Ho letto online un articolo dove si parlava di ansia collegata e a ipertiroidite ( di cui soffro da
24
risposte
Ho letto online un articolo dove si parlava di ansia collegata e a ipertiroidite ( di cui soffro da bambina ) potrebbe essere questo il motivo ? Mi è venuto in mente che per la durata della vacanza ho dimenticato di prendere l’euritox il farmaco per la tiroide. Qualche volta già è capitato ma non per piu di 3/4 giorni, potrebbe essere stato questo piu l angoscia per il ritorno ?
Gentile utente, innanzitutto è bene che si rivolga al suo medico di base per chiarire la dimenticanza ed eventuali controlli da effettuare. Per quanto riguarda la connessione su cui si interroga la risposta è dipende. Dipende dal tipo di diagnosi tiroidea ricevuta e fattori interconnessi. Per ciò che concerne la sua sensazione di ansia/angoscia, probabilmente, anche solo il fatto di aver dimenticato per un lungo periodo un farmaco necessario, può aver causato agitazione. Rimango a disposizione. Dott.ssa Giulia Bernardinello.
Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online
Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.
Mostra risultati Come funziona?
Buon giorno. Le sintomatologie ansiose portano spesso chi soffre a cercare informazioni online allo scopo di trovare eventuali risposte che possano in qualche modo tranquillizzare o confermare pareri dati da terzi. Nella mia pratica clinica da psicoterapeuta sconsiglio di leggere online perché fuorviante. Chieda e si consulti esclusivamente con il suo psichoterapeuta o con il medico che le ha prescritto i farmaci. Cordialmente Gian Piero Dott Grandi
Salve, sarebbe utile per lei rivolgere questa domanda al suo medico di fiducia, il quale conosce bene la situazione.
Eviti di cercare informazioni su internet.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Eviti di cercare informazioni su internet.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buonasera,
come probabilmente avrà sperimentato in passato, alcuni sintomi dell'ipertiroidismo possono essere confusi con alcuni sintomi ansiosi come ipersudorazione, tachicardia etc. Nel suo caso, le consiglio di rivolgersi al suo medico per comprendere se l'esperienza vissuta possa essere legata alla dimenticanza del farmaco. Tuttavia, una condizione non esclude l'altra. Perciò se ha sperimentato un senso di angoscia e si sente ancora così dopo aver ripreso il farmaco, potrebbe essere utile rivolgersi ad uno psicoterapeuta e fare i dovuti approfondimenti del caso.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Pinna
come probabilmente avrà sperimentato in passato, alcuni sintomi dell'ipertiroidismo possono essere confusi con alcuni sintomi ansiosi come ipersudorazione, tachicardia etc. Nel suo caso, le consiglio di rivolgersi al suo medico per comprendere se l'esperienza vissuta possa essere legata alla dimenticanza del farmaco. Tuttavia, una condizione non esclude l'altra. Perciò se ha sperimentato un senso di angoscia e si sente ancora così dopo aver ripreso il farmaco, potrebbe essere utile rivolgersi ad uno psicoterapeuta e fare i dovuti approfondimenti del caso.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Pinna
Buonasera, come precedentemente indicato le dai miei colleghi i dubbi sulla correlazione tra ansia e tiroide dovrebbe esporli al medico che la segue il quale le darà le indicazioni più opportune. Per quanto concerne l'ansia e il ricercare risposte su Internet.... Posso comprendere il desiderio di risolvere il più celermente possibile un disagio o un malessere ma spesso internet alimenta gli Stati ansiosi poiché crea confusione dando risposte a situazioni generiche non potendo rispondere ad una condizione specifica, pertanto le suggerisco di definire la questione tiroide con il suo medico ed in seguito approfondire con uno specialista le situazioni che le generano ansia, ad esempio il viaggio di ritorno.
Buona serata dott. Ssa Bianchi
Buona serata dott. Ssa Bianchi
Buongiorno. La penso come i miei colleghi rispetto alle informazioni online. A volte sono utili, ma soprattutto confondono e creano ancora più dubbi. Chieda al suo medico di base/endocrinologo rispetto alla sintomatologia che descrive e, successivamente, può pensare di rivolgersi ad un terapeuta per lavorare sull’ansia. Bisogna prima escludere cause mediche per poter pensare a cause psicologiche. Saluti Chiara Tomassoni
Gentile signora,
fa bene ad avere dei dubbi sul suo stato ansioso. E' sempre meglio indagare a fondo. Si rivolga al suo medico di fiducia,e al suo endocrinologo. Se la terapia ha effetto sul funzionamento della sua tiroide, e i sintomi ansiosi persistono, allora si può valutare un consulto psicologico.
