Dott. Filippo Scarcia

Psicologo · Altro

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Esperienze

Nel mio lavoro di psicologo, metto al centro l’essere umano nella sua unicità. Ogni percorso che affianco non è una semplice ricerca di cambiamento, ma un viaggio di evoluzione: perché possiamo cambiare lavoro, partner, casa o città, eppure restare sempre uguali dentro, incapaci di trovare una felicità autentica. Come diceva Seneca, “L’animo devi mutare, non il cielo sotto il quale vivi”.

Credo che la vera crescita nasca dall’incontro profondo con se stessi, dalla capacità di dare spazio alle proprie emozioni, di riconoscere le proprie ferite e di trasformarle in risorse, per costruire una felicità che non dipende da ciò che si ha o si raggiunge, ma dalla pace con la propria storia e la propria essenza.

Nel mio lavoro porto sensibilità, empatia, intuizione e rispetto. Inoltre, mi avvalgo di una supervisione privata costante, perché sono convinto che chi aiuta abbia il dovere di guardarsi dentro, di farsi aiutare a sua volta, per essere davvero presente e pulito nell’ascolto dell’altro.

Oltre al lavoro individuale, conduco seminari residenziali come X-Way Gratitude, dove accompagno gruppi nell’esplorazione delle ferite infantili e dei legami con i genitori, spesso alla radice di tante sofferenze adulte.

Affianco a questo la mia passione per l’Enneagramma, una bussola preziosa per comprendere meglio chi siamo, i nostri automatismi e i bisogni più profondi.

Ogni persona porta con sé una storia unica e preziosa. Il mio compito è camminare al tuo fianco, offrendoti uno spazio di ascolto e consapevolezza, dove poter incontrare te stesso e scoprire che la tua vera felicità non è fuori, ma dentro di te.

Ogni persona è una storia unica e preziosa. Il mio obiettivo è camminare al tuo fianco con professionalità, rispetto e cura, aiutandoti a riscrivere la tua storia e a scoprire chi Sei tu.
Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicologia clinica-dinamica
Psicoterapia analitica transazionale
Psicoterapia della gestalt

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica

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Adulti

Tipologia di visite

Consulenza online

Foto e video

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    Da 50 €

  • Orientamento scolastico

    50 €

  • Tecniche di rilassamento

    50 €

  • Sostegno psicologico adolescenti

    50 €

  • Sostegno psicologico

    45 € - 50 €

Indirizzi (3)

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Dott. Scarcia Filippo - Bari

Via Davide Lopez 21, Bari 70123

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080 999...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Dott. Scarcia Filippo - Acquaviva Delle Fonti

Via Sacro Cuore 85, Acquaviva delle Fonti 70021

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14 recensioni

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  • M

    Questa visita mi ha aiutato a capire qualcosa in più.

     • Dott. Scarcia Filippo - Bari colloquio psicologico  • 

    Dott. Filippo Scarcia

    Sono contento per te, Anna. A presto


  • S

    La professionalità e l attenzione nel creare un ambiente sicuro durante le mie sessioni sono state le chiavi fondamentali per l' ottimo risultato che ho riscontrato.
    Grazie dott. Filippo Scarcia

     • Consulenza online consulenza online  • 

  • D

    Filippo è attento e premuroso, capace di andare al sodo delle questioni con tatto ed efficacia, trasmette fiducia e professionalità

     • Consulenza online Altro  • 

  • A

    per chi vuole intraprendere questo percorso con Filippo: ho iniziato in un periodo in cui mi sentivo un po’ persa, senza direzione. Ora sento che nonostante la vita continui con le sue difficoltà, io posso fare delle scelte e dargli valore. Mi sono messa in discussione e devo dire che non sempre è stato facile, ma lui mi ha aiutata davvero tanto ritrovare me stessa e a capirmi meglio e ad affrontare cose che mi portavo dentro da tanto tempo. Ho iniziato a dare un nome a certi pesi, spesso neanche miei, a guardarli con più lucidità e meno paura. Mi sono sentita capita e ascoltata, e questo ha fatto la differenza. Oggi mi sento più consapevole, un po’ più forte, e molto più in pace con alcune ferite del passato. Gli sono davvero grata, per il lavoro fatto insieme e la sua disponibilità (e ti auguro il meglio)
    A.

