Buongiorno, Sono Matteo ed ho 26 anni. Da un anno a questa parte soffro di un pò d'ansia. Dovuta a

Buongiorno, Sono Matteo ed ho 26 anni. Da un anno a questa parte soffro di un pò d'ansia. Dovuta anche al lavoro ma presumo anche ad un episodio che mi è successo circa 1 anno fa. Io gioco a calcio da sempre. Quando è successo l'episodio di Eriksen l'anno scorso che è stato male in campo, quando ho saputo della notizia mi sono " immedesimato" pensando al me calciatore e tutto e ho avuto un calo di pressione e sono svenuto. Ho fatto tutti gli accertamenti del caso, visita cardiologica e prova sforzo e tutto senza riscontrare problemi. L'annata calcistica è stata dura perchè continuavo a pensare a quell'episodio, non sono praticamente quasi mai riuscito a stare veramente tranquillo ed essere spensierato. Il tutto si unisce ad un lavoro periodicamente stressante ed invece di andare a calcio e vederlo come uno sfogo per buttare fuori tutta la pressione, accumulavo ancora più ansia. Per la paura che possa succedere lo stesso anche a me. Chiedo cortesemente se ci sono alcune tecniche che posso utilizzare quando sono in attività agonistica per evitare di pensare e rilassarmi. Ogni tanto eseguo la respirazione diaframmatica ed aiuta molto. Però vorrei tornare a quello di prima, a quello prima dell'episodio. Io ci provo a reagire però mi viene il nervoso perchè quando vedo che sto bene torno a quel pensiero. Vi ringrazio e mi scuso per il disturbo. Cordiali saluti, Matteo

25 risposte


Buongiorno Matteo, può capitare che alcuni eventi apparentemente esterni alla nostra vita possano colpirci mettendoci in uno stato di allerta, proprio come è capitato a lei in concomitanza di quanto accaduto al giocatore di calcio Eriksen. Questo evento ha agito in una sorta di sinergia negativa con la sua attuale condizione lavorativa portandola in un ulteriore stato di agitazione e preoccupazione per la sua salute. Credo che le possa essere utile intraprendere un percorso psicologico atto a comprendere da un lato l'origine della sua ansia e dall'altro volto ad apprendere tecniche di rilassamento e di mindfulness che possano permetterle di essere più padrone dei suoi pensieri. Qualora volesse intraprendere un percorso di questo tipo sono a disposizione anche tramite videoconsulenza. Cordialmente Dott.ssa Chiara Galbiati.

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Gentilissimo, consiglio vivamente un percorso psicologico anche di poche sedute, dove possa "parlare" e approfondire i motivi della sua ansia. La psicoterapia ipnotica aiuta moltissimo nella performance sportiva, molto sportivi ricorrono ad essa, ma anche manager o persone che debbano affrontare performance di ogni tipo, perchè offre strumenti "pratici" per gestire l'ansia, e soprattutto aiuta a capire come usare in modo corretto le proprie risorse fisiche e mentali. Si tratta inoltre di un procedimento molto affascinante che la appassionerà nel mentre in cui la emancipa come sportivo, essere umano e come uomo. TV


Buongiorno Matteo e grazie per averci parlato della sua situazione che immagino debba essere difficile da gestire e digerire. E' difficile poter consigliare delle tecniche perchè dietro al sintomo che lei lamenta potrebbero essere presenti delle motivazioni psicologiche che non possono "passare" tramite esercizi di rilassamento, ma solo attraverso un percorso all'interno del quale cercare di dare senso e forma al suo vissuto. Quello che posso consigliarle in base alla mia esperienza è di ritagliarsi uno spazio in cui ascoltarsi ed in cui sentirsi ascoltato al fine di poter dare un senso più profondo e consapevole a ciò che prova così da poter trovare una risposta ai suoi interrogativi. Ciò che sente è prova di una sua profonda sensibilità che, se usata in maniera corretta, potrebbe permetterle di svolgere un buon lavoro su di sè. Resto a disposizione anche per dei colloqui online. Cordialmente, dott. Andrea Brumana


