Gentili dottori, avrei voglia di spiegarvi la mia situazione… Sono fidanzata da 6 anni e mezzo, ma d

24 risposte
Gentili dottori, avrei voglia di spiegarvi la mia situazione… Sono fidanzata da 6 anni e mezzo, ma da circa un anno sono cominciati dei dubbi che non mi hanno permesso di vivere. Ho sofferto di attacchi di panico forti, non riuscivo a mangiare e non uscivo di casa. Guardavo il mio ragazzo con occhi diversi, come se fosse finita quella magia, come se non avessimo più un futuro insieme, anzi, quando me ne parlava mi saliva l’ansia. Io l ho sempre amato da morire, forse anche troppo. Tutti i miei dubbi sono cominciati quando ho iniziato a provare interesse per un ragazzo (ovviamente con quest’ultimo non è successo nulla): da quel momento in poi ho cominciato a pensare “allora non amo più il mio ragazzo”. Ci uscivo, lo guardavo e cominciavo a cercare di percepire le mie sensazioni che sembravano sparite nel nulla. Poi la storia è continuata ma da un momento all’altro comincia a salirmi l’ansia di nuovo, ma in modo molto più amplificato. Non riuscivo a sentirlo, mi provocava un’ansia incredibile anche se io VOLEVO stare con lui e ci provavo, alle volte lo vedevo e avevo anche le lacrime agli occhi. Un giorno però mi è venuta una crisi più forte delle altre, stavamo in un ristorante in un occasione di una festa, ho provato degli attacchi di ansia fortissimi e ho deciso di lasciarlo. Non ce la facevo più…….. Mi sono anche trasferita perché non riuscivo a stare più in quella città. Ma dopo una settimana l’ho ricontattato, ci siamo visti e baciati. Non riuscivo a ritornare con lui (causa ansia) e quindi siamo rimasti solo in contatto. Dopo 4 mesi, senza dircelo esplicitamente siamo ritornati insieme, ed ora eccomi qui, di nuovo con la paura che ricapiti di nuovo una crisi del passato. Di nuovo a chiedermi se lo amo, oppure se mi ama lui abbastanza. Non riesco più a vivere. Cosa mi sta succedendo? Io per lui davvero morirei. Quando lo guardo dormire ho le lacrime agli occhi… non so come spiegarvelo. Lui per me è la persona più importante della mia vita. Qualcuno sa spiegarmi cosa mi sta succedendo? È difficile da capire, lo so. Ma vorrei quantomeno un parere di un esperto. Anche una semplice frase.

Vi ringrazio.

Spero in una risposta.
Dott.ssa Teresa Colaiacovo
Psicologo, Sessuologo, Psicoterapeuta
Bologna
Spesso l’attaccamento verso l’altra persona può comportare momenti di tristezza, delusione e via di seguito… a volte l’altra persona ci ripropone degli stati d’animo che sono già dentro di noi.
Probabilmente ciò che la fa stare male e che inserisce inconsapevolmente nel rapporto sono delle paure che fanno parte di lei… l’altro, spesso, è solo uno specchio che ci permette di vederci.
Forse le sue inquietudini andrebbero lette e riviste al di là della relazione

