Buongiorno,sono Aurora ho una bambina di 5 mesi Mia figlia oltre a non voler dormire nella sua cull

24 risposte
Buongiorno,sono Aurora ho una bambina di 5 mesi
Mia figlia oltre a non voler dormire nella sua culla( dorme un ora e poi si sveglia urlando) nel letto con me è un continuo attaccarsi al seno.(non usa il ciuccio)e non capisco se è per fame o per altro. Premetto che faccio allattamento misto e il giorno do quasi sempre il biberon. La situazione sta diventando stancante perché mi fa passare le nottate in bianco e tra poco dovrò tornare a lavorare. Avete qualche consiglio? Grazie mille
Dott.ssa Emilia Rota
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno Aurora, capisco la fatica dei primi mesi con sua figlia. Può capitare che i bambini appena messi nella culla si rifiutino di rimanere lì. Potrebbe essere necessario tenere ancora sua figlia nel letto con lei per un po' di tempo e piano piano abituarla alla culla. Rimango a disposizione per altri dubbi o chiarimenti. Le auguro il meglio. Dott.ssa Rota

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Dott.ssa Giusy Lacovara
Psicologo, Psicologo clinico
Mestre
Salve,
il disagio e la stanchezza che sta vivendo sono più che comprensibili.
La maternità è uno degli eventi più particolari nella vita di una donna e spesso ci si trova a vivere un misto di emozioni: estrema felicità, ma anche tristezza e scoppi di pianto. Non bisogna sentirsi in colpa o inadeguate se alle volte ci si sente sopraffatte dalla stanchezza. È più che normale, perché l'arrivo di un neonato implica profonde trasformazioni a livello fisico e psicologico, nonché la necessità di un riadattamento della propria quotidianità per fare spazio alle esigenze del nuovo arrivato.
Detto ciò, è fondamentale chiedere aiuto a chi si ha intorno, senza paura di sentirsi giudicate e con la convinzione di poter e dover fare tutto da sole. È bene ritagliarsi degli spazi per se stessa per poter "ricaricare le batterie", soprattutto se si trova ad affrontare notti insonni. Qualora dovesse sentirsi eccessivamente sopraffatta dalla situazione, il consulto con un professionista può esserle d'aiuto per trovare delle strategie funzionali.
Per quanto riguarda la piccola, provi a rivolgersi al pediatra che la segue per consigli in merito; probabilmente, con il passare dei mesi diventerà un po' più autonoma e riuscirà a trascorrere la notte nel suo lettino.
Augurandole una buona giornata resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali Saluti.


