Gentili dottori, avevo un'amicizia con questa ragazza, che per me era importante. Le volevo bene ma

9 risposte
Gentili dottori, avevo un'amicizia con questa ragazza, che per me era importante. Le volevo bene ma avevo delle mie difficoltà non stavo bene e così pian piano questa amicizia si è rotta.
Non è finita bene, anzi da un giorno all'altro è scoppiata come una bolla di sapore.
Naturalmente io sono stato molto male e continuo a stare male, ma adesso la situazione è migliorata tanto che sono due anni che non sento questa persona.
Nel frattempo ho iniziato un percorso di psicoterapia mi sono laureato ma fatto gli esami della magistrale e sto facendo le mie attività.
Come ho già detto in precedenti messaggi adesso mi ritrovo questa ragazza all'università perché siamo colleghi lavoriamo con la stessa professoressa.
A questo punto io mi sarei aspettato un Ciao come stai e invece zero il comportamento di questa persona è assolutamente di evitamento totale.
Di conseguenza anche io non faccio altro che evitare situazioni e luoghi per non stare male, mi metto fuori seduto su una panchina non sa più nemmeno al secondo piano così evito ansia paura ecc.
Io lo so che sono fatto in un certo modo e non posso pretendere che anche gli altri siano uguali a me.
Ma desidero essere riconosciuto per quello che sono cioè una persona che sì ha sbagliato in passato ma è stata anche molto male e che adesso sta cercando di ricostruire una vita.
Il fatto che oggi non ci parliamo e non ci salutiamo, mi fa abbastanza male.
Pensate che due anni fa questa persona ha detto Poi ci sentiamo prenditi questo tempo per riflettere eccetera eccetera ed è sparita.
Capisco che non si può tornare indietro e che non posso pretendere di riavere un'amicizia, ma tutto questo comportamento è un po' una ferita per me.
Mi sento costantemente sotto processo giudicato virgole come se questa persona mi butti una condanna per quello che ho fatto, è come se tutto quello che è successo in passato cioè la nostra amicizia non fosse mai avvenuta, allora mi chiedo Era solo per me l'amicizia?
Questa persona non mi vuole più bene?
Allora c'è odio c'è rabbia?
Prima era una persona così disponibile gentile ducata adesso invece è totalmente diversa Come mai?
Se io sono amico di una persona che stava male e che adesso sta bene sta facendo tante cose io ne sarei contento e felice e se lo vedo in giro mi fermo lo saluto ne conosco i suoi progressi, Perché invece Lei no?
Sia chiaro io mi sono laureato e sto andando avanti perché lo devo fare e perché sto bene, ma mi piacerebbe anche avere un minimo di riconoscimento per dire È vero hai sbagliato ma adesso io ti vedo e vedo che stai bene mi fa piacere.
Invece lei non solo non mi saluta non mi guarda si gira di spalle abbassa lo sguardo questo mi fa male mi ferisce.
Ecco che io vado all'università solo se strettamente indispensabile mi metto fuori su una panchina per non incontrare vedere per non stare male per Non attivare nuovamente tutto questo.
Allora mi domando perché?
Non sono mostro non ho commesso reati gravi o fatto degli sbagli perché non stavo purtroppo bene psicologicamente, dopo due anni io mi sto comportando benissimo Non sto facendo più nulla eppure devo subire queste cose.
Non merito un po' di rispetto anche io?
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Gentile utente,
quello che descrive è una sofferenza comprensibile e umanamente molto intensa. La rottura di un legame significativo, soprattutto quando non c’è stata una vera chiusura né un confronto, può lasciare ferite profonde che si riattivano ogni volta che l’altra persona viene incontrata o anche solo pensata.

È importante però distinguere alcuni piani. Da un lato c’è il suo percorso: lei riconosce di aver attraversato un periodo di forte difficoltà, si è curato, ha intrapreso una psicoterapia, ha portato avanti gli studi e oggi sta cercando di costruire una vita più stabile. Questo è un lavoro enorme e va riconosciuto, prima di tutto da lei stesso. Dall’altro lato c’è la reazione dell’altra persona, che può essere vissuta come fredda, evitante o giudicante, ma che in realtà parla dei suoi limiti, delle sue difese o delle sue modalità di protezione, non necessariamente di una “condanna” verso di lei.

