Perché alcuni uomini infelici e/o depressi iniziano per scelta loro di iniziare una relazione con un

Perché alcuni uomini infelici e/o depressi iniziano per scelta loro di iniziare una relazione con una persona ma dopo poco chiudono la relazione perché non riescono a portarla avanti perché dicono di stare male.?

25 risposte


Salve, non esistono risposte facili a domande complesse. Bisognerebbe avere più dettagli della situazione per capire come possa essere avvenuta una situazione di questo tipo, Probabilmente questa persona già all'inizio era in partenza dubbiosa ma dopo qualche tempo le perplessità sono venute a galla. comprendo che questo possa disorientare ma succede. Cordialmente, dott FDL

Ottieni una risposta grazie al consulto online

Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.


Buonasera Gentile Utente, è difficile rispondere alla sua domanda avendo così poche informazioni. Ogni persona è unica e i significati che sottendono le nostre scelte possono essere difficili da comprendere. Ha provato a parlarne con il diretto interessato? Cordialmente, dott. Simeoni


Buonasera, impossibile rispondere, le dinamiche sottese ad un comportamento sono estremamente soggettive e lei dà veramente poche informazioni. Comprendo invece lo stato d'animo di colei che ha vissuto una situazione di questo tipo e la conseguente delusione, che va in ogni caso elaborata. Cordialmente, dr.ssa Daniela Benvenuti


Salve, Il filosofo Kant direbbe che non.è importante darsi le risposte giuste ma farsi le domande giuste. E la sua è una domanda indecidibile, a cui cioè non è oossibile dare una risposta esatta. Anzi, domande come la sua possono essre pericolose perchè possono aprire un loop di domande e risposte che possono alimentare i suoi.dubbi. Che fare? Se non riesce a fermare da solo tali domande indecidibili evitando di cercare risposte, si rivolga ad un professionista che l'aiuterà. Un caro saluto

Dr. Vincenzo Cappon

Dr. Vincenzo Cappon

psicologo

Castiglione delle Stiviere

Prenota visita

Le persone si chiedono troppo poco spesso cosa vogliono davvero e in cosa consiste la loro infelicita. Molto spesso, la confondono con depressione mentre potrebbe essere solo mancanza di stimoli. Nella relazione che hanno o nella loro vita in generale. Per statistica,molte persone interrompono una relazione per motivi non strettamente dipendenti alla relazione stessa ma per insoddisfazione personale. Credono che avventurandosi in un 'altra storia stiano meglio. Questo capita, ma per un po di tempo . Fino a quando cioè non torna il senso di vuoto e la mancanza di stimoli. Stavolta con l'aggiunta delle difficoltà dovute alla rottura ( e ri-rottura) di una relazione. Il primo step per una vita felice è sempre chiedersi in cosa consista la felicità ( per se stessi). A presto


Gentile utente, ogni persona ha una storia personale che influisce nella scelta. Questo riguarda sia chi viene"rifiutato"sia chi sceglie questo tipo di uomini. Indagarne le motivazioni, in un contesto professionale, aiuta ad evitare di perpetuare inizi ed epiloghi sempre uguali. Cordiali saluti Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

psicologo

Casalecchio di Reno

Prenota visita

Gentile utente, dare una risposta universalmente vera per tutti alla sua domanda non è ahimè possibile. Ogni persona affronta, vive e decide di fare delle scelte di vita per un'infinità di ragioni diverse. Potrebbe però vedere la cosa da un altro punto di vista il suo. Come mai soffre così tanto ad interfacciarsi con una persona che ha fatto una scelta relazionale diversa dalla sua? Se le è capitato direttamente, come si è sentita e cosa ha pensato di sè? Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo


Buongiorno. È possibile soltanto declinare (ed esplorare) in prima persona il quesito che pone: “perché sono una persona infelice e depressa che inizia relazioni sentimentali…”. Una domanda che potrebbe condurre a cercare un aiuto in prima persona per provare a stare meglio. SG


Gentile utente di mio dottore, non è possibile classificare gli uomini per come funzionano all'interno delle storie d'amore. Ognuno nei rapporti funziona in modo diverso, e questo dipende dalla propria storia individuale, familiare, dalle proprie caratteristiche innate e da tanti altri fattori. Credo stia soffrendo per la fine di una relazione, e non sa darsi spiegazioni in merito a quanto le sia accaduto. In tal caso, potrebbe aiutarla nella ricerca dei significati un percorso di psicoterapia. Con quest'ultimo potrà meglio collocare nella sua vita il dolore proveniente da tale esperienza. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara


Gentilissima, la sua è una domanda molto complessa, in quanto la motivazione sottostante le difficoltà relazionali potrebbe essere differente per ogni persona. cordialmente AV

