Buongiorno dottori, sono un uomo di 39 anni che soffre di Doc. Le mie ossessioni sono di vario gene
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Buongiorno dottori, sono un uomo di 39 anni che soffre di Doc.
Le mie ossessioni sono di vario genere, ma ultimamente sono aumentate quelle dei pensieri intrusivi.
Premetto che sono in cura da uno psichiatra con tanto di cura farmacologica (Efexor e Risperdal) e che da gennaio, andrò anche in cura da uno psicologo per sperare di uscirne o per lo meno imparare a conviverci.
Aspettando il primo colloquio con lo psicologo, avevo pensato di scrivervi due casi, riguardante miei pensieri intrusivi di morte per avere un vostro consulto.
Il primo è l'aver immaginato una persona delle mie zone, famosa per leggere le mani che mi preannuncia che morirò tale giorno e mese...ecco potete immaginare il mio stato psicologico con il vivere aspettando quel giorno quasi come se fosse una sentenza già scritta, un pensiero nitido arrivato senza senso dal nulla.
Il secondo invece sono sempre pensieri intrusivi cattivissimi verso terzi.
Ad esempio mi capita di parlare con una persona che conosco e se so che ha un parente defunto, l'insulto parte sul parente...cose anche cattive senza alcun senso o motivo.
Cose che mi portano a pagare pegni come rinunciare a cose piacevoli, tipo la masturbazione o altro, perché ho mancato di rispetto a questa gente.
Ed anche lì una vocina e come se mi dicesse se manchi di rispetto dopo tot giorni morirai ecc ecc
Ecco dottori questi sono due esempi, spero di avere una vostra rassicurazione aspettando la visita.
Saluti
Stefano
Le mie ossessioni sono di vario genere, ma ultimamente sono aumentate quelle dei pensieri intrusivi.
Premetto che sono in cura da uno psichiatra con tanto di cura farmacologica (Efexor e Risperdal) e che da gennaio, andrò anche in cura da uno psicologo per sperare di uscirne o per lo meno imparare a conviverci.
Aspettando il primo colloquio con lo psicologo, avevo pensato di scrivervi due casi, riguardante miei pensieri intrusivi di morte per avere un vostro consulto.
Il primo è l'aver immaginato una persona delle mie zone, famosa per leggere le mani che mi preannuncia che morirò tale giorno e mese...ecco potete immaginare il mio stato psicologico con il vivere aspettando quel giorno quasi come se fosse una sentenza già scritta, un pensiero nitido arrivato senza senso dal nulla.
Il secondo invece sono sempre pensieri intrusivi cattivissimi verso terzi.
Ad esempio mi capita di parlare con una persona che conosco e se so che ha un parente defunto, l'insulto parte sul parente...cose anche cattive senza alcun senso o motivo.
Cose che mi portano a pagare pegni come rinunciare a cose piacevoli, tipo la masturbazione o altro, perché ho mancato di rispetto a questa gente.
Ed anche lì una vocina e come se mi dicesse se manchi di rispetto dopo tot giorni morirai ecc ecc
Ecco dottori questi sono due esempi, spero di avere una vostra rassicurazione aspettando la visita.
Saluti
Stefano
Buingiorno, le dinamiche da lei descritte sembrerebbero ricadere effettivamente nella sfera dei disturbi ossessivo compulsivi. Tuttavia si tratta di una macrodefinizione che poco ci racconta sui meccanismi sottostanti la sua condizione. Nel percorso che intraprenderá a partire da gennaio avrá socuramente modo di esplorare nel dattaglio le ragioni profonde alla base di queste difficoltà.
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Buongiorno Stefano,
Capisco quanto possa essere difficile convivere con pensieri intrusivi di questo tipo, ed è importante riconoscere che il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) può manifestarsi in modi complessi e molto impattanti sulla qualità della vita. Quello che descrivi, ovvero pensieri invadenti legati alla paura della morte o contenuti aggressivi e irrazionali, è una manifestazione comune del DOC.
È fondamentale ricordare che i pensieri intrusivi non rappresentano i tuoi reali desideri o intenzioni, ma sono frutto del disturbo stesso. Il fatto che tu provi disagio e sensi di colpa per questi pensieri è indicativo della loro natura ossessiva e non riflette chi sei come persona. Il bisogno di "compensare" con rituali o rinunce, come hai descritto, fa parte delle compulsioni che caratterizzano il disturbo.
