Buongiorno a tutti, scrivo per chiedere supporto in un momento molto difficile della mia relazione.
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Buongiorno a tutti, scrivo per chiedere supporto in un momento molto difficile della mia relazione.
Sto con il mio compagno da due anni, quasi uno di convivenza.
Quando l’ho conosciuto arrivavo da una relazione molto tossica che mi aveva fatto perdere ogni fiducia nell’altro.
Con lui l’ho riacquistata, fino a quando purtroppo i miei fantasmi sono venuti fuori manifestandosi con una insensata gelosia. Mi sono inventata minacce che non esistevano perché lui non mi ha mai dato modo di pensare il contrario.
Fino a diciamo 3/4 mesi fa comunque la relazione andava bene: siamo diversi a livello caratteriale ma simili nella visione di coppia, ci piace fare cose insieme, siamo socievoli, avevamo trovato la nostra quadra nel dimostrarci amore.
Poi lui comincia a esser più chiuso, pensieroso, distante.
Gli ho chiesto più volte se ci fosse qualcosa che non andava, e lui mi assicurava che io non centrassi niente.
Fino a due settimane fa che mi ha sganciato la bomba: non sa più cosa prova, sente che il sentimento è cambiato e forse abbiamo sbagliato ad andare a convivere (mi sono trasferita io nella casa dove viveva da solo da circa 4 anni).
Per me è stato un vero e proprio shock: mi aspettavo tutto ma non che mettesse in dubbio il sentimento.
Abbiamo deciso di provare a metter a posto le cose ma io sento che non abbiamo gli strumenti necessari.
Ci siamo presi più tempo per noi stessi e abbiamo continuato la nostra vita insieme, ma lui due giorni fa mi ha detto che al momento non è cambiato nulla dentro di sé.
Io nel mentre ho cominciato un mio percorso psicologico perché mi rendo conto di presentare sempre le stesse dinamiche e di vivere le relazioni spesso con ansia e ipervigilanza.
So che è meglio non farlo, ma mi sono documentata online e a me pare proprio che lui sia un evitante: mi ritrovo in atteggiamenti e pensieri, anche per il fatto che lui stesso mi ha detto che nelle sue relazioni a un certo punto si ripresentano le stesse dinamiche: mette in dubbio la relazione e scappa.
Il fatto che mi abbia detto che non è cambiato nulla in due settimane mi ha decisamente destabilizzata e ho perso un po’ la bussola in questi due giorni.
Voglio cercare di migliorare me stessa e il mio benessere, ma voglio anche salvare la relazione.
Non riesco ancora a pensare di chiudere.
Con lui il confronto non è affatto semplice e non capisco quanto voglia lavorare sui suoi meccanismi per star meglio lui e poi noi.
Lui stesso mi ha detto che tende a distruggere tutto per non star peggio dopo.
Grazie a chiunque mi darà il proprio punto di vista.
Sto con il mio compagno da due anni, quasi uno di convivenza.
Quando l’ho conosciuto arrivavo da una relazione molto tossica che mi aveva fatto perdere ogni fiducia nell’altro.
Con lui l’ho riacquistata, fino a quando purtroppo i miei fantasmi sono venuti fuori manifestandosi con una insensata gelosia. Mi sono inventata minacce che non esistevano perché lui non mi ha mai dato modo di pensare il contrario.
Fino a diciamo 3/4 mesi fa comunque la relazione andava bene: siamo diversi a livello caratteriale ma simili nella visione di coppia, ci piace fare cose insieme, siamo socievoli, avevamo trovato la nostra quadra nel dimostrarci amore.
Poi lui comincia a esser più chiuso, pensieroso, distante.
Gli ho chiesto più volte se ci fosse qualcosa che non andava, e lui mi assicurava che io non centrassi niente.
Fino a due settimane fa che mi ha sganciato la bomba: non sa più cosa prova, sente che il sentimento è cambiato e forse abbiamo sbagliato ad andare a convivere (mi sono trasferita io nella casa dove viveva da solo da circa 4 anni).
Per me è stato un vero e proprio shock: mi aspettavo tutto ma non che mettesse in dubbio il sentimento.