Il comportamento di evitamento che lei osserva può avere molte spiegazioni: difficoltà a gestire le emozioni, bisogno di distanza, incapacità di affrontare il passato o semplicemente una scelta personale. Non sempre l’assenza di un saluto equivale a odio o rabbia; a volte è un modo, magari immaturo, per non riattivare qualcosa che l’altra persona non riesce a tollerare. Purtroppo, per quanto doloroso, non possiamo pretendere riconoscimento, comprensione o rispetto nella forma che desideriamo: questo non toglie valore a ciò che siamo o al percorso che abbiamo fatto.

Il punto centrale, oggi, sembra essere quanto questa situazione continui a condizionare la sua vita: l’evitamento dei luoghi, l’ansia, il senso di essere “sotto processo”. Qui non si tratta di stabilire chi abbia ragione o torto, ma di aiutarla a recuperare libertà emotiva e presenza, senza dover restringere i suoi spazi per proteggersi dal dolore. Il rischio, altrimenti, è che quella relazione continui ad avere potere su di lei, anche se è finita da tempo.

Sta già facendo un lavoro importante in terapia, e probabilmente questo tema merita di essere approfondito ulteriormente con uno specialista, per elaborare il lutto di questa amicizia, il bisogno di riconoscimento e il senso di ingiustizia che sente. Non per cambiare l’altra persona, ma per permettere a lei di stare meglio, indipendentemente dalle sue reazioni.

Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online

Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.

