Cari dottori, buongiorno. Vorrei parlare di un argomento che mi sta molto a cuore e che fa riferime

19 risposte
Cari dottori, buongiorno.
Vorrei parlare di un argomento che mi sta molto a cuore e che fa riferimento al bypass gastrico effettuato il 14 ottobre. Oggi è 9 gennaio: sono partita da 118 chili e ora sono a 94 chili. È stata una perdita drastica in pochissimo tempo, un cambiamento che ha coinvolto me non solo fisicamente, ma anche mentalmente.
Io vengo da un passato di disturbo ossessivo, curato con psicoterapia e farmaci. Diciamo che io mi vedo bene con me stessa, sto raggiungendo grandi obiettivi anche a livello universitario: ho preso 26 all’esame di Filosofia critica. Studio filosofia e, per questo esame, mi sono impegnata davvero tantissimo.
Però le ossessioni stanno iniziando un po’ a tornare: il rimuginare, i pensieri intrusivi e ossessivi, e anche l’idea delle compulsioni. Tutto sommato, io sono felice, però la mia salute mentale sta iniziando un po’ a scarseggiare.
Sono seguita anche farmacologicamente da uno psichiatra: oggi dovrò chiamarlo per prendere appuntamento. Inoltre, il 17 gennaio avrò l’appuntamento con il mio chirurgo bariatrico.
È sempre triste capire che da un lato sto bene, ma dall’altro ci sono questi pensieri intrusivi, come: “E se mi svegliassi di notte senza accorgermene e potessi mangiare, e quindi ingrassare?”, eccetera. Io so che non è la realtà e che sono solo frasi, pensieri, formule intrusive, però mi fanno stare male.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Gentile utente, buongiorno.

quello che descrive è comprensibile e, per certi aspetti, abbastanza frequente dopo un intervento di bypass gastrico. La perdita di peso rapida e il cambiamento corporeo così importante avvengono in un tempo molto breve, mentre la mente ha spesso bisogno di più tempo per “rimettersi in equilibrio”. È quindi possibile che un evento così intenso faccia riemergere modalità di funzionamento già conosciute, come il rimuginio, i pensieri intrusivi e le ossessioni, soprattutto in una persona con una storia di disturbo ossessivo.

È importante sottolineare che lei mostra una buona consapevolezza: riconosce che questi pensieri non sono la realtà, ma prodotti della mente, e questo è un fattore protettivo molto rilevante. Allo stesso tempo, il fatto che tali pensieri le provochino sofferenza indica che meritano attenzione. Il timore di “perdere il controllo”, di ingrassare di nuovo o di vanificare i risultati ottenuti è spesso legato al bisogno di controllo e alla paura del cambiamento, più che a un rischio reale.

Il contesto che descrive è comunque positivo: è seguita da uno psichiatra, sta programmando i controlli medici e sta vivendo anche soddisfazioni importanti sul piano personale e universitario. Tuttavia, quando i pensieri intrusivi iniziano a intensificarsi, è consigliabile non affrontarli da sola. Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a lavorare su questa fase di transizione, sul rapporto con il corpo che cambia e sulle strategie per gestire le ossessioni senza alimentarle.

Per questo, pur rassicurandola sul fatto che ciò che sta vivendo non è raro né segno di un “fallimento”, le suggerisco di approfondire la situazione con uno specialista, così da tutelare la sua salute mentale tanto quanto sta già facendo per quella fisica.

