Cari dottori, buongiorno. Vorrei parlare di un argomento che mi sta molto a cuore e che fa riferime
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Cari dottori, buongiorno.
Vorrei parlare di un argomento che mi sta molto a cuore e che fa riferimento al bypass gastrico effettuato il 14 ottobre. Oggi è 9 gennaio: sono partita da 118 chili e ora sono a 94 chili. È stata una perdita drastica in pochissimo tempo, un cambiamento che ha coinvolto me non solo fisicamente, ma anche mentalmente.
Io vengo da un passato di disturbo ossessivo, curato con psicoterapia e farmaci. Diciamo che io mi vedo bene con me stessa, sto raggiungendo grandi obiettivi anche a livello universitario: ho preso 26 all’esame di Filosofia critica. Studio filosofia e, per questo esame, mi sono impegnata davvero tantissimo.
Però le ossessioni stanno iniziando un po’ a tornare: il rimuginare, i pensieri intrusivi e ossessivi, e anche l’idea delle compulsioni. Tutto sommato, io sono felice, però la mia salute mentale sta iniziando un po’ a scarseggiare.
Sono seguita anche farmacologicamente da uno psichiatra: oggi dovrò chiamarlo per prendere appuntamento. Inoltre, il 17 gennaio avrò l’appuntamento con il mio chirurgo bariatrico.
È sempre triste capire che da un lato sto bene, ma dall’altro ci sono questi pensieri intrusivi, come: “E se mi svegliassi di notte senza accorgermene e potessi mangiare, e quindi ingrassare?”, eccetera. Io so che non è la realtà e che sono solo frasi, pensieri, formule intrusive, però mi fanno stare male.
Vorrei parlare di un argomento che mi sta molto a cuore e che fa riferimento al bypass gastrico effettuato il 14 ottobre. Oggi è 9 gennaio: sono partita da 118 chili e ora sono a 94 chili. È stata una perdita drastica in pochissimo tempo, un cambiamento che ha coinvolto me non solo fisicamente, ma anche mentalmente.
Io vengo da un passato di disturbo ossessivo, curato con psicoterapia e farmaci. Diciamo che io mi vedo bene con me stessa, sto raggiungendo grandi obiettivi anche a livello universitario: ho preso 26 all’esame di Filosofia critica. Studio filosofia e, per questo esame, mi sono impegnata davvero tantissimo.
Però le ossessioni stanno iniziando un po’ a tornare: il rimuginare, i pensieri intrusivi e ossessivi, e anche l’idea delle compulsioni. Tutto sommato, io sono felice, però la mia salute mentale sta iniziando un po’ a scarseggiare.
Sono seguita anche farmacologicamente da uno psichiatra: oggi dovrò chiamarlo per prendere appuntamento. Inoltre, il 17 gennaio avrò l’appuntamento con il mio chirurgo bariatrico.
È sempre triste capire che da un lato sto bene, ma dall’altro ci sono questi pensieri intrusivi, come: “E se mi svegliassi di notte senza accorgermene e potessi mangiare, e quindi ingrassare?”, eccetera. Io so che non è la realtà e che sono solo frasi, pensieri, formule intrusive, però mi fanno stare male.
Gentile utente, buongiorno.
quello che descrive è comprensibile e, per certi aspetti, abbastanza frequente dopo un intervento di bypass gastrico. La perdita di peso rapida e il cambiamento corporeo così importante avvengono in un tempo molto breve, mentre la mente ha spesso bisogno di più tempo per “rimettersi in equilibrio”. È quindi possibile che un evento così intenso faccia riemergere modalità di funzionamento già conosciute, come il rimuginio, i pensieri intrusivi e le ossessioni, soprattutto in una persona con una storia di disturbo ossessivo.
