Buonasera, sono una ragazza di 28 anni e da due anni ho una “ relazione” con il cognato di mio padre

24 risposte
Buonasera, sono una ragazza di 28 anni e da due anni ho una “ relazione” con il cognato di mio padre. Quest’uomo ha una compagna ed un bambino. Credo di essermi infatuata di lui. È una persona che mi è stata sempre vicina , anche in momenti particolari della mia vita, la quale non ha mai scordato un avvenimento per me importante o una ricorrenza. Scherziamo molto e ci confidiamo sempre, c’è una fortissima attrazione anche se il nostro rapporto non si è mai evoluto da un punto di vista sessuale. Qualche giorno fa abbiamo passato due ore al telefono e in quest’occasione mi ha detto che lui non ama sua moglie , che sta con lei per “comodità” ( Lei è una donna molto accomodante appunto). Inoltre mi ha detto che lui vorrebbe approfondire la conoscenza con me e che mi pensa spesso ma si sente bloccato perché il suo bambino mi adora ( il bambino è autistico ed io sono l’unica persona con cui parla e gioca). Inoltre ha cercato insistentemente di capire se io fossi innamorata o se avessi una predisposizione ad innamorarmi di lui. Ovviamente non sono riuscita a trattenere i miei sentimenti e ho spiegato che da parte mia c’è una forte predisposizione ma che conosco la sua situazione e non mi aspetto nulla. Di tutta risposta mi ha detto che al 90% non è predisposto ad innamorarsi e che lui stesso in passato stava per lasciare tutto per un’ altra donna impegnata ma che questa non ha voluto e lui è stato malissimo. Ha chiuso la telefonata dicendo che lui deve prendere una decisione e capire cosa vuole, ma che sicuramente non vuole perdermi e vuole sentirmi perché mi vuole bene. Non so come comportarmi, da un lato lotto contro la mia morale perché mi rendo conto di fare una cosa sbagliata ; dall’altro lato io provo un forte sentimento nei confronti di quest’uomo. Non so come comportarmi
Dott.ssa Giulia Galfano
Psicologo, Neuropsicologo, Psicologo clinico
Felino
Gentile utente, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Comprendo la sua confusione. Avere una persona che ci dedica delle attenzioni è una cosa che fa molto piacere, soprattutto quando questa persona è presente in momenti in cui ci sentiamo particolarmente soli o fragili. Mi soffermerei sul chiedermi cosa mi attrae veramente di lui, se questa attrazione sia proiettata verso l'altro o verso il benessere che l'altro mi da. Credo che sia una situazione piuttosto delicata, che andrebbe affrontata in un altro ambiente. Se ha il piacere di contattarmi resto a disposizione, anche online. Un caro saluto, Dr.ssa Giulia Galfano

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Dott. Giancarlo Caselli
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Carignano
Carissima, è praticamente impossibile rispondere semplicisticamente alle sue considerazioni e, probabilmente, non sarebbe nemmeno etico dare un consiglio, è dentro di lei che occorre scoprire ragioni, scelte e prospettive. L'unica indicazione è di iniziare un percorso di chiarificazione per definire meglio le proprie priorità e magari approfondire la conoscenza che ha di se stessa.
Cordialmente
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Alessia D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Cara utente, la situazione che lei racconta è delicata e per tanto è comprensibile la sua confusione. Non posso dirle cosa sarebbe giusto fare poichè come in ogni cosa non esiste un giusto ed uno sbagliato assoluto. Credo però che sarebbe importante per lei campire cosa vuole? Cosa significa per lei questa persona? Cosa sente dentro di lei quando è in compagnia di questa persona? Mettere ordine dentro di lei è l'unica cosa che può fare in questo momento. Metta un attimo da parte tutte le questioni etiche e morali del caso, e rimanga solo focalizzata su cosa sente e prova. Le consiglio comunque di prendere in considerazione la possibilità di ritagliarsi uno spazio per lei dove prendersi cura dei suoi vissuti insieme ad un professionista. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Buonasera gentile utente.
Nel suo racconto ci sono molte persone coinvolte e nel prendere una decisione non potrà non considerare i rapporti interpersonali e familiari che verranno segnati.