Dott.ssa Antea Viganò

Dott.ssa Antea Viganò

psicologo

Pessano con Bornago

Prenota visita

Buongiorno La risposta al suo quesito non è imminente è personale e dipendente dalla storia individuale di ognuno di noi. Imminente primis dalle loro relazioni primarie e dal loro stile di attaccamento Sono disponibile a chiarimenti e colloqui anche online. Dott.ssa Laura Francesca Bambara

Dott.ssa Laura Francesca Bambara

Dott.ssa Laura Francesca Bambara

psicoterapeuta

Vizzolo Predabissi

Prenota visita

Salve, dare una risposta precisa non è semplice, ma sicuramente alla base di certe scelte quasi sempre c'è la paura della relazione. Poi si apre uno scenario di infinite domande, per capire da dove nasce la paura e perché.... Sarebbe opportuno rivolgersi a un professionista. Dott. ssa Gabriella Cascinelli


Buongiorno, la sua domanda necessità di un approfondimento per comprendere al meglio cosa veramente le sta accadendo, pertanto la invito a prendere un appuntamento tramite l'agenda virtuale. Un caro saluto. Dott.ssa Villa


Salve, proverò a rispondere alla sua domanda in termini probabilistici. E' probabile che un uomo con queste caratteristiche sommariamente descritte, stia abbastanza bene per dare avvio ad una relazione (novità, conquista, attrazione, attivazione fisiologica ecc.), ma non sufficientemente bene per portarla avanti nel tempo (impegno, progetti, reciprocità, responsabilità).


Gentile persona, non so rispondere alla sua domanda. Forse si può ipotizzare che in loro ci sia il desiderio di stare in relazione, accanto al relativo timore, e che quest’ultimo, il timore appunto, rapidamente assuma sulla “scena” il ruolo di attore protagonista. La ringrazio e La saluto cordialmente. Ignazio Gioia


Buongiorno. È difficile rispondere al suo quesito con così poche informazioni. Potrebbe provare ad approfondire col diretto interessato per capire cosa realmente pensa e prova. Cordialmente. Dr.Roberto Clemenza

Dott. Roberto Clemenza

Dott. Roberto Clemenza

psicologo clinico

Palermo

Prenota visita

Quando una persona infelice o depressa inizia una relazione, può esserci una varietà di motivazioni e dinamiche psicologiche in gioco. Spesso, la decisione di iniziare una relazione e poi terminarla rapidamente riflette la complessità delle loro esperienze emotive e psicologiche. Ecco alcuni motivi che potrebbero spiegare questo comportamento: Ricerca di Conforto: Una persona che si sente infelice o depressa potrebbe cercare una relazione come fonte di conforto o sollievo dai propri problemi. Tuttavia, possono poi rendersi conto che la relazione non è una soluzione ai loro problemi interni più profondi. Instabilità Emotiva: La depressione e l'infelicità possono rendere difficile mantenere relazioni stabili. I cambiamenti di umore e la mancanza di energia possono influenzare la capacità di impegnarsi in una relazione. Riflessione su Se Stessi: A volte, essere in una relazione può portare una persona a riflettere più profondamente su se stessa e sui propri problemi. Questo può portare alla realizzazione che non sono in grado di mantenere un impegno emotivo fino a quando non avranno affrontato le proprie questioni personali. Senso di Inadeguatezza: Alcuni individui che soffrono di depressione possono sentirsi inadeguati o non degni di una relazione. Questo può portarli a ritirarsi per paura di non essere abbastanza buoni per il partner. Impatto del Disturbo sulla Relazione: La depressione può avere un impatto significativo sulla dinamica di una relazione, rendendo difficile la comunicazione e la connessione emotiva. L'individuo depresso potrebbe sentirsi sopraffatto dall'impegno richiesto. Bisogno di Spazio per Guarire: In alcuni casi, una persona potrebbe rendersi conto che ha bisogno di spazio e tempo per lavorare sui propri problemi di salute mentale prima di poter essere in una relazione salutare. Aspettative irrealistiche: Qualcuno potrebbe entrare in una relazione sperando che essa risolva i suoi problemi di umore o infelicità. Quando ciò non avviene, possono sentirsi delusi e decidere di terminare la relazione. Paura dell'Intimità e del Rifiuto: La depressione può aumentare la paura dell'intimità e del rifiuto, portando a evitare relazioni o a terminarle prematuramente per paura di essere feriti. È importante notare che la depressione è una condizione complessa e che ogni persona la vive in modo diverso. Per coloro che sperimentano questi comportamenti, parlare con un professionista della salute mentale può essere molto utile. E per i partner coinvolti, può essere importante cercare supporto per sé stessi per navigare queste complesse dinamiche emotive.


gentilissimo mi viene semplicemente da dirle che forse quella persona non aveva bisogno di quella relazione, a volte ci si aggrappa agli altri perchè non si hanno forze necessarie per andare avanti... Dott.ssa Monaco Imma


