Buonasera, Ho 35 anni e fin da piccola, nei momenti di maggiore stress, dopo aver mangiato avverto

Buonasera, Ho 35 anni e fin da piccola, nei momenti di maggiore stress, dopo aver mangiato avverto nausee e senso di vomito, a volte arrivando anche ai conati.Una volta questo mi è successo in un locale pubblico e da quel giorno non sono più riuscita a mangiare in pubblico. Ho contattato una psicologa per risolvere il problema, ma parlando del mio passato, durante la terapia ero sempre più triste, fino a sfociare di nuovo in questi episodi di vomito, che ora ho anche a casa. Cosa devo fare? Almeno per tranquillizzarmi a casa?

21 risposte


Gentilissima, forse il fatto che parlando del passato si sentisse “sempre più triste fino a sfociare di nuovo in questi episodi di vomito” mostra che esiste un legame tra quel passato, la tristezza e il vomito. Non sappiamo se abbia proseguito la psicoterapia, nel messaggio lascia in qualche modo intendere di averla interrotta. Forse ritornare a quel passato e’ stato troppo doloroso ed è comprensibile che non voglia rivivere anche in terapia quella sensazione di “vomito”. Potrebbe però tornare da quella psicologa, e parlarle di come si è sentita e delle sue paure di fronte a quella emozione, psichica e corporea. Oppure, potrebbe contattare un’altra psicologa che le ispiri fiducia. Ciò che conta è non lasciare tutto questo inascoltato. Scelga di farsi aiutare. Un caro saluto, Marta Corradi

Ottieni una risposta grazie al consulto online

Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.


Buon pomeriggio. Le fasi della terapia vanno come onde, alti e bassi. Succede spesso che aprire vecchi cassetti faccia male e ci faccia sentire più tristi.Proprio quei cassetti che con fatica emotiva teniamo chiusi. Ognuno ha il suo tempo e il vomito è un sintomo di qualcosa, non a caso è tornato. Spesso chiudere quello che bolle in pentola, senza comprenderlo e accettarlo tende ad essere sempre presente e a farsi notare, in qualche modo. Le consiglio come già bene scritto dalla collega di ascolatrsi e di contattare la terapeuta con cui ha iniziato il suo percorso, oppure di intraprendere un nuovo percorso psicoterapeutico. Rimango a disposizione. Un saluto e buon natale. Dott.ssa Chiara Pavia


Salve, credo che per lei sia più opportuno rivolgere questa domanda direttamente alla psicoterapeuta che la segue. Buona serata. Dott. Fiori


Cara utente, evidentemente il vomito è un sintomo è rappresenta qualcosa che dentro di lei deve riuscire a prendere voce. Abbia fiducia della sua psicologa e condivida insieme a lei quanto raccontato in questa sede. Può essere un utile elemento per la psicoterapia. Un caro saluto. Dott.ssa Francesca Tardio


Buonasera, le suggerisco di provare a recuperare in Psicoterapia il "volto" del suo stato di stress che appare avere radici infantili e, nel frattempo, associare il cibo a ricordi sereni. Un caro saluto Dott.ssa Marina Bellomo


Se il vomito non è giustificato da nessun problema fisico allora sicuramente potrebbe rappresentare il bisogno di esprimersi da parte di un vissuto e di emozioni di cui al momento sappiamo ancora molto poco tranne che hanno la necessità di "uscire fuori" e che sono per lei dolorose. La psicoterapia è prima di tutto un viaggio, un'esplorazione di noi stessi con la compagnia di qualcuno a cui affidarsi e su cui poter contare che può aiutarci a conoscerci meglio, a sondare parti di noi emozioni, pensieri, prospettive ancora sconosciuti che è il momento di incontrare. Le suggerisco di valutare l'inizio di un percorso di terapia per iniziare insieme questo viaggio, in caso mi trova disponibile ad riceverla (attraverso la video-consulenza online di questo portale) e, se mi permette, la invito con piacere a ritagliarsi qualche minuto per leggere la mia descrizione presente su questa piattaforma e farsi una prima idea di me del mio approccio; se la lettura le piacerà e se si sentirà motivata a mettersi in gioco (scegliere di affrontare il nostro dolore è una scelta molto coraggiosa e una scommessa su noi stessi!), mi troverà felice di accoglierla. Resto a sua disposizione e, se vuole, la aspetto.


