Ho paura di essere una persona narcisistica... Non so...mi stanno venendo tanti dubbi. Ho paura di
Ho paura di essere una persona narcisistica... Non so...mi stanno venendo tanti dubbi. Ho paura di avere la conferma di questa cosa perchè vorrebbe dire essere una brutta persona e preferirei essere morta piuttosto che una cattiva persona. Quali sono le caratteristiche di questo disturbo/patologia? È da un pò di tempo che penso ad auto-isolarmi (in questo il lockdown mi ha molto aiutato), non voglio più conoscere nessuno a livello di relazioni perchè se finiscono sempre male forse la colpa è mia. Non so stare con la gente e se lo faccio è per far felici i miei genitori, io vorrei stare sola, solo nella mia zona di comfort riesco a stare bene. Persino la psicoterapia che ho fatto ho rovinato, non posso stare in relazione con nessuno perchè rovino sempre i legami. Commetto troppi errori, non voglio più farmi vedere da nessuno. Ho paura di incrociare gli sguardi delle persone con cui ho litigato o con cui non mi sono più fatta sentire, lo so che pensano di me brutte cose ed è anche per questo che ho paura ad incontrarli. Non posso rovinare altre amicizie, non posso più stare con nessuno.
21 risposte
Gentile Signora nonostante un primo tentativo andata male con una psicoterapeuta è sicuramente una buona possibilità ricontattare il precedente terapeuta o contattarne uno che può facilmente trovare anche su questo sito. L'insieme di situazioni che riporta nella sua nota posso sicuramente essere oggetto di una maggiore attenzione per stabilire le eventuali ulteriori atttività. Un cordiale saluto
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È molto severa con se stessa, forse più di quanto possano esserlo gli altri con lei. Nella mia esperienza parte fondamentale del lavoro terapeutico è l’accettazione di tutte le parti del Se. Ci sono delle polarità dentro di noi, che fluiscono in continuazione. Si può essere buoni e cattivi, felici e tristi, arrabbiati e impauriti... l’importante è attraversare le emozioni che viviamo così da farle esaurire e passare ad altro. Dalle sue parole mi arriva tanta paura, timore che, la sta portando a chiudersi. Ha già provato ad affrontare un percorso di terapia che, è appunto un PERCORSO! Non si scoraggi, ci sono di sovente interruzioni e riprese; non è facile lavorare su stessi, si dia un’altra possibilità. Un abbraccio Dott.ssa Koelliker
Gentilissima, sono molto dispiaciuta poiché sento nelle sue parole moltissima sfiducia nei propri confronti e sento inoltre la paura di ferire le persone che ha accanto e che pensa di avere in qualche modo deluso. La psicoterapia è uno spazio fondamentale per imparare a stare in relazione, costruire e fortificare le proprie abilità relazionali, scoprire ed analizzare ciò che di noi porta a vivere i rapporti in maniera così difficile e faticosa. L'isolarsi e il sottrarsi al confronto può dare un conforto momentaneo, ma non è mai la soluzione definitiva alle proprie difficoltà; vanno invece affrontate e fronteggiate, per poter piano piano iniziare a costruire attorno a sé relazioni più positive e fonte di maggior benessere. Non è impossibile, anche se dalle sue parole traspare una netta perdita di speranza rispetto alla possibilità di cambiare e di porsi in una maniera più funzionale alla relazione con l'Altro. Dice di aver rovinato anche la propria psicoterapia, ma la incoraggio vivamente a riprovarci e a darsi la possibilità di lavorare su di sé. Qualsiasi sia la base di partenza, si può sempre fare il primo passo verso il cambiamento ed il miglioramento delle proprie condizioni. Forza! Dott.ssa Genduso
Buona sera. Anche se ha deciso di restare isolata, se fosse serena nella sua zona comfort non scriverebbe per comunicarci il suo malessere. Lei ha voglia e bisogno di essere ascoltata. Noi siamo qui, anche se teme di rivinare tutto. La consapevolezza e la voglia di riprovare, nonostante le paure, sono importanti. Andare oltre ciò che si pensa di sé è importante. Può cambiare se ci riprova. Saluti
Gent. Utente, secondo me si sta invischiando progressivamente in una rete di pensieri negativi e troppo critici su di sé, deve uscire da queste trappole mentali al più presto, magari con l'aiuto di una psicoterapia mirata al ripristino del suo benessere. Non indugi. Buona serata, dr.ssa Daniela Benvenuti, Padova-Feltre
Non si scoraggi e non si spaventi delle etichette "patologiche". Lei ha il dovere, la possibilità e il diritto di vivere una vita appagante e serena. Quella che lei chiama "zona confort" è in realtà una trappola da cui uscire al più presto!. Si trovi uno psicoterapeuta in grado di accompagnarla nella riscoperta della parte più autentica e solare di se stessa anche con l'aiuto di medicinali naturali. Per informazioni sono disponibile telefonicamente e tenga presente che la psicoterapia può essere effettuata anche on line.
