Buongiorno sono in una relazione da oltre 20 anni tra fidanzamento, convivenza e matrimonio con la n

25 risposte
Buongiorno sono in una relazione da oltre 20 anni tra fidanzamento, convivenza e matrimonio con la nascita di un figlio ormai grande...la nostra storia è come quella di tanti, alti e bassi, caratterizzata ad intermittenza da assenze più o meno lunghe (fino a oltre 4 anni) di intimità e quasi totale assenza di dialogo, ma andiamo avanti...
Tempo addietro scopro dalle sue ricerche Google che ha guardato molto materiale su come riconoscere l'interesse di una donna, cose da dire ad una donna, segnali per capire se piaci ad una donna...ci sono state ricerche per regali da fare ad una collega di lavoro, ci sono state molte ricerche su alberghi e motel nella città vicino alla nostra, quello che mi ha scioccato sono molte informazioni prese su vari tipi di preservativi che noi non usiamo da almeno un decennio...(Alla mia richiesta di chiarimento mi è stato detto fossero per un collega, il regalo e l' albergo mentre sulle altre ricerche dice che c' è stato un momento in cui pensava che una collega stesse flirtando con lui e voleva capire e poi si sono chiariti) Ora io ovviamente non gli credo, anche soprattutto dopo aver trovato una chat nascosta da impronta digitale, chat che mi ha fatto leggere e fino a quel punto assolutamente innocua a meno che non siano stati cancellati dei messaggi...ma se innocua perché nascondere?????
Pochi giorni dopo aver effettuato le ricerche per gli alberghi e motel mi dice che probabilmente faranno una cena tra colleghi proprio in quella città...
Non sono più riuscita a trattenermi e ho detto che sapevo di tutte le sue ricerche e ha liquidato tutto appunto come ho spiegato poco sopra, che alcune erano ricerche per un collega e altre per potersi chiarire con questa donna presumibilmente interessata a lui ... ripeto io non riesco a credergli, non mi ha tradita e di questo sono certa, se non cose di poco conto, ma quello che mi fa male è pensare che stesse pianificando di poterlo fare, che l' interesse non fosse di una donna verso di lui ma di lui verso questa donna che poi alla fine deve avergli dato il benservito...oppure tutto non è andato avanti perché io ho scoperto....ora io vorrei superare questa cosa, mi sento una pazza a volte per dare così tanto peso a qualcosa che poi in fine non è successo ma più ci penso più lo sento comunque un tradimento...in cosa sbaglio? Riuscirò mai a superare? Ci sono molti altri dettagli meno importanti in questa storia che però sommati al tutto mi fanno sentire ancora più male, lui mi fa sentire spesso sbagliata, sottolineando talvolta dei miei comportamenti io non so che fare, non vorrei buttare alle ortiche una storia che comunque fa parte di me da più di metà della mia vita, ma con questo logorio sento di non poter andare avanti per molto, ho bisogno di superare questa cosa, sarà possibile con una persona che non comunica ed evita l'argomento?
Dott.ssa Cynthia Villari
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Contesse
Salve,
probabilmente prima di ogni altra cosa, potreste capire da cosa nasce e come si mantiene questa mancanza di dialogo, per poi chiedersi cosa vi spinge a stare insieme dopo tanti anni. Condividete ancora gli stessi valori? Si cresce, si cambia, chi siete diventati in questi anni? Una relazione sana ha bisogno di essere "coltivata" e curata da entrambe le parti. Ci saranno momenti in cui le circostanze della vita portano a momentanei allontanamenti, ma la relazione resta sempre il primo figlio di una coppia e come tale bisogna prendersene cura, per essere felici entrambi.
Vi consiglio una terapia di coppia.

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Dott.ssa Gabriella Castagnoli
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Una consulenza di coppia , oltre che un percorso di supporto personale, potrebbero andare a comprendere le motivazioni di pensieri e comportamenti e a fotografare ad oggi lo stato delle cose. E prendere decisioni in proposito.
Dott. Roberto Barbieri
Psicologo, Psicologo clinico
Vicenza
Buongiorno,
quello che racconta è molto doloroso, ma la cosa più importante è partire da un punto che lei stessa descrive chiaramente all’inizio: una relazione lunga, con periodi anche molto lunghi senza intimità e con una comunicazione quasi assente.

Questo è un elemento centrale, perché indica che la difficoltà nella coppia non nasce da ciò che ha scoperto, ma era già presente da tempo.

Le ricerche che ha trovato e i dubbi che ne sono seguiti sono comprensibilmente destabilizzanti, ma rischiano di diventare il centro del problema, mentre potrebbero essere piuttosto il segnale di qualcosa che nella relazione non sta più funzionando.

Il punto quindi non è solo capire se ci sia stato o meno un tradimento, ma chiedersi cosa è rimasto oggi del vostro rapporto: c’è ancora uno spazio reale per ricostruire intimità, dialogo e fiducia, oppure si sta andando avanti più per abitudine e storia condivisa?

Restare concentrata sui dettagli (chat, ricerche, ipotesi) rischia di aumentare il logorio senza portarla a una risposta che possa davvero farla stare meglio.

La domanda più utile, anche se più difficile, è: cosa vuole salvare di questa relazione, e soprattutto se entrambi siete disponibili a lavorarci davvero. Perché una relazione può attraversare momenti molto complessi, ma solo se entrambe le persone sono coinvolte nel cambiamento.

