Buongiorno dottori da 3 mesi circa soffro di confusione come se tutto quello che guardo lo vedo tram

24 risposte
Buongiorno dottori da 3 mesi circa soffro di confusione come se tutto quello che guardo lo vedo tramite una bolla, in più vuoti di memoria come se non mi ricordo tutto quello che faccio, però arrivo al punto da 2 giorni si e unito un nuovo sintomi che mi sento come spilli diffusi in tutto il copro quindi braccia, shiena ecc e quando mi gratto oppure mi tocco e come se percepisco molto di meno il tatto, come se ho una piccola anestesia... cos'è causato tutto ciò.. paura di essere in unizio di demenza anche se ho 33 anni
Dott.ssa Gessica Turiello
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Salerno
Buongiorno, i sintomi che mi descrive non mi fanno pensare a una demenza.. tuttavia vale la pena farsi fare dei controlli medici. Se dai suoi accertamenti non vi fosse traccia di cause organiche, le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo che la aiuterà a capire che cosa le sta succedendo e a mettere insieme i pezzi. Auguri per la sua vita,
Dott.ssa G.T.

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Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno,
i sintomi che descrive — confusione mentale, sensazione di irrealtà (come se si trovasse "dentro una bolla"), vuoti di memoria, formicolii diffusi (sensazione di “spilli”) e una percezione alterata del tatto — possono avere molteplici cause, sia di natura psicologica che medica.

Nel campo psicologico, questi vissuti possono essere compatibili con stati di ansia acuta o cronica, oppure con condizioni dissociative, spesso attivate da periodi prolungati di stress o traumi emotivi. La depersonalizzazione e la derealizzazione, ad esempio, possono dare proprio la sensazione di vivere in una realtà ovattata o distante. Anche la stanchezza mentale e la sovraesposizione allo stress possono portare a difficoltà di concentrazione, piccoli vuoti di memoria e percezioni corporee alterate.

Tuttavia, è fondamentale anche escludere cause di tipo neurologico o medico, come neuropatie periferiche, carenze vitaminiche (es. vitamina B12), alterazioni metaboliche o ormonali, oppure altre condizioni che solo un medico specialista può diagnosticare.

Comprendo la sua preoccupazione per un possibile inizio di demenza, ma è importante sapere che questa condizione, soprattutto a 33 anni, è estremamente rara e in genere si presenta con un quadro clinico molto diverso.

Il mio consiglio è di rivolgersi il prima possibile sia al medico di base per un primo inquadramento clinico, sia a uno specialista in psicologia o psicoterapia per approfondire l’aspetto emotivo, comportamentale e cognitivo di quanto sta vivendo. Un lavoro integrato tra più professionisti è spesso la via più efficace per comprendere e affrontare in modo mirato questi sintomi.

Sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi ad uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, i sintomi che descrive (la sensazione di vivere come “dentro una bolla”, i vuoti di memoria, la percezione alterata del tatto e le sensazioni simili a spilli diffusi sul corpo) possono sicuramente essere spaventosi, soprattutto se insorgono in modo improvviso e persistono nel tempo. Capisco bene la sua preoccupazione, in particolare quella legata alla possibilità di una patologia neurologica grave come una forma precoce di demenza. Tuttavia, è importante sottolineare che a 33 anni la demenza è un’eventualità estremamente rara e che i suoi sintomi, pur molto fastidiosi, non sono specifici né indicativi in modo diretto di quel tipo di patologia.

Quello che sta vivendo può avere diverse possibili spiegazioni, e molte di queste (le più frequenti alla sua età) sono di natura funzionale, cioè collegate a fattori psicofisiologici, come stress intenso, ansia cronica o disturbi dissociativi. Le alterazioni percettive che riferisce (vista ovattata, distacco dalla realtà, alterata sensibilità cutanea) sono molto comuni, ad esempio, negli stati di ansia prolungata o in periodi di sovraccarico emotivo. Anche i vuoti di memoria possono essere legati a una mente sovraccarica, non presente nel “qui e ora”, o a stati dissociativi lievi, molto più comuni di quanto si pensi.

Tuttavia, per poter escludere cause di altra natura (ad esempio neurologiche o metaboliche) è assolutamente importante che lei si rivolga innanzitutto al suo medico curante per una valutazione clinica generale e, se necessario, a uno specialista neurologo. Può anche essere indicata una valutazione psicologica o psichiatrica per comprendere se lo stato ansioso o eventuali vissuti emotivi profondi (non sempre subito consapevoli) stiano contribuendo a questo stato.

