Gentili dott.sse e dott.ri Spero di essere il più chiara possibile nell'esprimere la mia domanda.

Gentili dott.sse e dott.ri Spero di essere il più chiara possibile nell'esprimere la mia domanda. Sarò breve e coincisa. Nella mia famiglia ci sono due membri ( fratello e sorella ,ma che non vivono nella stessa casa) che amano molto gli animali, a tal punto però da rendere l'ambiente casalingo malsano e puzzolente ,ad esempio di urina di gatto e con feci e urina di cane ( taglia piccola) lasciate li sul balcone dell' appartamento anche per un giorno intero così come i peli dappertutto, persino sul piano cottura della cucina. Ogni qual volta che io però faccio notare questa cosa soprattutto alla sorella , lei si arrabbia moltissimo e questo è quasi sempre motivo di lite, anche se io chiedo a lei di portare il cane ( come normale che sia ) al parco per fare i suoi bisogni. Mi sono sempre chiesta se sono io troppo esagerata oppure c'è qualcos'altro? Perché ci sono persone che riescono a stare nello sporco in generale o quello " causato " dagli animali da compagnia? Voi sapreste dirmi qualcosa in più ? ve ne sarei infinitamente grata. Grazie

21 risposte


Gentile Utente, grazie per aver condiviso. Il suo bisogno di vivere in un ambiente sano e rispettoso non è affatto un'esagerazione. Alcune persone possono tollerare condizioni di disordine o sporcizia per vari motivi, legati a esperienze personali o ad un legame forte agli animali, ma questo non rende meno valido il suo sentire. Quando cerca il confronto con sua sorella e viene accolta con rabbia, potrebbe essere utile chiedersi se si sente ascoltata, rispettata e se questa situazione le attiva emozioni come frustrazione, senso di colpa o ingiustizia. Cosa rappresenta per lei sentirsi autorizzata a dire “non mi fa stare bene” senza sentirsi esagerata? Un cordiale saluto

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Gentile utente, La sua domanda è molto chiara e tocca un tema importante che riguarda non solo la convivenza familiare ma anche il benessere psicologico e ambientale delle persone. Amare gli animali è certamente un valore positivo e può portare grande beneficio emotivo. Tuttavia, quando questa passione interferisce con l’igiene e la salubrità dell’ambiente domestico, può generare disagio non solo per chi vive direttamente con gli animali, ma anche per familiari o persone vicine, come nel suo caso. Il fatto che i suoi familiari tollerino — o addirittura sembrino non notare — odori forti, sporcizia o la presenza di peli in luoghi poco igienici come il piano cottura, può avere diverse spiegazioni. Alcune persone sviluppano un certo grado di adattamento o assuefazione all’ambiente in cui vivono, anche se oggettivamente poco salubre. In altri casi, può trattarsi di una difficoltà nel gestire la quotidianità, l’organizzazione, o di una scarsa consapevolezza delle implicazioni igienico-sanitarie. A volte, inoltre, può esserci un attaccamento molto intenso all’animale che porta la persona a sottovalutare o negare gli aspetti problematici del contesto domestico. In altri casi ancora, queste dinamiche possono rientrare in quadri psicologici più complessi, come tendenze all’accumulo o difficoltà emotive legate al controllo e alla gestione degli spazi. Il fatto che lei venga accusata di “esagerare” e che i suoi tentativi di confronto siano accolti con rabbia può indicare una difficoltà di questi familiari nell'accettare critiche o riflessioni sul proprio comportamento. Questo rende comprensibile la sua frustrazione e la sua esigenza di chiarezza. Per rispondere quindi alla sua domanda: no, non è esagerata. Il suo disagio è comprensibile e legittimo. L’igiene e il rispetto degli spazi condivisi sono aspetti fondamentali del benessere psico-fisico. Tuttavia, per comprendere a fondo queste dinamiche e affrontarle in modo costruttivo, potrebbe essere utile e consigliato rivolgersi ad uno specialista che possa aiutare a leggere meglio la situazione familiare, comunicare in modo efficace e supportare eventualmente i suoi familiari a riflettere sul loro comportamento. Cordiali saluti, Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa


Salve, mi sembra corretto sia il suo pensiero che il modo in cui lo ha espresso. Se si decide di avere degli animali in casa è bene prendersene cura, e curare altrettanto gli spazi che i suddetti animali sporcano, nei limiti del possibile, poiché gli animali per loro natura sporcano più dell'uomo. La situazione che sembra più eclatante e proprio quella del balcone, non è corretto tenerlo in questo stato per tutto questo tempo proprio perché non è uno spazio adibito ai bisogni degli animali. Cordiali saluti Dott. Salvatore Augello


Gentile utente, non mi sembra affatto esagerata! Non è salutare vivere in un ambiente puzzolente e sporco. Mi spiacerebbe molto se fosse costretta a vivere in questo ambiente malsano senza poter cambiare abitazione. Cordiali saluti. Dott.ssa Selina Moretti