Buonasera, al fine di potere esprimere un opinione o fornirle un consiglio avrei bisogno di conoscere maggiori informazioni. In ogni caso sarebbe utile un percorso di E.M.D.R, di tecniche di rielaborazione e desensibilizzazione di piccoli e grandi traumi. Buona serata Dott. Raffaello Di Monte Dott.sa Luisa Anibaldi


Salve Matteo, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione riportata. Ritengo importante che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta possa aiutarla ad identificare pensieri rigidi e disfunzionali che impediscono il cambiamento desiderato e mantengono la sofferenza in atto. Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale traumatico connesso alla genesi della sofferenza in atto. Resto a disposizione, anche online. cordialmente, dott FDL


Gentile utente, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Cosa le sta dicendo la sua ansia relativa all'episodio che è accaduto a Eriksen? Può infatti capitare, in alcuni casi, che episodi come questi ci riportino a vissuti e motivazioni nascoste e che è bene approfondire. Le mando un caro saluto e rimango a disposizione


Buonasera, grazie di aver condiviso questa sua problematica e difficoltà di gestione. Bisognerebbe comprendere quale vissuto emotivo si cela dietro la manifestazione ansiosa. Potrebbe essere significativo effettuare delle sedute di psicoterapia al fine di comprendere "l' origine" del sintomo ansioso ed imparare a fronteggiarlo. Sono disponibile in caso volesse avere un consulto. Dott.ssa Aitella


Ciao Matteo, non solo esistono le tecniche, ma dei veri e propri protocolli che possono eliminare l'ansia legata a questa paura.


Salve, penso che ci sia una forte paura di morire dietro ciò che le succede. Sicuramente è un periodo stressante come lei dice, ma le suggerisco di affrontare queste sue paure in un Setting terapeutico. Non le sottovaluti e si riprenda in mano la sua vita. Resto a disposizione per un consulto on line. Cordiali saluti


Buongiorno Matteo, deve essere difficile non vivere più una propria passione con leggerezza. Potrebbe essere utile andare ad analizzare i pensieri sottostanti in un percorso terapeutico e capire insieme cosa ha significato per te quell'episodio e come si può sgonfiare, attribuendogli un significato alternativo, più funzionale. Rimango a disposizione Dott.ssa Vittoria Savini Zangrandi


Salve Matteo, sembra proprio che l'episodio accaduto al calciatore abbia portato a galla alcune sue paure già esistenti, che sarebbero prima o poi venute fuori. Nessun episodio esterno, infatti, può da solo creare in noi paure così intense e limitanti come quelle che lei sta provando. Le consiglio quindi di non fare tanto affidamento su tecniche (per carità, la respirazione diaframmatica è comunque sempre utile), ma di affrontare il suo disagio facendosi aiutare da uno psicoterapeuta, in modo da inquadrare bene il problema e superarlo. Un caro saluto. D.ssa M.Rita D'Onofrio


Buonasera Matteo, non specifichi nel tuo messaggio che tipo di lavoro svolgi che ti causa stress , e quali paure albergavano dentro di te prima di questo episodio.. quali aspettative hai tu del tuo percorso calcistico, quanto ci hai investito e come tu affronti i cambiamenti. Le tecniche sono strumenti di supporto ma non possono risolvere da sole il disagio di precarietà che ti porti dentro e il tuo rapporto con la morte e la salute. E' bene farsi aiutare da uno Psicologo. Io sono a disposizione . Saluti Dottoressa Ponziani


Salve che ne pensa di cominciare con un consulto con uno specialista per valutare tutti gli elementi, compresi quelli che non descrive nella sua nota e rimandare il cosa fare solo alla fine dell'incontro. Un cordiale saluto


Buongiorno, Pur utilizzando un approccio che da delle tecniche alle persone, ritengo sia funzionale fare un colloquio conoscitivo. La tecnica funziona all’interno di un percorso progettato ad hoc per lei.


