Buonasera,negli ultimi mesi mi trovo quasi ogni giorno a discutere con mia mamma per via del suo com
24
risposte
Buonasera,negli ultimi mesi mi trovo quasi ogni giorno a discutere con mia mamma per via del suo compagno premetto che stanno insieme da un annetto ma nel ultimo periodo non lo sopporto proprio,non sopporto il fatto che debba essere presente nella nostra quotidianità e non sopporto il fatto che sia sempre appiccicato a mia mamma anche al lavoro,qualsiasi cosa si faccia c'è praticamente sempre lui presente e io non riesco proprio a tollelarlo mio fratello invece ci va d'accordissimo e non capisco perché.. a me fa stare male discutere o non parlare con mia mamma ma non riesco proprio a trattenermi e ad evitare di innervosirmi vorrei il rapporto che avevo prima con mia mamma ma che penso si sia rotto e non so che fare ci provo a farmi scivolare le cose proprio per non discutere con lei ma a volte proprio mi infastidisce anche solo sentirlo parlare come posso comportarmi per cercare di migliorare la situazione? Grazie a chi mi risponderà..
Caro paziente anonimo,
inizio col dirle che comprendo la sofferenza che questa situazione le causa e mi dispiace molto.
Il quadro descritto è ampio quindi è difficile rispondere in maniera esaustiva.
Vi sono molte ferite e tematiche che Le consiglio di affrontare assieme a un professionista: si conceda questa coccola che come vedrà, la aiuterà a migliorare la situazione.
Un caro saluto
Dott.ssa Erica Russo
inizio col dirle che comprendo la sofferenza che questa situazione le causa e mi dispiace molto.
Il quadro descritto è ampio quindi è difficile rispondere in maniera esaustiva.
Vi sono molte ferite e tematiche che Le consiglio di affrontare assieme a un professionista: si conceda questa coccola che come vedrà, la aiuterà a migliorare la situazione.
Un caro saluto
Dott.ssa Erica Russo
Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online
Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.
Mostra risultati Come funziona?
Buonasera, quello che stai vivendo è molto comprensibile: l’ingresso di una nuova figura nella quotidianità familiare può far emergere emozioni intense, come gelosia, esclusione o rabbia, soprattutto se percepisci che ha "occupato" uno spazio che prima era solo vostro. Il primo passo per migliorare la situazione è riconoscere e accogliere queste emozioni senza giudicarle. Cerca un momento sereno per parlare con tua mamma, esprimendo come ti senti, senza colpevolizzarla ma mettendo al centro il tuo bisogno di ritrovare uno spazio esclusivo con lei. Può essere utile anche pensare a dei piccoli momenti da condividere solo voi due, per ricostruire quel legame che senti mancare. Se la tensione persiste, un supporto psicologico familiare può facilitare il dialogo e la comprensione reciproca. Rimango a disposizione
Buonasera,
grazie per aver condiviso il suo vissuto. Dalle sue parole emerge un forte disagio legato alla presenza costante del compagno di sua madre e alla sensazione di aver perso il rapporto speciale che aveva con lei. È comprensibile che questa situazione la faccia sentire frustrata e inascoltata, soprattutto se le sue emozioni non vengono riconosciute.
Quando in famiglia entra una nuova figura, è normale che gli equilibri cambino e che questo possa generare sentimenti di esclusione, rabbia o tristezza. Lei sta cercando di adattarsi a un cambiamento che non ha scelto, e il fatto che suo fratello sembri non riscontrare lo stesso disagio può farla sentire ancora più sola.
Provi, se riesce, a esprimere alla mamma ciò che sente senza accusarla, ma partendo da sé: ad esempio, “Mi sento messa da parte”, oppure “Mi manca il rapporto che avevamo”. A volte, quando siamo travolti dalla rabbia, diventa difficile comunicare davvero cosa ci ferisce.
Inoltre, potrebbe esserle utile confrontarsi con uno psicologo per aiutarla a dare un senso a ciò che sta vivendo e trovare strumenti concreti per affrontarlo senza logorarsi. Sta già facendo un passo importante chiedendo aiuto, e questo è il primo segnale di cambiamento.
Resto a disposizione se desidera approfondire.
grazie per aver condiviso il suo vissuto. Dalle sue parole emerge un forte disagio legato alla presenza costante del compagno di sua madre e alla sensazione di aver perso il rapporto speciale che aveva con lei. È comprensibile che questa situazione la faccia sentire frustrata e inascoltata, soprattutto se le sue emozioni non vengono riconosciute.
Quando in famiglia entra una nuova figura, è normale che gli equilibri cambino e che questo possa generare sentimenti di esclusione, rabbia o tristezza. Lei sta cercando di adattarsi a un cambiamento che non ha scelto, e il fatto che suo fratello sembri non riscontrare lo stesso disagio può farla sentire ancora più sola.
Provi, se riesce, a esprimere alla mamma ciò che sente senza accusarla, ma partendo da sé: ad esempio, “Mi sento messa da parte”, oppure “Mi manca il rapporto che avevamo”. A volte, quando siamo travolti dalla rabbia, diventa difficile comunicare davvero cosa ci ferisce.
Inoltre, potrebbe esserle utile confrontarsi con uno psicologo per aiutarla a dare un senso a ciò che sta vivendo e trovare strumenti concreti per affrontarlo senza logorarsi. Sta già facendo un passo importante chiedendo aiuto, e questo è il primo segnale di cambiamento.
Resto a disposizione se desidera approfondire.
Buonasera,
quello che stai vivendo è un momento emotivamente molto intenso e comprensibile. Quando una figura importante come un genitore inizia una nuova relazione, è naturale provare sensazioni di fastidio, gelosia, esclusione o disorientamento, soprattutto se si percepisce un cambiamento nel legame affettivo che prima era vissuto in modo esclusivo o molto stretto.