Dott.ssa Giulia Remondini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Lecco
Buonasera Aurora, mi spiace per le sue nottate in bianco e per la sua stanchezza. Ha fatto bene a chiedere consiglio, vedrà che le risponderanno molti professionisti! Le consiglierei di rivolgersi al suo pediatra o di andare in un vicino consultorio familiare perchè aiutino entrambe. Se il problema dovesse persistere, o se lei dovesse accorgersi di non essere solo stanca ma magari di vivere anche qualche momento di sconforto o tristezza o altro, allora si rivolga ad uno psicologo per prendersi cura di lei... Sa, è imprescindibile che stia bene anche lei. Le auguro il meglio e rimango a disposizione, saluti ad entrambe. Dott.ssa Giulia Remondini
Prof. Antonio Popolizio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, comprendro benissimo la sua preoccupazione. Le consiglio di rivolgersi al suo pediatra che saprà consigliarla al meglio. In merito alla sua stanchezza se col passar dei giorni avvertisse sintomi emotivi legati eccessivamente allo stress e all'umore si rivolga subito a uno psicologo per analizzare il suo stato. Cordiali saluti. Professor Antonio Popolizio
Gentile Aurora buongiorno,
purtroppo consigli per aiutare la sua bambina a dormire in maniera più costante la notte non ne ho, avrà già capito che qualunque cosa si escogiti, alla fine i neonati continuan a fare a modo loro. Il contatto fisico per loro equivale alla sopravvivenza per questo è così importante ed è anche possibile che la sua bimba non si attacchi al seno solo per nutrirsi ma per mantenere questo contatto. Se non riesce a dormire di notte provi a organizzarsi per farlo di giorno. Chieda a chi le sta vicino di portarsi la bimba fuori per un'oretta (magari anche due) e ne approfitti per dormire e per quando tornerà al lavoro si informi su tutti i permessi che la ditta le concede (allattamento ecc.) Nessuno può prevedere quando la sua bimba comincerà a dormire tutta la notte, per questo avrà bisogno di tutto l'aiuto che riuscirà a trovare. E se dovesse cominciare a credere che tutto questo è troppo complesso per lei chieda un sostegno psicologico, perchè come in molti casi succede non saranno le risorse a mancarle ma la consapevolezza di averle già in dotazione. Le faccio un mare di auguri con simpatia e resto a disposizione se lo desidera. Dott.ssa Manuela Leonessa
Dott.ssa Martina Torrisi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Catania
Salve Aurora, mi dispiace tanto per il disagio e comprendo benissimo la sua preoccupazione.
La maternità è uno degli eventi più particolari nella vita di una donna e spesso ci si trova a vivere un misto di emozioni: estrema felicità, ma anche tristezza e scoppi di pianto e rabbia . È più che normale sentirsi così , perché l'arrivo di un neonato implica profonde trasformazioni a livello fisico e psicologico, nonché la necessità di un riadattamento della propria quotidianità per fare spazio alle esigenze del nuovo arrivato. È bene ritagliarsi degli spazi per se stessa per poter "ricaricare le batterie", soprattutto se si trova ad affrontare notti insonni. Qualora dovesse sentirsi eccessivamente sopraffatta dalla situazione, il consulto con un professionista può esserle d'aiuto per trovare delle strategie funzionali. Per quanto riguarda la piccola, provi a rivolgersi al pediatra che la segue per consigli in merito; probabilmente, con il passare dei mesi diventerà un po' più autonoma e riuscirà a trascorrere la notte nel suo letto.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. Cordiali Saluti.

Dott.ssa Martina Torrisi
Dott.ssa Orianna Miculian
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Trieste
Gentilissima, la maternità è la cosa più bella che possa vivere una donna ma nello stesso tempo anche molto impegnativa. I primi mesi di vita di un bambino sono pieni di gioia ma tolgono energie e sonno .... La continua ricerca del seno è un desiderio di tenere la mamma sempre accanto, è così per tantissimi bambini.Sua figlia crescerà e pian piano diventerà sempre più autonoma, nel frattempo si faccia aiutare dalle persone che le stanno vicino. Qualora la situazione non dovesse cambiare chieda consiglio al pediatra e, se per lei la cosa diventa insostenibile, si rivolga a un terapeuta che possa aiutarla a far chiarezza sulle difficoltà ed emozioni che sta vivendo.
Qualora lo volesse resto a disposizione, anche online.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Miculian
Dott.ssa Angela Giangreco
Psicologo
Agrigento
Salve si confronti con il pediatra per capire se la bimba ha qualche piccolo malessere che la fa piangere di notte qualche colichetta varie per capire se si tratta di capricci o di piccole problematiche reali. Dopodiché eicordi che i figli sono specchio dei genitori e se in lei si stanno facendo largo preoccupazioni per come farà quando dovrà tornare a lavoro può darsi che le sue ansie si riflettano sulla piccola quindi si armi di pazienza chieda al pediatra quanto la notte la deve allattare e non si sostituisca al ciuccio provi a metterla in culla a piccoli dosi e si faccia aiutare da familiari se può e se si sente abbattuta si rivolga ad uno psicologo spero di esserle stata utile
Dott.ssa Martina De Angelis
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Cara mamma,
ci sono degli aspetti da analizzare per prendere consapevolezza:
1) come già saprà il latte artificiale ha un tempo di digestione differente da quello materno, pertanto la bambina di giorno, prendendo quello artificiale, potrebbe essere “soddisfatta” più a lungo rispetto alla notte che prende quello materno e pertanto ha bisogno di soddisfare “più frequentemente” la sua fame
2) dando per assodato che abbia preso un buon ritmo sonno-veglia, molti bambini (ma non tutti) vivono l’addormentamento come “perdita di controllo” e quindi non risulta difficile immaginare la ricerca continua del porto sicuro per garantirsi la sopravvivenza e l’allontanamento dell’angoscia
3) qualora non abbia ancora delle regolarità nel dormire di giorno e di notte, sarebbe bene cominciare presto: quanto più dorme bene di giorno tanto più dorme bene di notte, si in termini di qualità che in termini di quantità
4) la maggior parte dei bambini, se non abituati fin da subito a dormire nel loro lettino, difficilmente di punto in bianco dormiranno da soli. Sarà necessario un periodo di “transizione” che la vedrà impegnata a sacrificare un po’ di sonno
5) dal mese prossimo comincerà lo svezzamento: questo in termini di sazietà (e quindi di sonno) potrebbe fare la differenza
6) non veda il rientro a lavoro necessariamente come un aspetto negativo: fino ad oggi nel suo spazio mentale c’era solo suo figlia, domani che rientrerà a lavoro nel suo spazio mentale dovranno sussistere il lavoro e la figlia. Inevitabilmente questo nuovo spazio mentale sarà percepito dalla bambina che naturalmente si adatterà alle nuove circostanze.
7) tenga presente che nei prossimi mesi ci potrebbero essere delle regressioni nel sonno: quando arriveranno i dentini (intorno agli 8 mesi, qualcuno prima e qualcuno dopo) e quando tornerà a lavoro.
8) tutti i punti precedenti escludono una causa organico/medica per cui è necessario contattare il pediatra.