La cosa più importante ora non è cercare da solo una diagnosi, ma affidarsi a un percorso di valutazione ben strutturato. I sintomi che descrive meritano ascolto e attenzione, ma non devono portarla a pensare subito al peggio. Al contrario, il fatto che lei si stia ponendo domande, che osservi il suo corpo con attenzione e che chieda aiuto è un segnale positivo e prezioso.

Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Dott. Sergio Borrelli
Psicologo, Psicologo clinico
Tradate
Buongiorno.
La demenza è altro.
Se vuole, possiamo approfondire ciò che percepisce e i suoi vissuti.
Dott.ssa Stefania Conti
Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Buongiorno,

la ringrazio per aver scritto e condiviso con così tanta chiarezza ciò che sta vivendo. Da come descrive, immagino che lei stia affrontando un periodo davvero difficile e disorientante, in cui il corpo e la mente sembrano non rispondere più come prima, generando paura, confusione e un senso di perdita di controllo.

La sensazione di vivere “come dentro una bolla”, la difficoltà a ricordare le cose, la percezione alterata del tatto e questi fastidi fisici che si manifestano come “spilli” sono sintomi che meritano attenzione, ma che non indicano automaticamente qualcosa di grave come una demenza. È importante dirlo: a 33 anni è molto raro che una patologia neurodegenerativa si presenti in questo modo. Nella maggior parte dei casi, sintomi simili possono essere legati a stati d’ansia prolungati, stress acuto, disturbi dissociativi, o anche problemi di tipo neurologico o metabolico.

Il nostro corpo è molto più connesso alla mente di quanto spesso immaginiamo. Quando siamo sotto pressione o attraversiamo periodi intensi a livello emotivo, può succedere che si manifestino segnali come questi, anche molto fisici, che aumentano ulteriormente l’ansia, generando un circolo difficile da spezzare da soli.

Tuttavia, è importante non rimanere soli con queste sensazioni. Il primo passo che le suggerisco è di parlarne con il suo medico di base, che potrà valutare la situazione da un punto di vista fisico e, se necessario, indicare degli approfondimenti specifici.

Parallelamente, può essere utile affrontare questo momento anche da un punto di vista psicologico. Spesso dietro questi sintomi si nasconde una richiesta più profonda del corpo e della mente: fermarsi, essere ascoltati, riorientarsi.

Se sente che potrebbe esserti utile esplorare tutto questo insieme, con calma e in un luogo sicuro, la invito a contattarmi per un colloquio. Potremmo prenderci del tempo per comprendere meglio cosa stai attraversando e trovare insieme il modo più adatto per affrontarlo.

