Gentili dottori, sono una donna di 35 anni che in concomitanza all’orgasmo ha sempre la fuoriuscita

16 risposte
Gentili dottori, sono una donna di 35 anni che in concomitanza all’orgasmo ha sempre la fuoriuscita di abbondanti liquidi che tutti chiamano squirt. Personalmente nutre molto la mia autostima e coincide con una soddisfazione molto intensa, devo dire che anche per questo nella mia sessualità mi sento molto donna. I problemi però sono iniziati con la mia nuova relazione in cui il mio compagno dopo qualche volta di intimità ha cominciato a sollevare problemi di natura pratica ed igienica. Non credevo alle mie orecchie visto che un rapporto prevede sempre e comunque un interazione di questo tipo di sostanze corporee, credo ne sia l’essenza. All’inizio non ho dato molto peso dentro di me a questo ma con il passare del tempo ha cominciato proprio a minare la mia sicurezza, non mi sono sentita più accolta come donna. Io rimango io ma un uomo che non ti comprende beh il suo peso lo ha. Successivamente in certi giorni mi sono ritrovata a pensarci un po’ di più e a scoprirmi triste per questo, cosa assolutamente non nella mia natura. Sono sempre stata una donna libera da tutto e tutti. Ho pensato di lasciarlo ma vivo questo come una sorta di fallimento nella relazione che desidero stabile e duratura. Ho pensato di trovare altri amici di letto già avuti in passato liberi come me e provare a vedere se nel frattempo questo sentimento si evolve o regredisce, perché comunque un sentimento c’è, stiamo insieme da poco ma ci conosciamo da molto tempo. Al pensiero del piano “B” mi sento però scorretta mi dico che le cose si affrontano di petto e basta, del resto la verità è verità. Mi sento un pochino ad un bivio. Secondo voi sto soffrendo di depressione per questo? Sono affettivamente dipendente? È un problema di natura sessuale oppure come dentro di me penso dovrei mandarlo a camminare nelle ortiche e non pensarci più? Perché in realtà è ciò che vorrei fare ma non capisco perché a differenza di tutte le altre volte ora ho dubbi. Grazie a tutti in anticipo
Dott. Eugenio Rollo
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Lecce
La scelta sana è intraprendere un percorso di coppia che vi aiuti a comunicare meglio, in maniera aperta e orientata al benessere. In alternativa, non essendoci la necessaria compatibilità, è da valutare seriamente se vale la pena proseguire questa relazione.