Un caro saluto

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

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Dott.ssa Martina Sindoni
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Acireale
La ringrazio per aver condiviso in modo così lucido e profondo il suo vissuto. Il percorso che sta affrontando è importante e complesso, e merita attenzione non solo dal punto di vista fisico, ma anche — e soprattutto — da quello psicologico.
La perdita di peso che descrive è significativa e coerente con il periodo post-bypass gastrico, ma è fondamentale ricordare che il peso non è mai solo un dato corporeo o numerico. Spesso rappresenta una modalità comunicativa e una strategia di regolazione emotiva, una risposta disfunzionale che nel tempo si è strutturata come modalità di azione e di difesa.
Un intervento chirurgico può modificare il corpo, ma non può cancellare automaticamente le dinamiche psicologiche sottostanti, né le fragilità che hanno accompagnato la storia personale e clinica.
Per questo motivo, la valutazione psicologica pre-operatoria e, ancora di più, un accompagnamento psicologico continuativo nel post-operatorio sono elementi essenziali del percorso bariatrico. Il cambiamento rapido del corpo, come giustamente sottolinea, può riattivare pensieri ossessivi, rimuginio e intrusioni mentali, soprattutto in persone con una storia di disturbo ossessivo già trattato.
Il fatto che lei riconosca questi pensieri come tali — “formule intrusive”, non realtà — è un segnale di grande consapevolezza e lavoro su di sé. Tuttavia, la loro presenza, unita alla sofferenza che provocano, indica la necessità di un sostegno psicologico strutturato e costante, che accompagni l’elaborazione di questo cambiamento profondo.
È molto positivo che lei sia seguita da uno psichiatra e che stia programmando un incontro, così come l’appuntamento con il chirurgo bariatrico. L’ideale è che il percorso sia multidisciplinare, integrando chirurgia, psichiatria e psicoterapia, affinché il cambiamento corporeo non rimanga isolato ma possa essere realmente integrato nella sua identità e nel suo equilibrio emotivo.
Il suo benessere mentale merita la stessa cura e attenzione dei risultati fisici raggiunti. Il percorso non è un fallimento, ma una continuazione: il corpo cambia, la mente ha bisogno di tempo e di spazio per riorganizzarsi.
Resto a disposizione e le auguro di proseguire questo cammino con il giusto supporto e con la stessa determinazione che già dimostra nel suo percorso di vita e di studio.
Un caro saluto.
Dott.ssa Tonia Caturano
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Pioltello
Gentile Signora,
La ringrazio per aver condiviso un’esperienza così delicata e complessa. Da ciò che racconta emerge con chiarezza quanto questo periodo della Sua vita sia denso di cambiamenti profondi, non solo corporei ma anche emotivi e identitari. Un bypass gastrico non è mai soltanto un intervento fisico: è una trasformazione che coinvolge il modo di percepirsi, di sentirsi nel mondo, di avere controllo e sicurezza.
La perdita di peso che descrive è importante e rapida, e il fatto che Lei riesca a riconoscere come questo stia avendo un impatto anche sulla Sua mente mostra una grande consapevolezza. Allo stesso tempo, il ritorno di pensieri ossessivi e intrusivi può essere letto come una risposta comprensibile a un momento di forte cambiamento e vulnerabilità. Quando il corpo cambia così velocemente, spesso la mente cerca di “riprendere controllo” attraverso il rimuginio, le paure, le ipotesi catastrofiche. Non è un fallimento, né una regressione: è un segnale.
È molto significativo che Lei riesca a riconoscere che quei pensieri non coincidono con la realtà, ma che restano comunque dolorosi. Questo indica che una parte di Lei è solida, lucida, presente. E allo stesso tempo c’è un’altra parte che chiede contenimento, ascolto, accompagnamento. Il fatto che stia continuando il percorso con lo psichiatra e che abbia appuntamenti già fissati dimostra una grande capacità di prendersi cura di Sé.
Colpisce anche la Sua soddisfazione per i risultati universitari: l’impegno, la dedizione, il 26 in un esame affrontato con passione. Tutto questo parla di una persona viva, motivata, in cammino. Eppure, come spesso accade, benessere e sofferenza possono coesistere. Si può essere felici e allo stesso tempo spaventati; orgogliosi dei propri traguardi e insieme fragili.
In una prospettiva umanistica, i pensieri intrusivi non sono nemici da combattere, ma messaggi che indicano un bisogno di sicurezza, di integrazione, di tempo. Forse oggi la Sua psiche sta cercando di adattarsi a un corpo nuovo, a equilibri nuovi, e questo processo richiede uno spazio dedicato, non solo farmacologico ma anche relazionale.
Un colloquio conoscitivo potrebbe offrirLe proprio questo: uno spazio protetto in cui dare senso a ciò che sta vivendo, integrare il cambiamento fisico con quello emotivo, e ritrovare una continuità interna che oggi sembra un po’ messa alla prova. Senza fretta, senza etichette, senza dover “stare bene per forza”.
Se sentirà che può esserLe utile, resto disponibile ad accoglierLa per un primo incontro. A volte prendersi cura della propria salute mentale significa semplicemente concedersi un luogo in cui poter essere ascoltati davvero.
Dott.ssa Giulia Solinas
Psicologo, Psicoterapeuta
Quartu Sant'Elena
Buongiorno, comprendo il suo problema e credo che sia importante affidarsi al professionista che la segue spiegando bene quali sono i pensieri e le preoccupazioni. Credo possa iniziare a cambiare mentalità riguardo a sè stessa,( forse ha gia iniziato) ma appare molto impiortante quanto possiamo fare noi rispetto ai nostri pensieri cioè prestare attenzione a tutto cio che facciamo quotidianamente in termini positivi, nutriamo la nostra autostima con la soddisfazione di essere in cammino e il suo perocrso è recente quindi guardi all'oggi come il miglior giorno in cui riuscire ad impegnarsi per realizzare qualcosa di positivo per sè stessa. Riguardo ai sintomi lo specialista saprà ascoltarla e apportare dei correttivi anche sulla terapia.
Dott.ssa Alessandra Domigno
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno, comprendo bene quanto sia felice che i vari aspetti della sua vita stiano prendendo un binario che la gratifichi. Leggendo comunque le sue parole ritengo che accanto al lavoro dello psichiatra, del chirurgo ecc dovrebbe affiancare anche una psicoterapia che la sostenga in questi profondi cambiamenti esteriori ed interiori e darle così la possibilità di fortificare ciò che sta conquistando con tanto impegno.
A disposizione per un approfondimento, invio cordiali saluti. Dott.ssa Alessandra Domigno
Dott.ssa Silvia Casalegno
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno
Il cibo ha per ciascuno di noi un valore psicologico molto importante, si correla ai nostri stati d'animo e spesso compensa le nostre difficoltà.
Le cure bariatriche richiedono riduzione del cibo e un'importante variazione delle scelte alimentari.
Rinunciare al valore compensatorio del cibo non è facile e può implicare difficoltà dal punto di vista psicologico sebbene si sia al tempo stesso molto gratificati dal cambiamento del proprio aspetto e da altri successi nella quotidianità.
Per questo motivo sarebbe sempre auspicabile affiancare ad un percorso di cura come il suo un supporto psicologico o, in alcuni casi, anche una psicoterapia.
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,