Abbiamo deciso di provare a metter a posto le cose ma io sento che non abbiamo gli strumenti necessari.
Ci siamo presi più tempo per noi stessi e abbiamo continuato la nostra vita insieme, ma lui due giorni fa mi ha detto che al momento non è cambiato nulla dentro di sé.
Io nel mentre ho cominciato un mio percorso psicologico perché mi rendo conto di presentare sempre le stesse dinamiche e di vivere le relazioni spesso con ansia e ipervigilanza.
So che è meglio non farlo, ma mi sono documentata online e a me pare proprio che lui sia un evitante: mi ritrovo in atteggiamenti e pensieri, anche per il fatto che lui stesso mi ha detto che nelle sue relazioni a un certo punto si ripresentano le stesse dinamiche: mette in dubbio la relazione e scappa.
Il fatto che mi abbia detto che non è cambiato nulla in due settimane mi ha decisamente destabilizzata e ho perso un po’ la bussola in questi due giorni.
Voglio cercare di migliorare me stessa e il mio benessere, ma voglio anche salvare la relazione.
Non riesco ancora a pensare di chiudere.
Con lui il confronto non è affatto semplice e non capisco quanto voglia lavorare sui suoi meccanismi per star meglio lui e poi noi.
Lui stesso mi ha detto che tende a distruggere tutto per non star peggio dopo.
Grazie a chiunque mi darà il proprio punto di vista.
Buongiorno, da quello che dice sembra che lei stia facendo il possibile per capirsi meglio ed evitare ripetizioni di schemi comportamentali che lei stessa ha notato nelle sue relazioni . Nello stesso tempo, cerca di “tendere una mano” al suo compagno chiedendogli di impegnarsi a capire bene cosa prova.
Purtroppo qualche volta dobbiamo prendere atto che non possiamo fare tutto il lavoro da soli e di sicuro è tanto più vero nelle relazioni dove si è in due e la disponibilità o meno a cercare una soluzione, capire e cambiare deve esserci da parte di entrambi.
Purtroppo, quando manca, questa è già una risposta ai nostri dubbi e capita che si debba decidere se andare nella direzione di un nostro benessere oppure nel salvataggio di un rapporto che vogliamo salvare più noi che l’altra persona.
Ci rifletta insieme alla sua / suo terapeuta ed eventualmente come ultimo tentativo di sensibilizzare il suo compagno ad una maggiore attivazione proponga anche un percorso di coppia.
I miei migliori auguri.
Purtroppo qualche volta dobbiamo prendere atto che non possiamo fare tutto il lavoro da soli e di sicuro è tanto più vero nelle relazioni dove si è in due e la disponibilità o meno a cercare una soluzione, capire e cambiare deve esserci da parte di entrambi.
Purtroppo, quando manca, questa è già una risposta ai nostri dubbi e capita che si debba decidere se andare nella direzione di un nostro benessere oppure nel salvataggio di un rapporto che vogliamo salvare più noi che l’altra persona.
Ci rifletta insieme alla sua / suo terapeuta ed eventualmente come ultimo tentativo di sensibilizzare il suo compagno ad una maggiore attivazione proponga anche un percorso di coppia.
I miei migliori auguri.
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Buonasera, è comprensibile che questa situazione la stia destabilizzando, soprattutto dopo un percorso precedente doloroso. Quando in una relazione emergono paure profonde (come la paura dell’abbandono o la tendenza a chiudersi), spesso entrano in gioco dinamiche che non dipendono solo da una persona ma dall’incontro tra due storie emotive diverse. È positivo che abbia iniziato un percorso personale: in situazioni così delicate può essere molto utile lavorare su di sé, indipendentemente da come evolverà la relazione, per capire meglio i propri bisogni e i meccanismi che si attivano. Quanto alla relazione, è difficile prevedere cosa accadrà, ma ciò che sta vivendo non è raro quando emergono vulnerabilità diverse nei partner. Un saluto.
Salve, potreste pensare a delle sedute di coppia. Ne valuti la possibilità parlandone con lui.
Potrebbe essere importante per lui, potrebbe dargli l'opportunità di aprirsi.
