Ho iniziato a frequentarmi con un ragazzo, che faceva parte della compagnia di amici. Lui 34, io 31.
20
risposte
Ho iniziato a frequentarmi con un ragazzo, che faceva parte della compagnia di amici. Lui 34, io 31. Lui si è lasciato pochi mesi fa da una storia di 7 anni. Io vivo in Calabria, lui in Trentino. Lui è partito in quinta in questa prima frequentazione, è venuto a trovarmi due volte, mi ha invitata ad andare in viaggio con lui in Spagna e in Francia, dove ho conosciuto anche suoi amici cari. Era molto preso, si è fatto prendere dall'emozione e dai sentimenti esplosivi che ha sentito per me all'inizio. Dopo che si era lasciato aveva avuto un'altra piccola frequentazione con una ragazza da cui però non voleva niente di più che sesso, e ci si era poi distaccato. Con me a un certo punto ha parlato di sentimenti. Ci siamo confidati il fatto che entrambi avevamo iniziato a fare i classici pensieri-sviaggioni su un ipotetico futuro, per esempio sapendo che a me a dicembre sarebbe scaduto il contratto lui aveva pensato "chissa, potremmo almeno avvicinarci", e così anche io. Insomma, sono stata travolta da questo "amore" iniziale.
Fino al giorno in cui ha incominciato a dirmi (in realtà non voleva crearne un dramma) che nei momenti di distanza, quando riusciva a non stare in fissa con me con i pensieri, si rendeva conto che la sua necessità più profonda era stare solo, nel senso di "sentirsi solo", per via della relazione appena finita. Non che ci siano ancora possibilità con la sua ex, si tratta proprio di un'esigenza viscerale, che io tra l'altro comprendo bene perchè anni fa la provai anche io.
Questa esigenza ha preso il sopravvento fino alla chiamata finale, su cui continuo a rimuginare come un'ossessa, in cui lui con voce tremolante mi ha detto "io non so se ci riesco". Stando a discorsi precedenti, lui dice che avendo iniziato a sentire cose più forti, mettendosi le cose più serie, si è reso conto di non potercela fare, o meglio di non sapere se riuscirebbe a metterci energie in una nuova relazione. Ed è finita, sono passate due settimane e non è più tornato indietro.
Io mi sento distrutta, nonostante gli avessi detto che lo capivo dentro di me pensavo di essere l'eccezione a questo discorso, perchè lui me lo ha fatto "credere" in questi mesi di altissimo coinvolgimento.
Io mi sento distrutta. Continuo a pensare: avrà un'altra? Non gli piacevo più, è questa la verità, altrimenti il sentimento avrebbe prevalso su questa razionalità? E rimugino su tutte le parole dette cercando delle "prove" del fatto che davvero lui era preso di me, e che adesso anche lui starà soffrendo per questa perdita. Tuttavia, poi mi illumino tristemente e mi dico che lui ha voluto chiudere, punto, che lui ha deciso di prendere le distanze e che quindi lui starà bene nella sua scelta perchè è quello che voleva, e penso che l'ultimo periodo mi ha vissuta come un accollo, perchè anche io sentendo che lui aveva questi pensieri sono diventata più richiedente e lui si è sentito soffocare.
Nella nostra chiamata io gli ho detto quello che provavo: che mi mancava, che avevo voglia di stare con lui, che avevo voglia di fare l'amore con lui. Solo una volta l'ho detto, non so perchè, ma adesso mi sento anche così stupida e ridicola perchè lui non ricambia queste parole, lui ha solo saputo dire "io non lo so se posso, io non lo so se ci riesco". Mi sento ridicola, mi ha travolta lui in tutta questa situazione e poi mi ha esclusa brutalmente.
Fino al giorno in cui ha incominciato a dirmi (in realtà non voleva crearne un dramma) che nei momenti di distanza, quando riusciva a non stare in fissa con me con i pensieri, si rendeva conto che la sua necessità più profonda era stare solo, nel senso di "sentirsi solo", per via della relazione appena finita. Non che ci siano ancora possibilità con la sua ex, si tratta proprio di un'esigenza viscerale, che io tra l'altro comprendo bene perchè anni fa la provai anche io.