Dott.ssa Stefania Conti, Psicologa
Dott.ssa Rossella Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno, le consiglio un consulto dal suo medico curante per escludere le cause fisiche e successivamente un percorso psicologico. Cordiali saluti.
Dott.ssa Giulia Gibelli
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera,
dal suo breve racconto percepisco un po' di paura e preoccupazione per queste sensazioni fisiche e non che sta sperimentando. Le consiglierei, visto che riporta che sono 3 mesi che ne soffre, di consultare uno specialista psicologo.
Un caro saluto!
Sembrano sintomi da stress, ma le consiglio di fare accertamenti medici per escludere altre cause,
un saluto
Liliana :)
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, capisco quanto possa essere disorientante e angosciante vivere con queste sensazioni. Quando ci si sveglia ogni giorno con la percezione di essere "fuori fase", come se ci si muovesse attraverso una bolla, e si ha la sensazione che la memoria, la percezione corporea e la lucidità mentale vacillino, è del tutto naturale che la mente inizi a formulare ipotesi preoccupanti. La paura che si tratti di qualcosa di grave, come una malattia neurodegenerativa, può diventare essa stessa fonte di ulteriore ansia e alimentare un circolo vizioso difficile da interrompere. Le descrizioni che riporta (la sensazione di irrealtà, la difficoltà nel ricordare con chiarezza, le alterazioni della percezione tattile e la paura che tutto questo possa avere una base organica grave) sono molto comuni in condizioni ansiose, soprattutto in quelle forme in cui l’ansia ha trovato un’espressione somatica o dissociativa. In particolare, la derealizzazione (ovvero la sensazione che il mondo esterno appaia ovattato, distante o irreale) e la depersonalizzazione (quando si ha l’impressione di essere staccati dal proprio corpo o dai propri pensieri) possono emergere quando il sistema nervoso è sottoposto a un livello di stress elevato o prolungato. L’ansia, soprattutto quando non riconosciuta o trattenuta per lungo tempo, può influire anche su aspetti che generalmente non colleghiamo a essa: la memoria a breve termine, la concentrazione, la nitidezza sensoriale, e persino la percezione del corpo. I “vuoti” che descrive non necessariamente indicano una patologia neurologica, ma possono essere episodi in cui l’attenzione viene catturata da pensieri preoccupanti, da uno stato di ipervigilanza o da una sensazione di distacco emotivo. Anche le sensazioni che lei descrive come “spilli” o come una sorta di anestesia tattile rientrano spesso in ciò che chiamiamo somatizzazioni: il corpo manifesta, attraverso vie neurologiche ben note, ciò che la mente sta vivendo come un sovraccarico. Le rassicurazioni che può ricevere in un primo momento (ad esempio da esami neurologici, se effettuati) possono alleviare temporaneamente la paura, ma se non si interviene sul modo in cui l’ansia e il pensiero catastrofico si instaurano, è facile che questi sintomi si ripresentino o si spostino su altri piani. È proprio in questo contesto che l’approccio cognitivo-comportamentale può aiutarla concretamente. Non solo lavora sulla gestione e la riduzione dei sintomi ansiosi, ma mira a intervenire sulle interpretazioni che la mente formula su quei sintomi. Quando la mente, anche in buona fede, interpreta una sensazione fisica come “potenzialmente pericolosa”, inizia a monitorarla costantemente. Questo ipercontrollo genera più ansia, che a sua volta può intensificare la percezione del sintomo stesso. È un circolo chiuso, e la chiave è proprio imparare a riconoscerlo e disinnescarlo. È importante anche considerare quanto lo stile di vita, il sonno, l’alimentazione, la stanchezza mentale o fisica, o eventuali traumi passati possano influire su ciò che sta vivendo oggi. Lei ha 33 anni, ed è altamente improbabile che una condizione come la demenza stia iniziando in questa fase della vita, soprattutto se l’unico sintomo presente è la confusione o la derealizzazione. Ma ciò che sta vivendo è reale, non lo sta immaginando, e ha bisogno di essere accolto, compreso e trattato con serietà. Le consiglio di non rimanere solo con queste sensazioni. Affidarsi a un professionista della salute mentale, preferibilmente con formazione cognitivo-comportamentale, può aiutarla a ritrovare un senso di controllo su ciò che le accade, ricostruire un rapporto di fiducia con il proprio corpo e con le proprie percezioni, e riprendere in mano la sua quotidianità, senza più vivere nella paura. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentile utente,
si è già rivolta al suo medico di base o in alternativa alla guardia medica o in pronto soccorso?
Prima di tutto, come Psicologa, le consiglio di rivolgersi ad un medico per escludere un eventuale origine organica del disturbo.
Resto a disposizione per successivi approfondimenti,
Cordialmente
Dott.ssa Ramona Alberti
Dott.ssa Debora Versari
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Forlì
Salve le consiglio di chiedere informazioni al suo medico di base per verificare la sua situazione fisica, se gli esami che le prescriverà non confermassero la condizione medica, allora le consiglio di contattare un terapeuta poiché potrebbe sembrare i sintomi di forte ansia, derealizzazione.
Le consiglio anche di camminare, una sana alimentazione.
Saluti cordiali. Dott.ssa Versari Debora.
Dott.ssa Sonia Zangarini
Psicologo, Professional counselor, Psicologo clinico
Napoli
Buongiorno,
comprendo la sua preoccupazione: i sintomi che descrive, come la sensazione di “bolla”, i vuoti di memoria, le alterazioni della percezione corporea e il timore di avere qualcosa di grave, possono essere molto spaventosi.

Questi segnali non indicano necessariamente una malattia neurologica come la demenza, soprattutto alla sua età, ma non va escluso che segnalino la presenza di altre patologie.
Perciò, è utile in queste situazioni una valutazione medica per escludere eventuali cause patologiche dei suoi sintomi.

È anche importante sapere che questi stati possono essere legati a stati d’ansia intensi o a periodi di forte stress, che possono influenzare il modo in cui percepiamo il nostro corpo, la realtà intorno a noi e anche la memoria a breve termine.
In questi casi un percorso psicologico può aiutarla a comprendere da dove nascono questi vissuti e come gestirli.

