Esperienze

Sono specializzata in Perinatalità. La mia formazione clinica si arricchisce della specializzazione Perinatale che mi consente di lavorare quotidianamente con coppie, genitori, minori nel sostegno della crescita del bambino e della sua famiglia . Lavoro maggiormente con i parent-training e i percorsi di coppia affinchè possa aumentare il benessere relazionale in famiglia e con i singoli componenti.
Nelle sedute mi focalizzo con il paziente sull'uso del linguaggio e della comunicazione efficace tra membri del sistema familiare. Faccio valutazioni psicodiagnostiche del minore ove necessario. Tratto costantemente problematiche di ansia legate alla gravidanza e al parto anche mediante specifici corsi pre-parto di accompagnamento alla nascita. Mi focalizzo su percorsi psicologici dedicati a genitori-bis.
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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia della salute

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Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    70 €

  • Consulenza familiare

    60 €

  • Superamento di eventi traumatici

    60 €

  • Sostegno psicologico adolescenti

    60 €

  • Sostegno psicologico

    60 €

Indirizzi (4)

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Studio privato

Via Nicostene 46, Roma 00124

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GEA Casa Maternità

Via Carlo Emilio Gadda 179/D, Roma 00143

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Fisio One

Viale di Castel Porziano, 464/466, Roma 00124

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16 recensioni

Tutte le recensioni contano e non possono essere rimosse o modificate dai dottori a proprio piacimento. Scopri come funziona il processo di moderazione delle recensioni. Per saperne di più sulle opinioni
  • F

    La dottoressa Anzuini è stata disponibile ed empatica, molto puntuale anche nel trattamento e risoluzione del problema. Mi sono sentita molto a mio agio durante i colloqui.

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  • M

    Dottoressa competente, empatica e molto professionale

     • Consulenza online parent training  • 

  • C

    Molto attenta e scrupolosa, disponibile e precisa. Esperienza positiva

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  • M

    Dottoressa professionale ed empatica. Fornisce interessanti spunti e consigli

     • Studio privato consulenza psicologica  • 

  • A

    In un periodo della vita di grandi cambiamenti il supporto di Alice si è da subito rivelato un forte alleato per affrontare diverse sfide nel modo giusto.

     • Studio privato colloquio psicologico di coppia  • 

  • M

    Brava, empatica e competente. Ha colto subito gli aspetti da investigare e mi ha dato consigli pratici e concreti Grazie!

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  • M

    La dottoressa mi ha aiutato in un momento di crisi generale della mia vita.. avevo bisogno di ritrovare il mio equilibrio e non avevo la capacità di mettere il focus dentro di me. Piano piano con gli strumenti adeguati abbiamo rimesso insieme i pezzi ..e la mia relazione, anche di coppia, è migliorata.

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  • V

    Una professionista molto competente e soprattutto umana.Ha capito subito i miei bisogni e mi ha aiutata a sentirmi più sicura durante gravidanza e post parto. Ogni seduta mi lasciava un senso di sollievo. E' un punto di riferimento ancora oggi.

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  • L

    Professionista di alto livello, a mio avviso insostituibile e senza rivali!
    Un punto di riferimento saldo per ogni problematica che riscontro con le mie bimbe e nel rapporto di coppia con mio marito, che nei primi anni di maternità viene sempre messo a dura prova. I suoi punti di forza: dolcezza, fermezza, incredibile capacità di ascolto ed empatia, preparazione e capacità di aiutarmi a trovare la soluzione ad ogni mio piccolo o grande problema. Grazie Dottoressa, una vera, piacevolissima, scoperta!!

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  • A

    Ho avuto un momento di crisi di coppia dopo la nascita del primo figlio... io e il mio compagno non ci riconoscevamo più. Gli equilibri erano cambiati, sembravamo agli antipodi, vedevamo tutto in modo diverso e distorto aggiungerei. La dottoressa a poco a poco ha messo mano sulla nostra situazione di coppia e di famiglia ormai creata. In ogni seduta abbiamo fatto esercizi pratici di comunicazione , dialogo con il partner. Ora possiamo dire che giorno dopo giorno lavoriamo per il benessere familiare e della nostra coppia. Siamo decisamente più sereni di prima. Il percorso in sostanza ci ha aperto gli occhi....