Il mio consiglio è di affrontare un percorso di ricerca interiore per chiarire a se stessa i propri sentimenti e i propri bisogni emotivi. Spesso proiettiamo su una persona che si comporta bene con noi, che ci protegge, un affetto incondizionato e una fiducia facilmente fraintendibili con un vero sentimento di amore.

Le emozioni, anche quelle belle, possono sfuggire al nostro controllo e condizionare le nostre decisioni, il nostro modo di risolvere i problemi. E' importante acquisire un livello equilibrato di gestione emotiva per capire la natura dell'emozione e manipolarla a nostro vantaggio. L'etica e la morale, che le ha citato, incastrano le emozioni in un insieme di regole che consente di rispettare la libertà reciproca. Muoversi in mezzo tra regole morali e bisogni emotivi è una prova di maturità e di crescita personale.

Se vuole posso aiutarla a iniziare questo tipo di percorso psicologico, esplorando anche le dinamiche relazionali e comunicative che, nel suo caso, sono molto importanti.
Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
Dott.ssa Elena Sinistrero
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentile utente, innanzitutto la ringrazio per aver condiviso con noi la sua esperienza. Mi spiace molto per la situazione che descrive e posso immaginare il disagio connesso a questa situazione in cui razionalità, moralità e sentimenti si ritrovano a fare un po' a pugni tra loro.
Le suggerirei di valutare un consulto psicologico al fine di rielaborare il suo vissuto e le emozioni connesse, sviluppando insieme al professionista strategie utili per far fronte a situazioni di difficoltà e ricercare col supporto del professionista le risposte di cui sente il bisogno e che lei soltanto può produrre.
Nella speranza che questo confronto possa esserle utile, resto a disposizione anche online.
Un caro saluto.
Dott.ssa Elena Sinistrero
Dott. Gianmarco Simeoni
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Varese
Buonasera Gentile Utente, capisco la sua preoccupazione e immagino che abbia scritto questo post per avere delle risposte. Purtroppo non posso darle ciò che desidera: sarebbe inevitabilmente una risposta superficiale e non professionale. Posso consigliarle di intraprendere un percorso psicologico col fine non di avere una risposta, ma di capire lei, per sé, cosa sia meglio fare. Nel caso volesse, sono a disposizione per un primo colloquio. Cordialmente, dott. Gianmarco Simeoni
Dott.ssa Martina Panerai
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Roma
Gentile utente, nel ringraziarla per aver voluto condividere questo suo vissuto così delicato e pieno di incertezze ritengo prioritario evidenziarle quanto sia importante innanzitutto fare chiarezza dentro se stessa, al fine di evitare di trovarsi ad agire senza un’adeguata e attenta riflessione a monte che le permetta, in questa fase, di ammortizzare l’urto di una tempesta emotiva così intensa. Tralasciando il conflitto fra pulsioni ed etica e morale, che nulla apporta di vantaggioso se non vissuti di colpa e/o vergogna e/o inadeguatezza, potrebbe senz’altro beneficiare del supporto di un professionista che la aiuti a fare ordine nei pensieri e nelle emozioni. Augurandole ogni bene, la saluto cordialmente
Dott.ssa Angela Giangreco
Psicologo
Agrigento
Salve credo che Lei debba affidarsi ad un professionista così da indagare le motivazioni che la tengono dentro a questa storia imbrigliata invece di godersi i suoi 28 anni. Lui già dice che Non è predisposto ad innamorarsi...quindi si chieda se Lei vuole amore dato che lui dichiara di non volersi innamorare al 90 per cento. Già stride sentir parlare di amore e di percentuali nella stessa frase. Vivamente la esorto a consultare un buon professionista che l accompagni nel cammino della consapevolezza
Cordiali saluti Dott.ssa Giangrrco
Dott. Maurizio Talamoni
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno. Credo che qualsiasi considerazione esterna in merito alla sua situazione non faccia altro che soffiare sul fuoco della confusione e dell'emotività. L'amore e gli affetti sono un campo da affrontare con molta serenità possibilmente e, in questo caso specifico, con l'aiuto di qualcuno che possa aiutarci a decifrare meglio le nostre emozioni e vissuti. le consiglio di prendere contatto con un professionista per un percorso terapeutico. Cordiali saluti
Dott.ssa Federica Moro
Psicoterapeuta, Psicologo
Ravenna
Gentile utente, la situazione che lei espone è molto delicata ed intima. Lei cosa vorrebbe fare? Immagino che per lei non sia facile prendere una decisione rispetto a cosa fare o non fare. Le consiglio di intraprendere un percorso con un terapeuta per esplorare i suoi bisogni e le sue aspettative verso il futuro, che sia con quest'uomo o senza di lui.
Le auguro di risolvere presto il suo dilemma.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Federica Moro
Dott. Alessio Rancitelli
Psicologo clinico, Psicologo
L'Aquila
La situazione che espone è veramente molto delicata, e già il fatto che se ne renda conto indica una grande maturità da parte sua, complimenti. In questi casi non esiste la risposta "giusta" per eccellenza, ma solo una scelta da compiere. Credo fermamente che in questi casi ciò che vince è l'onestà, ma bisogna anche saper prendersi le conseguenze delle scelte che si fanno, e in questo caso non è assolutamente così semplice, come non è una decisione da considerare come bianco/nero. Un percorso terapeutico potrebbe aiutarla non tanto a farle prendere una decisione, ma a capire cosa ritiene giusto fare e a sbrogliare la matassa di questa situazione certamente spinosa. Grazie per la condivisione
Dr. Marco Casella
Psicologo, Psicologo clinico
Catania
Buongiorno, comprendo che la situazione è molto delicata. Lei sta provando sentimenti molto forti e in contrasto tra di loro. Da un lato il desiderio che preme per essere soddisfatto, la voglia di abbandonarsi ad un innamoramento; dall'altro il senso di appartenenza ad una famiglia, il senso di correttezza verso i suoi parenti e la preoccupazione per un "polverone" che si alzerebbe. Detto ciò non credo che il nocciolo della sua questione sia scegliere una parte o l'altra come scegliere una faccia di una moneta. Ritengo sia fondamentale, per il suo benessere generale, esplorare le sue relazioni affettive prima di questa, capire come lei vive i suoi sentimenti, cosa intende per amore e che tipo di figura maschile vuole davvero al suo fianco. E' importante iniziare con una seduta che possa chiarirle un po' di cose. Saluti Marco Casella.
Dott.ssa Dora Pelullo
Psicologo, Psicologo clinico
Orta Nova
Carissima, comprendo la confusione che provi e il conflitto interiore che questa situazione ti genera. Sarebbe importante prendere in considerazione anche le ragioni (e i bisogni sottostanti) che ti hanno condotta in questa relazione. E' importante ascoltarti veramente per cercare di fare chiarezza su quello che cerchi davvero, aldilà di quest'uomo che è stato per te un punto di riferimento. Non precluderti la possibilità di scoprire qualcosa in più su di te: ne gioveresti tu e le tue relazioni future, non solo di natura sentimentale. Se vorrai, sono disponibile ad accompagnarti.
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente,