Buongiorno, lei è portatrice di una istanza familiare, ed è in un percorso familiare che potrebbero esser affrontate le problematiche qui riportate. Ne parli anche con gli altri membri della famiglia, sarebbe una occasione di crescita per tutto il nucleo familiare. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara


Caro utente , al di là dell’importanza di portare il cane fuori casa per i propri bisogni e di tenere la lettiera del gatto pulita , pongo la mia attenzione sulla mancanza di ascolto dei suoi fratelli nei suoi confronti . Probabilmente l’atteggiamento attuale è il frutto di una relazione impostata da anni e anni e per la quale varrebbe la pena approfondire in sedi adeguate. Le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta e valutare un percorso Saluti


Buongiorno gentile utente, la sua domanda è precisa e concisa e il comportamento, dei suoi familiari, propenderebbe per un atteggiamento distratto e superficiale nei confronti dell'ambiente in cui vivono, e in cui convivono con altri e di essi noncuranti, che se non fossero sensibili quanto lei, giustamente, ad una scorretta igiene del luogo, forse non si lamenterebbero. Il fatto è che i livelli percettivi delle condizioni in cui si vive, sono regolati e da una propria sensibilità personale come stavo dicendo, ma anche da una risposta adattiva a come siamo cresciuti ed abbiamo vissuto, educati, specialmente da piccoli. Senza essere precipitoso, potrei azzardare una relazione di accudimento primaria, come inadeguata, se non insoddisfacente, questa potrebbe essere la causa psicogena, del reiterato atteggiamento, ad oggi rivolto agli animali domestici, ma anche implicitamente a voi stessi. Ovviamente le rispondo senza avere alcuna certezza delle cose, e pertanto se desiderasse approfondire nelle conferme, si renderebbe necessario un incontro di approfondimento, sulle dinamiche di vita sue e dei suoi cari. Porgo cordiali saluti, Dr. Cristian Sardelli


Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive. Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL


Gentilissima, ci sono case che profumano di cura e altre che sembrano portare addosso un odore di resa. Lei descrive ambienti dove l’affetto per gli animali sconfina, forse, in una forma di esilio da sé. Eppure, a volte, chi vive nel disordine non se ne accorge: come il pesce che ignora l’acqua in cui nuota. La Sua sensibilità olfattiva e affettiva è una bussola. Non è ipersensibilità, ma la percezione che qualcosa non torna, che il legame con gli animali rischia di diventare una barriera più che un ponte. Forse, più che chiedere pulizia, può provare a chiedere ascolto: “Cosa ti fa stare bene così? Da cosa ti proteggi davvero?”. La Sua domanda è già il primo passo verso un cambiamento. Un caro saluto, Dott. Fabio di Guglielmo


Gentilissima, la ringrazio per aver condiviso la sua situazione. Comprendo quanto possa essere frustrante vivere (o anche solo frequentare) ambienti che, a causa della presenza trascurata degli animali, risultano malsani e fonte di conflitto. Il suo disagio non è esagerato: l’accumulo di feci, urina, peli in zone sensibili della casa è un problema oggettivo, non una semplice “questione di gusti”. È comprensibile che lei senta il bisogno di porre dei limiti, e che si scontri con una resistenza forte da parte dei suoi familiari. Spesso, dietro a un attaccamento eccessivo agli animali, si nascondono bisogni emotivi non elaborati, solitudine, o difficoltà relazionali. Tuttavia, questo non può giustificare comportamenti che mettono a rischio la salute e il benessere degli altri. A volte, pur con tutta la buona volontà, non è possibile modificare l’ambiente o la mentalità degli altri. In quei casi, la scelta più sana può essere quella di prendere distanza — fisica, emotiva, o entrambe. È legittimo, e spesso necessario, allontanarsi da dinamiche familiari che diventano tossiche e compromettono il proprio equilibrio. Se avverte che questa situazione sta influendo sul suo benessere, valutare un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a chiarire meglio i suoi bisogni e le sue possibilità di azione. Resto a disposizione se desidera un confronto più approfondito. Un cordiale saluto, Dott. Nunzio Nasti

Dr. Nunzio Nasti

Dr. Nunzio Nasti

psicoterapeuta

Albese con Cassano

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Gentile Utente, prima premessa: vivere con altre persone e animali è spesso motivo di compromessi. Nel limite della salute e della cura (personale, animali ecc), ognuno ha un proprio standard. Seconda premessa: possiamo cambiare il nostro approccio e comportamento, non sempre l'altro viene in contro. Per cui non vedo utile o fondato "indovinare" cause di questi comportamenti. Può però decidere se continuare ad accettarli o meno. Saluti


Gentile Utente, la convivenza è un "esercizio" difficile, soprattutto, in età adulta. Sua sorella e suo fratello hanno tutto il diritto di vivere come vogliono e, questo, vale anche per Lei. Le difficoltà economiche ci portano a scegliere le soluzioni più "vicine" a Noi (come vivere con i genitori e/o i nostri parenti) con conseguenze difficili da superare. Le domande che Le pongo è perché continua a vivere in un ambiente che non Le piace e quali sono le difficoltà che riscontra quando deve affrontare sua sorella e suo fratello per cercare una soluzione che vada bene a tutti. Grazie.