pensi alla possibilità di riprendere la psicoterapia. La aiuterà a guardare ad un benessere più a lungo termine.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Erica Giuliani
Psicologo, Psicoterapeuta
Latina
Salve, sono la Dott.ssa Giuliani Erica Psicologa e mi occupo di percorsi pre e post chirurgia bariatrica e comprendo perfettamente quello di cui sta parlando. La chirurgia bariatrica nasce come cura dell'obesità e delle malattie annesse ad essa, ma ciò di cui non si occupa è il sè, l'altro e il mondo, di fatto se ne occupa uno psicologo/psicoterapeuta.
Questo per dirle che un percorso di eccellenza in chirurgia bariatrica prevede un'attenta valutazione pre intervento, ai fini di lavorare nella prevenzione delle eventuali ricadute post intervento. Ci sono delle Linee guida nazionali e internazionali a cui noi professionisti della chirurgia bariatrica siamo tenuti a rispettare ed osservare, sono aperte a tutti che se ha piacere e interesse può consultare, in cui c'è l'obbligo di valutazioni psicologiche sia nella fase preoperatoria e soprattutto post operatoria, pertanto la inviterei ad informarsi presso il centro in cui è stata operata a farsi seguire da uno psicologo ed eventualmente nutrizionista (se non seguita) e procedere con tutti gli incontri post-operatori che sono di un mese dall'intervento e poi con cadenza trimestrale. Questo è quello che mi sento di dirle in questo momento, poiché non conoscendola non conosco il suo livello di intensità e frequenza di questi episodi, ma se dovesse rivolgersi alla figura dello psicologo del centro sarà sicuramente la stessa collega a proporle delle soluzioni alternative, oppure può farsi consigliare dal suo medico psichiatra uno psicologo/psicoterapeuta che se ne occupa, anche come supporto alla farmacoterapia che già assume.
Resto a disposizioni per eventuali chiarimenti, cordiali saluti
Dott.ssa Matilde Ciaccia
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Padova
Buongiorno, grazie di questa condivisione. Lo so ed è comprensibile che stando facendo un percorso di bypass gastrico, la paura di poter abbuffare sia più intensa, dato l'esperienza di cambiamento che sta attraversando, e il coinvolgimento e carico emotivo che il percorso le dà. Cerchi di star tranquilla e di non mollare, capisco che ne sia facile, ma è normale per chi ha un'inclinazione ossessiva vivere i momenti più importanti del suo percorso con un po' più di intensità emotiva e paura, da portarla a pensare in maniera più ossessiva. Occorre ridimensionarle facendo leva su ciò che sta facendo per raggiungere i suoi obiettivi. Se dovesse aver bisogno di un aiuto resto disponibile a supportarla. Un caro saluto, dott.ssa Matilde Ciaccia.
Dott.ssa Jessica Ceccherini
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Gentile Utente,
da quanto scrive, emerge con chiarezza quanto questo periodo rappresenti per Lei una fase di grande intensità e trasformazione, che coinvolge non solo il corpo ma anche il modo di percepirsi e di stare con se stessa.

