Buongiorno, ho problemi di gonfiore, stanchezza, perdita di concentrazione ecc.. da diversi anni. Ne

15 risposte
Buongiorno, ho problemi di gonfiore, stanchezza, perdita di concentrazione ecc.. da diversi anni. Nel 2024 ho fatto colonscopia e scoperto di avere un dolicocolon convoluto e una flogosi cronica. Mi è stato detto che è semplice colon irritabile. Non convita ho fatto altri esami e ho scoperto di avere:
- intestino permeabile (esame zonulina sierica)
- disbiosi fermentativa grave
- SIBO (IMO).
Premessa: nel 2010 avevo reflusso e mediante gastroscopia mi è stata diagnosticata una beanza cardiale. Invece di consigliarmi di affrontarla modificando qualche abitudine alimentare e di dormire un po' rialzata, mi hanno dato gastroprotettori che ho assunto per parecchio tempo con il risultato di aver preso nel 2013 l'helicobacter Pilory e gastrite cronica (Curata).
Da ottobre 2025 sono stata seguita da una biologa nutrizionista con la quale abbiamo intrapreso una dieta low fodmap, cura antibiotica con normix di 2 settimane, abbiamo capito che avessi anche un'ipercloridria (sto ancora assumendo 1 capsula di betaina hcl), abbiamo reintrodotto tutto a febbraio perchè il gonfiore non migliorava. E' migliorato qualcosa sulle evacuazione (prima avevo quasi ogni giorno feci liquide), ora 1 volta e spesso devo aiutarmi a evacuare (stipsi) per poi evacuare normalmente ma il gonfiore persiste e aumenta, spesso mi sveglio già così. Lei non sa più come aiutarmi e ho avuto pessime esperienza con 2 gastroenterologi. Ho iniziato un percorso con uno psicanalista ma in realtà non credo sia lì il problema, credo si sia innescato un circolo vizioso, se non miglioro la stitichezza la fermentazione non potrà mai migliorare.
Sotto consiglio di una omeopata sto seguendo da 2 settimane una dieta detox + low fodmap, evitando alcuni tipi di cottura (come grigliata, al vapore e lessa), evitando le solanacee, i latticini e derivati, glutine, lievitati ecc ecc... Devo seguirla per 40 giorni e prendo anche il butirrato di sodio + iNatal ma purtroppo non vedo miglioramento. Cosa sbaglio? Come posso migliorare questa situazione?
Non vorrei più fare cure antibiotiche.
Grazie mille
Dott. Luca Agostini
Nutrizionista
Terrassa Padovana
Buongiorno,
la sua situazione è complessa ma tutt’altro che rara: quando convivono diagnosi come Sindrome dell’intestino irritabile, SIBO e rallentamento del transito (dolicocolon), è facile entrare in un circolo vizioso tra gonfiore, fermentazione e stipsi.

Provo a darle alcuni punti chiave, in modo pratico.

1) Attenzione alle restrizioni eccessive
Diete troppo restrittive (low FODMAP prolungata, “detox”, esclusione di molti gruppi alimentari) nel tempo possono:

peggiorare la disbiosi,
ridurre la varietà del microbiota,
rallentare ulteriormente l’intestino.

La low FODMAP è utile solo per periodi limitati, seguita da una reintroduzione guidata (che avete già fatto, correttamente).

2) Il nodo principale: la motilità intestinale
Ha centrato un punto fondamentale: se l’intestino è lento, la fermentazione aumenta.
È quindi prioritario lavorare su:

regolarità evacuativa (anche quotidiana);
introduzione graduale di fibre tollerate (non tutte insieme);
adeguata idratazione;
movimento (anche camminata quotidiana, già positiva).

In alcuni casi servono strategie mirate (anche farmacologiche o integrative) per migliorare la motilità, da valutare con uno specialista.

3) “Intestino permeabile” e test
Il valore di zonulina è ancora dibattuto scientificamente e non sempre utile per guidare la terapia. Il rischio è focalizzarsi su test poco specifici e perdere di vista la gestione pratica dei sintomi.

4) Integratori

Il butirrato può aiutare, ma non è risolutivo da solo.
La betaina HCl va usata con cautela, soprattutto con storia di gastrite e reflusso.
I probiotici non sono tutti uguali: in caso di SIBO alcuni possono peggiorare il gonfiore.