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Dott.ssa Enxhi Bardhi
Psicologo, Psicoterapeuta
Sesto San Giovanni
Buongiorno cara utente, mi spiace molto saperla così in difficoltà. Da quello che scrive, mi sembra di percepirla molto confusa e spaventata rispetto a quello che sente. E' difficile trovare una risposta che spieghi il perchè, ma sicuramente mi sento di dirle che è importante che si conceda di prendersi maggior cura di questa forte ansia che la invade. La nostra vita è fatta di cambiamenti, le relazioni si trasformano, evolvono e certe volte questo parte proprio da una crisi. Forse lei stessa si trova ad essere cambiata, ad avere anche dei nuovi obiettivi o desideri, che la portano ad avere delle nuove prospettive? Certamente questo può spaventare. soprattutto, quando ci si è sempre affidati a una relazione in modo esclusivo e con così tanto amore e fiducia, come quello che lei descrive con il proprio fidanzato. Mi sembra che in questo momento sia molto angosciata dall'idea di perdere la persona che ama , ma sentirsi diversi o sentire che si sta mettendo in discussione un rapporto, non per forza significa che viene a meno l'affetto che lei prova per lui e neanche cancella i vostri 6 anni e mezzo, ma forse è importante che lei si conceda di comprendere anche che cosa è cambiato e di cosa ha bisogno in questo momento per stare bene. Non c'è niente di sbagliato nel avere ripensamenti, ma è importante poterli nominare e affrontare con serenità. Si prenda cura di se! Dott.ssa Enxhi Bardhi
Dott.ssa Elena Sonsino
Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Cara utente, comprendo la fatica che ci racconta. L’ansia e gli attacchi di panico, per quanto molto fastidiosi per chi li vive, si manifestano per un motivo. Proverei, nel suo caso, a rivolgersi a uno psicologo per meglio capire il senso della sua ansia. Se ha piacere io sono a disposizione. Un caro saluto. Dott.ssa Elena Sonsino
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Maria Zaupa
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Vicenza
Gentile paziente, sembra che lei colleghi il suo sentire, a me arriva molta confusione ed inquietudine, all'interesse verso un altro ragazzo: un prima ed un dopo dove sembra essersi smarrita e con lei la relazione. Gli attacchi di panico hanno accompagnato questi dubbi? Si erano mai manifestati prima? Le suggerisco di prendersi cura di sé esplorando ed approfondendo tutto ciò che accompagna i suoi dubbi e questo sentire senza risposo. un caro saluto e a disposizione anche on line. Maria dr. Zaupa
Buongiorno gentile utente.
La frase di conforto che le posso dare è che l'ansia è una sindrome che si può curare! Ma difficilmente va via da sola, come ha potuto sperimentare in questi mesi.
Nel suo caso è evidente che, finché non risolve il suo disagio interiore, ritrovando equilibrio e armonia con sé stessa, vivrà ogni situazione di relazione in modo disfunzionale. E' vero che le relazioni sono importanti per vivere, ma senza una profonda comprensione di sé, dei propri valori, delle proprie forze e debolezze, ci saranno sempre preoccupazioni, timori e ansie nel rapportarsi con gli altri.

Le consiglio di intraprendere un percorso con un psicologo e scoprire veramente sé stessa. Apprenderà come esplorare la sua mente e dare un nome alle sue ansie, alle emozioni che prova, fino a imparare come si gestiscono. lavorerà sulla comunicazione, sulle relazioni positive. Aumenterà la consapevolezza della propria autostima e autoefficacia, per poter esprimere pensieri, emozioni e comportamenti in piena libertà e sincerità, migliorando esponenzialmente il suo modo di allacciare relazioni interpersonali.
Sperare semplicemente che le cose vadano a posto da sole, interrompendo una relazione oppure riallacciandola, rischia di essere solo un'attesa vana, fonte di nuove preoccupazioni.
Per cambiare le cose è necessario agire, prendere decisioni e iniziative, investire davvero su sé stessi, inseguendo quella felicità e soddisfazione di vita che tutti meritano. Non si precluda questa opportunità.