Il bypass gastrico rappresenta un intervento molto importante, che in tempi relativamente brevi produce trasformazioni profonde del corpo, delle abitudini, del rapporto con il cibo e dell’immagine di sé. Una perdita di peso così rapida, come quella che descrive, può essere vissuta anche come qualcosa di difficile da “metabolizzare” psicologicamente, soprattutto da chi ha una storia di disturbo ossessivo, in cui il controllo e la vigilanza hanno avuto un ruolo centrale.

Il fatto che Lei si senta complessivamente soddisfatta dei risultati raggiunti, che si percepisca bene con se stessa e che stia ottenendo riconoscimenti importanti anche nello studio, non è in contraddizione con la riemersione dei pensieri ossessivi. Spesso, nei momenti di grande cambiamento o di successo, le parti più fragili o già conosciute della nostra storia psicologica tendono a riaffacciarsi, come se cercassero di “ristabilire un equilibrio” attraverso modalità che in passato erano già note.

I pensieri che descrive – ad esempio il timore di mangiare inconsapevolmente durante la notte e di ingrassare – hanno tutte le caratteristiche dei pensieri intrusivi ossessivi: sono riconosciuti come irrealistici, non desiderati, non coerenti con ciò che Lei pensa davvero, ma proprio per questo risultano particolarmente disturbanti. Il fatto che Lei riesca a riconoscerli come tali è un elemento molto importante e protettivo, anche se comprensibilmente non sufficiente a farli scomparire da soli.

Dal punto di vista psicologico, si potrebbe leggere questo momento come una fase in cui il suo sistema interno sta cercando di riorganizzarsi dopo un cambiamento radicale, e in cui il tema del controllo (sul corpo, sul peso, sul cibo, sulla salute) torna a proporsi come area sensibile.

È positivo che Lei sia già seguita da uno psichiatra e che stia programmando un nuovo appuntamento: il confronto farmacologico, in queste fasi, può essere un supporto utile. Allo stesso modo, potrebbe essere indicato riprendere o affiancare un percorso psicoterapeutico, per avere uno spazio in cui dare senso a ciò che sta accadendo, integrare il cambiamento corporeo con quello emotivo e lavorare sui pensieri ossessivi prima che tendano a strutturarsi nuovamente.

Cordiali Saluti
Dr.ssa Jessica Ceccherini
Dott.ssa Greta Pisano
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile Signora,
il cambiamento rapido e profondo che sta vivendo, dopo il bypass, può riattivare vulnerabilità già presenti, soprattutto in chi ha una storia di disturbo ossessivo. Il ritorno di pensieri intrusivi e rimuginio non annulla i traguardi raggiunti né il fatto che Lei stia, per molti aspetti, bene.

È molto importante che Lei riconosca questi pensieri come ossessivi e non aderenti alla realtà: questa consapevolezza è una risorsa. In questa fase è indicato un monitoraggio attento, come sta già facendo, e un supporto psicoterapeutico mirato, in integrazione con quello psichiatrico, per evitare che le ossessioni riprendano spazio.