Capisco la tua confusione e il tuo senso di colpa. La situazione che descrivi è complessa e delicata.

Da un lato, ti senti attratta da un uomo che è impegnato in un'altra relazione. Questo può essere fonte di conflitto interno, in quanto ti rendi conto che stai agendo in modo non etico.

Dall'altro lato, provi un forte sentimento per questo uomo. Questo sentimento è naturale e non può essere controllato con la forza di volontà.

In questa situazione, è importante che tu ti prenda del tempo per riflettere sui tuoi sentimenti e sulle tue priorità.

Ecco alcune domande che potresti porti per aiutarti a prendere una decisione:

Quanto è forte il mio sentimento per questo uomo?
Sono disposta a rinunciare ai miei principi morali per stare con lui?
Cosa penso del suo rapporto con la moglie e il figlio?
Credo che lui sia sincero quando dice di voler approfondire la conoscenza con me?
Una volta che avrai risposto a queste domande, sarai in grado di prendere una decisione più consapevole.

Indipendentemente dalla decisione che prenderai, è importante che tu sia onesta con te stessa e con l'uomo in questione.

Se decidi di continuare la relazione, devi essere consapevole dei rischi che stai correndo.

Se decidi di terminare la relazione, devi essere pronta a gestire il dolore e la delusione.

Non esiste una risposta giusta o sbagliata. La decisione migliore è quella che ti permette di vivere in modo autentico e coerente con i tuoi valori.