Se questo non accade, il rischio è quello che descrive: continuare a restare dentro una situazione che consuma, senza trovare una direzione.

Un confronto può aiutarla proprio a spostarsi da questo dubbio continuo verso una posizione più chiara, che le permetta di decidere come proseguire.
Un caro saluto.
Dott.ssa Fiorenza Di Leo
Psicologo, Psicologo clinico
Catania
Può provare a fermarsi su questo:
una parte di lei cosa prova in questa situazione?
un’altra parte cosa le dice che sarebbe giusto per sé?
e, guardando i fatti con lucidità, cosa sa davvero e cosa invece le manca?

Se queste parti restano confuse o in contrasto, può chiedersi se avere uno spazio con un professionista possa aiutarla a fare chiarezza, senza dover reggere tutto da sola.
Dott.ssa Ilaria Forcina
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Cara utente, comprendo il disagio legato ai dubbi sulla sua relazione e posso immaginare che in questo momento stia sperimentando una caduta della fiducia nel rapporto e in suo marito. Indubbiamente le scoperte di cui riferisce devono aver destato in lei mille domande, al punto da portarla a chiedere chiarimenti, perché non è riuscita più a trattenersi, come scrive. E’ comprensibile e molto umano sentirsi traditi e chiedere spiegazioni di fronte a un comportamento che ci delude e ci ferisce, soprattutto se questo comportamento viene messo in atto dal compagno di una vita. Tuttavia, in questo momento sarebbe utile soffermarsi su alcuni elementi di cui lei riferisce e che possono incidere non poco in una relazione di coppia: la quasi totale assenza di dialogo e il fatto che, citando le sue parole “lui mi fa sentire spesso sbagliata”. Di non minore importanza la domanda con cui chiude la sua richiesta. Al di là di questo accadimento, doloroso senza dubbio, questo rapporto la soddisfa? Cosa vuol dire per lei “andiamo avanti”? Il rapporto continua per scelta o perché, riprendendo le sue parole, questa “ storia comunque fa parte di me da più di metà della mia vita”?
Se le va di parlarne sono a disposizione, anche online.
Un caro saluto
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buonasera,
quello che descrivi è molto comprensibile e ha un impatto emotivo profondo. Non è “da pazza” dare peso a ciò che hai scoperto: quando si incrina la fiducia, anche solo a livello di dubbio o di possibilità, è normale sentirsi feriti, confusi e messi in discussione. In una relazione così lunga, questi vissuti toccano parti molto profonde di te e della vostra storia.

Da quello che racconti, il punto centrale non sembra essere solo il “fatto” in sé, ma il significato che ha per te: il senso di possibile tradimento, la mancanza di chiarezza, e soprattutto una comunicazione che appare fragile o evitante. Senza uno spazio di dialogo autentico, è difficile ricostruire fiducia e serenità.

Non stai sbagliando nel voler capire e nel desiderare di superare questa situazione. Allo stesso tempo, superarla non dipende solo da te: richiede anche disponibilità dall’altra parte ad aprirsi, a riconoscere i tuoi vissuti e a costruire insieme un confronto sincero. Quando questo manca, è naturale sentirsi bloccati e logorati.

Potrebbe esserti utile, prima di tutto, ritrovare uno spazio tuo in cui dare senso a ciò che provi, chiarire i tuoi bisogni e capire quali sono i tuoi limiti e ciò che per te è accettabile nella relazione. A volte un percorso psicologico può aiutare proprio in questo: non tanto a “decidere subito cosa fare”, ma a ritrovare centratura e lucidità.

Se ci sarà la possibilità, anche un confronto di coppia potrebbe essere prezioso, ma solo se entrambi siete disponibili a mettervi in gioco.

Superare è possibile, ma non significa necessariamente “far finta di niente”: significa attraversare ciò che è successo, comprenderlo e capire se e come la relazione può evolvere in qualcosa di più autentico e soddisfacente per te.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line
Dott.ssa Alessia Tringali
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Catania
Buongiorno,
quello che porta non è “qualcosa da poco”, né una reazione esagerata: è una situazione che tocca aspetti profondi come la fiducia, il senso di sicurezza nella relazione e il bisogno di sentirsi riconosciuta dall’altro.
Provo a restituirle alcuni punti con chiarezza.
Da una parte, è vero: non ha una prova concreta di un tradimento agito. Dall’altra, ciò che descrive (ricerche mirate, chat nascosta, spiegazioni poco convincenti, evitamento del confronto) costruisce un insieme di segnali che, comprensibilmente, attivano in lei un vissuto di tradimento. Spesso, nelle relazioni lunghe, non è solo “ciò che è successo” a fare male, ma anche ciò che si percepisce come intenzione, segretezza o distanza emotiva.
Il punto centrale però non è stabilire con certezza cosa abbia fatto o non fatto suo marito — cosa che probabilmente, in assenza di una sua reale apertura, resterà parziale — ma cosa sta accadendo tra voi oggi.
Lei descrive una relazione segnata da:


lunghi periodi di assenza di intimità


difficoltà nel dialogo


una sensazione di non essere ascoltata o riconosciuta


un partner che tende a evitare il confronto e, a tratti, a farla sentire “sbagliata”