Con i migliori auguri,
dr. Ventura
fa bene ad avere dei dubbi sul suo stato ansioso. E' sempre meglio indagare a fondo. Si rivolga al suo medico di fiducia,e al suo endocrinologo. Se la terapia ha effetto sul funzionamento della sua tiroide, e i sintomi ansiosi persistono, allora si può valutare un consulto psicologico.
Con i migliori auguri,
dr. Ventura
Buongiorno, i suoi dubbi potrà condividerli con il suo medico di fiducia. Concordo con i colleghi le info su internet sono utili ma talvolta fuorvianti. Qualora il suo stato ansioso persista, le consiglio di rivolgersi a uno psicologo/psicoterapeuta. Cordiali saluti dott.ssa Troisi
Gentile utente di mio dottore,
è importante che lei ponga questa domanda al medico che la tiene in cura, il quale conosce bene la situazione.
Potrà sicuramente chiarirle ogni dubbio.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
è importante che lei ponga questa domanda al medico che la tiene in cura, il quale conosce bene la situazione.
Potrà sicuramente chiarirle ogni dubbio.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Buonasera! Non c'è una risposta univoca. Dovrebbe chiedere al medico che ha in cura se l'ansia può essere dovuta esclusivamente al farmaco. Leggere su internet è un modo di placare l'ansia ma non sempre porta a risposte idonee. Ogni caso è un caso a sé. Se il suo medico dovesse escludere quanto detto sopra, allora ci sarebbero altri aspetti psicologici da affrontare in un contesto adeguato come il setting di uno psicoterapeuta.
Saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Gentile utente le consiglio di rivolgersi al medico che la ha in cura . Se vengono escluse cause organiche per la sua ansia ed essa continua a persistere le consiglio di intraprendere un percorso psicoterapeutico che la porterà alla risoluzione della sua problematica . Per qualsiasi informazione resto a sua disposizione. Cordiali saluti
Gentile utente, una volta accertato con il medico di riferimento che, dal punto di vista organico, non vi siano nuovi elementi di cui tenere conto, potrebbe essere importante comprendere se l'ansia possa trovare una diversa spiegazione e, di conseguenza, una risoluzione nell'economia del suo peculiare ed unico funzionamento psichico. Nell'ambito della psiche, infatti, non è possibile alcuna generalizzazione. Resto a sua disposizione per eventuali chiarimenti. Un caro saluto. silvia rondi
Salve,
ne parli con il medico curante.
Un saluto,
MMM
ne parli con il medico curante.
Un saluto,
MMM
Salve, è buona prassi per tutte le terapie farmacologiche non saltarne l'assunzione e rispettarne la posologia, in ogni caso la tiroide regola diverse funzioni dell'organismo, pertanto le disfunzioni che la riguardano determinano scompensi, anche sull'attivazione emotiva.
Nell'auspicio di esserLe stata utile Le auguro una pronta ripresa.
Dott.ssa Rita Chianese
Nell'auspicio di esserLe stata utile Le auguro una pronta ripresa.
Dott.ssa Rita Chianese
Buongiorno, ricercare le informazioni on-line sulla sintomatologia non è sempre una buona idea; piuttosto approfondisca le sue preoccupazioni con il medico curante. Inoltre, non ha mai svolto un percorso psicoterapeutico per l'ansia? Cordiali saluti Dr.ssa Claudia Sposini
Salve, su internet molto spesso si trovano informazioni variegate e ambigue che contribuiscono ad aumentare il disorientamento della persona. Per ciò che riguarda il farmaco, credo che esporre i suoi quesiti al medico sia la soluzione migliore. Per quanto riguarda, invece, lo stato ansioso, ritengo che il farmaco, da solo, risolva una parte del problema ma le cause ed i fattori di mantenimento del disturbo andrebbero affrontati tramite supporto psicologico, qualora questi diventino troppo complessi da gestire.
Cordialmente, dott. FDL
Cordialmente, dott. FDL
Buongiorno, le consiglio di non fare autodiagnosi su interne ma di contattare il suo medico di riferimento, che saprà sicuramente darle informazioni più chiare e sicure. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Buongiorno,
gli stati ansiosi possono avere tantissime cause.
Credo che potrebbe esserle di aiuto sia contattare il suo medico di base per fare eventuali esami di aggiornamento per la tiroide sia contattare uno psicologo. All'interno di un percorso terapeutico avrebbe infatti la possibilità di parlare della sua ansia, di ciò che prova, di cercare di comprendere da dove deriva e come affrontarla. Sicuramente potrebbe essere una buona strada per ritrovare un poco di serenità.
Per qualsiasi cosa, sono disponibile.
Le auguro una buona giornata,
Dott.ssa Alice Carbone
gli stati ansiosi possono avere tantissime cause.
