Buonasera, ho 19 anni e sono fidanzata da 3 anni con un ragazzo della mia età. Mi capita di discut
Buonasera, ho 19 anni e sono fidanzata da 3 anni con un ragazzo della mia età. Mi capita di discutere spesso con mia madre (unico componente della mia famiglia) per il tempo che passo con lui. Noi stiamo in due zone molto lontane della stessa città quindi mi capita spesso di andare da lui per restarci 3 o 4 giorni, appunto perché il percorso con i mezzi pubblici è di circa un'ora e mezza. Lei è sola, mi ha cresciuto sola e abbiamo sempre avuto un buonissimo rapporto, forse anche troppo morboso. Il punto è che da quando ho cominciato a crescere e a vivere la mia vita lei è sempre intervenuta con i suoi pensieri, spesso giudicanti. Mi dice che secondo lei è sbagliato questo rapporto che definisce "esclusivo" che ho con il mio ragazzo. Ogni volta che sono da lui, poi, mi scrive che le manco e che potrei stare più a casa, spesso usa come scusa la presenza del nostro cane che deve essere portato fuori anche da me. Io per coniare le due cose ho cominciato a far venire il mio ragazzo a casa nostra così da poter passare del tempo con entrambi, ma nemmeno questo ha funzionato: ogni volta che lui è in casa mia madre sta per i fatti suoi. Ho provato a parlarle di quello che provo, di quello che vorrei e di come la penso io, ma ogni volta ricadiamo sempre sugli stessi discorsi: lei mi dice che non lo vuole in casa perché vuole stare per i fatti suoi, che stiamo troppo insieme e secondo lei è sbagliato e che non sono mai a casa per questo motivo. Quindi ogni volta che parto per andare da lui sono assalita da sensi di colpa nei confronti di mia madre e questa cosa mi fa vivere male i giorni in cui sono in casa e quelli in cui sono da lui. Scrivo per cercare di capire se il problema è la estrema sensibilità o se esiste una gelosia da parte di mia madre Spero di aver descritto in modo chiaro la situazione. Grazie mille
25 risposte
Gentile utente, comprendo quanto questa situazione le crei disagio e mi spiace che non riesca a vivere in serenità il rapporto con il suo ragazzo. Da quanto descrive sembra che la mamma faccia fatica ad accettare una figura che si frapponga tra voi due, ed è comprensibile: come lei stessa racconta la mamma ha soltanto lei e probabilmente ha fatto sacrifici, investito energie ed affetto nella crescita della sua unica figlia. Purtroppo però, lei deve riuscire a dare il giusto peso alle parole di sua madre e ai suoi comportamenti perché lei non è responsabile del malessere di sua madre. Ha fatto bene a parlare a sua madre anche se mi sembra che tenda a scaricare un po' troppo le colpe su di lei. Probabilmente la mamma sta attraversando un momento difficile, si sta rendendo conto che prima o poi lei avrà una sua vita e questo scatena delle reazioni come quelle che descrive. Potrebbe essere un'idea proporle di andare insieme da un professionista che vi aiuti a comprendere come affrontare questo momento delicato. Che cosa ne pensa? Un caro saluto
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Buonasera, da quello che dici è chiaro che, nonostante la tua giovane età, tu abbia ben inquadrato il problema. Capisco anche che i sensi di colpa possano far parte della tua quotidianità vista la tua esperienza di vita, ti dico però che è un tuo diritto/dovere costruirti la tua vita e tua mamma dovrà farsene una ragione prima o poi. Purtroppo quando mettiamo al mondo un figlio partiamo con tutti i buoni propositi ma poi le nostre ferite e le nostre paure prendono il sopravvento anche a discapito della serenità dei nostri figli. Non commettere l'errore di fare da madre a tua mamma, farebbe male a tutte e due. Se veramente credi che il tuo fidanzato ti faccia stare bene investici tutto il tempo che ritieni giusto senza mai smettere di ascoltare i tuoi bisogni e poi, perdona tua madre per le sue imperfezioni e perdona te stessa per non essere, per fortuna, esattamente ciò che lei vorrebbe, farà bene ad entrambe! Probabilmente un percorso individuale per comprendere alcune dinamiche familiari ti potrebbe aiutare ad elaborare il tutto, resto a tua disposizione, Dott.ssa Luisa Cirimbilli