Il fatto che il compagno di tua mamma sia molto presente nella vostra quotidianità e nel suo tempo può farti sentire “invasa” o come se non ci fosse più spazio per il vostro rapporto “a due”, che probabilmente ti manca. Questo può generare rabbia, frustrazione o anche tristezza, tutte emozioni legittime. Il fatto che tuo fratello si trovi bene con lui può accentuare la tua confusione e farti sentire ancora più isolata nella tua posizione.
È molto importante riconoscere e dare spazio a questi vissuti, senza giudicarti per come ti senti. Cercare di “farsi scivolare le cose addosso” può aiutare nel breve termine, ma se le emozioni restano forti, è importante affrontarle e comprenderle, per evitare che si trasformino in una rottura profonda con tua madre, che invece desideri recuperare.
Potrebbe essere utile, se te la senti, provare a parlare con tua mamma in un momento tranquillo, esprimendo più i tuoi vissuti che i giudizi sul suo compagno. Dire ad esempio: "Mi sento triste perché ho la sensazione che il nostro rapporto sia cambiato" può essere più efficace di "Lui è sempre in mezzo e mi dà fastidio", perché aiuta l’altro a mettersi nei tuoi panni.
In ogni caso, proprio perché il vissuto che riporti è così ricco e delicato, sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi ad uno specialista. Un percorso psicologico può aiutarti a mettere ordine tra le emozioni, trovare nuove strategie comunicative e soprattutto riscoprire un tuo equilibrio, anche in situazioni familiari complesse.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
quello che stai vivendo è un momento emotivamente molto intenso e comprensibile. Quando una figura importante come un genitore inizia una nuova relazione, è naturale provare sensazioni di fastidio, gelosia, esclusione o disorientamento, soprattutto se si percepisce un cambiamento nel legame affettivo che prima era vissuto in modo esclusivo o molto stretto.
Il fatto che il compagno di tua mamma sia molto presente nella vostra quotidianità e nel suo tempo può farti sentire “invasa” o come se non ci fosse più spazio per il vostro rapporto “a due”, che probabilmente ti manca. Questo può generare rabbia, frustrazione o anche tristezza, tutte emozioni legittime. Il fatto che tuo fratello si trovi bene con lui può accentuare la tua confusione e farti sentire ancora più isolata nella tua posizione.
È molto importante riconoscere e dare spazio a questi vissuti, senza giudicarti per come ti senti. Cercare di “farsi scivolare le cose addosso” può aiutare nel breve termine, ma se le emozioni restano forti, è importante affrontarle e comprenderle, per evitare che si trasformino in una rottura profonda con tua madre, che invece desideri recuperare.
Potrebbe essere utile, se te la senti, provare a parlare con tua mamma in un momento tranquillo, esprimendo più i tuoi vissuti che i giudizi sul suo compagno. Dire ad esempio: "Mi sento triste perché ho la sensazione che il nostro rapporto sia cambiato" può essere più efficace di "Lui è sempre in mezzo e mi dà fastidio", perché aiuta l’altro a mettersi nei tuoi panni.
In ogni caso, proprio perché il vissuto che riporti è così ricco e delicato, sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi ad uno specialista. Un percorso psicologico può aiutarti a mettere ordine tra le emozioni, trovare nuove strategie comunicative e soprattutto riscoprire un tuo equilibrio, anche in situazioni familiari complesse.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buon pomeriggio,
non esiste una risposta univoca sul come potersi comportare. Ci sono tante variabili che entrano in gioco nei rapporti, soprattutto quando parliamo del genitore. Perché non riesce a tollerare il compagno di sua mamma? Questa è la prima domanda che mi viene da farle. Come è cambiata il suo rapporto con sua mamma da quando è entrato nella vostra vita quest'uomo? Sono tutta una serie di cose che andrebbero indagate per, un passo alla volta, ritrovare la sua serenità con sua madre ma soprattutto un equilibrio con se stessa. Consiglio di parlarne con un professionista, per osservare e indagare più da vicino le sue dinamiche emotive attuali.
Sono a disposizione se volesse.
Un saluto
non esiste una risposta univoca sul come potersi comportare. Ci sono tante variabili che entrano in gioco nei rapporti, soprattutto quando parliamo del genitore. Perché non riesce a tollerare il compagno di sua mamma? Questa è la prima domanda che mi viene da farle. Come è cambiata il suo rapporto con sua mamma da quando è entrato nella vostra vita quest'uomo? Sono tutta una serie di cose che andrebbero indagate per, un passo alla volta, ritrovare la sua serenità con sua madre ma soprattutto un equilibrio con se stessa. Consiglio di parlarne con un professionista, per osservare e indagare più da vicino le sue dinamiche emotive attuali.
Sono a disposizione se volesse.
