Buonasera, sono una donna di 33 anni e vorrei esporre un mio "problema" sentimentale. Sono fidanzata

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Buonasera, sono una donna di 33 anni e vorrei esporre un mio "problema" sentimentale. Sono fidanzata da ormai 7 anni con un ragazzo che ho conosciuto in un periodo per me delicato, in cui mi sentivo fragile ed insicura a causa di una storia lunga più di 8 anni finita con un ingiustificato tradimento e svilimento della mia persona a coprire. Dopo quella rottura ho avuto un periodo di estrema libertà in cui ho sperimentato cose nuove anche in ambito sessuale con diversi partners. Quando ho conosciuto questo ragazzo, mio attuale fidanzato, andava tutto a gonfie vele, finché un mio vecchio flirt, conoscendosi con lui, decise di farmi una "storta" confessandogli alcune cose del mio trascorso, forse per farmi un dispetto. Da lì, il mio ragazzo, estremamente geloso, ha reso con le sue insicurezze il nostro rapporto un inferno, andando avanti a tira e molla sentimentali, assenza emotiva da parte sua ma estrema presenza fisica e sessuale, sfociando poi spesso in liti furibondi con insulti annessi alla mia persona. Per i primi 4 anni di relazione circa si è sempre detto insicuro sul da farsi, anche se mi ha sempre giurato di non avere altre donne, ma che a me ci teneva tanto anche se il mio passato lo turbava profondamente. Abbiamo poi avuto problemi anche di altro genere, ad esempio a me non piace molto la sua famiglia per via dei modi di fare e dei valori che hanno, con sua mamma tante volte, molto invadente a mio avviso a cui lui si è sempre estremamente appoggiato come se fosse l'unico oracolo onnisciente della sua vita, mi sono sentita a disagio più volte perché secondo lei "non sono pronta ad essere una donna di casa". Ma tornando a noi, il rapporto con il mio ragazzo è sempre stato altalenante e burrascoso, ma io per un lungo periodo mi sono sentita sempre molto innamorata e altrettanto confusa. Commisi l'errore di allontanarmi dai miei nuclei, amicali e familiari, pur di tranquillizzarlo, ed ho attraversato una profonda fase di stress e un principio di depressione che risolsi in terapia, al tempo. Nonostante ciò ero fiduciosa nella ripresa del nostro rapporto, ci ho investito molto e ho continuato a pazientare, ma mi sono resa conto con il tempo che pian piano mi ero come disinnamorata. Quasi al 5 anno di relazione dopo l'ennesima lite furibonda in cui lui non accettava che io passassi del tempo con la mia famiglia "lasciandolo da solo", decisi di lasciarlo e di sparire. Mi ha cercata per mesi finché cedetti al suo dirsi cambiato, e dandogli l'ennesima possibilità. Qui il problema: è come se io non riuscissi più ad essere innamorata come lo ero. Lo vedo con occhi diversi, sono più distante, emotivamente e sessualmente poco coinvolta, anche se non ho altri uomini a cui penso, come lui dice che io possa avere per avere questo atteggiamento. Nutro per lui un gran bene e sto cercando in tutti i modi di riavvicinarmi, ma non lo amo come lo amavo in principio, forse per presa coscienza del passato che abbiamo trascorso. Non c'è comunicazione tra di noi, o meglio, quando provo a dirgli come mi sento e perché ho determinati atteggiamenti, dice solo che sono strana, pazza, che non mi capisce e non capisce il motivo di tutta questa rabbia che io ho nei suoi confronti (effettivamente do spesso in escandescenze per piccole cose perché mi sale una sorta di "rabbia repressa" per ciò che mi ha fatto emotivamente passare) e continuo a non essere capita da lui. Non so come posso migliorare questa situazione. Avrei molto altro da dire ma mi dilungherei troppo. Grazie a chi avrà un pensiero per potermi aiutare a chiarire questi miei dubbi emotivi.
Salve, grazie per aver condiviso la tua storia così dettagliatamente. È evidente che stai attraversando un momento di grande confusione e difficoltà emotiva, e posso capire quanto possa essere frustrante sentirsi come “bloccata” in una relazione che sembra aver perso la sua vitalità. Da quello che racconti, sembra che la vostra relazione sia stata segnata da molte sfide: la gelosia, le difficoltà di comunicazione, l’influenza della famiglia e il passato che continua a influenzare il presente. Sono tutti fattori che, con il tempo, possono logorare i sentimenti e il benessere emotivo all’interno di una coppia.

