Salve a tutti. Ho una domanda. Sono risultata allergica al grano; di conseguenza ho fatto gli esami
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Salve a tutti. Ho una domanda. Sono risultata allergica al grano; di conseguenza ho fatto gli esami per la celiachia che sono risultati negativi. Premetto che da sempre soffro di squilibri intestinali. In questo caso l’allergia al grano, anche se sensibile, potrebbe esserne la causa? Secondo il mio medico di famiglia potrebbe darmi solo un semplice gonfiore e niente più.
Grazie a tutti in anticipo per la risposta.
Buona giornata
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Buona giornata
Buongiorno!
L'Allergia al Grano si manifesta quando vi è una risposta immunitaria contro una o più proteine presenti nel chicco (non solo il glutine, ma anche albumine, globuline, ecc.).
Nel momento in cui questo non viene escluso dalla dieta, il suo consumo può causare una cascata infiammatoria a livello della mucosa intestinale, che può manifestare con alterazione della permeabilità, dolore addominali, crampi, nausea, alterazione della motilità (stitichezza o diarrea), ma anche sintomi extra-intestinali (a livello cutaneo, respiratorio,..).
Nel caso di un'allergia, come la sua quindi, l'esposizione continua anche a piccole dosi dell'allergene mantengono l'intestino in uno stato di infiammazione cronica. E' bene quindi escluderlo dalla propria dieta e osservare se i sintomi intestinali persistono. In tal caso sarebbe da capire se questa sintomatologia possa essere attribuibile ad altri alimenti oppure legata alla perdita dell'equilibrio dell'ecosistema intestinale (disbiosi), dovuta magari all'esposizione prolungata all'allergene.
L'Allergia al Grano si manifesta quando vi è una risposta immunitaria contro una o più proteine presenti nel chicco (non solo il glutine, ma anche albumine, globuline, ecc.).
Nel momento in cui questo non viene escluso dalla dieta, il suo consumo può causare una cascata infiammatoria a livello della mucosa intestinale, che può manifestare con alterazione della permeabilità, dolore addominali, crampi, nausea, alterazione della motilità (stitichezza o diarrea), ma anche sintomi extra-intestinali (a livello cutaneo, respiratorio,..).
Nel caso di un'allergia, come la sua quindi, l'esposizione continua anche a piccole dosi dell'allergene mantengono l'intestino in uno stato di infiammazione cronica. E' bene quindi escluderlo dalla propria dieta e osservare se i sintomi intestinali persistono. In tal caso sarebbe da capire se questa sintomatologia possa essere attribuibile ad altri alimenti oppure legata alla perdita dell'equilibrio dell'ecosistema intestinale (disbiosi), dovuta magari all'esposizione prolungata all'allergene.
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Buonasera! Se i test per la celiachia sono risultati negativi ma è presente un’allergia al grano, i disturbi intestinali possono essere correlati. Tuttavia, è molto importante distinguere tra allergia, caratterizzata dall'attivazione del sistema immunitario contro proteine specifiche presenti nel grano ma anche in altri cereali, e intolleranza in particolare nei confronti del glutine, che causa sintomi gastroenterici ma non c'è un coinvolgimento del sistema immunitario come nell'allergia e nella celiachia (in questi casi si parla di sensibilità al glutine non celiaca). E' utile sicuramente una valutazione specialistica magari da un allergologo o gastroenterologo per poi l'elaborazione di un piano alimentare specifico per la sua situazione. Cordialmente
Buongiorno, un’allergia al grano può effettivamente contribuire a disturbi intestinali, anche in assenza di celiachia, ma l’intensità dei sintomi varia molto da persona a persona.
Non si manifesta solo con gonfiore: in alcuni casi può dare alterazioni dell’alvo, dolore addominale o malessere generale.
Detto questo, gli squilibri intestinali cronici possono avere cause multifattoriali e non sempre dipendono esclusivamente dal grano.
Le suggerisco una valutazione nutrizionale personalizzata per impostare un’eventuale dieta di esclusione controllata e capire se i sintomi migliorano.
Un approccio guidato è fondamentale per evitare restrizioni inutili o squilibri alimentari.
Non si manifesta solo con gonfiore: in alcuni casi può dare alterazioni dell’alvo, dolore addominale o malessere generale.
Detto questo, gli squilibri intestinali cronici possono avere cause multifattoriali e non sempre dipendono esclusivamente dal grano.
Le suggerisco una valutazione nutrizionale personalizzata per impostare un’eventuale dieta di esclusione controllata e capire se i sintomi migliorano.
Un approccio guidato è fondamentale per evitare restrizioni inutili o squilibri alimentari.
Buongiorno, se l’allergia al grano è clinicamente confermata, può dare anche sintomi gastrointestinali (crampi, nausea/vomito, diarrea e anche gonfiore), spesso entro minuti–ore dall’assunzione: un quadro che può essere diverso dal "semplice gonfiore".
Se però i disturbi intestinali sono presenti da tanto tempo e non chiaramente legati al grano (o non compaiono a breve distanza dall’assunzione), è possibile che coesista un quadro tipo IBS, che tipicamente dà gonfiore, dolore e alvo irregolare con fasi alterne.
