Come posso comportarmi con una persona a me cara che ha disturbo OCD con pensieri ossessivi non veri
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Come posso comportarmi con una persona a me cara che ha disturbo OCD con pensieri ossessivi non veritieri su di me?
Gentile utente, capisco che non sia semplice per un familiare o amico sapere cosa fare in determinate situazioni di disagio psicologico di una persona cara. Per poterle rispondere in modo corretto e accurato ho bisogno di conoscere nel dettaglio il problema della persona a cui si sta riferendo.
Se ha bisogno di ulteriori delucidazioni mi può contattare anche online, sarà mia premura risponderle.
Buona giornata
Dott.ssa Melania Filograna
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I disturbi psicologici sono spesso difese per affrontare i problemi della vita, quando non hanno cause organiche. Persone molto diverse, con storie personali altrettanto diverse, possono ricevere una stessa diagnosi per via di manifestazioni sintomatologiche simili. Invece è opportuno comprendere l'altro per quello che è, inquadrare il sintomo nel suo mondo e nel suo sistema valoriale per interpretarne il linguaggio e il significato. Essere oggetto di un disturbo compulsivo è senz'altro penoso. Che si tratti di subire il controllo del proprio comportamento da parte dell'altro o peggio ancora le sue accuse o minacce. Sarebbe utile tentare un approccio terapeutico di coppia o familiare, a seconda del rapporto che intercorre tra di voi. Anche una diagnosi differenziale sarebbe indicativa: se il sintomo si inquadra in un disturbo di personalità, per esempio, potrebbe essere utile validare l'ansia dell'altro e la sua emozione, ma mettere un limite al controllo per non farsi rovinare la vita. Insomma in qualunque caso la consiglio di farsi accompagnare in questo percorso per non rischiare di sottomettersi ad una escalation di controllo, ma anche per imparare a non "provocare" (a non triggerare) l'altro, ma a prevenire le crisi per mantenere la relazione nel caso si tratti una persona cara.
Buongiorno, purtroppo non esistono risposte preconfezionate e ho pochi elementi per rispondere alla sua domanda. Occorre più tempo e una narrazione per comprendere la situazione.
Se desira può chiedere una consultazione.
Un caro saluto
Dott.ssa Cristina Villa
Se desira può chiedere una consultazione.
Un caro saluto
Dott.ssa Cristina Villa
Salve, deve avere molta pazienza e soprattutto non deve cascare all’idea che quei pensieri siano frutto di un’elaborazione lucida della persona bensì sono frutto di ossessioni e pensieri che intrudono nella mente della persona facendole perdere il contatto con la realtà delle cose; tenga presente che è la persona stessa che soffre di questi pensieri a soffrire di questa situazione e dei pensieri che ha ma purtroppo sono appunto delle ossessioni che la persona non vuole avere ma che sente di non avere i mezzi per poter fronteggiare.
Cordialmente, dott FDL
Cordialmente, dott FDL
Buonasera, purtroppo non ci dice molto, difficile darle una risposta soddisfacente e utile. Perché non consiglia alla persona in questione di seguire un percorso psicoterapeutico, ad esempio?
Dr.ssa Daniela Benvenuti
Dr.ssa Daniela Benvenuti
Gentile utente, con così poche informazioni ogni suggerimento può essere dannoso. Potrebbe provare a parlarne in modo più approfondito con uno specialista.
Saluti, Giada di veroli
Saluti, Giada di veroli
Gentile utente, non è mai facile stare accanto a qualcuno che soffre. Per rispondere meglio alla sua domande sarebbero necessarie ulteriori informazioni. Tuttavia l'unica cosa che mi sento di dirle e di parlarne con questa persona, di condividere come la fa sentire emotivamente. Senza accusare ma solo condividendo in modo onesto e sincero cosa prova. Immagino questa persona stia intraprendendo un percorso, vista anche la diagnosi che lei condivide con noi. Provi a rimandare a questa persona di parlarne in terapia. Se fosse un suo familiare potrebbe capire se c'è un supporto anche per i familiari. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Salve, avrei bisogno di conoscere meglio la situazione per consigliarla. A volte le persone care hanno problemi che devono risolvere e, se vogliamo star loro vicini, possiamo sentire la necessità di un supporto psicologico che ci aiuti a tollerare meglio la situazione.