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 29 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve, vi scrivo per porvi una domanda.
Sin da piccolo ho sempre avuto l'impressione di essere "diverso", e non sono mancate le occasioni che me lo ribadissero: nella mia famiglia ho assistito ad un divorzio particolarmente grave, e nonostante ció non ho mai (neanche minimamente) sofferto questa cosa. Nonostante ricordi tutto, non me ne è mai importato nulla, e ad onor del vero, mia madre mi ha sempre ribadito come io non abbia mai mostrato alcun tipo di attaccamento emotivo, nè nei suoi confronti, nè in quelli di mio padre. Sono anche venuto a conoscenza del fatto che ho inziato a parlare molto tardi (circa 3 anni e mezzo), ma nonostante ció i miei genitori non hanno mai pensato di rivolgersi ad un professionista. Tutt'ora i miei amici, mi fanno costantemente notare quanto i miei movimenti siano molto "meccanici" e completamente scoordinati, e di come il mio modo di parlare sia particolarmente strano e "settorializzato" (spero di aver reso l'idea), e di come io non riesca minimamente ad immedesimarmi negli altri. Ho avuto inoltre molti litigi con la mia ragazza, che molte volte mi dice che non riesco a capire il suo punto di vista, e che sostanzialmente il mio modo molto razionale di pensare non posso applicarlo sempre nella vita (cosa che io faccio fatica a comprendere). Infine, sin da piccolo ho mostrato una spiccatissima capacità nelle materie scientifiche e nell'astrazione, tanto che il mio ex prof di rappresentazione tecnica, giudicava la mia capacità astrattiva "disumana", e mi diceva costantemente che secondo lui fossi autistico (non che sia un'informazione rilevante, ma sembrava giusto inserirla) Inoltre ho sempre presentato strani tic (di cui effettivamente non mi rendo sempre conto) alle mani, sia in momenti di ansia, che di forte sollievo (esempio se ascolto musica ad alto volume e cammino). Ora so che probabilmente vi avró annoiato con questo monologo sulla mia vita, ma ho scritto tutto ció che chiedervi se secondo voi ha senso indagare sull'autismo, visto che molte persone mi hanno consigliato di iniziare un percorso diagnostico; tuttavia non so proprio da dove iniziare. Nella mia cittá c'è un centro diagnostico per l'autismo ma non so se serve un'impegnativa medica o cos'altro, e vorrei evitare di buttare soldi. Inoltre non ho problemi di problem solving, cosa che molte persone con problemi allo spettro presentano, anzi ho spiccate capacità in questo ambito. Ho inoltre una gran paura di essere classificato come una persona ipocondriaca o in cerca di attenzioni. Inoltre la diagnosi effettivamente sarebbe fine a se stessa, visto che non necessito di alcun tipo di trattamento (almeno spero), tuttavia so che se davvero ricevessi una diagnosi del genere, potrei davvero ricevere un grande sollievo nel capire il perchè sono così "diverso".

Non focalizzarti solo sulla urgenza di ricevere una diagnosi. Il fatto importante sta nel capire se tu stai bene con te stesso e nelle relazioni affettive-familiari-amicali che vivi. Se riscontri le difficoltà che descrivi, allora sia questo il tuo motore per approfondire con un percorso terapeutico ciò che consideri irrisolto o non chiaro in te stesso.