Mostra risultati Come funziona?
Dott.ssa Teresita Forlano
Psicologo, Sessuologo, Psicoterapeuta
Roma
Buona sera.
Ha scritto che ha iniziato un percorso terapeutico. Bene, questa situazione che le comporta un vissuto così intenso emotivamente e che ha dell'irrisolto dentro e fuori di lei, va affrontata nelle sue sedute. Insieme al suo terapeuta può comprendere e capire come meglio gestire quanto riportato qui rispetto a quest'amicizia.
Un saluto, dottoressa Teresita Forlano
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,
potrebbe provare a fermarla e a parlarle, esprimendo quanto qui scritto dandosi la possibilità di farsi ascoltare. Chissà che con questa sua conoscenza non possa almeno tornare a salutarsi.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Selina Moretti
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Cantù
Gentile utente, la cosa più adulta è semplice che lei possa fare e' chiedere a questa persona di poterle parlare e chiarire tutto ciò che sente. Se ha scritto questo messaggio probabilmente non ha fatto questo passo, ma è il più semplice , maturo e rispettoso che lei possa fare per se stesso. Prenda coraggio! Cordiali saluti. Dott.ssa Moretti
Dott.ssa Erica Giuliani
Psicologo, Psicoterapeuta
Latina
Salve, dal suo racconto emerge chiaramente la sua sofferenza. Quello che mi permetto di dirle, e che non vuole essere un'interpretazione della situazione, soprattutto perché non la conosco e non rientra nella mia professione, è che sembra vivere tutto questo come se fosse lei la causa primaria del comportamento della sua amica. Non possiamo sapere cosa pensa realmente la sua amica e il perché sceglie di comportarsi in questo modo descritto da lei.
Le spiego, però, che l' evitamento di cui lei parla e che mette in atto è un comportamento di difesa, comprensibile ai fini di non voler star male, ma a lungo termine può diventare una strategia di risoluzione immediata che può portare ad auto alimentare le sue preoccupazioni e a renderle più intense, impedendole (in questo caso) di comprendere l'esistenza di alternative che potrebbero, al contrario, portarla ad una comprensione del comportamento della sua amica.
Mi permetto di rimanere sul generico, poiché non è chiara la sua richiesta di aiuto a noi professionisti, ma posso consigliarle di poter ricontattare eventualmente il suo psicoterapeuta (se ha terminato la terapia) o trovarne uno nuovo che la possa aiutare a gestire in modo più funzionale la situazione e ridurre il suo stato di sofferenza.
Per maggiori approfondimenti non esiti a contattarmi, resto a disposizione.
Saluti Dott.ssa Erica Giuliani
Dott.ssa Mariella Schwederski
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Seriate
Buongiorno, grazie per aver condiviso la sua storia.
Il rispetto è alla base del benessere sociale e molti di noi condividono un’idea simile di ciò che esso rappresenta. Eppure, ciascuno attribuisce a questo concetto una sfumatura personale. Per questo, la prima domanda che mi viene spontanea è: che cosa significa per lei “essere rispettati”?
Le amicizie, quando finiscono, possono lasciare un grande vuoto e un dolore profondo. Non a caso rientrano in quella che viene definita la categoria dei “lutti di cui non si parla mai”; dal punto di vista emotivo, però, il dolore che si vive è reale e significativo. Forse lei è riuscito a integrare questo cambiamento nella sua vita, mentre l’altra persona non ancora. È possibile che abbiate semplicemente tempi diversi.
Che cosa accadrebbe se fosse lei a prendere l’iniziativa e a salutare per primo l’altra persona?
Le auguro il meglio.
Qualsiasi comportamento ha una risposta sia verbale che non verbale. La sua ex amica le sta dicendo con la comunicazione non verbale che non vuole alcun rapporto con lei, non è interessata. Ora deve accettare la decisione espressa dalla sua ex amica altrimenti può prendere l’iniziativa di chiedere ulteriori spiegazioni e verificare se è disponibile ad una riapertura nei suoi confronti senz’altro riceverà informazioni utili per bloccare la sua rimuginazione in negativo che fa nei suoi confronti.
Dott. Salvatore Augello
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Palermo
Salve. Come mai si pone queste domande senza esplicitarle alla diretta interessata?Come mai reagisce in questa maniera invece che disinteressarsene? Noto come la distanza netta che ha posto questa ragazza alimenti in lei quasi un ossessione per la stessa alimentata dall'incomprensibilità del suo comportamento. Ha mai pensato a delle ipotesi del tipo, questa ragazza non ha interesse per lei che non significa che la odi; la sua distanza alimenta la distanza relazionale e non incentiva la comunicazione reciproca. Noto in lei una chiusura e mi auguro che posso aprirsi con qualcuno, non solo utilizzando questo canale.
Se ha bisogno di approfondimenti può contattarmi in privato.
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello
Dott.ssa Irene Massobrio
Psicologo, Psicoterapeuta
Alessandria
Buongiorno, dal suo racconto emerge un vissuto di profonda sofferenza, un ferita relazionale che ancora non si è rimarginata, e che ha toccato profondamente il suo senso di valore personale e di esistenza per l'altro.
Quello che davvero la ferisce è il fatto di non sentirsi riconosciuto come soggetto che ha sofferto, che è cambiato, e che è in grado di ricostruirsi.
Consideri tuttavia che l'atteggiamento dell'altra persona non necessariamente deve essere letto come una condanna o un giudizio nei suoi confronti, ma come una difesa, un modo per evitare emozioni troppo complesse o dolorose.
Il processo terapeutico per lei consiste nel cercare di separare il suo valore personale dallo sguardo dell'altro, perchè finchè il suo valore dipenderà dallo sguardo altrui il suo dolore resterà vivo.

Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda

  • La tua domanda sarà pubblicata in modo anonimo.
  • Poni una domanda chiara, di argomento sanitario e sii conciso/a.
  • La domanda sarà rivolta a tutti gli specialisti presenti su questo sito, non a un dottore in particolare.
  • Questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica. Se hai un problema o un'urgenza, recati dal tuo medico curante o in un Pronto Soccorso.
  • Non sono ammesse domande relative a casi dettagliati, richieste di una seconda opinione o suggerimenti in merito all'assunzione di farmaci e al loro dosaggio
  • Per ragioni mediche, non verranno pubblicate informazioni su quantità o dosi consigliate di medicinali.

Il testo è troppo corto. Deve contenere almeno __LIMIT__ caratteri.


Scegli il tipo di specialista a cui rivolgerti
Lo utilizzeremo per avvertirti della risposta. Non sarà pubblicato online.
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.