Un saluto
Buonasera, la ringrazio per aver condiviso una parte così delicata e intima della sua esperienza. È evidente che sta attraversando un momento complesso, carico di emozioni intense e difficili da gestire, e sento chiaramente quanto lei tenga al rapporto con sua mamma e quanto stia soffrendo nel percepire un cambiamento che sembra aver incrinato un legame per lei molto importante. In situazioni come queste, è comprensibile provare disagio, rabbia e persino un senso di esclusione. La presenza costante del compagno di sua madre può essere vissuta come un’invasione di spazi che prima appartenevano a voi due, momenti di intimità e vicinanza che ora sembrano non esistere più come prima. Quando i ruoli familiari cambiano e una nuova figura entra nella quotidianità, è naturale che emergano difficoltà nell’adattamento, soprattutto se quella presenza viene percepita come invadente o forzata. Da un punto di vista cognitivo-comportamentale, è utile cercare di distinguere tra ciò che sente (emozioni) e ciò che pensa (interpretazioni). Ad esempio, il fastidio che prova potrebbe derivare da pensieri come “sta rubando spazio a me”, “mia madre ora non mi considera più come prima”, oppure “non abbiamo più momenti solo nostri”. Questi pensieri non sono sbagliati, ma diventano problematici se non vengono messi in discussione, perché tendono ad alimentare l’ansia e il conflitto. Un primo passo concreto potrebbe essere quello di lavorare sulla consapevolezza dei pensieri automatici che emergono ogni volta che sente di “non tollerare” la presenza del compagno di sua madre. Provi a chiedersi, quando nota il fastidio salire: “Qual è il pensiero che sto facendo ora? È l’unica lettura possibile della situazione? Potrebbe esserci un’altra interpretazione, anche se fatico a crederci adesso?” Non si tratta di negare ciò che prova, ma di lasciare un piccolo spazio tra ciò che accade e la reazione emotiva, per permettere a se stessa di non esserne travolta. È importante anche considerare la possibilità di comunicare con sua madre in modo assertivo, cioè esprimendo i propri sentimenti senza accusare o giudicare. Potrebbe esserle utile dirle, in un momento di calma, qualcosa come: “Mi rendo conto che per te è importante questo rapporto, ma io sto facendo fatica ad adattarmi a questa nuova quotidianità. Mi mancano i momenti in cui potevamo parlare solo io e te. Non voglio che litighiamo, vorrei solo trovare un modo per sentirti più vicina, anche con questi cambiamenti”. L’obiettivo non è farle scegliere tra voi due, ma aiutarla a comprendere il suo vissuto emotivo, che in questo momento sembra non trovare spazio. Infine, provi a prendersi cura di sé. Quando ci sentiamo messi da parte, può nascere il bisogno di lottare per recuperare il terreno perso. Ma a volte la strada più efficace è quella di ricostruire prima un equilibrio interno, coltivando interessi, relazioni, passioni che le diano un senso di appartenenza e valore al di là di quella dinamica familiare. È una situazione che richiede delicatezza, tempo e piccoli passi. Ma il fatto che lei stia cercando attivamente un modo per migliorare il rapporto con sua madre dimostra una volontà affettuosa e matura che merita attenzione e rispetto. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentile Utente,
le relazioni sono soggette a modificazioni nel tempo a volte desiderate, altre meno. Leggendola mi sorgono domande su aspetti che sarebbero necessari approfondire per calzare una risposta più precisa. Posso quindi suggerire uno spazio di confronto con un professionista per comprendere di quali motivi si faccia rappresentate questo "fastidio" a cui accenna. Potrebbe essere anche occasione per capire perchè percepisca questa distanza ora da sua madre per lavorare sul suo sentire.
Questo le potrebbe permettere di adeguare una approccio, strategia e/o percezione differente nelle relazioni e scoprire un nuovo, più sereno, equilibrio.
Un saluto
le relazioni sono soggette a modificazioni nel tempo a volte desiderate, altre meno. Leggendola mi sorgono domande su aspetti che sarebbero necessari approfondire per calzare una risposta più precisa. Posso quindi suggerire uno spazio di confronto con un professionista per comprendere di quali motivi si faccia rappresentate questo "fastidio" a cui accenna. Potrebbe essere anche occasione per capire perchè percepisca questa distanza ora da sua madre per lavorare sul suo sentire.
Questo le potrebbe permettere di adeguare una approccio, strategia e/o percezione differente nelle relazioni e scoprire un nuovo, più sereno, equilibrio.
Un saluto
Gentile Utente,
Il mio suggerimento è innanzitutto di analizzare due frasi che Lei scrive: "Non sopporto che sia sempre appiccicato a mia mamma", e "a me fa male non parlare con mia mamma". Perché pensa che il rapporto che aveva con Sua mamma si è rotto? Cosa è cambiato esattamente rispetto a prima?
Per migliorare la situazione potrebbe giovarLe riflettere approfonditamente su quanto sopra, ponendosi domande come quelle che Le ho posto io. Inoltre, se ancora non l'ha fatto, provi a chiedere a Sua madre di confrontarvi da sole un giorno. Non mi fraintenda, chiedere qualcosa è sempre complicato, ci vuole tanto coraggio perché si ha paura di essere giudicati o di ricevere un rifiuto, quindi è comprensibile che ancora non l'abbia fatto. Si ricordi però che Lei ha un potere, che è quello della parola: può parlare, può chiedere e domandare attenzione se e quando vuole. Ha il diritto e la facoltà di farlo.
Le auguro di sciogliere questo nodo.
Il mio suggerimento è innanzitutto di analizzare due frasi che Lei scrive: "Non sopporto che sia sempre appiccicato a mia mamma", e "a me fa male non parlare con mia mamma". Perché pensa che il rapporto che aveva con Sua mamma si è rotto? Cosa è cambiato esattamente rispetto a prima?
Per migliorare la situazione potrebbe giovarLe riflettere approfonditamente su quanto sopra, ponendosi domande come quelle che Le ho posto io. Inoltre, se ancora non l'ha fatto, provi a chiedere a Sua madre di confrontarvi da sole un giorno. Non mi fraintenda, chiedere qualcosa è sempre complicato, ci vuole tanto coraggio perché si ha paura di essere giudicati o di ricevere un rifiuto, quindi è comprensibile che ancora non l'abbia fatto. Si ricordi però che Lei ha un potere, che è quello della parola: può parlare, può chiedere e domandare attenzione se e quando vuole. Ha il diritto e la facoltà di farlo.
Le auguro di sciogliere questo nodo.
Gentile Paziente Anonimo,
il dolore che sente nel percepire “rotto” il rapporto con sua madre traspare con forza. Quando qualcosa cambia nelle relazioni che ci definiscono, è naturale sentirsi smarriti, arrabbiati, perfino esclusi. Cercare di trattenersi e mantenere la calma, come racconta, mostra quanto ci tenga — ma anche quanto stia lottando da sola con qualcosa che merita ascolto.
Domandarsi “come comportarsi” è un gesto importante, ma in questo caso credo sarebbe più utile non affrontare tutto da sola. Le suggerisco di cercare uno spazio in cui poter dare un nome e un senso a quello che prova, senza paura di essere giudicata. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a chiarire a sé stessa i suoi bisogni e la sua storia, mettendo "ordine" laddove ora sembra solo un gran caos.
Le auguro di trovare uno spazio davvero adatto a lei. Vedrà che, da lì, anche capire come comportarsi le verrà con più chiarezza e meno fatica.