È positivo che tu stia già seguendo una terapia farmacologica e che a breve inizierai un percorso con uno psicologo. La combinazione di farmacoterapia e psicoterapia, in particolare quella di orientamento cognitivo-comportamentale (CBT), è tra le strategie più efficaci per affrontare il DOC. L'approccio cognitivo-comportamentale ti aiuterà a lavorare sia sulla gestione dei pensieri intrusivi, sia sulla riduzione delle compulsioni, migliorando gradualmente la tua capacità di tollerare l'ansia senza ricorrere a rituali o evitamenti.
Ti consiglio di condividere apertamente con il tuo psicologo questi episodi che ti stanno creando disagio. Ogni esperienza, anche quella che ti sembra più irrazionale o "inaccettabile", è un pezzo importante del lavoro terapeutico e può essere affrontata con strumenti adeguati.
Nel frattempo, cerca di ricordare che i pensieri invadenti, per quanto intensi, non hanno alcun potere reale sulla tua vita o su quella degli altri. Il DOC amplifica la paura di perdere il controllo, ma con l'aiuto di uno specialista potrai imparare a riconoscere questi meccanismi e ad affrontarli in modo più sereno.
Ti incoraggio vivamente a proseguire con fiducia il percorso che hai intrapreso. Rivolgersi a uno specialista è il passo più importante per affrontare questa sfida e ritrovare maggiore benessere.
DOTTORESSA SILVIA PARISI
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Capisco quanto possa essere difficile convivere con pensieri intrusivi di questo tipo, ed è importante riconoscere che il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) può manifestarsi in modi complessi e molto impattanti sulla qualità della vita. Quello che descrivi, ovvero pensieri invadenti legati alla paura della morte o contenuti aggressivi e irrazionali, è una manifestazione comune del DOC.
È fondamentale ricordare che i pensieri intrusivi non rappresentano i tuoi reali desideri o intenzioni, ma sono frutto del disturbo stesso. Il fatto che tu provi disagio e sensi di colpa per questi pensieri è indicativo della loro natura ossessiva e non riflette chi sei come persona. Il bisogno di "compensare" con rituali o rinunce, come hai descritto, fa parte delle compulsioni che caratterizzano il disturbo.
È positivo che tu stia già seguendo una terapia farmacologica e che a breve inizierai un percorso con uno psicologo. La combinazione di farmacoterapia e psicoterapia, in particolare quella di orientamento cognitivo-comportamentale (CBT), è tra le strategie più efficaci per affrontare il DOC. L'approccio cognitivo-comportamentale ti aiuterà a lavorare sia sulla gestione dei pensieri intrusivi, sia sulla riduzione delle compulsioni, migliorando gradualmente la tua capacità di tollerare l'ansia senza ricorrere a rituali o evitamenti.
Ti consiglio di condividere apertamente con il tuo psicologo questi episodi che ti stanno creando disagio. Ogni esperienza, anche quella che ti sembra più irrazionale o "inaccettabile", è un pezzo importante del lavoro terapeutico e può essere affrontata con strumenti adeguati.
Nel frattempo, cerca di ricordare che i pensieri invadenti, per quanto intensi, non hanno alcun potere reale sulla tua vita o su quella degli altri. Il DOC amplifica la paura di perdere il controllo, ma con l'aiuto di uno specialista potrai imparare a riconoscere questi meccanismi e ad affrontarli in modo più sereno.
Ti incoraggio vivamente a proseguire con fiducia il percorso che hai intrapreso. Rivolgersi a uno specialista è il passo più importante per affrontare questa sfida e ritrovare maggiore benessere.
