Mio fratello minaccia il suicidio in seguito alla rottura della relazione con la sua compagna (hanno tre figli minori). Quasi certamente soffre di disturbo della personalità, di cui soffriva già nostra madre. Non ha mai voluto curarsi. Ha 61 anni ed abita a Bologna. Come posso aiutarlo? E' urgente. Grazie
Dr. Marta Corradi
Dr. Marta Corradi
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno, da quel che ci scrive lascia supporre che le problematiche comportamentali di suo fratello condizionino la vita familiare e anche la sua vita da lungo tempo. Se suo fratello non si è mai deciso ad iniziare un percorso terapeutico non sarà facile che si decida nemmeno ora. Certamente può provare nuovamente a persuaderlo in tal senso. Tuttavia, anche in considerazione del fatto che non sono alte le probabilità di riuscita di questo, sarebbe anche opportuno che lei che ci scrive contattasse uno psicologo. In questo modo potrà trovare un modo di aiutare indirettamente suo fratello e, di fatto, sostenere anche se stesso, dato il difficile momento che si sta trovando a vivere per causa di suo fratello. Resto a disposizione per ogni chiarimento, un saluto, Marta Corradi.

Dott.ssa Alessia Vaudano
Dott.ssa Alessia Vaudano
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Gentile utente,
È difficile poter convincere qualcuno a iniziare un percorso terapeutico, ma può sicuramente provarci e, in questo caso, potrebbe provare a proporgli un sostegno psicologico almeno per superare questo momento complesso di separazione. Può rivolgersi a un privato oppure all'ASL di competenza della sua zona di residenza (il medico di base saprà indirizzarvi).
Cordiali saluti
Alessia Vaudano

Dott.ssa Anna Guida
Dott.ssa Anna Guida
Psicoterapeuta, Psicologo
Bergamo
Buon giorno in genere la decisione di intraprendere un percorso di cure è personale, tuttavia se valuta che a rischio ci sia la vita di suo fratello come lascia intendere dal suo post, le consiglio di rivolgersi alle strutture sanitarie presenti sul suo territorio, può come prima cosa contattare il medico di famiglia di suo fratello per valutare la gravità della situazione e chiedere il suo supporto anche attraverso prescrizione di alcuni farmaci per tamponare la situazione e l'invio ad altri professionisti. Buona Fortuna. dott.ssa Anna Guida

Gentile Utente,
dalla sua descrizione la situazione sembra essere critica per suo fratello e per tutti voi. La minaccia di suicidio da parte di una persona è sempre qualcosa che scuote profondamente una famiglia e l'obiettivo primario dovrebbe essere quello di evitare che venga messo in atto, soprattutto per i tre figli minori che sarebbero colpiti duramente per molto tempo a venire se non a vita. Generalmente a tal fine è certamente necessario che si intraprenda una terapia farmacologica in prima battuta che tamponi il malessere e disagio più acuti. Si tenta di far leva per indurre la persona ad incominciare il percorso farmacologico tramite persone che abbiano una certa influenza sulla persona. Un familiare, un amico stretto o una figura "ufficiale" come il medico di base. In seconda battuta una volta ridotti i sintomi grazie ai farmaci si può pensare di intraprendere un percorso terapeutico. Qualora la minaccia di suicidio dovesse essere molto alta e chiaramente dichiarata e/o tentata non resta (purtroppo) che ricorrere al ricovero. Dottoressa Fè d'Ostiani

Dott.ssa Silvia Pinna
Dott.ssa Silvia Pinna
Psicologo, Psicoterapeuta, Tecnico sanitario
Roma
Buongiorno. Comprendo la sua angoscia, ma credo sia fondamentale contattare il servizio pubblico. Talvolta un intervento istituzionale contiene gli aspetti dimostrativi

Dott.ssa Federica Benna
Dott.ssa Federica Benna
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Carmagnola
Buongiorno, dato che da come scrive, sembra che la situazione abbia carattere di urgenza, mi rivolgersi in primis al medico di base di suo fratello e ai servizi di salute mentale dell'asl di competenza per avere un primo supporto di tipo farmacologico e successivamente proverei a parlare con suo fratello circa un possibile percorso di psicoterapia.