È importante sottolineare che lei mostra una buona consapevolezza: riconosce che questi pensieri non sono la realtà, ma prodotti della mente, e questo è un fattore protettivo molto rilevante. Allo stesso tempo, il fatto che tali pensieri le provochino sofferenza indica che meritano attenzione. Il timore di “perdere il controllo”, di ingrassare di nuovo o di vanificare i risultati ottenuti è spesso legato al bisogno di controllo e alla paura del cambiamento, più che a un rischio reale.
Il contesto che descrive è comunque positivo: è seguita da uno psichiatra, sta programmando i controlli medici e sta vivendo anche soddisfazioni importanti sul piano personale e universitario. Tuttavia, quando i pensieri intrusivi iniziano a intensificarsi, è consigliabile non affrontarli da sola. Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a lavorare su questa fase di transizione, sul rapporto con il corpo che cambia e sulle strategie per gestire le ossessioni senza alimentarle.
Per questo, pur rassicurandola sul fatto che ciò che sta vivendo non è raro né segno di un “fallimento”, le suggerisco di approfondire la situazione con uno specialista, così da tutelare la sua salute mentale tanto quanto sta già facendo per quella fisica.
Un caro saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
quello che descrive è comprensibile e, per certi aspetti, abbastanza frequente dopo un intervento di bypass gastrico. La perdita di peso rapida e il cambiamento corporeo così importante avvengono in un tempo molto breve, mentre la mente ha spesso bisogno di più tempo per “rimettersi in equilibrio”. È quindi possibile che un evento così intenso faccia riemergere modalità di funzionamento già conosciute, come il rimuginio, i pensieri intrusivi e le ossessioni, soprattutto in una persona con una storia di disturbo ossessivo.
È importante sottolineare che lei mostra una buona consapevolezza: riconosce che questi pensieri non sono la realtà, ma prodotti della mente, e questo è un fattore protettivo molto rilevante. Allo stesso tempo, il fatto che tali pensieri le provochino sofferenza indica che meritano attenzione. Il timore di “perdere il controllo”, di ingrassare di nuovo o di vanificare i risultati ottenuti è spesso legato al bisogno di controllo e alla paura del cambiamento, più che a un rischio reale.
Il contesto che descrive è comunque positivo: è seguita da uno psichiatra, sta programmando i controlli medici e sta vivendo anche soddisfazioni importanti sul piano personale e universitario. Tuttavia, quando i pensieri intrusivi iniziano a intensificarsi, è consigliabile non affrontarli da sola. Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a lavorare su questa fase di transizione, sul rapporto con il corpo che cambia e sulle strategie per gestire le ossessioni senza alimentarle.
Per questo, pur rassicurandola sul fatto che ciò che sta vivendo non è raro né segno di un “fallimento”, le suggerisco di approfondire la situazione con uno specialista, così da tutelare la sua salute mentale tanto quanto sta già facendo per quella fisica.
Un caro saluto
Dottoressa Silvia Parisi
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La ringrazio per aver condiviso in modo così lucido e profondo il suo vissuto. Il percorso che sta affrontando è importante e complesso, e merita attenzione non solo dal punto di vista fisico, ma anche — e soprattutto — da quello psicologico.
La perdita di peso che descrive è significativa e coerente con il periodo post-bypass gastrico, ma è fondamentale ricordare che il peso non è mai solo un dato corporeo o numerico. Spesso rappresenta una modalità comunicativa e una strategia di regolazione emotiva, una risposta disfunzionale che nel tempo si è strutturata come modalità di azione e di difesa.
Un intervento chirurgico può modificare il corpo, ma non può cancellare automaticamente le dinamiche psicologiche sottostanti, né le fragilità che hanno accompagnato la storia personale e clinica.
Per questo motivo, la valutazione psicologica pre-operatoria e, ancora di più, un accompagnamento psicologico continuativo nel post-operatorio sono elementi essenziali del percorso bariatrico. Il cambiamento rapido del corpo, come giustamente sottolinea, può riattivare pensieri ossessivi, rimuginio e intrusioni mentali, soprattutto in persone con una storia di disturbo ossessivo già trattato.