Non è una contraddizione stare meglio nella vita e, allo stesso tempo, avere una sofferenza psicologica da curare: significa attraversare una fase delicata che merita contenimento e continuità di cura.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bruino
Gentile,
la ringrazio per aver condiviso in modo così chiaro e consapevole quello che sta vivendo. Dal suo messaggio emerge un quadro importante: un cambiamento fisico molto rapido e profondo, accompagnato da risultati personali e universitari significativi, ma anche da una riattivazione di pensieri ossessivi che lei riconosce come tali.
Dopo un intervento come il bypass gastrico, soprattutto nei primi mesi, è frequente che si verifichi una maggiore vulnerabilità emotiva e mentale. La perdita di peso rapida, i cambiamenti ormonali, corporei e identitari possono riattivare modalità di funzionamento precedenti, in particolare in chi ha una storia di disturbo ossessivo. Questo non significa “tornare indietro”, ma piuttosto che il sistema psichico sta cercando di riassestarsi.
È molto importante il fatto che lei:
riconosca i pensieri come intrusivi e non realistici
stia già pensando di confrontarsi con il suo psichiatra
abbia un follow-up programmato con il chirurgo
Questo indica una buona capacità di cura di sé e di realtà.
I pensieri che descrive (come il timore di mangiare inconsapevolmente durante la notte) rientrano pienamente nella logica ossessiva: non parlano di un rischio reale, ma di un tentativo della mente di riprendere controllo in una fase di grande cambiamento. Cercare di scacciarli o rassicurarsi continuamente, però, spesso finisce per rinforzarli.
In questa fase potrebbe essere molto utile affiancare, se non già presente, un percorso psicoterapeutico che lavori in modo specifico su:
gestione dei pensieri intrusivi
regolazione dell’ansia
integrazione del cambiamento corporeo e identitario
Il fatto che lei dica “io sono felice, ma questi pensieri mi fanno stare male” è un punto chiave: il benessere non esclude la presenza di sintomi, ma può convivere con essi mentre si lavora per ridurli.
Si è mossa nel modo giusto chiedendo aiuto e osservandosi con lucidità. Continui a farlo, senza colpevolizzarsi: ciò che sta vivendo è comprensibile e affrontabile con il giusto supporto.
Un cordiale saluto!
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Gentile utente, dal suo messaggio emerge una grande consapevolezza di se stessa, delle sue risorse e anche delle sue fragilità, e questo è un elemento molto importante. Il cambiamento che ha affrontato in questi mesi è stato rapido e intenso: il bypass gastrico non comporta solo una trasformazione fisica significativa, ma anche una riorganizzazione profonda degli equilibri interni, in particolare quelli emotivi. È comprensibile che, in una fase di forte ridefinizione come questa, alcuni meccanismi che in passato l’hanno accompagnata, come il rimuginio e i pensieri intrusivi, tendano a ripresentarsi. Questo potrebbe non significare un “tornare indietro”, ma piuttosto che la mente sta cercando, a modo suo, di ritrovare un senso di controllo e stabilità di fronte a qualcosa di nuovo. Mi colpisce positivamente il fatto che lei riesca a riconoscere questi pensieri per quello che sono: formulazioni intrusive e non la realtà. Questo è un passaggio fondamentale e indica che il lavoro fatto in passato è presente e attivo. Allo stesso tempo, è altrettanto legittimo e comprensibile che questi pensieri le destino preoccuapazione, anche se razionalmente si potrebbe pensare che tali pensieri non corrispondano al vero, ma sono solo pensieri, creazioni della mente e che vogliono comunicarci qualcosa. È ora necessario comprendere cosa questi pensieri vogliano comunicarle. A tal proposito è molto importante che mantenga il contatto con le figure di cura che l’hanno finora seguita. Un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla a comprendere il significato/messaggio di questi pensieri intrusivi che sono tornati a farle visita e aiutarla a costruire un nuovo equilibrio che tenga conto sia del passato che del presente.

Resto a disposizione e le mando un caro saluto.