Cordiali saluti,

Ilaria
Gentile utente, arriva chiaramente l'attivazione emotiva che questa situazione le crea a causa dei pensieri, dei conflitti interiori e delle possibili dinamiche relazionali connessi al suo momento di vita. Proprio per questo, però, tengo molto a sottolinearle come lei abbia già fatto un primo grande passo in termini di presa di consapevolezza e di motivazione. Questi due aspetti sono fondamentali per avviare un lavoro personale che la conduca a maggior chiarezza. E questa chiarezza non è qualcosa di prestabilito o definito in maniera assoluta, ma corrisponde a ciò che percepirà come sua coerenza e benessere personale ma anche interpersonale. Essendo noi individui immersi in molteplici sistemi di relazioni e sempre in interazione è cruciale soffermarci su ciò che in queste interazioni e relazioni creiamo e i significati che costruiamo. Lei stessa nella sua preziosa e intima condivisione ha messo in luce come gli attori in gioco siano vari e personalmente ritengo che il fulcro di un percorso per lei utile sia proprio l'esplorazione di questa complessità in un'ottica sistemica.
Per qualsiasi ulteriore necessità resto a sua disposizione e le faccio i migliori auguri per la sua strada. Dottoressa Francesca Formaggio
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
È importante considerare le complessità e le implicazioni etiche di questa situazione. Una relazione con il cognato di tuo padre potrebbe avere conseguenze negative per le dinamiche familiari e per la sua relazione con sua moglie e il loro bambino. È fondamentale prendere in considerazione il benessere di tutti gli individui coinvolti.