DOTTORESSA SILVIA PARISI
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno Stefano,
i pensieri intrusivi legati al DOC non definiscono chi sei, ma rappresentano un meccanismo della tua mente che può essere efficacemente affrontato. La psicoterapia breve strategica è un approccio altamente efficace per il DOC, poiché mira a interrompere i circoli viziosi che mantengono le ossessioni, portando sollievo in tempi brevi. Nel frattempo, non cercare di combattere i pensieri: lasciali scorrere senza giudicarli o agire su di essi. Affidati al percorso terapeutico che hai pianificato, che è un passo decisivo verso il miglioramento.
i pensieri intrusivi legati al DOC non definiscono chi sei, ma rappresentano un meccanismo della tua mente che può essere efficacemente affrontato. La psicoterapia breve strategica è un approccio altamente efficace per il DOC, poiché mira a interrompere i circoli viziosi che mantengono le ossessioni, portando sollievo in tempi brevi. Nel frattempo, non cercare di combattere i pensieri: lasciali scorrere senza giudicarli o agire su di essi. Affidati al percorso terapeutico che hai pianificato, che è un passo decisivo verso il miglioramento.
Buonasera Stefano e grazie mille della sua condivisione.
Bravissimo che si sta prendendo cura di se stesso e del suo disturbo. In questi casi come lei sta già facendo si tratta il disturbo sia da un punto di vista psichiatrico che psicologico attraverso un percorso di psicoterapia. Nel mio approccio sistemico relazionale, in questi casi indago insieme al paziente (anche attraverso strumenti sistemici quali il GENOGRAMMA e il CICLO DI VITA), l'origine del disturbo, partendo dalla sua storia familiare e dai COPIONI FAMILIARI.
In bocca al lupo!
Bravissimo che si sta prendendo cura di se stesso e del suo disturbo. In questi casi come lei sta già facendo si tratta il disturbo sia da un punto di vista psichiatrico che psicologico attraverso un percorso di psicoterapia. Nel mio approccio sistemico relazionale, in questi casi indago insieme al paziente (anche attraverso strumenti sistemici quali il GENOGRAMMA e il CICLO DI VITA), l'origine del disturbo, partendo dalla sua storia familiare e dai COPIONI FAMILIARI.
In bocca al lupo!
Buon giorno, in primo luogo la invito a non colpevolizzarsi per queste ossessioni: lei non è colpevole in nessun modo e non deve praticare "autorinuncie" per punirsi. i suoi pensieri intrusivi sono davvero angosciosi e difficili da sopportare. Indubbiamente la terapia farmacologica è importante e vanno monitorati i suoi effetti; la invito pertanto a far sapere al suo psichiatra che la terapia non agisce completamente modificando tali ossessioni. Contemporaneamente un lavoro psicoterapico l'aiuterà nel gestirli e nel metterli in relazione con la sua storia vi vita. I due trattamenti (farmacologico e psicoterapico) Le saranno utili nel migliorare la sua qualità di vita. Deve avere pazienza, ma, con l'aiuto dei professionisti, acquisendo un rapporto di fiducia con gli stessi, riuscirà a dominare e a sconfiggere il suo profilo di ossessioni così invasive. Buona fortuna e buon lavoro!
Gentilissimo il connubio tra terapia farmacologica e psicoterapia è la migliore combinazione per lavorare sul DOC per cui ha fatto la scelta giusta. Le auguro un felice percorso individuale.
Dott. Lucio Aucello
Dott. Lucio Aucello
Non è facile affrontare e descrivere esperienze come quelle che sta vivendo, ma il fatto che lei sia in cura con lo psichiatra e stia cercando supporto psicologico è già un passo molto importante, che ti aiuterà a gestire al meglio quelli che sono gli aspetti comuni del disturbo ossessivo-compulsivo: riuscirete insieme a ridurre il potere dei pensieri intrusivi, gestendo le emozioni e le cognizioni ad essi connessi, attribuendone sensi e significati per lei coerente. La mente, nel caso del DOC, può generare pensieri molto disturbanti e incoerenti, che non hanno fondamento, ma che riescono a suscitare ansia e paura proprio perché invadenti.
Attenda l’inizio della terapia e, in caso di necessità, non esiti a richiedere aiuto!!
Attenda l’inizio della terapia e, in caso di necessità, non esiti a richiedere aiuto!!
Caro Stefano,
Capisco quanto possa essere difficile convivere con pensieri intrusivi, specialmente quando riguardano temi così dolorosi e spaventosi come la morte o il danneggiare altri senza volerlo. Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) può davvero rendere il vivere quotidiano estremamente impegnativo, soprattutto quando le ossessioni sono persistenti e coinvolgono temi così angoscianti.
