Riprendere la terapia, come suggerito dal Suo medico, non è un passo indietro, ma un atto di responsabilità verso se stessa per stabilizzare quel benessere che aveva già assaporato.
Il fatto che Lei sappia già di cosa si tratta è la Sua risorsa più grande. Quella che Lei chiama "ricaduta" potrebbe essere una fase di assestamento in cui la Sua psiche impara a gestire lo stress senza dover ricorrere alle crisi violente di prima. Il tempo di cui parla il Suo dottore non è un tempo vuoto, ma il tempo necessario affinché Lei possa integrare queste fragilità nella Sua vita, senza che esse debbano più tradursi in vomito o pianti inconsolabili.
La psicoterapia può aiutarLa a esplorare cosa si nasconda dietro quel peso al petto, affinché le "gocce" siano un sostegno temporaneo mentre Lei costruisce una sicurezza interna più solida. Non permetta alla paura di oscurare i progressi che ha già fatto: la strada verso la guarigione non è una linea retta, ma un percorso fatto di soste e ripartenze.
In questo momento di stanchezza, quale pensiero o attività Le ha dato più sollievo durante i tre mesi in cui si è sentita bene, e che potrebbe riprendere oggi per prendersi cura di sé?
Dottssa Giovanna Costanzo
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