Mi colpisce il fatto che tu abbia sentito la necessità di allontanarti dai tuoi affetti e dalle tue reti di supporto per tranquillizzare il tuo partner. Questo tipo di dinamica può spesso portare a una perdita di sé, e quando ci si isola, il rapporto può diventare un ambiente di forte tensione, come hai vissuto tu. La sensazione di “disinnamoramento” che descrivi può essere collegata proprio a questo: al fatto che tu abbia cominciato a vedere la relazione per quello che realmente è stata, prendendo coscienza del dolore che hai provato, delle rinunce fatte e del tuo bisogno di proteggerti.

Se da un lato sembra che tu stia cercando in ogni modo di riavvicinarti e di ricostruire i sentimenti verso di lui, dall’altro ciò che provi – quella “rabbia repressa” e la distanza emotiva – indica che forse ci sono ancora ferite emotive non risolte che stanno influenzando la tua capacità di essere presente nella relazione. Quando si verifica un tira e molla prolungato, in cui il partner alterna gesti di avvicinamento e allontanamento, può essere difficile fidarsi nuovamente e ricostruire un legame profondo.

Mi sembra importante che tu possa dare valore alle tue emozioni e ai segnali che il tuo corpo e la tua mente ti stanno mandando. Chiederti quali sono i tuoi bisogni e se questa relazione è in grado di soddisfarli è un passo essenziale per prendere una decisione più consapevole. Parlarne con un professionista potrebbe aiutarti ad approfondire queste emozioni complesse e a capire meglio ciò che desideri veramente per te stessa e per il tuo futuro sentimentale. In questo spazio di riflessione, potresti esplorare senza giudizio la tua storia e capire cosa fare per ritrovare il benessere e la serenità, sia dentro la relazione sia fuori.

Se senti che questo potrebbe essere un percorso che ti interessa intraprendere, sono qui per supportarti e accompagnarti nel trovare chiarezza su questi sentimenti e dubbi emotivi.

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Dott.ssa Lidia Milazzo
Psicologo, Psicologo clinico
Messina
Cara Utente, grazie per la condivisione.
Da quello che racconta, sembra che la sua relazione abbia attraversato numerose difficoltà e che lei abbia fatto molti sacrifici per cercare di mantenerla in piedi. La situazione attuale, però, appare complessa: da un lato c'è un legame che l'ha fatta soffrire e che ora sembra essersi affievolito, dall'altro c'è il tentativo di ritrovare una connessione che pare essere sempre più distante.

È importante riconoscere che la storia travagliata che avete vissuto può aver avuto un impatto profondo sul suo stato emotivo e sulla qualità del rapporto attuale. Gli episodi di gelosia, le liti, la mancanza di supporto emotivo e la difficoltà nella comunicazione sembrano aver eroso il sentimento d’amore che un tempo provava per lui. Il fatto che adesso si senta distante, emotivamente e sessualmente, potrebbe essere il risultato di una sorta di "stanchezza" emotiva, o di una presa di coscienza più profonda del passato e dei suoi effetti su di lei.

Se si ritrova spesso arrabbiata o frustrata, potrebbe essere perché ha accumulato del risentimento per le sue esperienze passate con lui, e questo rischia di riemergere ogni volta che qualcosa non va. Quando non ci si sente ascoltati o compresi, come lei sta descrivendo, è difficile mantenere un legame autentico e profondo.

Forse è utile chiedersi cosa cerca ora in una relazione: cosa desidera davvero per sé stessa? A volte, la paura di ferire l’altro o di abbandonare un percorso condiviso può farci rimanere in una situazione che non ci rende più felici, ma non sempre è la soluzione migliore, né per sé stessi né per il partner.

Nel frattempo, potrebbe essere utile cercare di comunicare le sue sensazioni in un momento di calma, in modo più aperto e onesto, anche se so che non è facile. Se il dialogo tra di voi continua a essere difficile, potrebbe anche considerare di fare nuovamente ricorso a una terapia, individuale o di coppia, per esplorare meglio i suoi sentimenti e trovare maggiore chiarezza su come procedere.