Un saluto,
Dr.ssa Martina Podda
il dolore che sente nel percepire “rotto” il rapporto con sua madre traspare con forza. Quando qualcosa cambia nelle relazioni che ci definiscono, è naturale sentirsi smarriti, arrabbiati, perfino esclusi. Cercare di trattenersi e mantenere la calma, come racconta, mostra quanto ci tenga — ma anche quanto stia lottando da sola con qualcosa che merita ascolto.
Domandarsi “come comportarsi” è un gesto importante, ma in questo caso credo sarebbe più utile non affrontare tutto da sola. Le suggerisco di cercare uno spazio in cui poter dare un nome e un senso a quello che prova, senza paura di essere giudicata. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a chiarire a sé stessa i suoi bisogni e la sua storia, mettendo "ordine" laddove ora sembra solo un gran caos.
Le auguro di trovare uno spazio davvero adatto a lei. Vedrà che, da lì, anche capire come comportarsi le verrà con più chiarezza e meno fatica.
Un saluto,
Dr.ssa Martina Podda
Buona sera, non deve essere affatto semplice...e mi sembra di capire che con sua mamma non riesce a parlarne. Sarebbe interessante e forse importante per voi approcciarvi ad una terapia familiare. Qualora fosse difficile per tutti affrontare questo tipo di situazione, le consiglio di provare a fare un percorso individuale per potersi conoscere meglio e affrontare questa ed altre situazioni. Forza e coraggio!
Capisco quanto possa essere frustrante sentirti “invaso” dalla presenza del compagno di tua madre, soprattutto se fino a un anno fa il vostro rapporto era più esclusivo. Quando ti accorgi di innervosirti, potresti innanzitutto provare a fermarti un momento e riconoscere cosa senti dentro di te: rabbia? gelosia? paura di perdere un rapporto esclusivo? Dare un nome a quest’emozione è il primo passo per non farti travolgere dal fastidio.
In secondo luogo, scegliere un momento tranquillo per parlarne con tua mamma in modo diretto ma rispettoso può fare la differenza. Potresti usare frasi in “prima persona” – “Mamma, mi sento un po’ messo da parte quando lui è sempre con noi anche al lavoro…” – così eviti di farla sentire in colpa e apri uno spazio di dialogo. Chiedile anche come si sente lei: capire il suo punto di vista aiuta a trovare un terreno comune.
Al tempo stesso, è utile stabilire piccoli “spazi di resilienza” per te: ritagliati momenti in cui staccare—una passeggiata, un caffè con un’amica, un hobby—per gestire lo stress emotivo. Se senti che l’irritazione sale, prova qualche respiro profondo o una breve pausa mentale (anche un minuto di chiudere gli occhi e concentrarti sul corpo).
Infine, riconosci che questo cambiamento nel rapporto con tua mamma non è definitivo: può trasformarsi, ma ci vuole tempo per trovare un nuovo equilibrio che includa anche la sua relazione. Se senti che la tensione resta molto forte, potresti parlarne con un professionista: un percorso di sostegno ti darebbe strumenti concreti per gestire le emozioni e per migliorare la comunicazione in famiglia. Con pazienza e apertura, potrai ricostruire un rapporto autentico anche in questa nuova fase della vostra vita insieme.
In secondo luogo, scegliere un momento tranquillo per parlarne con tua mamma in modo diretto ma rispettoso può fare la differenza. Potresti usare frasi in “prima persona” – “Mamma, mi sento un po’ messo da parte quando lui è sempre con noi anche al lavoro…” – così eviti di farla sentire in colpa e apri uno spazio di dialogo. Chiedile anche come si sente lei: capire il suo punto di vista aiuta a trovare un terreno comune.
Al tempo stesso, è utile stabilire piccoli “spazi di resilienza” per te: ritagliati momenti in cui staccare—una passeggiata, un caffè con un’amica, un hobby—per gestire lo stress emotivo. Se senti che l’irritazione sale, prova qualche respiro profondo o una breve pausa mentale (anche un minuto di chiudere gli occhi e concentrarti sul corpo).
Infine, riconosci che questo cambiamento nel rapporto con tua mamma non è definitivo: può trasformarsi, ma ci vuole tempo per trovare un nuovo equilibrio che includa anche la sua relazione. Se senti che la tensione resta molto forte, potresti parlarne con un professionista: un percorso di sostegno ti darebbe strumenti concreti per gestire le emozioni e per migliorare la comunicazione in famiglia. Con pazienza e apertura, potrai ricostruire un rapporto autentico anche in questa nuova fase della vostra vita insieme.
Buongiorno gentile Utente, quello che descrive è un vissuto molto comprensibile, soprattutto quando una relazione così importante e profonda come quella con la propria madre viene, in qualche modo, modificata dall’ingresso di una nuova figura nella vita quotidiana. La fatica che racconta non sembra tanto legata alla persona del compagno in sé, ma a ciò che la sua presenza rappresenta per lei: un cambiamento improvviso degli equilibri, una sensazione di invasione dello spazio relazionale esclusivo che aveva con sua madre, e forse anche il timore di essere messa in secondo piano o di “perderla” simbolicamente.
Il fatto che suo fratello si trovi bene con lui può accentuare il senso di solitudine o di disconnessione che prova, ma non significa che il suo sentire sia meno valido o giustificato. Le emozioni che prova, compresa l’irritazione, hanno un significato e vanno ascoltate, non giudicate. È importante non colpevolizzarsi per questi sentimenti, quanto piuttosto provare a esplorarli: cosa la ferisce davvero? Cosa teme di perdere? Che ruolo aveva quel legame con sua madre per lei, prima di questo cambiamento?
In parallelo, può essere utile iniziare a costruire spazi di dialogo autentico con sua madre, che non siano centrati sul conflitto, ma sul bisogno: il bisogno di sentirsi vista, riconosciuta, di riavere un tempo o un’attenzione che ora le sembra mancare. Spesso, quando le tensioni crescono, si comunica più attraverso il malessere che attraverso il confronto, ma uno scambio basato su ciò che prova davvero potrebbe aiutare anche sua madre a comprendere meglio la situazione, senza sentirsi attaccata.
