Dottore anche io purtroppo prendo lo Xanax. Non in dosi massicce, ovvio , mi rendo conto che portano

20 risposte
Dottore anche io purtroppo prendo lo Xanax. Non in dosi massicce, ovvio , mi rendo conto che portano assuefazione. Non ho ancora trovato però una degna sostituzione. Le gocce mi fanno bene, un po' per volta .la sera un tantino di più mi aiutano a dormire. Mi chiamo rosalbae.vivo a Roma
Vorrei tanto non avere i problemi che ho ma se voglio vivere non ho altra soluzione che questa.i può consigliare?. Grazie
Dr. Franco Bruschi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Firenze
Cara Rosalba non è un reato prendere dei farmaci se questi aiutano a vivere e soprattutto l'aiutano a dormire, il riposo è importante e necessario. L'unica cosa che vorrei dirle è che i farmaci non risolvono i problemi profondi che sono, immagino, la causa dei suoi problemi di natura interna ma forse anche quelli relazionali. Il mio consiglio è continuare a prendere i farmaci finchè sara necessario prescritti da suol medico o psichiatra ma intraprendere nel contempo un percorso psicoterapeutico almeno di una volta la settimana per parlare con qualcuno professionalmente competente (psicologo, psicoterapeuta). Tutto ciò può servirle ad aprirsi e comunicare i suoi disagi in modo da potere elaborare col professionista le problematiche psicologiche che sono alla base spesso dei nostri problemi. Le dò la mia disponibilità molto volentieri. Saluti.

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Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, oltre all'assunzione dei farmaci ha mai pensato di intraprendere un percorso di psicoterapia?
Buona serata.
Dott. Fiori
Dott. Michele Iannelli
Omeopata, Agopuntore, Psicoterapeuta
Roma
Gentile signora, sono un medico omeopata e psicoterapeuta le consiglio e le propongo, per la sua situazione una alternativa: un Counseling medico-psicologico che si fonda su due presupposti fondamentali: 1) i sintomi e i segni derivanti dalla sofferenza non sono nemici da sopprimere, ma segnali da accogliere, decifrare e comprendere; 2) una visione dell'essere umano come sistema globale. Partendo da ciò posso efficacemente curare le sue problematiche riequilibrando tutto il suo organismo attraverso colloqui medici che mi permettono la prescrizione personalizzata di terapie naturali e innocue: Floriterapia di Bach, la Psicoprobiotica, l’Omeopatia Omotossicologica, la Nutraceutica e la Fitoterapia che mi permettono di offrire al paziente un sistema di cura completo che nella sua sinergia è molto di più di una semplice somma dei vari elementi. Un sistema che produce i seguenti reali benefici: il lenimento sintomatico, la rivitalizzazione metabolica, il recupero di forze e del buon umore e la disintossicazione. Sono a sua disposizione per informazioni telefoniche. Cordiali saluti!
Dott.ssa Valentina Antoci
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile Utente, prendere un farmaco per migliorare il proprio benessere non è nulla di cui vergognarsi. Se volesse al farmaco può associare un percorso di psicoterapia, utile sia per comprendere la causa delle sue difficoltà che per apprendere nuove strategie di gestione dell’ansia (per esempio attraverso un training di rilassamento muscolare).
Un cordiale saluto
Dott.ssa Federica Maura Meloni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quartu Sant'Elena
Buongiorno Gentile Utente,
sicuramente l'uso dei farmaci è consigliabile in situazioni che necessitano.
Il consiglio è comunque di affidarsi al suo medico di fiducia.
Sicuramente anche l'affiancamento di un lavoro di psicoterapia sarebbe un'ulteriore supporto.
a disposizione se necessario
Dott.ssa Federica Meloni
Dott. Lorenzo Cruciani
Psicologo, Psicoterapeuta
Fermo
Gent.ma Rosalba, i farmaci a volte possono rappresentare un aiuto rilevante per gestire alcuni sintomi a volte invalidati. Consideri però che i risultati migliori, secondo la letteratura relativa ai disturbi d'ansia, si ottengono abbinando alla farmacoterapia la psicoterapia cognitivo-comportamentale. Cordialmente.
Dott. Simone Marenco
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Gentile utente, per ottenere maggiori risultati potrebbe associare alla terapia farmacologia un percorso di psicoterapia. Inoltre le consiglio di consultare il suo medico o uno psichiatra per valutare l'utilizzo corretto del farmaco.
Dott. Marenco
Dott.ssa Anna Paolantonio
Psicologo, Psicoterapeuta, Posturologo
Roma
Salve.
I farmaci sono un aiuto ma poiché teme l'assuefazione sente che non può essere l'unica strada per i suoi problemi. Sarebbe utile comprendere la causa del suo stato, cosa le impedisce di lasciarsi andare e che la fa stare sempre in uno stato di allerta che le impedisce di dormire senza aiuto.
Un supporto psicoterapeutico di tipo bioenergetico che lavora sull'integrazione mente corpo potrebbe esserle utile.
Sono disponibile per approfondimenti, anche on line.
Distinti saluti.
Dott. Donato Scorza
Psicologo, Psicoterapeuta
Brescia
Buongiorno, la situazione del farmaco è importante sia strettamente monitorata dal medico che la segue, anche considerando i rischi dell'assuefazione. Inoltre, è consigliabile approfondire, dal punto di vista psicologico, la situazione e valutare se esistono i presupposti per intraprendere un percorso di psicoterapia. Ci possono essere molte soluzioni alternative o comunque utili in modo sinergico al trattamento farmacologico. Cordiali Saluti.
Dott. Donato Scorza
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Dott.ssa Stefania Manganaro
Psicoterapeuta, Psicologo
Messina
Gentile utente il supporto farmacologico dovrebbe lavorare in sinergia con un buon approccio psicoterapico. Questo le permetterebbe di andare all'origine del suo problema. Ci pensi!
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, noi psicoterapeuti non possiamo dare pareri sui medicinali, capisco che in certi momenti della nostra vita ci possono aiutare. Se cmq volesse fare delle modifiche o cambiare prodotto dovrebbe interpellare il medico che inizialmente glieli ha prescritto. Inoltre affinché abbia dei risultati migliori insieme con gli psicofarmaci dovrebbe affiancare delle sedute di psicoterapia, per elaborare xché ha bisogno di questa stampella, la saluto cordialmente, dott.Eugenia Cardilli.
Dott.ssa Maria Cristina Giancarli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buonasera Rosalba, come indicatole dai colleghi, per valutare l'utilizzo corretto dei farmaci è importante che si confronti con la figura idonea, ovvero il suo medico di fiducia. Può poi considerare la possibilità di consultare una/o psicoterapeuta per poter affrontare e gestire al meglio le sue problematiche, nell'ottica del raggiungimento di un maggior benessere psicofisico. Saluti, Dott.ssa Giancarli
Dott.ssa Francesca Tardio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Cara Rosalba,
accompagna alla terapia farmacologica una psicoterapia?
Resto a disposizione Dott.ssa Francesca Tardio
Dott.ssa Daniela Benvenuti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Il supporto farmacologico va bene se può aiutare a superare una situazione di impasse, spesso però non basta perché le cause sottostanti al disagio vanno esplorate e portate a livello consapevolezza per essere affrontate in maniera efficace e risolutiva. Resto a disposizione, cordialmente, dr.ssa Daniela Benvenuti
Dott.ssa Daniela Benedetto
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile Rosalba, c’è’ l’alternativa. Un percorso terapeutico, focalizzato sugli eventi o problemi piu dolorosi e stressanti.
Non esiti a contattarmi
Un cordiale saluto
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Dott.ssa Luciana Harari
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Cara Rosalba,i farmaci possono accompagnare ma non risolvere alle sue origini i problemi.L idea di essere dipendenti da un farmaco talvolta ci indebolisce sul piano della autostima..La strada migliore è intraprendere un buon percorso psicologico che rinforzi e comprenda le fragilità . insicurezze e l origine del malessere.Non esiti ! dottssa Luciana Harari
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

