Buonasera, scrivo perché sono molto preoccupata per il mio fidanzato. Viviamo insieme da quasi due a
Buonasera, scrivo perché sono molto preoccupata per il mio fidanzato. Viviamo insieme da quasi due anni e da qualche mese lui manifesta dei sintomi un po’ “strani”: alla sera (sempre dopo le 18 con frequenza quasi giornaliera) improvvisamente “diventa un’altra persona”: cambia tono di voce, il suo sguardo si fa diverso, cammina in modo strano. Anche caratterialmente non è più lui: diventa improvvisamente cattivo come se fosse arrabbiato per qualche motivo con me, insultandomi e umiliandomi. Inoltre fa discorsi strani, ripete più volte le stesse frasi, stra-parla e dice cose senza senso. A volte parla anche da solo o fa dei versi (urli, sospiri). Certe volte si inalbera per niente, tanto da arrivare a lanciare oggetti o a mettermi le mani addosso. Al mattino seguente non ricorda niente o quando ricorda, ricorda poche cose a scatti con visioni distorte della realtà. Io inizio ad essere abbastanza stanca perché è soprattutto pesante per me oltre che non lo trovo un atteggiamento normale. Gli ho consigliato di andare da uno psicologo, ma questo dottore ha detto che il problema secondo lui si trova nel rapporto di coppia e ci ha proposto una terapia di coppia. La cosa mi sembrava alquanto strana perché io non ho alcun sintomo e nemmeno la nostra relazione. Dopo una decina di incontri di terapia di coppia, non notavo alcun cambiamento perciò d’accordo col mio ragazzo, abbiamo smesso di andarci. Il problema però continua a persistere e io non so veramente più dove sbattere le testa.. ho chiesto consiglio anche al mio e al suo medico di base ma mi hanno risposto banalmente. Ho provato a fare ricerche su Internet ma non ho trovato molto. Sono stufa di questa situazione perché mi fa molto male vedere lui così ed essere trattata in questo modo. Se qualcuno di voi dottori, può darmi il Suo parere ne sarei molto grata.
25 risposte
Buonasera, molto probabilmente bisogna indagare nei processi inconsci del suo ragazzo. Se ha già dimostrato disponibilità a cercare soluzioni non sarà difficile comprendere le cause del comportamento che lei evidenzia, e rimuoverne la parte disfunzionale. Io agirei velocemente.
Ottieni una risposta grazie al consulto online
Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.
Buonasera, mi spiace molto per il suo momento di sofferenza che è percepibile nelle sue parole. Io consiglierei una visita neurologica ed eventualmente una risonanza magnetica. Per quanto riguarda il suo vissuto e come si sente penso potrebbe essere utile confrontarsi con qualcuno per cercare di comprendere cosa sta accadendo ma soprattutto, come lei si sente in questa situazione. Un saluto Martina Orengo
Salve, Mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso. Sarebbe opportuno capire da quanto tempo Precisamente è iniziato a comparire questo sintomo E, come mai, proprio a partire dalle 18. Potrebbe essere che dalle 18 in poi il problema sia più evidente ma magari è presente anche prima? Ha provato a parlarne con lui? Come mai lo psicologo dal quale siete andati ha consigliato un percorso di coppia? Ritengo importante chiedere un nuovo consulto o comunque approfondire la questione al fine di identificare le cause ed i fattori di mantenimento di tale disturbo. Cordialmente, Dott. FDL
Buonasera, mi dispiace molto per il momento che sta attraversando, dalle sue parole si evince la sofferenza e la preoccupazione che sente. Avendo già tentato un percorso di terapia, cosa vi ha rimandato il terapeuta di coppia? Le consiglierei un altro consulto, ma soprattutto una valutazione medica (magari neurologica) visto che riporta che il suo fidanzato poi non ricorda questi episodi o se li ricorda è in maniere frastagliata. Un caro saluto D. Alessia Gesumundo
Salve, Mi dispiace molto per la situazione difficoltosa che le si è creata.. Sarebbe utile capire da quando questi momenti si sono verificati sopratutto la prima volta. In più sarebbe utile una visita da un neurologo e successivamente se fosse utile una terapia. Un cordiale saluto
salve, leggendo il suo post la prima cosa che mi sento di dirle è di dar spazio a quello che sta vivendo lei...se ho letto bene quello che descrive è importante ("insultandomi e umiliandomi", tanto da arrivare a lanciare oggetti o a mettermi le mani addosso) C'è un nome specifico per questo...ma essendo una situazione che non conosco approfonditamente per professionalità non posso dire altro. Per quanto concerne il suo ragazzo le consiglierei in primis una visita da un neuro psichiatra e poi una psicoterapia Spero di esserle stata d aiuto, e se posso si ascolti...anche la sua situazione mi sembra richieda attenzione... Dott.ssa Laura Monacò