Cordiali saluti
Potrebbe essere importante per lui, potrebbe dargli l'opportunità di aprirsi.
Cordiali saluti
Buongiorno, mi sembra che siate entrambi consapevoli che nella vostra relazione si stia ripetendo qualcosa che ha a che fare con i fantasmi di ognuno di voi (sfiducia, fuga...). E questo mi sembra positivo: la consapevolezza è un primo passo verso la risoluzione di un problema (tant'è che lei ha iniziato un percorso di psicoterapia). Un altro elemento favorevole è il fatto che lui abbia parlato con lei di quello che sente, invece di fuggire. Vi suggerirei sicuramente una terapia di coppia, altrimenti rischiate di agire una ripetizione di un vecchio copione senza possibilità di sentirvi agenti attivi in quanto vi accade. Consiglio a lei, indipendentemente da come andrà la relazione, di pensare a quanto sta vivendo come a una buona occasione, seppur dolorosa, per lavorare sulle sue dinamiche in modo che in futuro non si ritrovi nella stessa situazione. Un cordiale saluto, Ilaria Innocenti
È assolutamente comprensibile che stia attraversando un momento emotivamente molto difficile. Vorrei dirLe però che è davvero apprezzabile la capacità che ha dimostrato nel riconoscere alcune dinamiche personali e nel decidere di intraprendere un percorso psicologico: è un passo importante.
Nel tempo, questo percorso potrà aiutarLa a comprendere meglio ciò che si attiva dentro di Lei e che può rendere più faticosa la gestione delle relazioni. Condividere queste riflessioni con il Suo Terapeuta sarà certamente prezioso, perché Le permetterà di dare un senso più chiaro alle Sue emozioni e di sentirsi più stabile a prescindere dall'altro (in questo caso il Suo Partner).
È altrettanto naturale sentirsi smarrita quando la persona a cui si tiene esprime incertezza sui propri sentimenti. Abbandono e paura mettono a dura prova chiunque.
Continui a prendersi cura di sé, ad ascoltarsi e a procedere con gentilezza verso se stessa. Il lavoro che ha iniziato può davvero rappresentare un sostegno importante per il Suo benessere, qualunque direzione prenderà la relazione. Un caro saluto.
Nel tempo, questo percorso potrà aiutarLa a comprendere meglio ciò che si attiva dentro di Lei e che può rendere più faticosa la gestione delle relazioni. Condividere queste riflessioni con il Suo Terapeuta sarà certamente prezioso, perché Le permetterà di dare un senso più chiaro alle Sue emozioni e di sentirsi più stabile a prescindere dall'altro (in questo caso il Suo Partner).
È altrettanto naturale sentirsi smarrita quando la persona a cui si tiene esprime incertezza sui propri sentimenti. Abbandono e paura mettono a dura prova chiunque.
Continui a prendersi cura di sé, ad ascoltarsi e a procedere con gentilezza verso se stessa. Il lavoro che ha iniziato può davvero rappresentare un sostegno importante per il Suo benessere, qualunque direzione prenderà la relazione. Un caro saluto.
Buongiorno,
comprendo la sofferenza che sta vivendo e quanto sia faticoso il momento che sta vivendo. Ha fatto bene ad intraprendere un percorso personale, lo stesso che dovrebbe fare anche il suo ex: lei non può aiutarlo e non può risolvere le difficoltà personali. Se lui presenta sempre le stesse dinamiche disfunzionali all'interno della coppia ha necessità di una psicoterapia personale prima che di coppia.
Continui a focalizzarsi su i suoi bisogni.
Un cordiale saluto
Dr. Giuseppina Valente
comprendo la sofferenza che sta vivendo e quanto sia faticoso il momento che sta vivendo. Ha fatto bene ad intraprendere un percorso personale, lo stesso che dovrebbe fare anche il suo ex: lei non può aiutarlo e non può risolvere le difficoltà personali. Se lui presenta sempre le stesse dinamiche disfunzionali all'interno della coppia ha necessità di una psicoterapia personale prima che di coppia.
Continui a focalizzarsi su i suoi bisogni.