Dott.ssa Elisa Bruscaglia
Dott.ssa Simona Ciaccio
Psicoterapeuta, Psicologo
Robbiate
Buonasera, è una situazione complessa, capisco perfettamente. Probabilmente, per quanto riguarda la diagnosi di disturbo ossessivo, sarebbe necessario rivedere la terapia farmacologica - lo psichiatra saprà sicuramente meglio di me - e mi chiedo se la diagnosi stessa sia da rivedere, nel senso che può capitare che con il tempo una nostra sofferenza mentale acquisisca sfumature diverse e, in questi casi, è necessario di solito rivedere il progetto terapeutico (sia farmacologico, sia psicoterapico)
Buongiorno, complimenti per il suo percorso. A livello razionale lei sa che sono solo frasi e pensieri, ma a livello emotivo questi provocano delle reazioni. Il corpo purtroppo non distingue tra pensiero e realtà e quando siamo molto presi da un pensiero, reagisce come se fosse reale (per esempio, ricordando eventi passati, possiamo rivivere le emozioni provate in quei momenti oppure, immaginando eventi futuri, possiamo preoccuparci, gioire, ecc.). Praticare meditazione Mindfulness può aiutarla a prendere sempre più distanza da questi pensieri, ma anche dalle reazioni emotive che ne derivano e che provocano a loro volta pensieri, ecc.. Uscire dal circolo vizioso, prendere decisioni sane, consapevolezza di sensazioni fisiche, emozioni e pensieri sono solo alcuni effetti positivi della pratica. se desidera altre informazioni, mi scriva pure.
Dott. Luca Liccardo
Psicologo, Psicoterapeuta
Marano di Napoli
Buonasera, quello che descrive è un passaggio molto delicato e, per certi aspetti, comprensibile se lo guardiamo nell’insieme dei cambiamenti che sta attraversando. Un intervento come il bypass gastrico non è solo una trasformazione del corpo, ma anche dell’equilibrio psicologico e delle abitudini relazionali costruite nel tempo attorno al cibo, all’immagine di sé e al senso di controllo.
In ottica sistemico-relazionale, la ricomparsa di pensieri intrusivi può essere letta come il segnale che il suo sistema interno ed esterno sta cercando un nuovo assetto dopo un cambiamento molto rapido. La perdita di peso importante in pochi mesi, i successi universitari e la riorganizzazione delle routine quotidiane rappresentano eventi di forte impatto identitario. A volte, quando una parte della vita evolve velocemente, vecchi schemi di gestione dell’ansia, come il rimuginio ossessivo, possono riattivarsi come tentativo di ritrovare una sensazione di controllo.
Il fatto che lei riesca a riconoscere questi pensieri come intrusivi e non come realtà è già un elemento di consapevolezza molto importante. Non significa che non facciano soffrire, ma indica che una parte di lei mantiene uno sguardo critico e osservante. In questo momento può essere utile non affrontare la situazione da sola: la scelta di ricontattare il suo psichiatra e il follow-up con il chirurgo sono passi appropriati e protettivi.
Accanto al monitoraggio medico e farmacologico, potrebbe essere prezioso riattivare o affiancare un sostegno psicoterapeutico focalizzato proprio su questa fase di transizione. La chirurgia bariatrica apre spesso una ristrutturazione profonda del rapporto con il corpo e con le emozioni; avere uno spazio in cui elaborare paure, aspettative e pensieri ricorrenti aiuta a integrare il cambiamento invece di subirlo.
Non è raro che momenti di crescita e soddisfazione convivano con una temporanea fragilità emotiva. Questo non annulla i progressi fatti, ma segnala la necessità di prendersi cura di sé su più livelli. L’obiettivo non è eliminare immediatamente ogni pensiero intrusivo, ma costruire gradualmente un senso di stabilità che le permetta di attraversarli senza che definiscano il suo benessere.
Il percorso che sta facendo, medico, universitario e personale mostra molte risorse. Continuare a lavorare in rete con i professionisti che la seguono può aiutarla a trasformare questa fase in un ulteriore passo di consolidamento.
Un cordiale saluto.
Dr. Lorenzo Cella
