Soffro di doc altalenante da 33 anni Ma i pensieri ossessivi intrusivi come si superano? si può guar
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Soffro di doc altalenante da 33 anni Ma i pensieri ossessivi intrusivi come si superano? si può guarire solo con psicoterapia o ci vogliono anche i farmaci?
Salve, purtroppo non è possibile rispondere a questa domanda con gli elementi che ha dato, senza conoscere la sua storia e la sua sintomatologia. Non c'è qualcosa che vada bene per tutti. Le consiglio di contattare un professionista e di affidarsi a lui nella scelta del percorso da intraprendere
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Buongiorno. Gli ultimi evidence based studies indicano una buona riuscita del suo disturbo attraverso il percorso psicoterapico. Inoltre, secondo il paradigma PNEI (psico-neuro-endocrino-immunologia), la psicoterapia unita ad una corretta alimentazione e ad uno stile di vita adeguato, vanno ad influire positivamente sul network PNEI e quindi sulla risposta psico-somatica del soggetto. L'assunzione, in aggiunta alla psicoterapia e ad uno stile di vita adeguato, di psicobiotici (per il recupero del microbiota intestinale) possono infine essere una più completa presa in carico del disturbo DOC. Per quanto riguarda i farmaci, dipende dal soggetto e dall'entità dei sintomi, quindi è da valutare accuratamente da parte di uno Specialista. Tuttavia una cosa si rende sempre necessaria: la Sua motivazione nonchè volontà di iniziare sentitamente il percorso di recupero delle Sue potenzialità affidandosi ad un professionista che la possa affiancare. Resto a disposizione anche per una consulenza conoscitiva online. Un sentito saluto.
Salve, quello che deve domandarsi ora è "Come mai dopo 33 anni il disturbo è ancora qui? A cosa mi serve? Senza questo disturbo cosa dovrei affrontare? Che altri problemi dovrei superare?
In natura ciò che persiste nel tempo ha un senso, serve a qualcosa (Darwin), e anche lei ed io ne facciamo parte. Se qualcosa non serve sparisce (sempre Darwin)
Quale funzione può avere per lei il suo fedele disturbo?
Un caro saluto
In natura ciò che persiste nel tempo ha un senso, serve a qualcosa (Darwin), e anche lei ed io ne facciamo parte. Se qualcosa non serve sparisce (sempre Darwin)
Quale funzione può avere per lei il suo fedele disturbo?
Un caro saluto
Gentile, ci sono tecniche e metodi che aiutano molto a regolare molto l'intensità e la quantità dei pensieri intrusivi. La psicoterapia può essere risolutiva anche senza farmaco ma dipende dalla gravità della sintomatologia.
Spero di essere stato sintetico ed esaustivo nella risposta, avesse bisogno di altre informazioni rimango a disposizione.
Spero di essere stato sintetico ed esaustivo nella risposta, avesse bisogno di altre informazioni rimango a disposizione.
Buongiorno, sono d’accordo con la collega nel ritenere fondamentale approfondire con ulteriori dati la sua richiesta.
Cordiali saluti
MT
Cordiali saluti
MT
Consiglio terapia MTC, cioè terapia meta-cognitiva. È una terapia di III° livello consigliata dall'OMS. può essere svolta anche online, via chat, purché si seguono le prescrizioni. All'7/8 seduta è possibile un miglioramento del 40/50%
Tanti auguri
Omar
Tanti auguri
Omar
Gentile Utente, per il DOC è molto efficace la terapia cognitivo comportamentale. Ha mai provato? Offre diverse strategie per poter fronteggiare sia le ossessioni sia le compulsioni.
Rimango a disposizione, cordialmente
Dott.ssa Giulia Liorni
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Mi dispiace sentire che stai affrontando questo problema da così tanto tempo. La presenza di pensieri ossessivi intrusivi potrebbe essere associata a disturbi dell'ansia, come il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) o altri disturbi correlati. È importante notare che solo un professionista della salute mentale può fare una diagnosi accurata e suggerire un piano di trattamento appropriato.
La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è spesso raccomandata per il trattamento del DOC. Questo tipo di terapia si concentra sulla modifica dei modelli di pensiero e dei comportamenti che contribuiscono ai sintomi ossessivi e compulsivi. La TCC può essere efficace da sola o in combinazione con farmaci, a seconda della gravità dei sintomi.
