Ho delle crisi tonico clinico...mi hanno curato con dei varibantiepiletici e per ansia ..con tutto c
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Ho delle crisi tonico clinico...mi hanno curato con dei varibantiepiletici e per ansia ..con tutto ciò non vanno via .ho smesso pure di prendere per qualche settimana e lo stesso...hongiratonmedici,neurologici,psicologo o psichiatra...nessuno risultato..momenti mai rmn ok tac ok eeg perfetto.nella norma..mah...qualche consiglio?
Salve, Mi dispiace molto per la situazione. Comprendo quanto tutto ciò possa crearle disagio nelle attività quotidiane. Oltre ad approfondire la questione da un punto di vista medico, ritengo importante un consulto psicologico per cercare innanzitutto di elaborare pensieri e vissuti emotivi in merito alla situazione e per trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
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Salve, servirebbero ulteriori informazioni per poterle dare una risposta esaustiva. Potrebbe consultare un terapeuta per trovare le risposte che cerca.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buongiorno, la situazione spiegata non è chiarissima, ma sicuramente se ha dei sintomi ansiosi è bene affidarsi ad una terapia cognitivo-comportamentale.
dott Tealdi
dott Tealdi
Salve. Come già detto dai colleghi, non è chiaro cosa chiede. Si conceda la possibilità di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per chiarire bene i suoi sintomi, da cosa è causata l'ansia, indagarne le cause, comprenderne i segnali ed elaborare i vissuti emotivi collegati alla situazione. Distinti saluti
Buonasera,cosa intende per crisi tonico cliniche ? Non è chiaro il suo disturbo,tuttavia escluse cause organiche la strada è senz' altro psicologica ,tenendo presente che i risultati richiedono tempo ed un percorso approfondito Un caro saluto dottssa Luciana Harari
Buonasera Gentile Utente, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Provi ad andare da uno psicologo con un approccio differente rispetto a quello da cui ha già fatto un percorso. Forse ha bisogno di un modo diverso di lavorare su di Sé. Cordialmente, dott. Simeoni
Gentile utente, le informazioni fornite, a quanto scrive, indicherebbero che dagli esami effettuati fortunatamente non si rilevino particolari criticità. Ma il problema persiste (crisi tonico-cloniche?). Un percorso terapeutico potrebbe consentirle di indagare e mettere in relazione i contesti in cui accadono queste crisi con lo stile di pensiero e l'approccio alla vita che la caratterizza. I segnali di malessere sono sempre un'avvisaglia di qualcosa che richiede un cambiamento di status sul piano fisico e/o psichico. Il primo passo è cercare di osservarsi e percepire/capire come funzioniamo, magari insieme all'aiuto di un esperto.
Cordialmente,
Dr.ssa Maria Torlini
Cordialmente,
Dr.ssa Maria Torlini
Buongiorno, bisognerebbe fare un pò di chiarezza sia sulla parte organica e oltre a lavorare direttamente sui sintomi sarebbe importante indagare la presenza di recenti eventi critici, come per esempio:stress, rabbia, dolore che possano averle scatenato l'ansia.
Potrebbe richiedere aiuto ad un esperto per affrontare questo periodo.
Cordiali saluti, d.ssa Violeta Raileanu
Potrebbe richiedere aiuto ad un esperto per affrontare questo periodo.
Cordiali saluti, d.ssa Violeta Raileanu
Gentile Utente, dalle informazioni date non è possibile riuscire ad avere chiara la condizione presentata. Per esempio gli incontri e le valutazioni ricevute, se ha fatto un solo incontro o percorso con psicologo e psichiatra, etc etc. Potrebbe trattarsi anche di un disturbo "psicosomatico", dove spesso il sintomo è fisico (cefalea, psoriasi, solo per fare degli esempi) ma la causa puo' essere psicologica. Per cui i sintomi possono alleviarsi molto spesso dopo un lavoro di consapevolezza del paziente e dopo aver sviluppato un lavoro introspettivo.
Le consiglio di trovare uno specialista in materia e approfondire.