Il fatto che lei riconosca questi pensieri come tali — “formule intrusive”, non realtà — è un segnale di grande consapevolezza e lavoro su di sé. Tuttavia, la loro presenza, unita alla sofferenza che provocano, indica la necessità di un sostegno psicologico strutturato e costante, che accompagni l’elaborazione di questo cambiamento profondo.
È molto positivo che lei sia seguita da uno psichiatra e che stia programmando un incontro, così come l’appuntamento con il chirurgo bariatrico. L’ideale è che il percorso sia multidisciplinare, integrando chirurgia, psichiatria e psicoterapia, affinché il cambiamento corporeo non rimanga isolato ma possa essere realmente integrato nella sua identità e nel suo equilibrio emotivo.
Il suo benessere mentale merita la stessa cura e attenzione dei risultati fisici raggiunti. Il percorso non è un fallimento, ma una continuazione: il corpo cambia, la mente ha bisogno di tempo e di spazio per riorganizzarsi.
Resto a disposizione e le auguro di proseguire questo cammino con il giusto supporto e con la stessa determinazione che già dimostra nel suo percorso di vita e di studio.
Un caro saluto.
La perdita di peso che descrive è significativa e coerente con il periodo post-bypass gastrico, ma è fondamentale ricordare che il peso non è mai solo un dato corporeo o numerico. Spesso rappresenta una modalità comunicativa e una strategia di regolazione emotiva, una risposta disfunzionale che nel tempo si è strutturata come modalità di azione e di difesa.
Un intervento chirurgico può modificare il corpo, ma non può cancellare automaticamente le dinamiche psicologiche sottostanti, né le fragilità che hanno accompagnato la storia personale e clinica.
Per questo motivo, la valutazione psicologica pre-operatoria e, ancora di più, un accompagnamento psicologico continuativo nel post-operatorio sono elementi essenziali del percorso bariatrico. Il cambiamento rapido del corpo, come giustamente sottolinea, può riattivare pensieri ossessivi, rimuginio e intrusioni mentali, soprattutto in persone con una storia di disturbo ossessivo già trattato.
Il fatto che lei riconosca questi pensieri come tali — “formule intrusive”, non realtà — è un segnale di grande consapevolezza e lavoro su di sé. Tuttavia, la loro presenza, unita alla sofferenza che provocano, indica la necessità di un sostegno psicologico strutturato e costante, che accompagni l’elaborazione di questo cambiamento profondo.
È molto positivo che lei sia seguita da uno psichiatra e che stia programmando un incontro, così come l’appuntamento con il chirurgo bariatrico. L’ideale è che il percorso sia multidisciplinare, integrando chirurgia, psichiatria e psicoterapia, affinché il cambiamento corporeo non rimanga isolato ma possa essere realmente integrato nella sua identità e nel suo equilibrio emotivo.
Il suo benessere mentale merita la stessa cura e attenzione dei risultati fisici raggiunti. Il percorso non è un fallimento, ma una continuazione: il corpo cambia, la mente ha bisogno di tempo e di spazio per riorganizzarsi.
Resto a disposizione e le auguro di proseguire questo cammino con il giusto supporto e con la stessa determinazione che già dimostra nel suo percorso di vita e di studio.
Un caro saluto.
Gentile Signora,
La ringrazio per aver condiviso un’esperienza così delicata e complessa. Da ciò che racconta emerge con chiarezza quanto questo periodo della Sua vita sia denso di cambiamenti profondi, non solo corporei ma anche emotivi e identitari. Un bypass gastrico non è mai soltanto un intervento fisico: è una trasformazione che coinvolge il modo di percepirsi, di sentirsi nel mondo, di avere controllo e sicurezza.