In questo contesto, ciò che è accaduto non arriva “nel vuoto”, ma si inserisce in una fragilità già presente. È anche per questo che il dolore è così intenso e persistente.
Mi chiede: “in cosa sbaglio?”
Più che di errore, parlerei di un rischio: quello di concentrare tutta l’attenzione sul cercare di capire lui (cosa ha fatto, cosa pensava, se mentiva) trascurando invece ciò che lei prova e ciò di cui avrebbe bisogno nella relazione. Restare agganciata al dubbio (“è successo o no?”) può tenerla bloccata, mentre la questione più utile da affrontare è: questa relazione, così com’è oggi, è per me vivibile?
Superare questa situazione è possibile, ma non dipende solo da lei. Richiede alcune condizioni:


che ci sia uno spazio di comunicazione reale


che il suo partner sia disposto ad assumersi una parte di responsabilità e a confrontarsi senza minimizzare o ribaltare su di lei il problema


che si possa ricostruire, nel tempo, un minimo di fiducia e trasparenza


Se lui continua a evitare l’argomento, il rischio è che il “logorio” che descrive aumenti. In questi casi, lavorare da sola (in un percorso personale) può aiutarla a chiarire i suoi limiti, i suoi bisogni e le possibili scelte. Eventualmente, se ci fosse disponibilità anche da parte sua, una terapia di coppia potrebbe offrire uno spazio più strutturato per affrontare questi nodi.
Una cosa importante: il fatto che lei non voglia “buttare via” una storia così lunga è comprensibile. Ma restare in una relazione che la fa stare costantemente in dubbio, svalutata o non ascoltata ha comunque un costo emotivo significativo. Non si tratta di scegliere impulsivamente, ma di iniziare a guardare con lucidità a ciò che sta vivendo oggi.
Se desidera, può prenotare una prima consulenza attraverso il mio profilo oppure contattarmi: trova il mio recapito sempre nel mio profilo.
Dott. Sergio Borrelli
Psicologo, Psicologo clinico
Tradate
Buongiorno.
Credo che anzitutto sia importante che lei si chiarisca di più le proprie idee.
Che cosa è tradimento?
Lo scorso anno ho fatto un master sulla terapia di coppia. Sa quanti tipi di tradimento esistono?
E poi: perché voler provare a chiarire e poi tirarsi indietro e non andare realmente fino in fondo? che cosa realmente sta cercando di non «buttare alle ortiche»?
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno,
quello che descrive è una situazione emotivamente molto complessa, in cui non è tanto “ciò che è accaduto oggettivamente”, ma l’impatto che queste scoperte hanno avuto sulla fiducia e sulla sicurezza all’interno della relazione.
È comprensibile che lei si senta profondamente ferita e confusa: le ricerche online, la chat nascosta e le giustificazioni fornite hanno attivato in lei un forte dubbio sul significato di quei comportamenti. Anche se non c’è la certezza di un tradimento fisico, ciò che emerge è una rottura della fiducia e una percezione di ambiguità e segretezza che, nella coppia, può essere vissuta come una forma di “tradimento emotivo” o comunque come una minaccia al legame.
In questi casi è importante distinguere due livelli:


i fatti (ciò che è dimostrabile con certezza)


il vissuto emotivo (paura, sfiducia, rabbia, senso di esclusione, perdita di sicurezza)


Il secondo livello è spesso quello più doloroso e quello che continua a “lavorare dentro”, anche quando il primo non è chiarissimo o non conferma un tradimento conclamato.
Un altro aspetto rilevante è la dinamica di coppia che descrive: lunghi periodi di distanza emotiva e sessuale, difficoltà di dialogo e una comunicazione che sembra spesso evitante o difensiva. In questo contesto, è facile che anche segnali ambigui vengano vissuti in modo amplificato, perché si inseriscono in una base relazionale già fragile.
Il fatto che lei senta di non essere ascoltata o che i suoi dubbi vengano “liquidati” può aumentare ulteriormente il dolore e la ruminazione mentale, alimentando il bisogno di trovare una spiegazione definitiva.
Rispetto alla sua domanda centrale (“riuscirò a superare?”), la risposta è che è possibile superare questa ferita, ma non tanto cancellando il dubbio, quanto lavorando su:


la ricostruzione (o meno) della fiducia


la possibilità di una comunicazione autentica nella coppia


l’elaborazione del senso di insicurezza e svalutazione che lei sta vivendo


la chiarezza su ciò che per lei è tollerabile o non più accettabile in una relazione


Se il partner continua a evitare il confronto o a non entrare realmente nel merito del vissuto emotivo, la difficoltà nel superamento aumenta, perché la fiducia non si ricostruisce da soli: richiede uno spazio condiviso di ascolto e responsabilità reciproca.
Per questo, in situazioni come questa, può essere molto utile un percorso di terapia individuale o di coppia, che aiuti a sciogliere la confusione, dare senso a ciò che è accaduto e capire se e come la relazione può essere rigenerata in modo sano, oppure quali limiti emotivi siano stati superati.
Rimane consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, per comprendere meglio la dinamica di coppia e trovare una direzione che le permetta di ritrovare equilibrio e serenità.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott. Jacopo Raniolo
Psicologo clinico, Psicologo
Catania
Buongiorno,
quello che descrive non è “dare troppo peso a qualcosa”, ma trovarsi dentro una situazione che mette in crisi fiducia, sicurezza e senso della relazione.
Anche se non c’è stato (o non è dimostrabile) un tradimento concreto, ciò che lei ha visto e vissuto può essere percepito come un tradimento emotivo o intenzionale. E il fatto che suo marito tenda a minimizzare o evitare il confronto rende tutto ancora più difficile da elaborare.