5) Approccio più efficace (in sintesi)

Ridurre le restrizioni inutili → tornare gradualmente a un’alimentazione più varia e sostenibile
Lavorare sulla motilità intestinale (priorità assoluta nel suo caso)
Personalizzare le fibre (es. alcune solubili possono aiutare più delle insolubili)
Valutare un approccio integrato (nutrizionale + gastroenterologico realmente esperto in questi disturbi)

6) Aspetto mente-intestino
Capisco il suo scetticismo, ma il collegamento intestino–sistema nervoso è reale: non significa che “è tutto psicologico”, ma che lo stress può amplificare i sintomi. Il percorso intrapreso può comunque essere un supporto utile, senza essere l’unica soluzione.

Conclusione
Non sta “sbagliando tutto”: probabilmente sta seguendo un approccio troppo restrittivo e poco focalizzato sulla motilità.
Il miglioramento passa più da equilibrio e personalizzazione che da ulteriori eliminazioni o protocolli rigidi.

Se possibile, le consiglio di affidarsi a un professionista con esperienza specifica in IBS/SIBO per riorganizzare il percorso in modo più mirato.

Distinti saluti,
Dr Luca Agostini

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Dott. Riccardo Pambira
Nutrizionista, Chinesiologo, Biologo nutrizionista
Capoterra
Buongiorno,
La situazione che descrive è complessa ma non rara: quando coesistono condizioni come sindrome dell’intestino irritabile, disbiosi, sospetta SIBO/IMO e alterazioni dell’alvo, si crea facilmente un circolo vizioso in cui gonfiore, stanchezza e difficoltà evacuative si autoalimentano. Il punto però è importante: più che “trovare un singolo colpevole”, bisogna rimettere ordine nella fisiologia intestinale, evitando strategie troppo restrittive o frammentate che, nel lungo periodo, possono peggiorare la situazione.

La dieta low FODMAP è uno strumento utile, ma deve essere temporanea e ben guidata: mantenerla troppo a lungo o associarla ad ulteriori esclusioni (glutine, latticini, solanacee, metodi di cottura, ecc.) rischia di impoverire il microbiota e ridurre la motilità intestinale.
Anche il concetto di “intestino permeabile” e l’uso della zonulina sierica vanno interpretati con cautela, perché non sempre sono indicatori clinicamente affidabili.
Allo stesso modo, l’uso prolungato di betaina HCl senza una reale indicazione può irritare la mucosa, soprattutto in chi ha una storia di gastrite o reflusso.

Nel suo caso, il gonfiore al risveglio e la stipsi fanno pensare che la componente motoria (transito rallentato e possibile fermentazione da ristagno) sia centrale.

Il focus quindi dovrebbe spostarsi su tre pilastri: regolarità intestinale, modulazione del microbiota e gestione della motilità.
Questo significa reintrodurre gradualmente fibre ben tollerate (non eliminarle), lavorare sull’idratazione, sui ritmi dei pasti e sull’attività fisica (fondamentale per il colon, soprattutto in presenza di dolicocolon).
In alcuni casi possono essere utili strategie mirate come fibre solubili specifiche (es. psillio), probiotici selezionati in base al quadro (non generici), e un lavoro sulla motilità intestinale piuttosto che ulteriori cicli antibiotici. Anche l’aspetto neuro-intestinale non va sottovalutato: non significa che “è tutto nella testa”, ma che intestino e sistema nervoso comunicano costantemente.

Il mio consiglio è di interrompere il “fai da te terapeutico” e impostare un percorso strutturato e progressivo, con obiettivi chiari (prima regolarizzare l’alvo, poi lavorare sul gonfiore), evitando di sovrapporre troppe strategie insieme.
Una consulenza nutrizionale mirata, integrata con valutazione dello stile di vita e dell’attività motoria adattata, può aiutarla a uscire da questo stallo e costruire un approccio sostenibile nel tempo.

Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Dott. Gabriel Russo
Dietista, Nutrizionista
Rimini
Buongiorno, da quello che descrive più che un singolo problema “da eliminare” sembra una situazione in cui si stanno sovrapponendo disturbi intestinali funzionali, stipsi persistente e sintomi digestivi alti. In questi casi, continuare ad aggiungere restrizioni o protocolli “detox” non sempre aiuta, e anzi a volte rende il quadro più complicato. La low FODMAP può avere senso, ma come prova a tempo con successiva reintroduzione e personalizzazione, non come dieta sempre più rigida.
Un altro punto importante è che, se il gonfiore persiste e la stipsi resta rilevante nonostante dieta e lassativi, spesso è più utile capire che tipo di stipsi ci sia davvero, piuttosto che continuare a cambiare alimenti. In questi casi può valere la pena rivalutare la situazione con un gastroenterologo esperto in disturbi funzionali/motilità, anche per capire se servano accertamenti funzionali come lo studio del transito o una valutazione del pavimento pelvico/evacuazione. Le linee guida lo suggeriscono proprio quando la stipsi è refrattaria o c’è il sospetto di una difficoltà evacuativa.
In sintesi, il mio consiglio è di non inseguire altre eliminazioni “a cascata”, ma di impostare un percorso più mirato e coordinato: gestione efficace della stipsi, dieta meno restrittiva e più personalizzata, e rivalutazione specialistica della motilità intestinale. È spesso questa la strada più utile quando il gonfiore diventa così persistente e invalidante.

Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Buongiorno
ma hanno lavorato sulla SIBO (IMO) oltre che con dietta specifica (low fodmap non basta) e anche coni integratori specifici (probiotici non bastano, anzi nelle prime fasi potrebbero peggiorare il quadro? Poi se sta continuando ad assumere gatsroprotettori ecc bisogna capire se si e da quanto tempo. Bisognerebbe fare una valutazione molto più completa perchè il caso va studiato bene e non si va a "tentoni" togliendo e basta.
Comprendo anche la sua confusione e la sua disperazione, perdendo fiducia nelle figure sanitare e soprattutto essere stata rimbalzata da un professionista all'altro senza una reale soluzione (considerando anche i costi che bisogna affrontare).

Se vuole possiamo sentirci privatamente e accordarci per una consulenza
Dott.ssa Anastasia Iapichino
Salve,
Si sente quanto tu stia cercando risposte da anni, con costanza e anche tanta frustrazione. È comprensibile sentirsi “bloccati” quando i sintomi non migliorano nonostante mille tentativi.

Ti dico una cosa importante: non stai sbagliando tu.
Quando l’intestino è così sensibile e reattivo, spesso non è un singolo alimento o una singola cura a fare la differenza, ma l’insieme di più fattori che vanno compresi e riorganizzati.

Quello che hai già fatto è tantissimo. E il fatto che tu non abbia ancora trovato sollievo non significa che non ci sia una strada, ma che serve un approccio diverso: meno restrittivo, più mirato, più graduale.
I motivi per il quale il gonfiore persiste sono innumerevoli, e hai ragione sul:
“Se non miglioro la stitichezza, la fermentazione non potrà mai migliorare.”
Il focus dovrebbe essere prima sul transito, poi sulla disbiosi, poi sulla tolleranza agli alimenti.

Non sei “un caso perso”, hai provato tante cose, ma non un percorso cucito su di te, stabile, progressivo e non punitivo.
Dott.ssa Giada Gattari
Dott.ssa Laura Russo
Nutrizionista
Lavinio lido di Enea
Il problema principale è il suo dolicocolon (quindi colon più lungo) e convulso (quindi ripiegto e dove ristagnano feci che fermentano e infiammano). Quindi deve farsi prescrive da un BUON gastroenterlogo FUNZIONALE (!!!!!) un lassativo, che in questi casi si da in dosaggio pediatrico in modo che l'azione sia lenta e non fastiodosa/invasiva come un normale lassativo per adulti. Poi, il gastroprotettore ha peggiorato la sua condizione perché gli inibitori della pompa protonica inibendo la produzione di acido non promuovono la giusta digestione e non colando acido nella prima parte dell'intestino si ha colonizzazione di batteri "cattivi" con conseguente SIBO, disbiosi e tutto il resto. Per non parlare del danno fatto dal Normix, che se aveva l'intestino pieno di feci non aveva neanche grosso senso la terapia (spero che abbia fatto una cura probiotica successiva). Ok per la LowFodmap (o antinfiammatoria) ma prima di tutto
1. intestino libero 2. non gastroprotettori ma enzimi digestivi se servono 3. trovi un buon gastroenterologo FUNZIONALE (se vuole un contatto su Roma mi scriva a laurarusso1007@gmail.com)
Spero di averla aiutata
Dott.ssa Biologa Nutrizionista Laura Russo
Buonasera purtroppo la sola cura del dottore non basta serve un percorso specifico per queste problematiche che non è la solita dieta ma è strutturato sulla problematica intestinale, io sono specializzata in questo, se vuole può scrivermi
Gentile pziente,
Nel suo caso il quadro è sicuramente complesso, ma proprio per questo è importante fare un po’ di chiarezza.

