La ringrazio per la tempestiva risposta,Sono già seguito da un psicoterapeuta per problemi psicolo

La ringrazio per la tempestiva risposta, Sono già seguito da un psicoterapeuta per problemi psicologici, ma l’Unico riscontro che ho avuto è che mi dosano di psicofarmaci e antidepressivi i quali peggiorano la mia salute e tutta la fase psicologica, ho provato a intraprendere il discorso della serotonina ecc ma ovviamente il psicoterapeuta non ne vuole sapere e giustifica il tutto prescrivendo dosaggi di psicofarmaci a casa e che non rientrano nelle mie patologie. Vi ringrazio lo stesso per la risposta, continuerò con per questa strada fino ad arrivare ad un dunque. Distinti saluti

23 risposte


Salve, mi scusi ma non capisco bene dalla sua domanda, noi psicoterapeuti non possiamo prescrivere psicofarmaci forse lei parla di psichiatra, solo loro possono prescrivere farmaci. Gli psicologi-psicoterapeuti eseguono sedute di psicoterapia o verbale o tecniche corporee di rilassamento, ma non quello che scrive, cmq ci spieghi meglio, dott. Eugenia Cardilli

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Salve, per chiarezza, gli psicoterapeuti non possono prescrivere farmaci a meno che non siano psichiatri psicoterapeuti. Se lei va regolarmente ogni settimana o 15 gg e fa incontri di 50 min/1 ora basati sulla parole e l'ascolto attivo, ha a che fare con uno psicoterapeuta. Altrimenti probabilmente è uno psichiatra. Dott.ssa Nausicaa Precenzano


Salve, mi associo alla Collega Cardilli. Forse il suo riferimento è uno Psichiatra con una formazione psicoterapeutica? perchè solo in quel caso puo' prescrivere e correggere la terapia farmacologica. Coloro i quali(come me) sono laureati in Psicologia e hanno la qualifica di Psicoterapeuti possono al massimo "consigliare" al cliente una ulteriore valutazione da uno Specialista medico Psichiatra. puo' inviarla da un medico e non puo' fare altro. Se ci puo' chiarire questo punto potremmo certamente aiutarla a capire la situazione. Cordiali Saluti. Dottor Emanuele Grilli.


Buongiorno. Quando si sta male e vi è confusione sulla domanda di cura, è possibile non ottenere una piena risposta, proprio perché i bisogni possono essere tanti e diversi. Il mio modesto parere è quello di chiarire con chi ha la sua presa in carico che tipo di cura stiate percorrendo. Solo nel confronto diretto si può chiarire ed evolvere positivamente


Buon giorno, i motivi psicologici che l'hanno condotto a chiedere aiuto ad uno specialista della psiche non sono chiari; ed è possibile che ilsuo percorso psicoterapeutico di consapevolezza sia ancora all'inizio, cioè che lei non abbia chiarezza fra il malessere che sta curando e gli strumenti utili a curarlo (psicofarmaci). E' facile che ciò avvenga, in genere è solo una fase. Sembrerebbe che lei abbia un solo terapeuta di riferimento: potrebbe essere utile identificare due curanti: uno psicoterapeuta con cui svolgere la terapia sul versante piscologico e un medico psichiatra che le prescriva farmaci. ovviamente i due dovrebbero curarla in collaborazione e sintonia. Un saluto


Buongiorno, se il suo terapeuta le da dei farmaci sta facendo qualcosa che NON deve fare. Solo uno psichiatra con un percorso medico può prescrivere farmaci. Dovrebbe esserci accordo tra lo psichiatra e lo psicoterapeuta per collaborare al suo obbiettivo!


Salve, chiarisca gli obiettivi con il suo terapeuta, se come ipotizzato dai miei colleghi si tratta di uno psichiatra, può decidere comunque di abbinare una Psicoterapia rivolgendosi ad altro collega. Resto disponibile per ulteriori chiarimenti. Cordialmente.

Dott.ssa Caterina Cresciullo

Dott.ssa Caterina Cresciullo

psicologo

Vallo della Lucania

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Buongiorno, le notizie cliniche che fornisce son troppo scarse per poterle fornire una risposta adeguata. Cordiali saluti,Maurizio Luppi.