C’è un punto importante: non è tanto “cosa è successo davvero”, ma cosa è successo tra di voi dopo questa scoperta. Se manca uno spazio di dialogo autentico, il dubbio tende a rimanere aperto e a consumare la relazione, come sta accadendo.

Inoltre, da quello che racconta, emergono già da tempo difficoltà nella comunicazione, lunghi periodi di distanza intima, una sensazione, da parte sua, di sentirsi messa in discussione. Questa situazione quindi non nasce dal nulla, ma si inserisce in un equilibrio già fragile.

Per andare avanti ci sono due strade possibili (che non si escludono a vicenda):
1. Provare a riaprire un dialogo, chiedendo un’assunzione di responsabilità sul suo vissuto e su quello che questa situazione ha prodotto nella relazione;
2. valutare un supporto professionale (anche di coppia), che possa aiutarvi a uscire da questo stallo comunicativo.

Se invece il confronto continua ad essere evitato, è comprensibile che per lei diventi molto difficile “superare” quanto accaduto, perché non si supera qualcosa che resta non detto e non riconosciuto. Non si tratta di buttare via una storia importante, ma di capire se oggi ci sono le condizioni per stare in quella storia in modo meno doloroso e più reciproco.

Resto a disposizione,
un cordiale saluto
Dott.ssa Federica Ripamonti
Psicologo, Psicoterapeuta
Paderno Dugnano
Gent.mo Paziente,
quello che prova è comprensibile. Non è tanto “quello che è successo o non è successo”, ma il fatto che lei abbia trovato indizi concreti, abbia chiesto spiegazioni e si sia sentita rispondere in modo poco convincente e poco trasparente. È lì che nasce il senso di tradimento: nella rottura della fiducia, non solo nell’eventuale atto.

Il punto però è anche un altro, e va detto con chiarezza: una relazione con anni di scarsa intimità e poco dialogo è già fragile di suo. In quel contesto è più facile che uno dei due cerchi altrove attenzione o conferme, anche solo a livello di fantasia o curiosità. Questo non giustifica eventuali comportamenti ambigui, ma aiuta a capire che il problema non nasce da un episodio isolato, bensì da un equilibrio di coppia che da tempo non funziona davvero.

Lei non sta “esagerando”: il dubbio che lui potesse essere interessato a un’altra persona o anche solo che non sia stato sincero è qualcosa che, se non chiarito, continua a logorare. E infatti il nodo vero che emerge dalle sue parole è proprio questo: lui evita, minimizza, non entra nel confronto. Senza comunicazione, superare una ferita del genere diventa molto difficile.

La domanda quindi non è solo “riuscirò a superarla?”, ma anche: questa relazione, così com’è oggi, le permette di stare bene? Perché per andare avanti servono due cose: disponibilità reciproca a parlare davvero e volontà di ricostruire fiducia. Se una di queste manca, lei rischia di restare in un continuo stato di dubbio e sofferenza.

Non deve decidere tutto subito né “buttare via” la sua storia, ma può iniziare a spostare il focus: meno sul cercare prove o risposte definitive su quello che è successo, e più su capire se oggi c’è spazio per un cambiamento reale. In molti casi, un percorso di terapia di coppia può aiutare proprio quando il dialogo è bloccato.

Superare è possibile, ma non da sola: serve che anche lui si metta in gioco in modo chiaro e onesto. Se questo non accade, il rischio è che il peso che sente adesso continui nel tempo.