     • Consulenza online consulenza online  • 

    Dott. Filippo Scarcia

    Grazie mille A. È stato un bel viaggio <3


  • M

    "Ho intrapreso un percorso di psicoterapia con il dottor Scarcia in un momento particolarmente difficile della mia vita. Grazie alla professionalità e, soprattutto, all'empatia dimostrata durante ogni seduta, sono riuscito a superare un problema serio, in cui mi sentivo bloccato e che mi affliggeva da ormai troppo tempo. La sua capacità di ascoltare senza giudicare, di comprendere profondamente le mie emozioni e di guidarmi con sensibilità e competenza è stata fondamentale per il mio percorso di guarigione. Mi sono sempre sentito accolto, compreso e sostenuto, il che ha reso ogni incontro un passo avanti verso il benessere. Consiglio vivamente questo professionista a chiunque stia cercando un supporto autentico e competente."

     • Consulenza online Altro  • 

  • B

    Molto preparato, professionalità, empatia, tutti aggettivi che lo hanno contraddistinto sin dall’inizio.
    Grazie di tutto

     • Dott. Scarcia Filippo - Bari colloquio psicologico  • 

  • R

    Fin dal primo incontro il dottor Scarcia si è rivelato una persona preparata e attenta, con una grande capacità di metterti a proprio agio; ho da subito avvertito grande accoglienza e competenza.

     • Dott. Scarcia Filippo - Bari colloquio psicologico  • 

    Dott. Filippo Scarcia

    Grazie mille per la fiducia e il coraggio


  • C

    Estremamente professionale e preparato.
    Sin dal primo incontro mi sono sentito totalmente a mio agio e pronto ad iniziare un bellissimo percorso.

     • Dott. Scarcia Filippo - Bari sostegno psicologico  • 

    Dott. Filippo Scarcia

    Grazie C. :)


  • Probabilmente contava anche l'urgenza del momento in cui l'ho incontrato, ma ho sentito da subito la possibilità di ricevere un ascolto profondo, confermatosi poi nei mesi successivi. Ancora grazie per il percorso affrontato insieme.

     • Dott. Scarcia Filippo - Bari colloquio psicologico  • 

    Dott. Filippo Scarcia

    Grazie mille a te M :)


  • E

    Ho l'opportunità di essere seguito dal
    Dott. Scarcia e posso dire con certezza che è un professionista eccellente. Fin dal primo incontro, mi ha colpito la sua capacità di creare un ambiente in cui potermi esprimere liberamente.
    La sua sensibilità nel comprendere le mie difficoltà e il modo in cui riesce a guidare il percorso alternando delicatezza ed entusiasmo, fanno davvero la differenza. Ogni seduta è un’opportunità di crescita e un pezzo alla volta sento di riuscire ad apprezzarmi un po’ di più, aiutandomi a trovare nuove ragioni per le quali provare gratitudine, parola a lui molto cara e per me sempre più preziosa.

    Se cercate chi possa unire competenza, umanità e un autentico interesse per il vostro benessere, non posso che consigliarlo caldamente.

     • Dott. Scarcia Filippo - Bari colloquio psicologico  • 

    Dott. Filippo Scarcia

    Grazie mille Emanuele, è stato un onore lavorare con te.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 23 domande da parte di pazienti di MioDottore

Domande su Ansia

Salve, sono una ragazza di quasi 25 anni, sono una studentessa ormai fuoricorso da 3 anni. Ho sempre studiato e devo essere onesta anche con buoni risultati, però sono rimasta indietro a causa della mia ansia non riuscendo a dare più di 3/4 esami all'anno fino poi a bloccarmi del tutto per 2 anni in cui, pur preparandomi per gli esami, non sono mai riuscita a presentarmi. Quest'estate per la prima volta sono tornata a dare un esame e ho preso anche 30, sul momento mi sono emozionata ed ero soddisfatta, però poi dal giorno successivo già ero in pensiero per gli altri esami da recuperare e i tirocini. A settembre dovevo dare un esame, ma il giorno prima, come è capitato qualche altra volta, ho avuto crisi di pianto, forte ansia e sensazione di non ricordare nulla, per questo non mi sono presentata più all'esame. In 6 anni di università non ho mai preso in considerazione la rinuncia agli studi come oggi, non so più se voglio questa laurea, se la laurea stessa presa con tutte queste difficoltà abbia un senso. Ad oggi se mi fermo a pensare, non riesco neanche ad immaginarmi a dare ad esempio alcune tipologie di esami oppure non mi immagino nel contesto di tirocinio. Essendo fin dai tempi della scuola quella brava della classe, della mia famiglia stessa, non ho mai immaginato la mia vita senza studio, ma ad oggi mi sento arrivata al limite, ma al tempo stesso ho paura del futuro che mi aspetta non avendo un piano B. Mi sento in una situazione terribile di stallo e non so come muovermi per uscirne, ho paura di parlarne con i miei genitori perché temo saranno molto delusi da me oppure temo di non essere presa sul serio/che non mi capiscano. Mi sento inadatta alla vita sotto tanti punti di vista, è come se non mi sentissi all'altezza del vivere stesso. A volte guardo sui social miei ex compagni di scuola, vecchi amici, e li vedo realizzati, vedo che tutti sono andati avanti, io invece sono rimasta immobile. L'immagine più adatta per descrivere come mi sono sentita negli ultimi anni credo sia quella delle sabbie mobili. Tante volte ho pensato di intraprendere un percorso psicologico, però non saprei neanche come spiegare alla mia famiglia, che ha già tanti pensieri, la mia necessità. Ultimamente informandomi un po' sul servizio che potesse essere più adeguato alla mia situazione, ho notato anche di avere moltissime caratteristiche riconducibili al DOC, ci sono cose che faccio/penso da anni e anni pensando semplicemente di essere una persona un po' strana, ma che in realtà non sono "normali" e che ad essere sincera ultimamente sento peggiorate. A volte ho anche paura di parlarne, perché dire a voce alta le cose che vivo in relazione al DOC mi fa paura, ne ho vergogna, ho paura di sembrare pazza ad uno sguardo esterno. Non so, spero che qualcuno sappia consigliarmi come muovermi in questa situazione, perché mi sento troppo sopraffatta da tutto e ho paura di aver rimandato già per troppo tempo la mia richiesta di aiuto e di conseguenza di non poterne più uscire. Grazie.