Gentile utente, mi dispiace molto per la situazione, purtroppo non è così infrequente che nel momento in cui i figli iniziano a sganciarsi dalla famiglia d'origine si creino dispiaceri e preoccupazioni da parte dei genitori. In questo caso è stata molto matura e coraggiosa a parlare apertamente alla mamma di come si sente e cercare di trovare insieme a lei una soluzione. Tuttavia, è legittimo, soprattutto a questa età, andare in esplorazione e uscire dal nido familiare per investire su altre relazioni. Se la mamma non dovesse iniziare ad accettare questo cambiamento potreste valutare di affrontare insieme qualche colloquio di consulenza psicologica volta proprio a comprendere e accettare queste fasi della vita. In alternativa, potrebbe essere utile iniziare una consulenza psicologica individuale per aiutarla a superare il senso di colpa che deriva da questo naturale allontanamento dalla mamma. Resto a disposizione anche online. Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Pelini
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive. Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL
Cara, è comprensibile che questa situazione le stia creando disagio emotivo. Il rapporto con una madre, soprattutto quando è fortemente connesso, può diventare complesso quando arrivano cambiamenti significativi, come l'inizio di una relazione sentimentale importante. Potrebbe esserci un mix di fattori qui: da un lato, la paura di sua madre di perderla o di non avere più il rapporto intimo che avevate in passato e, dall'altro, il suo desiderio di sviluppare la sua vita e la sua relazione con il ragazzo. È normale che sua madre possa sentirsi un po' abbandonata o sollevare delle preoccupazioni sul cambiamento della dinamica familiare. La soluzione potrebbe passare attraverso una comunicazione aperta e rispettosa tra lei e sua madre. Cercare di condividere i suoi sentimenti in modo empatico, spiegandole come si sente quando è costretta a 'dividere' il suo tempo. È importante trovare un equilibrio tra la nuova vita che sta costruendo e il legame con sua madre, magari pianificando momenti specifici da dedicarle. Potrebbe essere utile esplorare la possibilità di rivolgersi ad uno psicologo, al fine di esplorare strategie per gestire il senso di colpa e trovare un equilibrio emotivo. Il tutto potrebbe essere di aiuto nel vivere serenamente entrambi i momenti, sia quelli trascorsi con il ragazzo che quelli a casa.
Buonasera. Non posso darle una risposta, non posso sapere quelle che sono le motivazioni e i vissuti emotivi di sua madre rispetto alla sua relazione con il partner. Non la conosco quindi non sarebbe professionale. Quello che lei può fare è esplorare con un professionista come il comportamento di sua madre influenza il suo benessere psicologico. Starei proprio su quel senso di colpa e lo esplorerei meglio, insieme ai pensieri che accompagnano questa emozione. La colpa ha diverse sfaccettature e ha un significato soggettivo che è importante esplorare, anche in base alla propria storia di sviluppo. Ad esempio, quando ci si sente in colpa perchè si pensa di aver recato danno/sofferenza a un'altra persona a cui voglio bene, quella si chiama colpa altruistica. E' importante accogliere quel senso di colpa, emozioni e pensieri annessi sviluppando autocompassione e senza giudizio. Rimango a sua disposizione, anche online. Un caro saluto, Dott.ssa Martina Orzi
Gentilissima, mi spiace che lei non possa vivere serenamente uno dei momenti più belli della vita. Sua madre non è abituata a saperla lontana e, ancor più, assieme ad un'altra persona. Non si senta in colpa e non rinunci al rapporto con il suo ragazzo, piuttosto rassicuri sua madre sul fatto che, pur crescendo e uscendo da casa, lei per sua madre ci sarà sempre anche quando non sarete fisicamente assieme. Provi a capire come si sente sua madre, quali sono i pensieri che tutto ciò scatena, le paure che ha. Potete rivolgervi a un professionista che aiuti entrambe ad affrontare questo momento, che è un momento di crescita per entrambe, creerete uno spazio in cui potrete raggiungere una miglior consapevolezza di voi, delle vostre emozioni, e dei pensieri che vi fanno star male. Qualora lo volesse resto a disposizione per qualsiasi informazione o necessità, anche online. I miei migliori auguri Dott.ssa Miculian