Un cordiale saluto
Dr. Giuseppina Valente
Quello che descrivi sembra essere un momento molto delicato per te e per la tua relazione. Ricevere da parte del proprio partner parole come “non so cosa provo” o “il sentimento è cambiato” può essere molto difficile da affrontare, soprattutto quando fino a poco tempo prima percepivi la relazione come stabile.
Hai già fatto un passo significativo iniziando un percorso psicologico: questo può offrirti uno spazio sicuro in cui esplorare le tue reazioni, le tue paure e le modalità che hai notato ricorrere nelle tue relazioni. È un modo concreto per occuparsi del proprio benessere mentre si attraversa una fase così complessa.
Riguardo alla situazione con il tuo compagno, al momento ciò che si può dire con certezza è ciò che ti ha comunicato direttamente: che si sente confuso, che non percepisce cambiamenti dentro di sé rispetto a due settimane fa e che per lui questo momento non è semplice. Non è possibile sapere cosa accadrà o come evolveranno le sue emozioni, ed è comprensibile che questa incertezza ti metta alla prova.
A volte questi processi richiedono più tempo di quanto si vorrebbe, e non sempre portano subito a una direzione chiara.
Hai già fatto un passo significativo iniziando un percorso psicologico: questo può offrirti uno spazio sicuro in cui esplorare le tue reazioni, le tue paure e le modalità che hai notato ricorrere nelle tue relazioni. È un modo concreto per occuparsi del proprio benessere mentre si attraversa una fase così complessa.
Riguardo alla situazione con il tuo compagno, al momento ciò che si può dire con certezza è ciò che ti ha comunicato direttamente: che si sente confuso, che non percepisce cambiamenti dentro di sé rispetto a due settimane fa e che per lui questo momento non è semplice. Non è possibile sapere cosa accadrà o come evolveranno le sue emozioni, ed è comprensibile che questa incertezza ti metta alla prova.
A volte questi processi richiedono più tempo di quanto si vorrebbe, e non sempre portano subito a una direzione chiara.
Ciao quello che descrivi non riguarda solo te o solo il tuo compagno, ma il modo in cui le vostre storie personali, le vostre paure e i vostri bisogni stanno incontrandosi all’interno della relazione.
Quello che noto dalla tua narrazione è che siete entrati in una fase in cui il “copione” che ha funzionato per un po’ .quello in cui tu recuperavi fiducia e lui offriva stabilità ,oggi non regge più con la stessa facilità. È come se la relazione stesse chiedendo a entrambi un passaggio evolutivo.
Nel tuo caso, stai affrontando il peso di ferite precedenti che ti portano a vivere la relazione con ipervigilanza e timore della perdita. Nel suo, sembra emergere una modalità più ritirante e protettiva, forse legata a sue difficoltà nel gestire le emozioni intense o la paura di deludere. Non c’è un giusto o sbagliato: sono due strategie diverse nate da bisogni profondi.
n un’ottica sistemica, quello che accade oggi non dipende solo dalle caratteristiche di ciascuno, ma da come queste caratteristiche si rispecchiano e si attivano reciprocamente.
La tua paura di essere abbandonata può spingerlo a chiudersi; la sua chiusura può amplificare la tua paura. Non è un gioco di colpe, ma un modo di funzionare della coppia che ,da solo ,è difficile interrompere.
Potreste aver bisogno di una cornice diversa per comunicare — un luogo dove lui non si senta messo “alla prova” e tu non ti senta lasciata sola con le tue paure.
La terapia di coppia, in questi casi, può aiutare a dare un ordine a quello che oggi appare confuso e a capire meglio: cosa ognuno di voi sta davvero chiedendo all’altro,
quali paure stanno guidando i vostri comportamenti,
e quale parte della relazione è ancora viva e desidera essere nutrita. Non esiste una risposta immediata sul futuro della coppia, ma esiste la possibilità di capire insieme se e come potete costruire un modo diverso di stare in relazione.