Questa esigenza ha preso il sopravvento fino alla chiamata finale, su cui continuo a rimuginare come un'ossessa, in cui lui con voce tremolante mi ha detto "io non so se ci riesco". Stando a discorsi precedenti, lui dice che avendo iniziato a sentire cose più forti, mettendosi le cose più serie, si è reso conto di non potercela fare, o meglio di non sapere se riuscirebbe a metterci energie in una nuova relazione. Ed è finita, sono passate due settimane e non è più tornato indietro.
Io mi sento distrutta, nonostante gli avessi detto che lo capivo dentro di me pensavo di essere l'eccezione a questo discorso, perchè lui me lo ha fatto "credere" in questi mesi di altissimo coinvolgimento.
Io mi sento distrutta. Continuo a pensare: avrà un'altra? Non gli piacevo più, è questa la verità, altrimenti il sentimento avrebbe prevalso su questa razionalità? E rimugino su tutte le parole dette cercando delle "prove" del fatto che davvero lui era preso di me, e che adesso anche lui starà soffrendo per questa perdita. Tuttavia, poi mi illumino tristemente e mi dico che lui ha voluto chiudere, punto, che lui ha deciso di prendere le distanze e che quindi lui starà bene nella sua scelta perchè è quello che voleva, e penso che l'ultimo periodo mi ha vissuta come un accollo, perchè anche io sentendo che lui aveva questi pensieri sono diventata più richiedente e lui si è sentito soffocare.
Nella nostra chiamata io gli ho detto quello che provavo: che mi mancava, che avevo voglia di stare con lui, che avevo voglia di fare l'amore con lui. Solo una volta l'ho detto, non so perchè, ma adesso mi sento anche così stupida e ridicola perchè lui non ricambia queste parole, lui ha solo saputo dire "io non lo so se posso, io non lo so se ci riesco". Mi sento ridicola, mi ha travolta lui in tutta questa situazione e poi mi ha esclusa brutalmente.
Salve paziente anonima
La sua lunga email evince due aspetti importanti su cui vale la pena riflettere
1) la delusione e il senso di perdita dopo aver creduto di aver trovato l'amore purtroppo è un" lutto "fisiologico" e ci sta la tristezza e il desiderio di voler in qualche modo provare a riparare
La invito però a riflettere sul fatto che questo ragazzo evidentemente è più fragile di quanto sembra e non se la sente di impegnarsi di nuovo... Quando si esce da una relazione lunga non è facile tornare a impegnarsi (e questo ci sta) ma l' aspetto su cui deve riflettere è questo perché supplicarlo?... Perché non pensare che non dipende da lei ( con attacco a sua autostima) ma da sua insicurezza?
Inoltre siamo sicure che dietro tutto questo non si nasconde una dipendenza affettiva? Dal parere e giudizio dell'altro?
( valgo se mi ama non valgo se non mi ama)? Ci rifletta e se non riesce a trovare il suo spazio sacro da sola ( io valgo) chieda aiuto ad esperti
In bocca al lupo
Dott.ssaLorenzini Maria santa psicoterapeuta
La sua lunga email evince due aspetti importanti su cui vale la pena riflettere
1) la delusione e il senso di perdita dopo aver creduto di aver trovato l'amore purtroppo è un" lutto "fisiologico" e ci sta la tristezza e il desiderio di voler in qualche modo provare a riparare
La invito però a riflettere sul fatto che questo ragazzo evidentemente è più fragile di quanto sembra e non se la sente di impegnarsi di nuovo... Quando si esce da una relazione lunga non è facile tornare a impegnarsi (e questo ci sta) ma l' aspetto su cui deve riflettere è questo perché supplicarlo?... Perché non pensare che non dipende da lei ( con attacco a sua autostima) ma da sua insicurezza?
Inoltre siamo sicure che dietro tutto questo non si nasconde una dipendenza affettiva? Dal parere e giudizio dell'altro?
( valgo se mi ama non valgo se non mi ama)? Ci rifletta e se non riesce a trovare il suo spazio sacro da sola ( io valgo) chieda aiuto ad esperti
In bocca al lupo
Dott.ssaLorenzini Maria santa psicoterapeuta
Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online
Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.
Mostra risultati Come funziona?