Quando coesistono gonfiore addominale cronico, stipsi, diagnosi di colon irritabile, SIBO/IMO e disbiosi intestinale, raramente esiste un’unica causa responsabile. Più spesso si crea un circolo vizioso in cui la motilità intestinale rallentata, soprattutto in presenza di dolicocolon, favorisce la fermentazione, e la fermentazione a sua volta amplifica gonfiore e disagio.

Il fatto che il gonfiore sia presente anche al risveglio e che la stipsi si sia instaurata dopo fasi di alvo alterato suggerisce che il punto centrale non sia solo “cosa mangiare”, ma soprattutto come funziona l’intestino nel suo insieme, cioè transito, sensibilità e coordinazione motoria.

In questo contesto, diete molto restrittive e prolungate come low FODMAP associate a ulteriori esclusioni (detox, eliminazione estesa di gruppi alimentari) rischiano spesso di non migliorare i sintomi, perché non agiscono sulla causa principale e possono rendere la dieta meno efficace e meno sostenibile nel tempo.

Anche i trattamenti sulla SIBO possono dare benefici parziali, ma se la stipsi e il rallentato transito intestinale non vengono risolti in modo stabile, il problema tende a ripresentarsi.

Più che continuare a togliere alimenti o aggiungere restrizioni, il passaggio chiave in questi casi è lavorare sulla regolarità dell’alvo e sulla motilità intestinale, con un’alimentazione progressivamente più varia e un approccio strutturato alla reintroduzione. Solo così, nella maggior parte dei disturbi funzionali intestinali, si riesce a ridurre la fermentazione e quindi anche il gonfiore.

Il consiglio pratico è quindi quello di interrompere la logica delle restrizioni sempre più ampie e di impostare un percorso mirato su motilità intestinale, rieducazione alimentare e gestione dell’ipersensibilità viscerale, idealmente con un professionista esperto in SIBO e sindrome dell’intestino irritabile (IBS), evitando di ricorrere ripetutamente ad antibiotici se non strettamente necessario.
Per ulteriori chiarimenti, resto a disposizione.
Dott.ssa Arianna Curina
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Cascina
Buongiorno,
Da quello che racconta, il quadro è complesso e merita di essere valutato con molta attenzione, senza ridurlo semplicemente a “colon irritabile” ma anche senza procedere per tentativi sempre più restrittivi. Gonfiore persistente, alvo alternato/stipsi, SIBO/IMO, disbiosi, reflusso e storia di gastrite richiedono un lavoro molto graduale e personalizzato.

Una cosa importante: quando si parla di SIBO/IMO, soprattutto se c’è produzione di metano, spesso la stipsi può avere un ruolo centrale. Se il transito intestinale è rallentato, la fermentazione e il gonfiore possono mantenersi anche con una dieta molto restrittiva. Per questo, in molti casi, il primo obiettivo non è togliere sempre più alimenti, ma migliorare transito, svuotamento intestinale, regolarità dei pasti, idratazione, tolleranza delle fibre e gestione della motilità.

Allo stesso tempo, diete molto restrittive protratte a lungo — senza glutine, senza latticini, senza lievitati, senza solanacee, low FODMAP, detox ecc. — non sempre migliorano il gonfiore e talvolta possono peggiorare la varietà alimentare, la qualità della dieta, la tolleranza intestinale e il rapporto con il cibo. La low FODMAP, ad esempio, di solito viene usata come strategia temporanea, seguita da una fase di reintroduzione guidata, non come schema rigido indefinito.

Non posso dirle “cosa sta sbagliando” senza valutare nel dettaglio anamnesi, esami, diario alimentare, alvo, farmaci/integratori, breath test e storia clinica. Però da quello che scrive, io non aggiungerei altre restrizioni in autonomia. Piuttosto, cercherei di fare ordine e capire:
1. quali alimenti peggiorano davvero i sintomi e quali invece sono stati tolti “per paura”;
2. com’è il transito intestinale e se la stipsi è adeguatamente gestita;
3. quante fibre assume e quali tipi tollera;
4. quanto beve e come distribuisce i pasti;
5. se ci sono segnali da rivalutare con un gastroenterologo esperto in motilità/SIBO;
6. se gli integratori che sta assumendo sono realmente utili o se, in questo momento, stanno aggiungendo confusione.