Buongiorno Matteo, sicuramente la respirazione diaframmatica è il primo passo, molto importante! Un'altra cosa che potrebbe fare sono esercizi di "radicamento", che aiutano ad essere ancorati alla realtà, sulle proprie gambe. Da quello che scrive la sua è ansia, esistono anche tecniche per allontanare il pensiero quando arriva. Un altro modo efficace per allentare l'ansia, non solo temporanea, è il training autogeno. Queste sono tecniche per intervenire sul sintomo...Resta comunque il mio consiglio di parlarne con terapeuta per approfondire le cause di queste sue paure, da dove originano. Un saluto Claudia m


Ciao Matteo, mi dispiace molto per il disagio che sta vivendo, per capire meglio le cause della sua ansia, le consiglio di rivolgersi ad uno specialista, sono a disposizione anche online. Buona serata, dottoressa Nibbioli.


Buonasera Le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia psicoanalitica per capire le cause della sua paura. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti. Saluti Dott.ssa Claudia Castellani


Buongiorno Matteo, quello che lei sperimenta è davvero disagevole. L’ansia può arrivare a minare la qualità della nostra vita. È bello che lei voglia fare qualcosa per superare questa situazione, ma non esiste tecnica efficace fuori da una buona relazione terapeutica. Le suggerisco di iniziare un percorso di psicoterapia per affrontare le sue preoccupazioni e dare un significato alle emozioni correlate allo stato ansioso. Si può affrontare con successo, non abbia timore! Cari auguri