Le ossessioni di morte che descrivi, come quelle in cui un individuo ti preannuncia la tua morte in un determinato giorno o quelle riguardanti pensieri negativi e cattivi verso terzi, sono tipiche del DOC, dove il pensiero intrusivo genera molta ansia e porta a tentativi di neutralizzare questi pensieri con azioni o rituali (come l'evitare cose piacevoli). Spesso, il tentativo di "controllare" questi pensieri, o di "punirsi" per evitare che accadano, può solo peggiorare l'ansia e non offre un vero sollievo a lungo termine.
Il fatto che tu stia già seguendo una cura farmacologica con l'uso di Efexor (un antidepressivo) e Risperdal (un antipsicotico) è un buon passo, e il fatto che stai iniziando una terapia psicologica è un ulteriore importante passo per affrontare in modo completo e integrato il tuo disturbo. In particolare, la terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è un approccio molto utile per il trattamento del DOC. La TCC aiuta a modificare i modelli di pensiero disfunzionali e a ridurre l'ansia associata agli impulsi ossessivi.
Per quanto riguarda i pensieri intrusivi di morte e gli insulti verso terzi, è importante ricordare che questi pensieri non riflettono la realtà e non sono indicatori di ciò che potrebbe effettivamente accadere. Sono solo pensieri che il DOC rende intrusivi e che tu non desideri avere. L'idea di "punirsi" con privazioni o "compensazioni" (come rinunciare a piaceri come la masturbazione) è un tentativo di controllare questi pensieri e ridurre l'ansia, ma può diventare un circolo vizioso.
Non sei solo in questa lotta e il fatto che stai cercando un supporto psicologico è molto positivo. Ti consiglio di continuare a collaborare con il tuo psichiatra e di affrontare la psicoterapia con la mente aperta, cercando di avere fiducia nel processo. La gestione dei pensieri ossessivi richiede tempo, ma con il giusto supporto è possibile imparare a conviverci senza che questi influenzino la qualità della vita.
Ti auguro tanto coraggio e determinazione. Se hai bisogno di ulteriori chiarimenti o consigli, non esitare a scrivermi.
Capisco quanto possa essere difficile convivere con pensieri intrusivi, specialmente quando riguardano temi così dolorosi e spaventosi come la morte o il danneggiare altri senza volerlo. Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) può davvero rendere il vivere quotidiano estremamente impegnativo, soprattutto quando le ossessioni sono persistenti e coinvolgono temi così angoscianti.
Le ossessioni di morte che descrivi, come quelle in cui un individuo ti preannuncia la tua morte in un determinato giorno o quelle riguardanti pensieri negativi e cattivi verso terzi, sono tipiche del DOC, dove il pensiero intrusivo genera molta ansia e porta a tentativi di neutralizzare questi pensieri con azioni o rituali (come l'evitare cose piacevoli). Spesso, il tentativo di "controllare" questi pensieri, o di "punirsi" per evitare che accadano, può solo peggiorare l'ansia e non offre un vero sollievo a lungo termine.
Il fatto che tu stia già seguendo una cura farmacologica con l'uso di Efexor (un antidepressivo) e Risperdal (un antipsicotico) è un buon passo, e il fatto che stai iniziando una terapia psicologica è un ulteriore importante passo per affrontare in modo completo e integrato il tuo disturbo. In particolare, la terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è un approccio molto utile per il trattamento del DOC. La TCC aiuta a modificare i modelli di pensiero disfunzionali e a ridurre l'ansia associata agli impulsi ossessivi.
Per quanto riguarda i pensieri intrusivi di morte e gli insulti verso terzi, è importante ricordare che questi pensieri non riflettono la realtà e non sono indicatori di ciò che potrebbe effettivamente accadere. Sono solo pensieri che il DOC rende intrusivi e che tu non desideri avere. L'idea di "punirsi" con privazioni o "compensazioni" (come rinunciare a piaceri come la masturbazione) è un tentativo di controllare questi pensieri e ridurre l'ansia, ma può diventare un circolo vizioso.
Non sei solo in questa lotta e il fatto che stai cercando un supporto psicologico è molto positivo. Ti consiglio di continuare a collaborare con il tuo psichiatra e di affrontare la psicoterapia con la mente aperta, cercando di avere fiducia nel processo. La gestione dei pensieri ossessivi richiede tempo, ma con il giusto supporto è possibile imparare a conviverci senza che questi influenzino la qualità della vita.