Buonasera, razionalmente il racconto appare molto centrato e l'ulitma frase del sentirsi ridicola per dei sentimenti che si sono provati credo sia troppo severa verso se stessa. Giustamente non è dato sapere cosa abbia portato questo ragazzo ad abbandonare il campo ma cio che conta e che l'amore e i sentimenti profondi si costruiscono in due, che ciascuno puo utilizzare il proprio 50% di responsabilità per far funzionare o sabotare la relazione e che ciascuno porta dentro quei sentimenti molte parti buie di sè disfunzionali e non costruttuve. Da oggi cominci di nuovo da sè stessa, cerchi di realizzare il proprio bene lasciando andare cio che è stato; ricordi che cio che è già accaduto non si puo cambiare, che il futuro non lo conosciamo e appare molto proficuo utilizzare bene il nostro oggi come unica opportunità. Domani quando si sveglieremo sarà un altro oggi. Si impegni a realizzare sè stessa e ricordi la felicità non dipende dagli altri ma siamo noi i veri artefici del nostro bene.
Quello che descrivi è un dolore profondo e comprensibile. Hai vissuto un coinvolgimento intenso, in cui ti sei lasciata trasportare da emozioni autentiche e da una connessione che, almeno inizialmente, sembrava reciproca. Quando una storia nasce con così tanta passione, è naturale costruire delle aspettative, immaginare un futuro, credere che i sentimenti possano bastare a superare tutto.
Tuttavia, quello che spesso accade — soprattutto quando una persona esce da una relazione lunga e significativa — è che i bisogni emotivi non siano ancora del tutto chiari, e che l’entusiasmo iniziale nasconda un desiderio di riempire un vuoto più che una reale disponibilità a costruire qualcosa di nuovo. Lui stesso, da quanto racconti, sembra aver preso coscienza di questa sua necessità solo dopo aver sperimentato il vostro legame più da vicino.
Questo non significa che ciò che avete vissuto non fosse autentico: probabilmente lo è stato. Ma il fatto che lui senta il bisogno di stare solo non sminuisce la tua importanza, né il valore di quello che avete condiviso. È una fase di disallineamento: tu eri pronta a investire, lui invece ha sentito il bisogno di ritirarsi.
Il dolore che provi ora è legato anche al senso di rifiuto e alla perdita improvvisa di qualcosa che ti aveva fatto sentire viva e desiderata. È normale rimuginare, cercare spiegazioni, chiedersi se avrebbe potuto andare diversamente. Ma non c’è nulla di ridicolo o sbagliato nel modo in cui ti sei mostrata: hai solo espresso sinceramente i tuoi sentimenti.
In questo momento può esserti utile prenderti del tempo per elaborare ciò che è accaduto, accogliendo il dolore senza giudicarti. Ricorda che anche i legami brevi possono lasciare segni profondi, e che la sofferenza che provi è una parte naturale del processo di separazione.
Per approfondire e comprendere meglio le dinamiche emotive che stai vivendo, può essere molto utile rivolgersi a uno specialista, che possa accompagnarti nel dare senso a tutto questo e aiutarti a ritrovare equilibrio e serenità.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa – Psicoterapeuta – Sessuologa
Tuttavia, quello che spesso accade — soprattutto quando una persona esce da una relazione lunga e significativa — è che i bisogni emotivi non siano ancora del tutto chiari, e che l’entusiasmo iniziale nasconda un desiderio di riempire un vuoto più che una reale disponibilità a costruire qualcosa di nuovo. Lui stesso, da quanto racconti, sembra aver preso coscienza di questa sua necessità solo dopo aver sperimentato il vostro legame più da vicino.
Questo non significa che ciò che avete vissuto non fosse autentico: probabilmente lo è stato. Ma il fatto che lui senta il bisogno di stare solo non sminuisce la tua importanza, né il valore di quello che avete condiviso. È una fase di disallineamento: tu eri pronta a investire, lui invece ha sentito il bisogno di ritirarsi.
Il dolore che provi ora è legato anche al senso di rifiuto e alla perdita improvvisa di qualcosa che ti aveva fatto sentire viva e desiderata. È normale rimuginare, cercare spiegazioni, chiedersi se avrebbe potuto andare diversamente. Ma non c’è nulla di ridicolo o sbagliato nel modo in cui ti sei mostrata: hai solo espresso sinceramente i tuoi sentimenti.