Salve, immagino sia molto faticoso tenere in piedi queste due relazioni, pensando di abbandonare l'altro quando se ne allontana. Definisce in effetti la relazione con sua madre come morbosa, prima della relazione con il suo ragazzo. Può partire dall'esplorare dentro di sè la sua modalità di impostare le relazioni, nella loro esclusività e nella paura di perdere l'altro, se ritiene può farlo con uno psicologo
Cara utente, lei mi sembra molto consapevole delle dinamiche che si sono create tra lei e sua madre. Sicuramente essendo stante voi due da sole per molto tempo per sua madre è difficile accettare che lei stia crescendo, e che ci sia un'altra persona ugualmente importante nella sua vita. Si ricordi però che ciò che accade dice di sua madre e non di lei, sentirsi in colpa per ciò che ci sentiamo di fare e per le scelte che noi riteniamo giuste per noi stessi, non le fa bene. Non le permette di validare e di validarsi. Continui a provare ad avere una comunicazione con sua madre, spieghi le sue istanze motivando come si sente ( come ha già fatto dopotutto). Se sua madre fa e farà fatica questo e un pezzettino che non riguarda lei. Rimanere fedeli hai proprio valori è importante per sentirsi efficaci. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Gentile utente, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Ha ben chiaro lei stessa le dinamiche e i meccanismi che stanno regolando le relazioni in questo momento di vita e causando i suoi vissuti di colpa e fatica. Più che di gelosia o estrema sensibilità parlerei proprio del fatto che sia in una fase del ciclo di vita nuova, sta avvenendo una transizione che comporta ristrutturazione e cambiamenti negli equilibri. Probabilmente sua madre in questo momento fatica a trovare le risorse per iniziare ad affrontare il distacco da lei, distacco che appunto è un compito normativo prima di tutto, ma che appunto può creare reazioni nel sistema (formato in questo caso da lei e da sua madre) a cui lei stessa sta reagendo con il suo di vissuto. Penso che sia fondamentale per lei farsi supportare proprio per comprendere gli eventi e le emozioni che caratterizzano quanto sta vivendo e potrebbe essere utile un sostegno analogo anche a sua madre che probabilmente ha anche altri vissuti, aspettative, timori ed esperienze che si sono attivate in concomitanza dell'inizio di questa fase. Resto a disposizione per qualsiasi necessità e le faccio i migliori auguri. Dottoressa Francesca Formaggio
Cara utente, dalle tue parole si percepisce sofferenza per la situazione delicata che stai affrontando, ma anche una forte consapevolezza delle dinamiche relazionali che ti circondano. Come hai scritto, tu e la tua mamma avete condiviso tutto insieme e ora, giustamente, stai prendendo la tua strada e stai condividendo la tua vita non più solo con lei ma anche con il tuo fidanzato. Per i genitori questo è momento particolarmente critico in quanto sentono che i figli hanno meno bisogno di loro e che iniziano ad essere indipendenti. Per la tua mamma questa fase è ancora più difficile in quanto avete vissuto sempre in due e ora è comprensibile che si senta sola. Ricorda però che non devi farti carico della sofferenza e della solitudine di tua mamma, stai affrontando una fase di distacco e di crescita personale fondamentale per la tua persona e per il tuo benessere. Cerca di continuare a parlare in modo aperto e sincero con lei. Potrebbe esserti utile anche un supporto da parte di un professionista al fine di gestire meglio le emozioni spiacevoli che questa situazione ti sta facendo provare. Resto a disposizione online. Ti auguro il meglio. Dottoressa Alessandra De Magistris
Gentilissima, capisco che la situazione che lei sta vivendo con sua madre possa essere complessa e coinvolgente. Dal suo messaggio emergono diverse dinamiche che possono influenzare la sua esperienza emotiva. È positivo che lei abbia cercato di comunicare i suoi sentimenti e le sue esigenze a sua madre. La chiarezza nella comunicazione è essenziale, e potrebbe essere utile continuare a esprimere i suoi pensieri con calma e ascoltare anche le sue preoccupazioni. Cerchi di capire meglio le ragioni dietro le preoccupazioni di sua madre. Chieda apertamente cosa la preoccupa e cerchi di trovare un terreno comune. La comprensione reciproca può contribuire a costruire un rapporto più