Gentile utente il passo di rivolgersi ad un terapeuta per farsi aiutare è stata la scelta migliore. In terapia spesso si toccano tasti dolorosi, si aprono cassetti chiusi da tempo, questo fà parte del processo l'importante è che lei rispetti i suoi tempi. Le consiglio di portare in terapia quanto esplicitato nella sua domanda servirà a lei e servirà alla collega per poterci lavorare insieme. Rimango a sua disposizione, un caro saluto Dott.ssa Stefania Manganaro


Salve, sembra che la situazione sia molto profonda, io credo che ne debba parlare con la sua terapeuta che ha più elementi per poter gestire il caso. le auguri di risolvere Massimiliano


Dal dolore il passaggio al vomito non è diretto, c’è un intermezzo psichico che va studiato... Prosegua con fiducia nel suo percorso, ricordando che, per quanto indubbiamente fastidioso, un sintomo esprime sempre la sua chance di elaborazione e di formazione interna.. Buon lavoro dunque!


Gentile utente di mio dottore, Ha fatto bene ad affidarsi ad uno specialista per la risoluzione della sua problematica. Continui il percorso psicoterapico, che sicuramente in certi frangenti potrà farla stare peggio, ma che alla fine vedrá si rivelerà un valido supporto nel farle acquisire gli strumenti necessari con cui fronteggiare diversamente i momenti difficili della sua vita. Non demorda. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara


Mi dispiace leggere questa sua condizione, è davvero dura sentire di non essere padroni delle proprie reazioni fisiche. Sembra legarsi a qualcosa che non riesce proprio a digerire e che, di conseguenza, si manifesta nella sua violenza come sintomo reale e fisico. A mio parere ha bisogno di continuare una psicoterapia, se posso le suggerirei l'Analisi Transazionale come approccio o la psicoterapia sensomotoria. Per qualsiasi dubbio può contattarmi in privato. Le auguro di riprendere presto in mano il suo potere. Saluti


Gent.ma, se ha già escluso una causalità organica per la sua patologia e ha compreso (data anche la persistenza dei sintomi e il fatto che si manifestino soprattutto in occasioni che la pongono in una condizione di sofferenza e di angoscia) che si tratta di una somatizzazione, per arrivare a una remissione della sintomatologia non resta che ricostruirne i rapporti di causa e effetto, eventuali connesioni, ecc. E, dunque, non resta che parlarne. Dopo tanti anni di attesa ha deciso di chiedere aiuto ed è una buona cosa. Non si fermi al primo ostacolo, vada avanti e si faccia sostenere dalla sua terapeuta, esponendole le sue difficoltà. Sarà lì per ascoltarla. Non è facile, non lo è per nessuno, le questioni vanno attraversate per poter essere risolte. Provi però a pensare a quando starà meglio, libera da questa condizione che l'ha appesantita per anni. La saluto cordialmente, buone feste. Marina Montuori


Buonasera, è probabile che il vomito e la nausea siano delle reazioni somatiche allo stress. Io con lei lavorerei proprio sul bloccare questa tentata soluzione che è disfunzionale cercando degli strumenti che la aiutino a gestire lo stress. Cordialmente


Gentile utente, il fatto che parlando del passato è aumentata la tristezza e son tornati i conati di vomito fa pensare che probabilmente esiste un legame tra quel passato, il vomito e la tristezza. Il vomito è un sintomo e come tale rappresenta qualcosa che ha bisogno di prender voce dentro di lei. Prosegua con fiducia nel suo percorso, parli delle sue sensazioni con la sua psicologa, per quanto fastidioso, il sintomo costituisce sempre un'occasione di elaborazione e di crescita interiore. Cordialmente, Dott.ssa Paola Trombini