Buongiorno, se vuole, come dice, eliminare o ridimensionare i farmaci, le consiglio di affiancare gli incontri con questo medico ad un percorso con uno psicologo-psicoterapeuta. Le spiego brevemente che per essere psicoterapeuti bisogna conseguire una specializzazione a seguito di laurea o in medicina o in psicologia. Quindi lei potrebbe trovarsi a interagire o con un medico o con uno psicologo abilitati alla psicoterapia. I due percorsi differiscono concretamente nella possibilità di prescrivere farmaci (solo il medico lo può fare) ma anche e soprattutto sostanzialmente per l'enfasi diversa che medici e psicologi mettono sulla importanza delle tecniche comportamentali piuttosto che farmacologiche. E' per questo che le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia con uno psicologo-psicoterapeuta che possa maggiormente accogliere la sua voglia (per quanto capisco) di ridimensionare i farmaci e lavorare sui suoi problemi psicologici secondo un'altra prospettiva. Cordialmente, dr.ssa Fabiana Fratello


Buongiorno, le rispondo per suggerirle, se mi posso permettere, di parlare con il clinico che la segue, a volte, la direzione non è quella giusta ma il bello del percorso è poter cambiare strada in maniera condivisa. Parlare con quello che credo sia uno psichiatra, la potrà aiutare e condivido con Lei quanto mi disse un mio professore durante il dottorato di ricerca: Noi operatori sanitari non possiamo sceglierci i pazienti, ma i pazienti possono scegliersi gli operatori sanitari che credono. Quindi parli con il suo clinico, se insieme non troverete la strada si senta, libero di cambiare percorso. Cordialmente


Gentile signore, probabilmente lei è in cura con uno psichiatra, che si occupa di prescrivere farmaci e del loro dosaggio. Lei dice di non trovare giovamento dall’assunzione e di questo dovrebbe parlarne con lo psichiatra tenendo presente che i farmaci hanno bisogno di tempo per produrre degli effetti significativi, almeno 3 settimane. Alla cura farmacologica dovrebbe affiancare una psicoterapia in modo da ottenere risultati positivi e duraturi Cordialmente AR


Buongiorno, nella sua domanda non è chiaro il progetto terapeutico, le figure professionali, il ruolo e le competenze rispettive. Lo psichiatra si occupa della diagnosi e della cura farmacologica. Lo psicoterapeuta si occupa del percorso psicoterapeutico attraverso colloqui verbali, tecniche psicoterapeutiche varie, rilassamento,ecc Quando le due figure professionali sono chiare e distinte si può svolgere con ognuna di esse un percorso terapeutico distinto ma anche reciprocamente complementari .

Dott.ssa Enza Marangella

Dott.ssa Enza Marangella

psicoterapeuta

Trebaseleghe

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Buon giorno. Ho letto con attenzione la sua domanda e mi sorge un dubbio. Lei afferma che lo psicoterapeuta non risponde alle sue domande ma le aumenta il dosaggio dei farmaci. Si riferisce a uno psichiatra? Uno psicoterapeuta a meno che non abbia la laurea anche in medicina non può somministrare farmaci. E' compito dello psichiatra. In caso fosse uno psicoterapeuta non psichiatra a prescrivere farmaci le consiglio di rivolgersi a altro professionista che si occupi prettamente di lavoro psicoterapico, capace di rispondere alle sue domande e metterla a proprio agio. Spero che possa presto raggiungere la serenità che desidera, cordialmente Gian Piero Grandi


Buongiorno, mi associo anch'io a quanto detto dai colleghi. Faccio un po' fatica a comprendere adeguatamente la domanda. Per cui, ritengo necessario fare chiarezza tra la figura dello psichiatra e dello psicoterapeuta (quest'ultimo non può prescrivere farmaci e basa il suo intervento sul piano relazionale). A volte, in particolare quando viviamo situazioni faticose e dolorose, non è facile distinguere ciò di cui abbiamo bisogno e non è né facile né immediato percepire dei cambiamenti positivi. Perché non parla di queste sue perplessità con lo specialista che la segue? in questo modo potreste condividere assieme un possibile percorso. Buona giornata Dott.ssa Giorgia Tolio


Gentile utente, deduco sia seguito da uno psichiatra psicoterapeuta (come sottolineano altri colleghi, uno psicoterapeuta laureato in psicologia non è abilitato alla prescrizione farmacologica). Se il collega non sta effettuando, in aggiunta al percorso farmacologico, sedute di colloquio clinico, è comprensibile come l'unica risposta che Lei sta ottenendo sia di tipo medico - e altrettanto comprensibile, pertanto, la Sua frustrazione da un lato e la Sua sensazione di mancato beneficio dall'altra. Fossi in Lei cercherei di chiarire innanzitutto il profilo del professionista cui si è rivolto, per comprendere quale risposta può chiedere e ottenere; laddove non vi sia possibilità di sostegno psicoterapeutico, mi rivolgerei a un diverso collega in grado di impostare con Lei un percorso per obiettivi concreti e raggiungibili, da concordare assieme. Lo psichiatra può e deve, tramite contatto continuo e fertile con lo psicoterapeuta, sostenere il percorso attraverso una prescrizione che sia sensata per tali obiettivi da modularsi man mano che Lei prosegue nel cambiamento. Metterà pertanto in contatto i due specialisti, che collaboreranno con Lei alla risoluzione del malessere. In bocca al lupo! cordialità, DMP