solido. Inoltre lei ha cercato di coinvolgere il suo ragazzo nella sua casa, ma sembra che la situazione non sia migliorata. Forse potreste trovare un compromesso che soddisfi entrambe le parti, ad esempio stabilire giorni specifici in cui lui può venire a casa sua. È normale che, con il passare degli anni, lei cerchi di sviluppare la sua autonomia e la sua vita personale. Parli con sua madre di come questo processo faccia parte della sua crescita e del suo percorso individuale. Se le tensioni persistono e la comunicazione diventa difficile, potrebbe essere utile coinvolgere un professionista, come uno psicologo o un terapeuta familiare, per guidare il dialogo e trovare soluzioni pratiche. Ricordi che ogni situazione è unica, e ciò che funziona può variare. Cerchi di mantenere un approccio aperto e paziente nella gestione di questa sfida familiare. Un caro saluto, dr.ssa Marina Lumento.
Buongiorno e grazie della sua domanda, esposta in maniera chiarissima. Quando i figli crescono i genitori dovrebbero riorganizzarsi intorno a tempi più liberi dagli impegni familiari e lasciare a loro l'autonomia di sperimentare un nuovo tempo di vita, più adulta. Non sempre è facile e questo può essere causa di grande stress da entrambe le parti. Lei ha diritto di vivere la sua vita in libertà senza troppi fardelli, se possibile, da portarsi dietro. Se dovesse sentire ancora più peso un supporto psicologico è sicuramente un grande aiuto per riuscire a rimettere al proprio posto responsabilità, impegni, sensi di colpa. Cordiali Saluti,
Buonasera, la situazione da lei descritto non è facile e deve essere dolorosa anche da vivere. Purtroppo i fenomeni di confluenza con i genitori sono molto comuni, e soprattutto quando poi il/la figlio/a comincia a individualizzarsi e a divenire autonomæ, il genitore fa fatica ad accettarlo. Può mettere in atto veri e propri meccanismi oppositori e ostacolativi. Lei ha cercato di "accontentare" le due parti come credeva fosse meglio per tutti e 3 ma probabilmente non era questa la richiesta di sua madre. Come avviene sempre, non possiamo cambiare gli altri ma possiamo cambiare noi e se gli altri ci vogliono star vicini entreranno nel processo organicamente. Con ciò le voglio dire, non rinunci alla sua autonomia, alla sua vita come singolo individuo, che fa le sue esperienze e che gode di esse. Per farlo senza sensi di colpa o altri vissuti simili, probabilmente le sarebbe utile un percorso psicologico così da gestire bene il processo di distacco dalla fusione con sua madre e di ricostruzione di un nuovo rapporto con lei, come individui singoli che si vogliono bene. Io sono a disposizione per l'avviamento del percorso online, dott.ssa Anastasia Giangrande
Cara utente, quello che ha riportato è chiarissimo e risalta davvero molto la sensibilità che lei ha e delle persone delle quali si circonda. Come salta all'occhio dal suo discorso la somiglianza speculare delle dinamiche relazionali che lei mette in atto: da lei definita morbosa con sua madre, ma che nello stesso tempo anche se non morbosa sta rendendo "esclusiva" quella con il suo ragazzo. Per quanto sia una strada da lei intrapresa nella costruzione della sua strada di vita personale, è bene però trovare il giusto equilibrio perché oltre tutto questo risalta all'occhio anche l'ansia e la preoccupazione che lei vive nello stare al centro e sentirsi in colpa nel "lasciare" l'uno da solo piuttosto che l'altro e non passare del tempo insieme. Mi verrebbe da dirle, tra queste due relazioni lei dov'è? Magari potrebbe considerare questi aspetti iniziando un percorso supportata da uno specialista delle relazioni. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento. Cordialmente, Dott.ssa Anna Russo
La tua situazione sembra complessa e coinvolgente. Potrebbe essere utile cercare di avere una conversazione aperta e onesta con tua madre, esprimendo i tuoi sentimenti e cercando di comprendere meglio le sue preoccupazioni. In alcuni casi, la comunicazione può essere la chiave per risolvere malintesi e trovare un equilibrio. Prova a chiedere il suo punto di vista e condividere il desiderio di trascorrere del tempo con il tuo ragazzo senza che ciò crei tensioni. La comprensione reciproca potrebbe aiutare a trovare una soluzione che soddisfi tutti.
