buongiorno a causa di una delicata situazione lavorativa che mi causa stress e due infortuni in un m
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buongiorno a causa di una delicata situazione lavorativa che mi causa stress e due infortuni in un mese per percosse, ho una fame nervosa che mi fa mangiare di tutto e di piu. Cosa posso fare?
Mi dispiace per la situazione che sta vivendo: uno stress così intenso, soprattutto dopo episodi di percosse, può facilmente portare a fame nervosa. Non è mancanza di controllo, ma una risposta del corpo allo stress.
In concreto:
Non salti i pasti: strutturare la giornata con pasti regolari e qualche spuntino aiuta a ridurre gli impulsi.
Inserisca proteine e fibre a ogni pasto per aumentare sazietà e stabilità.
Eviti restrizioni drastiche, che peggiorano il circolo fame–colpa.
Agisca sullo stress, che è la causa principale: anche piccoli momenti di pausa aiutano, ma vista la situazione è importante valutare un confronto con il medico o uno specialista.
L’obiettivo iniziale non è mangiare “perfettamente”, ma contenere i danni e proteggere il benessere, mentre si affronta la causa dello stress.
Cordialmente, dottssa Troncone.
In concreto:
Non salti i pasti: strutturare la giornata con pasti regolari e qualche spuntino aiuta a ridurre gli impulsi.
Inserisca proteine e fibre a ogni pasto per aumentare sazietà e stabilità.
Eviti restrizioni drastiche, che peggiorano il circolo fame–colpa.
Agisca sullo stress, che è la causa principale: anche piccoli momenti di pausa aiutano, ma vista la situazione è importante valutare un confronto con il medico o uno specialista.
L’obiettivo iniziale non è mangiare “perfettamente”, ma contenere i danni e proteggere il benessere, mentre si affronta la causa dello stress.
Cordialmente, dottssa Troncone.
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Buongiorno, la fame nervosa è una risposta fisiologica allo stress cronico.
Il primo passo è regolarizzare i pasti (3 principali + 1–2 spuntini) per evitare picchi di fame.
Prediliga proteine, fibre e grassi buoni, che aumentano il senso di sazietà.
Eviti digiuni prolungati: peggiorano il controllo dell’appetito.
Introduca strategie alternative al cibo per gestire lo stress (respirazione, camminata, scrittura).
Curare sonno e idratazione è fondamentale per gli ormoni della fame.
Vista la situazione di stress e trauma, potrebbe valutare anche un supporto psicologico oltre a quello nutrizionale.
Il primo passo è regolarizzare i pasti (3 principali + 1–2 spuntini) per evitare picchi di fame.
Prediliga proteine, fibre e grassi buoni, che aumentano il senso di sazietà.
Eviti digiuni prolungati: peggiorano il controllo dell’appetito.
Introduca strategie alternative al cibo per gestire lo stress (respirazione, camminata, scrittura).
Curare sonno e idratazione è fondamentale per gli ormoni della fame.
Vista la situazione di stress e trauma, potrebbe valutare anche un supporto psicologico oltre a quello nutrizionale.
Buongiorno, la "fame nervosa" è una risposta abbastanza comune quando si attraversano periodi di forte tensione: il corpo e la mente cercano un modo rapido per trovare conforto. Può essere utile iniziare da alcune strategie pratiche, come mantenere pasti regolari durante la giornata per evitare di arrivare troppo affamati ai pasti successivi, scegliere alimenti sazianti (ricchi di fibre e proteine), avere a disposizione spuntini nutrienti e soprattutto provare a prendersi piccoli momenti per sé!
Un caro saluto.
Un caro saluto.
Buonasera, può provare con una dieta chetogenica: uscendo dal carbo loop potrebbe trarne dei benefici emotivi e fisici.
Buon pomeriggio,
situazioni stressanti come la sua possono causare fame nervosa. Per ovviare un pò a tale condizione le consiglio di fare piccoli spuntini assumendo frutta, frutta secca o a guscio, yogurt ma anche un quadretto di cioccolata fondente. è importante cercare di controllarsi e nei pasti principali assumere tutti i macronutrienti.
Resto a disposizione per altri chiarimenti
situazioni stressanti come la sua possono causare fame nervosa. Per ovviare un pò a tale condizione le consiglio di fare piccoli spuntini assumendo frutta, frutta secca o a guscio, yogurt ma anche un quadretto di cioccolata fondente. è importante cercare di controllarsi e nei pasti principali assumere tutti i macronutrienti.