Cordiali Saluti Dott.ssa Alessia Battista
Le consiglio di trovare uno specialista in materia e approfondire.
Cordiali Saluti Dott.ssa Alessia Battista
Buongiorno. Mi spiace per la situazione che descrive e che sta vivendo. Credo che potrebbe approfondire ulteriormente la situazione attraverso ulteriori valutazioni mediche per comprendere con più precisione la causa della sintomatologia che descrive, confermando o escludendo che sia di natura organica, e rivolgersi inoltre ad un professionista psicoterapeuta per valutare l'inizio di un percorso specifico finalizzato a ritrovare il suo benessere. I migliori auguri, Dott. Felice Schettini
Buongiorno. Mi spiace molto per la sua fatica e il vissuto che riporta. Sicuramente accanto a nuove valutazioni mediche penso possa essere utile una psicoterapia che possa aiutarla a elaborare pensieri ed emozioni legate a questa situazione difficile e che possa sostenerla in questo momento complicato di vita.
Cordialmente
Dott.ssa Francesca Torretta
Cordialmente
Dott.ssa Francesca Torretta
Gentile utente mi dispiace per il suo vissuto, posso immaginare che non sia facile. Se non ci sono problematiche di natura organica, probabilmente la sintomatologia potrebbe essere di natura psicologica e psicosomatica. Potrebbe esserle utile una psicoterapia per fronteggiare questa situazione così complessa e delicata e per capire come gestire le emozioni.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti,
cordiali saluti.
dott.ssa Chiara De Battisti
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dott.ssa Chiara De Battisti
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Gentile utente, il suo quadro clinico non è molto chiaro da quanto scritto, ma immagino che la situazione attuale la faccia soffrire molto. La invito, pertanto, a proseguire con le indagini mediche (chieda al suo medico di base per essere indirizzato al meglio) e ad effettuare un consulto psicologico per gestire al meglio la parte emotiva. Un caro saluto
Buongiorno, può fornire maggiori informazioni circa la sua situazione?
Saluti
MT
Saluti
MT
Gentile utente di mio dottore,
Come anticipato dai colleghi che mi hanno preceduto non è chiaro cosa chiede. Si conceda la possibilità di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per definire bene i suoi sintomi, indagarne le funzionalità relazionali, comprendendo a fondo i vissuti emotivi da elaborare. Vedrà che un percorso di psicoterapia potrà esserle di grande aiuto, si affidi ad uno specialista.
Cordiali Saluti
Dottor Diego Ferrara
Come anticipato dai colleghi che mi hanno preceduto non è chiaro cosa chiede. Si conceda la possibilità di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per definire bene i suoi sintomi, indagarne le funzionalità relazionali, comprendendo a fondo i vissuti emotivi da elaborare. Vedrà che un percorso di psicoterapia potrà esserle di grande aiuto, si affidi ad uno specialista.
Cordiali Saluti
Dottor Diego Ferrara
Buonasera, capisco che ha visto tanti medici ma spesso bisogna affidarsi e aspettare un lasso di tempo idoneo affinché la cura porti a dei risultati. Parli di quanto descritto, compreso la sua insoddisfazione sui risultati, con chi la segue e insieme decidete il da farsi. Non è chiaro se oltre ai farmaci è seguito da uno psicoterapeuta, se così non fosse le suggerisco di valutare anche questo percorso in aggiunta al resto.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buongiorno, provi a rivolgersi ad Altri specialisti. Magari non erano corretti per lei, per una terapia efficace si deve instaurare un’adeguata alleanza terapeutica. Saluti dottoressa marini
Gentile utente, il mio consiglio è di abbinare una psicoterapia con il supporto del suo psichiatra di fiducia.
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
Gentile,
È comprensibile che lei possa sentirsi frustrato e confuso dopo aver affrontato una situazione così complessa. È importante ricordare che le crisi tonico-cloniche possono avere molteplici cause e che la loro gestione richiede un approccio integrato e personalizzato. Prima di tutto, le consiglio di non escludere la possibilità di continuare a cercare risposte. A volte, può essere utile avere opinioni diverse da specialisti in altre aree, come neurologi o epilessiologi con esperienza specifica nel suo caso.