Dr. Simone Pilia
Dr. Simone Pilia
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Salve, sembra stiate passando un momento molto delicato. Potrebbe continuare a stargli vicino, d'altronde le minacce di suicidio hanno anche un valore comunicativo, e cercare di parlarci comprendendo il suo dolore e la difficoltà ad elaborare l'abbandono. Quello che le compete è questo mi pare, se lui non vuole farsi aiutare. In caso di crisi e pericolo per la sua salute non esistate ad andare al pronto soccorso, lì lo vedrà uno psichiatra ed eventualmente, se proprio la situazione fosse ingestibile, si può pensare ad un ricovero. Ma non è detto si arrivi a tanto. Saluti. Dr Pilia

Dott.ssa Marta Calderaro
Dott.ssa Marta Calderaro
Psicoterapeuta, Neuropsichiatra infantile
Roma
Salve, purtroppo non può fare molto altro che continuare a stargli vicino e parlargli per cercare di aiutarlo a superare il suo rifiuto. Mi associo inoltre a quanto detto dai colleghi: a volte farsi aiutare equivale indirettamente ad aiutare gli altri intorno a noi, e nel caso la situazione divenisse rischiosa, mi recherei al pronto soccorso con lui.
In bocca al lupo
Marta Calderaro

Dott.ssa Federica Serafini
Dott.ssa Federica Serafini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, confermo quanto detto dai colleghi. Solitamente in questo caso consiglio ai miei assistiti di ricorrere al medico generico e alla asl di zona per meglio comprendere i modi in cui potrebbe con il loro aiuto sostenere suo fratello con il loro aiuto. Spero peró che nel frattempo anche lei possa farsi sostenere in questo difficile momento!

Dott.ssa Federica Serafini Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Licia Filingeri
Dott.ssa Licia Filingeri
Psicologo, Psicoterapeuta
Genova
Le minacce di suicidio non vanno mai sottovalutate. Intanto allerti urgentemente i servizi di salute mentale che a Bologna sono molto efficienti. Di lì, probabilmente si aprirà un iter che individuerà le forme possibili di aiuto per suo fratello.
Molti cari auguri.

Dott.ssa Laura Procopio
Dott.ssa Laura Procopio
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Buongiorno, per quanto sia difficile curare una persona che non lo desidera, dovrebbe cercare di convincere suo fratello ad effettuare una prima visita psichiatrica per valutare una terapia farmacologica e un incontro con uno psicoterapeuta, magari rivolgendosi alla sua ASL di riferimento o chiedendo al suo medico di base. Saluti

Dott.ssa Flavia Salierno
Dott.ssa Flavia Salierno
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, non ho elementi a sufficienza per indicarle il percorso più idoneo per suo fratello, ma, visto il carattere di urgenza, mi sento di dirle che qualora suo fratello dovesse fare gesti autolesivi può chiamare il 118. Altrimenti può chiedere aiuto ad uno psichiatra che può aiutarla a gestire la situazione. Eventualmente e se suo fratello fosse concorde anche un percorso psicoterapeutico può sostenerlo ed aiutarlo. Cordiali saluti

Dott. Filippo Ferretto
Dott. Filippo Ferretto
Psicologo, Psicoterapeuta
Piove di Sacco
Buongiorno, comprendo il timore, si confronti con i familiari e contattate il medico di base. Ci sono dei minori ed è meglio agire in salvaguardia di tutti, suo fratello in primis

Dott. Davide Livio
Dott. Davide Livio
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Cantù
Buongiorno, le consiglio di rivolgersi al csm di zona. Può telefonare per chiedere informazioni e chiedere di parlare con un medico per valutare il da farsi. In bocca al lupo!