Non è mai facile affrontare questioni così profonde, ma è fondamentale ascoltare sé stessi e le proprie emozioni.
Le auguro il meglio,
Un caro saluto,
dott.ssa Lidia Milazzo






Dott. Luca Belotti
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Chiuduno
Buongiorno, leggo con interesse il suo racconto e non posso fare a meno di notare quanto tutto sembri girare attorno al suo compagno, ai suoi bisogni/paure/insicurezze. Rivolgerei lo sguardo su di lei, su cosa realmente la lega a lui e a questa relazione, o a questo TIPO di relazioni, che sembrano caratterizzate da un certo grado di incertezza. Ritengo che una psicoterapia potrebbe aiutarla nel far luce sulle dinamiche che sottostanno la relazione, ponendo il focus su ciò che di lei si aggancia a questo tipo di dinamiche. Un caro saluto, Luca Belotti
Dott.ssa Marina Tadic
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buonasera, Grazie per aver condiviso la sua storia con tanta apertura. Quello che descrive è un percorso emotivamente molto complesso, e capisco quanto possa essere difficile gestire la confusione e i sentimenti contrastanti che prova. Le sue parole trasmettono un senso di profonda disconnessione emotiva, che sembra essersi sviluppata nel tempo, probabilmente a causa delle difficoltà e dei conflitti che ha vissuto nel rapporto. È comprensibile che dopo anni di relazioni altalenanti, di mancanza di comunicazione e, soprattutto, di dinamiche che l’hanno portata a sacrificare i suoi legami personali e familiari, lei possa sentirsi adesso distante, e forse anche esaurita emotivamente. La sua rabbia, che descrive come “repressa”, potrebbe essere legata a un accumulo di frustrazioni e dolori non espressi o non ascoltati nel tempo. Il fatto che non si senta più innamorata come prima può essere legato a una presa di coscienza del tipo di relazione che ha vissuto e della sofferenza che ne è derivata. Quando in un rapporto manca la reciprocità, la fiducia e il rispetto, è naturale che l’amore possa trasformarsi in qualcosa di diverso, magari in una forma di affetto o bene, ma non più in quel coinvolgimento profondo di un tempo.È anche importante notare come lei cerchi di riavvicinarsi, e questo riflette il suo impegno nel voler risolvere la situazione. Tuttavia, se lui non è in grado di comprendere le sue emozioni, o se minimizza le sue sensazioni, questo può rendere il percorso di riavvicinamento molto più difficile. La mancanza di comprensione e comunicazione che descrive può portare a ulteriori frustrazioni, mantenendo un ciclo che non le permette di trovare un equilibrio emotivo.Le consiglio di considerare attentamente cosa desidera veramente da questa relazione. La domanda che potrebbe porsi è: questo rapporto sta ancora soddisfacendo i suoi bisogni e i suoi valori più profondi? È anche importante valutare se c’è spazio per un cambiamento reale, non solo in lui, ma anche nella dinamica relazionale tra voi.Se si sente confusa o in difficoltà a prendere una decisione, un percorso di supporto con un professionista potrebbe aiutarla a esplorare le sue emozioni e a prendere consapevolezza del percorso migliore per il suo benessere. Resto a disposizione per ulteriori approfondimenti. Un cordiale saluto.
Dott.ssa Silvia Ragni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, leggendo la sua lettera mi sovviene una domanda: cosa la lega a lui? Per quali motivi ci sta insieme? Sicuramente i motivi ci sono, ma mi sembra che ce ne siano tanti altri per non starci. E' possibile che aver preso le distanze da lui per un po' le ha permesso ora di vedere le cose con maggior distacco? Ne deve essere innamorata per forza? Le suggerisco due strade, veda se hanno senso per lei. O affronta la situazione dal punto di vista della coppia, e allora propone al suo ragazzo una terapia di coppia, oppure prende una direzione individuale: un suo percorso psicoterapeutico per comprendere di più se stessa, i suoi bisogni, il suo modo di vivere l'amore. Non lascerei andare le cose come vanno, rischia di trascinarsi in un altro rapporto lungo e sofferto. Rimango a disposizione, la saluto cordialmente, dott.ssa Silvia Ragni
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Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, comprendo che stia vivendo una situazione molto complessa e dolorosa, e posso immaginare quanto possa essere difficile trovare chiarezza in una relazione che dura da così tanto tempo e che ha attraversato fasi così intense. Da ciò che descrive, sembra che negli anni si siano accumulate ferite emotive non risolte, che ora stanno avendo un impatto significativo sui suoi sentimenti e sul rapporto con il suo compagno.