Gentile Signora un disturbo del comportamento è una situazione che non ha un orario di inizio e di fine, così come lei ha notato. Solitamente è presente durante l'intero arco della giornata con momenti in cui sembra più evidente e momenti in cui lo è meno. Se lei nota questi comportamenti in quanto prima non avete modo di vedersi è un fatto diverso che rimanda alla seria ipotesi di un disturbo del comportamento, diversamente vanno fatte anche delle valutazioni sul piano organico. Sono degli elementi importanti il pregresso consulto con uno psicoterapeuta che avrà sicuramente fatto queste valutazioni ed il consulto con il medico di base, che inducono a scartare l'ipotesi dell'organicità. In ogni caso per non commettere errori nulla le impedisce di chiedere un nuovo consulto con il medico di base per escludere una qualsiasi componente organica come quelle di tipo neuro anatomico o ormonali. Ovviamente lei esclude un possibile uso di sostanze. Qualora il consulto con il medico di base o con uno psichiatra o con neurologo neurologo sia negativo si deve esplorare la componente psicologica e considerato l'insuccesso della terapia di coppia si deve considerare quella individuale. E' possibile valutare anche una psicodiagnosi attraverso l'uso di test o strumenti psicodiagnostici ma solitamente uno psicoterapeuta è in grado di raggiungere questo risultato anche attraverso altri strumenti. Un cordiale saluto
Salve, quando è comparso il sintomo? Inoltre sono d'accordo con la collega, rivolga questa domanda al proprio medico di fiducia. Buona serata. Dott. Fiori
Buonasera, sicuramente la situazione che riporta merita un approfondimento essendo molto delicata. Riporta delle dinamiche di svalutazione e umiliazione che è necessario approfondire. Se il suo compagno non vuole intraprendere un percorso per se, potrebbe chiedere un consulto per approfondire ciò che sente lei, è importante dar voce alla sua sofferenza che emerge chiara dalle sue parole e da ciò che sta sopportando da ormai qualche mese. Sono a disposizione qualcosa servissero chiarimenti, cordialmente Greta Casiraghi
Cara utente, mi dispiace molto per la situazione che stai e vivendo. Sicuramente dare un parere con poche informazioni lascia un po' il tempo che trova, andrebbe esplorato il mondo interno e vissuto del suo ragazzo per provare a mettere insieme i vari pezzi. Il fatto che si sia mostrato collaborativo è una cosa molto importante perchè dimostra di voler trovare una soluzione. Sicuramente contattare uno psicologo e parellamente anche uno psichiatra sarebbe la giusta strada da seguire nonostante la negativa esperienza gi avuta... evidentemente quello psicologo non è riuscito a comprendere la situazione, anche se una decina di incontri sono relativamente pochi visto il suo caso. Andare da un altro professionista, purtroppo, non vi porterà risultati immediati in poche sedute in quanto si tratta di un processo molto lungo e tortuoso. Alla basa ci mole molta pazienza e motivazione. Spero riuscirete a sbrogliare la matassa. Se può servirvi potete provare a contattarmi in privato. Un caro saluto
Gentile signora, mi dispiace per la sofferenza che sta attraversando in questa fase così complessa della sua vita e della sua relazione di coppia. Ritengo utile consigliarle di escludere per il suo compagno, in prima istanza, la presenza di patologie organiche. Se a livello neurologico ed endocrino tutto è nei parametri della norma, sarà necessario affidarsi ad un professionista che possa aiutarvi a comprendere, gestire e modificare i sintomi manifesti. Spero riuscirà a raggiungere una maggiore serenità. Un cordiale saluto
Gentile ragazza, è molto onorevole l'impegno che metti per aiutare il tuo compagno. Credo che la soluzione migliore per voi sia quella di rivolgersi a uno psicologo che possa valutare la presenza di eventuali disturbi dell'umore o di personalità che possono emergere in età adulta ed essere alla base del suo cambiamento. E' necessario inoltre escludere cause organiche. Individui un professionista della sua città che dopo averlo conosciuto lo saprà guidare nel giusto iter diagnostico. Resto a disposizione. Dott.ssa De Carlo
Carissima, rispetto a ciò che riferisce, penso sia normale sentirsi esausti e affaticati dalla situazione. Sicuramente andrebbero indagati meglio alcuni vissuti emotivi e alcune dinamiche interne del suo compagno, oltre a escludere eventuali cause organiche legate a questo malessere. Rispetto a lei e al suo benessere, però, il mio consiglio è quello di valutare la possibilità di intraprendere un percorso di supporto psicologico, che la aiuti ad affrontare e superare questa fase così delicata che sta attraversando. Un caro saluto.
