Buongiorno, sono la seconda dì quattro sorelle. Ho trovato la mia serenità stando lontano da mia mad
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Buongiorno, sono la seconda dì quattro sorelle. Ho trovato la mia serenità stando lontano da mia madre che ha sempre avuto un comportamento falso falso e meschino. Avrei troppe cose da dire ma dico soltanto che la prima e la terza figlia sono le sue pupille e per loro ha fatto di tutto addirittura donargli la sua parte di casa senza dire nulla. Mi chiedo se sto bene stando lontano perché non riesco ad accettare che mia madre non è stata uguale per tutte e non ci ha amato tutte allo stesso modo. Cosa mi consigliate?
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Tenga conto che questa situazione potrebbe rappresentare il sintomo di un disagio interiore che evidentemente lei si porta dentro e che richiede sicuramente di essere attenzionato.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Tenga conto che questa situazione potrebbe rappresentare il sintomo di un disagio interiore che evidentemente lei si porta dentro e che richiede sicuramente di essere attenzionato.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
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Cara utente, il percorso di accettazione non è mai lineare e semplice, richiede spesso l'opportunità e la volontà di elaborare uno serie di vissuti correlati a ciò che dobbiamo accettare. Probabilmente la sua domanda arriva proprio dal fatto che ci sono delle cose che vanno esplorate meglio ed elaborate. Sicuramente andare via di casa l'ha allontanata da alcune dinamiche ma non è stato sufficiente per elaborare i vissuti verso sua madre e le sue sorelle. Potrebbe valutare la possibilità di affrontare tutto ciò in uno spazio solo suo con l'aiuto di uno psicologo/psicoterapeuta. Rimango a sua disposizione Dott.ssa Alessia D'Angelo
Buongiorno Utente! Dai dati che riporta nel suo racconto penso che intraprendere un percorso con uno psicoterapeuta che possa accogliere tutti i sentimenti negativi e fare ordine al fine di trovare una condizione che non la faccia stare male ed isolata. Inoltre, un lavoro con un terapeuta potrebbe aiutarla a maturare strategie per affrontare la sua situazione familiare al meglio. Un saluto!
Buongiorno cara utente, purtroppo non possiamo cambiare gli altri e i loro sentimenti verso di noi ma possiamo agire sul nostro modo di stare nella relazione. Un professionista potrà certamente aiutarla a costruire degli strumenti per vivere in maniera più serena i rapporti con sua madre e magari una nuova chiave di lettura che le permetta di comprendere meglio quali sono i fattori che la stanno facendo soffrire.
Le auguro una serena giornata Dott.ssa Lucrezia Lovisato
Le auguro una serena giornata Dott.ssa Lucrezia Lovisato
Gentile utente, è evidente che la sua sia una situazione delicata e che porta dietro tanta sofferenza. Inevitabilmente l'unico consiglio che è possibile formulare è quello di rivolgersi ad un professionista per affrontare un momento che sembra molto importante per lei e che la interroga.
Gentile utente, le dinamiche familiari incidono notevolmente sul nostro funzionamento e sulle modalità relazionali che sviluppiamo.
Le consiglio di intraprendere un percorso di sostegno che la possa aiutare ad approfondire la sua domanda e riflettere sulle scelte che la portino a stare meglio in questa situazione.
Rimango a disposizione anche online.
dott.ssa Manuela Mignani
Le consiglio di intraprendere un percorso di sostegno che la possa aiutare ad approfondire la sua domanda e riflettere sulle scelte che la portino a stare meglio in questa situazione.
Rimango a disposizione anche online.
dott.ssa Manuela Mignani
Gentile utente, purtroppo le relazioni familiari sono spesso complicate e causa di grande sofferenza e hanno inevitabilmente un grosso impatto su di noi. Può risultare molto importante prendere consapevolezza di tale impatto per evitare che questo si ripercuoti anche sulle nostre relazioni extra-familiari e, più in generale, sul nostro stato di benessere. Purtroppo non è possibile cambiare ciò che è successo in passato, le dinamiche della propria famiglia o il modo di rapportarsi degli altri ma sicuramente è possibile modificare il proprio modo di stare in relazione per trovare una dimensione di reale serenità. Potrebbe risultare utile per lei intraprendere un percorso che la aiuti in questo senso. Resto a disposizione e le auguro buona fortuna. Un saluto!