In secondo luogo, è fondamentale considerare l'importanza di un buon supporto psicologico. Anche se gli esami strumentali sono nella norma, ci sono aspetti emotivi e psicologici che possono influenzare la sua esperienza. La terapia cognitivo-comportamentale, ad esempio, può essere utile per affrontare l'ansia e lo stress che possono accompagnare le crisi.
Inoltre, potrebbe riflettere su fattori di stile di vita e fattori scatenanti. Ci sono eventi, situazioni o anche abitudini quotidiane che possono contribuire a scatenare le crisi?
Nel caso voglia approfondire,resto a disposizione.
Cordialmente
Dott.ssa Gloria Giacomin
È comprensibile che lei possa sentirsi frustrato e confuso dopo aver affrontato una situazione così complessa. È importante ricordare che le crisi tonico-cloniche possono avere molteplici cause e che la loro gestione richiede un approccio integrato e personalizzato. Prima di tutto, le consiglio di non escludere la possibilità di continuare a cercare risposte. A volte, può essere utile avere opinioni diverse da specialisti in altre aree, come neurologi o epilessiologi con esperienza specifica nel suo caso.
In secondo luogo, è fondamentale considerare l'importanza di un buon supporto psicologico. Anche se gli esami strumentali sono nella norma, ci sono aspetti emotivi e psicologici che possono influenzare la sua esperienza. La terapia cognitivo-comportamentale, ad esempio, può essere utile per affrontare l'ansia e lo stress che possono accompagnare le crisi.
Inoltre, potrebbe riflettere su fattori di stile di vita e fattori scatenanti. Ci sono eventi, situazioni o anche abitudini quotidiane che possono contribuire a scatenare le crisi?
Nel caso voglia approfondire,resto a disposizione.
Cordialmente
Dott.ssa Gloria Giacomin
Gentile utente, comprendo quanto possa essere frustrante affrontare una situazione così complessa e difficile. È importante continuare a cercare supporto e non perdere la speranza, poiché ogni percorso è unico e potrebbe richiedere tempo e pazienza. La invito a considerare la possibilità di esplorare diverse opzioni terapeutiche o specialistiche, poiché talvolta un nuovo approccio può portare a risultati inaspettati. Rimango a sua disposizione qualora desiderasse ulteriori chiarimenti o supporto. Un caro saluto.
Grazie per aver condiviso la sua esperienza. È comprensibile quanto possa essere frustrante non trovare risposte chiare. Se le crisi continuano nonostante i farmaci e gli esami risultano nella norma, potrebbe essere utile rivolgersi a un centro specializzato per l’epilessia, dove neurologi esperti possano valutare diagnosi più complesse, come le crisi non epilettiche di origine psicogena (PNES). Ha mai consultato un neurologo specializzato in epilessia refrattaria?
Buongiorno,
qualora EEG, RMN, TAC e gli altri accertamenti risultassero nella norma, escludendo quindi cause organiche, potrebbe essere opportuno approfondire l'eventuale correlazione tra gli episodi riferiti e il contesto in cui si manifestano.
Sarebbe inoltre utile avere maggiori informazioni sul tipo di psicoterapia seguita, sul suo vissuto, sulla sua personalità e sulla sua attuale situazione di vita.
La invitiamo a non esitare a insistere nella ricerca di una soluzione: il benessere è un obiettivo raggiungibile, e merita tutta l’attenzione possibile.
Io e i miei colleghi restiamo a sua disposizione.
qualora EEG, RMN, TAC e gli altri accertamenti risultassero nella norma, escludendo quindi cause organiche, potrebbe essere opportuno approfondire l'eventuale correlazione tra gli episodi riferiti e il contesto in cui si manifestano.
Sarebbe inoltre utile avere maggiori informazioni sul tipo di psicoterapia seguita, sul suo vissuto, sulla sua personalità e sulla sua attuale situazione di vita.
