Gentili dottori buonasera, vi contatto per una questione che negli ultimi tempi sta diventando insos
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Gentili dottori buonasera, vi contatto per una questione che negli ultimi tempi sta diventando insostenibile. Da qualche anno a questa parte, mia madre soffre di attacchi di panico coincidenti con forti dolori alla pancia prima di uscire o fare qualsiasi attività. Conseguentemente, quando non ha tali attacchi di panico e problemi fisici, presenta un carattere aggressivo e irascibile, che spesso si traduce in urla, pianti e minacce (o male parole) contro noi familiari. La situazione è ormai giornaliera, e sembra essere sempre più invalidante per noi tutti.
Alla richiesta di affrontare, anche in contesto familiare, tale disagio ci viene risposto che il problema siamo noi e che noi necessitiamo visite psicologiche, non lei. Noi familiari ci confrontiamo spesso sulla situazione e ammettiamo di aver talvolta perso la pazienza a seguito di tali uscite aggressive di mia madre, ma non crediamo di essere noi il problema e cerchiamo, nel limite delle nostre capacità umane, di essere accomodanti e di non raccogliere le provocazioni che ci vengono lanciate quasi ogni minuto della giornata.
Mi rivolgo a voi per chiedervi, cosa possiamo fare? Come possiamo muoverci per risolvere o cercare di attaccare questo problema molto delicato? Abbiamo più volte proposto di fare delle sedute tutti insieme, ma non sembra essere qualcosa di accettabile.
Grazie e buona serata.
Alla richiesta di affrontare, anche in contesto familiare, tale disagio ci viene risposto che il problema siamo noi e che noi necessitiamo visite psicologiche, non lei. Noi familiari ci confrontiamo spesso sulla situazione e ammettiamo di aver talvolta perso la pazienza a seguito di tali uscite aggressive di mia madre, ma non crediamo di essere noi il problema e cerchiamo, nel limite delle nostre capacità umane, di essere accomodanti e di non raccogliere le provocazioni che ci vengono lanciate quasi ogni minuto della giornata.
Mi rivolgo a voi per chiedervi, cosa possiamo fare? Come possiamo muoverci per risolvere o cercare di attaccare questo problema molto delicato? Abbiamo più volte proposto di fare delle sedute tutti insieme, ma non sembra essere qualcosa di accettabile.
Grazie e buona serata.
Gentile utente, grazie per aver condiviso questa difficile situazione.
L'approccio breve strategico prevede la TERAPIA INDIRETTA
Cosa significa... posso accogliere anche la richiesta di lavorare con lei, per aiutarla ad aiutare indirettamente la mamma che non vuole andare in terapia ed è bloccata in comportamenti disfunzionali. In questo momento è importante che possiate avere degli strumenti operativi per fronteggiare la situazione, che deve però essere analizzata e definita al meglio all'interno di una seduta.
Spero di essere stata esaustiva, se necessita di ulteriori chiarimenti mi contatti pure! Un saluto,
dr. Germi Sabrina
L'approccio breve strategico prevede la TERAPIA INDIRETTA
Cosa significa... posso accogliere anche la richiesta di lavorare con lei, per aiutarla ad aiutare indirettamente la mamma che non vuole andare in terapia ed è bloccata in comportamenti disfunzionali. In questo momento è importante che possiate avere degli strumenti operativi per fronteggiare la situazione, che deve però essere analizzata e definita al meglio all'interno di una seduta.
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Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Salve, comprendo e mi dispiace per quanto stia accadendo, mi rendo conto che a volte le dinamiche familiari possano rivelarsi difficili da gestire. Credo sia importante, in primis, cercare di capire le reali cause dell'ansia e del malessere manifestato da sua madre e, d'altra parte, cercare di strutturare delle modalità intrafamiliari di "gestione" dei comportamenti disfunzionali (senza trascurare le necessità, le aspettative e l'accoglimento dell'Altro). Credo, in accordo con quanto lei stesso scrive, sia al momento di fondamentale importanza "lavorare", con sua madre, sulla consapevolezza del problema e sulla motivazione ad intraprendere un percorso di cura. Purtroppo, senza motivazione, difficilmente si riuscirebbe a raggiungere un obiettivo terapeutico significativo. Un caro saluto.