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Lei sta vivendo contemporaneamente due movimenti: da un lato una crescita concreta, misurabile, meritata – la perdita di peso, gli obiettivi universitari raggiunti, il 26 in un esame impegnativo come Filosofia critica, l’impegno costante. Dall’altro lato una riattivazione di pensieri intrusivi, rimuginio, scenari catastrofici legati al perdere il controllo e ingrassare di nuovo. Non c’è contraddizione in questo. Spesso, proprio nei momenti di miglioramento e di successo, si riattivano parti interne che temono la perdita di equilibrio. Quando una persona ha avuto in passato un disturbo ossessivo, il sistema mentale che tende a monitorare, controllare e prevenire il pericolo rimane una sorta di “vulnerabilità di tratto”. Non significa ricadere, ma significa che in momenti di forte cambiamento o stress questo sistema può riaccendersi. Il bypass gastrico rappresenta un evento ad altissima intensità: il corpo dimagrisce rapidamente, le regole alimentari diventano rigide, l’attenzione sul cibo aumenta, la paura di “sbagliare” può diventare più sensibile.
È molto positivo che lei stia per contattare il suo psichiatra. Intervenire precocemente quando si avverte una riattivazione è segno di maturità clinica, non di fragilità. Allo stesso modo, il confronto con il chirurgo bariatrico potrà aiutarla a integrare anche gli aspetti medici e metabolici, che in questa fase possono influenzare l’umore e l’assetto neurobiologico.
Il punto cruciale non è eliminare immediatamente i pensieri, ma evitare di trasformarli in prove di pericolo reale. Ogni volta che la mente formula lo scenario notturno, può riconoscerlo come un tentativo di controllo e non come una previsione. Più si entra nella lotta per neutralizzarlo, più il circuito si rinforza. È un equilibrio sottile, che lei ha già imparato in passato e che può riattivare con l’aiuto dei professionisti che la seguono.
Dott.ssa Giulia Monti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Latina
Buongiorno paziente anonimo, prima di tutto: hai affrontato un cambiamento enorme.
Dal 14 ottobre al 9 gennaio hai perso 24 chili. Non è solo un dato numerico. È una trasformazione radicale dell’immagine corporea, dell’identità, del rapporto con il nutrimento e con il controllo. Un bypass gastrico non è solo un intervento sullo stomaco. È un intervento sul modo in cui il corpo e la mente hanno dialogato per anni. Quando qualcosa cambia molto velocemente nella realtà esterna, la psiche può reagire riattivando vecchie modalità di controllo.
Il disturbo ossessivo, spesso è una modalità con cui la mente tenta di: contenere l’ansia, gestire l’incertezza, difendersi da paure più profonde. Ora stai vivendo: una perdita importante (anche se desiderata), una trasformazione dell’identità corporea, un cambiamento nella relazione con il cibo, un nuovo sguardo degli altri su di te, una nuova immagine di te stessa, anche i cambiamenti positivi destabilizzano. La psiche, quando percepisce instabilità, può tornare a strumenti conosciuti. Nel tuo caso: il rimuginio, il pensiero intrusivo, il controllo. Il bypass ti ha dato un controllo chirurgico sul corpo.
Ma l’ossessione introduce il dubbio: “e se perdessi il controllo?, E se sabotassi tutto?”
Spesso, sotto questo tipo di pensieri, si nasconde un conflitto più profondo: posso davvero cambiare? Posso davvero diventare diversa? Posso davvero lasciare la versione precedente di me? Perdere peso così rapidamente significa anche lasciare un’identità.
E ogni identità, anche quella che ci ha fatto soffrire, è stata per anni una forma di equilibrio. Hai già fatto due mosse sane: chiamare lo psichiatra, mantenere il follow-up con il chirurgo. Io aggiungerei una terza cosa: se non sei attualmente in psicoterapia, potrebbe essere un momento prezioso per valutarla, come supporto in questa fase di forte cambiamento. In bocca al lupo per tutto.
Dott.ssa Elisa Oliveri
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Cara ragazza,
Il bypass gastrico è un intervento che cambia profondamente il rapporto con il corpo e con il cibo e non può non incidere anche dal punto di vista psicologico soprattutto per chi, come lei ha sofferto in passato di DOC. Le consiglierei di portare i suoi pensieri intrusivi allo psichiatra e, se le è possibile, riattivare un percorso di sostegno psicologico che la aiuti in questa fase di grande cambiamento sotto ogni punto di vista. Le auguro il meglio,

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