Come posso definire la paura patologica di mia figlia di non aver preso la pillola?la prende davanti

16 risposte
Come posso definire la paura patologica di mia figlia di non aver preso la pillola?la prende davanti allo specchio vive nell ansia continua di non averla presa controllando in continuazione il blister più volte al giorno. IL PROBLEMA È CHE spesso ne prende un altra quando la sua convinzione la terrorizza e così va a finire che ne assume più del dovuto.sono preoccupata.le ho detto più volte di rivolgersi per un percorso,ha bisogno di aiuto ma lo ha sempre rifiutato.la cosa comincia veramente a preoccuparmi
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso. Sarebbe opportuno, a mio avviso, indagare i vissuti emotivi e pensieri di sua figlia in merito alla minaccia temuta di non poter prendere la pillola. Ritengo comunque fondamentale che la ragazza intraprenda un percorso psicologico al fine di indagare le cause, origini ed i fattori di mantenimento dei suoi sintomi onde evitare che la situazione si irrigidisca e possa portare all'instaurarsi di una sintomatologia ossessiva.
Cordialmente, dott. FDL

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Salve, l'unica cosa che può fare è quella di consigliare a sua figlia di intraprendere un percorso di psicoterapia.
Buona serata.
Dott. Fiori

Gentile Signora sulla base delle sue indicazione si può ritenere utile che sua figlia chieda un consulto con uno specialista che in questo caso è uno psicoterapeuta. Ovviamente se sua figlia è maggiorenne lei come madre può solo parlare con sua figlia di questa possibilità. In ogni caso può solo in modo molto gentile e amorevole rappresentare la sua preoccupazione per questo stato di disagio ma le ripeto gli adulti hanno diritto di scegliere anche se sono figli. Un cordiale saluto

Capisco bene la sua preoccupazione. Dalla sua descrizione sembrerebbe essere un comportamento ossessivo. Sarebbe importante che sua figlia potesse avere uno spazio per analizzare meglio la situazione. Può essere utile spiegarle che potrebbe fare anche solo un primo colloquio mirato all'episodio specifico per capire insieme a un esperto se effettivamente è necessario affrontare il tema in un percorso.
Spero di esserle stata d'aiuto.

Gentile signora, certamente questo tipo di comportamento da parte di sua figlia la può spaventare e, come le hanno suggerito anche i colleghi, può provare a proporre a sua figlia la possibilità di chiedere anche solo una consulenza con uno specialista.
D'altra parte a volte può essere difficile comunicare con i figli soprattutto un messaggio come questo e potrebbe lei stessa prenotare un incontro con uno psicologo prendendosi uno spazio per spiegare meglio la situazione ed eventualmente vedere se c'è la possibilità di intervenire.
Saluti


Salve, le sue preoccupazioni sono comprensibili. La questione, però, è che è difficile capire esattamente cosa stia accadendo dai pochi elementi che descrive. Forse bisognerebbe risalire alle motivazioni che rendono sua figlia così preoccupata rispetto all'assunzione o meno della pillola, come dice. Ha provato a chiedere a sua figlia in merito? Dovrebbe forse aggiungere altri elementi, se vuole anche scrivendo privatamente. La saluto cordialmente, Marina Montuori

Gentile Signora, comprendo la sua preoccupazione; tuttavia non può che cercare di guardare sua figlia con fiducia e non solo con apprensione. Può suggerire un percorso di terapia che certamente potrebbe essere di aiuto ma di più non può fare.

Buongiorno, capisco che sia preoccupata per sua figlia. Probabilmente sarebbe importante che la ragazza facesse un percorso per riconoscere le motivazioni di questo atteggiamento, ma è solo sua figlia che deve decidere se, come e quando chiedere aiuto. Lei può, se ne sente la necessità, contattare uno psicologo con cui confrontarsi e comprendere in che modo può aiutare la ragazza in questi momenti e nello stesso tempo capire meglio il problema.
A disposizione, un caro saluto,
dott.ssa Michela solia

Buongiorno, è comprensibile la sua preoccupazione. Potrebbe suggerire a sua figlia un percorso psicologico che l'aiuti a prendere consapevolezza delle motivazioni alla base del suo atteggiamento, soprattutto perché, da quanto lei ha descritto, la mente corre il rischio di costruire una trappola in cui rimane imprigionata (mi riferisco al disturbo ossessivo-compulsivo), dove si possono osservare certe «regolarità» nelle azioni, nel caso di sua figlia il dubbio innesca il bisogno di risposte rassicuranti (ripetitive). A disposizione per eventuali chiarimenti o per una consulenza.
dott.ssa Germi Sabrina

Buongiorno gentile signora, in modo semplicemente pratico, inizialmente, si potrebbe pensare di aiutare sua figlia nell'assunzione della pillola con il suo aiuto, segnando insieme quando è stata assunta. E' un' ipotesi di intervento pratico, ma possono essere pensati altri tipi di strategie calibrate alla vostra situazione specifica. Oltre a ciò potrebbe essere molto utile approfondire dal punto di vista psicologico, il vissuto di sua figlia attraverso la psicoterapia. Cordiali Saluti. Dott. Donato Scorza
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Salve, non avendo informazioni su sua figlia se non il particolare che lei mette in evidenza non riesco ad esprimermi a riguardo. Invece le suggerisco un consulto per lei per valutare il suo stato d'animo e la possibilità di più opzioni di fronte a questa situazione.
Saluti
Massimiliano

Buongiorno, certamente potrebbe essere di aiuto per sua figlia poter parlare con un professionista. Al contempo se lo ritiene opportuno può contattare uno psicoterapeuta per comprendere i modi in cui lei stessa può essere di supporto a sua figlia, per elaborare le emozioni che questo le suscita in quanto madre e gestire al meglio la situazione.

Se sua figlia non vuole farsi aiutare da un terapeuta, provi lei a fare da “terapeuta” a sua figlia....ha di certo bisogno di un terreno fertile ed intimo in cui esplorare le sue angosce: lei è di certo una madre presente ed attenta, si faccia aiutare lei al fine di cercare con sua figlia un’apertura autentica....forza! Non si arrenda mai..

Buonasera. Credo sia un messaggio molto particolare, e che sua figlia stia esprimendo un disagio profondo attraverso questa preoccupazione. Per altro, si traduce in un comportamento non sano dal punto di vista medico, quando magari prende una "doppia pillola". Non ha lasciato molti elementi, vi sono molte cose importanti da indagare nel suo vissuto e nella sua storia di vita. Le consiglio vivamente un percorso psicologico. Sono a disposizione per una consulenza. Cordiali Saluti

Salve signora, lavoro soprattutto con adolescenti e posso dirle che se sua figlia non vuole intraprendere un percorso, non può certo costringerla. Quello che invece può fare, è parlare con lei, senza accontentarsi di prime risposte (quelle di fuga, per così dire..) e di provare ad ascoltare quali paure o preoccupazioni si celano dietro a questo comportamento. Mi chiedo se ha mai parlato con sua figlia di educazione sessuale ed in che modo. Spesso mi capita di confrontarmi con genitori che hanno paura ad affrontare certi argomenti con i propri figli. Se vuole può contattarmi.
Cordiali saluti,
Rosella Pettinari

Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online

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