Buonasera,
Mi dispiace sentire che stai affrontando una situazione così difficile con tua madre. Gli attacchi di panico e il comportamento aggressivo possono essere molto stressanti per tutta la famiglia, e la situazione necessita di un approccio delicato.
È importante mantenere un approccio empatico e calmo nei confronti di tua madre, cercando di non reagire alle provocazioni anche se può essere difficile. Questo può aiutare a de-escalare la situazione. Provate a parlare con tua madre in momenti di tranquillità, quando non sta avendo un attacco di panico o non è in uno stato di agitazione, esprimendo le vostre preoccupazioni in modo amorevole e rispettoso e sottolineando che il vostro obiettivo è il benessere di tutta la famiglia.
Se tua madre rifiuta l'idea di fare terapia familiare, potreste considerare di cercare aiuto per voi stessi. Parlare con un terapeuta può darvi strumenti utili per gestire la situazione e per mantenere la vostra salute mentale. Informatevi sugli attacchi di panico e sui disturbi d'ansia, comprendere meglio cosa sta attraversando tua madre può aiutarvi a essere più comprensivi e a trovare modi più efficaci per aiutarla.
Invece di proporre immediatamente delle sedute familiari, potreste suggerire a tua madre di iniziare con un consulto individuale con un professionista della salute mentale. Presentare l'idea come un modo per trovare sollievo dai suoi sintomi fisici potrebbe renderla più disposta ad accettare. Considerate anche l'opzione di gruppi di supporto per familiari di persone con disturbi d'ansia, che possono offrire un ambiente di supporto e condividere strategie efficaci. Se tua madre ha un medico di fiducia, potreste parlare con lui o lei della situazione, poiché a volte le persone sono più disposte ad ascoltare consigli da un medico di fiducia piuttosto che dai familiari. Inoltre, tenere un diario degli episodi di attacco di panico e dei comportamenti aggressivi può fornire una chiara evidenza della frequenza e dell'intensità dei sintomi, utile quando si discute con professionisti sanitari.
Ricorda che è importante anche prendersi cura di se stessi in queste situazioni stressanti. Non esitate a cercare supporto per voi stessi se ne sentite il bisogno. Un caro saluto.
Mi dispiace sentire che stai affrontando una situazione così difficile con tua madre. Gli attacchi di panico e il comportamento aggressivo possono essere molto stressanti per tutta la famiglia, e la situazione necessita di un approccio delicato.
È importante mantenere un approccio empatico e calmo nei confronti di tua madre, cercando di non reagire alle provocazioni anche se può essere difficile. Questo può aiutare a de-escalare la situazione. Provate a parlare con tua madre in momenti di tranquillità, quando non sta avendo un attacco di panico o non è in uno stato di agitazione, esprimendo le vostre preoccupazioni in modo amorevole e rispettoso e sottolineando che il vostro obiettivo è il benessere di tutta la famiglia.
Se tua madre rifiuta l'idea di fare terapia familiare, potreste considerare di cercare aiuto per voi stessi. Parlare con un terapeuta può darvi strumenti utili per gestire la situazione e per mantenere la vostra salute mentale. Informatevi sugli attacchi di panico e sui disturbi d'ansia, comprendere meglio cosa sta attraversando tua madre può aiutarvi a essere più comprensivi e a trovare modi più efficaci per aiutarla.
Invece di proporre immediatamente delle sedute familiari, potreste suggerire a tua madre di iniziare con un consulto individuale con un professionista della salute mentale. Presentare l'idea come un modo per trovare sollievo dai suoi sintomi fisici potrebbe renderla più disposta ad accettare. Considerate anche l'opzione di gruppi di supporto per familiari di persone con disturbi d'ansia, che possono offrire un ambiente di supporto e condividere strategie efficaci. Se tua madre ha un medico di fiducia, potreste parlare con lui o lei della situazione, poiché a volte le persone sono più disposte ad ascoltare consigli da un medico di fiducia piuttosto che dai familiari. Inoltre, tenere un diario degli episodi di attacco di panico e dei comportamenti aggressivi può fornire una chiara evidenza della frequenza e dell'intensità dei sintomi, utile quando si discute con professionisti sanitari.