Spero di esserti stata utile. Buona Giornata
Dott.ssa Alexandra Benincasa
Quello che noto dalla tua narrazione è che siete entrati in una fase in cui il “copione” che ha funzionato per un po’ .quello in cui tu recuperavi fiducia e lui offriva stabilità ,oggi non regge più con la stessa facilità. È come se la relazione stesse chiedendo a entrambi un passaggio evolutivo.
Nel tuo caso, stai affrontando il peso di ferite precedenti che ti portano a vivere la relazione con ipervigilanza e timore della perdita. Nel suo, sembra emergere una modalità più ritirante e protettiva, forse legata a sue difficoltà nel gestire le emozioni intense o la paura di deludere. Non c’è un giusto o sbagliato: sono due strategie diverse nate da bisogni profondi.
n un’ottica sistemica, quello che accade oggi non dipende solo dalle caratteristiche di ciascuno, ma da come queste caratteristiche si rispecchiano e si attivano reciprocamente.
La tua paura di essere abbandonata può spingerlo a chiudersi; la sua chiusura può amplificare la tua paura. Non è un gioco di colpe, ma un modo di funzionare della coppia che ,da solo ,è difficile interrompere.
Potreste aver bisogno di una cornice diversa per comunicare — un luogo dove lui non si senta messo “alla prova” e tu non ti senta lasciata sola con le tue paure.
La terapia di coppia, in questi casi, può aiutare a dare un ordine a quello che oggi appare confuso e a capire meglio: cosa ognuno di voi sta davvero chiedendo all’altro,
quali paure stanno guidando i vostri comportamenti,
e quale parte della relazione è ancora viva e desidera essere nutrita. Non esiste una risposta immediata sul futuro della coppia, ma esiste la possibilità di capire insieme se e come potete costruire un modo diverso di stare in relazione.
Spero di esserti stata utile. Buona Giornata
Dott.ssa Alexandra Benincasa
Buongiorno — grazie per la tua chiarezza, già questo è un passo importante. Provo a darti un quadro pratico e operativo, senza giudizi.
Prima cosa: quello che descrivi suona come la classica dinamica «ansioso ↔ evitante» (tu con ansia, ipervigilanza e paura dell’abbandono; lui che si chiude, mette in dubbio e si allontana). Questo non significa che uno dei due sia “sbagliato”: è un circuito relazionale che si autoalimenta (tu insegui, lui si allontana → tu ti senti insicura e reagisci → lui si sente messo sotto pressione e si allontana ancora di più).
Cosa puoi fare subito (piccoli passi concreti)
Continua il tuo percorso individuale: lavorare sulle radici della gelosia, sull’autoregolazione emotiva e sul riconoscimento dei trigger è fondamentale.
Riduci le interpretazioni automatiche: prima di saltare a conclusioni, prova a descrivere il comportamento (es. “nei giorni scorsi sei stato più silenzioso”) invece di etichettare le intenzioni.
Comunicazione riparativa: usa frasi in prima persona (“Io sento…”, “Ho bisogno di…”) e chiedi a lui cosa gli servirebbe per sentirsi più sicuro senza accusarlo.
Brevi esperimenti di vicinanza: proporre attività piacevoli insieme senza parlare subito del problema (ricreare piccoli momenti positivi può riattivare la fiducia).
Stabilire confini e autonomia: cura i tuoi interessi e la tua rete sociale; meno dipendenza emotiva aiuta a regolare la reazione ansiosa.
Considera la terapia di coppia: con un terapeuta potete esplorare la dinamica in modo guidato e imparare strumenti concreti per interrompere il circolo vizioso.
Cosa evitare ora
Non cercare di “diagnosticarlo” online o forzare cambiamenti. L’etichetta di “evitante” può aiutare a capire, ma non sostituisce il lavoro terapeutico.
Evita comportamenti punitivi o ricatti emotivi; aumentano il distacco.
Infine: è positivo che tu voglia migliorare te stessa e che abbia già iniziato un percorso. Salvare la relazione è possibile, ma richiede lavoro su entrambi i fronti (e a volte tempi diversi). Ti suggerisco di approfondire la situazione con uno specialista — individuale e/o di coppia — per costruire un piano sicuro e personale.