Ciao, si percepisce quanto ti stia pesando questo momento. L'ansia non è una vera e propria emozione, bisognerebbe capire cosa nasconde. Rispetto al DOC suggerisco caldamente di evitare l'autodiagnosi :)

Un primo colloquio psicologico può aiutarti a chiarire meglio la situazione; se vuoi, possiamo fissare un incontro online per esplorare insieme questi aspetti.

Un caro saluto

Dott. Filippo Scarcia

Domande su psicoterapia

Sto vivendo un problema nella relazione con mio fratello (ho 41 anni, mio fratello 36). Tutto è cambiato quando si è sposato. La moglie viene da una famiglia in cui lei, la sorella e la madre si telefonano quasi tutti i giorni. Noi siamo una famiglia più riservata, ci teniamo aggiornati (non così frequentemente) e ci siamo nei momenti di bisogno. Fin dall'inizio i rapporti con mia cognata non sono stati facili. Avevamo piacere a trascorrere del tempo con loro (senza essere invadenti) ma avevamo l'impressione che lei lo facesse per dovere. Ci sono stati alcuni fraintendimenti per cose stupide, davanti alle quali ci siamo scusati e volevamo chiarirci ma lei ha spesso alzato un muro (dopo uno di questi episodi mi disse che per me lei era solo la compagna del fratello e che il nostro rapporto non era niente di più). Un paio di anni fa, dopo la nascita del figlio, la moglie di mio fratello ha iniziato ad avere una sorta di gastrite per la quale deve seguire un'alimentazione particolare (è una condizione con delle problematiche, ma non è una malattia invalidante). Lo abbiamo scoperto dopo mesi in cui li invitavamo per mangiare insieme ma si presentava solo mio fratello con il bambino (motivo per cui abbiamo chiesto se c'era qualcosa che non andava). Da quel momento la moglie è diventata egoista e vittimista (stesso atteggiamento della madre che, nelle occasioni in cui le nostre due famiglie si incontrano, si lamenta sempre dei suoi problemi) e mio fratello sta avendo lo stesso atteggiamento. Tutto il mondo ruota intorno alle loro vite e ai loro problemi. Credono sia giusto che noi passiamo le nostre giornate a pensare se hanno bisogno di aiuto per qualcosa e ad essere noi a chiederglielo. In più occasioni abbiamo fatto presente che, in caso di necessità, noi ci siamo per loro. A volte dicono di cosa hanno bisogno, a volte dicono di non preoccuparci. Poi ci sono momenti in cui mio fratello salta fuori col discorso che non abbiamo abbastanza considerazione di lui e della sua famiglia e noi rimaniamo basiti.
Vi faccio degli esempi:
1) Hanno traslocato in una casa nuova, si è lamentato che si sono ammazzati di fatica per sistemarla ma che noi non abbiamo chiesto in continuazione se avessero bisogno di aiuto (vista la gastrite della moglie, il lavoro, il bambino, ecc...).
2) Abbiamo fatto qualche giorno di vacanza insieme ai genitori di lei e al nostro nipotino (in due appartamenti diversi, ma confinanti). Testuali parole: si è sentito sprofondare quando un paio di sere i suoceri hanno suonato al nostro appartamento per farci tenere il nipote e non eravamo in casa (questi nonni non ci avevano chiesto, quantomeno al mattino, di organizzarci in merito). Aggiungo anche che avevamo detto loro che, se volevano riposare un po’, ci saremmo occupati volentieri del nipote. Hanno risposto che non avevano bisogno.
3) Abbiamo organizzato una merenda con i nostri zii/cugini. Mia cugina è celiaca, quindi ho detto a mio fratello che dovevamo ordinare qualcosa per lei in una pasticceria attrezzata. Quando il giorno dopo ci siamo suddivisi le cose da cucinare in casa e gli ho chiesto cosa potevo preparare per mia cognata, mi ha rinfacciato che io avessi pensato prima a mia cugina e poi a sua moglie (aggiungendo che la sua gastrite era più grave della celiachia).