Buonasera, la prima domanda che mi sorge è come mai lo psicologo vi ha suggerito una terapia di coppia? Via ha spiegato in che senso il problema riguarda la coppia? Anche se non avete notato cambiamenti nella decina di incontri fatti, è emerso qualcosa? E anche le risposte "banali" dei medici di base mi chiedo quali siano. Passiamo ai piani sui quali intervenire. Lei stessa potrebbe trarre giovamento da un percorso individuale, nel quale valutare i suoi vissuti in merito al periodo e alla relazione, e trovare supporto in questo momento difficoltoso. Per quanto riguarda il suo compagno, penso che una visita neurologica potrebbe chiarire la situazione, per valutare la presenza di eventuali cause organiche che possono determinare il suo comportamento, o abusi da sostanze. Qualora non emergesse alcunché, allora richiederei nuovamente un consulto psicologico. Rimango disponibile per qualsiasi chiarimento o eventuale informazione. Un caro saluto
Buongiorno, mi dispiace molto per questa situazione così difficile che sta vivendo. Da quello che descrive, si tratta di una situazione in cui ci sono maltrattamenti fisici, verbali e psicologici. Il mio consiglio è quello di rivolgersi al numero 1522 - numero nazionale gratuito antiviolenza - per poter avere indicazioni sul percorso migliore per lei. Qualunque sia il motivo per cui il suo compagno si comporta in questo modo, nulla gli dà il diritto di agire violenza nei suoi confronti. Da quello che descrive, sicuramente sarebbe importante che il suo compagno consultasse nuovamente uno psicologo, per pensare di intraprendere un percorso terapeutico individuale: ma questo a prescindere dall'importanza che hanno la sua sicurezza e il suo benessere fisico e psicologico, che devono essere messi al primo posto. Vista la situazione che ci racconta, ritengo che anche lei potrebbe trarre giovamento da un contatto con uno psicologo: ha il diritto infatti di avere uno spazio per poter parlare dello stress che sta vivendo, di ciò che desidera e di ciò che sente di voler e poter fare per se stessa. Per qualsiasi cosa, sono a disposizione. Un saluto affettuoso Dott.ssa Alice Carbone
Buongiorno, Le suggerisco in primis una consulenza neuropsichiatria per il suo fidanzato e solo successivamente un consulto psicologico. Sarebbe importante capire anche cosa sta, accadendo a lei...
Buonasera, gentile signora. Dal suo racconto, percepisco la sua impotenza rispetto al problema e la difficoltà a trovare una soluzione concreta. Le consiglio di contattare un neurologo per capire se c è un problema organico, le dimenticanze del giorno prima, elicitano diverse domande. Solo dopo ricontatterei un terapeuta.
Cara Utente, mi spiace molto per quello che sta vivendo. Innanzitutto, va esclusa una qualsiasi patologia di carattere medico se non lo avete ancora fatto; escluse queste cause occorrerebbe approfondire perché sembra ci siano dei processi inconsci che entrano in gioco con un significato. Lo stato del suo compagno assomiglia ad un trauma che si chiama tale perché si ripete interminabilmente.