Quando parla di essere stata profondamente innamorata, ma ora non riuscire più a provare lo stesso coinvolgimento emotivo e sessuale, potrebbe indicare che alcune dinamiche del vostro rapporto, specialmente quelle legate alla gelosia e ai conflitti passati, hanno minato gradualmente la sua fiducia e il suo affetto. Le ripetute liti, i tira e molla e il sentirsi poco compresa o apprezzata, sia da lui che dalla sua famiglia, possono aver alimentato un senso di frustrazione e di "rabbia repressa" che, come lei stessa nota, emerge spesso anche per piccole cose. Questa rabbia potrebbe rappresentare una risposta emotiva alle ferite mai realmente elaborate o risolte.

È significativo che lei stia cercando di riavvicinarsi al suo compagno, nonostante riconosca di non provare più l'amore di un tempo. Il suo tentativo di mantenere la relazione denota il legame e l'affetto che ancora prova per lui, ma la mancanza di comunicazione e di comprensione da parte sua sta rendendo il percorso particolarmente difficile. Se ogni tentativo di spiegare il suo stato emotivo viene etichettato come "strano" o "pazzo", è possibile che ci sia una mancanza di empatia e ascolto attivo da parte sua, elementi fondamentali per ricostruire un rapporto di fiducia e rispetto reciproco.

Una domanda chiave che potrebbe porsi è se questa relazione sia ancora in grado di rispondere ai suoi bisogni emotivi e di crescita personale. Il fatto che si senta distaccata e non compresa può essere un segnale che, nel tempo, lei abbia cambiato prospettiva su cosa desidera realmente da un partner e da una relazione. Inoltre, il passato tumultuoso, inclusa la sua decisione di allontanarsi dalla sua famiglia e dagli amici per tranquillizzare il suo compagno, può aver lasciato cicatrici profonde, che ora stanno emergendo in forma di distacco emotivo.

Potrebbe essere utile riflettere su cosa significhi per lei l'amore oggi e su come immagina una relazione sana e appagante. Se sente di non essere più in grado di amare come una volta, forse è giunto il momento di valutare con sincerità se questa relazione, per quanto importante, possa ancora offrirle la serenità e la felicità che merita. Questo non significa necessariamente che la relazione debba finire, ma potrebbe indicare la necessità di un cambiamento profondo, magari attraverso una terapia di coppia, dove entrambi possano affrontare le difficoltà emotive che stanno vivendo e comprendere se ci siano le basi per una nuova fase del vostro rapporto.

Prendersi cura del proprio benessere emotivo è essenziale. Le suggerisco di esplorare con calma i suoi sentimenti, ascoltare le sue esigenze e, se necessario, non esitare a chiedere aiuto per prendere una decisione che la porti verso una maggiore serenità.

Sono a disposizione se desidera approfondire ulteriormente o discutere specifiche strategie per migliorare la comunicazione con il suo compagno o gestire le sue emozioni in questo momento delicato.
Dott. Luca Vocino
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Dott. Sergio Borrelli
Psicologo, Psicologo clinico
Tradate
Buongiorno. Lei si ascolta molto: penso che questa sia una risorsa, soprattutto da valorizzare.
A mio parere può essere utile prendersi ancora uno spazio privato e protetto in cui provare ad approfondire con un interlocutore competente quello che lei sta vivendo.
Lo deve a se stessa.
Dott. Gaetano Marino
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Novara
Gentile utente da quello che scrive non è chiaro se la sua relazione è al capolinea oppure vorrebbe provare a salvarla. È altalenante quello che mi racconta, ci sono stati alti e bassi e le vostre famiglie hanno avuto un ruolo fondamentale in questa relazione. Posso consigliarle o un percorso terapeutico individuale oppure un percorso terapeutico di coppia a seconda di quello lei vorrebbe esplorare. Cordialità dott. Gaetano Marino
Dott.ssa Alessia D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente, prima di tutto grazie per aver condiviso con noi la sua storia. Ciò che mi colpisce è come lei sembri essere sempre in secondo piano rispetto al suo compagno. Oggi sente che qualcosa non va, cosa la lega profondamente a questa relazione? Sente che i suoi bisogni e desideri si possano realizzare in questa relazione?
Rimettere un po il focus su di sè potrebbe essere importante per capire che direzione vuole e desidera prendere. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Dott.ssa Violeta Raileanu
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno.

Quello che descrive è un rapporto che ha avuto molti alti e bassi, e il peso delle esperienze passate sembra aver avuto un impatto significativo sulla vostra connessione attuale. Il fatto che si senta "disinnamorata" e provi rabbia repressa potrebbe indicare che non ha mai davvero elaborato il dolore e le difficoltà vissute nella relazione. Quando c'è una mancanza di rispetto e di comprensione reciproca, e quando i bisogni emotivi non vengono ascoltati, è molto difficile costruire una relazione sana e appagante.