In bocca al lupo!
dott.ssa Federica Ripamonti
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, quello che sta vivendo è profondamente comprensibile e merita di essere preso sul serio, perché non riguarda solo alcuni episodi specifici, ma il significato che questi hanno assunto per lei dentro una relazione così lunga e importante. Quando in un rapporto si accumulano nel tempo momenti di distanza, mancanza di dialogo e soprattutto assenza di intimità, è come se si creasse un terreno fragile su cui anche piccoli segnali possono diventare molto amplificati, dolorosi e difficili da gestire. Il punto centrale, più ancora dei singoli fatti, sembra essere il senso di fiducia che si è incrinato. Non è tanto questione di stabilire con certezza cosa sia accaduto o meno, quanto il fatto che lei oggi si ritrova a non riuscire più a sentirsi tranquilla rispetto al suo partner. Quando la mente non trova spiegazioni convincenti, tende naturalmente a colmare i vuoti con ipotesi, scenari e dubbi, e questo alimenta un circolo in cui più si pensa, più si soffre, e più si sente il bisogno di cercare conferme o rassicurazioni. In una prospettiva cognitivo comportamentale, questo è un passaggio molto importante da osservare. Il dolore che prova non nasce solo dai fatti, ma anche dal modo in cui questi vengono interpretati e rielaborati nella sua mente. Il pensiero che lui possa aver desiderato o pianificato qualcosa, anche se non concretizzato, può essere vissuto come un vero e proprio tradimento emotivo. E questo la porta a ruminare, a tornare continuamente su quei dettagli, nel tentativo di arrivare a una certezza che purtroppo, in queste situazioni, è molto difficile ottenere. Allo stesso tempo, emerge un altro aspetto significativo: la sensazione di essere messa in discussione, di sentirsi sbagliata. Questo può rendere tutto ancora più pesante, perché non solo si trova a gestire il dubbio e la ferita, ma anche una sorta di solitudine emotiva nel viverli. Quando il dialogo è scarso o evitato, diventa quasi impossibile costruire un senso condiviso di ciò che sta accadendo, e questo mantiene il problema nel tempo. La domanda che pone, se riuscirà a superare questa situazione, è molto importante. Superare non significa necessariamente dimenticare o convincersi che nulla sia accaduto, ma trovare un modo per stare dentro a ciò che è successo senza esserne continuamente travolta. Questo, però, difficilmente può avvenire se resta sola a gestire tutto questo carico, soprattutto in una relazione dove la comunicazione è limitata. Può essere utile iniziare a spostare leggermente il focus. Più che cercare di stabilire con certezza cosa lui abbia fatto o pensato, può diventare centrale capire cosa succede dentro di lei quando emergono questi dubbi, quali pensieri si attivano, quali emozioni e quali reazioni seguono. Questo tipo di comprensione permette di recuperare una maggiore stabilità interna, anche in una situazione che resta incerta. Allo stesso tempo, è legittimo interrogarsi su ciò di cui ha bisogno oggi in una relazione. Non in astratto, ma concretamente, nella sua vita attuale. Il bisogno di chiarezza, di dialogo, di sentirsi rispettata e considerata non è eccessivo, ma umano. Il fatto che lei si senta consumata da questo logorio è già un segnale importante da ascoltare. Un percorso di supporto potrebbe aiutarla a mettere ordine in tutto questo, a comprendere i meccanismi che la tengono bloccata tra dubbi, dolore e bisogno di risposte, e a trovare modalità più sostenibili per affrontare la situazione. Un approccio cognitivo comportamentale, in particolare, può aiutarla a lavorare su questi pensieri ricorrenti e sull’impatto che hanno sul suo benessere, permettendole di fare scelte più consapevoli, non guidate solo dalla paura o dalla confusione. Non è una questione di essere esagerata o meno, ma di riconoscere che qualcosa, per lei, ha un peso emotivo molto forte e merita uno spazio di comprensione. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott. Marco Daniele
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buongiorno. La relazione, se si ha intenzione di proseguirla, va recuperata, poichè ne lei ne tantomeno il suo compagno, potete continuare a vivere una relazione priva di intimità e di tenere attenzioni dell'uno verso l'altra e viceversa. E' necessario fare un percorso individuale e/o di coppia per ritrovare se stessi e ritrovarsi insieme. Gettare una storia durata tanti anni non lo si fa solo lasciandosi, ma come vede lo si fa non facendo nulla per curarla, accudirla e porre rimedio lì dov'è necessario
Dott. Davide Martinelli
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno, quello che sta vivendo non è affatto “esagerato” né “da pazza”, come a volte arriva a pensare. È una reazione molto coerente rispetto a quello che ha visto e, soprattutto, rispetto al tipo di relazione che descrive.

Dopo più di vent’anni insieme, non è solo una questione di “cosa è successo o non è successo”, ma di cosa si è rotto a livello di fiducia, di complicità e di trasparenza. E da quello che racconta, il punto più doloroso non è tanto il tradimento concreto, ma la sensazione che ci sia stato un movimento nascosto, un interesse, una possibilità cercata altrove… e poi negata o minimizzata.

Le faccio una domanda molto importante: quello che la ferisce di più è il dubbio che lui abbia fatto qualcosa, oppure il fatto che oggi, davanti al suo dolore, lui non riesca davvero a entrarci e a rassicurarla in modo autentico?

Perché da come lo descrive, c’è un elemento che pesa tanto quanto le ricerche: il modo in cui lui gestisce (o evita) il confronto. Minimizzare, spostare su altri, darle spiegazioni poco credibili… questo non aiuta a ricostruire fiducia, anzi la consuma ancora di più.

E ha perfettamente senso che lei lo viva come un tradimento, anche se “non è successo nulla” nel concreto. Il tradimento non è solo l’atto, ma anche l’intenzione, la segretezza, il doppio livello. Una chat nascosta, delle ricerche così specifiche… sono segnali che il suo sistema interno ha colto, ed è per questo che non riesce a lasciarli andare.

Allo stesso tempo, si sente chiaramente quanto lei sia legata a questa relazione, quanto rappresenti una parte enorme della sua vita. Non è solo “restare o lasciare”, è molto più complesso: è proteggere qualcosa che è casa, storia, identità… ma che oggi la sta anche logorando.

Il rischio, però, è questo: cercare di “superare” da sola qualcosa che in realtà richiederebbe un lavoro in due. Perché la fiducia non si ricostruisce da una parte sola, soprattutto se dall’altra c’è chi evita, chiude o la fa sentire sbagliata.

Le chiedo anche questo: quando prova a parlarne, si sente ascoltata davvero o si ritrova a dubitare ancora di più di se stessa?