Ciao credo che per quel che racconti possa essere fondamentale innanzitutto far luce sui rapporti tra voi fratelli che ci sono in casa, anche perchè da come si desume da questa dua descrizione, sembra che tu porti con te molta fatica, anche nell'affrontare la routine. Sarebbe in tal senso comprendere anche come si svolgono le vostre interazioni all'insegna della rabbia ( come ci stai tu, soprattutto in termini emotivi, in primis). Questo per capire i significati anzitutto che ci sono dietro questa richiesta che porti qui e ovviamente al fine di indagare quegli ambiti che possono aiutarti a far luce su alcune dinamiche che ti appesantiscono, per stare meglio.


Gentile signora, la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Capisco quanto possa essere difficile convivere con situazioni che percepisce come poco igieniche e che generano conflitti, soprattutto in ambito familiare. Non è affatto esagerata: esistono sensibilità diverse rispetto alla pulizia e alla convivenza con gli animali. Per alcuni, il legame affettivo con l’animale può portare a tollerare situazioni che per altri risultano inaccettabili. Non si tratta di giusto o sbagliato, ma di modi differenti di percepire l’ambiente. Un confronto sereno o, se necessario, uno spazio di ascolto psicologico potrebbe aiutarla a gestire meglio il disagio e a trovare modalità di comunicazione più efficaci. Resto a disposizione, in presenza o online, qualora volesse approfondire. Cordiali saluti, Dott. Matteo De Nicoló Psicologo psicoterapeuta.


Buonasera cara utente, al di là delle problematiche organizzative e di gestione di come tenere animali in casa la cosa che mi sembra più importante per voi e di trovare una negoziazione tre lei e chi vive con lei (non ho capito se solo sua sorella) visto che vivete nello stesso posto. Cercate di venirvi incontro per le esigenze di ognuno ,questo vi aiuterà a creare maggiore fratellanza e alleanza oltre a rispettarvi nei propri bisogni. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti ,buona serata. Dr. Jasmine Scioscia


Salve, comprendo bene il disagio che può provare nel dover condividere gli spazi con molti animali che non sono i suoi. Tuttavia, le suggerisco di concentrarsi su soluzioni concrete per affrontare i problemi pratici. È possibile trovare un accordo con i familiari riguardo alla gestione degli spazi e alla cura e pulizia degli ambienti? Ha la possibilità di cercare un nuovo spazio abitativo? Potrebbe infine essere utile imparare a esprimere il proprio dissenso in modo assertivo, così da evitare conflitti inutili e favorire un dialogo più costruttivo. Ritengo che questa strategia potrebbe esserle di grande aiuto. Un cordiale saluto.


Buon giorno. Per una buona convivenza tra persone e amici pelosi, c'è bisogno di una buona cura degli spazi, soprattutto quando ci sono altri, dei nostri amici, del saper vivere in compagnia. Questo significa, avere delle regole di adeguata convivenza tra persone e verso i pelosetti, rispettando anche le norme igieniche. Avere proprie abitudini va bene,bisogna trovare anche dei punti adeguati di incontro quando si sta con altri. È una forma di rispetto del saper stare in spazi comuni. Dottoressa Teresita Forlano


buongiorno, per rispetto della complessità della situazione da lei descritta, La invito a contattarmi in modo da parlarne direttamente. cordialmente, Chiara Dottoressa Rogora


Dove sono i suoi genitori? Sono i grandi assenti di questo racconto. Non so se lei non li abbia nominati perché effettivamente non ci sono (sono morti, sono altrove) o perché non hanno nessun tipo di autorevolezza sulla questione. Purtroppo se manca la regola, è molto facile scadere nell'anarchia, che mi sembra essere bene o male la situazione che descrive. Provi a capire se è possibile mettere delle regole e dei confini condivisi da tutti quanti voi.


Gentile utente, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Le suggerisco di intraprendere un percorso psicologico, così da esplorare più a fondo la situazione e affrontare i pensieri e le emozioni legati ad essa, con l’obiettivo di trovare maggiore serenità. Resto a disposizione per consulenze online. Un caro saluto. Dott.ssa Valentina De Chiara


Grazie per la sua domanda. Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come per i momenti di particolare stress, i problemi di salute o i cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido aiuto. Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile del problema. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute. Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità. Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp. Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri, al costo di 75 euro a seduta anziché 97 euro. Cordiali saluti, Dott. Michele Scala Psicologo Psicoterapeuta

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.