La distanza emotiva che prova potrebbe essere un meccanismo di difesa per proteggersi dalle ferite subite. Anche se nutre ancora un grande affetto per lui, non significa necessariamente che debba restare in una relazione che non la rende felice e nella quale non si sente compresa. Potrebbe essere utile fare una riflessione onesta su ciò che davvero desidera per sé e se questo rapporto è in grado di offrirle quello di cui ha bisogno.

Forse è il momento di mettere al centro le sue esigenze e il suo benessere, valutando se questa relazione, così come è, possa davvero darle la serenità e la connessione che desidera. La terapia potrebbe aiutarla a esplorare ulteriormente questi sentimenti e a prendere la decisione migliore per sé.
d.ssa Raileanu
Dott.ssa Federica Bertucci
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, grazie per aver condiviso con tanta generosità questa sua difficile situazione. Dalle sue parole, sembra che lei abbia cercato in tutti i modi di adattarsi alle aspettative del suo compagno, il quale sicuramente avrà una sua dimensione di sofferenza e vulnerabilità. Si è allontanata dal suo nucleo di affetti, ha accettato commenti, comportamenti e accuse davvero dolorosi. Dal suo racconto non percepisco uno spazio che sia autenticamente suo, all'interno di questa situazione. Quali sono le sue aspettative? I suoi desideri in merito alla relazione? Cosa sente di aver bisogno da questo rapporto? Questa "rabbia repressa" penso parli moltissimo di un mondo interiore ricco di bisogni non ascoltati che sarebbe molto interessante poter scoprire. Un consulto psicologico, ed eventualmente un percorso, potrebbe offrirle quello spazio di ascolto e di cura di se stessa che probabilmente, in questi anni, è un po' stato messo da parte. Rimango a sua disposizione. Un caro saluto! Dott.ssa Federica Bertucci
Dott.ssa Claudia Quaglieri
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Lido Di Ostia
Gentilissima, ha descritto di getto la sua situazione sentimentale in modo molto chiaro e dalle sue parole immagono quanto la relazione con il suo fidanzato sia diventata stressante.
Lei non fa una domanda specifica, chiede forse un feedback relativo al suo racconto.
Inizialmente la relazione sembra essere stata appassionante ma da quando un suo ex ha riferito al suo fidanzato elementi privati ed intimi, egli ha manifestato aspetti del suo carattere che prima non erano visibili: gelosia, insicurezza e, ciò che piu' importa, trattamenti del silenzio ed comportamenti denigratori nei suoi confronti. Inoltre, anche la relazione con la famiglia di lui non è soddisfacente, in quanto la madre del ragazzo non è incoraggiante per la vostra relazione. In tutto questo lei, dopo un periodo di stop della relazione, sta riprovando ma non si sente piu' motivata e appassionata come lo era un tempo.
Normalmente le direi che tutte le relazioni attraversano all'inizio una fase di innamoramento e che dopo questa fase ne inizia una molto piu' impegnativa in cui emergono anche i difetti dell'altro oltre ai pregi visibili nella prima fase. E' un momento in cui le coppie spesso vanno crisi e occorre metter in campo pazienza, accettazione e volontà per superarlo per poi tornare a godere di altri aspetti della relazione di coppia. In questo caso invece, i segnali che lei descrive relativi al comportamento del suo compagno, non incoraggiano un investimento in impegno per poter prevedere un fiuturo felice.
Da parte sua tuttavia. sarebbe auspicabile che lei facesse un analisi delle sue scelte sentimentali, seppur inconsce, perchè anche lasciando questa relazione potrebbe incontrare un altro uomo simile. Questo accade perchè la scelta dell'Altro dipende da aspetti che sono inerenti a noi stessi. Inoltre, da come descrive i suoi sentimenti, avrebbe bisogno di un supporto per fare la scelta ed eventualmente per chiudere questa relazione. Le auguro il meglio.
Dr.ssa Claudia Quaglieri
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,