Le consiglio di fare un inquadramento allergologico/gastroenterologico: chiarire che test ha fatto (prick/IgE), ricostruire un diario sintomi-alimenti e definire se serve un percorso di eliminazione e reintroduzione guidato.
Un caro saluto
Dott. Riccardo Pambira
Se però i disturbi intestinali sono presenti da tanto tempo e non chiaramente legati al grano (o non compaiono a breve distanza dall’assunzione), è possibile che coesista un quadro tipo IBS, che tipicamente dà gonfiore, dolore e alvo irregolare con fasi alterne.
Le consiglio di fare un inquadramento allergologico/gastroenterologico: chiarire che test ha fatto (prick/IgE), ricostruire un diario sintomi-alimenti e definire se serve un percorso di eliminazione e reintroduzione guidato.
Un caro saluto
Dott. Riccardo Pambira
Buongiorno, la sua domanda è molto pertinente e merita una risposta precisa. Prima distinzione fondamentale: Celiachia --> malattia autoimmune mediata dal glutine; Allergia al grano → reazione immunologica (IgE-mediata o non IgE-mediata) verso proteine del frumento; Sensibilità al glutine non celiaca → diagnosi di esclusione. Nel suo caso la celiachia è stata esclusa, quindi parliamo di allergia al grano. Può causare squilibri intestinali? Sì, è possibile. L’allergia al grano non provoca solo gonfiore, come spesso si pensa. Può determinare: gonfiore addominale, crampi, diarrea o alvo irregolare,nausea, in alcuni casi sintomi extra-intestinali (orticaria, cefalea, stanchezza). Tuttavia l’intensità dei sintomi dipende da: tipo di risposta immunologica; quantità ingerita, stato della barriera intestinale, eventuale presenza di disbiosi o sindrome dell’intestino irritabile. Bisogna stare attenti a un punto importante: Molte persone che risultano “sensibili” al grano in realtà non reagiscono al glutine in sé, ma a: fruttani (FODMAP) presenti nel frumento, altre proteine del grano (come le ATI – amylase-trypsin inhibitors). In chi soffre di disturbi intestinali cronici, il problema può quindi essere funzionale (tipo IBS) e non strettamente allergico. Il suo medico ha ragione? Dire che provoca “solo gonfiore” è una semplificazione. Nelle forme lievi può manifestarsi prevalentemente così, ma non è una regola assoluta. Cosa fare concretamente: -Valutare se eliminando completamente il grano per 4–6 settimane i sintomi migliorano in modo netto; -Non eliminare altri cereali senza indicazione; -Valutare eventualmente un approccio mirato ai FODMAP se i disturbi persistono; - Lavorare sulla salute del microbiota, che spesso è il vero nodo. In sintesi: Celiachia esclusa Allergia al grano può contribuire ai sintomi Non è detto che sia l’unica causa! Gli squilibri intestinali cronici hanno spesso origine multifattoriale Se vuole, possiamo analizzare meglio il tipo di sintomi (frequenza, alvo, relazione con i pasti) per capire se il quadro è più compatibile con allergia, IBS o disbiosi. Un cordiale saluto, Dott. Filippo Floramo Biologo nutrizionista
Buongiorno,
allergia al grano e celiachia sono due condizioni differenti.
La celiachia si manifesta come una reazione immunitaria del nostro corpo che come sintomi presenta alterazioni intestinali, tra cui anche gonfiore.
L'allergia invece è una reazione immunitaria sistemica, che quindi riguarda manifestazioni in tutto il corpo, ed è più grave.
Buona giornata,
Dott. Intropido Mattia
allergia al grano e celiachia sono due condizioni differenti.
La celiachia si manifesta come una reazione immunitaria del nostro corpo che come sintomi presenta alterazioni intestinali, tra cui anche gonfiore.
L'allergia invece è una reazione immunitaria sistemica, che quindi riguarda manifestazioni in tutto il corpo, ed è più grave.
Buona giornata,
Dott. Intropido Mattia
Se gli esami per la celiachia sono risultati negativi, è possibile che si tratti di una sensibilità o allergia al grano non legata alla celiachia. In alcune persone il grano può contribuire a sintomi gastrointestinali come gonfiore, irregolarità intestinale o fastidi digestivi, anche se la reazione può variare molto da persona a persona.
Per capire meglio se il grano possa influenzare i suoi disturbi intestinali, può essere utile valutare con attenzione l’alimentazione complessiva ed eventualmente osservare come reagisce l’intestino riducendo o modulando temporaneamente il consumo di alimenti che lo contengono.
Se lo desidera, un percorso nutrizionale personalizzato può aiutare ad analizzare la situazione nel dettaglio e trovare la strategia alimentare più adatta per migliorare il benessere intestinale.
Per capire meglio se il grano possa influenzare i suoi disturbi intestinali, può essere utile valutare con attenzione l’alimentazione complessiva ed eventualmente osservare come reagisce l’intestino riducendo o modulando temporaneamente il consumo di alimenti che lo contengono.