Lavorare su questi aspetti, anche in un percorso psicologico, le permetterebbe di esplorare con maggiore serenità il significato delle emozioni che sta vivendo e di trovare nuove modalità per gestirle, proteggendo ciò che per lei è importante ma anche aprendosi, gradualmente, alla possibilità di coesistere con questo cambiamento senza che diventi un ostacolo alla relazione.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Il fatto che suo fratello si trovi bene con lui può accentuare il senso di solitudine o di disconnessione che prova, ma non significa che il suo sentire sia meno valido o giustificato. Le emozioni che prova, compresa l’irritazione, hanno un significato e vanno ascoltate, non giudicate. È importante non colpevolizzarsi per questi sentimenti, quanto piuttosto provare a esplorarli: cosa la ferisce davvero? Cosa teme di perdere? Che ruolo aveva quel legame con sua madre per lei, prima di questo cambiamento?
In parallelo, può essere utile iniziare a costruire spazi di dialogo autentico con sua madre, che non siano centrati sul conflitto, ma sul bisogno: il bisogno di sentirsi vista, riconosciuta, di riavere un tempo o un’attenzione che ora le sembra mancare. Spesso, quando le tensioni crescono, si comunica più attraverso il malessere che attraverso il confronto, ma uno scambio basato su ciò che prova davvero potrebbe aiutare anche sua madre a comprendere meglio la situazione, senza sentirsi attaccata.
Lavorare su questi aspetti, anche in un percorso psicologico, le permetterebbe di esplorare con maggiore serenità il significato delle emozioni che sta vivendo e di trovare nuove modalità per gestirle, proteggendo ciò che per lei è importante ma anche aprendosi, gradualmente, alla possibilità di coesistere con questo cambiamento senza che diventi un ostacolo alla relazione.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Si tratta di una condizione comune a giovani che si trovano nelle sue condizioni di vita, in cui i confini e la forma della famiglia sono mutati.
Le propongo un colloquio, magari online, per provare insieme a guardare meglio in questa situazione e a rispondere alla sua domanda.
Le propongo un colloquio, magari online, per provare insieme a guardare meglio in questa situazione e a rispondere alla sua domanda.
Buonasera,
Il suo racconto restituisce con molta chiarezza quanto il cambiamento in una relazione così importante, come quella con la propria madre, possa far emergere emozioni intense, difficili da “far scivolare via”, come dice lei.
Mi chiedo: cosa rappresentava per lei quel “prima” con sua mamma, e cosa sembra minacciarlo oggi?
A volte, non è tanto “lui” il problema, quanto il significato che questo “lui sempre presente” viene ad assumere nella propria storia affettiva.
Forse, più che cercare di tollerare, può essere interessante provare a comprendere… ma non da sola.
Se vuole, possiamo iniziare a esplorare insieme cosa si sta davvero muovendo dentro di lei.
Mi tengo a disposizione.
Un caro saluto,
Dr. Giorgio De Giorgi
Il suo racconto restituisce con molta chiarezza quanto il cambiamento in una relazione così importante, come quella con la propria madre, possa far emergere emozioni intense, difficili da “far scivolare via”, come dice lei.
Mi chiedo: cosa rappresentava per lei quel “prima” con sua mamma, e cosa sembra minacciarlo oggi?
A volte, non è tanto “lui” il problema, quanto il significato che questo “lui sempre presente” viene ad assumere nella propria storia affettiva.
Forse, più che cercare di tollerare, può essere interessante provare a comprendere… ma non da sola.
Se vuole, possiamo iniziare a esplorare insieme cosa si sta davvero muovendo dentro di lei.
Mi tengo a disposizione.
Un caro saluto,
Dr. Giorgio De Giorgi
Buonasera, grazie per la sua condivisione. L'introduzione di un terzo all'interno di una relazione diadica può portare con sé emozioni varie e a volte contrastanti tra loro come confusione, rabbia, tristezza, paura...Lei ha dovuto affrontare un grande cambiamento e si è trovato/a a dover fare spazio ad una nuova persona all'interno dei propri confini familiari. Accogliere qualcuno che non si è scelto in una dimensione così intima come quella della propria casa non è semplice ed è comprensibile che lei possa sentirsi "invaso/a".
Mi domando se dietro alla sua rabbia vi sia in realtà una tristezza: tristezza per essersi sentito in qualche modo "tradito" e "abbandonato" da sua mamma. Non è raro che ci si senta sostituiti o abbandonati quando un genitore con cui si è creato un legame molto forte vive una nuova relazione sentimentale.
Forse potrebbe esserle d'aiuto parlare a sua mamma con un linguaggio nuovo, diverso da quello della rabbia, spiegarle che le manca ritagliarvi uno spazio solo vostro e che desidera ritrovarla in una dimensione genitore-figlio che teme essersi persa.
Un saluto,
Dott.ssa Giulia Rosati
Mi domando se dietro alla sua rabbia vi sia in realtà una tristezza: tristezza per essersi sentito in qualche modo "tradito" e "abbandonato" da sua mamma. Non è raro che ci si senta sostituiti o abbandonati quando un genitore con cui si è creato un legame molto forte vive una nuova relazione sentimentale.
Forse potrebbe esserle d'aiuto parlare a sua mamma con un linguaggio nuovo, diverso da quello della rabbia, spiegarle che le manca ritagliarvi uno spazio solo vostro e che desidera ritrovarla in una dimensione genitore-figlio che teme essersi persa.
Un saluto,
Dott.ssa Giulia Rosati
Ciò che stai raccontando è la fatica di dover "condividere" tua mamma, di non riconoscere più alcuni spazi che prima erano solo vostri, e forse anche di vedere lei cambiare in qualche modo, per adattarsi alla presenza di questo nuovo compagno. È comprensibile che questo ti tocchi così tanto, e che a volte sia difficile contenere la frustrazione, anche se dentro di te sai che non vuoi rovinare il legame con lei.