Buonasera. Della sua descrizione mi colpisce in particolare la sua difficoltà ad immaginare ed a tollerare che lei possa essere una persona con delle parti "cattive": questo è inaccettabile per lei e sembra averla portata ad annunciare una severa "sentenza": sono destinata a rimanere da sola perché ho rovinato, rovino e rovinerò qualsiasi relazione. Il percorso di crescita di ogni persona passa attraverso varie fasi di sviluppo e di cambiamento, a volte più semplici, altre maggiormente piacevoli, in alcuni casi è necessario affrontare esperienze più dolorose, o complesse e addirittura contraddittorie. Il mio suggerimento è quello di non darsi sentenze, ma il permesso di continuare a conoscersi ed a scoprirsi, attraverso il rapporto con se stessa, con gli altri e con il mondo. A questo proposito, se lo ritiene utile, potrebbe riprendere il percorso di psicoterapia che ha interrotto, oppure pensare di iniziarne un altro con un nuovo professionista. I migliori auguri, Dott. Felice Schettini
Gentile utente, in generale chi è affetto da un disturbo narcisistico di personalità non è una "brutta persona" ma una persona che soffre e che porta dentro di sé vissuti di vuoto, disistima e solitudine di cui non sempre è consapevole. Da quello che scrive lei sta mettendo in atto una condotta di evitamento che la porta a isolarsi sempre di più e di conseguenza la sua sofferenza si incrementa. Le consiglio di riprendere un percorso di psicoterapia. Sono tanti gli specialisti e gli orientamenti, la vorrei spronare a cercare ancora in modo da alleviare e risolvere le problematiche di cui parla. Le ricordo che occorre darsi del tempo per avviare un processo di cambiamento e guarigione ma ne vale sicuramente la pena.
Gentile utente di mio dottore, conta molto poco effettuare delle autodiagnosi, piùttosto mi concentrerei su quale è il suo vero disagio che la affligge e non le consente di vivere le relazioni della sua vita in maniera serena e naturale. Peccato abbia interrotto il perocrso psicoterapico, quello avrebbe potuto fornirle degli strumenti con cui fronteggiare le sue difficoltà. Si dia la possibilità di ricontattare il terapeuta da cui andava al fine di poter proseguire percorso iniziato, vedrà che col tempo potrà acquisire maggior fiducia in se stessa e cominiciare a relazionarsi agli altri non per volere dei suoi genitori ma per soddisfare i suoi bisogni. Un caro saluto Dott. Diego Ferrara
Salve, per quanto riguarda le diagnosi servirebbe uno specialista. Come mai ha interrotto la psicoterapia precedente? Buona serata. Dott. Fiori
Buonasera, chi soffre di un disturbo narcisistico non è una brutta persona, è una persona fragile e insicura che vive un profondo senso di vuoto interiore. In ogni caso, è importante andare oltre l'etichetta diagnostica, questa non è utile per comprendere la difficoltà e il disagio che sta vivendo. Lei è' molto critica con se stessa e in quello che scrive colgo la resa e la rassegnazione. Tuttavia penso che se ha deciso di scrivere in questo portale, probabilmente c'è una parte di lei che desidera affrontare le sue paure. Ascolti questa parte e valuti la possibilità di chiedere nuovamente aiuto, ma lo faccia per se stessa non per far felici i suoi genitori. Un caro saluto
La sua domanda evidenzia una sua notevole sensibilità e desiderio di migliorarsi. Ottimo punto di partenza per iniziare un percorso di consapevolezza!
Contattare la propria zona ombra invece che nasconderla nell'isolamento è l'obiettivo di una psicoterapia che la farebbe imparare a ascoltare la propria rabbia e non trasformarla in giudizi severi su se stessa. La depressione da isolamento accresce la stessa rabbia. Per uscire da questo circolo vizioso e pericoloso per gli affetti che merita non esiti a riprendere di una psicoterapia valida dove apprendere anche una comunicazione costruttiva per relazionarsi meglio con le persone, oltre che con sé stessa. Ed uscire gradualmente da quella prigionia non più comfort alla lunga. Saluti, Dr. Gianpietro Rossi
Lei ci racconta di una serie di sintomi/indicatori in merito alla sua difficoltà a sostare nelle relazioni. Mi permetta di affermare con serenità che la relazione è il luogo più faticoso e formativo che esista nella natura umana, e fabbisogna di tempo e pazienza per essere compreso ed esperito. Non si giudichi dunque per avere avvertito questa difficoltà, piuttosto si impegni per reimparare a domare le sue fragilità relazionali...ne è consapevole, dunque ci riprovi con coraggio e con maggiore accoglienza verso se stessa... Buon lavoro dunque!
Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online
Buongiorno! Dalle domande che si fa è dalle preoccupazioni che scrive penso che si tratti, probabilmente, di questioni che non hanno necessità di un'etichetta ma di vissuti profondo e antichi che hanno ancora bisogno di essere elaborati. Non si abbatta e più che giudicarsi, provi a intraprendere un nuovo percorso di cura che la aiuti. Comprendo che non sia facile per lei ma tenti di darsi un'altra opportunità. Cordiali saluti Dott.ssa Valeria Randisi
Cara utente proprio il fatto che si preoccupa di essere una cattiva persona e di rovinare legami (incluso quello della psicoterapia) la rendono invece una persona positiva. Inoltre, come hanno già specificato i miei colleghi, essere narcisisti non è una colpa, il narcisismo è una modalità difensiva di reazione ad alcuni eventi della vita. La sua sensibilità e la sua capacità di osservarsi la rendono, invece, molto adeguata ad una buona psicoterapia e , anche se la sua precedente esperienza non è andata a buon fine, non si scoraggi. Trovare spazio dove poter parlare di sé senza timori, dove imparare ad essere meno severa nel giudicarsi, e dove sentirsi finalmente compresa credo che sia il rimedio più valido alle sue sofferenze. Un caro saluto. Daniela Benvenuti
Gentile utente, tutto mi sembra tranne che una persona narcisista. Mi faccio la fantasia, piuttosto, che sia spaventata/o dalle relazioni sociali e forse anche ferita/o, narcisisticamente parlando, che è ben altra cosa.. Mi dispiace per come si sente e per la scelta di isolamento che sembra aver fatto in questo momento. La invito a riprendere il percorso col suo terapeuta o quantomeno a iniziarne uno nuovo. Non è attraverso l'isolamento che possiamo alleviare la sofferenza. Si lasci aiutare, con tutta la paura del caso. Ha solo bisogno di trovare un pò di coraggio. Buona fortuna, Rosella Pettinari
Buonasera, non le è certamente di aiuto andare alla ricerca di autodefinizioni o diagnosi. Forse, però, questa ricerca è anche un modo col quale cerca di interrogarsi su di sé, sui propri sentimenti e relazioni. Da come descrive, un lavoro psicoterapeutico potrebbe esserle di aiuto, ma si scontra con la sua tendenza a rovinare i rapporti: cosa che bisogna tenere in considerazione sin dall’inizio di un’eventuale psicoterapia, dal momento che questa può avvenire solo all’interno di uno scambio interpersonale. Da questo punto di vista, qualsiasi lavoro intenda intraprendere è contrassegnato dall’insidia della rottura del rapporto e del sabotaggio: nodi problematici che potrebbero tuttavia essere esplorati, vissuti, trasformati e compresi in virtù di un legame terapeutico. SG
Comprendo quanto possa essere angosciante convivere con il dubbio di essere una "cattiva persona" e come questa paura porti con sé un desiderio di ritiro e di invisibilità. È un dolore sordo quello di chi sente di "rovinare" ogni legame, quasi come se portasse dentro di sé una colpa originaria che impedisce di stare nel mondo con gli altri. Tuttavia, il fatto stesso che Lei si ponga con così tanta sofferenza il problema di poter essere una persona narcisista e che si senta così in colpa per i propri presunti errori, suggerisce una sensibilità e una capacità di auto-riflessione che sono solitamente molto distanti da un quadro narcisistico patologico. Il narcisismo, nel linguaggio clinico, non è una macchia morale, ma una ferita dell'identità: spesso chi ne soffre fatica a riconoscere l'altro come soggetto autonomo proprio perché ha bisogno di conferme costanti per non crollare. Ma quello che Lei descrive — il desiderio di isolarsi, la vergogna di incrociare gli sguardi, il timore di aver deluso o ferito qualcuno — sembra parlare più di una profonda fragilità relazionale e di una "zona di comfort" intesa come un rifugio contro il dolore del sentirsi costantemente inadeguati o esposti al giudizio altrui. La tendenza a prendersi tutta la responsabilità per la fine dei rapporti è una forma di sofferenza profonda, non una prova di cattiveria. La psicoterapia può intervenire proprio su questo punto: non per dare una "conferma" alle Sue paure peggiori, ma per esplorare come queste matrici di isolamento si siano formate e perché Lei senta che la Sua unica salvezza sia non farsi più vedere. Spostare lo sguardo dal "cosa ho di sbagliato" al "come posso tornare a sentirmi sicura in una relazione" è il primo passo per uscire da questa prigione di sensi di colpa. Resto a Sua disposizione se desiderasse approfondire questi vissuti in un clima di accoglienza e totale assenza di giudizio. Con la speranza che possa presto concedersi un po' di clemenza, Dott.ssa Giovanna Costanzo Psicoterapeuta
Grazie per la sua domanda. Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come nei momenti di particolare stress, durante problemi di salute o in occasione di cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido supporto. Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile delle difficoltà. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute. Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità. Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp al numero 349-75.1 8.934, oppure utilizzando i recapiti indicati sulla piattaforma miodottore.it. Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri. Cordiali saluti, Dott. Michele Scala Psicologo Psicoterapeuta
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.