in merito alla terapia farmacologica, è opportuna in tutti quei casi in cui il soggetto si sente limitato nello svolgimento delle regolari attività quotidiane, e solitamente deve esser somministrata da uno psichiatra. Per i disturbi d'ansia, o problemi legati all'insonnia è di fondamentale importanza che il paziente intraprenda anche un percorso di psiocoterapia con l'obiettivo di poter guardare ad un benessere più a lungo termine.
Qualora avesse bisogno di un consulto non esiti a contattarmi in privato.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Gentile utente, se i farmaci al momento le sono di aiuto, non è il caso di sospenderli. Piuttosto sarebbe necessario affiancare un sostegno psicologico e forse, un giorno, le medicine potrebbero anche non essere più necessarie. Proceda ad una valutazione con uno psicoterapeuta e valuti il percorso da fare. Il suo malessere, tramite i sintomi, le chiede di prestare attenzione a delle parti di sé inascoltate.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Beatrice Planas
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Firenze
Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online

Dott.ssa Giovanna Costanzo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Cara Rosalba, accolgo con molta partecipazione la Sua confidenza. Sento nelle Sue parole una sorta di rassegnazione dolorosa, come se l'uso delle gocce fosse diventato l'unico ponte possibile per restare legata alla vita e alla quotidianità. È comprensibile che Lei si senta così: lo Xanax, agendo rapidamente sul sintomo dell'ansia e favorendo il sonno, offre un sollievo immediato che spesso appare come l'unica via d'uscita quando l'angoscia bussa alla porta con troppa insistenza. Tuttavia, questa sensazione di non avere "altra soluzione" è proprio il punto su cui la sofferenza psicologica esercita la sua pressione più forte, facendoci sentire prigionieri di uno strumento che, pur aiutandoci a dormire, non risolve i motivi per cui restiamo svegli.

Dal punto di vista della psicologia del profondo, l'ansia che la tormenta e che la spinge a cercare rifugio nel farmaco non è un nemico da abbattere, ma un segnale del Suo mondo interno. È come se ci fosse una parte di Lei che sta cercando di comunicare un disagio legato alla Sua storia, alle Sue relazioni o al modo in cui oggi abita la Sua vita qui a Roma. Il farmaco "mette a tacere" questo grido, ma non permette di comprenderne il significato. L'assuefazione di cui parla non è solo chimica, ma è anche legata all'idea che senza quel supporto Lei non possa farcela; è una ferita alla Sua identità di donna capace di stare nelle situazioni e di affrontarle.

Un percorso di psicoterapia ad orientamento psicodinamico potrebbe offrirLe una prospettiva diversa e, col tempo, diventare quella "degna sostituzione" che sta cercando. L'obiettivo non è togliere bruscamente il sostegno farmacologico — gestione che spetta sempre a un medico — ma costruire insieme a Lei una base emotiva e relazionale più solida. Iniziare a dare un nome alle paure che la sera si fanno più intense significa trasformare quell'angoscia muta in un racconto che può essere condiviso e compreso. Considerare di intraprendere un cammino di questo tipo Le permetterebbe di scoprire che dentro di Lei esistono risorse che ora sono solo sommerse dall'ansia, aiutandola a ritrovare una libertà d'azione che oggi sembra dipendere solo da un flacone di gocce.

Un caro saluto.
dott.ssa Giovanna Costanzo

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