I farmaci, in particolare gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) o gli inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI), possono essere prescritti per aiutare a ridurre l'ansia e la frequenza dei pensieri ossessivi. Tuttavia, è importante sottolineare che la decisione di utilizzare i farmaci dovrebbe essere presa in collaborazione con un professionista della salute mentale, dopo una valutazione completa della situazione.
In alcuni casi, la combinazione di terapia e farmaci può essere la strategia più efficace per affrontare i sintomi. La terapia ti aiuterà a sviluppare strategie per gestire i pensieri ossessivi, mentre i farmaci possono contribuire a ridurre l'ansia associata.
Ricorda che ogni persona è unica, e ciò che funziona per una persona potrebbe non funzionare allo stesso modo per un'altra. È quindi importante cercare il supporto di un professionista della salute mentale qualificato per determinare la migliore strategia di trattamento per te. Se non l'hai ancora fatto, ti consiglio vivamente di consultare uno psicologo o uno psichiatra per una valutazione accurata e un piano di trattamento personalizzato.
La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è spesso raccomandata per il trattamento del DOC. Questo tipo di terapia si concentra sulla modifica dei modelli di pensiero e dei comportamenti che contribuiscono ai sintomi ossessivi e compulsivi. La TCC può essere efficace da sola o in combinazione con farmaci, a seconda della gravità dei sintomi.
I farmaci, in particolare gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) o gli inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI), possono essere prescritti per aiutare a ridurre l'ansia e la frequenza dei pensieri ossessivi. Tuttavia, è importante sottolineare che la decisione di utilizzare i farmaci dovrebbe essere presa in collaborazione con un professionista della salute mentale, dopo una valutazione completa della situazione.
In alcuni casi, la combinazione di terapia e farmaci può essere la strategia più efficace per affrontare i sintomi. La terapia ti aiuterà a sviluppare strategie per gestire i pensieri ossessivi, mentre i farmaci possono contribuire a ridurre l'ansia associata.
Ricorda che ogni persona è unica, e ciò che funziona per una persona potrebbe non funzionare allo stesso modo per un'altra. È quindi importante cercare il supporto di un professionista della salute mentale qualificato per determinare la migliore strategia di trattamento per te. Se non l'hai ancora fatto, ti consiglio vivamente di consultare uno psicologo o uno psichiatra per una valutazione accurata e un piano di trattamento personalizzato.
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Buonasera, purtroppo le informazioni che abbiamo sono limitate per poterla aiutare. Bisognerebbe indagare meglio la natura e l'intrusività di tali pensieri, il grado di compromissione con la vita sociale, lavorativa, relazionale ecc. Sicuramente la psicoterapia è il trattamento più utile per cercare di far fronte al doc, anche se in alcuni casi un lavoro integrato con una terapia psicofarmacologica può essere più indicato. Le consiglio di rivolgersi ad un terapeuta in modo da valutare in maniera più approfondita il trattamento più idoneo per il suo caso specifico. Cordialmente, Dott.ssa Cristiana Danese psicologa
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Buongiorno. Quello che lei nomina disturbo ossessivo compulsivo potrebbe essere un meccanismo di difesa dopo una situazione traumatica. Anche i pensieri intrusivi sono spesso sintomo di disregolazione del sistema nervoso autonomo, causato da uno o più eventi traumatici. Da soli non è possibile risolvere, di solito sono gli psicoterapeuti o terapeuti espressivi specializzati in trauma che hanno gli strumenti giusti per aiutare i pazienti in queste situazioni.
Grazie per la domanda. Credo che ogni terapia dovrebbe essere personalizzata intorno ai bisogni del paziente. Con i casi DOC cronici funziona molto bene l'addestramento a distinguere tra la parte sana della personalità e la parte che ha bisogno di attenzioni e di una gestione democratica ovvero non autoritaria. I DOC, infatti, in genere soffrono di ipertrofia della funzione "pensiero" e della funzione "volontà" a discapito del corpo, il quale, oltre una certa soglia, si ribella mediante la compulsione. La invito a contattarmi per ulteriori informazioni e per fissare un appuntamento senza alcun impegno da parte sua. Grazie. Saluti, dott. Alessandro Gambugiati
Il DOC può essere affrontato con successo, ma richiede un approccio personalizzato che spesso combina psicoterapia e, in alcuni casi, farmaci.