La perdita di peso che descrive è importante e rapida, e il fatto che Lei riesca a riconoscere come questo stia avendo un impatto anche sulla Sua mente mostra una grande consapevolezza. Allo stesso tempo, il ritorno di pensieri ossessivi e intrusivi può essere letto come una risposta comprensibile a un momento di forte cambiamento e vulnerabilità. Quando il corpo cambia così velocemente, spesso la mente cerca di “riprendere controllo” attraverso il rimuginio, le paure, le ipotesi catastrofiche. Non è un fallimento, né una regressione: è un segnale.
È molto significativo che Lei riesca a riconoscere che quei pensieri non coincidono con la realtà, ma che restano comunque dolorosi. Questo indica che una parte di Lei è solida, lucida, presente. E allo stesso tempo c’è un’altra parte che chiede contenimento, ascolto, accompagnamento. Il fatto che stia continuando il percorso con lo psichiatra e che abbia appuntamenti già fissati dimostra una grande capacità di prendersi cura di Sé.
Colpisce anche la Sua soddisfazione per i risultati universitari: l’impegno, la dedizione, il 26 in un esame affrontato con passione. Tutto questo parla di una persona viva, motivata, in cammino. Eppure, come spesso accade, benessere e sofferenza possono coesistere. Si può essere felici e allo stesso tempo spaventati; orgogliosi dei propri traguardi e insieme fragili.
In una prospettiva umanistica, i pensieri intrusivi non sono nemici da combattere, ma messaggi che indicano un bisogno di sicurezza, di integrazione, di tempo. Forse oggi la Sua psiche sta cercando di adattarsi a un corpo nuovo, a equilibri nuovi, e questo processo richiede uno spazio dedicato, non solo farmacologico ma anche relazionale.
Un colloquio conoscitivo potrebbe offrirLe proprio questo: uno spazio protetto in cui dare senso a ciò che sta vivendo, integrare il cambiamento fisico con quello emotivo, e ritrovare una continuità interna che oggi sembra un po’ messa alla prova. Senza fretta, senza etichette, senza dover “stare bene per forza”.
Se sentirà che può esserLe utile, resto disponibile ad accoglierLa per un primo incontro. A volte prendersi cura della propria salute mentale significa semplicemente concedersi un luogo in cui poter essere ascoltati davvero.
La ringrazio per aver condiviso un’esperienza così delicata e complessa. Da ciò che racconta emerge con chiarezza quanto questo periodo della Sua vita sia denso di cambiamenti profondi, non solo corporei ma anche emotivi e identitari. Un bypass gastrico non è mai soltanto un intervento fisico: è una trasformazione che coinvolge il modo di percepirsi, di sentirsi nel mondo, di avere controllo e sicurezza.
La perdita di peso che descrive è importante e rapida, e il fatto che Lei riesca a riconoscere come questo stia avendo un impatto anche sulla Sua mente mostra una grande consapevolezza. Allo stesso tempo, il ritorno di pensieri ossessivi e intrusivi può essere letto come una risposta comprensibile a un momento di forte cambiamento e vulnerabilità. Quando il corpo cambia così velocemente, spesso la mente cerca di “riprendere controllo” attraverso il rimuginio, le paure, le ipotesi catastrofiche. Non è un fallimento, né una regressione: è un segnale.
È molto significativo che Lei riesca a riconoscere che quei pensieri non coincidono con la realtà, ma che restano comunque dolorosi. Questo indica che una parte di Lei è solida, lucida, presente. E allo stesso tempo c’è un’altra parte che chiede contenimento, ascolto, accompagnamento. Il fatto che stia continuando il percorso con lo psichiatra e che abbia appuntamenti già fissati dimostra una grande capacità di prendersi cura di Sé.
Colpisce anche la Sua soddisfazione per i risultati universitari: l’impegno, la dedizione, il 26 in un esame affrontato con passione. Tutto questo parla di una persona viva, motivata, in cammino. Eppure, come spesso accade, benessere e sofferenza possono coesistere. Si può essere felici e allo stesso tempo spaventati; orgogliosi dei propri traguardi e insieme fragili.