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Dott. Michele Iannelli
Omeopata, Agopuntore, Psicoterapeuta
Roma
Gentile signora, la sessualità è un aspetto della nostra vita importantissimo e soggettivo; è necessario che sia vissuta con libertà, sintonia e complicità; pertanto sia contenta del suo modo di avere un orgasmo così completo ed "esplosivo" e trovi un compagno che sia il più possibile in sintonia con la sua persona. Cordiali saluti.
Dott.ssa Raffaella Schiavone
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Non sembra tanto depressione, quanto una ferita nella tua sicurezza emotiva e sessuale: una parte di te che vivi come naturale, piacevole e identitaria è stata giudicata, e questo ti ha fatta sentire meno accolta. Il punto quindi non è lo squirting in sé, ma l’effetto che il suo atteggiamento ha avuto su come ti senti nella relazione.
Anche il fatto che tu stia pensando al “piano B” non significa per forza dipendenza affettiva: può voler dire che sei in conflitto tra il desiderio di salvare questa relazione e il bisogno di proteggerti da qualcosa che ti fa soffrire. La domanda centrale è se, con lui, ti senti davvero rispettata, desiderata e libera di essere te stessa.
Visto che questa cosa ti sta toccando in modo profondo, potrebbe esserti molto utile parlarne con un terapeuta: non per “patologizzare” ciò che provi, ma per capire meglio se il problema è un nodo di autostima, un tema di compatibilità di coppia o una ferita più ampia nel modo in cui vivi il giudizio dell’altro. Un confronto professionale può aiutarti a mettere ordine senza sentirti in colpa o confusa.
Dott. Gianluca Vitelli
Psicoterapeuta, Psicologo
Firenze
Buongiorno,
dalla storia che racconta si sente quanto il sentirsi accolta e desiderata così come è abbia una giusta e legittima centralità nella sua vita.
Lo squirt, al di là dell'aspetto fisico, sembra essere legato alla sua libertà di vivere il piacere e alla sua immagine di donna. Per questo il disagio espresso dal suo compagno non è arrivato solo come un'osservazione pratica, ma come qualcosa che ha toccato il suo senso di femminilità e di valore personale.
Credo che il nodo non sia decidere subito se lasciarlo o restare, ma comprendere cosa le sta dicendo questo dolore. A volte i dubbi nascono proprio quando una relazione conta davvero e non basta più liquidare una situazione in poco tempo. il fatto che oggi esiti, quando in passato non lo avrebbe fatto, suggerisce che qui sia in gioco qualcosa di più profondo. La domanda che mi farei non è se lui debba accettare tutto o se lei debba cambiare qualcosa di sé, ma se tra voi esista la possibilità di parlarne davvero, sentendovi entrambi ascoltati. Le relazioni più solide non sono quelle prive di differenze, ma quelle in cui nessuno dei due è costretto a rinunciare a una parte importante di sé per essere amato. I suoi dubbi, quindi, potrebbero non essere il problema. Potrebbero essere il tentativo di capire quale posto occupa davvero questa relazione nella sua vita e quanto si senta libera di essere se stessa al suo interno.
Dott. Francesco Paolo Coppola
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Buongiorno,
non credo che lo squirt sia davvero l’origine della crisi. Mi sembra piuttosto che sia diventato il punto visibile di una difficoltà più profonda, forse già presente nella coppia e rimasta a lungo sottotraccia.
Ciò che prima poteva essere vissuto come un pregio, come una manifestazione naturale e intensa della sessualità, oggi viene percepito dal suo compagno come un problema pratico, igienico, quasi intollerabile. Questo cambiamento di sguardo è importante. Non riguarda solo il corpo, ma il modo in cui lei si sente accolta o non accolta come donna.
Quando in una relazione qualcosa di naturale diventa improvvisamente difetto, spesso non siamo più davanti solo a un problema sessuale. Siamo davanti a un conflitto che non ha ancora trovato parole. Lo squirt, in questo senso, può essere diventato il paravento di una crisi più ampia: un malessere della coppia che non viene affrontato direttamente e che finisce per scaricarsi sul corpo e sulla sessualità.
L’asprezza del conflitto lascia pensare che tra voi ci sia stato, o ci sia ancora, un sentimento intenso, ma forse appesantito, appassito, non più capace di esprimersi con la stessa libertà iniziale. Innamorarsi è relativamente facile. Costruire una relazione sana, invece, è un’altra cosa: richiede dialogo, chiarezza, capacità di sostenere anche ciò che disturba.
Lei parla di possibili vie di fuga, di altri rapporti, di un “piano B”. Posso comprenderlo come tentativo di recuperare conferma, libertà e desiderio. Però rischierebbe di allungare e aggravare la crisi, rendendo forse definitiva una rottura che prima andrebbe almeno compresa.
La domanda vera, allora, mi sembra questa: perché non riuscite a parlarvi davvero?
Il non detto, quando si accumula, può generare tristezza, confusione, senso di vuoto, anche un malessere che somiglia a uno stato depressivo. Ma da ciò che scrive non parlerei subito di depressione o dipendenza affettiva. Parlerei piuttosto di una crisi relazionale che sta toccando la sua identità sessuale e la sua autostima.
Provi a non decidere solo sulla rabbia. Prima provi a capire. Un percorso terapeutico potrebbe aiutarla a parlare più chiaramente con se stessa e poi, se possibile, anche con lui.
Finché c’è vita, c’è amore. Ma l’amore, per restare vivo, ha bisogno di parola, verità e rispetto del corpo dell’altro.
Dott. Francesco Paolo Coppola
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Gentile Signora,

da ciò che descrive non emerge necessariamente un quadro di depressione, né è possibile parlare di dipendenza affettiva sulla base delle informazioni fornite. Piuttosto, sembra che lei stia vivendo una sofferenza legata al sentirsi non accolta e non riconosciuta in un aspetto molto significativo della sua identità sessuale.

La fuoriuscita di liquidi durante l'orgasmo, comunemente definita "squirting", rappresenta per lei non solo una risposta fisiologica, ma anche un elemento simbolico importante, associato al piacere, alla femminilità, all'autostima e alla libertà di esprimersi sessualmente. È quindi comprensibile che le osservazioni del suo partner abbiano avuto un impatto emotivo più profondo di quanto inizialmente immaginasse.