È consigliabile approfondire con uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Prima cosa: quello che descrivi suona come la classica dinamica «ansioso ↔ evitante» (tu con ansia, ipervigilanza e paura dell’abbandono; lui che si chiude, mette in dubbio e si allontana). Questo non significa che uno dei due sia “sbagliato”: è un circuito relazionale che si autoalimenta (tu insegui, lui si allontana → tu ti senti insicura e reagisci → lui si sente messo sotto pressione e si allontana ancora di più).
Cosa puoi fare subito (piccoli passi concreti)
Continua il tuo percorso individuale: lavorare sulle radici della gelosia, sull’autoregolazione emotiva e sul riconoscimento dei trigger è fondamentale.
Riduci le interpretazioni automatiche: prima di saltare a conclusioni, prova a descrivere il comportamento (es. “nei giorni scorsi sei stato più silenzioso”) invece di etichettare le intenzioni.
Comunicazione riparativa: usa frasi in prima persona (“Io sento…”, “Ho bisogno di…”) e chiedi a lui cosa gli servirebbe per sentirsi più sicuro senza accusarlo.
Brevi esperimenti di vicinanza: proporre attività piacevoli insieme senza parlare subito del problema (ricreare piccoli momenti positivi può riattivare la fiducia).
Stabilire confini e autonomia: cura i tuoi interessi e la tua rete sociale; meno dipendenza emotiva aiuta a regolare la reazione ansiosa.
Considera la terapia di coppia: con un terapeuta potete esplorare la dinamica in modo guidato e imparare strumenti concreti per interrompere il circolo vizioso.
Cosa evitare ora
Non cercare di “diagnosticarlo” online o forzare cambiamenti. L’etichetta di “evitante” può aiutare a capire, ma non sostituisce il lavoro terapeutico.
Evita comportamenti punitivi o ricatti emotivi; aumentano il distacco.
Infine: è positivo che tu voglia migliorare te stessa e che abbia già iniziato un percorso. Salvare la relazione è possibile, ma richiede lavoro su entrambi i fronti (e a volte tempi diversi). Ti suggerisco di approfondire la situazione con uno specialista — individuale e/o di coppia — per costruire un piano sicuro e personale.
È consigliabile approfondire con uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno,
rendersi conto di rimettere in atto sempre le stesse dinamiche e di vivere le relazioni con ansia e iper vigilanza è già un ottimo passo.
Quanto al presunto stile di attaccamento evitante del suo compagno la inviterei invece ad essere cauta trattandosi di una diagnosi online. Sicuramente quello che lei sente in questo momento è che lui sta evitando un confronto costruttivo sulla crisi della vostra relazione o sulla ipotetica fine della relazione e questa mancanza di confronto la fa comprensibilmente soffrire. Quando la nostra mente non trova risposte, il vuoto e l’angoscia possono divenire fortemente disturbanti.
Le consiglio di riportare tutti questi aspetti nella sua psicoterapia per poter continuare a lavorare su di sé come già sta facendo. Buon percorso!
rendersi conto di rimettere in atto sempre le stesse dinamiche e di vivere le relazioni con ansia e iper vigilanza è già un ottimo passo.
Quanto al presunto stile di attaccamento evitante del suo compagno la inviterei invece ad essere cauta trattandosi di una diagnosi online. Sicuramente quello che lei sente in questo momento è che lui sta evitando un confronto costruttivo sulla crisi della vostra relazione o sulla ipotetica fine della relazione e questa mancanza di confronto la fa comprensibilmente soffrire. Quando la nostra mente non trova risposte, il vuoto e l’angoscia possono divenire fortemente disturbanti.
Le consiglio di riportare tutti questi aspetti nella sua psicoterapia per poter continuare a lavorare su di sé come già sta facendo. Buon percorso!