In questo momento può esserti utile prenderti del tempo per elaborare ciò che è accaduto, accogliendo il dolore senza giudicarti. Ricorda che anche i legami brevi possono lasciare segni profondi, e che la sofferenza che provi è una parte naturale del processo di separazione.
Per approfondire e comprendere meglio le dinamiche emotive che stai vivendo, può essere molto utile rivolgersi a uno specialista, che possa accompagnarti nel dare senso a tutto questo e aiutarti a ritrovare equilibrio e serenità.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa – Psicoterapeuta – Sessuologa
Buongiorno cara utente, quello che sta attraversando è profondamente umano: l'incontro con l'altro può risvegliare emozioni intense, speranze, desideri di futuro, ma quando tutto questo si interrompe bruscamente, è naturale sentirsi travolti, confusi, persino ingannati. Il dolore che descrive non è solo per la fine di un rapporto, ma anche per la frattura tra ciò che era stato promesso, o che sembrava esserlo, e ciò che è poi accaduto. È importante dare dignità a questo sentire, senza affrettarsi a dare risposte o a colpevolizzarsi. Forse, in questo momento, più che capire “perché” sia finita, è essenziale restare in ascolto di ciò che si muove dentro di lei, delle ferite, delle domande, del senso di smarrimento. Se desidera, possiamo esplorare insieme tutto questo, con rispetto e delicatezza. Resto a disposizione per qualsiasi domanda, sono disponibile anche per terapie online. Un affettuoso saluto, d.ssa Cristina Sinno
Buongiorno, purtroppo leggo solo ora e non so quanto tempo sia passato da questo messaggio. Mi spiace sentire come si giudica in malo modo. Lei è stata trasparente con se stessa e con i suoi sentimenti verso di lui, questo non è stupido, questo è coraggioso! Essere liberi di essere se stessi credo sia ciò che di più meraviglioso possiamo avere. Arriverà la persona giusta per lei, quella che non la farà sentire stupida perché ama.
Buonasera, da quello che racconta, sembra che lei si sia trovata immersa in una relazione nata in modo intenso, con un forte coinvolgimento emotivo reciproco, ma in un momento di fragilità da parte di lui. Quando una persona esce da una relazione lunga e importante, come nel suo caso, spesso porta dentro di sé un bisogno profondo di “riconnettersi con sé stesso”. Anche se prova un trasporto genuino verso qualcun altro, può accadere che quella parte ancora ferita o spaventata non sia pronta a costruire un nuovo legame stabile. Non è necessariamente mancanza di sentimento verso di lei: può trattarsi piuttosto di un conflitto interno tra il desiderio di vicinanza e il bisogno di autonomia e spazio per elaborare il passato. Lei ha vissuto un’esperienza che si è sviluppata in modo travolgente e rapido: quando ci sentiamo scelti con tale intensità, è naturale credere che quell’energia significhi stabilità, che l’altro abbia “deciso” di amarci davvero. Ma spesso l’inizio così passionale è anche un modo per colmare un vuoto, e quando quel vuoto riaffiora, la persona si ritrae, lasciando l’altro confuso e ferito.
Non c’è nulla di “ridicolo” o di “sbagliato” in ciò che ha detto o fatto. Ha espresso ciò che sentiva: il desiderio di vicinanza, di intimità, di mantenere un legame che per lei aveva un valore autentico. Questo non la rende debole, ma semplicemente umana. È importante che non confonda la sua sensibilità con una colpa.
In questo momento, il suo dolore nasce non solo dalla perdita di lui, ma anche dalla frattura tra ciò che sperava e ciò che è accaduto.