Perché se passa il messaggio che “il problema è lei che esagera”, nel tempo si crea una frattura ancora più profonda, fatta di solitudine e confusione.

Quello che le sta succedendo è che una parte di lei sta cercando di tenere insieme tutto (“non voglio buttare via 20 anni”), mentre un’altra parte sta dicendo “così però non ce la faccio più”. Entrambe hanno ragione, e ignorarne una delle due rischia di farla stare ancora peggio.

Superare questa cosa è possibile, ma non nel modo in cui lo sta immaginando ora, cioè cercando di convincersi che “non è successo niente”. Si supera solo facendo chiarezza, rimettendo dei confini e capendo se dall’altra parte c’è davvero una disponibilità a ricostruire, non solo a parole.

Se sente che da sola sta entrando in un circolo di pensieri che la consuma, può essere davvero importante avere uno spazio tutto suo in cui rimettere ordine, senza sentirsi giudicata o “sbagliata”. È esattamente il tipo di situazione su cui lavoro spesso: relazioni lunghe, fiducia incrinata, comunicazione bloccata.

Se vuole, possiamo iniziare insieme questo percorso. Non per dirle cosa deve fare, ma per aiutarla a capire cosa è giusto per lei, come uscire da questo logorio e come ritrovare una posizione più solida dentro la sua relazione… o fuori, se sarà quello che emergerà. Anche solo iniziare a parlarne in modo guidato può fare una differenza enorme.
Buongiorno,
immagino il peso e il dolore che questa storia crea in lei.
Dopo tanti anni è consuetudine che una relazione abbia un bel peso nella vita propria, e porsi tali domande riguarda aspetti legati alla fiducia e forse qualcosa in più.
Sono a disposizione se vuole approfondire la questione, fissando dei colloqui al fine che lei possa trovare risposte alle sue domande.
Cordialmente
Dott.ssa Annachiara Sartori
Psicologo, Psicologo clinico
San Martino Buon Albergo
Il logorio che descrivi è reale. La sensazione di non poter andare avanti a lungo è un segnale da ascoltare, non da silenziare. Non sei pazza. Stai reagendo in modo comprensibile a una situazione che oggettivamente ha molti elementi problematici.
Meriti di essere ascoltata a partire da lui, ma prima di tutto da te stessa.
Dott. Giulio Blasilli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera. Da ciò che racconta, il punto non sembra essere solo capire se ci sia stato o meno un tradimento concreto, ma il fatto che dentro di Lei si sia incrinata profondamente la fiducia. Quando in una relazione mancano dialogo, intimità e chiarezza, anche elementi non definitivi possono assumere un peso molto doloroso e lasciare una ferita reale. Non mi sembra che Lei stia “sbagliando” nel dare importanza a ciò che ha scoperto: il problema, semmai, è che oggi si trova sola a reggere dubbi, sospetti e sofferenza senza un confronto davvero aperto. Superare questa situazione può essere possibile, ma difficilmente se l’argomento continua a essere evitato o minimizzato. Se questa situazione dovesse pesarLe o destabilizzarLa, può valutare un supporto psicologico, individuale o di coppia, con me o con il professionista che ritiene più adatto a Lei.
Le auguro una buona serata.
Dr. Vittorio Penzo
Psicologo, Psicologo clinico
Parma
Buongiorno, quanto descrive è una condizione di forte sofferenza e il suo disorientamento è comprensibile: i dati che ha trovato possono attivare pensieri automatici molto intensi ("mi sta tradendo", "tutto è finito"), mentre le spiegazioni ricevute la lasciano nell'incertezza. In un'ottica cognitivo-comportamentale, il primo passo utile è distinguere i fatti osservabili (le ricerche), le interpretazioni (i significati che lei attribuisce) e le emozioni che ne derivano, evitando sia la minimizzazione sia la catastrofizzazione. La lunga assenza di dialogo e intimità merita ugualmente attenzione: spesso è terreno fertile per fraintendimenti e allontanamenti reciproci. Un percorso di terapia di coppia cognitivo-comportamentale può aiutare entrambi a riaprire un canale comunicativo sicuro, esplicitare bisogni e confini, e decidere consapevolmente come procedere. In parallelo, un supporto psicoterapeutico individuale può aiutarla a gestire l'ansia, ricostruire il senso di sé e chiarire cosa è importante per lei. Non resti sola/o con questo peso.