Buongiorno. A mio avviso non è semplice poterle dare indicazioni precise su come comportarsi con una persona cara che soffre di un disturbo ossessivo compulsivo attraverso questo spazio, sarebbe necessario poter approfondire ulteriormente cosa vive e cosa accade nella relazione con questa persona per poter riflettere insieme su quali possano essere le modalità migliori per sé stessa e per l’altro in questo rapporto. In questo spazio vorrei lasciarle solamente uno spunto se può esserle d’aiuto: considerare in primis la persona e non il suo disturbo, mettendo al contempo limiti chiari, seppur rispettosi, in merito ai pensieri non veritieri attraverso i quali, se ho ben capito, l’altra persona cerca in qualche modo di definirla e descriverla. Un saluto, Dott. Felice Schettini
Salve non esiste un comportamento giusto o sbagliato. Se questa situazione le genera disagio si faccia aiutare da un professionista.
Sarebbe utile che lo facesse anche la sua ' cara ' persona.
Dott.ssa milvia verginelli
Sarebbe utile che lo facesse anche la sua ' cara ' persona.
Dott.ssa milvia verginelli
Domanda di difficile risposta, un consiglio è quello di non perdere troppo tempo ed energia per contrastare le sue ossessioni perchè verosimilmente continueranno a ripresentarsi uguali a se stesse. Diversamente potrebbe aiutare questa persona ad essere maggiormente consapevole e ha cercare un aiuto professionale.
È importante mostrare comprensione e pazienza. Evita di reagire in modo negativo ai pensieri ossessivi e cerca di non alimentare le preoccupazioni. Sii un ascoltatore empatico e suggerisci di parlare con un professionista della salute mentale per ricevere il supporto adeguato. Non devi sentirti colpevole di nulla ma se hai bisogno chiedi aiuto ad un professionista che può aiutarti a comprendere meglio il disturbo e darti un supporto. Dott.ssa Elisabetta Pati
Gentile utente, non è semplice darle una risposta precisa sulla base di così poche informazioni.
Resto a sua disposizione per approfondimenti
Dott.ssa Veronica Guidi
Resto a sua disposizione per approfondimenti
Dott.ssa Veronica Guidi
Gentile utente di mio dottore,
è sempre difficile rapportarsi al disagio psichico. Quello che può fare e parlare con questa persona a lei cara esortandolo a prendersi cura di questo malessere, magari contattando un professionista.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
è sempre difficile rapportarsi al disagio psichico. Quello che può fare e parlare con questa persona a lei cara esortandolo a prendersi cura di questo malessere, magari contattando un professionista.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Buongiorno, capisco che non sia semplice sapere come comportarsi in determinate situazioni di disagio psicologico di una persona cara. Potrebbe essere utile consigliare alla persona a lei cara di iniziare un percorso psicoterapeutico.
Anche per lei potrebbe essere utile un percorso psicologico per approfondire nel dettaglio la situazione e capire come sarebbe meglio muoversi nella sua situazione specifica. Le consiglio anche di leggere il libro "Io non (me ne) lavo le mani" di Mancini, Spera e Turri, in cui troverà tanti spunti utili, di cui potrà discutere con un professionista.
Rimango a disposizione, anche online.
Un cordiale saluto, dott.ssa Francesca Facetti
Anche per lei potrebbe essere utile un percorso psicologico per approfondire nel dettaglio la situazione e capire come sarebbe meglio muoversi nella sua situazione specifica. Le consiglio anche di leggere il libro "Io non (me ne) lavo le mani" di Mancini, Spera e Turri, in cui troverà tanti spunti utili, di cui potrà discutere con un professionista.
Rimango a disposizione, anche online.
Un cordiale saluto, dott.ssa Francesca Facetti
Non contesti questi pensieri ossessivi. Con la massima delicatezza possibile, faccia quanto le è possibile affinché questa persona cara cerchi e trovi un supporto professionale adeguato.
Salve, le informazioni sono veramente esigue.
Per poterle dare una risposta esaustiva sarebbe necessario avere a disposizione un quadro complessivo.
Saluti dott.ssa Sandra Petralli
Per poterle dare una risposta esaustiva sarebbe necessario avere a disposizione un quadro complessivo.