Buonasera, interessante quesito. I fattori sono talmente tanti che sarebbe impossibile dare una risposta esaustiva. Ogni storia è a se stante, e ogni situazione è diversa. Tuttavia, se lei osserva il modo in cui ha posto la domanda, sembra che si sia già data una risposta: "dopo poco chiudono la relazione perché non riescono a portarla avanti perché dicono di stare male". Forse è proprio perché "stanno male", che gli è difficile portare avanti la relazione. Dr.ssa Laura Raco


Quando una persona non sta bene con sè stessa, difficilmente potrà trovare equilibrio nella relazione con un'altra persona. Sta a noi riconoscere in tempo se è opportuno iniziare una relazione xon quella determinata persona o in quel particolare periodo della sua vita. Se dicono dibstare male, probabilmente stanno male davvero.


Ciao! In generale, quando si è infelici è più "facile" continuare a "stare male": è quello a cui si è abituati, un territorio conosciuto... è difficile sostenere un reale cambiamento per andare verso una realtà sconosciuta (come una relazione). Un professionista può aiutarci a trovare gli strumenti per vedere la realtà in modo diverso.


Ciao, la tua domanda è molto importante e tocca un tema profondo che riguarda il benessere emotivo e le dinamiche relazionali. Spesso, quando una persona – in questo caso un uomo – è infelice o sta attraversando un momento depressivo, può cercare in una relazione affettiva una sorta di “salvezza” o sollievo dal proprio dolore. In quel momento, iniziare una relazione può sembrare una scelta spontanea e positiva. Tuttavia, se non ha ancora fatto i conti con il proprio malessere interno, può ritrovarsi presto sopraffatto, non sentendosi in grado di sostenere il legame o di dare all’altro ciò che sente di non avere nemmeno per sé. La chiusura della relazione, quindi, non sempre è legata all’altra persona, ma può essere una forma di “ritiro” dettata dalla fatica emotiva, dalla confusione o dal bisogno di ritrovare un equilibrio personale. In questi casi, l’interruzione non è sempre sinonimo di disinteresse, ma può riflettere una fragilità più profonda che merita ascolto e comprensione. Un caro saluto, Janett Aruta Psicologa – ricevo su MioDottore


Cara utente, quando una persona attraversa un periodo di forte infelicità o depressione, può sentire il desiderio di iniziare una relazione come tentativo — spesso inconsapevole — di riempire un vuoto o di ritrovare energia attraverso l’altro. All’inizio, la novità e l’attenzione ricevuta possono effettivamente dare sollievo, ma col tempo il peso del disagio interno riemerge, rendendo difficile sostenere la vicinanza e la responsabilità emotiva che una relazione richiede. In questi casi non è mancanza di interesse verso il partner, ma incapacità di reggere l’intimità quando si è ancora immersi nel proprio dolore. La relazione può diventare uno specchio che rimanda insicurezze e fragilità non ancora elaborate, e così si preferisce interromperla per “proteggersi”, anche se a costo di far soffrire l’altro. Questo tipo di comportamento non dipende da chi sta accanto, né significa che l’amore non fosse reale: semplicemente, senza un lavoro personale di cura e consapevolezza, l’amore da solo non basta a tenere insieme due persone. L’unica vera prevenzione, per chi vive situazioni simili, è cercare un supporto psicologico che aiuti a riconoscere e gestire la propria sofferenza prima di coinvolgere qualcun altro. E per chi subisce queste dinamiche, ricordare che non è mancanza o colpa propria: è la conseguenza di un dolore che l’altro non riesce ancora a sostenere. Un caro saluto, Dott.ssa Sara Petroni – Psicologa