Ti auguro tanto coraggio e determinazione. Se hai bisogno di ulteriori chiarimenti o consigli, non esitare a scrivermi.
Buongiorno gentile utente.
Credo che la sua decisione di intraprendere un percorso da uno psicologo specializzato in psicoterapia sia una scelta ottimale.
Parla di immaginazione, pensieri intrusivi.
La difficoltà è in questi momenti il poter distinguere i pensieri dalle situazioni reali.
La mente elabora pensieri automaticamente e il nostro agire automaticamente ci porta a non potere sempre avere la giusta consapevolezza per riconoscere questi e distinguerli dal momento presente.
La psicoterapia, purché svolta da uno psicologo che sia specializzato, affronta le dinamiche psicologiche e i contenuti di una disfunzione ma in questo caso penso che sia anche utile accompagnare questo percorso ad un percorso di mindfulness, atto proprio a praticare la attenzione consapevole del momento presente.
Un saluto cordiale
Credo che la sua decisione di intraprendere un percorso da uno psicologo specializzato in psicoterapia sia una scelta ottimale.
Parla di immaginazione, pensieri intrusivi.
La difficoltà è in questi momenti il poter distinguere i pensieri dalle situazioni reali.
La mente elabora pensieri automaticamente e il nostro agire automaticamente ci porta a non potere sempre avere la giusta consapevolezza per riconoscere questi e distinguerli dal momento presente.
La psicoterapia, purché svolta da uno psicologo che sia specializzato, affronta le dinamiche psicologiche e i contenuti di una disfunzione ma in questo caso penso che sia anche utile accompagnare questo percorso ad un percorso di mindfulness, atto proprio a praticare la attenzione consapevole del momento presente.
Un saluto cordiale
Gentile utente di mio dottore, i pensieri qui riportati sono prevalenti nelle problematiche di matrice ansiosa. Ha iniziato un trattamento farmacologico e a breve inizierà una psicoterapia. Le due cose insieme con il tempo le consentiranno di uscire dalla morsa dei suoi sintomi. In bocca al lupo per tutto. Saluti Dott. Diego Ferrara
Buonasera Stefano,
grazie per aver condiviso la sua esperienza. È importante riconoscere il coraggio che ha dimostrato nel cercare aiuto e nel condividere i suoi pensieri intrusivi. Questi pensieri possono essere molto angoscianti, ma è fondamentale ricordare che non definiscono chi è lei come persona.
Il fatto che sia già in cura da uno psichiatra e che abbia pianificato di iniziare un percorso con uno psicoterapeuta è un passo molto positivo. La combinazione di terapia farmacologica e psicoterapia può essere molto efficace nel gestire i sintomi del Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC).
Nel frattempo, potrebbe essere utile cercare di non dare troppo peso ai pensieri intrusivi. Questi pensieri, per quanto disturbanti, sono solo pensieri e non hanno il potere di determinare il futuro o di definire la sua moralità. La tecnica della "distanza cognitiva" può essere utile: riconoscere che i pensieri intrusivi sono solo prodotti della mente e non riflettono la realtà.
È anche importante non punirsi per questi pensieri. Rinunciare a cose piacevoli come forma di punizione può aumentare il senso di colpa e l'ansia. Invece, cercare di mantenere una routine che includa attività piacevoli e rilassanti può aiutare a ridurre lo stress.
Infine, le rassicurazioni che cerca arriveranno sicuramente dal suo percorso terapeutico. La invito a continuare a seguire le indicazioni del suo psichiatra e a condividere apertamente questi pensieri con il suo psicoterapeuta quando inizierà la terapia.
Un caro saluto e un augurio di serenità.
grazie per aver condiviso la sua esperienza. È importante riconoscere il coraggio che ha dimostrato nel cercare aiuto e nel condividere i suoi pensieri intrusivi. Questi pensieri possono essere molto angoscianti, ma è fondamentale ricordare che non definiscono chi è lei come persona.
Il fatto che sia già in cura da uno psichiatra e che abbia pianificato di iniziare un percorso con uno psicoterapeuta è un passo molto positivo. La combinazione di terapia farmacologica e psicoterapia può essere molto efficace nel gestire i sintomi del Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC).