Sul fatto di non voler ripetere cure antibiotiche lo comprendo. È una scelta da discutere con il medico/gastroenterologo, perché non sempre l’antibiotico è l’unica strada, ma la strategia dipende dal tipo di test, dai valori, dai sintomi e dal quadro generale.

Se vuole, possiamo fare una prima valutazione nutrizionale approfondita, raccogliendo tutta la documentazione e ricostruendo il percorso fatto finora. L’obiettivo sarebbe impostare una strategia più ordinata, graduale e sostenibile, lavorando soprattutto su gonfiore, regolarità intestinale, tolleranza alimentare e qualità della dieta, senza continuare ad aggiungere restrizioni se non sono realmente necessarie.

Le consiglierei anche, se possibile, di non interrompere o modificare farmaci/integratori prescritti senza confrontarsi con il medico di riferimento.
Prima cosa: stai “curando troppo” e in modo poco mirato

La combinazione di:

low FODMAP prolungata
ulteriori restrizioni (“detox”, no solanacee, no glutine, no latticini, ecc.)
integrazioni varie

rischia di peggiorare la situazione, soprattutto con:

perdita di peso
rallentamento intestinale (stipsi)
microbiota sempre meno resiliente

E ti dico anche chiaramente una cosa:
un omeopata non è un nutrizionista e non dovrebbe impostare diete così restrittive e complesse, soprattutto in un quadro clinico come il tuo.

Il tuo problema NON è uno solo

Ridurre tutto a “colon irritabile” è superficiale, ma anche pensare che sia solo disbiosi/SIBO è riduttivo.

Nel tuo caso vedo almeno 3 driver principali:

1. Motilità intestinale alterata (fondamentale)

Hai:

dolicocolon
stipsi attuale
necessità di aiutarti per evacuare

Se l’intestino non si svuota bene, la fermentazione continuerà SEMPRE
(indipendentemente da dieta o integratori)

2. Fermentazione/SIBO (SIBO – forma IMO)

Hai già fatto:

Rifaximina

ma:
senza correggere la motilità → recidiva quasi certa

3. Ipercontrollo alimentare

Stai facendo:

troppe esclusioni
troppa attenzione al “cibo perfetto”

Questo può:

rallentare ulteriormente l’intestino
aumentare la sensibilità viscerale (gonfiore anche a digiuno, come descrivi)
Punto chiave (molto importante)

Hai detto una cosa giusta, ma la correggo leggermente:

“se non miglioro la stitichezza la fermentazione non migliorerà”

Esatto.
Ma aggiungo:
la stitichezza non migliora con diete sempre più restrittive

Cosa fare ORA (strategia concreta)
1. Sbloccare la motilità (priorità assoluta)

Devi lavorare su:

Magnesio (citrato o ossido, la sera)
Idratazione adeguata
Attività fisica quotidiana (anche camminata)

Valuta con medico:

procinetici (non antibiotici)
2. STOP alla dieta “detox + mille esclusioni”

Non ti sta aiutando

Meglio:

dieta semplice, digeribile, ma NON iper-restrittiva
reintrodurre gradualmente alimenti

Esempio:

riso, patate, avena
uova, pesce, carne
verdure cotte semplici (zucchine, carote, finocchi)
olio EVO
3. Ridurre il carico fermentativo “meccanicamente”

Non solo cosa mangi, ma come:

pasti più piccoli
masticazione lenta
evitare grandi volumi serali
4. Attenzione alla betaina HCl

Se hai reflusso e beanza cardiale:
può peggiorare i sintomi in alcuni casi
(non è sempre la soluzione)

5. Butirrato: ok, ma non basta

Il butirrato può aiutare la mucosa, ma:
non risolve da solo né SIBO né stipsi

Sul fattore psicologico

Non è “tutto nella testa”, ma:
intestino e sistema nervoso sono collegati

Il fatto che:

ti svegli già gonfia
non migliori nonostante tutto

fa pensare anche a una componente di:
ipersensibilità viscerale

Tradotto in pratica

Devi passare da:
“elimino sempre di più”
a
“ripristino funzione intestinale + semplifico”

Sintesi chiara
Il problema principale ora è la motilità intestinale
Le diete restrittive stanno peggiorando il quadro
La SIBO senza motilità NON si risolve
L’approccio attuale è troppo complicato e poco efficace
Probabilmente il problema non è “solo disbiosi”. Dopo percorsi così restrittivi e prolungati è frequente che si mantenga un’ipersensibilità intestinale con alterazione della motilità, soprattutto in presenza di stipsi e IMO.