Fatte queste considerazioni magari le saranno già venute in mente le soluzioni più adeguate da applicare con sua figlia.
Possiamo aggiungere sicuramente il farsi aiutare da chi le sta intorno: per esempio se c’è il marito/compagno potete alternarvi una notte per uno, oppure nell’arco della stessa notte vi svegliate una volta per uno (fintanto che la bambina non si abitua a dormire anche con braccia diverse).
Poi, in questa fase, può essere utile riorganizzare la giornata per recuperare il sonno perso la notte: dormire quando dorme la bambina, stando meno dietro alle faccende di casa.

Spero che le cose migliorino presto. La saluto e le faccio i miei migliori auguri!
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Dott.ssa Sara Bachiorri
Psicologo, Psicologo clinico
Milano

Ciao Aurora, capisco che la situazione sia difficile per te avendo due bambini uno di 2 anni e una di due mesi . Ci sono alcuni possibili motivi per cui la tua bambina non dorme bene nella sua culla e si attacca continuamente al seno. Potrebbe avere fame, desiderare la vicinanza della madre, avere bisogno di conforte, avere un disturbo del sonno, o avere problemi di digestione.

Ecco alcuni consigli che potrebbero aiutare a migliorare la situazione:

Prova a creare un ambiente di sonno accogliente nella sua culla, senza rumori o fonti di luce fastidiosi. Utilizza biancheria morbida e confortevole.

Cerca di ripetere sempre lo stesso rituale del sonno per aiutare la tua bambina a capire che è ora di dormire. Questo potrebbe includere attività come cantare una canzone, coccolarsi o leggere una storia.

Prova ad allattare tua figlia in modo che sia ben nutrita prima di metterla a letto nella culla. In questo modo, potrebbe dormire di più e svegliarsi meno frequentemente per mangiare durante la notte.

Se la tua bambina vuole essere vicina a te, prova a mettere la culla accanto al tuo letto. In questo modo, potrai allattarla o accarezzarla facilmente quando si sveglia.

Cerca di essere paziente e costante nei tuoi sforzi per aiutare la tua bambina a dormire meglio. Ricorda che i bambini a questa età hanno bisogno di molto comfort e attenzione.

Spero che questi consigli possano aiutarti a migliorare la situazione. Se il problema persiste, non esitare a consultare il tuo pediatra per ulteriori consigli e raccomandazioni se avessi bisogno di ulteriori informazioni mi trova tramite messaggio privato.