In una prospettiva umanistica, i pensieri intrusivi non sono nemici da combattere, ma messaggi che indicano un bisogno di sicurezza, di integrazione, di tempo. Forse oggi la Sua psiche sta cercando di adattarsi a un corpo nuovo, a equilibri nuovi, e questo processo richiede uno spazio dedicato, non solo farmacologico ma anche relazionale.
Un colloquio conoscitivo potrebbe offrirLe proprio questo: uno spazio protetto in cui dare senso a ciò che sta vivendo, integrare il cambiamento fisico con quello emotivo, e ritrovare una continuità interna che oggi sembra un po’ messa alla prova. Senza fretta, senza etichette, senza dover “stare bene per forza”.
Se sentirà che può esserLe utile, resto disponibile ad accoglierLa per un primo incontro. A volte prendersi cura della propria salute mentale significa semplicemente concedersi un luogo in cui poter essere ascoltati davvero.
Buongiorno, comprendo il suo problema e credo che sia importante affidarsi al professionista che la segue spiegando bene quali sono i pensieri e le preoccupazioni. Credo possa iniziare a cambiare mentalità riguardo a sè stessa,( forse ha gia iniziato) ma appare molto impiortante quanto possiamo fare noi rispetto ai nostri pensieri cioè prestare attenzione a tutto cio che facciamo quotidianamente in termini positivi, nutriamo la nostra autostima con la soddisfazione di essere in cammino e il suo perocrso è recente quindi guardi all'oggi come il miglior giorno in cui riuscire ad impegnarsi per realizzare qualcosa di positivo per sè stessa. Riguardo ai sintomi lo specialista saprà ascoltarla e apportare dei correttivi anche sulla terapia.
Buongiorno, comprendo bene quanto sia felice che i vari aspetti della sua vita stiano prendendo un binario che la gratifichi. Leggendo comunque le sue parole ritengo che accanto al lavoro dello psichiatra, del chirurgo ecc dovrebbe affiancare anche una psicoterapia che la sostenga in questi profondi cambiamenti esteriori ed interiori e darle così la possibilità di fortificare ciò che sta conquistando con tanto impegno.
A disposizione per un approfondimento, invio cordiali saluti. Dott.ssa Alessandra Domigno
A disposizione per un approfondimento, invio cordiali saluti. Dott.ssa Alessandra Domigno
Buongiorno
Il cibo ha per ciascuno di noi un valore psicologico molto importante, si correla ai nostri stati d'animo e spesso compensa le nostre difficoltà.
Le cure bariatriche richiedono riduzione del cibo e un'importante variazione delle scelte alimentari.
Rinunciare al valore compensatorio del cibo non è facile e può implicare difficoltà dal punto di vista psicologico sebbene si sia al tempo stesso molto gratificati dal cambiamento del proprio aspetto e da altri successi nella quotidianità.
Per questo motivo sarebbe sempre auspicabile affiancare ad un percorso di cura come il suo un supporto psicologico o, in alcuni casi, anche una psicoterapia.
Il cibo ha per ciascuno di noi un valore psicologico molto importante, si correla ai nostri stati d'animo e spesso compensa le nostre difficoltà.
Le cure bariatriche richiedono riduzione del cibo e un'importante variazione delle scelte alimentari.
Rinunciare al valore compensatorio del cibo non è facile e può implicare difficoltà dal punto di vista psicologico sebbene si sia al tempo stesso molto gratificati dal cambiamento del proprio aspetto e da altri successi nella quotidianità.
Per questo motivo sarebbe sempre auspicabile affiancare ad un percorso di cura come il suo un supporto psicologico o, in alcuni casi, anche una psicoterapia.