Resto a disposizione per altri chiarimenti
Salve, innanzitutto è positivo che lei abbia piena consapevolezza di quello che le succede. Purtroppo nei momenti di forte stress, come quello che sta vivendo a causa del lavoro e degli infortuni, è più comune di quello che si pensa incorrere in questi episodi, che possono avere diverse cause, sia fisiologiche che emotive. Potrebbe essere utile impostare un piano nutrizionale strutturato che la aiuti a distribuire in modo equilibrato i nutrienti e i pasti durante la giornata, con l'obiettivo di ridurre gli episodi di fame intensa. Tuttavia, quando la fame è legata a stress o situazioni emotive delicate, io consiglio solitamente ai miei pazienti un confronto con una figura specialistica come quella dello psicologo, che permetta di capire se si tratta di una fase momentanea legata ad un momento difficile oppure se trovi le sue radici in qualcosa di più profondo meritevole di attenzione.
Buongiorno,
mi dispiace leggere la situazione che sta vivendo: eventi stressanti e traumatici, soprattutto quando si protraggono nel tempo, possono influenzare profondamente anche il rapporto con il cibo. In questi casi la cosiddetta “fame nervosa” non è mancanza di volontà, ma una risposta fisiologica allo stress, perché l’organismo tende a ricercare cibi rapidi e gratificanti per compensare tensione emotiva e affaticamento mentale.
Quando lo stress è elevato aumentano infatti alcuni ormoni, come il cortisolo, che possono incrementare appetito e desiderio di alimenti più calorici. Per questo motivo il primo passo non è restringere drasticamente l’alimentazione, ma cercare di stabilizzare i pasti durante la giornata per evitare di arrivare a momenti di fame intensa.
Se lo desidera, sono a disposizione in presenza o online per una valutazione nutrizionale personalizzata che potrà aiutarla a gestire meglio la fame e ritrovare maggiore equilibrio senza sensi di colpa o restrizioni eccessive.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Scantamburlo Francesca, specializzata in disturbi gastrointestinali e dimagrimento
mi dispiace leggere la situazione che sta vivendo: eventi stressanti e traumatici, soprattutto quando si protraggono nel tempo, possono influenzare profondamente anche il rapporto con il cibo. In questi casi la cosiddetta “fame nervosa” non è mancanza di volontà, ma una risposta fisiologica allo stress, perché l’organismo tende a ricercare cibi rapidi e gratificanti per compensare tensione emotiva e affaticamento mentale.
Quando lo stress è elevato aumentano infatti alcuni ormoni, come il cortisolo, che possono incrementare appetito e desiderio di alimenti più calorici. Per questo motivo il primo passo non è restringere drasticamente l’alimentazione, ma cercare di stabilizzare i pasti durante la giornata per evitare di arrivare a momenti di fame intensa.
Se lo desidera, sono a disposizione in presenza o online per una valutazione nutrizionale personalizzata che potrà aiutarla a gestire meglio la fame e ritrovare maggiore equilibrio senza sensi di colpa o restrizioni eccessive.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Scantamburlo Francesca, specializzata in disturbi gastrointestinali e dimagrimento
Buongiorno,
capisco la sua difficoltà, perché quando una persona sta vivendo un periodo di forte stress, soprattutto se accompagnato da episodi fisicamente e psicologicamente pesanti come quelli che descrive, è molto frequente che il cibo diventi una forma di compensazione immediata.
Non è mancanza di volontà, e non deve viverlo come un difetto personale, spesso è un modo con cui il corpo e la mente cercano di reggere una tensione che in questo momento è troppo alta.
Più che concentrarsi subito sul “devo smettere di mangiare”, il primo passo è cercare di interrompere l’automatismo.
Quando sente arrivare quella fame improvvisa e urgente, provi a fermarsi anche solo dieci minuti prima di aprire dispensa o frigorifero.
In quel piccolo spazio può essere utile bere un bicchiere d’acqua, fare qualche respiro lento, uscire a camminare pochi minuti, oppure chiamare una persona di fiducia.
Non sembra molto, ma spesso basta a far scendere l’ondata emotiva quel tanto che serve per non finire a mangiare in modo incontrollato.
Un altro aspetto importante è non arrivare troppo scarico ai pasti e non impostare giornate eccessivamente rigide, perché stress e restrizione insieme quasi sempre peggiorano la fame nervosa.
In questi casi aiuta molto avere una giornata alimentare più regolare, con pasti semplici, sazianti e prevedibili, in modo da ridurre il rischio di cercare conforto nel cibo nei momenti peggiori.
Anche scrivere per alcuni giorni quando compaiono questi episodi, cosa mangia e soprattutto cosa stava provando in quel momento può essere molto utile, perché spesso il problema non è la fame vera, ma il bisogno di scaricare ansia, rabbia, paura ecc.