Credo che potrebbe esserle di aiuto sia contattare il suo medico di base per fare eventuali esami di aggiornamento per la tiroide sia contattare uno psicologo. All'interno di un percorso terapeutico avrebbe infatti la possibilità di parlare della sua ansia, di ciò che prova, di cercare di comprendere da dove deriva e come affrontarla. Sicuramente potrebbe essere una buona strada per ritrovare un poco di serenità.
Per qualsiasi cosa, sono disponibile.
Le auguro una buona giornata,
Dott.ssa Alice Carbone
Buongiorno,
si rivolga al suo medico di base che la saprà aiutare al meglio per la questione farmacologica.
Riguardo al contributo dell'ansia non conosco correlazioni tra i due ma senz'altro l'ansia a lungo andare infiamma l'organismo e quindi può predisporre ad un'accentuazione dei sintomi di patologie già presenti.
Cordiali saluti.
Dott. Leonardo Gottardo.
si rivolga al suo medico di base che la saprà aiutare al meglio per la questione farmacologica.
Riguardo al contributo dell'ansia non conosco correlazioni tra i due ma senz'altro l'ansia a lungo andare infiamma l'organismo e quindi può predisporre ad un'accentuazione dei sintomi di patologie già presenti.
Cordiali saluti.
Dott. Leonardo Gottardo.
Buongiorno per quanto riguarda l’utilizzo dei farmaci e i loro effetti le consiglio di rivolgersi al medico che glieli ha prescritti Cordiali saluti Dottor Luca Ferretti
Buongiorno,
l'ipertiroidismo in effetti produce un aumento di attivazione del sistema nervoso autonomo simpatico, con la possibilità che si verifichino sintomi neurovegetativi simili a quelli presenti nell'ansia.
Per quanto riguarda l'ansia per il ritorno, può essere che le due cose si sovrappongano.
Saluti,
Luca
l'ipertiroidismo in effetti produce un aumento di attivazione del sistema nervoso autonomo simpatico, con la possibilità che si verifichino sintomi neurovegetativi simili a quelli presenti nell'ansia.
Per quanto riguarda l'ansia per il ritorno, può essere che le due cose si sovrappongano.
Saluti,
Luca
L'ipertiroidismo può provocare sintomi simili a quelli dell'ansia, perciò se questi si manifestano solo in assenza del farmaco per la tiroide potrebbero essere effettivamente legati al problema tiroideo.
Salve, comprendo i suoi dubbi, e in effetti è naturale cercare spiegazioni mediche quando si vive un periodo di ansia intensa. L’ipertiroidite può influenzare l’umore e l’ansia, perché gli ormoni tiroidei giocano un ruolo importante nel metabolismo, nell’energia e nella regolazione emotiva. Saltare il farmaco per qualche giorno, soprattutto se abitualmente la terapia è costante, può accentuare sintomi come nervosismo, tachicardia, agitazione o sensazione di “nodo alla gola”.
Detto questo, il fatto che i sintomi si accentuino quando pensa o si preoccupa è tipico anche dell’ansia stessa: il corpo reagisce alla paura e allo stress reale o anticipato, creando sensazioni fisiche che spesso sembrano peggiorare senza motivo. È quindi molto probabile che i suoi sintomi siano il risultato di una combinazione tra lieve sbilanciamento tiroideo per la mancata assunzione del farmaco e l’ansia legata al ritorno e alla concentrazione sui sintomi fisici.
Il primo passo utile è riprendere regolarmente il farmaco per la tiroide e monitorare i sintomi, possibilmente segnalandoli al suo endocrinologo, che potrà valutare se serve un aggiustamento temporaneo della terapia. Parallelamente, strategie di regolazione emotiva come respirazione profonda, grounding e mindfulness possono aiutare a ridurre l’angoscia legata ai pensieri e alle paure, permettendo al corpo di rilassarsi anche quando l’ansia si manifesta.
Se vuole, possiamo anche costruire insieme un percorso mirato per gestire l’ansia legata al corpo e alle condizioni mediche, così da affrontare con più sicurezza e calma i sintomi e ridurre il rimuginio e la paura anticipatoria.
Detto questo, il fatto che i sintomi si accentuino quando pensa o si preoccupa è tipico anche dell’ansia stessa: il corpo reagisce alla paura e allo stress reale o anticipato, creando sensazioni fisiche che spesso sembrano peggiorare senza motivo. È quindi molto probabile che i suoi sintomi siano il risultato di una combinazione tra lieve sbilanciamento tiroideo per la mancata assunzione del farmaco e l’ansia legata al ritorno e alla concentrazione sui sintomi fisici.