Resto a sua disposizione, anche online, per ulteriori informazioni.
Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
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Dott.ssa Simona Torrente
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentilissima
Delle volte il sentimento può cambiare forma e intensità e talvolta anche sparire.
I suoi attacchi di panico possono avere un legame con la vostra relazione ma non è certo. Ovvero le crisi potrebbero essere un segnale relativo alla vostra relazione come invece essere legate a questioni sue intime più profonde, come la paura del distacco o del fallimento. Questi sono solo esempi, ma servono per dirle che c'è bisogno di un'attenta ricerca e riflessione su di sé per capire l'origine di quel panico e che cosa le sta comunicando.
Rimango a disposizione in caso di necessità
Cordialmente
Simona Torrente
Dott.ssa Lina Robertiello
Psicologo, Psicoterapeuta
Bologna
Salve grazie per la condivisione, quello che mi sento di consigliare è contattare un terapeuta con cui posso esplorare in profondità l'origine della sua ansia.
Resto a disposizione e un caro saluto
Dott.ssa Lina Robertiello
Dott.ssa Sara Albini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
L’ansia e l’angoscia sono senza dubbio sintomi molto scomodi, ma rappresentano anche un potente segnale che qualcosa ha bisogno di emergere ed essere ascoltato, forse la complessa relazione affettiva che sta vivendo ha contribuito ad "attivare" alcune questioni per lei importanti. Il disagio che vive attualmente le dà la possibilità di porsi delle domande su di sé e sulla relazione. Un cordiale saluto
Dott.ssa Veronica Guidi
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Gentile utente, comprendo il disagio che sta provando.. tra le emozioni che lei riporta rimbomba la parole ansia e lacrime, credo che bisognerebbe rifletterci attentamente per comprendere da dove nascono tali sensazioni così forti? Dalla relazione o da qualche altra paura nascosta dentro di lei?
Resto a sua disposizione
Dott.ssa Veronica Guidi
Dott. Andrea Calasso
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Viareggio
Buonasera.
Provando a dare per scontato che nelle relazioni i partner possano subire dei cambi di immagine, oppure, sentimenti e affinità vengano meno. Nel suo caso, credo che le difficoltà che sta attraversando siano attribuibili alle sue caratteristiche personologiche. Me lo fa pensare il fatto che con il passare del tempo, lo "stringersi" della relazione e la progettazione del futuro, la sua ansia sia man mano aumentata fino a trasformarsi in panico.
I sentimenti provati per un altro uomo riportano a un suo bisogno di evasione da uno stato di "costrizione" provocato dalla lunga relazione e dalle pressioni da essa derivanti.
Un ulteriore fattore che mi ha rimandato a sue caratteristiche personologiche è stato il riavvicinamento e il tacito rimettersi insieme.
Il suo messaggio mi ha dato l'idea di una persona che nel vivere la sua relazione oscilla tra sensazioni di costrizione e bisogno di libertà. Un bisogno di libertà che però la spaventa e la fa sentire costretta in una relazione che mette in discussione ogni volta che le pressioni per i progetti futuri la fanno sentire in qualche modo intrappolata.
Se questa interpretazione è plausibile, il lavoro da fare è farle acquisire consapevolezza sui suoi aspetti personologici e sui significati personali attribuiti alle esperienze.
Rimango a disposizione
Cordiali saluti