Buongiorno.
Due suoi argomenti emergono in modo per me molto importante: "ho trovato serenità stando lontano", quindi una scelta che racconta delle sue risorse; "avrei tante cose da dire", quindi la necessità di trovare un luogo per dirle.
Le propongo un colloquio conoscitivo online, per valutare se può trovare quel luogo in cui riflettere su tante cose, compresa la sua serenità, un bene essenziale.
Due suoi argomenti emergono in modo per me molto importante: "ho trovato serenità stando lontano", quindi una scelta che racconta delle sue risorse; "avrei tante cose da dire", quindi la necessità di trovare un luogo per dirle.
Le propongo un colloquio conoscitivo online, per valutare se può trovare quel luogo in cui riflettere su tante cose, compresa la sua serenità, un bene essenziale.
Gentile Figlia, prima di tutto le faccio tanti complimenti perchè non è affatto scontato riuscire a trovare la propria serenità con una condizione familiare alle spalle simile a quella che lei descrive. Ciò premesso, le propongo un colloquio conoscitivo on line: credo che scoprire, nel cuore e nella mente, la differenza fra la parte umana, fragile e inadeguata di ogni mamma, e l'amore incondizionato della Grande Madre, potrebbe esserle di grandissimo aiuto. Mi faccia sapere. Nel frattempo, i miei migliori auguri.
Buona sera, mi spiace molto di questa delicata situazione che coinvolge gli aspetti degli affetti più intimi e la figura materna così importante.
E' suo diritto stare lontano da persone difficili.
Spesso capita che vedendosi di meno la qualità può migliorare, soprattutto dopo un coraggioso e costruttivo chiarimento delle proprie sensazioni innanzi a tante differenze che trova ingiustificate.
Dunque non è l'evitamento del conflitto ma una comunicazione costruttiva che potrebbe trovare in un accompagnamento terapeutico.
A disposizione, Dottor Gianpietro Rossi
E' suo diritto stare lontano da persone difficili.
Spesso capita che vedendosi di meno la qualità può migliorare, soprattutto dopo un coraggioso e costruttivo chiarimento delle proprie sensazioni innanzi a tante differenze che trova ingiustificate.
Dunque non è l'evitamento del conflitto ma una comunicazione costruttiva che potrebbe trovare in un accompagnamento terapeutico.
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Salve, mi dispiace per il vissuto per porta.
Penso però che odio e amore siamo fratelli e che dietro queste domande ci sia altro.
Ritengo che è normale però porsi questa domanda dato che la distanza fisica non coincide per forza con quella psichica, mentale.
Se vuole approfondire ci sono anche online.
Dott. Salvucci Matteo
Penso però che odio e amore siamo fratelli e che dietro queste domande ci sia altro.
Ritengo che è normale però porsi questa domanda dato che la distanza fisica non coincide per forza con quella psichica, mentale.
Se vuole approfondire ci sono anche online.
Dott. Salvucci Matteo
Gentile utente, accolgo il suo dolore per il conflitto che sta vivendo. Mi sento di dirle che il posto migliore per affrontare il suo dolore è proprio un percorso di psicoterapia dove poter guardare le sue relazioni intime come quelle con sua madre e le sue sorelle.
Dottoressa Pepe.
Dottoressa Pepe.
Buongiorno, dalla sua descrizione emerge un conflitto evidente ma faticoso da affrontare. Le consiglio di iniziare un percorso di psicoterapia per comprendere meglio i suoi stati emotivi.
Dott. Marenco
Dott. Marenco
Carissima, capita spesso di pensare che con l'allontanarsi fisicamente, mettendo una distanza sia possibile risolvere conflitti interpersonali. Si parla di “taglio emotivo” ma è un’illusione: rabbia, delusione, invidia, solitudine ma non solo… ci accompagnano e come fantasmi ci tormentano generando malessere. Come infatti diceva Freud ““le emozioni inespresse non muoiono mai. Sono sepolte vive e prima o poi usciranno nel peggiore dei modi”. È importante quindi affrontare i nostri fantasmi, farci i conti così da liberarsene. Se si fa aiutare da un professionista, in particolare sistemico-relazionale, vedrà che riuscirà a trovare la sua strada da poter percorrere in libertà e senza sensi di colpa.