Ciao Matteo, grazie per aver condiviso la tua esperienza. Quello che descrivi è comprensibile, soprattutto alla luce dell’evento che ha scatenato la tua ansia legata al calcio. È comune, infatti, che episodi traumatici, anche se vissuti indirettamente, possano influenzare il nostro stato emotivo e farci sentire vulnerabili in situazioni che prima vivevamo con tranquillità. Il fatto che tu abbia già fatto degli accertamenti medici e che tutto sia risultato nella norma è un ottimo punto di partenza. Questo può aiutarti a rassicurarti sul fatto che il tuo corpo è in salute e che i sintomi che stai sperimentando sono legati all’ansia e alla preoccupazione, piuttosto che a un problema fisico. Ecco alcune tecniche e strategie che potrebbero esserti utili per affrontare l’ansia durante l’attività agonistica e per cercare di tornare a uno stato di serenità: 1. Tecniche di Mindfulness e Ancoraggio al Presente La mindfulness è una pratica utile per rimanere concentrati sul momento presente, riducendo i pensieri ansiosi e intrusivi. Quando sei in campo o ti senti ansioso, prova a concentrarti su ciò che stai facendo in quel momento, senza lasciarti distrarre da pensieri futuri o preoccupazioni. Ecco alcuni modi per farlo: Concentrati sulle sensazioni fisiche: il contatto dei piedi con il suolo, il ritmo del tuo respiro, il suono del pallone. Questo ti aiuterà a spostare l’attenzione dal pensiero ansiogeno al momento presente. Utilizza un punto focale: scegli un punto su cui concentrarti durante una partita, come il pallone, o un compagno di squadra. Ogni volta che senti l’ansia aumentare, riporta l’attenzione su quel punto focale. 2. Ristrutturazione Cognitiva Un aspetto importante è imparare a riconoscere e sfidare i pensieri negativi o irrazionali che alimentano l’ansia. Per esempio, potresti pensare: "E se succede anche a me?" La ristrutturazione cognitiva ti aiuta a sostituire questi pensieri con affermazioni più realistiche e rassicuranti, come: "Ho fatto tutti i controlli medici e sto bene", oppure "L'episodio di Eriksen è stato un caso raro e straordinario". Questa tecnica può ridurre la paura e riportarti a uno stato mentale più calmo. 3. Tecniche di Rilassamento e Respirazione Hai già notato che la respirazione diaframmatica ti aiuta, e questo è ottimo. Potresti però provare ad ampliare il repertorio con altre tecniche di rilassamento, come: Visualizzazione: immagina un luogo sicuro o piacevole, in cui ti senti rilassato e al sicuro. Prova a richiamare mentalmente questo posto ogni volta che senti l’ansia crescere. Progressive Muscle Relaxation (Rilassamento muscolare progressivo): questa tecnica consiste nel contrarre e poi rilassare gradualmente diversi gruppi muscolari del corpo. Può essere utile prima o dopo l’attività agonistica per ridurre la tensione accumulata. 4. Routine Pre-partita Creare una routine pre-partita ben strutturata può aiutarti a sentirti più tranquillo e preparato. Potresti includere esercizi di respirazione, una breve sessione di stretching e una fase di visualizzazione positiva. Questa routine può diventare un ancoraggio mentale per rassicurarti e ricordarti che sei pronto. 5. Esposizione Graduale e Desensibilizzazione Un’altra strategia utile potrebbe essere l’esposizione graduale alla fonte della tua ansia, in questo caso il calcio. Invece di cercare di evitare o sopprimere il pensiero, potresti affrontarlo gradualmente, magari immaginando situazioni in cui ti senti ansioso, ma gestendo la tua reazione con tecniche di respirazione e rilassamento. Questo ti permette di "desensibilizzarti" e affrontare l'ansia in modo più sereno. 6. Focalizzati su ciò che puoi controllare L'ansia spesso deriva dal tentativo di controllare cose che sono fuori dal nostro controllo. Concentrati su quello che puoi realmente influenzare, come la tua preparazione, la tua concentrazione e il tuo atteggiamento durante la partita. Ricordati che non puoi controllare tutto, e va bene così. 7. Lavorare con un terapeuta Se senti che l’ansia sta diventando troppo difficile da gestire da solo, potresti considerare di consultare uno psicoterapeuta specializzato in ansia o terapia cognitivo-comportamentale (TCC). La TCC è molto efficace nel trattare l’ansia e ti può aiutare a modificare i pensieri e i comportamenti che mantengono il ciclo ansioso. 8. Accetta l'ansia come parte normale Invece di cercare di eliminare completamente l’ansia, potrebbe essere utile accettare che un certo grado di ansia è normale, soprattutto in situazioni stressanti come una partita di calcio. L’ansia può anche essere una risorsa, poiché ti tiene vigile e concentrato. L'obiettivo non è eliminare l'ansia del tutto, ma imparare a conviverci in modo più gestibile. È importante ricordare che il ritorno alla "spensieratezza" che avevi prima dell’episodio richiederà tempo e pazienza. Ma con le tecniche giuste e un approccio progressivo, puoi ricostruire la tua fiducia e tornare a vivere il calcio come una passione e non come una fonte di stress. Spero che queste strategie ti siano utili, Matteo!


Buonasera, si, ci sono delle tecniche di rilassamento che potrebbero aiutarla, ma è anche importante capire la reale natura della sua ansia. Le consiglio quindi di rivolgersi ad uno psicologo. Cordiali saluti.


Buongiorno Matteo, posso immaginare quanto sia frustrante avere questo pensiero intrusivo durante un'attività che dovrebbe essere liberatoria e di svago. E' normale preoccuparsi ma sarebbe utile mettere da parte il pensiero di poter soffrire dello stesso problema dopo gli accertamenti fatti. Molto bene la respirazione diaframmatica ma allo stesso tempo la invito a riflettere sul fatto che forse prima di utilizzare della tecniche (molto utili sono la creazione di routine pre gara, visualizzazioni, Self-talk, allenamento dell'attenzione e della concentrazione...) sarebbe meglio ragionare su cosa le suscita il ricordo di questo evento e cosa lo rende così pregnante per lei. Se vuole approfondire e capire, in seguito, quali tecniche possono esserle d'aiuto prima di entrare e dentro il campo non esiti a contattarmi. Sono disponibile online. Un cordiale saluto, Dott.ssa Mini