Dott.ssa Matilde Ciaccia
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Padova
Buongiorno, capisco che le sue sensazioni essendo cambiate l'hanno spaventata mettendo in discussione ciò che per lei era dato per assodato. A volte possono capitare momenti come questi per svariati motivi, che se non vengono affrontati contestualizzandoli e facendo luce sui significati delle sue sensazioni rischiano di portarla a vivere con terrore ed ansia la sua relazione a causa dell'atmosfera di incertezza e di dubbio nella quale vive. Il mio consiglio è di rivolgersi ad un professionista per un consulto psicologico ed eventualmente concordare insieme di intraprendere un percorso che vada ad aiutarla a normalizzare certi vissuti e a darne gli adeguati significati.
Se necessita di ulteriori informazioni, resto a disposizione anche per consulenza online.
Un caro saluto,
Dott.ssa Matilde Ciaccia
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Dott.ssa Alessandra Carabba
Psicologo clinico, Psicologo
Empoli
Buongiorno,
In realtà è stata molto chiara nel far emergere il suo stato emotivo e a spiegarci la sua sofferenza e i suoi dubbi.
Ovviamente non possiamo in questo contesto darle una risposta certa, ma credo che sia opportuno un approfondimento innanzitutto del suo stato di sofferenza, che le provoca attacchi d'ansia e di panico (non vengono mai per caso, ma sotto c'è sempre un motivo/pensiero che ci disturba) e anche della situazione relazionale. Sarei curiosa in una sua spiegazione del come mai ha usato quel "volevo" proprio in Maiuscolo, come se volesse sottolinearlo non solo a noi, ma forse anche a se stessa(?) E soprattutto sapere che tipo di risposta avrebbe bisogno di sentire. Ho percepito il suo bisogno di condividere la sua storia; per questo motivo mi rendo disponibile per approfondire gli aspetti da lei discussi e accogliere i suoi bisogni. Un saluto, Dott.ssa Alessandra Carabba
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Dott.ssa Monica Zenucchi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Gazzaniga
Carissima buongiorno. Comprendo come la situazione che ha descritto e che sta vivendo sia per lei fonte di sofferenza e angoscia, tanto da portarla a provare confusione e da non riuscire più a sapere cosa desidera per sé e per sé in relazione all'altro. L'ansia e la sintomatologia che ha esperito, sono solo la manifestazione di qualcosa di più profondo che meriterebbe di essere esplorato e meglio compreso, per riuscire a trovare una risposta alla domanda che ha formulato circa ciò che le sta accadendo. Come punto di partenza può provare a interrogarsi, all'interno di un setting psicoterapeutico, sul significato che ha per lei quello che sta vivendo. Le auguro di riuscire a (ri)trovare se stessa. Rimango a disposizione. Cordiali saluti, dott.ssa Zenucchi
Dott.ssa Lisa Franzolin
Psicologo, Psicologo clinico
Vicenza
Buongiorno, ciò che sento leggendo le sue parole è molta frustrazione data forse anche dal fatto che fa fatica a darsi una spiegazione rispetto alla sua confusione. Ciò che c'è di chiaro sono i suoi sintomi: l'ansia, gli attacchi di panico. A mio parere queste esperienze emotive, per quanto possano essere difficili da vivere, rappresentano per noi le tracce da accogliere, ascoltare, seguire per vedere dove ci vogliono portare. Il corpo comunica e comunica anche attraverso una sintomatologia fastidiosa da vivere. Ci vuole un po' di tempo, uno spazio sicuro per capire cosa ci vuole raccontare. Se vorrà io sarò a sua disposizione per scoprire da dove nasce questo profondo malessere.
 Russo Stefania
Psicologo
Roma
Carissima, una cosa importante mi sento di dirla: l'ansia, anche se ci spaventa, è sempre un sintomo positivo. Sicuramente spaventa, ma ci sta dicendo che qualcosa sta succedendo. Forse è arrivato il momento di mettere in crisi questo rapporto, dove la crisi non è elemento negativo, ma di trasformazione. Credo sia importante provare a capire cosa sta succedendo, senza avere paura di questo nuovo. Per qualsiasi cosa non esiti a contattarmi. Buona giornata
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Mi dispiace sentire che stai passando attraverso un periodo difficile. Sembra che tu stia lottando con l'ansia e dei dubbi riguardanti il tuo rapporto di lunga data. È importante ricordare che non posso fare una diagnosi o fornire una consulenza professionale, ma posso darti qualche orientamento generale.

L'ansia può influenzare profondamente i nostri pensieri, le emozioni e le percezioni delle relazioni. Potrebbe essere utile cercare il supporto di uno psicologo esperto che possa aiutarti ad esplorare questi sentimenti in modo più approfondito e fornirti lo spazio per riflettere su ciò che stai vivendo.

La comunicazione aperta e onesta con il tuo partner è fondamentale in una relazione. Esprimi i tuoi sentimenti nei suoi confronti e cerca di lavorare insieme per capire i bisogni e le preoccupazioni reciproche.