Un caro saluto, dott.ssa Chiara Barlucchi
Un caro saluto, dott.ssa Chiara Barlucchi
Salve! Grazie per aver condiviso il suo pensiero. Non deve essere stato semplice crescere in un contesto così. La competizione tra sorelle e il "diverso" trattamento da parte dei genitori, può portare sofferenza e frustrazione. Penso che abbia molto da dire e da dirsi. Può essere utile per lei, riuscire a trovare questo spazio, scaricare la rabbia che sente. E' evidente che non sia bastato allontanarsi fisicamente, la famiglia c'è e ci sarà sempre. Le rivolgo i miei migliori auguri. Un caro saluto. Dottor Lorenzo Biagioni
Gentile signora, quanta sofferenza dietro le sue parole! Purtroppo la famiglia non sempre è quel luogo sicuro e felice in cui sentirsi protetti ed amati e dal quale partire per vivere al meglio la propria vita. Quando questo non succede, la sofferenza è molta e le difficoltà ad affrontare la propria vita aumentano creandoci impedimenti ed ostacoli.
La sua scelta di allontanarsi dalla sua famiglia dimostra una grande capacità di comprendere che la distanza poteva essere necessaria per proteggersi e nello stesso tempo concentrare le proprie energie per vivere al meglio la propria vita.
Tuttavia allontanarsi non significa dimenticare o cancellare; le relazioni familiari, anche se da lontano, continuano a influenzarci ed allora dobbiamo trovare la forza di confrontarci con esse, ed io ritengo che il luogo migliore per farlo possa essere un setting psicologico con un/una terapeuta che possa accompagnarla e sostenerla in questo percorso.
Un caro saluto,
Dott.ssa Cristiana Vallini
La sua scelta di allontanarsi dalla sua famiglia dimostra una grande capacità di comprendere che la distanza poteva essere necessaria per proteggersi e nello stesso tempo concentrare le proprie energie per vivere al meglio la propria vita.
Tuttavia allontanarsi non significa dimenticare o cancellare; le relazioni familiari, anche se da lontano, continuano a influenzarci ed allora dobbiamo trovare la forza di confrontarci con esse, ed io ritengo che il luogo migliore per farlo possa essere un setting psicologico con un/una terapeuta che possa accompagnarla e sostenerla in questo percorso.
Un caro saluto,
Dott.ssa Cristiana Vallini
Buongiorno cara utente, la distanza fisica che decidiamo di porre tra noi e le persone che ci fanno soffrire è un modo che apparentemente può sembrare funzionale. Infatti, quando si è lontani, geograficamente ed emotivamente, l'intensità di questi rapporti affievoliscono e questo ci consente di concentrarci sul presente e su ciò che ci fa star bene. Questi vissuti continuano però a far parte di noi, pertanto è necessario occuparsene. Le suggerirei di rivolgersi ad un professionista che la accompagni in questo. Un caro saluto, dott.ssa Angela Ricucci
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso le sue emozioni. È comprensibile quanto possa essere difficile affrontare dinamiche familiari che causano malessere. La lontananza fisica può sembrare un'opzione iniziale, ma affrontare le emozioni in modo più efficace potrebbe richiedere un percorso psicologico che le può offrire uno spazio sicuro per esplorare e comprendere meglio i suoi sentimenti, aiutandola a sviluppare strategie per gestire tali dinamiche familiari.
Saluti Dott.ssa Giorgia Bentivoglio
Saluti Dott.ssa Giorgia Bentivoglio
Gentilissima,
Sento che al di là della distanza fisica, questa storia la tocca profondamente. Ciò che posso consigliarle è di provare ad esplorare con un professionista quello che sta vivendo. In questo modo, il percorso psicologico, l'aiuterà ad avere maggiori consapevolezze e quindi, a trovare le risposte che cerca.
Resto a disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Roberta Romiti
Sento che al di là della distanza fisica, questa storia la tocca profondamente. Ciò che posso consigliarle è di provare ad esplorare con un professionista quello che sta vivendo. In questo modo, il percorso psicologico, l'aiuterà ad avere maggiori consapevolezze e quindi, a trovare le risposte che cerca.