Gentile utente, sarebbe utile approfondire il suo racconto in quanto molto aspetti del comportamento del suo compagno non sono chiari Ciò che vorrei sottolineare è la possibilità di rivolgersi ad un professionista in modo da contenere ora, i comportamenti aggressivi che vengono rivolti contro di lei e di non aspettare ancora. Saluti, Dottore Diego Ferrara
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Buonasera, comprendo pienamente la sua preoccupazione, il disagio che sta vivendo e la difficoltà di affrontare una situazione così complessa e destabilizzante. Quello che descrive non è solo motivo di allarme, ma anche di grande sofferenza, ed è assolutamente legittimo che lei stia cercando una risposta più chiara e concreta, sentendosi spaesata e, in certi momenti, forse anche sola nella gestione di questo problema. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, i sintomi che lei descrive nel comportamento del suo fidanzato meritano un’attenzione approfondita. Cambiamenti improvvisi e marcati nel tono della voce, nell’atteggiamento, nel modo di camminare, nel contenuto del linguaggio, nell’umore e nella percezione della realtà non possono essere sottovalutati o ricondotti semplicemente a dinamiche di coppia. È certamente vero che ogni relazione può avere elementi disfunzionali che contribuiscono a un certo tipo di tensione, ma ciò che lei racconta sembra andare ben oltre il campo delle relazioni interpersonali e rientrare piuttosto nell’ambito di fenomeni che richiedono un inquadramento clinico individuale accurato. La dissociazione tra ciò che accade alla sera e il ricordo alterato o assente al mattino seguente, i comportamenti aggressivi, i discorsi disorganizzati o ripetitivi, sono segnali che possono indicare un disturbo psicologico importante, o anche una condizione medica che coinvolge aspetti neurologici. Il fatto che ciò si manifesti sempre in una fascia oraria precisa può avere un significato specifico e dovrebbe essere indagato con attenzione da un’équipe multidisciplinare: uno psichiatra, eventualmente anche un neurologo, oltre a uno psicoterapeuta che possa intervenire con strumenti specifici sulla parte cognitiva e comportamentale, se e quando si definisca un quadro chiaro. Vorrei anche sottolineare un aspetto importante: vivere in un ambiente in cui si è esposti a violenza fisica o verbale, anche se a intermittenza, ha un impatto psicologico serio e non trascurabile. Non è mai giustificabile subire umiliazioni, insulti o aggressioni fisiche, indipendentemente dalla condizione clinica della persona accanto. Proteggere sé stessi non è egoismo, è responsabilità. E in questo momento, lei ha già fatto tanto: ha osservato, ha cercato spiegazioni, ha proposto soluzioni, ha cercato aiuto. Tuttavia, quando il carico diventa insostenibile o rischioso, è importante valutare anche la possibilità di prendere le distanze in modo temporaneo o definitivo, affinché si possa aiutare davvero anche l’altro, senza compromettere il proprio benessere o la propria sicurezza. In queste situazioni, il primo passo concreto che le consiglierei è favorire al più presto una valutazione psichiatrica individuale per il suo compagno, con un professionista che abbia competenza in disturbi della coscienza, disturbi dissociativi o disturbi psicotici. È importante che questo venga fatto in modo serio e strutturato, poiché più tempo passa, più il rischio è che la situazione si cronicizzi o peggiori. Parallelamente, credo che anche lei possa beneficiare di un supporto psicologico individuale. Non per cercare la causa della sofferenza nella relazione, ma per aiutarla a orientarsi in questa fase molto delicata, rafforzare le sue risorse personali, chiarire i suoi bisogni e supportarla emotivamente nel prendere eventuali decisioni, comprese quelle difficili. Non è sola in tutto questo. Sta dimostrando grande forza e sensibilità. Ma ricordi che anche la sua salute psicologica va tutelata con cura, ogni giorno. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buonasera, capisco profondamente la sua preoccupazione e la fatica che sta vivendo. Trovarsi accanto a una persona che cambia così improvvisamente, che a tratti sembra “non essere più sé stessa”, è molto doloroso e può far sentire soli e confusi. È naturale che si senta stanca e disorientata. Da ciò che racconta, sembra che il suo compagno stia attraversando qualcosa che merita un’attenzione più specifica dal punto di vista medico. I cambiamenti di comportamento, di umore e di coscienza che descrive non sembrano legati solo alla relazione di coppia, ma a qualcosa che va approfondito con cura. Le suggerirei, con molta delicatezza, di incoraggiare il suo compagno a rivolgersi a uno psichiatra per una valutazione accurata, magari partendo dal medico di base per un invio. Una visita di questo tipo non è un giudizio sulla persona, ma un modo per capire che cosa sta succedendo e come affrontarlo nel modo più giusto. Nel frattempo, cerchi di proteggere anche sé stessa: quando lui appare alterato o aggressivo, si allontani se può, e cerchi sostegno da qualcuno di fiducia. Non deve gestire tutto da sola. Sta già mostrando molta forza e sensibilità nel cercare aiuto: è il primo passo per fare chiarezza e per tutelare entrambi. Un caro saluto Dott.ssa Valeria Mazzoli
Buonasera, Ti ringrazio per aver condiviso le tue preoccupazioni riguardo al tuo fidanzato. È evidente che stai affrontando una situazione complessa e dolorosa, e che le tue emozioni sono valide e comprensibili. I sintomi che descrivi, come il cambiamento di comportamento, le alterazioni del tono di voce, e le manifestazioni di aggressività, possono essere indicativi di un problema che richiede attenzione professionale. È importante che il tuo fidanzato riceva una valutazione adeguata da parte di un professionista della salute mentale, poiché questi comportamenti potrebbero essere sintomi di un disturbo che necessita di un intervento specifico. Ti incoraggio a considerare la possibilità di consultare uno specialista in psichiatria, che possa offrire una diagnosi accurata e un piano di trattamento adeguato. Potrebbe essere utile anche esplorare insieme al tuo fidanzato le opzioni di supporto disponibili, in modo che possa sentirsi meno sopraffatto. Allo stresso tempo comprendo che la situazione sia pesante per te e che tu possa sentirti stanca e frustrata; a mio avviso è fondamentale che tu ti prenda cura di te stessa in questo momento, cercando supporto anche per te, che stai vivendo un carico emotivo significativo. Potresti considerare di rivolgerti a un professionista per discutere delle tue esperienze e delle tue emozioni. Se hai bisogno di ulteriori informazioni o di supporto, non esitare a contattarmi. È importante affrontare questa situazione con la giusta attenzione e cura. Ti auguro di trovare il supporto di cui hai bisogno. Saluti.