Psicoterapia: La terapia cognitivo-comportamentale (CBT), in particolare l'Esposizione con Prevenzione della Risposta (ERP), è la più efficace per gestire i pensieri ossessivi intrusivi. Ti aiuta a ridurre l'impatto dei pensieri, modificando il modo in cui rispondi ad essi. L'obiettivo non è eliminarli del tutto, ma imparare a lasciarli andare senza che causino angoscia.
Farmaci: Spesso si utilizzano antidepressivi come gli SSRI (es. fluoxetina, sertralina), che possono ridurre l’intensità dei sintomi ossessivi, permettendoti di affrontare meglio la psicoterapia. Non sono sempre necessari, ma per alcuni sono un valido supporto.
La guarigione non significa che non avrai più pensieri intrusivi, ma che imparerai a conviverci senza soffrirne. Hai già provato un approccio specifico? Cosa senti sia più adatto per te?
Psicoterapia: La terapia cognitivo-comportamentale (CBT), in particolare l'Esposizione con Prevenzione della Risposta (ERP), è la più efficace per gestire i pensieri ossessivi intrusivi. Ti aiuta a ridurre l'impatto dei pensieri, modificando il modo in cui rispondi ad essi. L'obiettivo non è eliminarli del tutto, ma imparare a lasciarli andare senza che causino angoscia.
Farmaci: Spesso si utilizzano antidepressivi come gli SSRI (es. fluoxetina, sertralina), che possono ridurre l’intensità dei sintomi ossessivi, permettendoti di affrontare meglio la psicoterapia. Non sono sempre necessari, ma per alcuni sono un valido supporto.
La guarigione non significa che non avrai più pensieri intrusivi, ma che imparerai a conviverci senza soffrirne. Hai già provato un approccio specifico? Cosa senti sia più adatto per te?
Salve, ogni persona è differente dalle altre per cui è opportuno una valutazione accurata del suo caso tramite dei colloqui e dei test appositamente somministrati per una diagnosi accurata. A quel punto si avvierà un percorso sicuramente Psicoterapeutico al quale, a seconda dell'intensità della sintomatologia e della sua pervasività, sarà più o meno opportuno affiancare un trattamento farmacologico.
Dott. Lucio Aucello
Dott. Lucio Aucello
Buonasera, anche solo la psicoterapia è efficace, si ricorre ai farmaci in casi particolari.
Ha mai intrapreso un percorso a riguardo?
Cordialmente
Dott. Marco Dusi
Ha mai intrapreso un percorso a riguardo?
Cordialmente
Dott. Marco Dusi
Di solito i farmaci servono per poter accedere al lavoro psicoterapeutico che può essere anche lungo
Sarebbe importante valutare la sua specifica situazione, i sintomi di natura psicologica spesso ci mostrano delle parti inesplorate di noi e della nostra storia che necessitano di essere viste, accolte e accettate perché spesso hanno dei significati profondi connessi con la storia di vita.
Non credo esista una risposta univoca alla sua domanda, se non l'invito a guardare alla sua storia e ai suoi sintomi con coraggio, affiancata da un professionista di cui si fida.
Il farmaco può essere un alleato se le consente di trovare uno spazio di pace sufficiente per elaborare questi vissuti nell'ottica di integrarli e poterli trasformare in una psicoterapia.
In bocca al lupo!
Dott.ssa Beatrice Bissacco
Psicologa esperta in Psicoterapia e Meditazione
Non credo esista una risposta univoca alla sua domanda, se non l'invito a guardare alla sua storia e ai suoi sintomi con coraggio, affiancata da un professionista di cui si fida.
Il farmaco può essere un alleato se le consente di trovare uno spazio di pace sufficiente per elaborare questi vissuti nell'ottica di integrarli e poterli trasformare in una psicoterapia.
In bocca al lupo!
Dott.ssa Beatrice Bissacco
Psicologa esperta in Psicoterapia e Meditazione
Potrebbe servire anche solo un percorso di psicoterapia, dipende da tanti fattori ma non necessariamente servono farmaci.