Ricorda che è importante anche prendersi cura di se stessi in queste situazioni stressanti. Non esitate a cercare supporto per voi stessi se ne sentite il bisogno. Un caro saluto.
Buongiorno,
Purtroppo non si può aiutare chi non vuole essere aiutato... Per cui ciò che può fare è veramente poco. Un lavoro su di sè con un collega potrebbe però aiutarla a gestire un pochino meglio la situazione.
Dott. Marco Cenci
Purtroppo non si può aiutare chi non vuole essere aiutato... Per cui ciò che può fare è veramente poco. Un lavoro su di sè con un collega potrebbe però aiutarla a gestire un pochino meglio la situazione.
Dott. Marco Cenci
Purtroppo quando una persona al quale simo legati manifesta delle problematiche che ci coinvolgono e allo stesso tempo, la persona stessa, non ne è consapevole e comunque non sente la motivazione per cercare un intervento di uno specialista, abbiamo una sola possibilità: prendere consapevolezza che abbiamo un problema e farci sostenere per affrontare al meglio la situazione. Nel tuo caso, che hai descritto benissimo, vivi la difficoltà di avere un genitore che ha un problema ma che non vuole aiuto. Con un valido supporto psicologico, potresti tu stesso apprendere a mettere in atto il coportamento ottimale al fine di ridurre lo stress e minimizzare la conflittualità in casa.
Cari saluti. Dr.ssa Claudia Quaglieri
Cari saluti. Dr.ssa Claudia Quaglieri
Buonasera, purtroppo la questione che ci pone è abbastanza frequente e sicuramente non semplice. La motivazione sta alla base di ogni percorso terapeutico: senza di essa è difficile lavorare in maniera efficace. Potreste pian piano provare a mettere in luce le sue difficoltà, portandola a riflettere sulla possibilità di chiedere un sostegno. Se questo non bastasse, potete provare a rivolgervi voi stessi ad un terapeuta, in modo da poter affrontare in maniera "indiretta" il problema: immagino quanto possa essere difficile vivere una situazione simile, pertanto sarà sicuramente utile imparare ad affrontare le emozioni connesse a tali vissuti ed a comprendere come affrontarli al meglio.. riuscendo così a stare in relazione con vostra madre in maniera più efficace per lei e per voi stessi. Vi auguro il meglio. Cordialmente, Dott.ssa Danese psicologa
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Buonasera gentile utente, capisco perfettamente le difficoltà che state vivendo come famiglia e questa situazione richiede un approccio premuroso e immediato. Vostra madre ha bisogno di un trattamento adeguato, ma dal momento che si rifiuta di avere un supporto psicologico vi consiglio di chiedere un aiuto professionale per voi stessi per gestire lo stress emotivo e affrontare i disturbi della mamma. Resto a disposizione di ulteriori dettagli o di un supporto. Sono disponibile anche online. Un caro saluto, dssa Cristina Sinno
Gentile utente, siete certamente di fronte a una situazione complessa e delicata che richiede un approccio professionale. Nel contesto psicologico sistemico relazionale, potrebbe essere utile considerare che i comportamenti problematici di tua madre potrebbero essere il risultato di dinamiche relazionali intricate all'interno della famiglia.
È importante comprendere che il disagio di tua madre potrebbe avere radici profonde e complesse che vanno al di là dei sintomi manifesti. Proporre delle sedute familiari potrebbe essere un passo positivo per iniziare a lavorare insieme alla risoluzione di questo problema, ma è essenziale che tutti i membri della famiglia siano d'accordo e si impegnino attivamente nel processo terapeutico.
Potrebbe essere utile anche che tua madre partecipi a delle sedute individuali con uno psicologo esperto in disturbi d'ansia e nel lavoro con le dinamiche familiari. Inoltre, potreste considerare la possibilità di una consulenza familiare per affrontare in modo appropriato le dinamiche interne che stanno contribuendo alla situazione attuale.
Infine, è importante mantenere la comunicazione aperta e compassionevole all'interno della famiglia, cercando di comprendere il punto di vista di tua madre e supportandola nel suo percorso di guarigione. Ricordate che la collaborazione e l'impegno di tutti i membri della famiglia sono fondamentali per affrontare e superare insieme questa sfida. Spero che queste indicazioni possano esservi utili, vi auguro il meglio per il vostro percorso. . Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio di consultazione anche online.
