Salve a tutti. Ho una domanda. Sono risultata allergica al grano; di conseguenza ho fatto gli esami

5 risposte
Salve a tutti. Ho una domanda. Sono risultata allergica al grano; di conseguenza ho fatto gli esami per la celiachia che sono risultati negativi. Premetto che da sempre soffro di squilibri intestinali. In questo caso l’allergia al grano, anche se sensibile, potrebbe esserne la causa? Secondo il mio medico di famiglia potrebbe darmi solo un semplice gonfiore e niente più.
Grazie a tutti in anticipo per la risposta.
Buona giornata
Dott.ssa Tecla Montani
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Varese
Buongiorno!
L'Allergia al Grano si manifesta quando vi è una risposta immunitaria contro una o più proteine presenti nel chicco (non solo il glutine, ma anche albumine, globuline, ecc.).
Nel momento in cui questo non viene escluso dalla dieta, il suo consumo può causare una cascata infiammatoria a livello della mucosa intestinale, che può manifestare con alterazione della permeabilità, dolore addominali, crampi, nausea, alterazione della motilità (stitichezza o diarrea), ma anche sintomi extra-intestinali (a livello cutaneo, respiratorio,..).
Nel caso di un'allergia, come la sua quindi, l'esposizione continua anche a piccole dosi dell'allergene mantengono l'intestino in uno stato di infiammazione cronica. E' bene quindi escluderlo dalla propria dieta e osservare se i sintomi intestinali persistono. In tal caso sarebbe da capire se questa sintomatologia possa essere attribuibile ad altri alimenti oppure legata alla perdita dell'equilibrio dell'ecosistema intestinale (disbiosi), dovuta magari all'esposizione prolungata all'allergene.

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Dott.ssa Monica Pisciottano
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Como
Buonasera! Se i test per la celiachia sono risultati negativi ma è presente un’allergia al grano, i disturbi intestinali possono essere correlati. Tuttavia, è molto importante distinguere tra allergia, caratterizzata dall'attivazione del sistema immunitario contro proteine specifiche presenti nel grano ma anche in altri cereali, e intolleranza in particolare nei confronti del glutine, che causa sintomi gastroenterici ma non c'è un coinvolgimento del sistema immunitario come nell'allergia e nella celiachia (in questi casi si parla di sensibilità al glutine non celiaca). E' utile sicuramente una valutazione specialistica magari da un allergologo o gastroenterologo per poi l'elaborazione di un piano alimentare specifico per la sua situazione. Cordialmente
Dott. Luca D'Angelo
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Torre d'Isola
Buongiorno, un’allergia al grano può effettivamente contribuire a disturbi intestinali, anche in assenza di celiachia, ma l’intensità dei sintomi varia molto da persona a persona.
Non si manifesta solo con gonfiore: in alcuni casi può dare alterazioni dell’alvo, dolore addominale o malessere generale.
Detto questo, gli squilibri intestinali cronici possono avere cause multifattoriali e non sempre dipendono esclusivamente dal grano.
Le suggerisco una valutazione nutrizionale personalizzata per impostare un’eventuale dieta di esclusione controllata e capire se i sintomi migliorano.
Un approccio guidato è fondamentale per evitare restrizioni inutili o squilibri alimentari.
Dott. Riccardo Pambira
Nutrizionista, Chinesiologo, Biologo nutrizionista
Capoterra
Buongiorno, se l’allergia al grano è clinicamente confermata, può dare anche sintomi gastrointestinali (crampi, nausea/vomito, diarrea e anche gonfiore), spesso entro minuti–ore dall’assunzione: un quadro che può essere diverso dal "semplice gonfiore".

Se però i disturbi intestinali sono presenti da tanto tempo e non chiaramente legati al grano (o non compaiono a breve distanza dall’assunzione), è possibile che coesista un quadro tipo IBS, che tipicamente dà gonfiore, dolore e alvo irregolare con fasi alterne.

Le consiglio di fare un inquadramento allergologico/gastroenterologico: chiarire che test ha fatto (prick/IgE), ricostruire un diario sintomi-alimenti e definire se serve un percorso di eliminazione e reintroduzione guidato.

Un caro saluto
Dott. Riccardo Pambira
Dott. Filippo Floramo
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Varapodio
Buongiorno, la sua domanda è molto pertinente e merita una risposta precisa. Prima distinzione fondamentale: Celiachia --> malattia autoimmune mediata dal glutine; Allergia al grano → reazione immunologica (IgE-mediata o non IgE-mediata) verso proteine del frumento; Sensibilità al glutine non celiaca → diagnosi di esclusione. Nel suo caso la celiachia è stata esclusa, quindi parliamo di allergia al grano. Può causare squilibri intestinali? Sì, è possibile. L’allergia al grano non provoca solo gonfiore, come spesso si pensa. Può determinare: gonfiore addominale, crampi, diarrea o alvo irregolare,nausea, in alcuni casi sintomi extra-intestinali (orticaria, cefalea, stanchezza). Tuttavia l’intensità dei sintomi dipende da: tipo di risposta immunologica; quantità ingerita, stato della barriera intestinale, eventuale presenza di disbiosi o sindrome dell’intestino irritabile. Bisogna stare attenti a un punto importante: Molte persone che risultano “sensibili” al grano in realtà non reagiscono al glutine in sé, ma a: fruttani (FODMAP) presenti nel frumento, altre proteine del grano (come le ATI – amylase-trypsin inhibitors). In chi soffre di disturbi intestinali cronici, il problema può quindi essere funzionale (tipo IBS) e non strettamente allergico. Il suo medico ha ragione? Dire che provoca “solo gonfiore” è una semplificazione. Nelle forme lievi può manifestarsi prevalentemente così, ma non è una regola assoluta. Cosa fare concretamente: -Valutare se eliminando completamente il grano per 4–6 settimane i sintomi migliorano in modo netto; -Non eliminare altri cereali senza indicazione; -Valutare eventualmente un approccio mirato ai FODMAP se i disturbi persistono; - Lavorare sulla salute del microbiota, che spesso è il vero nodo. In sintesi: Celiachia esclusa Allergia al grano può contribuire ai sintomi Non è detto che sia l’unica causa! Gli squilibri intestinali cronici hanno spesso origine multifattoriale Se vuole, possiamo analizzare meglio il tipo di sintomi (frequenza, alvo, relazione con i pasti) per capire se il quadro è più compatibile con allergia, IBS o disbiosi. Un cordiale saluto, Dott. Filippo Floramo Biologo nutrizionista

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