Dott.ssa Alice Anzuini

Salve a tutti dottori, vorrei porvi una domanda per ricevere un risposta in merito.
Sto affrontando un percorso terapeutico, e l'ultimo incontro mi ha lasciato perplesso (ovviamente nella prossima seduta spiegherò questo dubbio)
Ps: sto affrontando questo percorso per migliorare le mie dinamiche relazionali.
Vi spiego in breve.
L'ultima seduta mi ha lasciato perplesso, perché parlando di come mi relaziono con gli altri, è come se il terapeuta mi voglia trasmettere che nelle relazioni tutto si riduce a cosa vogliono i singoli, senza tener conto del bene comune.. cioè come se non ci fossero dei limiti oggettivi che nessuno dovrebbe oltrepassare in quanto lesivi della dignità e del rispetto della singola persona.
Per capirci, io mi relaziono con gli altri ovviamente tenendo conto delle mie esigenze e dei miei bisogni & tenendo conto di quelle dell'altro, ma nei limiti di ciò che è un bene per l'essere umano in generale. (Per me il collettivo viene sempre prima del singolo)
Ciò a volte mi porta a rinunciare a qualche mia esigenza oppure a non ascoltare quelle altrui, e io ritengo che ciò è segno di maturità e di responsabilità verso il prossimo.
Il problema è che il terapeuta mi ha messo un dubbio, come se non esistesse un bene comune e io posso chiedere la qualsiasi cosa mi venga in mente all'altro partner (come viceversa), basta che entrambi siamo d'accordo.
E soprattutto ciò mi fa sentire in colpa, perché è come se non dovessi essere giudicare gli altri e accettarli tutti, come se non dovessi avere un giudizio volto a selezionare le persone buone e distinguerle da quelle egoiste e che pensano solo a se stesse.
Cioè come se lui voglia dirmi che tutto si riduce alla soggettività.
Ciò che mi ha creato dubbi è che mi vuole trasmettere come se non ci fosse un senso di responsabilità verso il prossimo, ma tutto si riduce a ciò che vogllio con ogni persona che frequento. (Infatti questo modo di vedere le relazioni mi fa sentire come se cambio idee e personalità a seconda della persona che frequento, dato che non c'è un bene comune da seguire.. e soprattutto a non saper distinguere più ciò che è nocivo e bene per la mia persona)
Vi porto un esempio pratico per spiegarvi cosa intendo dire.
Es: la mia ex ragazza per stare in coppia voleva che io non parlassi con alcun tipo di ragazza, tantoché se incontravo un'amica in giro, non voleva nemmeno che scambiassi 2 parole di cortesia.
Secondo il ragionamento del terapeuta, la mia ex ragazza non era tossica e non stava chiedendo nulla di sbagliato (infatti mi fa sentire come se non dovessi avere un giudizio critico)
Per carità la mia ex ragazza può essere libera di pensarla così, e libera di dire al proprio ragazzo di rispettare quel confine, e se il suo ragazzo è d'accordo, tutti amici come prima.. ma non si può dire che questo non è un comportamento tossico e che va assolutamente evitato nelle relazioni.
L'assenza di giudizio porta le persone ad essere irresponsabili e soprattutto egoiste.
Io ovviamente ho dei bisogni e esigenze, ma so che posso soddisfarle purché non rechi danno all'essere umano in generale.
Per me l'essere umano viene prima del singolo.
Il singolo può essere libero di pensare ogni cosa ma non si dovrebbe trasmettere l'idea che se in coppia si è d'accordo, allora si può fare di tutto.
Cioè penso che ci sono confini etici al di là del volere dei singoli.
Es: una ragazza che conosco raccontava che provava fastidio nel aiutare il partner in un momento di difficoltà di salute, ritenendo che non è sua madre e lei non dovrebbe avere questa responsabilità.
Secondo il ragionamento del terapeuta, questa ragazza ama il suo ragazzo e soprattutto non sta chiedendo nulla di male, ma per me è insensato
Ciò mi porterebbe a dire che persone viziate, irresponsabili e che voglio tutto e dare niente, siano persone ottime con cui stare.
Come se non esistesse un bene comune da perseguire, come se ci fossero doveri morali e soprattutto come se io non dovessi avere alcun giudizio critico che mi porti a distinguere le persone buone da quelle cattive.
Voi cosa ne pensate? Ovviamente ne parlerò col terapeuta per capire cosa intende dire nello specifico.
Ma secondo voi è normale ciò?

Anteponendo sempre il bene comune e della collettività al proprio, c'è però il rischio di vivere ogni accadimento con rigidismo e doverismo nei confronti degli altri e di se stessi. E' importante trovare una balance tra cosa mi verrebbe richiesto in società e cosa io, da persona libera, mi sento di poter o dover fare, dando legittimità anche ai propri 'no' e ai propri limiti.

Dott.ssa Alice Anzuini
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