Nel frattempo, potrebbe essere utile cercare di non dare troppo peso ai pensieri intrusivi. Questi pensieri, per quanto disturbanti, sono solo pensieri e non hanno il potere di determinare il futuro o di definire la sua moralità. La tecnica della "distanza cognitiva" può essere utile: riconoscere che i pensieri intrusivi sono solo prodotti della mente e non riflettono la realtà.
È anche importante non punirsi per questi pensieri. Rinunciare a cose piacevoli come forma di punizione può aumentare il senso di colpa e l'ansia. Invece, cercare di mantenere una routine che includa attività piacevoli e rilassanti può aiutare a ridurre lo stress.
Infine, le rassicurazioni che cerca arriveranno sicuramente dal suo percorso terapeutico. La invito a continuare a seguire le indicazioni del suo psichiatra e a condividere apertamente questi pensieri con il suo psicoterapeuta quando inizierà la terapia.
Un caro saluto e un augurio di serenità.
Caro Stefano,
credo che la rassicurazione più importante che tu possa avere stia proprio nel fatto di essere in cura da uno psichiatra e di aver preso il primo appuntamento con uno psicologo. Il passo più importante lo hai già fatto.
Il disturbo di cui soffri è complesso da affrontare e, come tu stesso affermi, forse un obiettivo realistico è imparare a conviverci.
Mi pare di capire che i tuoi pensieri assumono una concretezza tale da spingerti ad azioni compensative per riparare qualcosa che non è accaduto. Come se ognuno di noi dovesse essere punito per una fantasia, per un sogno o simili, che per quanto cruenti non costituiscono mai un passaggio all'atto.
Credo che ogni parola possa sembrare vana davanti alla forza dell'intrusività dei pensieri di cui parli, che immagino sia una importante fonte di preoccupazione e sofferenza. Se dovessi suggerire un modo per rassicurarti in attesa del tuo inizio lavori con un collega, penserei all'idea che è necessario non farsi spaventare dai pensieri, ma imparare ad ascoltarli come simboli di qualcosa che preme dentro di te. Probabilmente emozioni come rabbia e aggressività, che hanno bisogno di essere aiutate a trovare un modo e una gradualità per essere espresse nel quotidiano senza diventare distruttive per te o per gli altri. Non è facile e richiederà tempo e perseveranza, e aggiungerei fiducia nella lucidità e capacità di analisi che traspare dalle due parole.
Non ti arrendere. Saluti anche a te, Valentina
credo che la rassicurazione più importante che tu possa avere stia proprio nel fatto di essere in cura da uno psichiatra e di aver preso il primo appuntamento con uno psicologo. Il passo più importante lo hai già fatto.
Il disturbo di cui soffri è complesso da affrontare e, come tu stesso affermi, forse un obiettivo realistico è imparare a conviverci.
Mi pare di capire che i tuoi pensieri assumono una concretezza tale da spingerti ad azioni compensative per riparare qualcosa che non è accaduto. Come se ognuno di noi dovesse essere punito per una fantasia, per un sogno o simili, che per quanto cruenti non costituiscono mai un passaggio all'atto.
Credo che ogni parola possa sembrare vana davanti alla forza dell'intrusività dei pensieri di cui parli, che immagino sia una importante fonte di preoccupazione e sofferenza. Se dovessi suggerire un modo per rassicurarti in attesa del tuo inizio lavori con un collega, penserei all'idea che è necessario non farsi spaventare dai pensieri, ma imparare ad ascoltarli come simboli di qualcosa che preme dentro di te. Probabilmente emozioni come rabbia e aggressività, che hanno bisogno di essere aiutate a trovare un modo e una gradualità per essere espresse nel quotidiano senza diventare distruttive per te o per gli altri. Non è facile e richiederà tempo e perseveranza, e aggiungerei fiducia nella lucidità e capacità di analisi che traspare dalle due parole.
Non ti arrendere. Saluti anche a te, Valentina
Buona sera Stefano, chiaramente si tratta di disturbi ossessivo compulsivi (doc), ma non è chiaro nel suo messaggio perché pensa di dover necessariamente andare dal cartomante, né se le cattiverie le dice o le pensa soltanto, né in che modo c'entri la masturbazione. In ogni caso, penso sarebbe possibile riuscire ad aiutarla entro 10 sedute o poco più. SCONSIGLIO analisi eterne che non si sa quando finiscano e se risolvano alcunché
Buongiorno,
bene che inizi il percorso psicologico con già una copertura farmacologica in atto. Inoltre, l'unione tra le due cose risulta decisamente più efficace rispetto alla sola cura farmacologica.