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Dott.ssa Chiara Stella Turchetta
Psicologo, Neuropsicologo, Psicologo clinico
Rocca Priora
Cara Aurora, la maternità come avrai sperimentato, è un momento molto delicato e di trasformazione, in qualche modo è come rinascere, e nel suo caso, insieme a sua figlia è nata anche una mamma. Questo per dirle, che è normale avere sentimenti contrastanti a volte e avere la sensazione di non saper cosa e come fare. Laddove può, chieda sempre aiuto, deve riposarsi ed essere serena. Per quanto riguarda il problema penso sia meglio scomporlo in due più piccoli: 1) i frequenti risvegli e 2) dormire nel lettino. Comincerei dal primo , dato che fa già allattamento misto, ha provato a proporre il latte artificiale come ultima poppata? Solitamente sazia molto i bimbi che dovrebbero, di conseguenza, dormire più profondamente e più a lungo. Le suggerisco inoltre di associare una routine di addormentamento (saluti ai pupazzi o a chi c’è in casa, una filastrocca) subito prima della poppata da cominciare prima che lei chieda il seno.In qualche modo dovrebbe anticiparla nel suo bisogno altrimenti preferirà il seno. Provi intanto così a risolvere con qualche giorno di assestamento i frequenti risvegli, poi passerà al cambio di letto. Suggerirei di affrontare un cambiamento per volta.
Spero di esserle stata utile.
Dott.ssa Carla Chierchia
Psicologo, Psicoterapeuta
Castellammare di Stabia
Buonasera Aurora, capisco quanto può essere stressante far fronte ai continui risvegli notturni della sua bambina. Oggi ci sono psicologi specializzati nel sonno dei bambini le consiglio di rivolgersi direttamente a qualche collega che si occupa di questa specifica funzione. un saluto affettuoso
Dott.ssa Francesca Sartor
Psicologo, Psicologo clinico
Mestre
Buongiorno Aurora, comprendo la sua preoccupazione e sofferenza. La maternità è un momento della vita durante il quale le routine vengono rivoluzionate e adattate ai bisogni del bambino e potrebbe essere comune attraversare dei momenti in cui ci si sente fortemente stressati. Potrebbe esserle utile in questo momento seguire un percorso di sostegno alla genitorialità per comprendere al meglio i cambiamenti che sta affrontando e per avere uno spazio di ascolto dove esplorare i suoi dubbi e le sue preoccupazioni, sentendosi sostenuta ed accolta. Per quanto riguarda la sua richiesta, le motivazioni sottostanti i frequenti risvegli di sua figlia possono essere molteplici e purtroppo ho poche informazioni per poterle dare un consiglio esaustivo. Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti. Un saluto, Dott.ssa Francesca Sartor
Dott.ssa Rachele Mommi
Psicologo
Sanremo
Buongiorno Aurora, spero di aiutarla con la mia risposta. Sicuramente qualsiasi tipo di allattamento è molto impegnativo e i risvegli sono fisiologici. Sappiamo che per i nostri piccoli esiste una suzione nutritiva e una non nutritiva. Nel primo caso si può osservare proprio la mascella del piccolo muoversi regolarmente, anche l'orecchio, e può sentire deglutire; nel secondo caso parliamo invece di quel tipo di suzione del bambino che ha più una funzione consolatoria, una coccola, una ricerca di contatto molto più interessante del ciuccio. Se lei allatta al seno la notte e al giorno dà la formula (non è specificato), un'ostetrica o consulente IBCLC potrebbe valutare se il seno è sufficientemente stimolato nella produzione di latte in quanto meno si attacca il bimbo al seno, meno quest'ultimo produrrà latte (la produzione si calibra sulla richiesta; diverso è invece se tira il suo latte durante il giorno). Consideri che comunque il latte artificiale non farebbe dormire più a lungo la bambina e che i bambini che prendono il seno fanno più fatica rispetto a poppare dal biberon e quindi potrebbero stancarsi, addormentarsi non del tutto sazi e quindi risvegliarsi per mangiare ancora, e questo può succedere per più volte di seguito. Insieme a questa valutazione ostetrica si può lavorare poi sulla questione "lettino" con un consulente del sonno, considerando le sue comprensibili necessità e le raccomandazioni sulla "nanna sicura". A disposizione per chiarimenti, un saluto. Dott.ssa Rachele Mommi.
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Ciao Aurora, capisco che la situazione con tua figlia ti stia creando stress e stanchezza. È importante ricordare che ogni bambino è unico e che i bisogni e i comportamenti possono variare. Tuttavia, posso darti alcuni consigli che potrebbero essere utili.