Inoltre, potrebbe essere utile esaminare anche altri aspetti della tua vita che potrebbero contribuire all'ansia e alla confusione che stai vivendo. Fattori come lo stress, la salute mentale generale, le aspettative personali e le esperienze passate potrebbero influire sulla tua prospettiva attuale.
Dott. Daniele D'Amico
Psicologo, Psicologo clinico
Torre del Greco
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi.
Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico.
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Dr. Vittorio Penzo
Psicologo, Psicologo clinico
Parma
Grazie per aver condiviso la tua situazione, che sicuramente è complessa e dolorosa. Quello che descrivi sembra coinvolgere una forte componente ansiosa. È possibile che tu stia vivendo una forma di ansia relazionale, dove dubbi e paure riguardanti la tua relazione diventano così intensi da interferire con la tua capacità di goderti il rapporto. Questo può portare a crisi d'ansia e a un ciclo di dubbi e incertezze. L'ACT è un approccio terapeutico che può aiutarti ad accettare i tuoi pensieri e sentimenti senza cercare di cambiarli, concentrandoti invece sui valori personali e sugli obiettivi di vita. Pratiche di mindfulness possono aiutarti a gestire l'ansia imparando a vivere nel presente e ad accettare le emozioni senza giudicarle. Parla con amici fidati o familiari riguardo ai tuoi sentimenti. A volte, discutere delle tue preoccupazioni con qualcuno di cui ti fidi può offrire sollievo e nuove prospettive. Considera di parlare apertamente con il tuo partner riguardo alle tue ansie e paure. Un dialogo onesto può rafforzare la vostra relazione e permettere a entrambi di capire meglio le sfide che stai affrontando. Ricorda che è normale avere dubbi e preoccupazioni nelle relazioni, ma quando questi diventano così intensi da influire sulla tua vita quotidiana, è importante cercare aiuto. Rivolgersi a un professionista della salute mentale può offrirti strumenti concreti per gestire l'ansia e trovare un equilibrio nella tua relazione. Un caro saluto, Dr. Vittorio Penzo.
Dott. Tommaso Giovannetti
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
La situazione che descrivi riflette una complessità emotiva e relazionale che può essere profondamente disorientante.
È possibile che il tuo attaccamento verso il tuo partner sia particolarmente intenso, e che il timore di perderlo o di non essere all’altezza stia contribuendo a questa ansia. Inoltre, l'interesse momentaneo per un’altra persona, pur non avendo portato a nulla, potrebbe aver scosso la tua percezione della relazione, facendoti mettere in discussione sentimenti e certezze che prima sembravano indiscutibili.
Il fatto che tu provi un amore così profondo è una conferma del tuo legame affettivo, ma l'ansia sta oscurando queste sensazioni, rendendoti difficile fidarti delle tue emozioni. Potresti essere bloccata in un conflitto interno tra ciò che provi davvero e le aspettative che hai di come dovrebbe "sentirsi" l'amore.
Un percorso di terapia strategico-integrata potrebbe aiutarti a gestire e decodificare queste emozioni. Questo approccio lavora sia sui pensieri intrusivi e sui meccanismi che alimentano l'ansia, sia sulle dinamiche relazionali che possono contribuire al tuo stato di disagio. Al contempo, la terapia può fornirti strumenti per esplorare le tue insicurezze e identificare eventuali aree della relazione che necessitano di attenzione o cambiamento.
Non si tratta di "riparare" qualcosa di rotto, ma di creare una maggiore armonia tra i tuoi sentimenti autentici e il tuo modo di viverli.
Dott. Tommaso Giovannetti
Dott.ssa Mariapaola Anania
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve, da ciò che ha scritto, è come se si trovasse in un limbo: in cui prova ansia con lui e prova lo stesso anche senza di lui. Le consiglio (se non l'ha già fatto) di rivolgersi ad un professionista per lavorare su questo aspetto ansioso e capire da cosa dipende. In bocca al lupo per tutto
Dott.ssa Giulia Casole
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, comprendo la sofferenza e la confusione che potrebbe star vivendo in questo periodo. Sembrerebbe che la sua relazione, iniziata con un forte sentimento, stia attraversando una fase di incertezza e ansia che le rende difficile vivere serenamente.
Potrebbe essere che i dubbi emersi circa un anno fa, in concomitanza con l'interesse per un'altra persona, abbiano innescato una serie di interrogativi sui suoi sentimenti per il suo attuale partner. Questa nuova attenzione potrebbe averla portata a confrontare le sue emozioni e a percepire un possibile cambiamento nella "magia" della sua relazione di lunga data.
Le intense reazioni fisiche ed emotive che ha descritto, come gli attacchi di panico, le difficoltà alimentari e l'ansia crescente anche solo al pensiero del suo ragazzo, potrebbero indicare un disagio significativo legato alla relazione o forse a dinamiche interne più profonde. Il suo desiderio di stare con lui, contrapposto all'ansia che la sua presenza le provoca, suggerirebbe un conflitto interiore complesso.