Resto a disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Roberta Romiti
Gentilissima, stare lontano da sua madre può essere una decisione sana, soprattutto se il suo comportamento continua a causarle sofferenza. A volte, quando una relazione familiare è troppo dannosa o disfunzionale, prendere un po' di distanza emotiva o fisica può essere una forma di autoconservazione. Il distacco consente infatti di proteggersi e di non essere più influenzati dalle dinamiche disfunzionali tuttavia, come dice anche lei, a volte la distanza fisica non basta e questo succede perché mamma, nonostante si sia comportata in modo “falso e meschino” comunque, nel bene e nel male, è stata una figura di riferimento per lei. Sarebbe molto importante cercare di esplorare meglio le sue emozioni, lavorare sul perdono, elaborare il dolore e trovare un modo per stare bene con sé stessa, indipendentemente dalla relazione con sua madre. Non è facile, ma con il tempo, il supporto giusto e il lavoro su te stessa, è possibile trovare una nuova serenità e vivere una vita emotivamente libera. Dott.ssa Simona Giulivi
La parte più importante della sua domanda è relativa al suo vissuto di rabbia nei confronti di un atteggiamento differente, che nel suo vissuto si traduce in modalità di amore differente. Le motivazioni alla base del comportamento di sua madre purtroppo non sono a nostra disposizione, ma il mio consiglio sarebbe di lavorare con un professionista sulla rabbia che si presenta in lei, e quale significato si cela dietro di essa. Il suo vissuto dice molto di sé e sarebbe importante ricostruire la sua storia con una prospettiva più ampia.
Buongiorno,
quello che racconta è un vissuto molto doloroso, e il suo bisogno di protezione è più che legittimo. Prendere le distanze può essere un modo sano per preservare la propria serenità, soprattutto quando ci si è sentiti esclusi o meno amati.
Il desiderio di essere trattati con equità da una madre è profondo, e quando questo non accade lascia ferite difficili da accettare. Se sente che questo tema continua a pesarle, potrebbe essere utile trovare uno spazio in cui dare voce a queste emozioni con delicatezza.
Un caro saluto
quello che racconta è un vissuto molto doloroso, e il suo bisogno di protezione è più che legittimo. Prendere le distanze può essere un modo sano per preservare la propria serenità, soprattutto quando ci si è sentiti esclusi o meno amati.
Il desiderio di essere trattati con equità da una madre è profondo, e quando questo non accade lascia ferite difficili da accettare. Se sente che questo tema continua a pesarle, potrebbe essere utile trovare uno spazio in cui dare voce a queste emozioni con delicatezza.
Un caro saluto
Dott.ssa Elisabetta Cavicchioli
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
San Miniato Basso
Buongiorno Gentile Utente,
mi dispiace molto per la situazione. Quello che percepisco dalle sue parole è che non sta bene nemmeno essendosi allontanata e questo h senso perchè non è stando lontano che non sentirà più il dolore collegato alla situazione che ha descritto. E allora forse sarebbe per lei utile intraprendere un percorso psicologico dove affrontare tutto questo e poter trovare quel benessere e serenità decidendo dove vivere.
Un caro saluto
Elisabetta
mi dispiace molto per la situazione. Quello che percepisco dalle sue parole è che non sta bene nemmeno essendosi allontanata e questo h senso perchè non è stando lontano che non sentirà più il dolore collegato alla situazione che ha descritto. E allora forse sarebbe per lei utile intraprendere un percorso psicologico dove affrontare tutto questo e poter trovare quel benessere e serenità decidendo dove vivere.