Caro Matteo, le tecniche di rilassamento possono certamente aiutarLa a gestire determinati momenti, ma è importante per Lei andare a fondo per capire cosa scatena quei sintomi. Allo stato attuale, ritengo che potrebbe sicuramente esserLe d'aiuto affrontare tutto ciò per capire come mai il triste accaduto l'abbia attivata così tanto, al punto da provocarLe così tanto malessere. Quando sarà pronto, sarò a Sua disposizione per aiutarLa a fare questo 'viaggio' così delicato, ma fondamentale per il Suo benessere.

Dott.ssa Angela Ritella

Dott.ssa Angela Ritella

psicologo

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Salve Matteo, quanto descrivi è comprensibile: un’esperienza traumatica indiretta come quella dell’episodio di Eriksen può lasciare una memoria emotiva intensa e generare ansia anticipatoria anche a distanza di tempo. Il fatto che tutti gli accertamenti medici siano normali è rassicurante, e suggerisce che la componente ansiosa è prevalente. Alcune strategie che possono aiutarti durante l’attività agonistica includono: * Continuare e approfondire la respirazione diaframmatica, eventualmente associandola a respirazioni lente e focalizzate sul corpo prima e durante il gioco. * Tecniche di grounding, come portare attenzione consapevole ai piedi, al contatto con il terreno, o ai movimenti del corpo, per restare nel presente. * Visualizzazione positiva prima dell’allenamento o della partita: immaginare se stesso calmo, concentrato, in controllo della situazione. * Routine pre-partita fissa e rilassante, che aiuti a segnare al cervello che è un momento sicuro e familiare. * Accettazione dei pensieri ansiosi: riconoscere il pensiero senza giudizio (“è un pensiero, non un pericolo reale”) invece di cercare di eliminarlo, può ridurre l’ansia residua. Può essere utile anche lavorare con un professionista su tecniche di esposizione graduale, iniziando con contesti di gioco meno stressanti e aumentando progressivamente la complessità, per “disattivare” la paura collegata all’episodio. Resto a disposizione per approfondire insieme un percorso mirato a ritrovare serenità e sicurezza in campo.


Gentile Matteo, la ringrazio per aver condiviso ciò che sta vivendo. Comprendo quanto possa essere difficile affrontare un periodo di forte ansia, soprattutto quando questa colpisce una passione come il calcio e si manifesta anche a livello fisico. L'episodio che descrive non è una questione di volontà, ma una naturale risposta fisiologica a un forte stress emotivo e all'immedesimazione. Il fatto che gli accertamenti medici siano negativi è fondamentale, ma capisco che la paura possa trasformarsi in pensieri intrusivi che la bloccano. La respirazione diaframmatica è sicuramente utile , ma per tornare alla spensieratezza di prima potrebbe essere prezioso un percorso psicologico, preferibilmente cognitivo-comportamentale. Questo approccio la aiuterebbe a capire cosa alimenta la sua ansia e a gestire meglio la paura, disinnescando il meccanismo di allerta che scatta in campo. Sperando di aver dato qualche spunto utile, mi rendo disponibile per un ulteriore ascolto. Un caro saluto, Dott.ssa Erika Messinese

Dott.ssa Erika Messinese

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psicologo clinico

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Salve Matteo, per l'approccio della psicologia del profondo ciò che le accade potrebbe avere un profondo significato per la su psiche. Se questo avvenimento continua tornarle in mente potrebbe voler veicolare a livello simbolico un messaggio molto importante che può portare ad un cambiamento nella sua vita emotiva, forse necessario. Se vuole approfondire possiamo fissare una seduta, non si preoccupi i disagi emotivi arrivano per riportrci al nostro modo di vivere più autentico, non per farci del male. Saluti.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.