Valuta la fame: Considera se tua figlia potrebbe effettivamente essere affamata quando si attacca al seno. Se riceve un adeguato apporto di cibo durante il giorno, potrebbe essere utile consultare il pediatra per escludere altre possibili cause del suo disagio.
Creare una routine: Cerca di stabilire una routine quotidiana per tua figlia, in modo che possa capire quando è il momento di dormire. Mantenere un ambiente tranquillo e confortevole nella sua culla potrebbe aiutarla ad associare quel posto al sonno.
Metodo del "dormire addormentati": Puoi provare il metodo del "dormire addormentati", che consiste nel mettere la tua bambina nella culla quando è sonnolenta ma ancora sveglia. In questo modo potrà imparare a addormentarsi da sola e sviluppare l'autonomia nel sonno.
Gradualmente separarsi: Se vuoi abituarla a dormire nella sua culla, potresti iniziare ad allontanarti gradualmente dal letto, spostandoti prima a fianco della culla e poi sempre più lontano, fino a quando si sentirà a suo agio a dormire da sola.
Introdurre alternative al seno: Potrebbe essere utile introdurre gradualmente il ciuccio come alternativa al seno. Tuttavia, tieni presente che ogni bambino ha le proprie preferenze, quindi potrebbe richiedere tempo per abituarsi.
Coinvolgimento del partner: Se possibile, coinvolgi il tuo partner nel processo di addormentamento e di gestione notturna. In questo modo potrai condividere le responsabilità e prenderti dei momenti di riposo.
Consultare un esperto: Se i problemi persistono e ti senti sopraffatta, potresti considerare di consultare un pediatra o un esperto di sviluppo infantile. Possono fornirti un supporto più specifico sulla situazione della tua bambina e darti suggerimenti personalizzati.
Ricorda che la genitorialità può essere impegnativa e richiedere pazienza. Cerca di prenderti cura di te stessa durante questo periodo e chiedi aiuto quando ne hai bisogno. Buona fortuna!
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Buongiorno, Aurora. Comprendo che la situazione con sua figlia sia sfidante. È importante ricordare che ogni bambino è unico e che le abitudini di sonno e alimentazione possono variare. Potrebbe essere utile consultare un pediatra per escludere eventuali problemi di salute. Nel frattempo, potrebbe sperimentare diverse strategie per favorire il sonno, come creare una routine rilassante prima di coricarsi e rassicurare sua figlia con il contatto fisico e la voce. Potrebbe anche essere utile coinvolgere il padre o un caregiver per condividere le responsabilità notturne. Ricordi di prendersi cura anche di sé stessa, poiché il riposo è essenziale per affrontare la giornata lavorativa.
Rimango a disposizione,
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Dott.ssa Federica Gay
Psicologo
Carmagnola
Buongiorno,
comprendo la sua stanchezza e la sua preoccupazione per il rientro a lavoro. Concordo con il fatto di sentire il parere di un pediatra per quanto concerne l'alimentazione ma, oltre a questo, potrebbe essere utile mettere vicino alla bimba un capo di abbigliamento della mamma o un pupazzo che abbia comunque il profumo di mamma. Inoltre può promuovere la routine dell'addormentamento con una storia letta da lei o dal papà in modo che, nel tempo, questo diventi un'abitudine per la sua bimba. Rimango a disposizione e le auguro una buona giornata.
Dott. Daniele D'Amico
Psicologo, Psicologo clinico
Torre del Greco
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
Qualora dovesse avere altre domande, o desiderasse ricevere ulteriori informazioni, non esiti e chiedere.
Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico.
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Dott.ssa Alice Anzuini
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno, sono una psicologa clinica perinatale. Ciò significa che mi concentro soprattutto su bambini, fasi di crescita e di sviluppo, competenze genitoriali, parent-training e coppia. Nel tuo caso c è bisogno di una consulenza specifica sul sonno infantile. Curare il rituale pre -addormentamento, la messa a ninna, l'igiene del sonno, i cicli polifasici del sonno della bambina e altro.
dtt.ssa Anzuini
Dott.ssa Giada Casolari
Neuropsicologo, Psicologo clinico, Psicologo
Cecina
Buongiorno, la situazione che descrive è molto comune per le mamme di bambini piccoli, specialmente quando si pratica l’allattamento misto. È possibile che il desiderio di attaccarsi al seno durante la notte non sia dovuto solo alla fame, ma anche al bisogno di conforto e di vicinanza. Spesso, infatti, i bambini che ricevono il biberon durante il giorno tendono a cercare il seno di notte per compensare la minore “vicinanza” che sentono quando vengono allattati con il biberon.
Potrebbe provare se le è possibile, ad aggiungere qualche poppata al seno anche durante il giorno. Questo potrebbe aiutare sua figlia a soddisfare il bisogno di contatto durante le ore diurne, riducendo la frequenza delle richieste notturne. Ridurre gradualmente le poppate notturne può richiedere del tempo e delle strategie, come sostituire il seno con altre forme di conforto.
Dato che presto dovrà tornare a lavorare, può valutare anche un breve confronto con uno psicologo perinatale, per trovare strategie personalizzate che possano aiutarla a migliorare il riposo notturno senza sacrificare il legame speciale che sua figlia ha con il seno.
Un caro saluto
Dott.ssa Luciana Lazzarini
Psicologo, Psicologo clinico
Piove di Sacco
Capisco Aurora quanto possa essere stancante questa situazione, soprattutto con il ritorno al lavoro imminente. A questa età, i bambini spesso cercano il seno non solo per fame, ma anche per conforto e contatto con la mamma. È importante trovare un equilibrio affinché il seno rimanga una fonte di nutrimento e non diventi un "ciuccio" per la notte.