A disposizione,
Dott.ssa Casumaro Giada
A disposizione,
Dott.ssa Casumaro Giada
Capisco quanto possa essere difficile convivere con un disagio così pervasivo, soprattutto se presente da così tanti anni. Ma è importante sapere che non sei solo/a, e che esistono percorsi efficaci per affrontarli. Infatti si può imparare a gestire e, con il tempo, a ridurre significativamente i sintomi, cambiando il modo in cui li interpreti e reagisci ad essi. Questo può ridurre il loro impatto emotivo e la loro frequenza. Molte persone riescono a migliorare in modo significativo, a vivere una vita piena.
Il primo passo è affidarsi a uno/a specialista e insieme valutare quale percorso è più adatto a te, anche considerando le esperienze passate e le tue risorse attuali. Potresti scoprire che, anche dopo anni, ci sono nuove strade da esplorare per ritrovare un senso di libertà interiore e serenità. Il primo passo può sembrare il più difficile, ma è anche il più importante. Rimango a disposizione per approfondire la questione, anche in sede di colloquio.
Il primo passo è affidarsi a uno/a specialista e insieme valutare quale percorso è più adatto a te, anche considerando le esperienze passate e le tue risorse attuali. Potresti scoprire che, anche dopo anni, ci sono nuove strade da esplorare per ritrovare un senso di libertà interiore e serenità. Il primo passo può sembrare il più difficile, ma è anche il più importante. Rimango a disposizione per approfondire la questione, anche in sede di colloquio.
Gentile utente,
è impossibile darle indicazioni precise sulla base delle poche informazioni che fornisce. Sicuramente in linea generale la sintomatologia ossessiva va spesso incontro a ridimensionamento, anche grazie alla psicoterapia.
Cordiali saluti
Dott. Daniele Gallucci
è impossibile darle indicazioni precise sulla base delle poche informazioni che fornisce. Sicuramente in linea generale la sintomatologia ossessiva va spesso incontro a ridimensionamento, anche grazie alla psicoterapia.
Cordiali saluti
Dott. Daniele Gallucci
Buongiorno. Trentatré anni di convivenza con il DOC sono un tempo lunghissimo; descrivono una battaglia quotidiana contro pensieri che sembrano "ospiti indesiderati" e tiranni della mente.
I pensieri intrusivi non si superano cercando di scacciarli — più li spingiamo via, più tornano con forza — ma imparando a cambiare la nostra relazione con essi. Occorre togliere loro il potere di "sentenza" per vederli come semplici eventi mentali, come rumore di fondo che non definisce chi è lei.
Per quanto riguarda la cura:
Psicoterapia: È il pilastro fondamentale. Approcci come la CBT (con protocolli ERP) o l'integrazione con la fenomenologia della Gestalt e l'MBT (Mentalizzazione) aiutano a comprendere come mai la mente si incastri in quei loop e come tollerare l'incertezza senza ricorrere alla compulsione.
Farmaci: Non sono sempre obbligatori, ma in casi di DOC cronico o "altalenante" da molti anni, possono essere degli alleati preziosi. Funzionano come un "ammortizzatore" biochimico che abbassa il volume dell'ansia, permettendo alla psicoterapia di incidere più profondamente.
La guarigione, intesa come ripresa in mano della propria vita e riduzione drastica dell'impatto dei pensieri, è un obiettivo concreto. La aspetto nel mio studio per trasformare questi 33 anni di "resistenza" in un nuovo percorso di libertà.
I pensieri intrusivi non si superano cercando di scacciarli — più li spingiamo via, più tornano con forza — ma imparando a cambiare la nostra relazione con essi. Occorre togliere loro il potere di "sentenza" per vederli come semplici eventi mentali, come rumore di fondo che non definisce chi è lei.
Per quanto riguarda la cura:
Psicoterapia: È il pilastro fondamentale. Approcci come la CBT (con protocolli ERP) o l'integrazione con la fenomenologia della Gestalt e l'MBT (Mentalizzazione) aiutano a comprendere come mai la mente si incastri in quei loop e come tollerare l'incertezza senza ricorrere alla compulsione.
Farmaci: Non sono sempre obbligatori, ma in casi di DOC cronico o "altalenante" da molti anni, possono essere degli alleati preziosi. Funzionano come un "ammortizzatore" biochimico che abbassa il volume dell'ansia, permettendo alla psicoterapia di incidere più profondamente.
La guarigione, intesa come ripresa in mano della propria vita e riduzione drastica dell'impatto dei pensieri, è un obiettivo concreto. La aspetto nel mio studio per trasformare questi 33 anni di "resistenza" in un nuovo percorso di libertà.
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