Il punto centrale non sembra essere lo squirting in sé, che non costituisce un problema sessuale quando vissuto con serenità dalla persona che lo sperimenta, ma il modo in cui questa caratteristica viene accolta all'interno della relazione. Nelle coppie può accadere che esistano sensibilità, limiti o preferenze differenti rispetto alla sessualità; ciò che fa la differenza è la possibilità di parlarne apertamente, senza giudizio reciproco, cercando soluzioni pratiche che non diventino però motivo di svalutazione o rifiuto.

Mi colpisce il fatto che lei riferisca di non essersi sentita più "accolta come donna". Questa frase suggerisce che la ferita non riguardi soltanto l'aspetto sessuale, ma anche il bisogno di sentirsi vista, desiderata e accettata nella sua autenticità. Quando una relazione è significativa, il timore di perderla può rendere più difficile prendere decisioni che in altre circostanze sembrerebbero immediate e semplici. Per questo motivo i dubbi che oggi avverte non sono necessariamente un segno di debolezza o dipendenza, ma potrebbero riflettere il valore affettivo che attribuisce a questo legame.

Prima di assumere decisioni drastiche, potrebbe essere utile chiedersi se il suo compagno stia esprimendo soltanto un disagio pratico e gestibile oppure se dietro le sue parole vi sia un atteggiamento più ampio di giudizio, scarsa accettazione o mancanza di rispetto verso la sua persona. La risposta a questa domanda può aiutarla a comprendere meglio quale sia il vero nodo della questione.

Considerata la sofferenza che sta sperimentando e il significato che questa esperienza sembra avere nella sua vita relazionale e sessuale, ritengo che sarebbe consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, che possa aiutarla a esplorare i vissuti emotivi coinvolti e a comprendere quale scelta sia maggiormente coerente con i suoi bisogni e valori.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dr. Antonio Pagni Fedi
Psicologo, Psicoterapeuta
Scandicci
Buongiorno, da ciò che racconta non emerge tanto un problema sessuale né elementi sufficienti per parlare di depressione o dipendenza affettiva. Mi sembra piuttosto che questa situazione abbia toccato un aspetto importante della sua identità femminile e sessuale. Lei descrive questa sua caratteristica come qualcosa che ha sempre vissuto con naturalezza, piacere e libertà. È comprensibile quindi che le osservazioni del suo compagno l'abbiano fatta sentire poco accolta e, in qualche modo, giudicata proprio in una dimensione per lei significativa. Più che chiedersi se sta sbagliando lei, forse potrebbe essere utile interrogarsi sulla possibilità di parlare apertamente con lui di come si è sentita. Nelle relazioni stabili non è tanto l'assenza delle differenze a fare la qualità del legame, quanto la capacità di affrontarle insieme con rispetto reciproco. Il dubbio che avverte oggi potrebbe non dipendere dal fatto che vuole lasciarlo, ma dal fatto che, accanto al dispiacere, esiste anche un investimento affettivo che rende le scelte più complesse rispetto al passato.
Prima di decidere cosa fare, proverei a capire se tra voi c'è spazio per il dialogo e per una reale comprensione reciproca. Valuti anche una consulenza con un o una collega sessuologa/o che potrebbe aiutarvi come coppia. Da come reagirà a questo confronto potrebbe emergere una risposta più chiara di molte riflessioni fatte da sola.
Un saluto,
Antonio Pagni Fedi
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,

lei è portatrice di una istanza di coppia, ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui riportate. Ne parli anche col suo compagno, sarebbe uno occasione di crescita per entrambi.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott. Ubaldo Balestriere
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buon pomeriggio,
da quello che racconta, non emerge tanto un problema “suo” in senso clinico, quanto una ferita che si è aperta nel momento in cui una sua parte molto autentica e viva nella sessualità non si è sentita accolta dal suo partner.
Per lei questo aspetto è legato non solo al piacere, ma anche a un senso profondo di identità, libertà e femminilità. Quando dall’altra parte arriva disagio o giudizio, è comprensibile che si senta meno vista, meno accolta e questo possa generare tristezza e insicurezza, anche se non è nella sua abituale modalità emotiva.
Il fatto che si stia interrogando, che provi ambivalenza tra restare e andare via, non indica necessariamente dipendenza o depressione, ma piuttosto che questa relazione ha un valore reale e che si trova di fronte a un conflitto tra bisogno di stabilità e bisogno di autenticità.
Più che chiedersi se “c’è qualcosa che non va in lei”, può essere utile chiedersi quanto si senta libera di essere se stessa in questa intimità e se questo spazio possa essere ritrovato insieme all’altro oppure no.
La sofferenza che descrive sembra nascere lì, nel punto in cui non si sente pienamente accolta.
Se sente il bisogno di un confronto più approfondito o di iniziare un percorso di esplorazione di questi temi, può contattarmi quando lo desidera.
Nel frattempo la saluto e le auguro il meglio
Cordialmente