Cara utente, la ringrazio per aver condiviso queste sue preoccupazioni. Immagino il peso del senso di colpa che sta portando sulle spalle in questo momento della sua vita. Come spesso accade, sua madre sta vivendo la fatica di un allentamento del vostro rapporto, dovuto alla sua crescita, e cerca con tutta se stessa di "riportarla al nido". Tutto questo è sicuramente incrementato dal fatto che il nucleo familiare è molto ristretto, cosa che ha evidentemente portato la mamma ad investire molto sia sulla sua crescita che nel vostro rapporto "simbiotico". Le consiglio di parlare con sua madre apertamente del bene che vi lega e aiutarla a maturare che questa terza persona non andrà ad intaccarlo in alcun modo. Inoltre, la invito a valutare di intraprendere insieme con sua madre un percorso con un professionista che vi aiuti a riflettere sul vostro rapporto. Un caro saluto, Dott.ssa Forino Anna Asia
Buongiorno, La situazione è sicuramente difficile da gestire ed immagino le stia creando molto disagio... Sembra che sua madre abbia delle difficoltà nel suo "lasciare il nido", nonostante i suoi tentativi di trovare una soluzione. Ha preso in considerazione la possibilità di rivolgersi ad un collega? Dott. Marco Cenci
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità. Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza. Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi. Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico
Buonasera, da quel che scrive sembra che sua madre sti faticando a accettare che lei sta crescendo e si sta aprendo al mondo, diventando più autonoma e indipendente. Non per questo vuole meno bene a sua madre, ma è giusto che lei viva la sua vita. Chi è che vuole veramente il rapporto esclusivo? Se lo desidera possiamo vedere meglio come stanno le cose in seduta, immagino che la situazione sia difficile, ci sono di mezzo molti sentimenti e due persone molto importanti per lei. La strada su cui è, parlare, dire ciò che prova e cosa lei vuole, è quella giusta. Se ha piacere sono disponibile per un colloquio. Cordialmente Dott. Marco Dusi
Grazie per aver condiviso la sua esperienza. Quella che descrive sembra essere una dinamica complessa, dove si intrecciano il desiderio di indipendenza tipico della sua età e il bisogno di sua madre di sentirsi vicina a lei, forse anche per il legame stretto che avete costruito nel tempo. È naturale che sua madre possa provare una forma di gelosia o insicurezza, dato che lei rappresenta una figura centrale nella sua vita. È importante trovare un equilibrio che le permetta di vivere serenamente la sua relazione e, allo stesso tempo, di mantenere un buon rapporto con sua madre. Potrebbe provare a instaurare un dialogo profondo con lei, in un momento tranquillo, esprimendo sia la gratitudine per il suo affetto, sia il bisogno di vivere la sua autonomia senza che questo significhi allontanarsi emotivamente. Le ribadisca quanto sia importante per lei, ma spieghi che sta costruendo una vita in cui c’è spazio per entrambe le relazioni. Consideri anche di proporre attività da fare insieme che la coinvolgano, magari in spazi neutri, per ridurre eventuali tensioni. La questione non è legata alla sua "sensibilità", ma piuttosto a un delicato equilibrio affettivo che richiede pazienza e comprensione da entrambe le parti.