Allo stesso tempo, è bello vedere che stai cercando un modo per migliorare le cose: non ti stai arrendendo. Stai cercando di capire, di non esplodere, di preservare il rapporto… e questo è un segnale di maturità e di affetto sincero.
Quello che potrebbe aiutarti, piano piano, è ritagliare uno spazio in cui parlare con tua mamma non solo per litigare o esprimere fastidi, ma per raccontarle come ti senti davvero. Non tanto per accusarla o per giudicare il suo compagno, ma per farle capire che hai bisogno di sentire che tra voi c’è ancora un filo forte, uno spazio vostro, anche in questa nuova configurazione familiare. È possibile che, presi da nuove dinamiche, i genitori diano per scontato che i figli si adattino senza difficoltà, ma spesso serve che qualcuno glielo faccia notare con dolcezza.
Anche il fatto che tuo fratello abbia un rapporto diverso con lui non significa che il tuo sentire sia meno valido. Ognuno vive i legami in modo diverso. Il tuo fastidio non ha bisogno di essere giustificato: ha solo bisogno di essere accolto e capito, anche da te stessa.
Allo stesso tempo, è bello vedere che stai cercando un modo per migliorare le cose: non ti stai arrendendo. Stai cercando di capire, di non esplodere, di preservare il rapporto… e questo è un segnale di maturità e di affetto sincero.
Quello che potrebbe aiutarti, piano piano, è ritagliare uno spazio in cui parlare con tua mamma non solo per litigare o esprimere fastidi, ma per raccontarle come ti senti davvero. Non tanto per accusarla o per giudicare il suo compagno, ma per farle capire che hai bisogno di sentire che tra voi c’è ancora un filo forte, uno spazio vostro, anche in questa nuova configurazione familiare. È possibile che, presi da nuove dinamiche, i genitori diano per scontato che i figli si adattino senza difficoltà, ma spesso serve che qualcuno glielo faccia notare con dolcezza.
Anche il fatto che tuo fratello abbia un rapporto diverso con lui non significa che il tuo sentire sia meno valido. Ognuno vive i legami in modo diverso. Il tuo fastidio non ha bisogno di essere giustificato: ha solo bisogno di essere accolto e capito, anche da te stessa.
Gentile utente mi sembra una situazione molto complessa che andrebbe vista meglio con uno psicologo; le consiglio di intraprendere un percorso di supporto psicologico.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso. Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo. Resto a disposizione attraverso consulenze online. Dott. Luca Rochdi
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso. Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo. Resto a disposizione attraverso consulenze online. Dott. Luca Rochdi
Il cambiamento del rapporto con tua mamma, che ora è legata a un’altra persona, può inevitabilmente generare conflitti interiori e tensioni, soprattutto se hai l'impressione che la sua attenzione e il suo affetto siano ora più concentrati sul suo compagno che su di te. Le discussioni che hai con lei, poi, sembrano portarti ancora più lontano dal tipo di rapporto che desideri.
C’è una forte differenza tra il voler mantenere il proprio spazio e il rispetto per le scelte della mamma. Tuo fratello sembra riuscire a convivere con questa nuova dinamica, ma ognuno di noi ha un modo diverso di reagire al cambiamento, e non è sbagliato che tu abbia difficoltà a gestirlo!
Per migliorare la situazione, potrebbe essere utile fare un passo indietro e cercare di parlare con tua mamma apertamente, ma in modo calmo e non accusatorio...
Esprimile come ti senti senza attaccare lei o il suo compagno. Parlale delle tue emozioni, dicendo che ti manca il rapporto che avevate prima, e cerca di capire anche il suo punto di vista.
Inoltre, cercare di stabilire dei confini che ti facciano sentire più a tuo agio, come momenti da trascorrere insieme solo con lei, potrebbe essere un modo per trovare un equilibrio che rispetti entrambe le parti.
Infine, cercare di comprendere che, anche se non ti va a genio la sua scelta, tua mamma ha il diritto di vivere la sua vita come meglio crede. Accettare questo, pur con difficoltà, potrebbe aiutarti a trovare una serenità maggiore!
C’è una forte differenza tra il voler mantenere il proprio spazio e il rispetto per le scelte della mamma. Tuo fratello sembra riuscire a convivere con questa nuova dinamica, ma ognuno di noi ha un modo diverso di reagire al cambiamento, e non è sbagliato che tu abbia difficoltà a gestirlo!
Per migliorare la situazione, potrebbe essere utile fare un passo indietro e cercare di parlare con tua mamma apertamente, ma in modo calmo e non accusatorio...
Esprimile come ti senti senza attaccare lei o il suo compagno. Parlale delle tue emozioni, dicendo che ti manca il rapporto che avevate prima, e cerca di capire anche il suo punto di vista.
Inoltre, cercare di stabilire dei confini che ti facciano sentire più a tuo agio, come momenti da trascorrere insieme solo con lei, potrebbe essere un modo per trovare un equilibrio che rispetti entrambe le parti.
Infine, cercare di comprendere che, anche se non ti va a genio la sua scelta, tua mamma ha il diritto di vivere la sua vita come meglio crede. Accettare questo, pur con difficoltà, potrebbe aiutarti a trovare una serenità maggiore!
Capisco la sua difficoltà nell'accettare la presenza costante del compagno di sua madre, un cambiamento che sta evidentemente impattando sul legame che avevate. La sua reazione è comprensibile, poiché l'introduzione di una nuova figura affettiva in famiglia può scombussolare gli equilibri preesistenti e generare un senso di perdita del rapporto esclusivo con sua madre.
Il contrasto con la reazione di suo fratello sottolinea come ognuno viva le dinamiche familiari in modo unico, basandosi sulla propria storia e sui propri bisogni emotivi. La sua sofferenza nel non riuscire a mantenere la serenità e nel sentire che il rapporto con sua madre si sia incrinato è significativa.