Buongiorno! Come già detto da altri colleghi, gli psicoterapeuti non possono prescrivere farmaci, forse si riferiva allo psichiatra o psichiatra con ulteriore specializzazione in psicoterapia. Dalla sua domanda deduco che non è convinto della terapia farmacologica. In merito le posso dire che spesso ci sono condizioni che prevedono un affiancamento fra farmaci e psicoterapia e che i primi, soprattutto all'inizio, necessitano di un periodo di assestamento per poter dare una stabilità del quadro generale. Si affidi v con fiducia come sta già facendo. Spero di esserle stata utile. Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

psicologo

Casalecchio di Reno

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Buongiorno, se ha notato che la cura con gli antidepressivi ha peggiorato il suo stato di salute potrebbe trattarsi di un normalissimo effetto collaterale dato appunto da alcuni farmaci antidepressivi (tipo gli SSRI) che producono inizialmente un normale peggioramento della sintomatologia. Consideri che in genere cominciano a fare effetto dopo circa un mese dall´inizio dell´assunzione. Se invece i farmaci non fanno effetto nonostante un periodo adeguato di assunzione degli stessi, le cause potrebbero essere diverse. Valuti con chi Le ha prescritto la cura farmacologica un cambio farmaco o una modificazione delle quantità dello stesso farmaco che sta prendendo. Ovviamente intraprendere una psicoterapia può aggiungere benefici alla cura farmacologica, quindi il mio consiglio è di proseguire con (o iniziare) un percorso di psicoterapia. Non si scoraggi. Vedrà che tornerà a stare meglio una volta che avrà trovato la giusta terapia, farmacologica e/o psicoterapica che sia. Cari saluti Dr. Giuseppe Iannone - Psicologo Psicoterapeuta e Sessuologo


Gentile utente, Di somministrazione farmaceutica ne deve parlare solo ed esclusivamente con il medico che la segue. Gli psicoterapeuti che prescrivono i farmaci sono quelli che sono anche psichiatri, credo che chi la segua lo sia. Si affidi allo specialista che la segue. Cordiali saluti Dott. Diego Ferrara


Salve, la sua richiesta mi risulta un po' confusa. Lei associa psicoterapeuta e farmaci ma noi non possiamo prescriverli. Forse il suo "terapeuta" è psichiatra. Parli apertamente con chi la sta seguendo ed esponga la sua situazione. Saluti


A volte può essere utile tenere distinti un approccio farmacologico da uno psicoterapeutico. Due professinisti diversi meglio se interagiscono tra loro.


Gentile paziente, grazie per aver condiviso apertamente il suo vissuto: comprendo quanto possa essere frustrante sentirsi non ascoltati o non compresi, soprattutto in un momento in cui si cerca aiuto per stare meglio. In linea generale è importante distinguere due ambiti: quello della psicoterapia (un percorso di esplorazione, consapevolezza e cambiamento attivo) e quello della farmacoterapia, che riguarda la gestione farmacologica dei sintomi, sotto la supervisione di uno psichiatra o medico specializzato. Se il professionista che la segue prescrive farmaci, è molto probabile che non si tratti di uno psicoterapeuta in senso stretto, ma di uno psichiatra con formazione psicoterapeutica. Psicoterapeuta e psichiatra molto spesso collaborano a stretto contatto, è seguito/a da entrambe le figure? Nello specifico, il fatto che lei stia cercando di comprendere meglio l'effetto della serotonina o gli effetti collaterali dei farmaci mostra una volontà chiara di essere parte attiva del suo percorso di cura. Questo è un ottimo punto di partenza. Le confermo che esistono percorsi psicoterapeutici, anche in assenza o in affiancamento ai farmaci, che possono aiutarla concretamente a ridurre il malessere e aumentare la qualità della vita. Come possono esserci terapie farmacologiche più mirate al trattamento dei sintomi e più funzionali per lei. Sente che ci sarebbe spazio per rivalutare la terapia che sta seguendo e valutare eventualmente un'alternativa?


Buongiorno, se intende intraprendere un percorso non farmacologico dovrebbe rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta non ad uno psichiatra psicoterapeuta. Cordialmente


Grazie per la sua domanda. Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come nei momenti di particolare stress, durante problemi di salute o in occasione di cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido supporto. Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile delle difficoltà. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute. Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità. Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp al numero 349-75.1 8.934, oppure utilizzando i recapiti indicati sulla piattaforma miodottore.it⁠. Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri. Cordiali saluti, Dott. Michele Scala Psicologo Psicoterapeuta

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.