La invitiamo a non esitare a insistere nella ricerca di una soluzione: il benessere è un obiettivo raggiungibile, e merita tutta l’attenzione possibile.
Io e i miei colleghi restiamo a sua disposizione.
Gentile utente,
capisco quanto possa essere frustrante trovarsi in questa situazione: vivere episodi che sembrano crisi convulsive, nonostante esami neurologici (EEG, TAC, RMN) nella norma e terapie farmacologiche inefficaci, può far sentire smarriti e senza riferimenti chiari.
Quando gli accertamenti medici escludono una causa neurologica, eppure continuano a verificarsi episodi simili a crisi epilettiche, i medici considerano la possibilità che si tratti di crisi psicogene non epilettiche (PNES). Si tratta di manifestazioni reali e involontarie, non simulate, ma legate a un meccanismo psicologico di risposta allo stress o a conflitti emotivi profondi che il corpo esprime attraverso sintomi motori o di perdita di coscienza.
In questi casi, l’approccio più efficace è integrato:
una valutazione condivisa tra neurologo e psicoterapeuta esperto in disturbi somatoformi o traumi (ad esempio con formazione EMDR o in terapia integrata corpo-mente);
un percorso psicoterapeutico mirato a riconoscere e regolare gli stati emotivi che precedono o accompagnano le crisi;
un attento monitoraggio medico, ma evitando di cambiare o sospendere farmaci senza supervisione, perché anche l’interruzione improvvisa può destabilizzare il sistema nervoso.
È importante sapere che, pur non avendo una causa “organica”, queste crisi non sono immaginarie: il cervello le produce realmente, solo attraverso vie diverse da quelle epilettiche. L’obiettivo terapeutico non è “convincersi che non esistono”, ma capire cosa il corpo sta cercando di comunicare e offrire una risposta più regolata e consapevole.
Se non l’ha ancora fatto, può cercare uno psicoterapeuta specializzato in psicosomatica o disturbi di conversione: è spesso il punto di svolta dopo lunghi percorsi medici senza esito.
Dott.ssa Sara Petroni
capisco quanto possa essere frustrante trovarsi in questa situazione: vivere episodi che sembrano crisi convulsive, nonostante esami neurologici (EEG, TAC, RMN) nella norma e terapie farmacologiche inefficaci, può far sentire smarriti e senza riferimenti chiari.
Quando gli accertamenti medici escludono una causa neurologica, eppure continuano a verificarsi episodi simili a crisi epilettiche, i medici considerano la possibilità che si tratti di crisi psicogene non epilettiche (PNES). Si tratta di manifestazioni reali e involontarie, non simulate, ma legate a un meccanismo psicologico di risposta allo stress o a conflitti emotivi profondi che il corpo esprime attraverso sintomi motori o di perdita di coscienza.
In questi casi, l’approccio più efficace è integrato:
una valutazione condivisa tra neurologo e psicoterapeuta esperto in disturbi somatoformi o traumi (ad esempio con formazione EMDR o in terapia integrata corpo-mente);
un percorso psicoterapeutico mirato a riconoscere e regolare gli stati emotivi che precedono o accompagnano le crisi;
un attento monitoraggio medico, ma evitando di cambiare o sospendere farmaci senza supervisione, perché anche l’interruzione improvvisa può destabilizzare il sistema nervoso.
È importante sapere che, pur non avendo una causa “organica”, queste crisi non sono immaginarie: il cervello le produce realmente, solo attraverso vie diverse da quelle epilettiche. L’obiettivo terapeutico non è “convincersi che non esistono”, ma capire cosa il corpo sta cercando di comunicare e offrire una risposta più regolata e consapevole.
Se non l’ha ancora fatto, può cercare uno psicoterapeuta specializzato in psicosomatica o disturbi di conversione: è spesso il punto di svolta dopo lunghi percorsi medici senza esito.
Dott.ssa Sara Petroni
Buonasera, ha fatto molto bene a fare tutti gli accertamenti organici. Magari potrebbe avere una natura psicosomatica.
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