Tutto è una lamentela perchè secondo lui non abbiamo abbastanza considerazione verso la sua famiglia. Ma noi abbiamo considerazione verso di loro!
Mia madre ha 70 anni, a 63 ha avuto un tumore al seno e dopo chemio/radio soffre di dolori cronici.
Avendo scelto di non mandare il bambino al nido, lei si prende cura del nipote 2/3 giorni a settimana per non dare tutto l’impegno agli altri nonni. Mio padre ha 75 anni, lavora ancora a tempo pieno nell'ufficio che ora gestisce mio fratello e lo aiuta a livello organizzativo finché saranno pronti ad assumere un nuovo impiegato. Gli altri nonni hanno entrambi meno di 70 anni, sono in pensione da oltre un anno e senza malattie invalidanti.
Avendone le possibilità economiche mio padre lo ha aiutato ad acquistare la casa spaziosa che desiderava estinguendo buona parte del mutuo chiesto dalla banca.
Quando ci sono cambi di programma all'ultimo momento per curare il bambino i miei genitori sono disponibili a riorganizzarsi.
I miei genitori hanno messo a disposizione la loro casa per il loro matrimonio, il battesimo del bambino, le feste comandate.
Ci interessiamo alle loro vite, non tutti i giorni, ma durante la settimana o il mese ci sono occasioni in cui ci vediamo di persona o mandiamo un messaggio per tenerci aggiornati.
Da parte loro non c'è però la stessa attenzione che pretendono da noi. Se non siamo noi a parlare, loro non si fanno domande sulle nostre necessità.
Quando mia mamma era in cura per il tumore, chiedevano come stava ma non se potessero fare qualcosa per lei (ai tempi erano solo fidanzati).
Ho la sindrome IBS da anni e nessuno mi ha mai chiesto come andava la situazione.
Anche i miei genitori hanno fatto trasloco 2 anni fa, ma non si sono offerti disponibili per dar loro una mano.
Per occasioni conviviali la famiglia di lei è sempre nei loro pensieri, noi veniamo calcolati solo se chiediamo.
Non siamo infastiditi perchè mio fratello e famiglia si frequentano di più con i genitori di lei, ognuno è libero di fare le proprie scelte. Ci pesa però il doppio standard che usano nei nostri confronti dove tutto è un dovere verso di loro, come se fossimo al loro servizio.
Nella vita si può sempre migliorare e ci siamo confrontati con mio fratello su questo punto ma quando gli chiediamo di spiegare meglio cosa gli dà fastidio, ci rinfaccia che queste cose dovrebbero essere spontanee e non dovrebbe essere lui a dirci cosa dobbiamo fare. Ma se i nostri gesti spontanei sono quelli che ho descritto in precedenza, non dovrebbe riconoscerne il valore invece di pretendere uno standard? È come se loro volessero vedere solo quello che non facciamo, invece di ciò che compiamo per loro.
Ci sentiamo particolarmente frustrati. Della famiglia della moglie non ci interessa granché (anche perchè fin da subito non si è mai costruito un rapporto). Con la moglie abbiamo iniziato ad avere un comportamento di facciata, solo perchè teniamo al legame con mio fratello/nostro nipote.
C'è qualcosa che possiamo fare o sarà sempre un'eterna rincorsa verso qualcosa che comunque non sarà mai abbastanza?

Non è semplice cambiare l’atteggiamento degli altri, anzi potremmo dire che è impossibile. Però si può lavorare su come gestire i rapporti senza sentirsi svuotati o colpevoli, mettendo confini più chiari e tutelando i legami.
Se vuole, possiamo fissare un incontro online per approfondire meglio la situazione e trovare insieme strategie pratiche per viverla con più serenità.

Un caro saluto

Dott. Filippo Scarcia
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