lei è portatrice di una istanza di coppia ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui riportate. Ne parli con il suo ragazzo, sarebbe una occasione di crescita per entrambi.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Marina Albanese
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Cara utente, riprendo parte del suo racconto sull'inizio della sua relazione "sono fidanzata da ormai 7 anni con un ragazzo che ho conosciuto in un periodo per me delicato, in cui mi sentivo fragile ed insicura", perché ha perfettamente descritto come l'inizio di una relazione e di un legame a volte dipendano da come stiamo in quel momento e dalle esperienze che ci hanno segnato e che condizionano le scelte che facciamo. A tal proposito, le domande che mi piacerebbe farle sono: di cosa avrebbe bisogno adesso nel suo rapporto? In che fase è della sua vita? Quali sono i suo progetti ? Il suo compagno ne fa ancora parte? Penso che far chiarezza su questi punti possa esserle utile per capire qual è la direzione verso cui vuole andare.
Un cordiale saluto
Dott. Emanuele Grilli
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Salve. il suo racconto è ricco di spunti e di riflessioni. innanzitutto mi lasci dire che sarebbe opportuno che lei valorizzasse le sue riflessioni garantendosi uno spazio di ascolto e di empatia con un professionista della salute. la relazione che descrive sembra essere stata fin dall'inizio stressante e faticosa, soprattutto per lei.
di certo un compagno che tende a fidarsi delle confidenze di un "amico" e che permette che si insinui nel rapporto in questo modo distruttivo forse avrebbe dovuto sollevare dentro di lei interrogativi e perplessità.
il suo fidanzato crede e si fida di lei? che senso ha dare valore a cose del suo passato (posto che siano vere?).
penso che potrebbe essere opportuno che, in un ambiente non giudicante ed empatico lei possa valutare piu' serenamente ed in modo costruttivo la sua situazione.
rimango diponibile per ogni ulteriore chiarimento. Dottor Emanuele Grilli
Dr. Emanuele Incoronato
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve, io credo che, per il suo caso, potrebbe essere utile intraprendere un percorso psicoterapeutico al fine di individuare le cause più profonde della sua problematica relazionale. Cordiali saluti
Buonasera, il primo aspetto che mi sento di sottolineare in questa storia così circostanziata è una grande vitalità. Detta prorompente vitalità, sebbene a tratti accompagnata da confusione, è un punto fermo su cui bisognerebbe costruire un disegno terapeutico - a mio parere - teso a valorizzare gli aspetti costruttivi, fantasiosi, passionali della sua personalità.
I trascorsi cedimenti che sono sfociati in un episodio di depressione potranno così verosimilmente essere inseriti - ma mi pronuncio con cautela e le raccomando di affidarsi sempre ad uno specialista - all’interno di un quadro dinamico e in continua evoluzione. Dunque la rabbia, la frustrazione, i dubbi non sono altro che espressione di una sfida verso il futuro. Leggerei in quest’ottica anche il suo disappunto relativo alle valutazioni che su di lei vengono espresse dalla famiglia del suo partner e che lei non accetta in quanto tese a riportarla verso un profilo di obbedienza agli standard e, direi, di adesione a un modello stereotipato di donna fin troppo superato. Dunque, se vuole affidarsi ad uno specialista, io le consiglierei timidamente di farlo per mettere a frutto tutte le sue potenzialità piuttosto che per correggere qualcosa che non mi pare affatto da riportare «nei ranghi».
Le auguro un futuro radioso.
Dott.ssa Maria Greco
Dott. Iacopo Curzi
Psicologo, Psicologo clinico
Senigallia
Buongiorno, grazie per aver condiviso la tua storia. Dalle tue parole comprendo che hai investito molto in questa relazione e che stai cercando di capire come affrontare le emozioni che stai vivendo. Da quello che descrivi, ci sono stati molti momenti difficili, e il peso del passato potrebbe aver influenzato il modo in cui ti senti oggi. Quando viviamo situazioni di tensione prolungata, come litigi o mancanza di comprensione, è normale che si creino delle distanze emotive, anche se il legame affettivo rimane.