Le suggerirei, se riesce, di spostare gradualmente l’attenzione da ciò che “non ha potuto essere” a ciò che lei ha vissuto e provato: l’intensità, la capacità di amare, il coraggio di lasciarsi andare. Sono qualità preziose, che non dipendono dal comportamento dell’altro. È comprensibile che oggi senta un vuoto, ma col tempo potrà riconoscere che la sua disponibilità emotiva non è stata uno sbaglio, bensì una testimonianza della sua capacità di amare in modo autentico. Qualora sentisse di non riuscire ad elaborare queste emozioni, un colloquio con uno psicoterapeuta potrebbe aiutarla a comprendere meglio cosa prova. Un caro saluto
Non c’è nulla di “ridicolo” o di “sbagliato” in ciò che ha detto o fatto. Ha espresso ciò che sentiva: il desiderio di vicinanza, di intimità, di mantenere un legame che per lei aveva un valore autentico. Questo non la rende debole, ma semplicemente umana. È importante che non confonda la sua sensibilità con una colpa.
In questo momento, il suo dolore nasce non solo dalla perdita di lui, ma anche dalla frattura tra ciò che sperava e ciò che è accaduto.
Le suggerirei, se riesce, di spostare gradualmente l’attenzione da ciò che “non ha potuto essere” a ciò che lei ha vissuto e provato: l’intensità, la capacità di amare, il coraggio di lasciarsi andare. Sono qualità preziose, che non dipendono dal comportamento dell’altro. È comprensibile che oggi senta un vuoto, ma col tempo potrà riconoscere che la sua disponibilità emotiva non è stata uno sbaglio, bensì una testimonianza della sua capacità di amare in modo autentico. Qualora sentisse di non riuscire ad elaborare queste emozioni, un colloquio con uno psicoterapeuta potrebbe aiutarla a comprendere meglio cosa prova. Un caro saluto
Buongiorno, comprendo la sofferenza che può provare in questo momento, ritengo tuttavia che quest'episodio possa essere per lei l'opportunità per lavorare profondamente sulle insicurezze che riporta. Non possiamo decidere cosa ci accade ma possiamo lavorare su quello che ci è accaduto in modo da trasformarlo in un'opportunità di crescita.
Rimango a sua disposizione
Dott.ssa Giulia Diener
Rimango a sua disposizione
Dott.ssa Giulia Diener
Carissima,
leggo il suo dolore per la fine di queste relazione e mi dispiace molto per la sua sofferenza.
Credo, prima di tutto che non debba in alcun modo sentirsi "ridicola". Esprime le emozioni è un atto di coraggio che purtroppo in molti non riescono a fare. Si è vissuta la sua esperienza e non c'è nulla di sbagliato in questo o che debba recriminarsi. Anche se adesso non lo vede, sappia che ogni esperienza, anche negativa, ci aiuta a crescere e ad avere più consapevolezza di noi. Ne faccia tesoro e non sia dia colpe. Ciò che viene vissuto con autenticità, ripaga sempre positivamente.
Rimango a disposizione e nel frattempo le auguro di essere forte e di affrontare con determinazione e consapevolezza questo periodo.
Un caro saluto.
leggo il suo dolore per la fine di queste relazione e mi dispiace molto per la sua sofferenza.
Credo, prima di tutto che non debba in alcun modo sentirsi "ridicola". Esprime le emozioni è un atto di coraggio che purtroppo in molti non riescono a fare. Si è vissuta la sua esperienza e non c'è nulla di sbagliato in questo o che debba recriminarsi. Anche se adesso non lo vede, sappia che ogni esperienza, anche negativa, ci aiuta a crescere e ad avere più consapevolezza di noi. Ne faccia tesoro e non sia dia colpe. Ciò che viene vissuto con autenticità, ripaga sempre positivamente.
Rimango a disposizione e nel frattempo le auguro di essere forte e di affrontare con determinazione e consapevolezza questo periodo.
Un caro saluto.