Ubaldo Balestriere
Gentile utente, innanzitutto mi sento di ringraziarla, da donna a donna, per aver condiviso pubblicamente un problema così delicato sotto molti aspetti. Innanzitutto io le consiglierei di non lasciar cadere il discorso, in quanto, dietro a quello che può apparire semplicemente un problema sessuale, si nasconde tanto altro: la concezione della donna e della sua sessualità, il "permesso" che l'uomo concede alla donna (ironico ovviamente) di parlare liberamente delle sue esigenze sessuali e, inoltre, la disparità che molto spesso si evince da queste situazioni; infatti di solito gli uomini non si preoccupano così dettagliatamente di molti aspetti di loro stessi che possono dispiacere alla partner. Per questo la invito ad approfondire, proprio perché lei si definisce una donna libera e tale deve restare, in modo da capire bene cosa si cela dietro a questa idiosincrasia. Una volta che avrà fatto vedrà che la risposta la troverà da sola. Spero di essere stata abbastanza chiera, la saluto e le auguro una buona domenica.
Dott.ssa Alessandra Domigno
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno, sicuramente quello che emerge dalle sue parole è che questa situazione l'ha minata in parte nella sicurezza di sè tanto da non riuscire al momento ad ascoltare profondamente ciò che desidera. Parla di depressione o dipendenza affettiva... forse è un momento di confusione che, come ha già fatto con questa lettera, dovrebbe condurla a ripartire da se stessa e sentire lei come sta profondamente rispetto questa relazione. Se ha desiderio di approfondire sono a disposizione per qualche colloquio. Cordiali saluti. Dott.ssa Alessandra Domigno
Dott.ssa Antonietta Dattola
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, escluderei una depressione o un problema di natura sessuale, piuttosto sembrerebbe che abbia a che fare con un problema di comunicazione e insicurezza.
Ha provato a parlarne in maniera chiara con il suo compagno? è possibile che questo momento di intenso coinvolgimento sessuale lo faccia sentire inadeguato o non "abbastanza virile" per sostenerla psicologicamente nell'orgasmo?
Forse il suo dubbio è dato da un coinvolgimento profondo rispetto ad altre relazioni provi a rassicurarlo e comunicare in maniera chiara lontano dalla malinconia che la avvolge facendola sentire sbagliata.
un saluto
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Grazie per la sua domanda.
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come per i momenti di particolare stress, i problemi di salute o i cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido aiuto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile del problema. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità.
Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp.
Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri, al costo di 75 euro a seduta anziché 97 euro.
Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Dott. Umberto Valentino
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Reggio Emilia
Buongiorno, parlare di depressione nel suo caso mi sembra esagerato. Probabilmente è triste come dice. Non le fa piacere questa situazione e le genera qualche ansia su di sé e sul futuro. Non si intravedono nemmeno le caratteristiche di una personalità dipendente dal racconto che ha fatto. Tuttavia qualora voglia approfondire una valutazione può consultare direttamente un professionista. Consideri che così come raccontato appare più un problema di comunicazione di coppia: in ogni coppia ci sono gusti e preferenze. Occorre solo comunicarle in modo corretto e trovare un compromesso, quando possibile.
Spero di aver offerto qualche spunto su cui riflettere. Cordiali saluti.
Dott.ssa Francesca Grosso
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Ivrea
Buongiorno, da quello che dice non sembra che sia un problema di tipo organico ma se ha dubbi faccia una visita specialistica. Con il suo compagno invece ha valutato una terapia di coppia?
Gentile signora,
da quello che racconta non sembra emergere un problema di natura sessuale, quanto piuttosto la sofferenza di non essersi sentita compresa e accolta in un aspetto per lei importante e significativo. È comprensibile che alcune osservazioni del partner abbiano toccato la sua sicurezza e il suo modo di vivere l’intimità, immagino sia molto doloroso. I dubbi che sta provando non indicano necessariamente una dipendenza affettiva, ma possono rappresentare un segnale da ascoltare con attenzione. Potrebbe essere utile chiedersi come si sente all’interno di questa relazione e se si sente vista e rispettata nei suoi bisogni. Un confronto sincero con il partner, ed eventualmente un percorso psicologico, potrebbero aiutarla a fare maggiore chiarezza. Un caro saluto.

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