Dott. Cordoba
È importante comprendere che il disagio di tua madre potrebbe avere radici profonde e complesse che vanno al di là dei sintomi manifesti. Proporre delle sedute familiari potrebbe essere un passo positivo per iniziare a lavorare insieme alla risoluzione di questo problema, ma è essenziale che tutti i membri della famiglia siano d'accordo e si impegnino attivamente nel processo terapeutico.
Potrebbe essere utile anche che tua madre partecipi a delle sedute individuali con uno psicologo esperto in disturbi d'ansia e nel lavoro con le dinamiche familiari. Inoltre, potreste considerare la possibilità di una consulenza familiare per affrontare in modo appropriato le dinamiche interne che stanno contribuendo alla situazione attuale.
Infine, è importante mantenere la comunicazione aperta e compassionevole all'interno della famiglia, cercando di comprendere il punto di vista di tua madre e supportandola nel suo percorso di guarigione. Ricordate che la collaborazione e l'impegno di tutti i membri della famiglia sono fondamentali per affrontare e superare insieme questa sfida. Spero che queste indicazioni possano esservi utili, vi auguro il meglio per il vostro percorso. . Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio di consultazione anche online.
Dott. Cordoba
Comprendo quanto questa situazione sia pesante per lei. Purtroppo non è semplice stare accanto a qualcuno che soffre, soprattutto quanto si tratta di una persona così cara e vicina. Gli attacchi di panico rischiano di essere invalidanti per sua madre e per voi familiari, così come l’aggressività e la difficile comunicazione. Tuttavia, se sua madre non è disposta a iniziare un percorso terapeutico individuale né familiare, le consiglio di non insistere. Piuttosto, le suggerisco di concentrarsi su come rendere le sue strategie più adattive e funzionali. È importante farlo con l’aiuto di un professionista esterno che potrà aiutarla a individuare modi efficaci per gestire questa situazione, analizzando a fondo le dinamiche che sono alla base del disagio che ha descritto. Se lo desidera, non esiti a contattarmi.
Un caro saluto, Dott.ssa Francesca Romagnano
Un caro saluto, Dott.ssa Francesca Romagnano
Gentile utente,
la sua domanda apre a molteplici riflessioni.
La situazione che presenta sembra comportare in lei un peso ed una sofferenza notevoli. La invito a concentrarsi su di lei.
Troppo spesso, quando riteniamo che la causa sia da attribuire a qualcun altro, perché è da quel qualcun altro che derivano i comportamenti in questione, ci mettiamo da parte e non ci soffermiamo sulle conseguenze che quei comportamenti hanno su noi stessi.
Penso sia più dirimente concentrarsi sul modo in cui LEI si sente, sul perché LEI soffra in tal modo in conseguenza agli atteggiamenti di sua madre. La invito a riflettere sul fatto che, purtroppo o per fortuna, non possiamo cambiare i percorsi di vita degli altri, né renderci motori dei comportamenti degli altri; possiamo, invece, provare a controllare, in termini di riflessione e consapevolezza, il modo in cui gli altri ci fanno sentire. Non è possibile, nemmeno giusto, portare qualcuno a scavare dentro di sé, per "risolvere problemi" che noi abbiamo attribuito a quella persona, sebbene a volte evidenti, perché noi siamo altre persone, fuori da quel soggetto; dunque, risulta forse più importante concentrarsi su noi stessi.
Come dicevo, le riflessioni non si possono esaurire in un solo messaggio. Per questo, quando e se se la sentirà, la invito a prendere in considerazione la possibilità di fare un colloquio psicologico in cui affrontare questo tema per lei, giustamente, così dirimente. Rimango a disposizione. Buon proseguimento!
la sua domanda apre a molteplici riflessioni.
La situazione che presenta sembra comportare in lei un peso ed una sofferenza notevoli. La invito a concentrarsi su di lei.
Troppo spesso, quando riteniamo che la causa sia da attribuire a qualcun altro, perché è da quel qualcun altro che derivano i comportamenti in questione, ci mettiamo da parte e non ci soffermiamo sulle conseguenze che quei comportamenti hanno su noi stessi.