Ecco alcuni suggerimenti che potrebbero aiutarti:

Introdurre un oggetto transizionale – Un piccolo peluche o una copertina con il tuo odore potrebbe dare conforto alla tua bambina e aiutarla a dormire in culla. Puoi tenerlo vicino a te per un po’ prima di metterlo con lei.

Far intervenire il papà – Se possibile, prova a farlo partecipare alla routine notturna. Potrebbe essere lui a calmarla quando si sveglia, così da ridurre l'associazione seno-sonno.

Distinguere fame da bisogno di conforto – Se durante il giorno prende bene il biberon e cresce regolarmente, di notte potrebbe cercare il seno più per abitudine che per fame. Prova a offrirle il biberon prima della nanna per assicurarle un pasto completo.

Favorire il sonno nella culla – Puoi provare a metterla nella culla quando è assonnata ma ancora sveglia, così da abituarla ad addormentarsi senza bisogno del seno. Può richiedere un po’ di tempo, ma con costanza potrebbe funzionare.

Routine rilassante prima della nanna – Bagnetto, massaggio, luci soffuse e suoni rilassanti possono aiutarla a entrare in uno stato di tranquillità prima di dormire.

È un periodo impegnativo, ma con piccoli passi e costanza riuscirai a migliorare la situazione. Se la difficoltà persiste, potresti anche confrontarti anche con il pediatra per un supporto più mirato.
Buongiorno Aurora,
capisco perfettamente la fatica che sta vivendo: le notti insonni, il bisogno di capire cosa sta succedendo e il ritorno al lavoro che si avvicina… È tanto da gestire, soprattutto con una bimba così piccola.

Ecco alcune considerazioni e consigli pratici che potrebbero aiutarla:
Perché si sveglia e cerca il seno?
• Non è detto che sia sempre fame. A 5 mesi molti bambini cercano il seno anche per consolazione, contatto, sicurezza o per riaddormentarsi. Soprattutto se di giorno prende il biberon, è possibile che il seno di notte sia anche un modo per “ritrovare la mamma”.
• La culla può essere vissuta come un distacco. I risvegli notturni frequenti a questa età sono comuni e spesso legati a un bisogno di contatto fisico.

Cosa può provare a fare:
1. Rendere la culla più accogliente: può scaldarla un po’ prima di metterla giù, usare una copertina con il suo odore o inclinare leggermente il materassino se ha un po’ di reflusso.
2. Dormire vicino a lei (co-sleeping sicuro): mettere la culla attaccata al lettone può rassicurarla e darle la possibilità di sentirla vicina, senza necessariamente dover dormire insieme nel letto.
3. Distinguere fame da bisogno di conforto: se si attacca brevemente e si riaddormenta, probabilmente è solo ricerca di contatto. In quel caso può provare ad accarezzarla, cullarla o offrirle una coccola invece del seno.
4. Provare una routine serale rilassante: bagno, luci soffuse, canzoncina o un piccolo rito che la aiuti a separare il giorno dalla notte.
5. Coinvolgere un’altra figura per le coccole notturne: a volte il papà può aiutare in modo diverso, ad esempio nel riaddormentamento, per spezzare l’associazione automatica “mamma = seno”.