Salve, quando si è travolti da un coinvolgimento forte, specialmente se alimentato da gesti concreti e parole significative, come viaggi, presentazioni ad amici, confidenze e immaginazioni sul futuro, il cuore tende a fidarsi, ad aprirsi e a credere. Lei non è affatto ridicola per aver condiviso desiderio, affetto e vulnerabilità. Ha solo amato, con sincerità. Le sue domande, i suoi rimuginii, il bisogno quasi compulsivo di cercare segnali e prove di autenticità in ciò che è stato, sono del tutto normali nella fase che segue un'interruzione affettiva, soprattutto quando arriva in modo ambiguo o non completamente chiarito. È il tentativo della mente di riorganizzare qualcosa che dentro non si è ancora riusciti ad accettare del tutto. È possibile che lui abbia provato sentimenti autentici e intensi per lei, ma che questi siano stati travolti da un bisogno profondo di solitudine e rielaborazione, come può accadere a chi esce da una relazione lunga e identitaria. Nell’approccio umanistico e nell’analisi bioenergetica si riconosce quanto, nei momenti di passaggio, il corpo e l’emotività cerchino fasi di ritiro per ricomporsi, senza che questo implichi il disconoscimento del legame vissuto. Al tempo stesso, il fatto che lui abbia scelto la distanza, anche con voce tremolante, dice qualcosa di chiaro: non è pronto a esserci davvero, nonostante tutto ciò che vi ha unito. E questa è una realtà dolorosa, ma necessaria da accogliere per iniziare a guarire. Le suggerisco con sincerità di affidare questo momento fragile a uno psicologo psicoterapeuta, dove poter esplorare con attenzione e cura questi vissuti, il senso di rifiuto, il bisogno di riconferma e anche quella parte di sé che cerca ancora spiegazioni in chi oggi non le può dare. Un percorso, magari integrato con EMDR o Mindfulness, può aiutarla a riconnettersi con la sua autostima e con i suoi desideri, svincolandoli dal bisogno che siano confermati da chi ha scelto di allontanarsi. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Salve,
la fine di una relazione verso la quale ci si è spesi molto può esser molto dolorosa. Qualora non riuscisse ad elaborare il dolore per questa perdita si affidi ad uno specialista, la aiuterà a dare un senso a quanto accaduto e a poter andare avanti.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
la fine di una relazione verso la quale ci si è spesi molto può esser molto dolorosa. Qualora non riuscisse ad elaborare il dolore per questa perdita si affidi ad uno specialista, la aiuterà a dare un senso a quanto accaduto e a poter andare avanti.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Salve, lei si è lasciata andare come normalmente si fa e si dovrebbe fare quando si incontra un partner che ricambia sentimenti e progetti in una neonata relazione. Non dovrebbe attribuirsi il problema, perché chi si è sfilato dalla relazione non onorando le implicite promesse è stato lui. Forse ha fatto il passo più lungo della gamba quando si era impegnato, forse aveva prevalso una parte coraggiosa che voleva andare avanti senza più guardarsi indietro e poi la parte ancora sofferente per la rottura della precedente relazione si è fatta avanti ed avendo paura di soffrire ancora, ha reclamato attenzione. Potremmo fare altre ipotesi, ma con tutte queste, lei ha poco a che fare. Chiedere più attenzione quando si avverte un calo di tensione in una relazione ancora poco solida, è altresì normale, specie se la distanza geografica non consente di appurare cosa stia accadendo con la certezza che i propri sensi possono restituire. Non dovrebbe sentirsi ridicola, perché non lo è solo per il fatto di avere avuto il coraggio di essersi messa in gioco. Se tale sentimento è passeggero, allora si dissolverà senza lasciare traccia, altrimenti se persiste perchè si innesta su traumi relazionali del passato, le suggerisco una terapia che l'aiuti a comprendere e superare questa credenza difunzionale.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Marina Bonadeni
Un cordiale saluto
Dott.ssa Marina Bonadeni
