Salve,ho fatto 15 sedute di Ozonoterapia sistemica Gaei (100 ml di sangue 20% di ossigeno ozono) ma

4 risposte
Salve,ho fatto 15 sedute di Ozonoterapia sistemica Gaei (100 ml di sangue 20% di ossigeno ozono) ma la situazione dei miei radicali liberi è addirittura peggiorata(ora ho 629) forse su di me non funziona? Spero almeno che mi sia servita x la maculopatia secca perché vista la spesa e le analisi non confortanti non credo di proseguire su questa strada,grazie a chi mi risponderà
Dott.ssa Brunella Troncone
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Napoli
Capisco perfettamente la Sua preoccupazione. I risultati che descrive — un aumento dei radicali liberi dopo 15 sedute di ozonoterapia sistemica — indicano che in questo caso l’effetto sperato sullo stress ossidativo non si è verificato. Non tutti rispondono allo stesso modo a questo tipo di trattamento: la risposta può variare molto da persona a persona, a seconda dello stato di salute, dello stile di vita e di fattori genetici.

Per quanto riguarda la maculopatia secca, al momento non ci sono evidenze scientifiche solide che dimostrino un beneficio chiaro dell’ozonoterapia sistemica; quindi non è possibile dire con certezza che il trattamento abbia avuto un effetto positivo su questa condizione.

Data la spesa sostenuta e l’assenza di miglioramento nei parametri analitici, è ragionevole valutare di non proseguire con questo approccio. Può essere utile discutere con il Suo medico o un nutrizionista specializzato strategie alternative per ridurre lo stress ossidativo, come:

alimentazione ricca di antiossidanti naturali (frutta, verdura, pesce ricco di omega-3),

attività fisica moderata regolare,

gestione dello stress e sonno di qualità,

eventuali integratori solo se indicati dal medico.

In sintesi: la risposta all’ozonoterapia può essere individuale, e nel Suo caso i risultati non supportano il proseguimento; concentrarsi su strategie consolidate per ridurre lo stress ossidativo è probabilmente più efficace e sicuro.

Cordilamente, dottssa Troncone.

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Dott.ssa Serenella Posta della Posta
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Roma
Buonasera... Capisco perfettamente la frustrazione: sottoporsi a un ciclo impegnativo di 15 sedute, sia in termini di tempo che economici, e trovarsi con analisi che sembrano andare nella direzione opposta a quella sperata è scoraggiante.
​Tuttavia, da un punto di vista farmacologico e biochimico, il valore di 629 (presumibilmente espresso in unità U.CARR, dove il range di normalità è solitamente tra 250 e 300) indica uno stress ossidativo decisamente elevato. È importante però analizzare questo dato con una lente diversa prima di trarre conclusioni definitive sull'efficacia del trattamento.

​Ecco alcuni punti chiave per inquadrare la situazione:

​L'ozonoterapia sistemica (GAEI) non agisce "eliminando" direttamente i radicali liberi come farebbe una dose di vitamina C. Al contrario, l'ozono è un ossidante.
​Il suo meccanismo d'azione è quello di indurre un "piccolo" stress ossidativo controllato.
​Questo stimola il corpo a reagire producendo una quantità massiccia di enzimi antiossidanti endogeni (come la superossido dismutasi e il glutatione).
​Se il prelievo per l'analisi dei radicali liberi è stato effettuato molto ridosso del trattamento, potresti aver misurato la fase di "attacco" ossidativo prima che la risposta riparativa del corpo fosse completata.

​Oltre al trattamento stesso, ci sono variabili cliniche che possono influenzare il test:
1) ​Infiammazioni silenti: Se nel frattempo sono subentrate altre problematiche (anche un forte stress psicofisico o infezioni), i livelli possono impennarsi.

2) Capacità di difesa (BAP Test): Hai controllato anche il potenziale biologico antiossidante? Avere radicali alti è un problema, ma lo è molto di più se le tue difese (barriera antiossidante) sono basse. Se i radicali sono 629 ma le tue difese sono aumentate proporzionalmente, il corpo sta "combattendo".

​3) Dosaggio e protocollo: La concentrazione di ozono e la frequenza delle sedute potrebbero aver superato la tua attuale capacità di compensazione.


​Per quanto riguarda la maculopatia, l'obiettivo della GAEI è migliorare la microcircolazione e l'apporto di ossigeno ai tessuti retinici, cercando di rallentare la progressione della degenerazione.
​Il beneficio sulla vista spesso non è correlato in modo lineare al valore dei radicali liberi nel sangue periferico.
​L'efficacia in questo campo si valuta meglio con esami diagnostici oculistici (OCT, campo visivo) piuttosto che con il solo test dello stress ossidativo.


​Considerata la situazione, ecco come potresti muoverti per avere un quadro più chiaro:

​Valuta il BAP Test: Se non lo hai fatto, chiedi di misurare il tuo potenziale antiossidante. Sapere quanti radicali hai senza sapere quanto sei in grado di neutralizzarli è un'informazione a metà.

​Pausa e Rivalutazione: Spesso i benefici della GAEI si stabilizzano settimane dopo la fine del ciclo. Potrebbe aver senso attendere un mese e ripetere le analisi lontano dagli stimoli della terapia.