Penso sia più dirimente concentrarsi sul modo in cui LEI si sente, sul perché LEI soffra in tal modo in conseguenza agli atteggiamenti di sua madre. La invito a riflettere sul fatto che, purtroppo o per fortuna, non possiamo cambiare i percorsi di vita degli altri, né renderci motori dei comportamenti degli altri; possiamo, invece, provare a controllare, in termini di riflessione e consapevolezza, il modo in cui gli altri ci fanno sentire. Non è possibile, nemmeno giusto, portare qualcuno a scavare dentro di sé, per "risolvere problemi" che noi abbiamo attribuito a quella persona, sebbene a volte evidenti, perché noi siamo altre persone, fuori da quel soggetto; dunque, risulta forse più importante concentrarsi su noi stessi.
Come dicevo, le riflessioni non si possono esaurire in un solo messaggio. Per questo, quando e se se la sentirà, la invito a prendere in considerazione la possibilità di fare un colloquio psicologico in cui affrontare questo tema per lei, giustamente, così dirimente. Rimango a disposizione. Buon proseguimento!
Gentile utente, la situazione che descrive è indubbiamente pensante ed impegnativa per voi tutti, compresa sua mamma. Se ci pensa bene è molto più facile scaricare la colpa sugli altri rispetto a mettersi in discussione e fare un percorso anche impegnativo e doloroso. Questo si chiama meccanismo di difesa, sua mamma ovviamente non è pronta ad affrontare un percorso psicologico e non si può costringerla o convincerla a farlo, non otterreste alcun risultato. Capisco che per voi la situazione sia frustrante. Può sembrarle assurdo, ma quello che può fare è intraprendere lei un percorso, per staccarsi da alcune dinamiche, per trovare delle strategie per gestire meglio la situazione, per capire cosa vuole e dove vuole andare, per capire chi è diventato, anche grazie a sua mamma. Per tirare fuori tutte le emozioni trattenute, per trasformarle in altro. La terapia è sempre un viaggio prezioso, uno spazio magico, talvolta doloroso, ma molto arricchente. Le auguro il meglio, un caro saluto, Dott.ssa Roberta Evangelista
Buongiorno, mi rendo conto che la situazione sia molto difficile, e posso immaginare lei stia soffrendo molto non solo l'essere "vittima" di questi sfoghi, ma anche la percezione di impotenza nei confronti degli stessi. Quando la fatica appartiene ad un familiare che in quel momento non sembra avere lo spazio interno sufficiente per potere chiedere aiuto, la cosa maggiormente efficace è farsi aiutare personalmente; comprendo che di primo acchito questo possa risultare fuori fuoco, ma potrebbe essere utile per lei potere trovare uno spazio in cui dare ascolto al suo carico emotivo dovuto alla situazione, per poter imparare a gestirlo al meglio. Le auguro di trovare uno spazio che le permetta di prendersi cura di questa grande sofferenza.
Buongiorno, mi spiace per la situazione che vive lei e i suoi familiari. Io non conosco nè lei nè sua madre nè la sua famiglia, ma se la mamma non vuole intraprendere nessun tipo di percorso, a mio avviso dovreste farlo voi per conoscere degli strumenti di "difesa" emotiva e delle strategie da utilizzare in risposta a vostra madre. Questo vi rafforzerebbe ma senza aggressività e forse si arriverebbe, poi, a far comprendere alla mamma di cosa ha bisogno.
Grzie per la sua condivisione.
Se vuole mi contatti pure.
Dr. Grazia Chianetta
Grzie per la sua condivisione.
Se vuole mi contatti pure.
Dr. Grazia Chianetta
Gent.le, mi rendo conto della complessità della situazione che state affrontando. Quando c'è una persona che non si vuole fare aiutare in assetto e con obiettivi specialistici, negando la gravità dei propri problemi (in questo caso attacchi di rabbia, panico, etc.), ci troviamo spesso innanzi ad un chiaro indicatore dell'importanza clinica della questione. In tali casi, consiglio ai familiari di rivolgersi comunque ad uno specialista per "mettere a fuoco" i diversi aspetti che meritano attenzione e di comunicare a chi è portatore del disagio che si sta procedendo in questo modo perché ci si sente molto preoccupati e quasi impotenti. In genere, la persona in questione accetta, in un secondo momento, di farsi aiutare.