Il primo passo utile è riprendere regolarmente il farmaco per la tiroide e monitorare i sintomi, possibilmente segnalandoli al suo endocrinologo, che potrà valutare se serve un aggiustamento temporaneo della terapia. Parallelamente, strategie di regolazione emotiva come respirazione profonda, grounding e mindfulness possono aiutare a ridurre l’angoscia legata ai pensieri e alle paure, permettendo al corpo di rilassarsi anche quando l’ansia si manifesta.
Se vuole, possiamo anche costruire insieme un percorso mirato per gestire l’ansia legata al corpo e alle condizioni mediche, così da affrontare con più sicurezza e calma i sintomi e ridurre il rimuginio e la paura anticipatoria.
Buonasera,
il collegamento che ha fatto è comprensibile: quando si soffre da tempo di una condizione medica, è naturale interrogarsi su quanto possa incidere sul proprio stato emotivo.
Dal punto di vista psicologico, però, è importante considerare che l’ansia non è quasi mai monocausale. Spesso nasce dall’interazione tra fattori fisiologici, vulnerabilità personali e situazioni di vita. Il rientro dalle vacanze, ad esempio, è un momento che per molte persone riattiva senso di responsabilità, pressioni, pensieri anticipatori e può far emergere un’angoscia latente.
Quando l’organismo attraversa un cambiamento — che sia legato a ritmi diversi, sonno alterato, sospensione di routine abituali — il sistema nervoso può diventare più reattivo. In chi ha una predisposizione ansiosa, questo può tradursi in:
• aumento dell’attivazione interna;
• maggiore attenzione ai segnali corporei;
• interpretazioni preoccupate (“e se fosse qualcosa di grave?”);
• circolo vizioso tra sintomo e paura del sintomo.
È proprio questo meccanismo di iperfocalizzazione che spesso mantiene l’angoscia, più ancora dell’evento iniziale.
La domanda più utile ora non è tanto “qual è stata la causa precisa?”, ma:
• L’ansia si sta autoalimentando attraverso il controllo continuo dei sintomi?
• Sto cercando di rassicurarmi in modo ripetitivo?
• Evito qualcosa per paura di peggiorare?
Se i sintomi sono comparsi in concomitanza con il rientro e con una variazione della routine, potrebbe trattarsi di una fase di riassestamento psicofisico. Se invece persistono o aumentano, può essere utile un confronto clinico per lavorare sui meccanismi di mantenimento dell’ansia, indipendentemente dal fattore scatenante iniziale.
L’aspetto positivo è che lei ha consapevolezza dei suoi processi interni. Ora l’obiettivo è interrompere il ciclo di controllo e preoccupazione, riportando gradualità e stabilità nella routine quotidiana.
Se vuole, possiamo ragionare insieme su quali sintomi la spaventano di più in questo momento e su come sta reagendo mentalmente ad essi.
il collegamento che ha fatto è comprensibile: quando si soffre da tempo di una condizione medica, è naturale interrogarsi su quanto possa incidere sul proprio stato emotivo.
Dal punto di vista psicologico, però, è importante considerare che l’ansia non è quasi mai monocausale. Spesso nasce dall’interazione tra fattori fisiologici, vulnerabilità personali e situazioni di vita. Il rientro dalle vacanze, ad esempio, è un momento che per molte persone riattiva senso di responsabilità, pressioni, pensieri anticipatori e può far emergere un’angoscia latente.
Quando l’organismo attraversa un cambiamento — che sia legato a ritmi diversi, sonno alterato, sospensione di routine abituali — il sistema nervoso può diventare più reattivo. In chi ha una predisposizione ansiosa, questo può tradursi in:
• aumento dell’attivazione interna;
• maggiore attenzione ai segnali corporei;
• interpretazioni preoccupate (“e se fosse qualcosa di grave?”);
• circolo vizioso tra sintomo e paura del sintomo.
È proprio questo meccanismo di iperfocalizzazione che spesso mantiene l’angoscia, più ancora dell’evento iniziale.
La domanda più utile ora non è tanto “qual è stata la causa precisa?”, ma:
• L’ansia si sta autoalimentando attraverso il controllo continuo dei sintomi?
• Sto cercando di rassicurarmi in modo ripetitivo?
• Evito qualcosa per paura di peggiorare?
Se i sintomi sono comparsi in concomitanza con il rientro e con una variazione della routine, potrebbe trattarsi di una fase di riassestamento psicofisico. Se invece persistono o aumentano, può essere utile un confronto clinico per lavorare sui meccanismi di mantenimento dell’ansia, indipendentemente dal fattore scatenante iniziale.
L’aspetto positivo è che lei ha consapevolezza dei suoi processi interni. Ora l’obiettivo è interrompere il ciclo di controllo e preoccupazione, riportando gradualità e stabilità nella routine quotidiana.
Se vuole, possiamo ragionare insieme su quali sintomi la spaventano di più in questo momento e su come sta reagendo mentalmente ad essi.
Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.