Buonasera, la ringrazio per aver condiviso una situazione così delicata e preoccupante. Da ciò che descrive, non si tratta semplicemente di “stanchezza” o di difficoltà di coppia: lei si trova in una condizione in cui, oltre alla sofferenza emotiva, è presente anche una componente di aggressività e di rischio concreto per la sua sicurezza. I comportamenti del suo fidanzato — il cambiamento improvviso serale, le alterazioni nel modo di parlare e muoversi, i discorsi disorganizzati, le amnesie del giorno dopo — meritano un approfondimento clinico serio e tempestivo. Non è qualcosa che può essere spiegato solo come dinamica relazionale. È importante che lui venga valutato da uno specialista, in particolare uno psichiatra, per escludere o comprendere eventuali condizioni di natura psicologica o medica (ad esempio disturbi dell’umore, episodi dissociativi, problematiche neurologiche o legate all’uso di sostanze). Questo tipo di valutazione è fondamentale. Detto questo, c’è un punto altrettanto importante e non rimandabile: quando una persona arriva a insultarla, umiliarla, lanciare oggetti o metterle le mani addosso, siamo in presenza di comportamenti abusanti. Indipendentemente dalla causa di ciò che lui sta vivendo, questo non è accettabile né sicuro per lei. È comprensibile che lei sia affezionata e che soffra nel vederlo così, ma è fondamentale che inizi a mettere al centro anche la sua tutela. Proteggersi, in questo caso, può voler dire prendere delle distanze nei momenti critici, avere un piano per mettersi al sicuro se la situazione dovesse degenerare, e non rimanere sola a gestire tutto questo. Parlare con qualcuno di fiducia (familiari, amici) può essere un primo passo importante. Parallelamente, potrebbe esserle molto utile intraprendere un percorso psicologico individuale. Uno spazio solo suo, dove poter elaborare quello che sta vivendo, riconoscere i segnali di rischio, e rafforzare la capacità di prendere decisioni che tutelino il suo benessere e la sua sicurezza. Capisco che lei voglia aiutare il suo fidanzato, ma non può farlo a costo della sua incolumità. Le due cose devono procedere insieme: lui deve farsi aiutare in modo adeguato, ma lei deve prima di tutto proteggere sé stessa. Se sente che la situazione può diventare pericolosa, non esiti a contattare anche i servizi di emergenza o i centri antiviolenza del suo territorio: chiedere aiuto in questi casi è un atto di responsabilità verso sé stessi. Resto a disposizione se desidera approfondire o avere indicazioni più concrete su come muoversi.
Salve, capisco la sua preoccupazione e anche la fatica che sta vivendo nel trovarsi a gestire una situazione così destabilizzante. I comportamenti che descrive (cambiamento marcato della personalità in brevi periodi, linguaggio disorganizzato, aggressività, alterazioni della memoria, scarsa consapevolezza a posteriori e perdita di controllo comportamentale) non sembrano inquadrabili come un problema esclusivamente relazionale e meritano una valutazione clinica approfondita e quanto prima da parte di uno psichiatra. In alcuni casi può essere utile anche un inquadramento neurologico, soprattutto per escludere condizioni organiche o episodi dissociativi, ma il primo riferimento resta lo psichiatra. È importante anche sottolineare un altro aspetto: il fatto che in alcuni momenti lui arrivi a metterle le mani addosso non è un elemento secondario e va considerato con grande serietà, indipendentemente dalla causa dei sintomi. La terapia di coppia, in situazioni di questo tipo, non è indicata come primo intervento, perché prima è necessario capire se ci sia un quadro clinico individuale che richiede presa in carico specifica. Il consiglio più importante è quindi di non restare sola in questa gestione: se lui non si attiva, è comunque utile che lei si tuteli e si rivolga a un professionista per avere supporto anche rispetto a come muoversi concretamente. Un caro saluto. Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.


