Rimanendo a disposizione, porgo cordiali saluti. Frasca dott.ssa Amelia
Rimanendo a disposizione, porgo cordiali saluti. Frasca dott.ssa Amelia
Gentile utente, comprendo la situazione delicata che sta vivendo e la volontà di capire cosa accade a sua madre. Quello che mi sento di dirle è che bisogna tener conto delle decisioni di sua madre non forzandola e rispettandone. Si potrebbe provare un approccio più delicato e far presente a sua che vederla così la fa soffrire e che sarebbe oppurtuno rivolgersi ad un esperto che potrebbe aiutarla a comprendere meglio ciò che le accade.
A volte di fronte alle persone che non vogliono farsi aiutare perché non hanno consapevolezza di ciò che gli accade è utile parlare di ciò che si prova nel vederla così. Le auguro di riuscire a trovare una soluzione. Resto a disposizione Dott. Ssa Angela Donadio
A volte di fronte alle persone che non vogliono farsi aiutare perché non hanno consapevolezza di ciò che gli accade è utile parlare di ciò che si prova nel vederla così. Le auguro di riuscire a trovare una soluzione. Resto a disposizione Dott. Ssa Angela Donadio
Gentile utente,
se la persona in questione ovvero sua mamma non ritiene utile un sostegno terapeutico credo che possa rivolgersi lei direttamente ad uno psicologo o terapeuta per poter ricevere un supporto e individuare delle strategie utili a gestire queste crisi di rabbia di sua madre, in modo che queste non siano invalidanti per la sua vita e per il suo futuro. Purtroppo può capitare che in famiglia ci siano dinamiche del genere, dove i genitori stessi non riescono ad essere accudenti e protettivi nei confronti dei figli ed anzi richiedono loro un accudimento tale da non permettere lo svincolo affettivo ed emotivo dei familiari presenti e questo mina la possibilità di essere felici e di vivere in serenità. Le suggerisco quindi di lavorare su di sè e su ciò che lei direttamente in prima persona può fare per limitare i risvolti e le conseguenze di questo malessere. Resto a disposizione e le mando un abbraccio.
se la persona in questione ovvero sua mamma non ritiene utile un sostegno terapeutico credo che possa rivolgersi lei direttamente ad uno psicologo o terapeuta per poter ricevere un supporto e individuare delle strategie utili a gestire queste crisi di rabbia di sua madre, in modo che queste non siano invalidanti per la sua vita e per il suo futuro. Purtroppo può capitare che in famiglia ci siano dinamiche del genere, dove i genitori stessi non riescono ad essere accudenti e protettivi nei confronti dei figli ed anzi richiedono loro un accudimento tale da non permettere lo svincolo affettivo ed emotivo dei familiari presenti e questo mina la possibilità di essere felici e di vivere in serenità. Le suggerisco quindi di lavorare su di sè e su ciò che lei direttamente in prima persona può fare per limitare i risvolti e le conseguenze di questo malessere. Resto a disposizione e le mando un abbraccio.
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi.
Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
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Gentilissimo , mi dispiace molto la condizione che sta attraversando . Purtroppo non è facile aiutare chi non vuole essere aiutato . E' triste da dire ma noi abbiamo un controllo su di noi ma non sugli altri . Se avete affrontato l'argomento con vostra madre senza risultati ,l'unica cosa che suggerisco è un sostegno per voi tutti che vi trovate a confrontarvi con il disagio di vostra madre . Anche voi avete bisogno di cure . Non è semplice confrontarsi con una persona con un disturbo . Prendetevi cura di voi . Buone cose
Resto a disposizione anche online
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Buongiorno
se mamma non vuole andare in terapia, non si può fare molto.
Neanche terapie familiari non aiutano in quel caso.
Intanto potresti andare a capire tu dove puoi aumentare la tua capacità di "vedere" cosa sta accadendo, grazie ad una valida terapia che ti permetterà di acquisire strumenti per poterti poi approcciare a lei senza essere la "causa di tutti i suoi mail".
Un caro saluto
Lavinia
se mamma non vuole andare in terapia, non si può fare molto.
Neanche terapie familiari non aiutano in quel caso.