Ciao, da ciò che scrivi ho la sensazione che tu abbia la percezione che questa relazione dipenda esclusivamente da te, non tenendo inconsapevolmente, perché razionalmente ne sei consapevole, che la relazione dipende sia da te che dal tuo compagno. Il voler salvare a tutti i costi questa relazione è come se implicasse tutta la responsabilità su di te ( questo può avere a che fare con le tue modalità di dover avere tutto sotto controllo) non tenendo conto di ciò che lui ti riferisce. Il limite, di ciò che ciascuno di noi può fare, è un aspetto importante, se non lo percepiamo il rischio è quello di vivere situazioni fallimentari che hanno delle ripercussioni sul nostro modo di agire. Dovresti capire quanto anche lui sia disposto ad investire e tenerlo conto..lui più mette in atto comportamenti evitanti, di autosabotaggio, più forte è il desiderio, il bisogno di dimostrare a te stessa di essere in grado di cambiare le cose. Mi rendo conto che la consapevolezza può essere impregnata di sofferenza, ma guardare le cose per come sono realmente, ti consentirebbe di arrivare a delle soluzioni che potrebbero rappresentare una svolta, non solo per te, ma anche per la coppia. Tu ti sei messa in gioco, hai cominciato un percorso, e questo dovrebbe o potrebbe implicare l'acquisizione di aspetti di sé in modi differenti, ma se l'aspettativa è quella che se tu riesci ad acquisire degli strumenti che ti permettano di gestire al meglio queste dinamiche con il tuo compagno, cioè anteponendo la coppia, a scapito di te stessa, potresti rischiare un effetto boomerang con ripercussioni emotive complesse. Un tentativo potrebbe essere quello di capire se il tuo compagno sarebbe diposto a cominciare un percorso individuale e/o di coppia, ma soprattutto se queste sue dinamiche comportamentali e le ripercussioni che hanno su di lui, le vive come un disagio, una sofferenza o se non sente affatto la necessità di dover cambiare qualcosa. Buona fortuna
Buongiorno cara Anonima,
da quanto scrive ha già una buona consapevolezza del suo sentire legato a esperienze negative precedenti.
Non è escluso che il suo partner attui una dinamica di relazione evitante ma le consiglio di non fare troppo affidamento su diagnosi fatte leggendo on line.
Credo che per lei sia più utile lavora su sè stessa perchè non possiamo agire nè modificare l'altro almeno che questo non lo voglia. A parole sembrerebbe intenzionato a lavorare sul vostro rapporto e a mettersi in discussione ma di fatto lei dice che non è cambiato nulla. Continui il suo percorso con la psicologa che la sta seguendo in modo da imparare a proteggersi emotivamente dalla crisi che sta vivendo. Le auguro di ritrovare la sua serenità.
da quanto scrive ha già una buona consapevolezza del suo sentire legato a esperienze negative precedenti.
Non è escluso che il suo partner attui una dinamica di relazione evitante ma le consiglio di non fare troppo affidamento su diagnosi fatte leggendo on line.
Credo che per lei sia più utile lavora su sè stessa perchè non possiamo agire nè modificare l'altro almeno che questo non lo voglia. A parole sembrerebbe intenzionato a lavorare sul vostro rapporto e a mettersi in discussione ma di fatto lei dice che non è cambiato nulla. Continui il suo percorso con la psicologa che la sta seguendo in modo da imparare a proteggersi emotivamente dalla crisi che sta vivendo. Le auguro di ritrovare la sua serenità.
Buongiorno,
lei è portatrice di una istanza di coppia ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui riportate. Ne parli anche con il suo compagno, sarebbe una occasione di crescita per entrambi.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
lei è portatrice di una istanza di coppia ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui riportate. Ne parli anche con il suo compagno, sarebbe una occasione di crescita per entrambi.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Buona sera, le relazioni si fanno in 2 ed evidentemente per il dispiacere lei sembra dimenticare questo "dettaglio". Se lui le dice addirittura di non provare più un sentimento per lei, vivrà la sua presenza lì come un'invasione, una intrusione, e quindi, anziché migliorare, temo che accentuerà la distanza e la voglia di stare da solo. Più lei si dimostrerà bisognosa più lui sentirà di voler scappare. Lei da sola non può salvare la relazione se non lo vuole anche lui, e migliorare il suo benessere e se stessa passa anche dall'accettare la solitudine, di fronte a quella che al momento sembra solo un surrogato, gli ultimi colpi di coda di una relazione. Se mi scriverà ne parleremo insieme.
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