Se lo desidera, un percorso nutrizionale personalizzato può aiutare ad analizzare la situazione nel dettaglio e trovare la strategia alimentare più adatta per migliorare il benessere intestinale.
Sì, può essere una causa, ma dipende molto da che tipo di “allergia al grano” è stata diagnosticata e da quali sintomi ti dà.
1) Allergia al grano: può dare anche disturbi intestinali (non solo gonfiore)
Un’allergia vera (di solito IgE-mediata) può dare crampi, nausea, vomito, diarrea e a volte anche sintomi più importanti (orticaria, respiro difficile). Quindi non è detto che sia “solo gonfiore”.
2) Se la celiachia è negativa, esistono altre 2 strade molto frequenti
• Sensibilità al grano/non-celiaca (NCWS/NCGS): da sintomi tipo IBS (gonfiore, dolore, alvo irregolare) dopo prodotti con grano, senza danno intestinale da celiachia.
• Intolleranza ai “fruttani” (FODMAP) del grano: per molte persone il problema non è il glutine in sé, ma alcuni carboidrati fermentabili del grano che possono dare gas, pancia gonfia, dolore.
3) Cosa fare, in pratica:
1. Chiedi all’allergologo che test ha confermato l’allergia e se è IgE/non-IgE: cambia molto la gestione.
2. Se i sintomi intestinali sono “storici”, valuta con un gastroenterologo/nutrizionista un percorso tipo diario alimentare + prova guidata (es. riduzione del grano / approccio FODMAP), per capire cosa scatena davvero i sintomi.
3. Se compaiono segnali “campanello”: calo di peso, sangue nelle feci, anemia, febbre, diarrea notturna, meglio approfondire senza fai-da-te.
In pratica: sì, il grano può essere collegato ai tuoi disturbi, ma non solo per “gonfiore” e non sempre per celiachia: spesso entrano in gioco sensibilità al grano o FODMAP del grano.
1) Allergia al grano: può dare anche disturbi intestinali (non solo gonfiore)
Un’allergia vera (di solito IgE-mediata) può dare crampi, nausea, vomito, diarrea e a volte anche sintomi più importanti (orticaria, respiro difficile). Quindi non è detto che sia “solo gonfiore”.
2) Se la celiachia è negativa, esistono altre 2 strade molto frequenti
• Sensibilità al grano/non-celiaca (NCWS/NCGS): da sintomi tipo IBS (gonfiore, dolore, alvo irregolare) dopo prodotti con grano, senza danno intestinale da celiachia.
• Intolleranza ai “fruttani” (FODMAP) del grano: per molte persone il problema non è il glutine in sé, ma alcuni carboidrati fermentabili del grano che possono dare gas, pancia gonfia, dolore.
3) Cosa fare, in pratica:
1. Chiedi all’allergologo che test ha confermato l’allergia e se è IgE/non-IgE: cambia molto la gestione.
2. Se i sintomi intestinali sono “storici”, valuta con un gastroenterologo/nutrizionista un percorso tipo diario alimentare + prova guidata (es. riduzione del grano / approccio FODMAP), per capire cosa scatena davvero i sintomi.
3. Se compaiono segnali “campanello”: calo di peso, sangue nelle feci, anemia, febbre, diarrea notturna, meglio approfondire senza fai-da-te.
In pratica: sì, il grano può essere collegato ai tuoi disturbi, ma non solo per “gonfiore” e non sempre per celiachia: spesso entrano in gioco sensibilità al grano o FODMAP del grano.
Buongiorno. La risposta del suo medico è purtroppo parziale: un'allergia al grano, anche se distinta dalla celiachia, non causa 'solo gonfiore'.
Mentre la celiachia è una patologia autoimmune scatenata dal glutine, l'allergia al grano coinvolge una risposta immunitaria (spesso mediata da IgE) verso diverse proteine del chicco. Questa reazione può causare un'infiammazione cronica della mucosa intestinale, alterando la permeabilità della barriera (Leaky Gut) e provocando quegli squilibri intestinali di cui soffre da sempre. Ignorare questa condizione significa mantenere l'intestino in uno stato di allerta costante. Le consiglio di strutturare un piano alimentare di esclusione e rotazione volto a sfiammare l'intestino e ripristinare l'eubiosi. Un cordiale saluto.
Dr. Fabio Leoni
Mentre la celiachia è una patologia autoimmune scatenata dal glutine, l'allergia al grano coinvolge una risposta immunitaria (spesso mediata da IgE) verso diverse proteine del chicco. Questa reazione può causare un'infiammazione cronica della mucosa intestinale, alterando la permeabilità della barriera (Leaky Gut) e provocando quegli squilibri intestinali di cui soffre da sempre. Ignorare questa condizione significa mantenere l'intestino in uno stato di allerta costante. Le consiglio di strutturare un piano alimentare di esclusione e rotazione volto a sfiammare l'intestino e ripristinare l'eubiosi. Un cordiale saluto.
Dr. Fabio Leoni
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