I pensieri che lei espone possono essere un'interessante spunto di partenza con cui iniziare la psicoterapia, tuttavia mi preme specificare che per certe sintomatologie, come i DOC, c'è bisogno di un lavoro sistematico e che richiede pazienza, ma soprattutto tempo.
In bocca al lupo, saluti!
bene che inizi il percorso psicologico con già una copertura farmacologica in atto. Inoltre, l'unione tra le due cose risulta decisamente più efficace rispetto alla sola cura farmacologica.
I pensieri che lei espone possono essere un'interessante spunto di partenza con cui iniziare la psicoterapia, tuttavia mi preme specificare che per certe sintomatologie, come i DOC, c'è bisogno di un lavoro sistematico e che richiede pazienza, ma soprattutto tempo.
In bocca al lupo, saluti!
Buonasera Stefano,
Innanzitutto mostro comprensione ed empatia verso una situazione difficile e di non facile sopportazione. Difatti, spesso, nei casi di disturbo ossessivo-compulsivo, si adotta la metafora della "mente fuori dal proprio controllo", proprio al fine di descrivere un quadro clinico in cui il paziente ha la percezione di aspetti cognitivi fuori dalle proprie possibilità di verifica.
Detto ciò, rinforzo la sua decisione di essere seguito, oltre che da una figura psichiatrica, anche da una psicologica. Potrà essere utile indagare, con quest'ultimo, l'origine della precisa tipologia di pensieri intrusivi che la caratterizzano e che sembrano incentrarsi su un tema morte. I pensieri ossessivi spesso nascondono la presenza di paure: un trattamento psicodinamico, che sappia sondare l'origine di eventuali timori di morte e connesse possibilità di elaborazione, potrà essergli di aiuto nel raggiungere quello stato di sufficiente sicurezza, tale da non determinare più la comparsa di questi ultimi.
Sperando di esserle stata d'aiuto,
Dott.ssa Elisa Folliero
Innanzitutto mostro comprensione ed empatia verso una situazione difficile e di non facile sopportazione. Difatti, spesso, nei casi di disturbo ossessivo-compulsivo, si adotta la metafora della "mente fuori dal proprio controllo", proprio al fine di descrivere un quadro clinico in cui il paziente ha la percezione di aspetti cognitivi fuori dalle proprie possibilità di verifica.
Detto ciò, rinforzo la sua decisione di essere seguito, oltre che da una figura psichiatrica, anche da una psicologica. Potrà essere utile indagare, con quest'ultimo, l'origine della precisa tipologia di pensieri intrusivi che la caratterizzano e che sembrano incentrarsi su un tema morte. I pensieri ossessivi spesso nascondono la presenza di paure: un trattamento psicodinamico, che sappia sondare l'origine di eventuali timori di morte e connesse possibilità di elaborazione, potrà essergli di aiuto nel raggiungere quello stato di sufficiente sicurezza, tale da non determinare più la comparsa di questi ultimi.
Sperando di esserle stata d'aiuto,
Dott.ssa Elisa Folliero
Caro Stefano, non mi concentrerei tanto sul contenuto dei pensieri intrusivi quanto sul fatto che ci sono e che ti guastano la giornata e soprattutto il rapporto con te stesso. In una fase di maggiore intensità del disturbo è effettivamente opportuno un sostegno farmacologico per evitare che l’ansia sia a un livello tale da compromettere le risorse cognitive. Questo ti renderebbe “irraggiungibile” in un contesto di psicoterapia, provocando inutili costi in tempo (psicoterapeuta) e in denaro (tu) e soprattutto provocando in entrambi un senso di inefficacia. L’ottimo sarebbe una collaborazione tra gli specialisti, per individuare il momento giusto per intraprendere un percorso di psicoterapia che andrebbe alla radice stessa del disturbo, individuandone il senso e rendendone stabile il superamento. Ti auguro il meglio
Buongiorno Stefano,
Capisco quanto possa essere faticoso convivere con questi pensieri, e apprezzo la tua lucidità nel descriverli. La diagnosi di DOC (Disturbo Ossessivo Compulsivo) è spesso utilizzata per spiegare esperienze come le tue, ma da una prospettiva interazionista, ci si interroga su quanto questa etichetta sia utile per comprendere pienamente la tua esperienza. Più che vedere i pensieri intrusivi come “sintomi di un disturbo”, possiamo considerarli come parte di un modo complesso e personale di interagire con te stesso e con il mondo.