Dott.ssa Sara Petroni

Dott.ssa Sara Petroni

psicologo clinico

Tarquinia

Prenota visita

Gentile, la sua domanda apre uno squarcio su una delle dinamiche più dolorose e paradossali del comportamento umano: il movimento di chi si avvicina per poi ritrarsi bruscamente, lasciando l’altro in un mare di interrogativi e di vuoto. In una prospettiva umanistica, questo "andirivieni" dell'anima non è quasi mai un atto di malizia, ma il sintomo di un conflitto interiore profondo tra il bisogno di essere amati e il terrore di non essere all'altezza dell'amore stesso. Proviamo a guardare cosa accade dietro le quinte di questo dolore: L’illusione della "cura" esterna: Spesso, un uomo che vive una depressione o un’infelicità cronica spera, inconsciamente, che l’incontro con una nuova persona possa agire come un farmaco naturale, capace di risvegliare i sensi e dare un senso alla vita. Inizia la relazione con una spinta vitale che sembra autentica, ma è una fiammata che consuma ossigeno in fretta. L'impatto con la realtà del legame: Quando la relazione inizia a chiedere profondità, condivisione e "presenza", l'uomo depresso si scontra con il proprio deserto interiore. Si rende conto che non può dare ciò che non ha. La vicinanza dell'altro, che inizialmente era un sollievo, diventa uno specchio spietato che gli restituisce la sua immagine ferita. A quel punto, stare nella relazione non è più una gioia, ma uno sforzo insostenibile: "stare male" significa sentire il peso di non poter corrispondere alle aspettative dell'altro. La paura di danneggiare l'altro: C'è spesso una forma di "altruismo distorto" in queste chiusure improvvise. L'uomo depresso sente di essere "tossico" o troppo pesante per chi ha accanto. Chiude la relazione perché è convinto che, restando, finirebbe per trascinare anche la partner nel proprio buio. È una fuga che serve a proteggere se stesso dall'esaurimento, ma anche a "salvare" l'altro da una vicinanza che percepisce come gravosa. Il senso del fallimento: Per chi subisce questa chiusura, il dono di senso è capire che quella porta sbarrata non riguarda il proprio valore o la propria capacità di amare. È il segno di una battaglia che l'altro sta combattendo contro i propri demoni personali. Non si può abitare una casa comune se le fondamenta della propria casa interiore sono crollate. Subire l'abbandono da chi dice di stare male lascia addosso un senso di impotenza terribile. Ma riconoscere che quel "ritirarsi" è l'unico modo che l'altro ha trovato per sopravvivere alla propria angoscia può aiutare a non trasformare il dolore in una colpa personale. Un caro saluto, Dott.ssa Maria Pandolfo Psicologa Clinica e della Riabilitazione ad orientamento Umanista Ricevo anche online


Buongiorno, la situazione che descrive è più comune di quanto si possa pensare e, per chi la vive dall’esterno, può risultare molto confusa e dolorosa. È naturale chiedersi come sia possibile che una persona scelga spontaneamente di iniziare una relazione, mostri interesse e coinvolgimento, e poi si allontani affermando di non riuscire a portarla avanti perché sta male. Dal punto di vista psicologico, questo comportamento può avere diverse spiegazioni. Una persona che sta attraversando un periodo di forte sofferenza emotiva può desiderare profondamente vicinanza, affetto e sostegno. In un primo momento la relazione può rappresentare una fonte di conforto, una speranza, un’occasione per sentirsi meno sola. Tuttavia, quando il legame inizia a diventare più concreto e coinvolgente, possono emergere paure e convinzioni molto dolorose. Alcuni pensieri frequenti possono essere, ad esempio, "non sono in grado di rendere felice qualcuno", "non ho abbastanza energie per una relazione", "finirò per deludere l’altra persona", oppure "non merito di essere amato in questo momento". Quando questi pensieri prendono il sopravvento, la persona può convincersi che allontanarsi sia il modo migliore per proteggere sé stessa e, allo stesso tempo, per non far soffrire l’altro. Da una prospettiva cognitivo comportamentale, ciò che conta molto non è soltanto lo stato emotivo, ma anche il modo in cui la persona interpreta quel malessere. Se il proprio disagio viene visto come una prova di incapacità o come un ostacolo insormontabile, la relazione può essere percepita non più come una risorsa, ma come una responsabilità troppo pesante da sostenere. Questo non significa necessariamente che il sentimento provato fosse falso o superficiale. Al contrario, talvolta è proprio quando il coinvolgimento diventa più intenso che aumentano le paure e il bisogno di ritirarsi. La vicinanza emotiva può far emergere insicurezze profonde e il timore di non essere all’altezza. Per chi si trova dall’altra parte, è importante ricordare che una decisione di questo tipo spesso parla soprattutto del rapporto che quella persona ha con sé stessa e con le proprie difficoltà, più che del valore dell’altro. È comprensibile sentirsi rifiutati o mettere in discussione il proprio valore, ma nella maggior parte dei casi non è questo il punto centrale. Quando una persona interrompe una relazione perché sente di stare troppo male, sta probabilmente cercando di gestire un conflitto interno che non riesce ancora ad affrontare diversamente. Se non comprende fino in fondo i propri meccanismi, può ripetere questo schema anche in altre relazioni. Un percorso psicologico può essere molto utile proprio per capire perché la vicinanza affettiva, anziché essere vissuta come un sostegno, finisca per essere percepita come qualcosa di difficile da tollerare. Comprendere questi schemi permette spesso di costruire relazioni più stabili e serene. Per chi vive questa esperienza, la domanda più utile non è tanto "cosa c’è che non va in me?", quanto "quali paure o convinzioni stanno portando questa persona ad allontanarsi proprio nel momento in cui il rapporto diventa significativo?". Questo cambio di prospettiva può aiutare a ridurre il senso di colpa e a leggere la situazione in modo più equilibrato. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.