Per affrontare questa situazione, un passo cruciale è avviare un dialogo aperto e onesto con sua madre. Esprima i suoi sentimenti in modo assertivo, focalizzandosi su come la fa sentire questa nuova dinamica ("Mi sento a disagio quando...", "Provo tristezza perché..."). Eviti giudizi sul compagno e concentri l'attenzione sul suo vissuto emotivo e sul suo desiderio di preservare un legame significativo con lei.
Parallelamente, un'introspezione sulle ragioni profonde della sua intolleranza potrebbe essere utile. Si chieda cosa nello specifico la disturba così tanto. È la sensazione che sua madre sia meno disponibile per lei? Teme che questa nuova relazione possa in qualche modo allontanarla? Riconoscere le radici delle sue emozioni può aiutarla a gestirle meglio e a comunicarle in modo più efficace.
Consideri anche la possibilità di negoziare all'interno della famiglia degli spazi e dei tempi dedicati esclusivamente al rapporto con sua madre. Questo potrebbe aiutarla a sentirsi ancora parte integrante della sua vita e a preservare una parte della vostra precedente intimità. Non si tratta di escludere il compagno, ma di trovare un nuovo equilibrio che tenga conto dei bisogni di tutti.
Se nonostante i suoi sforzi la situazione dovesse rimanere fonte di forte stress e il dialogo con sua madre dovesse rivelarsi difficile, non escluda la possibilità di un breve percorso di supporto psicologico individuale. Un professionista può offrirle uno spazio di ascolto neutrale per esplorare le sue emozioni, aiutarla a sviluppare strategie comunicative più efficaci e a trovare modi costruttivi per affrontare questo cambiamento familiare, preservando il suo benessere emotivo.
Il contrasto con la reazione di suo fratello sottolinea come ognuno viva le dinamiche familiari in modo unico, basandosi sulla propria storia e sui propri bisogni emotivi. La sua sofferenza nel non riuscire a mantenere la serenità e nel sentire che il rapporto con sua madre si sia incrinato è significativa.
Per affrontare questa situazione, un passo cruciale è avviare un dialogo aperto e onesto con sua madre. Esprima i suoi sentimenti in modo assertivo, focalizzandosi su come la fa sentire questa nuova dinamica ("Mi sento a disagio quando...", "Provo tristezza perché..."). Eviti giudizi sul compagno e concentri l'attenzione sul suo vissuto emotivo e sul suo desiderio di preservare un legame significativo con lei.
Parallelamente, un'introspezione sulle ragioni profonde della sua intolleranza potrebbe essere utile. Si chieda cosa nello specifico la disturba così tanto. È la sensazione che sua madre sia meno disponibile per lei? Teme che questa nuova relazione possa in qualche modo allontanarla? Riconoscere le radici delle sue emozioni può aiutarla a gestirle meglio e a comunicarle in modo più efficace.
Consideri anche la possibilità di negoziare all'interno della famiglia degli spazi e dei tempi dedicati esclusivamente al rapporto con sua madre. Questo potrebbe aiutarla a sentirsi ancora parte integrante della sua vita e a preservare una parte della vostra precedente intimità. Non si tratta di escludere il compagno, ma di trovare un nuovo equilibrio che tenga conto dei bisogni di tutti.
Se nonostante i suoi sforzi la situazione dovesse rimanere fonte di forte stress e il dialogo con sua madre dovesse rivelarsi difficile, non escluda la possibilità di un breve percorso di supporto psicologico individuale. Un professionista può offrirle uno spazio di ascolto neutrale per esplorare le sue emozioni, aiutarla a sviluppare strategie comunicative più efficaci e a trovare modi costruttivi per affrontare questo cambiamento familiare, preservando il suo benessere emotivo.
Gentile Utente, buongiorno. Mi spiace leggere la sua difficoltà. Posso immaginare che ritrovarsi costantemente a dover discutere, sia faticoso per lei e condizioni la sua serenità.
Nel suo messaggio, lei chiede come comportarsi per migliorare la situazione.
In questa domanda, lei parla di "migliorare". Sarebbe davvero importante comprendere questa sua volontà più approfonditamente e cercare di identificare se questo suo desiderio sia rivolto a sè stessa o al suo rapporto con sua mamma e il suo compagno e quali siano le ragioni che la spingono verso queste necessità.
Le chiedo anche se ha riflettuto sulla possibilità di confrontarsi con sua mamma, raccontandole le sue difficoltà nella situazione attuale, come sta facendo in modo chiaro qui ora. Se questo è ciò che desidera, consideri la possibilità di un confronto sincero, senza necessità di giungere allo scontro. Questa è una modalità possibile per parlarne.
Indagare passo dopo passo questi punti con un professionista potrebbe esserle d'aiuto donandole sollievo, e maggior chiarezza sui prossimi passi da seguire in questa situazione.
Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Letizia Turchetto
Nel suo messaggio, lei chiede come comportarsi per migliorare la situazione.
In questa domanda, lei parla di "migliorare". Sarebbe davvero importante comprendere questa sua volontà più approfonditamente e cercare di identificare se questo suo desiderio sia rivolto a sè stessa o al suo rapporto con sua mamma e il suo compagno e quali siano le ragioni che la spingono verso queste necessità.
Le chiedo anche se ha riflettuto sulla possibilità di confrontarsi con sua mamma, raccontandole le sue difficoltà nella situazione attuale, come sta facendo in modo chiaro qui ora. Se questo è ciò che desidera, consideri la possibilità di un confronto sincero, senza necessità di giungere allo scontro. Questa è una modalità possibile per parlarne.
Indagare passo dopo passo questi punti con un professionista potrebbe esserle d'aiuto donandole sollievo, e maggior chiarezza sui prossimi passi da seguire in questa situazione.
Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Letizia Turchetto
Quello che stai vivendo è una reazione del tutto comprensibile a un cambiamento importante negli equilibri familiari. L’ingresso di una nuova figura all’interno della dinamica madre-figlia può generare sentimenti di esclusione, gelosia o frustrazione, soprattutto se percepisci una perdita di spazio emotivo o di intimità con tua madre.