Ti consiglio di cercare il supporto di uno psicologo per esplorare i tuoi sentimenti e trovare un modo sano per affrontare questa situazione. Un professionista qualificato può aiutarti a prendere decisioni consapevoli, a riflettere sulle tue motivazioni e a trovare strategie per gestire i tuoi sentimenti in modo appropriato e responsabile.
Dott. Daniele D'Amico
Psicologo, Psicologo clinico
Torre del Greco
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi.
Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico.
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Dott.ssa Maria Graziano
Psicologo, Psicologo clinico
Capaci
Carissima, nessuno di noi è autorizzato a dare consigli in merito alle scelte sentimentali, ciò che è invece possibile fare è un percorso terapeutico individuale per comprendere meglio ciò che l'attrae verso quest'uomo, quali sono i suoi sentimenti, i bisogni, i desideri e soprattutto gli esempi di schemi relazionali che inconsciamente guidano le sue scelte. Il mio suggerimento è di rivolgersi ad uno psicologo con una certa urgenza...ossia prima di compiere scelte che potrebbero destabilizzarla e farla pentire più avanti.
Un caro saluto.
Dott.ssa Maria Graziano
Dott.ssa Anna Verrino
Psicologo, Professional counselor
Milano
Carissima comprendo la tua difficoltà nell'orientarti in questa situazione che si presenta complessa e compromettente per entrambi. Non credo sia sufficiente chiederti come comportarti ma purtroppo qui è necessario che tu ti chieda cosa stai provando. Qual'è la natura dei tuoi sentimenti? Occorre valutare quali implicazioni e conseguenze ha questa relazione/attrazione nelle dinamiche familiari, ma soprattutto quali sono i tuoi reali desideri. Lui dice che deve prendere una decisione e non vuole perderti. Quali sono le tue aspettative future? Vuoi una relazione clandestina o una stabile con lui libero? Ti consiglio di farti supportare da uno psicologo per compiere la scelta che desideri ed affrontare con coraggio le conseguenze familiari. Un car saluto spero di esserti stata di aiuto. Sono a disposizione per necessità. Dott.ssa Anna Verrino
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, capisco che questa situazione la stia mettendo di fronte a un conflitto molto profondo. La relazione che sta vivendo con il cognato di suo padre, con la sua attrazione e i sentimenti che provate l'uno per l’altra, è senza dubbio complessa e ricca di emozioni contrastanti. Da un lato, ci sono i legami affettivi che si sono sviluppati nel tempo, la vicinanza che lui le ha sempre dimostrato, e una forte connessione emotiva che è naturale che possa portare a sviluppare un’attrazione. Dall'altro lato, c'è la consapevolezza che la situazione è eticamente e moralmente difficile, e ciò crea un conflitto interiore che, come sta accadendo, è fonte di incertezze e frustrazione. Le emozioni che sta vivendo sono sicuramente comprensibili, ma è altrettanto importante considerare gli aspetti pratici e i valori che la guidano nelle sue scelte. Quando c’è una situazione come questa, che coinvolge un altro rapporto già stabilito, è utile riflettere su quali potrebbero essere le conseguenze non solo per lei, ma anche per gli altri coinvolti, come la compagna di quest'uomo e il bambino. Il fatto che lei sia consapevole di fare qualcosa che sente essere “sbagliato” è un segnale che riconosce un certo disallineamento tra quello che sente e ciò che considera giusto. Questo tipo di consapevolezza è fondamentale, perché è il primo passo per affrontare le emozioni in modo più equilibrato e per fare scelte che siano coerenti con i suoi valori. La sua lotta interiore, tra il desiderio di seguire i propri sentimenti e la consapevolezza delle difficoltà etiche e morali della situazione, è comprensibile. Da un punto di vista cognitivo-comportamentale, potrebbe essere utile esplorare più in profondità le sue emozioni e i suoi pensieri legati a questa relazione. Quando sentiamo un conflitto tra ciò che vogliamo e ciò che crediamo giusto, i pensieri automatici che ne derivano spesso sono influenzati da paure, desideri, e idealizzazioni. Lei ha scritto che sente di fare qualcosa di sbagliato, ma forse potrebbe chiedersi: "Cosa mi fa sentire che questa relazione sia sbagliata? Quali sono le ragioni che mi dicono che questa situazione potrebbe avere conseguenze negative, e come posso affrontarle in modo sano?" Un’altra riflessione che potrebbe aiutarla riguarda il ruolo che il “sentimento” gioca in questa relazione. Spesso, quando siamo innamorati o infatuati, la nostra percezione della realtà può essere influenzata dall’intensità emotiva che proviamo. La consapevolezza che quest’uomo non è disposto ad intraprendere una relazione romantica con lei, nonostante i suoi sentimenti, è un elemento importante che potrebbe aiutare a rivedere il quadro nella sua totalità. Questo tipo di comunicazione da parte sua, dove esprime sia l'affetto che il blocco emotivo, potrebbe suggerire che lui stesso non ha intenzione di intraprendere una relazione che comporterebbe un grande cambiamento nella sua vita. Lui ha chiaramente espresso la sua indecisione, ma sembra anche che stia cercando di mantenere una sorta di “legame sicuro” con lei, senza compromettere la sua vita familiare, cosa che potrebbe renderla vulnerabile. Le sue risposte sono ambigue, perché anche se le dice che le vuole bene, non sembra essere pronto a prendere delle decisioni concrete che cambino la sua situazione attuale. In una relazione sana, è fondamentale che entrambe le persone siano in grado di esprimere i propri desideri in modo chiaro e diretto, senza ambiguità che possano portare a conflitti interni. A questo punto, potrebbe