Saluti dott.ssa Sandra Petralli
Quando si ha a che fare con una persona cara che soffre di OCD e pensieri ossessivi non veritieri su di lei, è fondamentale mantenere un atteggiamento empatico e calmo. Eviti di rinforzare i pensieri ossessivi, evitando rassicurazioni continue che potrebbero alimentare il ciclo. Mostri comprensione senza minimizzare i suoi sentimenti, ma senza cedere ai suoi rituali. È importante sostenerla nel percorso terapeutico, se in corso, e mantenere confini sani nel rapporto. La terapia cognitivo-comportamentale è fondamentale per affrontare l'OCD. Infine, consideri anche un supporto psicoterapeutico per sé stessa.
Salve, innanzitutto è importante ricordare che i pensieri ossessivi non sono una scelta consapevole della persona, ma una manifestazione del disturbo. Può comunicare alla persona che capisce quanto siano difficili questi pensieri per lei/lui e che non li sta giudicando. Al tempo stesso inviti la persona ad intraprendere un percorso di cura rivolgendosi ad un professionista della salute mentale, se ancora non lo ha fatto.
Ciao, è molto importante e sensibile da parte tua voler capire come comportarti con una persona cara che soffre di disturbo ossessivo-compulsivo (OCD). Quando le ossessioni coinvolgono pensieri non veritieri su di te, può essere molto difficile gestire le emozioni, sia la preoccupazione per l’altro, sia il senso di frustrazione o dolore che ne deriva.
La cosa più utile che puoi fare è mantenere un atteggiamento calmo, empatico e non difensivo. Ricorda che i pensieri ossessivi non sono sotto il controllo della persona: non derivano da mancanza di fiducia o da cattiva volontà, ma da un disturbo che genera convinzioni intrusive e spesso molto angoscianti. Anche se può essere tentante cercare di convincerla che si sta sbagliando, questo di solito non riduce l’ansia, anzi, può alimentare il bisogno di rassicurazioni.
Puoi invece:
Mostrare comprensione (“Capisco che per te questi pensieri siano molto angoscianti”) senza confermare la loro veridicità.
Evitare discussioni sul contenuto delle ossessioni e, se possibile, incoraggiare la persona a parlarne con il suo terapeuta.
Mantenere dei confini chiari e rispettosi, prendendoti cura anche del tuo benessere emotivo.
Sostenere la persona nell’aderenza alla terapia o nel cercare un aiuto professionale, se non lo sta già ricevendo.
L’OCD è un disturbo che può migliorare molto con la psicoterapia cognitivo-comportamentale (soprattutto con tecniche di esposizione e prevenzione della risposta) e, nei casi più complessi, con un supporto farmacologico. Il tuo ruolo non è “curare” la persona, ma esserle vicino in modo equilibrato e incoraggiarla a seguire il percorso terapeutico.
La cosa più utile che puoi fare è mantenere un atteggiamento calmo, empatico e non difensivo. Ricorda che i pensieri ossessivi non sono sotto il controllo della persona: non derivano da mancanza di fiducia o da cattiva volontà, ma da un disturbo che genera convinzioni intrusive e spesso molto angoscianti. Anche se può essere tentante cercare di convincerla che si sta sbagliando, questo di solito non riduce l’ansia, anzi, può alimentare il bisogno di rassicurazioni.
Puoi invece:
Mostrare comprensione (“Capisco che per te questi pensieri siano molto angoscianti”) senza confermare la loro veridicità.
Evitare discussioni sul contenuto delle ossessioni e, se possibile, incoraggiare la persona a parlarne con il suo terapeuta.
Mantenere dei confini chiari e rispettosi, prendendoti cura anche del tuo benessere emotivo.
Sostenere la persona nell’aderenza alla terapia o nel cercare un aiuto professionale, se non lo sta già ricevendo.
L’OCD è un disturbo che può migliorare molto con la psicoterapia cognitivo-comportamentale (soprattutto con tecniche di esposizione e prevenzione della risposta) e, nei casi più complessi, con un supporto farmacologico. Il tuo ruolo non è “curare” la persona, ma esserle vicino in modo equilibrato e incoraggiarla a seguire il percorso terapeutico.
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