Un caro saluto,
Dott.ssa Sonia Zangarini
Psicologa / Counselor
Dr. Riccardo Sirio
Psicologo, Psicologo clinico
Trofarello
Caro utente,
i sintomi che descrivi — confusione mentale, difficoltà di memoria e sensazioni di formicolio o intorpidimento — possono essere influenzati da diversi fattori. È importante escludere prima eventuali cause mediche, disfunzioni neurologiche o altre condizioni fisiche. Ti consiglio di consultare un medico per una valutazione completa.
Se le cause mediche vengono escluse, questi sintomi potrebbero essere legati ad eventuale condizione psicologica. In tal caso, un supporto psicologico può essere utile per affrontare e gestire questi disagi.
Ricorda che prendersi cura della propria salute mentale è altrettanto importante quanto la salute fisica. La capacità di richiesta di aiuto è il primo passo per stare bene. Rimango a disposizione.
Buonasera, talvolta sintomi come questi possono risultare spaventosi ed indurre in uno stato di ansia generale che faccia temere il peggio. Quello che posso dirle è che sicuramente sarebbe il caso di approfondire il tutto in uno spazio sicuro che le permetterebbe di capire cosa succede e di imparare a gestirlo.
Dott.ssa Laura Cancellara
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, grazie per esserti affidato ad una piattaforma che con una domanda di aiuto può sostenerti nella risposta e farti sentire meno solo in questo momento per te difficile da fronteggiare. Il consiglio che posso darti è poter vedere, quando riesci e nei tuoi tempi, un professionista che può ascoltarti, accoglierti e che insieme a te, ti faccia comprendere in maniera un pò più chiara questo stato di preoccupazione che sento. Per quanto riguarda gli altri sintomi che descrivi, di malessere generale, potresti rivolgerti al tuo medico di base, o ad un medico di fiducia che magari può inquadrare questa sintomatologia in maniera più chiara. Piccoli passaggi che, sono certa, ti accompagneranno nella ricerca di un motivo e di conseguenza con chiarezza potrai rivolgerti al professionista giusto che può supportarti. Saluti. Dott.ssa Laura Cancellara
Dott.ssa Chiara Fabbiano
Psicologo, Psicologo clinico
Buccinasco
Buongiorno,

capisco quanto questi sintomi possano spaventare, soprattutto quando coinvolgono la percezione della realtà, la memoria e il corpo. Quello che descrivi — la sensazione di "confusione nella testa", di vedere come attraverso una bolla, i vuoti di memoria e le alterazioni della sensibilità — merita sicuramente attenzione, ma non significa automaticamente che si tratti di demenza. A 33 anni questa ipotesi è molto improbabile, salvo casi clinici eccezionali e rari, che solitamente si presentano in modo molto diverso.

La nostra mente è meravigliosa e fa quello che fa con l'unico scopo di proteggerci da ciò che, per un motivo o per un'altro, fatichiamo ad affrontare. In questi casi, spesso, il corpo si fa portavoce di un malessere perchè "se lo sente il corpo, allora è reale".