Un cordiale saluto
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
capisco la sua difficoltà, perché quando una persona sta vivendo un periodo di forte stress, soprattutto se accompagnato da episodi fisicamente e psicologicamente pesanti come quelli che descrive, è molto frequente che il cibo diventi una forma di compensazione immediata.
Non è mancanza di volontà, e non deve viverlo come un difetto personale, spesso è un modo con cui il corpo e la mente cercano di reggere una tensione che in questo momento è troppo alta.
Più che concentrarsi subito sul “devo smettere di mangiare”, il primo passo è cercare di interrompere l’automatismo.
Quando sente arrivare quella fame improvvisa e urgente, provi a fermarsi anche solo dieci minuti prima di aprire dispensa o frigorifero.
In quel piccolo spazio può essere utile bere un bicchiere d’acqua, fare qualche respiro lento, uscire a camminare pochi minuti, oppure chiamare una persona di fiducia.
Non sembra molto, ma spesso basta a far scendere l’ondata emotiva quel tanto che serve per non finire a mangiare in modo incontrollato.
Un altro aspetto importante è non arrivare troppo scarico ai pasti e non impostare giornate eccessivamente rigide, perché stress e restrizione insieme quasi sempre peggiorano la fame nervosa.
In questi casi aiuta molto avere una giornata alimentare più regolare, con pasti semplici, sazianti e prevedibili, in modo da ridurre il rischio di cercare conforto nel cibo nei momenti peggiori.
Anche scrivere per alcuni giorni quando compaiono questi episodi, cosa mangia e soprattutto cosa stava provando in quel momento può essere molto utile, perché spesso il problema non è la fame vera, ma il bisogno di scaricare ansia, rabbia, paura ecc.
Un cordiale saluto
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Cara paziente, la sua deve essere una situazione molto delicata e frustrante. In primo luogo esistono dei cibi in grado di metterci di buon umore; in secondo luogo, ha mai provato la mindfuness? Potrebbe fare al caso suo, potrebbe aiutarla ad alleviare la sua fame nervosa e comprendere anche quali sono i cibi trigger che la portano a mangiare di più.
Buonasera,
nel Suo caso è consigliabile un approccio integrato: lavorare con uno psicologo per gestire stress e fame emotiva, insieme a un nutrizionista per strutturare un’alimentazione che riduca la fame nervosa senza penalizzare la salute.
Nel frattempo, può provare a:
- Gestire lo stress con tecniche di respirazione profonda, meditazione, stretching leggero o passeggiate all’aperto.
- Rendere i pasti regolari e bilanciati, includendo proteine, carboidrati integrali e grassi “buoni” per ridurre i picchi di fame.
- Inserire spuntini nutrienti tra i pasti.
- Nei momenti di fame emotiva intensa, provi a bere un bicchiere d’acqua o fare 5 minuti di respirazione; se l’episodio persiste, tenga a portata di mano alternative sane, come frutta, frutta secca o verdure tagliate.
nel Suo caso è consigliabile un approccio integrato: lavorare con uno psicologo per gestire stress e fame emotiva, insieme a un nutrizionista per strutturare un’alimentazione che riduca la fame nervosa senza penalizzare la salute.
Nel frattempo, può provare a:
- Gestire lo stress con tecniche di respirazione profonda, meditazione, stretching leggero o passeggiate all’aperto.
- Rendere i pasti regolari e bilanciati, includendo proteine, carboidrati integrali e grassi “buoni” per ridurre i picchi di fame.
- Inserire spuntini nutrienti tra i pasti.
- Nei momenti di fame emotiva intensa, provi a bere un bicchiere d’acqua o fare 5 minuti di respirazione; se l’episodio persiste, tenga a portata di mano alternative sane, come frutta, frutta secca o verdure tagliate.
Buonasera, la situazione che descrive è molto comune, tuttavia nel suo caso credo sia opportuno intervenire su due livelli: da una parte stutturare meglio l'alimentazione (eviti che passino troppe ore tra un pasto e l'altro e si assicuri che i pasti siano sempre bilanciati con la presenza di carboidrati, proteine e grassi in ognuno di essi, tutti fattori che possono aiutare nel riequilibrio neurobiologico del circuito fame-sazietà; dall'altra, probabilmente avrà bisogno di agire anche sulla componente emotiva, inserendo attività rilassanti o tecniche di gestione dello stress che sicuramente le possono fornire un ulteriore aiuto.
Buon proseguimento di giornata.
Buon proseguimento di giornata.
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