Un caro saluto
Elisabetta
Buongiorno, da quello che scrive emerge un dolore profondo, antico e molto comprensibile. Quando una madre non riesce a essere equa, quando fa sentire alcuni figli scelti e altri messi da parte, la ferita che si crea non riguarda solo il presente ma tocca il valore personale, il sentirsi degni di amore. È normale che questo lasci rabbia, tristezza, incredulità e un senso di ingiustizia difficile da digerire. Lei non sta “sbagliando” a stare lontano se questa distanza le ha permesso di ritrovare serenità. A volte l’allontanamento non è una punizione verso l’altro, ma una forma di protezione verso se stessi. Quando una relazione continua a far male e non cambia, prendere spazio può essere l’unico modo per smettere di riaprire sempre la stessa ferita. Questo non la rende una cattiva figlia, ma una persona che cerca di sopravvivere emotivamente. Il nodo più doloroso, da come scrive, non è solo ciò che sua madre ha fatto o non fatto, ma il fatto di non riuscire ad accettare che non tutte siete state amate allo stesso modo. Questo è un punto cruciale. Accettare non significa giustificare, né dire che va bene così. Significa riconoscere una realtà che non ha scelto e che non ha potuto cambiare. Spesso restiamo intrappolati nella speranza che un genitore diventi diverso, più giusto, più capace di amarci come avremmo avuto bisogno. Rinunciare a questa speranza fa male, ma può anche liberare. È importante distinguere una cosa: il comportamento di sua madre parla dei suoi limiti, non del suo valore. Il fatto che abbia preferito alcune figlie, che abbia fatto scelte materiali e affettive sbilanciate, non è la prova che lei valga meno o che sia stata meno degna d’amore. È la prova che sua madre, per motivi suoi, non è stata capace di essere una madre sufficientemente giusta per tutte. Lei si chiede se sta bene a stare lontano. La domanda forse può diventare un’altra: come sto io quando mi avvicino, e come sto quando mi allontano? Se la vicinanza riattiva rabbia, frustrazione, senso di svalutazione, e la distanza le restituisce calma, lucidità e dignità, allora quella distanza ha una funzione sana, anche se emotivamente dolorosa. Non tutte le relazioni familiari possono essere riparate, e non tutte devono essere mantenute a ogni costo. Rimane però comprensibile il lutto per ciò che non è stato. Il dolore di non essere stata vista, scelta, protetta allo stesso modo delle altre sorelle merita spazio, non va minimizzato né negato. Dare dignità a questo dolore, senza trasformarlo in una battaglia continua con sua madre, può aiutarla a non restare incastrata in quella dinamica anche ora che fisicamente se ne è allontanata. Il consiglio più importante è questo: continui a scegliere ciò che la fa stare meglio, senza sentirsi in colpa per bisogni che sono legittimi. Non deve convincersi che sua madre sia stata giusta per poter andare avanti. Può andare avanti anche riconoscendo che non lo è stata. La serenità che ha trovato non è una fuga, ma una conquista, e merita rispetto, prima di tutto da parte sua. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno. La sua domanda è molto importante e delicata. Crescere percependo un trattamento diverso tra sorelle può lasciare ferite profonde, soprattutto quando si sente di non aver ricevuto lo stesso amore o riconoscimento.
Il fatto che oggi lei stia meglio mantenendo una certa distanza da sua madre è un elemento da non ignorare: significa che, in questo momento, quella distanza ha una funzione protettiva per il suo benessere. Allo stesso tempo, il bisogno di capire e accettare ciò che è stato rimane aperto. Spesso il nodo non è solo "com'è stata mia madre", ma cosa questo ha significato per lei: come si è sentita, che idea ha costruito di sé, che ferite si porta ancora oggi.
Non esiste una risposta giusta o sbagliata nel mantenere o meno un rapporto, ma è importante che la scelta sia consapevole e non guidata solo dal dolore o dal bisogno di approvazione.
Un percorso psicologico può aiutarla a elaborare queste dinamiche familiari, a dare un senso a ciò che ha vissuto e a costruire un equilibrio più sereno, indipendentemente dalle scelte relazionali che farà.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Angela Atlante
Il fatto che oggi lei stia meglio mantenendo una certa distanza da sua madre è un elemento da non ignorare: significa che, in questo momento, quella distanza ha una funzione protettiva per il suo benessere. Allo stesso tempo, il bisogno di capire e accettare ciò che è stato rimane aperto. Spesso il nodo non è solo "com'è stata mia madre", ma cosa questo ha significato per lei: come si è sentita, che idea ha costruito di sé, che ferite si porta ancora oggi.
Non esiste una risposta giusta o sbagliata nel mantenere o meno un rapporto, ma è importante che la scelta sia consapevole e non guidata solo dal dolore o dal bisogno di approvazione.
Un percorso psicologico può aiutarla a elaborare queste dinamiche familiari, a dare un senso a ciò che ha vissuto e a costruire un equilibrio più sereno, indipendentemente dalle scelte relazionali che farà.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Angela Atlante
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