Zonulina e molti test di disbiosi spesso hanno utilità clinica limitata. Continuare a togliere alimenti senza beneficio rischia di peggiorare nutrizione, microbiota e qualità di vita.

Il fatto che il gonfiore sia presente già al mattino fa pensare anche a componente motoria e viscerale, non solo fermentativa. In questi casi spesso è più utile lavorare su regolarità intestinale, gestione della stipsi, ritmo dei pasti, attività fisica e graduale normalizzazione della dieta, piuttosto che ulteriori restrizioni o detox.

Anche l’asse intestino-cervello può avere un ruolo reale nei sintomi, senza che “sia tutto nella testa”. Un centro gastroenterologico esperto in disturbi funzionali intestinali potrebbe aiutarla più di approcci alternativi o antibiotici ripetuti.
Dott.ssa Rebecca Bellucci
Nutrizionista
Savignano sul Rubicone
Buongiorno, da quello che descrive il quadro sembra complesso e multifattoriale, con una forte componente legata alla motilità intestinale oltre che alla disbiosi/SIBO. Dopo percorsi molto restrittivi può capitare che l’intestino diventi ancora più sensibile e rallenti ulteriormente. Il focus, più che continuare ad eliminare alimenti, dovrebbe essere quello di ristabilire gradualmente una migliore funzionalità intestinale e una maggiore tolleranza digestiva, lavorando in modo personalizzato su alimentazione, gestione della stipsi e stile di vita. Le consiglio di affidarsi a professionisti esperti in motilità intestinale e disturbi gastrointestinali funzionali, evitando percorsi troppo drastici o prolungati senza benefici concreti. Ha mai fatto test allergologici?
Buongiorno, per poter dare una risposta adeguata bisognerebbe avere un quadro completo dello sto stile di vita (non solo alimentare e farmaci/integratori), forse va cambiato qualcosa lì. Una reinpiantologia con probiotici l'ha fatta per la disbiosi?
Buongiorno,
a mio avviso, se fosse presente SIBO, utilizzare butirrato di sodio e iNatal potrebbe essere controproducente. Per ridurre la sovracrescita batterica (escludendo gli antibiotici), generalmente, si utilizzano oli essenziali selezionati/specifici in concomitanza con un'alimentazione adeguata (che sta già portando avanti).
Rimango a disposizione e le auguro una buona giornata.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Simona Riminucci
Buongiorno a lei signora.
Io invece credo che il problema riguardi anche molto lo psicanalista, e glielo dico da nutrizionista. Ho visto durante la mia lunga carriera moltissimi casi del suo tipo. Spesso quel che non consente la remissione dei sintomi è un assetto emozionale distopico. Attenzione, non parlo di psicosi; spesso questi pazienti sono semplicemente in una perenne condizione emotiva alterata. Non dimentichi che l'intestino è stato soprannominato "il secondo cervello" in ragione del fatto che è densamente popolato di gangli nervosi che inviano costantemente informazioni al cervello, e queste informazioni riguardano in gran parte lo stato emotivo.
Solitamente il paziente pensa che non sia quello il problema, perchè la nostra mente è molto birichina e non vuole ammettere che c'è un problema e mantiene tutto ben seppellito nel nostro inconscio.
Perciò le consiglio di riflettere anche su questa opportunità, di farsi seguire da uno psicanalista o meglio ancora da un counselor, qualcuno insomma che indaghi insieme a lei sulle sue convinzioni, le sue paure inconsce, i suoi sogni e le sue frustrazioni.... Tutti noi siamo immersi in un caos emozionale che a volte è bene indagare perchè non siamo pazzi nè nevrotici, siamo solo poveri naviganti un un mare che di anno in anno sembra più burrascoso. Un caro saluto.

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