Intanto potresti andare a capire tu dove puoi aumentare la tua capacità di "vedere" cosa sta accadendo, grazie ad una valida terapia che ti permetterà di acquisire strumenti per poterti poi approcciare a lei senza essere la "causa di tutti i suoi mail".
Un caro saluto
Lavinia
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Buongiorno. Sento che questa situazione è davvero attivante per te. Se c’è una chiusura da parte sua nel voler lavorare su questa cosa (sia individualmente sia in terapia familiare) non si può costringere ma non deve diventare un pensiero giornaliero per voi. Anche chi viene in terapia e inizia un percorso comprende che ha il potere di lavorare e cambiare se stesso e non l’altro e quindi in questo caso stare meglio in relazione a questa situazione (nella migliore delle ipotesi l’altro si modifica un pochino di conseguenza). Il suggerimento sicuramente è quello di iniziare tu/ voi individualmente un percorso per “alleggerirvi il peso” comprendendo che non siete voi responsabili degli attacchi di panico di tua madre e quanto il singolo benessere debba essere messo al centro. Dico sempre che chi ha più risorse è bene che le metta in campo. In bocca al lupo!
Gentile Buonasera,
Mi sembra che la situazione che descrive sia davvero difficile e complessa. Il comportamento di sua madre, da un lato, sembra legato a un disagio che può essere molto invalidante per lei, ma dall’altro, c’è anche una percezione di aggressività che crea un peso notevole su tutta la famiglia. Potrebbe essere interessante riflettere su una domanda: cosa succederebbe se il problema non fosse "noi contro di lei", ma una difficoltà che riguarda tutti, seppure in modi diversi? Se, ad esempio, il suo comportamento fosse il modo in cui sua madre esprime il suo dolore e la sua difficoltà, come potrebbero affrontarlo insieme, in un contesto che non accusi nessuno, ma aiuti tutti a comprendere meglio le rispettive emozioni? Non è facile, ma forse aprire uno spazio di dialogo potrebbe essere il primo passo. Come vede questa possibilità?
Se interessato ad approfondire insieme, sono disponibile per consulenze, anche online.
Un caro saluto,
Dr. Giorgio De Giorgi
Mi sembra che la situazione che descrive sia davvero difficile e complessa. Il comportamento di sua madre, da un lato, sembra legato a un disagio che può essere molto invalidante per lei, ma dall’altro, c’è anche una percezione di aggressività che crea un peso notevole su tutta la famiglia. Potrebbe essere interessante riflettere su una domanda: cosa succederebbe se il problema non fosse "noi contro di lei", ma una difficoltà che riguarda tutti, seppure in modi diversi? Se, ad esempio, il suo comportamento fosse il modo in cui sua madre esprime il suo dolore e la sua difficoltà, come potrebbero affrontarlo insieme, in un contesto che non accusi nessuno, ma aiuti tutti a comprendere meglio le rispettive emozioni? Non è facile, ma forse aprire uno spazio di dialogo potrebbe essere il primo passo. Come vede questa possibilità?
Se interessato ad approfondire insieme, sono disponibile per consulenze, anche online.