Gentile utente, la situazione che si trova a vivere sembra particolarmente delicata e merita attenzione e un ascolto più approfondito certamente rispetto ai suoi sensi di colpa. Cercare di mettere in parola i suoi stati d'animo potrebbe esserle d'aiuto, dal momento che non sempre un genitore riesce a riconoscere alcune difficoltà che la relazione con i propri figli porta con sè. Dott.ssa Arianna Rulli
Gentile utente, quello che sta vivendo è un passaggio evolutivo importante: l’inizio della vita adulta, l'esperienza di un legame affettivo stabile, il bisogno di spazi propri. È fisiologico, e anche sano, che in questo momento lei senta il bisogno di dedicare tempo al suo rapporto di coppia. Il fatto che lo faccia con rispetto, cercando di coinvolgere sua madre e di bilanciare i tempi, dimostra quanto sia attenta e sensibile nei confronti del rapporto con lei. La difficoltà nasce probabilmente da una dinamica familiare che, come ha ben intuito, è stata molto stretta e simbiotica per tanti anni. In contesti dove il legame genitore-figlio è molto profondo — e dove uno dei due genitori è assente — può accadere che, con la crescita del figlio, il genitore si trovi improvvisamente in difficoltà nel rinegoziare il proprio ruolo, provando inconsapevolmente sentimenti di vuoto, solitudine o gelosia. Non si tratta di "colpa" da nessuna delle due parti. Sua madre, probabilmente, sta affrontando una fase di adattamento complessa e, non sapendo come gestirla, reagisce con rigidità, giudizio o richieste implicite che la fanno sentire in colpa. E Lei, da parte sua, si trova nel difficile compito di affermare sé stessa senza ferire chi l’ha cresciuta con dedizione. Il nodo non è “scegliere tra madre e fidanzato”, ma imparare a costruire dei confini affettivi più sani, in cui possano coesistere amore, autonomia e rispetto reciproco. È un percorso che richiede tempo, ma che può essere avviato anche attraverso un confronto professionale: spesso, uno spazio neutro permette di leggere con più chiarezza queste dinamiche e gestire con più serenità il senso di colpa e la pressione emotiva. Se sente il bisogno di approfondire questo passaggio di vita e trovare un modo più equilibrato per viverlo, può valutare una consulenza, online o in studio. Sarà un’occasione per rafforzare la sua autonomia emotiva, senza rinunciare ai legami che le stanno a cuore. Resto a disposizione, Dott.ssa Alessandra Di Fenza
Buonasera, da quello che racconta si percepisce quanto questa situazione le stia comprensibilmente pesando e quanto sia faticoso non riuscire a vivere serenamente il tempo trascorso con il suo ragazzo quando ciò sembra significare togliere qualcosa a sua madre. Quello che descrive sembra riguardare un passaggio di sviluppo delicato e importante come il processo di separazione-individuazione, cioè quel movimento naturale in cui, crescendo, una persona comincia a costruire la propria autonomia al di fuori della cornice familiare. Sembra che entrambe vi troviate in un momento di cambiamento e di ridefinizione del vostro rapporto: un passaggio naturale, ma emotivamente impegnativo che, come nel suo caso, può generare conflitti e tensioni. Credo che la sua domanda necessiti di uno spazio nel quale poter portare e approfondire i vissuti emotivi che riporta, all'interno di un percorso personale dove possano essere accolti e validati, mettendo “al centro” la sua persona e i suoi bisogni affettivi e relazionali. Se sente che è la cosa giusta può contattarmi, anche per la terapia online. Le auguro tante cose buone, un cordiale saluto.
Buonasera. Da ciò che racconta, sembra che la difficoltà non riguardi solo il tempo che passa con il suo ragazzo, ma anche il fatto che il rapporto con sua madre stia facendo più fatica a ridefinirsi mentre lei cresce e cerca uno spazio più autonomo. Non mi sembra quindi solo una questione di “estrema sensibilità”, ma piuttosto una dinamica in cui possono esserci attaccamento, fatica a lasciarla andare e forse anche una componente di gelosia affettiva, pur senza cattive intenzioni. Il senso di colpa che prova merita attenzione, perché rischia di farle vivere male sia la relazione con il suo ragazzo sia quella con sua madre. Se questa situazione dovesse pesarle o destabilizzarla, può valutare un supporto psicologico, con me o con il professionista che ritiene più adatto a lei. Le auguro una buona giornata.
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