Credo che qualsiasi cosa stia succedendo, sei arrivato o arrivata al tuo limite di sopportazione e il tuo corpo cerca di dirtelo proprio con i sintomi che descrivi.
Sarebbe bello che tu riuscissi a ritargliarti uno spazio dedicato per affrontare questa fatica e se vorrai potremo farlo insieme.
Dott.ssa Elena Dati
Psicologo, Psicologo clinico
Crema
Buonasera,
comprendo quanto possa essere faticoso vivere questo stato di confusione, soprattutto se accompagnato dalla sensazione di percepire meno il proprio corpo.
Naturalmente, non è possibile formulare una diagnosi attraverso un messaggio. Ci tengo però a rassicurarla: l’insorgenza di una demenza a 33 anni è un evento estremamente raro.
Le consiglio di rivolgersi al proprio medico di base, in modo da essere indirizzato verso gli specialisti più adatti per la sua situazione.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Elena Dati
Buongiorno, forse è un momento particolarmente stressante o carico emotivamente? I sintomi che hai descritto sembrerebbe una somatizzazione di un disagio emotivo, forse hai bisogno di esternare dei pensieri o delle emozioni a parole così da far scomparire i sintomi fisici
Dott.ssa Lucia Nobis
Psicologo, Psicologo clinico
Montella
Gentilissim*, le suggerisco, al fine di formulare una diagnosi differenziale, di fare un
controllo neurologico, dopodiché, una volta escluse cause di tipo organico, può sicuramente chiedere aiuto ad un* collega psicoterapeuta che si occupi di disturbi di natura psicosomatica o stress-correlati.
Spero di esserle stata utile, chieda pure se ha altre domande.
Cordialità.
Gentile utente, per togliere qualsiasi dubbio vada dal suo medico e faccia degli accertamenti per escludere diagnosi di demenza. Da ciò che descrive, da un punto di vista psicologico, i suoi sintomi corrispondono al disturbo d'ansia e attacchi di panico somatizzato. Resto a sua disposizione Dott.ssa Valentina Pisciotta
Dott.ssa Jessica Furlan
Psicologo, Psicologo clinico
Fiumicino aeroporto
Buon pomeriggio, si rivolga al suo medico di base per fare un check up generale e vedere le varie funzionalità dei suoi organi interni, in parallelo, le consiglio di iniziare un percorso di supporto psicologico in cui parlare della sua storia personale così potrà avere un quadro e capire dove si trova nel suo percorso di vita e prendere consapevolezza maggiore di sè stesso.
Spero di esserle stata di aiuto
Saluti
Dr. Domenico Pianelli
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Ciao, quello che descrivi sembra più ascrivibile alla derealizzazione (un fenomeno dissociativo) che alla demenza.
Dott. Marco Squarcini
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentilissimo, tendenzialmente è molto raro l'esordio di una decadimento cognitivo alla sua età, tuttavia le consiglierei di procedere con visita neurologica e visita psichiatrica per comprendere in maniera approfondita che cosa le sta accadendo da tre mesi a questa parte. Un caro saluto, Dott. Marco Squarcini
Dott.ssa Giulia Casole
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Comprendo la tua crescente preoccupazione, specialmente perché ai sintomi di disagio che provi da qualche tempo se ne sono aggiunti di nuovi, che coinvolgono la sfera corporea.
​Hai descritto una sintomatologia che si è evoluta in circa tre mesi. La sensazione di confusione e di vedere il mondo "tramite una bolla" è, come abbiamo discusso, un'esperienza tipica di derealizzazione/depersonalizzazione. Questi sintomi riflettono una risposta intensa del sistema nervoso allo stress o all'ansia, portando a un senso di distacco dalla realtà circostante o dal proprio corpo. Per quanto riguarda i "vuoti di memoria" che descrivi, è comune che stati di forte ansia e preoccupazione influiscano sulla capacità di concentrazione e di fissare nuovi ricordi; quando la mente è costantemente in allarme, l'attenzione disponibile per registrare gli eventi quotidiani è ridotta. Questo non è tipicamente un segno di demenza (specialmente alla tua età di 33 anni), ma è un effetto comune dell'eccessiva preoccupazione e del focus interno.
​Il nuovo sintomo che descrivi da due giorni, ovvero la sensazione di "spilli diffusi in tutto il corpo" (parestesia) e la ridotta sensibilità al tatto (ipoestesia), è un elemento che richiede grande attenzione. In un contesto puramente psicologico, l'ansia molto intensa e acuta può causare sintomi fisici molto vari, inclusi formicolii, intorpidimenti e alterazioni della percezione corporea (somatizzazione). Tuttavia, sintomi neurologici specifici come le parestesie diffuse e l'alterata percezione del tatto devono sempre essere prima indagati clinicamente per escludere cause organiche.
​Ecco perché, di fronte all'insorgenza di sintomi fisici nuovi e specifici come questi, il percorso più responsabile e sicuro è il seguente: il primo passo fondamentale è fissare una visita con il tuo Medico di Base, il quale potrà valutare se questi sintomi neurologici e sensitivi possano essere correlati a carenze vitaminiche, problemi alla tiroide, o altre condizioni neurologiche o sistemiche. Solo dopo un esame fisico e, se necessario, alcuni esami del sangue, si può procedere con maggiore serenità all'indagine psicologica. Una volta escluse le cause organiche, è molto probabile che tutti i sintomi che stai vivendo siano espressione di un forte stato di stress emotivo, ansia cronica o un disturbo d'ansia in somatizzazione.
​Voglio rassicurarti sul tuo timore di una demenza: a 33 anni, la demenza è estremamente rara e i sintomi che descrivi sono molto distanti dal quadro clinico tipico di una patologia neurodegenerativa. La tua preoccupazione e la tua consapevolezza sono, al contrario, segnali che la tua mente sta reagendo in modo intenso, ma non che stia "cedendo".
​Ti invito caldamente a non rimandare la visita medica.

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