Un caro saluto,
Dr. Vittorio Penzo
Dott.ssa Paola Taddeolini
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
La tua reazione è comprensibile: ciò che descrivi non riguarda solo il dubbio di un tradimento “concreto”, ma soprattutto una rottura della fiducia e una sensazione di ambiguità che rimane senza spiegazioni chiare. Anche quando “non è successo nulla”, il solo percepire che l’altro possa averlo cercato o nascosto può essere vissuto come un vero e proprio tradimento.
C’è però un elemento ancora più importante perchè racconti di una relazione lunga, segnata da assenza di dialogo e lunghi periodi senza intimità. In questo senso, quello che è accaduto sembra inserirsi in un equilibrio già fragile, più che esserne l’unica causa.
Non stai sbagliando a darle peso, ma stai reagendo a qualcosa che tocca bisogni profondi, quali fiducia, riconoscimento e sicurezza. Il punto non è convincerti a minimizzare, ma capire cosa questa situazione ha attivato dentro di te e cosa ti manca oggi nella relazione.
Superare è possibile, ma difficilmente può avvenire da sola e senza un cambiamento relazionale. Servono almeno due condizioni:
una maggiore disponibilità al confronto da parte sua (non evasivo o svalutante);
uno spazio in cui tu possa esprimere ciò che provi senza sentirti sbagliata.
Se questi elementi mancano, il rischio è che il dubbio continui a logorarti, indipendentemente da ciò che è realmente accaduto.
In questi casi può essere utile un supporto psicologico, individuale o di coppia. Non per stabilire la verità, ma per aiutarti a fare chiarezza su ciò che puoi e vuoi tollerare, su come comunicarlo e su quale direzione dare alla relazione.
La domanda centrale, più che “come faccio a superare?”, potrebbe diventare: in quali condizioni riuscirei a stare in questa relazione senza sentirmi così?.
Dott.ssa Gaia Evangelisti
Psicologo, Psicologo clinico
Genzano di Roma
Salve, grazie per aver condiviso una situazione così delicata.
È comprensibile che si senta ferita e confusa: anche senza un tradimento concreto, ciò che ha scoperto può essere vissuto come una rottura della fiducia. Più che “essere pazza”, sta reagendo a segnali ambigui e a una mancanza di chiarezza che la lascia sola nei dubbi.

Il punto centrale sembra proprio questo: la difficoltà di comunicare e affrontare insieme ciò che sta accadendo. Senza dialogo, è difficile ricostruire fiducia e serenità, e il rischio è che il logorio aumenti.

Non si tratta di buttare via la storia, ma di capire se e come può essere nutrita oggi. Superare è possibile, ma richiede disponibilità da entrambe le parti a mettersi in gioco. Un percorso di psicoterapia di coppia potrebbe aiutarvi a creare uno spazio protetto in cui parlare davvero.

Resta importante anche ascoltare come sta lei, i suoi bisogni e i suoi limiti, per non rimanere sola a sostenere tutto questo peso.

Un caro saluto.

Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Dr. Roberto Lavorante
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buonasera,
quello che lei descrive non è il segno di una “pazzia”, ma il tentativo, molto umano, di dare senso a qualcosa che ha incrinato un equilibrio già fragile. In una relazione lunga come la sua, fatta di cicli di vicinanza e distanza, l’intimità e il dialogo non sono solo aspetti “in più”, ma diventano il terreno su cui si costruisce – o si perde – la fiducia. Quando questo terreno è già povero, anche elementi indiretti, come ricerche, chat nascoste o incongruenze, possono assumere un peso molto più grande, perché vanno a riempire vuoti già presenti.
Credo che lei non stia soffrendo solo per ciò che potrebbe essere accaduto, ma per ciò che questo episodio rappresenta, ovvero la possibilità che suo marito abbia rivolto altrove un interesse emotivo o mentale che nella relazione mancava da tempo. In quest’ottica, ciò che lei sente come “tradimento” non riguarda necessariamente un fatto concreto, ma una rottura di lealtà interna alla coppia, una frattura nella percezione di essere ancora scelta, vista, desiderata.
Allo stesso tempo, mi colpisce come lei si metta rapidamente in discussione, arrivando a chiedersi “in cosa sbaglio”. Questo è un passaggio delicato, nelle dinamiche di coppia di lunga durata, soprattutto quando la comunicazione è scarsa, è facile che uno dei due finisca per interiorizzare il dubbio di essere “troppo”, “sbagliato” o “eccessivo”. Ma il suo bisogno di chiarezza, coerenza e rassicurazione è un bisogno relazionale legittimo, non un errore.
A mio avviso, il punto centrale, più che stabilire con certezza cosa sia successo, è osservare cosa sta accadendo tra voi adesso. Lei si trova a vivere un dolore e un dubbio persistente, mentre dall’altra parte incontra evitamento e minimizzazione. Questo crea una distanza ulteriore, in cui non solo c’è il sospetto, ma manca uno spazio condiviso in cui poterlo elaborare. Ed è proprio questa mancanza che rischia di rendere impossibile il “superare”.
Superare, infatti, non è un atto individuale, ma un processo che richiede la partecipazione di entrambi. Non si supera qualcosa da soli quando riguarda la relazione. Si può però iniziare a fare chiarezza dentro di sé, cercando di capire cosa per lei è tollerabile e cosa no, di che tipo di presenza emotiva ha bisogno, quanto è disposta a restare in una dinamica in cui si sente messa in dubbio o non ascoltata.
Più che chiederle se riuscirà a superare, le proporrei una domanda leggermente diversa: cosa le servirebbe, concretamente, da suo marito per poter anche solo iniziare a farlo? E, se questo non arriva, cosa significa per lei restare comunque?
A volte, nelle storie molto lunghe, il vero nodo non è decidere se “buttare tutto”, ma riconoscere se la relazione, così com’è oggi, è ancora uno spazio in cui si può stare senza consumarsi. Il lavoro, in questi casi, può essere sia individuale – per restituirle una maggiore centratura – sia di coppia, se lui fosse disponibile a mettersi in gioco.
Il fatto che lei senta di non poter andare avanti a lungo in questo logorio è un segnale importante, da non ignorare. Non le sta dicendo che deve chiudere, ma che così, da sola dentro questo dubbio, non può più restare.
Spero di esserle stato di supporto e le auguro una buona serata.
Dott. Stefano Recchia
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Roma
Gentile utente, grazie per aver condiviso la tua situazione. Quello che stai vivendo non è “esagerato” né irrazionale. Non riguarda solo cosa è successo o non è successo, ma il significato che dai a quei segnali: segretezza, ricerche mirate, incongruenze nelle spiegazioni, evitamento del confronto. Tutti elementi che, messi insieme, vanno a toccare un punto centrale in una relazione lunga: la fiducia. Una relazione lunga non si “butta alle ortiche” per un episodio ma può consumarsi lentamente se non c’è dialogo, se uno dei due si sente sempre sbagliato, se i problemi vengono evitati invece che affrontati. Questo, da quello che racconti, è già in atto da tempo.
Puoi superare questa situazione ma non puoi riuscirci da sola ed è necessario anche che lui cambi atteggiamento e si apra davvero.
Potrebbe aiutarvi molto una terapia di coppia. Vi aiuterebbe a ritrovare il confronto ed affrontare i problemi, senza giudizio.
Spero di esserti stato d'aiuto. Resto a disposizione. Un caro saluto.
Dott. Stefano Recchia.
Dott.ssa Giulia Renzi
Psicologo, Psicologo clinico
Mentana
Salve, ti ringrazio per aver condiviso la tua esperienza, provo a stare con quello che senti, senza ridurlo subito alla domanda “mi ha tradita o no”, perché il punto più centrale, leggendo le tue parole, sembra un altro.
Tu dici che a volte ti senti “pazza” per dare così tanto peso a questa cosa, da qui partirei: non hai bisogno di sminuire la tua preoccupazione. Quello che provi ha un senso, non tanto perché possiamo stabilire con certezza cosa sia successo, ma perché dentro di te si è attivato qualcosa di molto chiaro, una sensazione di mancanza, di distanza, di non essere vista davvero nella relazione.
Parli di anni segnati da assenze di intimità, poco dialogo, momenti lunghi di distanza emotiva. In un contesto così, è quasi naturale che qualsiasi segnale ambiguo venga amplificato, perché arriva su un terreno già fragile.
Quelle ricerche, quella chat nascosta, le spiegazioni poco convincenti… certo, possono far pensare a tante cose. Ma al di là del fatto concreto, quello che sembra averti colpita è l’idea che lui possa aver rivolto altrove un interesse, una curiosità, un’energia che nella vostra relazione da tempo manca o è intermittente.
Allora forse la domanda non è “sto sbagliando a pensar male?”, ma qualcosa come:
“cosa mi sta dicendo questa inquietudine su come sto dentro questa relazione?”
Perché il rischio è di concentrarsi solo sul “tradimento possibile” e perdere di vista il vissuto più profondo: sentirsi messa da parte, non scelta fino in fondo, non coinvolta. E quando lui evita il confronto o liquida l’argomento, questa sensazione si amplifica, perché non trova uno spazio dove essere accolta e compresa.
Non si tratta di accusare o di avere prove definitive. Si tratta di riconoscere che tu non stai bene così.
Rispetto alla tua domanda “riuscirò a superarla?”, la risposta dipende meno da te sola e più da ciò che può accadere tra voi due. Superare non significa dimenticare o convincerti che “non è successo niente”, ma poter dare senso insieme a ciò che è successo, parlarne, ricostruire fiducia. E questo richiede disponibilità da entrambe le parti.
Allora forse un passaggio importante per te è questo: spostare un po’ lo sguardo da “devo superarla per salvare la relazione” a “di cosa ho bisogno io, oggi, per stare in una relazione che mi faccia sentire bene?”
Non sei “pazza”. Stai cercando di dare un senso a qualcosa che, dentro di te, non torna. E forse è proprio da lì che può iniziare un confronto più autentico, prima di tutto con te stessa, e poi, se possibile, anche con lui. Perché questa storia è una parte grande della tua vita, è vero. Ma anche tu lo sei. E il modo in cui ti senti dentro questa relazione merita lo stesso rispetto.
Dott.ssa Linda Malatesta
Psicologo, Psicologo clinico
La Spezia
Salve , quello che descrivi è solitudine dentro una relazione. Non è solo “lui lavora tanto”, è che tu non ti senti più vista, scelta, condivisa.
Il tuo corpo sta già parlando (peso, nervosismo, pianto): sta segnalando che questa situazione per te è diventata troppo. Non è debolezza, è il bisogno di presenza e relazione che non sta trovando spazio. La terapia puo' esserti d'aiuto. Un caro saluto
Dott.ssa Angela Borgese
Psicologo, Psicologo clinico
Gravina di Catania
Buonasera,
da ciò che racconta, il punto non è solo cosa sia successo, ma l’effetto che queste scoperte hanno avuto sulla sua fiducia nella relazione.
Anche senza un tradimento certo, per lei si è creata una frattura: non riesce più a fidarsi pienamente della sua parola e delle sue spiegazioni.
È importante riconoscere che il suo disagio nasce da questa perdita di sicurezza nel legame, non da una “sua esagerazione”.
La domanda centrale diventa quindi se questa relazione, così com’è oggi e con poca comunicazione, le permette di stare bene e sentirsi al sicuro.

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