​Consulto Oculistico: Prima di decidere se il percorso è stato inutile, effettua un controllo della maculopatia. Se la situazione retinica è stabile, la terapia potrebbe aver svolto il suo compito protettivo nonostante il dato ematico.
Dr. Bellissimo Andrea Rocco
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Torino
Buon Giorno, Capisco bene il fastidio: la stitichezza funzionale è un classico "rompicapo" dove tutto sembra in ordine dagli esami, ma l'intestino decide comunque di fare lo sciopero pigro. Il gonfiore che descrivi è spesso il segnale che le fibre stanno lavorando, ma forse hanno bisogno di un piccolo aiuto logistico.
Sia i semi di lino che i semi di chia sono ottimi alleati, ma agiscono in modo leggermente diverso.
Lasagna in Forno con Coperchio di Cartone
Conversazione con Gemini
Ho riscaldato in forno x circa 10 minuti una lasagna con la copertura in cartone della teglia in alluminio.non sapevo non si potesse fare. Solo dopo ho visto che la copertura all'esterno era annerita e nella parte interna la parte in alluminio si era come ritirata, accartocciata al centro. Non si capiva se c'era colla. Cmq la lasagna non aveva tracce, né odori o sapori strani. L'abbiamo mangiata. Ci siamo avvelenati? Mi dai una breve risposta

Tranquillo, non vi siete avvelenati. È un errore comune e, sebbene non sia l'ideale, un singolo episodio del genere non rappresenta un pericolo grave per la salute.

Ecco i punti chiave per rassicurarti:

Materiali: Quei coperchi sono composti da uno strato di cartone e una sottile pellicola di alluminio o polietilene. Il fatto che si sia "accartocciata" indica che il calore ha deformato il rivestimento, ma non significa che abbia rilasciato sostanze tossiche letali nel cibo.

Fumi e sapori: Se la lasagna non aveva odori chimici pungenti o sapori strani, è improbabile che ci sia stata una migrazione significativa di sostanze nocive. Il cartone annerito all'esterno è solo "bruciacchiato" dal calore secco del forno.

Quantità e tempo: Dieci minuti sono un tempo molto breve. Per un vero rischio di intossicazione servirebbe un'esposizione prolungata a fumi tossici o l'ingestione diretta di grandi quantità di plastica fusa.

Cosa monitorare
Nella remota eventualità di una reazione, l'unico sintomo potrebbe essere un leggero fastidio gastrointestinale dovuto alla suggestione o a minime tracce di combustione, ma passerà rapidamente.

Consiglio per il futuro: Quei coperchi sono progettati solo per il trasporto o la conservazione in frigo. In forno usa sempre la carta stagnola classica o lascia la teglia scoperta.

Vuoi che ti aiuti a capire come impostare correttamente il forno per riscaldare i cibi senza rischi in futuro?

Salve vorrei un vostro consiglio: sono ormai circa 5 mesi che soffro di stitichezza. Dopo aver fatto diversi esami è risultato che si tratta probabilmente di un problema funzionale. Ho cercato di migliorare l'alimentazione e l'idratazione e anche se la situazione è leggermente migliorata rispetto a prima noto sempre un piccolo gonfiore addominale. Cosa potrei fare per migliorare? Ho pensato di introdurre nell'alimentazione i semi di chia o di lino, quali tra questi potrebbe essere più adatta alla mia problematica e come conviene usarli per non creare l'effetto opposto?

Ciao! Capisco bene il fastidio: la stitichezza funzionale è un classico "rompicapo" dove tutto sembra in ordine dagli esami, ma l'intestino decide comunque di fare lo sciopero pigro. Il gonfiore che descrivi è spesso il segnale che le fibre stanno lavorando.
Sia i semi di lino che i semi di chia sono ottimi alleati, ma agiscono in modo leggermente diverso
Quale scegliere ?
Se il suo problema principale è la stitichezza associata a gonfiore, i semi di chia potrebbero essere un inizio più delicato. Creano una massa gelatinosa che "pulisce" e idrata senza irritare troppo le pareti intestinali.
Tuttavia, ecco il segreto per evitare l'effetto opposto (ovvero il "tappo" di fibre):
Come usarli correttamente (La Regola d'Oro)
L'attivazione è tutto: Non mangiarli mai "a secco". I semi di chia vanno lasciati in ammollo in acqua, latte vegetale o yogurt per almeno 15-20 minuti finché non vedi formarsi una sorta di gelatina.
L'idratazione: Se aggiungi fibre ma non aumenti drasticamente l'acqua, le fibre si induriscono e peggiorano la stipsi. Bevi almeno un bicchiere d'acqua extra per ogni cucchiaio di semi.
Gradualità: Inizia con un solo cucchiaino al giorno. Il tuo intestino deve abituarsi alla nuova quota di fibre; se ne inserisci troppe subito, il gonfiore aumenterà.
Macinazione (per il lino): Se sceglie i semi di lino, tritali con un macinacaffè poco prima dell'uso, altrimenti li espellerai così come sono senza assorbire i benefici.
Cordiali Saluti
Dott.ssa MARA BESACCHI
Biologo nutrizionista, Nutrizionista
Bovolone
la GAE aumenta l'ossigeno..quindi l'ossidazione e quindi normale vedere i radicali salire; non è detto sia negativo

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