essere utile fare un passo indietro e riflettere su cosa desidera veramente per sé stessa. Potrebbe chiedersi: "Cosa voglio davvero in una relazione? Cosa mi sta insegnando questa esperienza su di me e sui miei bisogni affettivi?" Rispondere a queste domande può aiutarla a capire se questa relazione rispecchia davvero ciò che cerca, o se, invece, sta rischiando di compromettere il suo benessere emotivo a lungo termine. La consapevolezza di non essere pronta a fare scelte sbagliate per se stessa è già una forma di autocura. Il cammino verso una decisione consapevole potrebbe richiedere tempo e, se lo ritiene utile, potrebbe anche essere utile parlarne con un professionista per esplorare questi conflitti in modo più profondo e capire come affrontarli senza sacrificare il suo equilibrio emotivo. Le scelte che faremo in contesti così complessi richiedono di tenere conto di molteplici aspetti, non solo quelli legati ai sentimenti ma anche alla consapevolezza di come si inseriscono nel quadro più ampio delle relazioni e dei valori che ci guidano. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Antonella Bellanzon
Psicologo, Psicologo clinico
Massa
Capisco che la situazione sia molto complessa e carica di emozioni contrastanti. Da una parte ci sono i tuoi sentimenti, dall’altra la consapevolezza delle implicazioni morali e pratiche di questa relazione.
Analizza le sue parole e il suo comportamento
Ti ha detto che non ama la sua compagna, ma è ancora con lei per “comodità”. Se davvero non provasse nulla per lei, probabilmente avrebbe già preso una decisione.
Ha ammesso che al 90% non è predisposto a innamorarsi. Questo significa che, per quanto tu possa essere importante per lui, difficilmente metterà in discussione la sua vita per costruire qualcosa con te.
Vuole capire cosa vuole, ma nel frattempo ti tiene legata emotivamente, sapendo che provi qualcosa per lui.
Cosa vuoi davvero?
Desideri una relazione alla luce del sole, con una persona che possa amarti liberamente? Oppure ti accontenteresti di un legame incerto, in cui lui non prende una posizione chiara?
Se la situazione ti fa soffrire ed è piena di incertezze, potresti prendere le distanze per proteggere te stessa. Se lui tiene davvero a te, dovrebbe dimostrarlo con azioni concrete, non solo parole.
Rifletti su cosa vuoi veramente per il tuo futuro: una relazione stabile e alla luce del sole o un amore che potrebbe rimanere a metà?
Non permettere a nessuno di farti sentire in attesa o di svalutare i tuoi sentimenti.
Se ti accorgi che questa situazione ti sta logorando, il consiglio più onesto che posso darti è di proteggerti emotivamente e mettere te stessa al primo posto
Dott.ssa Antonella Bellanzon
Dott.ssa Gloria Giacomin
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentile,
quella che sta vivendo è una situazione emotivamente complessa e comprensibilmente fonte di conflitto interiore. Da un lato ci sono i suoi sentimenti sinceri e il legame che si è creato con quest’uomo, dall’altro ci sono i limiti etici e pratici di una relazione che coinvolge persone terze – la compagna, il bambino, la famiglia allargata – e che rischia di generare sofferenza non solo a lei, ma anche agli altri. È normale sentirsi combattuta e provare insieme attrazione, affetto, senso di colpa e incertezza.
Le attenzioni che lui le ha riservato, la confidenza e il sostegno che ha ricevuto, possono aver reso ancora più forte il suo attaccamento; allo stesso tempo, però, le dichiarazioni di lui mostrano indecisione e una tendenza a restare nella situazione attuale (“comodità”, paura di cambiare, esperienze passate di sofferenza). Questo lo porta a coinvolgerla emotivamente senza però assumersi fino in fondo la responsabilità delle conseguenze.
Per lei può essere importante, in questo momento, mettere al centro la propria tutela emotiva. Chiedersi che cosa desidera davvero per sé – non per lui – e quali limiti sente di dover rispettare per non farsi del male a lungo termine. La chiarezza su ciò che vuole, e su ciò che è pronta ad accettare o meno, è essenziale per non restare intrappolata in un legame che rischia di rimanere indefinito e di farle soffrire.
Un percorso psicologico individuale potrebbe offrirle uno spazio sicuro in cui esplorare questi sentimenti, comprendere meglio i suoi bisogni e rafforzare la capacità di prendere decisioni coerenti con i propri valori e il proprio benessere. Non è facile districarsi in questi intrecci emotivi, ma prendersi cura di sé è il primo passo per non farsi travolgere.

Cordialmente
Dottoressa Gloria Giacomin
Dott.ssa Angela Borgese
Psicologo, Psicologo clinico
Gravina di Catania
Buon pomeriggio, più che una “relazione”, quella che descrive è una posizione in cui lei è stata messa: quella di presenza speciale, confidente, sostegno emotivo, senza però che l’uomo si assuma la responsabilità di una scelta. Il punto non è capire se lui la ama, ma che uso fa di lei.
Quest’uomo dice molte cose importanti (“non amo mia moglie”, “ti penso”, “non voglio perderti”), ma allo stesso tempo chiarisce un punto decisivo: non è disposto a rischiare. Resta bloccato, si appoggia a lei emotivamente, ma mantiene intatta la sua vita. Così facendo, la tiene in una posizione di attesa che alimenta il suo desiderio e la sua sofferenza.
Il legame con il bambino, il riferimento alla morale, al passato doloroso: tutto questo funziona come un freno che giustifica il non decidere. Ma intanto lei resta coinvolta, esposta, senza un posto chiaro.
La domanda importante non è: “È giusto o sbagliato?”
ma: “Io posso reggere una relazione in cui l’altro non sceglie?”
Un caro saluto.

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