Buongiorno,
pensi alla possibilità di riprendere la psicoterapia. La aiuterà a guardare ad un benessere più a lungo termine.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
pensi alla possibilità di riprendere la psicoterapia. La aiuterà a guardare ad un benessere più a lungo termine.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Salve, sono la Dott.ssa Giuliani Erica Psicologa e mi occupo di percorsi pre e post chirurgia bariatrica e comprendo perfettamente quello di cui sta parlando. La chirurgia bariatrica nasce come cura dell'obesità e delle malattie annesse ad essa, ma ciò di cui non si occupa è il sè, l'altro e il mondo, di fatto se ne occupa uno psicologo/psicoterapeuta.
Questo per dirle che un percorso di eccellenza in chirurgia bariatrica prevede un'attenta valutazione pre intervento, ai fini di lavorare nella prevenzione delle eventuali ricadute post intervento. Ci sono delle Linee guida nazionali e internazionali a cui noi professionisti della chirurgia bariatrica siamo tenuti a rispettare ed osservare, sono aperte a tutti che se ha piacere e interesse può consultare, in cui c'è l'obbligo di valutazioni psicologiche sia nella fase preoperatoria e soprattutto post operatoria, pertanto la inviterei ad informarsi presso il centro in cui è stata operata a farsi seguire da uno psicologo ed eventualmente nutrizionista (se non seguita) e procedere con tutti gli incontri post-operatori che sono di un mese dall'intervento e poi con cadenza trimestrale. Questo è quello che mi sento di dirle in questo momento, poiché non conoscendola non conosco il suo livello di intensità e frequenza di questi episodi, ma se dovesse rivolgersi alla figura dello psicologo del centro sarà sicuramente la stessa collega a proporle delle soluzioni alternative, oppure può farsi consigliare dal suo medico psichiatra uno psicologo/psicoterapeuta che se ne occupa, anche come supporto alla farmacoterapia che già assume.
Resto a disposizioni per eventuali chiarimenti, cordiali saluti
Questo per dirle che un percorso di eccellenza in chirurgia bariatrica prevede un'attenta valutazione pre intervento, ai fini di lavorare nella prevenzione delle eventuali ricadute post intervento. Ci sono delle Linee guida nazionali e internazionali a cui noi professionisti della chirurgia bariatrica siamo tenuti a rispettare ed osservare, sono aperte a tutti che se ha piacere e interesse può consultare, in cui c'è l'obbligo di valutazioni psicologiche sia nella fase preoperatoria e soprattutto post operatoria, pertanto la inviterei ad informarsi presso il centro in cui è stata operata a farsi seguire da uno psicologo ed eventualmente nutrizionista (se non seguita) e procedere con tutti gli incontri post-operatori che sono di un mese dall'intervento e poi con cadenza trimestrale. Questo è quello che mi sento di dirle in questo momento, poiché non conoscendola non conosco il suo livello di intensità e frequenza di questi episodi, ma se dovesse rivolgersi alla figura dello psicologo del centro sarà sicuramente la stessa collega a proporle delle soluzioni alternative, oppure può farsi consigliare dal suo medico psichiatra uno psicologo/psicoterapeuta che se ne occupa, anche come supporto alla farmacoterapia che già assume.
Resto a disposizioni per eventuali chiarimenti, cordiali saluti
Buongiorno, grazie di questa condivisione. Lo so ed è comprensibile che stando facendo un percorso di bypass gastrico, la paura di poter abbuffare sia più intensa, dato l'esperienza di cambiamento che sta attraversando, e il coinvolgimento e carico emotivo che il percorso le dà. Cerchi di star tranquilla e di non mollare, capisco che ne sia facile, ma è normale per chi ha un'inclinazione ossessiva vivere i momenti più importanti del suo percorso con un po' più di intensità emotiva e paura, da portarla a pensare in maniera più ossessiva. Occorre ridimensionarle facendo leva su ciò che sta facendo per raggiungere i suoi obiettivi. Se dovesse aver bisogno di un aiuto resto disponibile a supportarla. Un caro saluto, dott.ssa Matilde Ciaccia.
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