Un caro saluto,
Dr. Giorgio De Giorgi
Buonasera,
Sembra una situazione molto faticosa per lei ed i suoi familiari, nonostante non conosca la storia della sua famiglia è chiaro, dalle sue righe, che sua madre costituisca una preoccupazione per lei, immagino poi che assistere agli attacchi di panico sia frustrante e la faccia sentire impotente e desideroso che finiscano. Il carattere aggressivo e provocatorio delle urla e delle minacce sembra una modalità di scaricare fuori e sugli altri un dolore che forse è per la sua mamma stessa insostenibile, ma per chi riceve questi attacchi altrettanto svilente e debilitante. Potrebbe essere importante e utile per voi approfondire la storia della vostra famiglia all'interno di uno spazio psicoterapeutico per capire come mai si è costituita questa dinamica. Questo potrebbe essere dapprima uno spazio per lei, dove poter elaborare i vissuti che la riguardano in conseguenza alla situazione difficile in famiglia, laddove la sua mamma si rifiuta di farsi aiutare, forse trovare un ascolto e un supporto psicoterapeutico per affrontare questo momento può essere di beneficio. Cordialmente, dott.ssa Martina Scandola
Sembra una situazione molto faticosa per lei ed i suoi familiari, nonostante non conosca la storia della sua famiglia è chiaro, dalle sue righe, che sua madre costituisca una preoccupazione per lei, immagino poi che assistere agli attacchi di panico sia frustrante e la faccia sentire impotente e desideroso che finiscano. Il carattere aggressivo e provocatorio delle urla e delle minacce sembra una modalità di scaricare fuori e sugli altri un dolore che forse è per la sua mamma stessa insostenibile, ma per chi riceve questi attacchi altrettanto svilente e debilitante. Potrebbe essere importante e utile per voi approfondire la storia della vostra famiglia all'interno di uno spazio psicoterapeutico per capire come mai si è costituita questa dinamica. Questo potrebbe essere dapprima uno spazio per lei, dove poter elaborare i vissuti che la riguardano in conseguenza alla situazione difficile in famiglia, laddove la sua mamma si rifiuta di farsi aiutare, forse trovare un ascolto e un supporto psicoterapeutico per affrontare questo momento può essere di beneficio. Cordialmente, dott.ssa Martina Scandola
È importante riconoscere una cosa: quando una persona non è pronta ad affrontare il proprio disagio, come nel caso di sua madre, la famiglia può comunque fare molto. A volte il lavoro inizia proprio da chi è più disponibile al cambiamento.
C’è un vecchio proverbio che rende bene l’idea:
“Non si può versare da una tazza vuota.”
Se voi siete esausti, confusi o continuamente in allerta, diventa impossibile gestire serenamente le reazioni di vostra madre.
Prendersi uno spazio di sostegno per voi non è un atto egoistico né un modo per “dare ragione” a lei: è un passo concreto per proteggervi e per imparare a muovervi in una situazione emotivamente molto impegnativa.
Inoltre, spesso accade una cosa interessante:
quando cambiano le dinamiche familiari, cambiano anche le reazioni della persona che inizialmente non vuole farsi aiutare.A volte è proprio questo cambiamento “indiretto” a far sì che la persona più resistente inizi, col tempo, ad aprirsi alla possibilità di un aiuto.
Quindi la strada rimane aperta, anche senza la sua adesione iniziale:
potete iniziare voi un percorso di incontri — di sostegno, psicoeducazione o consulenza familiare — per imparare come proteggerci emotivamente, comunicare in modo più efficace e rispondere alle crisi in modo meno logorante.
E sì, se per voi è più comodo, questo lavoro può essere fatto anche online, con ottimi risultati. L’obiettivo è darvi strumenti pratici da usare nella vita quotidiana, senza giudicare nessuno.
Se lo desiderate, possiamo pensare insieme a quali primi passi concreti potrebbero esservi più utili. Sono qui per questo.Un caro saluto Clelia Maria Tollot
C’è un vecchio proverbio che rende bene l’idea:
“Non si può versare da una tazza vuota.”
Se voi siete esausti, confusi o continuamente in allerta, diventa impossibile gestire serenamente le reazioni di vostra madre.
Prendersi uno spazio di sostegno per voi non è un atto egoistico né un modo per “dare ragione” a lei: è un passo concreto per proteggervi e per imparare a muovervi in una situazione emotivamente molto impegnativa.
Inoltre, spesso accade una cosa interessante:
quando cambiano le dinamiche familiari, cambiano anche le reazioni della persona che inizialmente non vuole farsi aiutare.A volte è proprio questo cambiamento “indiretto” a far sì che la persona più resistente inizi, col tempo, ad aprirsi alla possibilità di un aiuto.
Quindi la strada rimane aperta, anche senza la sua adesione iniziale:
potete iniziare voi un percorso di incontri — di sostegno, psicoeducazione o consulenza familiare — per imparare come proteggerci emotivamente, comunicare in modo più efficace e rispondere alle crisi in modo meno logorante.
E sì, se per voi è più comodo, questo lavoro può essere fatto anche online, con ottimi risultati. L’obiettivo è darvi strumenti pratici da usare nella vita quotidiana, senza giudicare nessuno.
Se lo desiderate, possiamo pensare insieme a quali primi passi concreti potrebbero esservi più utili. Sono qui per questo.Un caro saluto Clelia Maria Tollot
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