Forse potrebbe essere utile prenderti un po’ di tempo per ascoltare davvero i tuoi sentimenti, senza giudicarli. Ciò che provi, incluso il distacco emotivo o la rabbia, meritano attenzione. Spesso, questi stati d'animo sono segnali che c’è qualcosa su cui riflettere più a fondo, ma non sempre è chiaro subito come muoversi. Magari un dialogo più aperto, o anche uno spazio di riflessione personale, potrebbe aiutarti a fare un po’ di luce su cosa desideri veramente, sia per te stessa che per la vostra relazione.

Dott. Iacopo Curzi
Dott.ssa Alessia Cipriano
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera. Da quello che dice comprendo che sta attraversando un periodo di confusione emotiva e che sta cercando di capire come affrontare questa situazione complessa.

È evidente che ha investito molto nella sua relazione e che ha affrontato difficoltà significative lungo il percorso. Le emozioni che descrive—come il distacco emotivo, la rabbia repressa e la sensazione di non essere compresa—sono importanti segnali di come tutto questo, nel presente, non sia facile da affrontare.

Potrebbe essere utile prendersi del tempo per riflettere su ciò che desidera davvero per sé stessa e per il suo futuro. Chiedersi cosa la rende felice, quali sono i suoi bisogni e se questa relazione li soddisfa ancora. A volte, dopo aver vissuto momenti difficili, è normale che i sentimenti cambino e che sia necessario rivalutare la situazione.

Comunicare chiaramente è fondamentale, ma se sente che i suoi tentativi non vengono accolti, potrebbe considerare nuove modalità per esprimere i suoi pensieri o scegliere un momento più adatto per parlare. Inoltre, potrebbe essere di aiuto confrontarsi con una persona di fiducia o un professionista che possa offrirle supporto.

In ogni caso scoltare sé stessa e le proprie esigenze può aiutarla a trovare maggiore chiarezza e a prendere le decisioni più appropriate per la sua felicità.

Le auguro il meglio.