Buonasera, comprendo la sofferenza di un distacco repentino e inaspettato. Non specifica però quanto tempo sia passato e se si tratta di mesi, le suggerisco di prendersi cura di sé e rivolgersi ad uno psicoterapeuta per un supporto psicologico.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Mi dispiace molto per quello che sta vivendo, dalle sue parole percepisco tutta la sofferenza che sta provando in questo momento. Nessuno dovrebbe trovarsi a vivere montagne russe emotive come quelle che sta vivendo lei. Purtroppo i sentimenti e le relazioni possono svilupparsi in modalità graduali ed equilibrate oppure subire brusche oscillazioni. Questo ha a che fare con la maturità affettiva dei membri della coppia, con la capacità di riflettere su se stessi, di interrogarsi sulle proprie emozioni e di accedere al pensiero prima di lasciarsi andare all'azione. L'aspetto cruciale è che esperienze di questo tipo possono portare a mettere in discussione noi stessi (ci sentiamo stupide, inadeguate, eccessivamente richiestive) con sensi di colpa e senso di inadeguatezza fino ad assumerci l'intera responsabilità dell'accaduto. Ebbene, è importante tenersi alla larga da questo meccanismo e accedere ad una riflessione che abbia lo scopo di aiutarci a comprendere, a crescere e ad elaborare la sofferenza. Ha ragione a sentire quello che sente, le sue emozioni e i suoi vissuti sono autentici e in linea con l'esperienza provata. Provi a partire da questo. Spero possa riprendere in mano nuovamente la sua vita e che possa presto ritrovare un po' di serenità. Un caro saluto, BM
Buongiorno, dal suo scritto non deduco alcuna domanda ma sembra piuttosto uno sfogo, un fiume che aveva bisogno di scorrere e ha deciso di dargli uno spazio qui, sembra la pagina di un diario personale. Ha fatto bene ad assecondare questo bisogno. Tutti i suoi pensieri e le sue domande sul perché delle scelte di lui sono lecite e normali in una situazione simile, così come lo sono le sue "tristi illuminazioni". Sta soffrendo e sta lentamente elaborando una scelta di una persona che l'ha fatta star bene e ora invece la sta facendo soffrire. La sofferenza va attraversata per essere superata e lei mi sembra sulla strada giusta. Le auguro il meglio
La chiusura di una relazione sentimentale soprattutto unilaterale è sempre dolorosa e frustrante ‘la perdita dell’oggetto amato’. Mi sembra di capire che per lei questo rapporto ha comportato un’intenso coinvolgimento emotivo, sentimentale nonostante dei problemi di fondo non presi in considerazione. A questo punto lei dovrebbe avviare un processo di elaborazione di questa esperienza e conseguentemente di chiusura data la non disponibilità psicologica dell’altro. Dottoressa Caldarese Immacolata
Buongiorno,
pare che il suo ex partner avesse ancora degli strascichi forti rispetto alla precedente relazione, e che percepire un maggior coinvolgimento con lei gli abbia fatto pensare che avrebbe dovuto investire emotivamente in un rapporto che non era ancora pronto a intraprendere con la serieta' e l'impegno che richiede.
Pertanto, sarebbe importante che lei approfondisse l'origine di questo senso di disvalore quando si definisce "ridicola", riscoprire in un percorso di psicoterapia le sue preziose risorse, in quanto continuare ad analizzare le prove per darsi un senso non la aiutera' ad uscirne, ma piuttosto a vincolarsi ancora maggiormente all'idea di lui, non alla realta'.
Sono a sua disposizione per qualsiasi approfondimento, anche online.
Dott.ssa Francesca Orefice
pare che il suo ex partner avesse ancora degli strascichi forti rispetto alla precedente relazione, e che percepire un maggior coinvolgimento con lei gli abbia fatto pensare che avrebbe dovuto investire emotivamente in un rapporto che non era ancora pronto a intraprendere con la serieta' e l'impegno che richiede.
Pertanto, sarebbe importante che lei approfondisse l'origine di questo senso di disvalore quando si definisce "ridicola", riscoprire in un percorso di psicoterapia le sue preziose risorse, in quanto continuare ad analizzare le prove per darsi un senso non la aiutera' ad uscirne, ma piuttosto a vincolarsi ancora maggiormente all'idea di lui, non alla realta'.
Sono a sua disposizione per qualsiasi approfondimento, anche online.
Dott.ssa Francesca Orefice
Buongiorno,
capisco quanto questa esperienza possa far sentire ferita e confusa. Un legame intenso e travolgente può lasciare un vuoto profondo quando l’altro prende le distanze, soprattutto se si era percepita una reciproca intensità nei sentimenti.
È naturale rimuginare sulle parole dette, interrogarsi sul “perché” e confrontare ciò che si prova con ciò che è accaduto. La sofferenza che si prova può testimoniare quanto quel legame fosse importante e quanto le emozioni vissute fossero autentiche.