La decisione di interrompere la relazione, seguita da un riavvicinamento, potrebbe riflettere una difficoltà nel gestire questi sentimenti contrastanti e nel prendere una decisione definitiva. Il ritorno insieme, pur desiderato, sembra essere accompagnato dalla persistente paura che si ripresenti la crisi passata e dal dubbio sulla solidità dei vostri sentimenti reciproci.
Le sue parole piene di affetto quando parla del suo ragazzo, come l'affermazione che per lui "morirebbe" e le lacrime agli occhi nel guardarlo dormire, suggerirebbero un legame emotivo ancora molto forte. Tuttavia, la coesistenza di questo amore con l'ansia e i dubbi potrebbe indicare una situazione emotiva complessa che meriterebbe di essere esplorata più a fondo.
In momenti come questo, potrebbe essere utile considerare la possibilità di rivolgersi a un professionista della salute mentale. Un percorso di supporto psicologico potrebbe offrirle uno spazio sicuro per esplorare i suoi sentimenti, comprendere meglio le dinamiche che stanno influenzando il suo benessere e aiutarla a fare chiarezza sui suoi desideri e sulle sue paure all'interno della relazione.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, da ciò che racconta emerge un vissuto emotivo molto intenso e complesso, che negli ultimi anni ha messo a dura prova la sua serenità e il suo equilibrio. La presenza di attacchi di panico, l’ansia legata alla relazione e i pensieri intrusivi sul suo amore per il partner indicano che non si tratta solo di “normali dubbi di coppia”, ma di un insieme di reazioni emotive e cognitive che possono innescare un circolo vizioso difficile da interrompere senza un lavoro mirato. Il fatto che i sintomi siano comparsi in concomitanza con l’interesse per un’altra persona non significa necessariamente che il suo amore per il partner sia finito. Spesso, in situazioni come la sua, l’attenzione verso qualcun altro può fungere da “innesco” che porta a interrogarsi sulla relazione, ma poi la mente comincia a mettere sotto la lente ogni emozione, ogni sensazione, cercando conferme o smentite. Questo processo di iperanalisi, tipico di alcune forme di ansia relazionale, può generare ancora più incertezza e paura, fino a creare la sensazione che le emozioni positive siano sparite o non siano abbastanza. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, si può pensare che il problema non sia soltanto nella relazione in sé, ma nel modo in cui i pensieri e le reazioni fisiche all’ansia stanno influenzando la percezione della relazione stessa. Quando il corpo e la mente entrano in “modalità allarme”, è difficile sentire affetto, desiderio o serenità, anche se il legame è profondo. Non è raro che questo porti a decisioni impulsive, come la rottura, seguite però dal bisogno di riavvicinarsi quando la tempesta emotiva si calma. Il fatto che lei parli di paura che “ricapiti di nuovo” e che stia vivendo costantemente in allerta è un segnale importante: è come se una parte di lei stesse anticipando la crisi, e questo mantenesse alto il livello di ansia, impedendole di godere appieno del rapporto. In queste condizioni, la mente tende a concentrarsi sulle possibili minacce o mancanze, piuttosto che sulla connessione emotiva reale. Sarebbe importante, in un percorso di supporto, aiutarla a riconoscere i segnali precoci dell’ansia, distinguere ciò che è frutto di una reazione emotiva acuta da ciò che appartiene davvero alla realtà della relazione, e imparare a ridurre l’ipercontrollo dei sentimenti. Questo non significa ignorare eventuali problemi di coppia, ma affrontarli senza che l’ansia diventi l’unica lente attraverso cui guardare. Ciò che descrive, compresa la commozione nel vedere il suo partner dormire e il sentimento di grande importanza che lui ha per lei, indica che il legame affettivo è ancora molto vivo. Il lavoro, in questo momento, potrebbe essere quello di imparare a distinguere i momenti in cui l’ansia “parla” al posto suo dai momenti in cui è davvero la sua volontà e il suo cuore a esprimersi. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Salve, grazie per aver condiviso un pezzo importante della sua vita. L’ansia e gli attacchi di panico, nella prospettiva psicologica, non sono “nemici” da combattere, ma segnali: il modo in cui la mente e il corpo comunicano che qualcosa, nella tua vita interna o esterna, richiede attenzione. L’ansia spesso nasce quando:
stai ignorando un bisogno importante,
stai evitando emozioni “scomode” (tristezza, rabbia, frustrazione),
ti trovi in una situazione che non senti più sostenibile.
L’attacco di panico a volte arriva come un “grido” del sistema: “Ora devi fermarti e ascoltare.” Durante il suo periodo stressante, può aver attraversando una fase delicata, e aver confusione a riguardo. Iniziare un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) le può fornire un aiuto riguardo le sue emozioni, cosa prova al momento e conoscere parti di se con una nuova consapevolezza. Resto a sua disposizione.

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