Dott.ssa Cipriano Alessia
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, mi sembra che la sua "presa di coscienza" le abbia fatto vedere la sua vita da un altro punto di vista. Ritengo però che in qualche modo si senta in dovere di proseguire una relazione con il suo ragazzo, sostenuta da dubbi, confusione e "altro" che al momento fa fatica a contattare. Pertanto le suggerirei di riprendere il percorso o un percorso nuovo, onde evitare di trovarsi legata ad una relazione che non nutre ma soffoca.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Emanuela Solli
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Frosinone
La tua storia racconta di una relazione che nel tempo ha attraversato molte difficoltà, tra cui gelosia, controllo, mancanza di comunicazione e momenti di forte stress emotivo per te. Da quello che scrivi, sembra che tu abbia già fatto un grande lavoro su te stessa, anche con l’aiuto della terapia, e che ora stia prendendo consapevolezza di qualcosa di importante: il tuo sentimento per lui non è più lo stesso.
È normale che, dopo anni di tensioni, ferite e sacrifici personali, l’amore possa trasformarsi o affievolirsi. La tua rabbia repressa potrebbe essere proprio il risultato del dolore accumulato e del senso di frustrazione per esserti sentita limitata e non compresa. Hai dato molto a questa relazione, hai cercato di far funzionare le cose, ma se oggi provi più distanza che coinvolgimento, forse il tuo cuore ti sta già indicando una direzione.
Un amore sano non dovrebbe farti sentire costretta a lottare continuamente per essere capita o rispettata. Il fatto che lui minimizzi il tuo disagio e ti accusi di essere "pazza" quando esprimi i tuoi sentimenti non aiuta la relazione, ma la rende ancora più tossica per te. Il problema, quindi, non è solo che non provi più lo stesso amore, ma anche che sembra mancare una base solida di ascolto reciproco e crescita insieme.
Forse la domanda che dovresti porti non è "come posso migliorare la situazione?", ma "voglio davvero restare in questa situazione?". Sei già stata in terapia per superare il dolore che questa relazione ti ha causato in passato, e ora che sei più lucida, sembra che tu stia iniziando a vedere le cose per quello che sono.
Se dovessi immaginarti tra qualche anno, con questa stessa relazione così com'è ora, come ti sentiresti?
La risposta a questa domanda potrebbe aiutarti a capire cosa vuoi davvero per il tuo futuro.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, la ringrazio innanzitutto per la profondità e la sincerità con cui ha raccontato la sua esperienza. È evidente quanto questa relazione abbia occupato uno spazio importante nella sua vita, non solo per la sua durata, ma per l’intensità emotiva con cui è stata vissuta, sia nei momenti belli che in quelli dolorosi. Il suo racconto parla di un amore nato in un momento di fragilità, ma che inizialmente le ha dato un senso di ripartenza e speranza. Quando si è vulnerabili, incontrare qualcuno che ci fa sentire visti e desiderati può sembrare una rinascita. Tuttavia, nel suo caso, la relazione ha presto mostrato delle crepe, nate da insicurezze non sue, ma dell’altro. Le reazioni del suo compagno rispetto al suo passato, che è una parte legittima e libera della sua storia personale, hanno segnato profondamente la relazione. La gelosia, il controllo, la tendenza a sminuirla o a farla sentire in colpa per ciò che ha vissuto, sono comportamenti che, nel tempo, logorano. E non è raro che, in risposta a questi atteggiamenti, ci si trovi a rinunciare a parti importanti di sé: le amicizie, la famiglia, la libertà di espressione, persino la spontaneità. Quello che descrive è un meccanismo purtroppo frequente: si resta per amore, per speranza, per il desiderio di “recuperare” ciò che è stato bello all’inizio, si cede alle promesse di cambiamento, si investe emotivamente nella possibilità che tutto possa finalmente essere come si desiderava. Ma spesso, in questi percorsi, si finisce per spegnersi lentamente. Lei lo ha fatto con generosità, provando più volte a dare fiducia, ma pagando un prezzo interiore importante. La rabbia che prova oggi non è incomprensibile, non è un sintomo di qualcosa che non va in lei: è la voce di una parte profonda che ha taciuto troppo a lungo. È la reazione a una sofferenza emotiva accumulata, spesso non riconosciuta, spesso invalidata da chi, invece, avrebbe dovuto comprenderla. Il fatto che oggi lei si senta emotivamente distante, meno coinvolta sessualmente, quasi “disinnamorata”, non significa che c’è qualcosa che non funziona in lei. È una risposta coerente con tutto ciò che ha vissuto. Il nostro cervello e il nostro cuore non dimenticano: quando si subisce un costante senso di invalidazione, di giudizio o di manipolazione, anche se ci si sforza, l’amore può cambiare forma, perdere vitalità. E a volte, non torna più come prima, perché qualcosa si è rotto. Ciò che oggi si trova a vivere, questo senso di blocco emotivo, la difficoltà a comunicare senza sentirsi svalutata, la sensazione di rabbia trattenuta che esplode per piccole cose, è l’espressione di un disagio più ampio, che ha bisogno di essere ascoltato e accolto, non zittito o giudicato. In terapia cognitivo-comportamentale, in questi casi, si lavora molto sui pensieri automatici, sulle convinzioni profonde che abbiamo su di noi, sugli altri e sulle relazioni, oltre che sull’apprendimento di modalità sane per esprimere emozioni e bisogni, senza sensi di colpa o paura del rifiuto. Non è sbagliata la sua difficoltà ad amare ancora come prima: è semplicemente la conseguenza di una lunga storia di lotta emotiva. E oggi lei ha tutto il diritto di fermarsi, di chiedersi che cosa desidera davvero, che tipo di relazione vuole vivere, che cosa la fa sentire amata, vista, rispettata. Rimanere in una relazione solo per senso di colpa, per paura di ferire l’altro, o per la speranza che un giorno torni tutto com’era, non sempre è la scelta più sana per sé stessi. Ma queste risposte, chiaramente, richiedono tempo, riflessione, e un percorso di consapevolezza che la invito a intraprendere con l’aiuto di uno psicoterapeuta, se le è possibile. Lei ha già dimostrato di avere una grande capacità introspettiva e il coraggio di affrontare le sue emozioni. Ora può metterli al servizio di un nuovo equilibrio, più centrato su ciò che sente di meritare. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott. Francesco Maria Frattolillo
Psicologo, Psicologo clinico
Benevento
Quando una relazione si carica di troppa tensione, di paura di essere giudicata, di continue richieste di metterti da parte e di incomprensioni, è normale che l’amore, col tempo, cambi. Non vuol dire che non sei in grado di amare, ma semplicemente che le tue emozioni stanno rispondendo a ciò che hai vissuto. Sentimenti come rabbia, rancore, chiusura, distanza o il bisogno di difenderti… sono reazioni più che comprensibili quando si affrontano certe fatiche, soprattutto se si ripetono nel tempo. È altrettanto normale che oggi tu ti senta confusa. Una parte di te è ancora legata a quella storia, ai ricordi, al bene che hai provato. Ma un’altra parte forse ti sta dicendo che qualcosa è cambiato, che non torna più come prima. E se ogni volta che provi a parlare di ciò che senti ti ritrovi etichettata come "strana" o "esagerata", è chiaro che diventa ancora più complicato capirci qualcosa. La verità è che situazioni così complesse non si risolvono da sole, né basta pensarci su a fondo o provarci con tutte le forze. Serve uno spazio sicuro, dove tu possa davvero ascoltarti, capire cosa senti, cosa desideri, da cosa ti stai proteggendo e quali esperienze passate stanno ancora guidando, magari senza che tu te ne accorga, le tue scelte di oggi.

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