Buonasera, dal mio punto di vista sussistono delle dinamiche inconsce che stanno generando il sintomo. Sarebbe necessario un intervento su di esse per rimuoverle.


buongiorno, gli elementi che ci fornisce non sono certo sufficienti per poter comprendere pienamente il problema e per poterle dare dei consigli in merito. Il suo percorso psicoterapeutico non era evidentemente giunto alla conclusione. Le consiglio di riprenderlo o iniziarne un altro . Cordiali saluti Dott. Roberto Pitzalis


Ha consultato anche un medico per escludere eventuali cause organiche che si sovrappongono? Resto a disposizione. Dott. Salvatore De Costanzo

Dr. Salvatore De Costanzo

Dr. Salvatore De Costanzo

psicologo

San Giorgio a Cremano

Prenota visita

Salve. Fisiologicamente la nausea e il vomito sono dei meccanismi vitali che l'organismo attiva quando si ingeriscono sostanze tossiche. Anche i vissuti emotivi, possono essere tossici. Sarebbe utile indagare su ciò che la intossica emotivamente per potersi liberare. Sono disponibile per approfondimenti, anche on line


Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online


Comprendo perfettamente il Suo senso di scoraggiamento: trovarsi a fronteggiare tra le mura di casa un malessere che prima sembrava confinato ai luoghi pubblici può dare la sensazione di aver perso l'unico porto sicuro che Le rimaneva. È profondamente doloroso sentire che il tentativo di prendersi cura di sé, attraverso la parola e il racconto del passato, abbia in qualche modo riacceso un sintomo così invasivo. Quello che Lei descrive è un corpo che "parla" per proteggerla: la nausea e il riflesso del vomito sono spesso il modo in cui la nostra parte più profonda cerca di espellere qualcosa che sente come non digeribile, che si tratti di emozioni legate allo stress attuale o di vissuti riemersi durante i colloqui. In una prospettiva che guarda all'identità come a un processo relazionale, è possibile che l'esplorazione del passato abbia smosso delle matrici emotive familiari molto antiche, che il Suo corpo sta cercando di gestire nell'unico modo che conosce fin da piccola. Il fatto che il sintomo si sia ripresentato proprio durante la terapia non significa necessariamente che Lei stia peggiorando, ma indica che è stato toccato un nucleo di sofferenza molto vivo. Per ritrovare un po' di tranquillità a casa, potrebbe essere utile provare a "de-medicalizzare" il momento del pasto: non lo veda come una prova da superare, ma cerchi di creare intorno a sé un ambiente che sia il più possibile accogliente e privo di aspettative di performance. Spostare l'attenzione dalle sensazioni dello stomaco a qualcosa di esterno e piacevole, senza forzarsi a finire il piatto, può aiutare a diminuire la pressione interna. La psicoterapia psicodinamica può fare molto in questi casi, ma è fondamentale che Lei possa comunicare apertamente alla Sua terapeuta questo aumento della sintomatologia. Un equilibrio tra l'accoglienza del dolore passato e la tenuta del presente è essenziale affinché il percorso non diventi esso stesso una fonte di "indigestione" emotiva. Esplorare insieme il significato simbolico di questo "non riuscire a trattenere" può essere la chiave per trasformare il sintomo fisico in una comprensione consapevole. La invito a non scoraggiarsi e a dare voce a questo Suo timore proprio all'interno dello spazio terapeutico, affinché possa diventare un terreno di guarigione e non di ulteriore affanno. Con l'augurio di ritrovare presto la serenità necessaria, Le porgo i miei più sentiti saluti. Dott.ssa Giovanna Costanzo Psicoterapeuta


Grazie per la sua domanda. Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come nei momenti di particolare stress, durante problemi di salute o in occasione di cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido supporto. Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile delle difficoltà. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute. Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità. Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp al numero 349-75.1 8.934, oppure utilizzando i recapiti indicati sulla piattaforma miodottore.it⁠. Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri. Cordiali saluti, Dott. Michele Scala Psicologo Psicoterapeuta

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.