Ad esempio, l’idea dei “pegni” potrebbe non essere solo una compulsione, ma anche un modo per ristabilire un senso di controllo in situazioni che percepisci come fuori controllo. Non si tratta di “pensieri sbagliati” o di una “mente difettosa”, ma di schemi che si sono strutturati nel tempo, forse per affrontare emozioni intense o situazioni difficili.
Il percorso che inizierai con lo psicologo potrà essere uno spazio importante per esplorare questi schemi, senza doverli per forza ridurre a “sintomi”. Ti incoraggio a portare con te questa riflessione nel colloquio: non sei il tuo DOC, sei molto di più.
Marco Di Campli, psicologo psicoterapeuta
Capisco quanto possa essere faticoso convivere con questi pensieri, e apprezzo la tua lucidità nel descriverli. La diagnosi di DOC (Disturbo Ossessivo Compulsivo) è spesso utilizzata per spiegare esperienze come le tue, ma da una prospettiva interazionista, ci si interroga su quanto questa etichetta sia utile per comprendere pienamente la tua esperienza. Più che vedere i pensieri intrusivi come “sintomi di un disturbo”, possiamo considerarli come parte di un modo complesso e personale di interagire con te stesso e con il mondo.
Ad esempio, l’idea dei “pegni” potrebbe non essere solo una compulsione, ma anche un modo per ristabilire un senso di controllo in situazioni che percepisci come fuori controllo. Non si tratta di “pensieri sbagliati” o di una “mente difettosa”, ma di schemi che si sono strutturati nel tempo, forse per affrontare emozioni intense o situazioni difficili.
Il percorso che inizierai con lo psicologo potrà essere uno spazio importante per esplorare questi schemi, senza doverli per forza ridurre a “sintomi”. Ti incoraggio a portare con te questa riflessione nel colloquio: non sei il tuo DOC, sei molto di più.
Marco Di Campli, psicologo psicoterapeuta
Salve, purtroppo il funzionamento doc è molto faticoso per la nostra mente, e spesso porta ad una sequenza di ragionamento di questo tipo: se succede "questo" allora dovrò fare "quest'altro". Credo che lei stia però facendo i passi giusti, il doc generalmente risponde bene a trattamenti cognitivo-comportamentali, dandole così la possibilità di non limitare troppo la sua percezione di benessere.
Buongiorno Stefano.
Spiacente per quanto scrive, i pensieri intrusivi possono spaventare e affaticare molto perchè il tentativo che di solito prevale è quello di allontanarli e "zittirli", ma cosi facendo questi si rinforzano sempre più.
Positivo il fatto che tra poco inizierà un percorso in cui approfondire queste dinamiche, il loro differente modo di manifestarsi e quindi poter intervenire.
Per il momento, sebbene complesso, Le posso suggerire di evitare di evitare o rinunciare agli impegni quotidiani perchè questo tendenzialmente rafforza l'ossessione.
Buon lavoro
Spiacente per quanto scrive, i pensieri intrusivi possono spaventare e affaticare molto perchè il tentativo che di solito prevale è quello di allontanarli e "zittirli", ma cosi facendo questi si rinforzano sempre più.
Positivo il fatto che tra poco inizierà un percorso in cui approfondire queste dinamiche, il loro differente modo di manifestarsi e quindi poter intervenire.
Per il momento, sebbene complesso, Le posso suggerire di evitare di evitare o rinunciare agli impegni quotidiani perchè questo tendenzialmente rafforza l'ossessione.
Buon lavoro
Buonasera, i pensieri intrusivi che descrive non sono profezie che si avvereranno ma sono reazioni ad emozioni e vissuti sottostanti che prendono questa forma in lei. Fa benissimo a richiedere un aiuto specialistico. La finalità è quella di chiarire cosa si agita nel profondo del suo animo. Da soli non sarebbe possibile farlo.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
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