È una fase, e passerà. Ma è giusto che lei si prenda cura anche della sua stanchezza. Se la situazione non migliora e sente di avere bisogno di supporto, una consulenza con una consulente del sonno o un’ostetrica esperta di allattamento può fare davvero la differenza, anche con poche indicazioni su misura.

Sono qui se vuole approfondire o se desidera qualche consiglio più mirato sulla base della routine della sua bimba. Un abbraccio di forza per queste notti difficili.
Dott.ssa Gloria Giacomin
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentile Aurora,
quella che descrive è una situazione molto comune tra le mamme nei primi mesi di vita del bambino, ma non per questo meno faticosa. La stanchezza, la mancanza di sonno e la difficoltà nel capire i bisogni della propria bambina possono diventare davvero pesanti, soprattutto sapendo che a breve dovrà rientrare al lavoro.
A cinque mesi, i risvegli notturni frequenti sono ancora una fase normale dello sviluppo, ma il modo in cui la sua bambina gestisce questi risvegli — pianto, ricerca del contatto e del seno — indica un forte bisogno di rassicurazione e vicinanza, più che di nutrimento vero e proprio. Il seno, anche se durante il giorno utilizza il biberon, rappresenta per lei un mezzo di conforto, sicurezza e regolazione emotiva, non solo una fonte di latte.
Ecco alcuni suggerimenti pratici che potrebbero aiutarla:
Ritualità e prevedibilità: creare una routine serale sempre uguale (bagnetto, luci soffuse, voce calma, canzoncina, contatto pelle a pelle) aiuta la bambina a riconoscere il momento del sonno come sicuro e stabile.
Transizione graduale: se nella culla si sveglia urlando, può provare a metterla a dormire inizialmente accanto a sé, magari nella next to me o nel lettino unito al suo, così da mantenere la vicinanza ma favorire gradualmente l’autonomia.
Distinguere il bisogno di fame dal bisogno di contatto: se la bambina succhia per pochi minuti e poi si riaddormenta, probabilmente cerca solo rassicurazione. In questi casi, può provare ad accarezzarla, parlarle dolcemente o tenerla vicino senza offrirle subito il seno, per aiutarla a calmarsi in modi alternativi.
Condivisione del carico: se possibile, coinvolga il partner o una persona di fiducia nelle cure notturne o diurne, in modo da poter recuperare un minimo di riposo.
La cosa più importante è che non si senta “in colpa” o inadeguata: l’allattamento misto, i risvegli e il bisogno di contatto non sono segni che sta sbagliando, ma fanno parte di una fase di adattamento reciproco. Con il tempo e la crescita, la bambina imparerà gradualmente a regolare meglio il sonno e a distaccarsi in modo più sereno.
Se la stanchezza o la tensione emotiva diventano troppo intense, valuti la possibilità di parlare con la sua psicologa o con un consultorio materno-infantile: anche un breve supporto può aiutarla a gestire meglio la fatica e a ritrovare fiducia nelle sue capacità di mamma.

Resto a disposizione
Dott.ssa Gloria Giacomin
Dott.ssa Simona Santoni
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno Aurora, grazie per la condivisione. E' comprensibile che le notti siano stancanti, soprattutto con il ritorno al lavoro alle porte. A cinque mesi è normale che i bambini cerchino il seno non solo per fame, ma anche per conforto e sicurezza. La tua bambina potrebbe avere bisogno di vicinanza e rassicurazione, e la culla può sembrare un ambiente meno familiare e rassicurante. Potrebbe aiutare creare una routine serale coerente e abituarla gradualmente alla culla, magari iniziando con brevi periodi vicino al tuo letto. Se la difficoltà a dormire persiste o diventa troppo intensa, parlarne con il pediatra può essere utile per escludere eventuali cause mediche o ricevere consigli personalizzati sul sonno.

Un caro saluto,
Dottoressa Simona Santoni - Psicologa

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