Sentimenti di esclusione, nostalgia, rimpianto o il percepirsi “stupida” di fronte ai gesti dell’altro sono reazioni comprensibili in una storia di grande intensità emotiva. Accogliere tutto questo senza giudicarsi può aiutare a riconoscere la profondità delle emozioni e il valore dell’esperienza, senza la pressione di trovare subito risposte o soluzioni.
Concedersi di sentire e dare spazio al proprio dolore è naturale e comprensibile, anche se l’esperienza lascia ferite profonde.
Un caro saluto,
Dott.ssa Vittoria Tescaro
capisco quanto questa esperienza possa far sentire ferita e confusa. Un legame intenso e travolgente può lasciare un vuoto profondo quando l’altro prende le distanze, soprattutto se si era percepita una reciproca intensità nei sentimenti.
È naturale rimuginare sulle parole dette, interrogarsi sul “perché” e confrontare ciò che si prova con ciò che è accaduto. La sofferenza che si prova può testimoniare quanto quel legame fosse importante e quanto le emozioni vissute fossero autentiche.
Sentimenti di esclusione, nostalgia, rimpianto o il percepirsi “stupida” di fronte ai gesti dell’altro sono reazioni comprensibili in una storia di grande intensità emotiva. Accogliere tutto questo senza giudicarsi può aiutare a riconoscere la profondità delle emozioni e il valore dell’esperienza, senza la pressione di trovare subito risposte o soluzioni.
Concedersi di sentire e dare spazio al proprio dolore è naturale e comprensibile, anche se l’esperienza lascia ferite profonde.
Un caro saluto,
Dott.ssa Vittoria Tescaro
Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Capisco la sofferenza e il dolore che sta provando: da una parte riesce a essere lucida, a comprendere le sue motivazioni e capire che lui dopo una relazione così lunga ha bisogno di uno spazio che stando in un nuovo rapporto non poteva trovare; dall'altro è chiaramente dilaniata dal dolore, e prova la speranza che questa cosa possa cambiare. Credo che sia nel processo di lutto che si sperimenta quando un rapporto molto intenso finisce. Per questo motivo il mio suggerimento è di non rimanere sola: per quanto si capisca che abbia molte risorse, si faccia accompagnare per questo pezzetto di strada, per elaborare questo lutto. Se avesse domande o avesse bisogno di supporto mi trova a disposizione, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Salve, lei stessa ha risposto alla sua domanda nella parte finale del messaggio che ha scritto. Il ragazzo che ha frequentato le aveva esplicitato il suo bisogno di rimanere solo, ma lei ha risposto diventando più richiedente e lui si è sentito soffocare, come ha scritto. é importante poter accettare la distanza e la necessità di questa persona di non intraprendere subito una nuova relazione, dato che ne ha conclusa una di 7 anni recentemente. Le dia il suo spazio e magari tra qualche settimana le scriverà.
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello
Buongiorno, capita spesso a chi esce da relazioni lunghe confondere il bisogno di sentirsi di nuovo vivo/a con la reale disponibilità a costruire qualcosa di nuovo. E lei, comprensibilmente, ha sentito di essere un’eccezione, perché il legame sembrava forte, autentico.
Il suo bisogno di solitudine è forse autentico, ma ciò non toglie valore a ciò che avete condiviso. Il dolore che sta vivendo è legittimo e va attraversato, senza colpevolizzarsi per aver creduto, sperato, o desiderato.
In questi momenti, è importante non cercare risposte definitive nei gesti dell’altro, ma riportare lo sguardo su di se, sui suoi bisogni e sul suo valore. E ora si prenda tempo, spazio e cura, sicuramente non è stata “troppo”, ma semplicemente presente, viva, coinvolta. E merita rispetto anche nel suo dolore.
Il suo bisogno di solitudine è forse autentico, ma ciò non toglie valore a ciò che avete condiviso. Il dolore che sta vivendo è legittimo e va attraversato, senza colpevolizzarsi per aver creduto, sperato, o desiderato.
In questi momenti, è importante non cercare risposte definitive nei gesti dell’altro, ma riportare lo sguardo su di se, sui suoi bisogni e sul suo valore. E ora si prenda tempo, spazio e cura, sicuramente non è stata “troppo”, ma semplicemente presente, viva, coinvolta. E merita rispetto anche nel suo dolore.
Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.