È importante che tu possa riconoscere e legittimare queste emozioni, senza giudicarle. Più che concentrarti sul comportamento del compagno, potrebbe essere utile spostare il focus su ciò che tu stai vivendo e sul tuo bisogno relazionale: ad esempio, il bisogno di sentirti vista, ascoltata, di recuperare un legame esclusivo e autentico con tua madre.
Un suggerimento concreto potrebbe essere quello di comunicare i tuoi vissuti in modo assertivo, evitando il conflitto diretto: esprimere cosa provi (“mi sento esclusa, mi manchi”) piuttosto che focalizzarti su ciò che ti dà fastidio dell’altro (“lui è sempre presente”). Questo riduce la possibilità di creare una reazione difensiva da parte sua.
Nel frattempo, lavorare sulla costruzione di spazi personali e sull’autoregolazione emotiva — ad esempio attraverso tecniche di gestione della rabbia, journaling, o anche il confronto con un terapeuta — può aiutarti a ristabilire un senso di controllo e benessere interno.
È importante che tu possa riconoscere e legittimare queste emozioni, senza giudicarle. Più che concentrarti sul comportamento del compagno, potrebbe essere utile spostare il focus su ciò che tu stai vivendo e sul tuo bisogno relazionale: ad esempio, il bisogno di sentirti vista, ascoltata, di recuperare un legame esclusivo e autentico con tua madre.
Un suggerimento concreto potrebbe essere quello di comunicare i tuoi vissuti in modo assertivo, evitando il conflitto diretto: esprimere cosa provi (“mi sento esclusa, mi manchi”) piuttosto che focalizzarti su ciò che ti dà fastidio dell’altro (“lui è sempre presente”). Questo riduce la possibilità di creare una reazione difensiva da parte sua.
Nel frattempo, lavorare sulla costruzione di spazi personali e sull’autoregolazione emotiva — ad esempio attraverso tecniche di gestione della rabbia, journaling, o anche il confronto con un terapeuta — può aiutarti a ristabilire un senso di controllo e benessere interno.
Gentile Utente, comprendo perfettamente quanto questa situazione possa crearle disagio e frustrazione. È del tutto normale provare queste emozioni quando un cambiamento così significativo interviene nella dinamica familiare, specialmente quando tocca il rapporto con sua madre. Forse potrebbe aiutarla riflettere sulle ragioni più profonde del suo fastidio: a volte, dietro l’insofferenza verso una persona nuova nella vita di un genitore, si nasconde la paura di perdere quel legame speciale che si aveva prima, o il timore di essere messi in secondo piano; magari è semplicemente una questione di carattere, e quel signore, per quanto magari sia una brava persona, ha modi o atteggiamenti che la irritano senza un motivo preciso. Un passo importante potrebbe essere parlarne con sua madre in un momento di tranquillità, senza lasciarsi sopraffare dalla rabbia, usando un tono sincero ma non accusatorio per far comprendere il suo punto di vista; allo stesso tempo, forse potrebbe provare a conoscere meglio il compagno di sua madre, magari trovando dei momenti neutri in cui interagire senza pressioni. A volte capire una persona al di là dei pregiudizi può alleviare la tensione.
Non è detto sia facile, ma con un po’ di pazienza e apertura, forse potrà ritrovare un equilibrio nel suo rapporto con sua madre, anche con questa nuova presenza nella sua vita.
Per qualunque altra domanda o dubbio, non esiti a contattarmi.
Non è detto sia facile, ma con un po’ di pazienza e apertura, forse potrà ritrovare un equilibrio nel suo rapporto con sua madre, anche con questa nuova presenza nella sua vita.
Per qualunque altra domanda o dubbio, non esiti a contattarmi.
Buonasera, ho letto il suo messaggio e le rispondo adesso.
Grazie per aver scritto qui.
Mi dispiace per questa situazione che sta vivendo, mi sembra di capire che non la faccia sentire bene.
C'è da dire che questa non è la sede adatta per approfondire. Tuttavia, le vorrei chiedere se ha parlato direttamente con loro, se c'è stata e se c'è possibilità di scambio, se ha fatto presente la sua posizione. Parlarne, in generale, spesso aiuta perché permette intanto di alleggerirci un po' e anche di vedere le cose da diverse prospettive.
Purtroppo, non posso dirle qui come comportarsi, dal momento che bisognerebbe approfondire molto di più tutti i vari aspetti di cui parla e anche aspetti suoi personali. Questo consentirebbe poi di individuare strategie che le siano utili e funzionali in questa situazione di stallo e di tensione anche.
Resto a disposizione, buona serata!
Grazie per aver scritto qui.
Mi dispiace per questa situazione che sta vivendo, mi sembra di capire che non la faccia sentire bene.
C'è da dire che questa non è la sede adatta per approfondire. Tuttavia, le vorrei chiedere se ha parlato direttamente con loro, se c'è stata e se c'è possibilità di scambio, se ha fatto presente la sua posizione. Parlarne, in generale, spesso aiuta perché permette intanto di alleggerirci un po' e anche di vedere le cose da diverse prospettive.
Purtroppo, non posso dirle qui come comportarsi, dal momento che bisognerebbe approfondire molto di più tutti i vari aspetti di cui parla e anche aspetti suoi personali. Questo consentirebbe poi di individuare strategie che le siano utili e funzionali in questa situazione di stallo e di tensione anche.
Resto a disposizione, buona serata!
Buonasera! La prima cosa che mi viene da dire è di provare a capire se ci sia stato qualche episodio specifico per cui è iniziata questa sensazione di malessere verso il compagno di sua madre. Altra cosa, che sembra scontata ma è alla base di tutto, è di provare a parlare di come si sente e di che cosa le manca o vorrebbe direttamente con sua madre in privato. So che non sempre è facile o magari ci ha già provato, ma mettersi a nudo rispetto alle proprie emozioni, al proprio sentire, è importante, anche perchè solo avendo una conversazione con sua madre può capire come poter provare a cambiare tale situazione che non la fa stare bene.
Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.