Dott. Alessandro Marra
Dott. Alessandro Marra
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Buongiorno, non aggiungo altro a quanto già detto dai colleghi, che hanno risposto precedentemente, per quanto riguarda l'opportunità di chiedere un aiuto professionale (sia pubblico che privato). Mentre, l'indicazione che mi sento di darle, è relativa a ciò che può fare lei in quanto familiare della persona che si trova in difficoltà. Suo fratello, che sta attraversando un periodo di grave e preoccupante crisi esistenziale sta molto probabilmente vivendo uno stato psicologico caratterizzato da emozioni di rabbia, tristezza e paura e relativi pensieri e immagini. Rimanere solo, in tali frangenti, potrebbe spianare la strada a ideazioni paranoidi, o che comunque accentuano e ingigantiscono il penoso stato in cui la persona si trova. Ecco, e arrivo al consiglio pratico che mi sento di darle; in quanto familiare potrebbe offrire una posizione di ascolto ( meglio se di persona, ma, in seconda istanza anche utilizzando una comunicazione telefonica) accettante e non giudicante, una posizione che fornisce un "contenitore" al tumulto di emozioni e pensieri che invadono la mente di chi è in crisi, un ascolto, nel vero senso della parola, quindi più che altro scevro di consigli, indicazioni, rimproveri, recriminazioni o divieti, ma ricco di benevolenza e compassione, un ascolto in grado di comunicare la vicinanza e l'affetto incondizionato. In una parola sia presente, nel senso di esserci e basta. Stia il più vicino possibile a suo fratello, ( anche nel senso quantitativo) e questo sicuramente aumenterà la probabilità di calmare e innescare circoli virtuosi improntati al buon senso e al benessere di tutti.
Un cordiale saluto
Alessandro Marra

Buonasera,
gli uomini possono essere molto fragili davanti ad una effettiva o persino paventata rottura di una relazione sentimentale. In questi casi è consigliabile un ritorno in famiglia o comunque un sostegno familiare che tamponi il momento di crisi e vicari in certo modo quello che è venuto a mancare o che vacilla. Nel contempo andrebbe anche fornito un sostegno psicoterapeutico. Se tutto ciò non è possibile, penso comunque che qualunque altro intervento dovrebbe andare nella direzione di assolvere alle funzioni sopra accennate. Cordiali saluti

Buongiorno, mi dispiace per la situazione che state passando. Immettersi in un percorso di psicoterapia è difficile e ci si scontra con molte paure e resistenze interne (scuse e quant’altro). Purtroppo oltre ad essere presente (non solamente in modo accondiscendente) non si può fare molto, in quanto la scelta ultima dovrebbe comunque essere di suo fratello. Fermo restando ciò ritengo sia importante non sottovalutare le minacce di suicidio, che spesso hanno una valenza manipolatoria vittimistica, anche per comunicare altro rispetto al mero dolore.
Considerando che rifiuta un aiuto psicologico potrebbe essere di aiuto fissargli un appuntamento con il medico di base. Generalmente un consiglio dato da una figura professionale con un ruolo medico viene maggiormente accettato in questi casi. Mi dispiace, le auguro buona giornata,
Federica Miccichè

Dott.ssa Paola Giovani
Dott.ssa Paola Giovani
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Buongiorno, non ho capito se anche lei abita a Bologna. Altrimenti, sarebbe più difficile aiutare suo fratello. In questi casi, non si può lasciare la persona da sola. È la prima precauzione da prendere. Essere molte presenti e ascoltare. Contemporaneamente, è necessaria chiamare il medico a casa, soprattutto uno psichiatra che valuterà se è necessario il ricovero o è sufficiente una cura farmacologica. In caso di crisi di forte agitazione occorre ricorrere al 118. Cordiali saluti PG

Dott.ssa Loredana Carrieri
Dott.ssa Loredana Carrieri
Psicologo, Psicoterapeuta, Professional counselor
Maserà di Padova
Buongiorno, un aggancio col medico di base può essere un primo aiuto e un supporto per suo fratello. Il medico potrà suggerirle un centro di salute mentale sul territorio a cui afferire ed eventuali altre strategie da mettere in atto nella sua situazione.Cordiali saluti, Loredana Carrieri.

Dr. Alessandra Lancellotti
Dr. Alessandra Lancellotti
Psicologo, Psicoterapeuta
Genova
L'unico modo per uscire da se stessi e dalla propria angoscia e' quello di aiutare gli altri!
si faccia accompagnare alla Charitas e veda come gli altri stanno molto peggio di lei
la saluto caramente
a.l.

Dr. Vincenzo Amarante
Dr. Vincenzo Amarante
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Salerno
Contatti il prima possibie un Centro di Salute Mentale dell’ASL.

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